Articoli filtrati per data: Maggio 2017

Pescara. Si terrà venerdì 5 maggio alle ore 18 in Sala Consiliare di Palazzo di Città la presentazione dello studio “Libri parrocchiali. Prospettive di ricerca”, uno studio a firma di due docenti dell’Università d’Annunzio, Carmelita Della Penna e Francesco Berardi, voluto dalla parrocchia della Madonna dei Sette Dolori e svolto in collaborazione con l’Università di Chieti, con il patrocinio della Presidenza del Consiglio Comunale che racconta la storia della città ante prima Guerra Mondiale dagli archivi della chiesa della Madonna dei Sette Dolori. Oggi la conferenza di presentazione a cui hanno preso parte il presidente del Consiglio Comunale Francesco Pagnanelli, il parroco della basilica Padre Vincenzo di Marcoberardino e gli autori della pubblicazione.

“Ho preso parte alla gestazione di questo lavoro da prima che fossi eletto presidente del Consiglio Comunale e sono ben felice oggi di vederlo arrivare a compimento – così il presidente del Consiglio Comunale Francesco Pagnanelli – Lo studio degli archivi della parrocchia ripercorre un pezzo della vita di Pescara ricostruita attraverso i registri di quella che è stata la sua prima comunità religiosa. Oggi mi ritrovo a promuovere l'iniziativa che si svolgerà in Sala Consiliare venerdì e a cui invitiamo a partecipare tutta la città, in particolare quella che vede le sue origini storiche in Castellammare, per scoprire aspetti della propria storia che affiora dai registri del tempo e riporta alla vita cittadina di epoche lontane e antiche. Un viaggio affascinante di cui si completa la prima tappa attraverso i nati”.

“La parrocchia risale al 1665, ha un'origine particolare, in precedenza la chiesa si trovava dentro a quella che oggi è la Questura, la Madonna del Carmine – racconta padre Vincenzo di Marcoberardino, parroco della Madonna dei Sette Dolori - gli abitanti di Pescara Colli erano pochissimi e chiesero al Vescovo di Penne di poter elevare a parrocchia quella chiesa e così avvenne, così quella divenne la prima parrocchia. E’ dalle origini che inizia il nostro viaggio che per ora ha riguardato la documentazione dei battesimi, ma abbiamo una storia precedente alla fusione di Pescara e Castellammare con dati che precedono quelli del Comune stesso. Era dunque opportuno computerizzare questi dati perché si conservassero ancora, un lavoro iniziato con la Soprintendenza archivistica 25 anni fa, ma che grazie alla collaborazione con l’Università d’Annunzio è andato avanti e oggi è diventato un libro, dopo tre anni di gestazione delle operazioni di archiviazione dei dati. Un impegno grande dovuto anche alla diversità delle calligrafie, nonché alle aggiunte che i parroci succedutisi hanno fatto fino ai giorni nostri, per questo si tratta di un’opera preziosa perché non si limita a dati anagrafici, ma racconta la storia della città attraverso il tempo”.

“La fonte archivistica è importante e interessante è il fatto che padre Vincenzo l'avesse protetta – illustra Carmelita Della Penna, docente associata di Scienze Giuridiche e Sociali dell'Università d’Annunzio e una delle autrici – Abbiamo accolto con gioia l'invito a informatizzare il materiale. Le fonti sono i registri parrocchiali dove si appuntano battesimi, matrimoni e morti, con degli schemi fissi ma che i parroci arricchivano inserendo informazioni di altro genere legate a mestieri, etnia, flussi migratori, un materiale che offre tanti spunti di ricerca. La parrocchia è stata unica per un lungo periodo e racconta momenti importanti di trasformazione, dalle dominazioni (angioine, aragonesi, borboniche) all’Unità d'Italia. Importanti anche le differenze fra le due realtà cittadine. In principio il progetto comportava la sola informatizzazione, ma durante il cammino è divenuto un libro che è un ulteriore modo per conservare le informazioni: per ora lo abbiamo fatto per i battesimi, auspichiamo di completarlo per matrimoni e atti di morte, allargando i confini di una ricerca voluta tutta dalla parrocchia e sostenuta da questa anche per le borse di studio che hanno preso gli studenti che hanno elaborato il materiale”.

“Abbiamo registrato e informatizzato 13 volumi di atti di battesimo – conclude l’altro autore Francesco Berardi - selezionando tutte le informazioni: un volume di circa 260.000 dati, sui 25.700 nati dal 3 settembre 1667 al 31 dicembre 1914, data convenzionale per la ricerca, sia per l’importanza che ebbe lo scoppio della Prima guerra mondiale, sia perché dalla fine dell'800 la parrocchia non era più l'unica di Castellammare. E' un archivio che in continuità presenta tutti i dati per ricostruire tasselli importanti di storia e che consente un lavoro di tutela che ha salvato i volumi e ciò che contenevano”.

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Pescara. L’appuntamento è per venerdì 5 maggio al Teatro Massimo di Pescara a partire dalle ore 21 con il gran ritorno della lirica a Pescara, di scena l'opera La Traviata di Giuseppe Verdi, secondo il libretto di Francesco Maria Piave, tratto dal romanzo La Signora dalle camelie di Alexandre Dumas (figlio). Sul podio il Maestro Jacopo Sipari di Pescasseroli che darà al capolavoro verdiano una lettura pulsante e vitale e la firma del grande regista italiano Alberto Paloscia, affiancato dall’Aiuto regista Matteo Anselmi , Direttore di scena sarà Franco Prunotto. Oggi la conferenza di presentazione con dall'assessore alla Cultura Giovanni Di Iacovo, Angelica Frassetto Presidente Società Culturale Artisti Lirici Torinese "Francesco Tamagno", motore dello spettacolo, il consigliere Tonino Natarelli il regista Alberto Paloscia e il Maestro Jacopo Sipari.

“Ringrazio i produttori e registi dello spettacolo e il consigliere Natarelli che è stato motore del ritorno della lirica a Pescara – così l’assessore Giovanni Di Iacovo – La nostra città ha diversi appetiti culturali, la lirica di alto profilo ha un significato importante nella nostra programmazione e deve tornare a rappresentare temi e contenuti in cui la nostra cultura si riconosca. Questa proposta negli anni è un po' calata, perciò abbiamo voluto sostenere questo tentativo che spero possa essere anche un viatico perché l’opera possa entrare nel linguaggio culturale della città, per un ritorno a pieno titolo con una compagnia storica che propone il lavoro a Pescara”.

“L’opera è sia importante anche per il benessere sociale che questa tradizione storica italiana porta a chi ne è spettatore – aggiunge il consigliere Tonino Natarelli, presidente della Commissione Politiche Sociali – Per attirare l’attenzione domani, mercoledì 3 maggio, alle 18,30 fra Corso Umberto e via Fabrizi si terrà un flash mob. E’ una grande occasione per Pescara, per ricominciare a diffondere l'Opera e iniziare qui un discorso che sarà più difficile perché il grande pubblico non è ancora più tanto, ma che ha proseliti perché c’è chi va fuori a seguire la lirica. Abbiamo affidato al Maestro Paloscia questo compito, un nome che è garanzia per la buona riuscita dello spettacolo, abbiamo poi un direttore abruzzese noto e stimato, origini importantissime per valorizzare le risorse locali senza che siamo costretti ad andare fuori dall'Abruzzo a cercare nuovi inizi”.

“Volevo ringraziare l'Amministrazione per questa operazione che non sarebbe nata senza questa disponibilità – così il regista Alberto Paloscia – Alcune mie radici mi legano all'Abruzzo e sono veramente orgoglioso e lieto di aver portato qui la Traviata, che nasce da un'idea concepita con Sergio Licurzi, in arte Giuseppe Costanzo, che purtroppo non c'è più da dicembre e al quale questo esordio è dedicato. Abbiamo voluto puntare su un'opera di grande repertorio per il ritorno della lirica in città: un grande titolo verdiano, il più prodotto al mondo. Abbiamo voluto dare un taglio all'antica, con un lavoro importante sulla drammaturgia e sui personaggi, perché la Traviata è un'opera che punta sul realismo e sui personaggi, e su una donna condannata dalla società in cui vive a una crescente solitudine e disperazione. Sono onorato di lavorare per la prima volta con il Maestro Jacopo Sipari di Pescasseroli, conosciuto a Torre del Lago del quale ho apprezzato l’energia positiva e il talento, è un grande trascinatore di orchestre, con una giovane ma grandissima esperienza direzionale. Abbiamo lavorato con giovani voci, emergenti e non, aprendo le porte agli artisti del territorio, l'orchestra proviene per lo più dal Marrucino e per gli altri luoghi sono tutti cantanti abruzzesi da Pescara e Chieti. E’ giusto che nella città di d'Annunzio la lirica viva un ritorno in grande stile”.

“Ho accettato questa operazione con grande determinazione, perché ci fosse un ritorno della lirica in una città come Pescara – così Angelica Frassetto, Presidente Società Culturale Artisti Lirici Torinese "Francesco Tamagno", - Sarà fondamentale capire se c'è un riscontro del pubblico in grado di coprire i costi dell'opera lirica che sono sempre onerosi, ma confidiamo che l’attenzione cresca e si affermi. La nostra società è nata 25 anni fa per aiutare i giovani ad emergere, fino ad oggi è andata bene, con grandi difficoltà e sforzi anche per via dei tagli sulla cultura che sono stati enormi, ma mi auguro che si possa instaurare un discorso nuovo che ci consenta di giocare qui nuove opportunità in forma continuativa. La Traviata è il nuovo inizio ma il 26 agosto eseguiremo il Barbiere di Siviglia al Teatro d'Annunzio, un ritorno o, come speriamo, il secondo passo di un nuovo circuito”.

“Facciamo la Traviata che è l'opera che per tutti gli italiani e i cittadini del mondo rappresenta più ogni altra cosa la Lirica – così il Maestro Jacopo Sipari - Sintetizza il progetto e la volontà di dimostrare che nel 2017 a parlare di opera e di lirica sono i giovani: qui a Pescara si porta una traviata fatta da ragazzi che sono in carriera e professionisti e se vogliamo salvare il teatro dobbiamo far capire che l'opera potrebbe essere il futuro, perché esprime i sentimenti che ognuno di noi vive. La gente oggi va ancora a vedere la Traviata scritta 160 anni fa, perché questa dà sfogo a tutto quello che abbiamo nel cuore. La cosa bella del progetto di cui sono onorato di fare parte è proprio questo, inoltre diamo una speranza a chi vuole fare questo lavoro domani. L'augurio è che la Traviata sia bella per tutti e che ognuno si riconosca nei personaggi della Traviata con l'augurio che possa trasformare Pescara in una piccola perla anche di questa cultura musicale, e dare ragione a ciò che diceva Benedetto Croce, che quando qualcuno si sente giù può sempre dire di essere abruzzese”.

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Pescara. Venerdì 5 maggio ore 21.00 - Florian Espace Florian Metateatro presenta per TEATRO D'AUTORE e altri linguaggi / La storia si fa teatro La compagnia Frosini-Timpano in ACQUA DI COLONIA testo, regia, interpretazione Elvira Frosini e Daniele Timpano consulenza Igiaba Scego voce del bambino Unicef / Sandro Lombardi aiuto regia e drammaturgia FrancescaBlancato scene e costumi Alessandra Muschella e Daniela De Blasio disegno luci Omar Scala progetto grafico Valentina Pastorino uno spettacolo di Frosini/Timpano produzione Accademia degliArtefatti, Kataklisma Teatro con il contributo produttivo di Fondazione Luzzati Teatro della Tosse, Romaeuropa Festival, con il sostegno di Armunia si ringrazia il Teatro di Roma - Teatro Nazionale Noi siamo colonialisti? Lo siamo stati? Che ne sappiamo? E che c'entriamo? E oggi cosa siamo?
Torna dopo lungo tempo a Pescara Daniele Timpano, di cui il pubblico del Florian ha avuto modo di apprezzare la brillante e originale ironia in spettacoli quali “Dux in scatola” e “Ecce Robot”, e torna con Elvira Frosini con la quale ha avviato da qualche stagione un collaudato sodalizio di teatro e di vita.
Il colonialismo italiano. Una storia rimossa e negata, che dura 60 anni, inizia già nell'Ottocento, ma che nell'immaginario comune si riduce ai 5 anni dell'Impero Fascista. Cose sporche sotto il tappetino, tanto erano altri tempi, non eravamo noi, chi se ne importa. È acqua passata, acqua di colonia, cosa c'entra col presente? Eppure ci è rimasta addosso come carta moschicida, in frasi fatte, luoghi comuni, nel nostro stesso sguardo. Vista dall'Italia, l'Africa è tutta uguale, astratta e misteriosa come la immaginavano nell'Ottocento; Somalia, Libia, Eritrea, Etiopia sono nomi, non paesi reali, e comunque “noi” con “loro” non c'entriamo niente; gli africani stessi sono tutti uguali. E i profughi, i migranti che oggi ci troviamo intorno, sull'autobus, per strada, anche loro sono astratti, immagini, corpi, identità la cui esistenza è irreale: non riusciamo a giustificarli nel nostro presente. Come un vecchio incubo che ritorna, incomprensibile, che ci piomba addosso come un macigno.
"Dalla confusione iniziale (figlia delle nostre paura odierne e del nostro rimorso per il passato) si passa a un’impalcatura testuale molto più articolata. La chimica tra Frosini e Timpano è perfetta e ancora una volta i due attori e autori riescono a raccontarci un pezzo della storia italiana, facendo letteralmente a pezzi le nostre fragile certezze. “Acqua di Colonia” (un titolo bellissimo, che ci ricorda come quanto hanno fatto i nostri connazionali in Africa ci resterà addosso e sarà difficile da lavare via) è uno spettacolo importante, corposo e pedagogico, senza per questo risultare noioso e saccente. Frosini e Timpano, con i loro lavori che scandagliano la storia e la società italiana (come “Aldo morto” e “Zombitudine”) hanno ribaltato e rinnovato il concetto stesso di teatro civile…." (Diego Curcio, GenovaQuotidiana, novembre 2016)
Dopo lo spettacolo per Incontri a teatro seguirà un colloquio con la compagnia a cura di Paolo Verlengia
Biglietti: intero € 10 ; ridotto € 8 ; professionale € 6 (per gli allievi delle scuole di teatro convenzionate). E' consigliata la prenotazione.

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Chieti. Grande successo per l’iniziativa del 30 aprile che ha visto il Marrucino, gremito, accogliere una festa-cerimonia in onore del maestro Sante Centurione. Tra le sorprese, la diffusione di un toccante messaggio registrato da Germano D’Aurelio (in arte ‘Nduccio) che proprio con Centurione aveva iniziato a suonare, negli anni ’70.

Alla parte musicale, si sono intervallati i ringraziamenti pubblici - con relativa consegna degli attestati di partecipazione - rivolti ai sostenitori della rassegna concertistica promossa dalla ArtEnsemble, rappresentata dal maestro Giuliano Mazzoccante. Lo stesso presidente della Deputazione Teatrale Teatro Marrucino, nella persona dell’avv. Cristiano Sipari, ha definito Mazzoccante un “Uomo-Squadra” tessendo parole di elogio per il suo operato. Tra i presenti anche il sindaco di Chieti, Umberto Di Primio.

Dopo questo profondo e insieme leggero momento associativo, culturale e spirituale, la rassegna prosegue ora con un NUOVO CONCERTO NEL FOYER: giovedì 4 maggio alle 19 (ingresso 5 euro) tocca infatti a Luigi Colagreco autore e protagonista di Non muoversi - Interpretazione scenica di testi poetici in ambiente sonoro.

Atteso anche l’attore Giovanni Adriani e l’ensemble strumentale composto da Sonia Del Grammastro al flauto, Maurizio Schillaci alla chitarra, Lorenzo Miceli al pianoforte, Rocco Carabba al basso e contrabbasso, Luca Ricciuti e Alain Rapposelli alle percussioni. Direttore e maestro concertatore: Cristiano D'Urbano. Dietro le quinte opereranno invece Fabio Colucci e Francesco Gatti.

“L'intenzione - dichiara Luigi Colagreco - è quella di rendere palpabile la parola poetica, liberandola dalla pagina scritta. Questa volta in particolare - prosegue l’autore - sarà una grande emozione per me, perché presento una mia opera nella mia città. Si tratta di un lavoro intermediale, nato dal legame viscerale tra parola poetica e musica contemporanea. Spero inoltre, con questo progetto, di contribuire ad avvicinare il pubblico alla poesia, linguaggio artistico oggi troppo poco diffuso”.

Lo spettacolo è organizzato in collaborazione con l'associazione MIRA e mette in primo piano testi poetici (letti e sonorizzati dal vivo) tratti dalla raccolta che dà il titolo alla serata, pubblicata dalla Ianieri Edizioni e curata da Federica D'Amato.

Laureatosi cum laude presso l'università di Pisa, Luigi Colagreco consegue anche il diploma in Canto presso il conservatorio D'Annunzio di Pescara. Musicista e interprete, ha vinto, a fine anni ‘90, le selezioni regionali dell'Arezzo Wave Love Festival dove si esibirà con la band teatina La Fenice. Negli anni successivi prende parte al coro del Teatro Marrucino e di altri ensemble vocali, lavorando sotto la direzione di maestri quali ad esempio Ugo Gregoretti e Gianluigi Gelmetti. Nel tempo ha realizzato testi di presentazione per cd, concerti ed eventi artistici. Come autore di saggi, ha scritto per Bianco & Nero (rivista del centro sperimentale di cinematografia di Roma) e per Ateatro.it

INFO BIGLIETTI
Botteghino: 0871/330470
oppure CiaoTickets

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Lanciano. Presso la sede Casartigiani di Lanciano, in via Cesare Battisti 8, apre lo sportello bancario Artigiancassa. Un nuovo servizio rivolto alle piccole e medie imprese e, la cui attivazione, sarà accompagnata, il prossimo 5 maggio, dall'incontro “Banche ed imprese nell'era digitale. Più tecnologie= Più servizi” che si svolgerà le ore 18 presso l'Hotel Excelsior a Lanciano. Saranno presenti esperti del settore, oltre ai vertici di Casartigiani Chieti e Casartigiani Abruzzo.

“E' importante – spiega Ombretta Mercurio, presidente provinciale Chieti di Casartigiani – essere vicini alle imprese, di tutti i comparti produttivi, anche con servizi innovativi e aiuti fattivi, come può essere quello del credito. Artigiancassa da oltre mezzo secolo – aggiunge – sostiene il settore dell'artigianato e delle micro, piccole e medie imprese e gestisce i fondi pubblici destinati ad agevolarne i finanziamenti, svolgendo un’importante funzione di sviluppo per tutto il settore, con servizi di credito e leasing agevolato”.

“Burocrazia ridotta al minimo, - fa presente Dario Buccella, consigliere nazionale e coordinatore regionale di Casartigiani - tempi di risposta rapidissimi, consulenza personalizzata e sistemi informatizzati di ultima generazione. Questo vuole rappresentare Artigiancassa Point che sarà presente nella nostra sede. Sappiamo bene – evidenzia – cosa serve agli artigiani e alle Pmi. Per questo metteremo a disposizione prodotti e servizi studiati su misura per aiutarli nella loro attività: agevolazioni creditizie, finanziamenti a breve, medio e lungo termine; conto corrente con firma digitale, leasing, Pos e carta di credito. Vogliamo anche aiutare a realizzare progetti d’investimento grazie a leggi agevolative statali e regionali che mettono a disposizione fondi destinati a ridurre considerevolmente il tasso d’interesse da pagare sui finanziamenti bancari”.

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Lunedì, 01 Maggio 2017 00:00

Proger, playout: partenza falsa

Chieti. Chieti cestina sin da gara uno il vantaggio del fattore campo in favore di una Viola Reggio Calabria tremendamente concreta. Non bastano i 50 punti di Golden, record all time per un giocatore con indosso una canotta teatina, predicatore nel deserto per i teatini. La precisione dall’arco di Voskuil, la sostanza sotto le plance di Powell e lo spirito di coesione di un gruppo di italiani che tenevano a non fare la figura da comprimari ha avuto la meglio sul team teatino.

Cronaca. Alla contesa iniziale le Furie si presentano con Golden, Piccoli, Davis, Allegretti, Mortellaro risponde la compagine guidata da coach Bolignano schierando in campo Caroti, Rossato, Voskuil, Fabi e Powell.
Il match appare sin da subito vibrante, con la Viola che alla prima conclusione disponibile realizza con Fabi dalla lunga distanza (0-3). Chieti riesce a fare sin da subito dell’aggressività difensiva la propria arma principale e recuperando quattro palloni in poco più di due minuti piazza un contro parziale di 7-0 (7-3). Reggio però non ci sta e nonostante la bomba di Piccoli si innesca il fattore Powell e, grazie ai rimbalzi dell’americano, a quattro minuti e mezzo dal primo mini intervallo gli ospiti si riportano nuovamente in vantaggio (12-14). Powell continua a fare il bello e il cattivo tempo sotto le plance e Bartocci, evidentemente stizzito, chiede un minuto di sospensione dopo poco meno di un minuto (12-16). Chieti si sblocca con un uno su due dalla lunetta di Davis ma si accende la stella di Voskuil e l’USA con passaporto danese colpisce ripetutamente dall’arco la difesa teatina. Dopo dieci minuti il parziale è di 16-24 per gli ospiti.
Il secondo periodo si apre ancora nel segno di Voskuil che dall’arco è spietato e porta i suoi sopra la doppia cifra di vantaggio 16-27. L’attacco teatino, tranne che in sporadiche occasioni, è tutto poggiato sulle spalle dell’USA sfornato da Georgia Tech mentre coach Bolignano può contare anche sull’apporto di un positivo - nonostante i pochi minuti in campo- Guariglia e di un Marulli preciso a cronometro fermo continua a tenere i padroni di casa a distanza di sicurezza. Bartocci, per provare a ricaricare le batterie nervose dei suoi chiama timeout a tre minuti dalla pausa lunga. Allegretti in lunetta muove il tabellone per i suoi e Mortellaro, sporcando diversi palloni in post basso a Powell, prova a far riavvicinare i suoi. Caroti realizza da oltre l’arco per i suoi ma Golden, decisamente in serata di grazia, realizza un buzzer beater da stropicciarsi gli occhi, portando le squadre alla pausa lunga sul 43-47. Monumentale prestazione per gli abruzzesi con un Golden autore di 27 punti (6/9 da 2, 4/5 da 3, 3/3 dalla lunetta) a cui rispondono prontamente gli USA ospiti (Voskuil 14 punti con un 4/7 da oltre l’arco e Powell 12, praticamente perfetto sotto le plance con un 6/6). Il terzo periodo si apre con Powell che continua ad essere dannoso quanto la grandine per la difesa teatina ma Davis si sblocca finalmente dal campo e realizza la sua prima tripla di serata 46-49. Powell però, risponde da oltre l’arco ma Golden continua il proprio show personale e Chieti continua a rosicchiare punti ai nero arancio finché, a cinque minuti dall’ultimo mini intervallo, il match tocca la perfetta parità (54-54). Piccoli riporta i suoi in vantaggio ma due triple mostruose di Voskuil riportano la Viola sul 56-60. Mortellaro e Davis riportano prontamente il match in parità ma la precisione della Viola da oltre i sei metri e settantacinque è disarmante e anche Fabi si iscrive alla fiera della tripla. Piccoli continua a fare della propria aggressività la propria arma principale e Chieti risponde punto su punto ai reggini. Dopo trenta minuti il risultato si attesta sul 64-65 per gli ospiti. Il quarto quarto, come del resto tutta la gara, vive di fiammate, con azioni prolungate in cui entrambi gli attacchi vedono con difficoltà il canestro e altri in cui puniscono con estrema facilità le difese. Voskuil vede una piscina al posto della retina e continua imperterrito a punire la difesa teatina da oltre l’arco ma Chieti non demorde. Il finale, reso ancor più drammatico dai tanti errori commessi da entrambe le parti, vede Reggio partire in vantaggio sullo sprint finale: gli arancio neri si portano sul 76-77 grazie alla tripla di Voskuil e il passi di Piccoli sembra aver compromesso il risultato finale ma Fabi dalla lunetta è poco preciso (1/2) e Chieti, grazie al solIto, immenso Golden, pareggia a quattro secondi dal quarantesimo, portando il match sull’overtime.
Gli ultimi cinque minuti di gioco si aprono con Chieti che sembra viaggiare sulle ali dell’entusiasmo, arrivando subito a quattro lunghezze di vantaggio (82-78) grazie al tiro dalla media di Mortellaro e alla precisione alla lunetta di Golden. Voskuil continua ad essere implacabile e Reggio perde Rossato per falli, con il giovane Taflaj che entra per la prima volta nella contesa. Sarà proprio il giovane, con quattro punti concessi da una difesa di Chieti da rivedere, a invertire le sorti dell’incontro, portando i reggini sul 89-92. Chieti ha con Davis l’opportunità di pareggiare a causa di un ingenuo fallo commesso da Voskuil ma dalla lunetta realizza solo un 2/3 (91-92 a 17 secondi dall’incontro). Voskuil dalla lunetta è freddo e sigla il + 3 (91-94 a undici secondi dal termine dell’incontro), Golden risponde e questa volta l’USA con passaporto danese tentenna dalla linea della carità (1/2 e 93-95 a 7 secondi dal termine della gara) ma Golden prima e Davis poi con un errore su un facile tap in, cestinano le speranze biancorosse di riaprire l’incontro, consegnando il vantaggio del fattore campo ai reggini.

Coach Bartocci, dopo la sanguinosissima sconfitta in favore della Viola Reggio Calabria, dichiara: “Abbiamo commesso numerose ingenuità in fase difensiva, venendo spesso puniti da un tiratore esperto come Voskuil, concedendo troppi punti a Reggio Calabria. Abbiamo inoltre concesso tiri in transizione da non concedere, specie quando eravamo sopra nel risultato. Purtroppo nei momenti topici ci siamo fatti prendere dalla frenesia quando avremmo dovuto gestire meglio il vantaggio e purtroppo ormai questa è una costante delle nostre gare. Siamo mancati inoltre nella circolazione di palla, Golden è stato bravo a far canestro con la giusta continuità ma non siamo riusciti a mettere in ritmo tutti gli effettivi. Paghiamo oltremodo la scarsa percentuale al tiro di alcuni nostri giocatori. Peccato anche per l’ultimo tiro perché eravamo arrivati vicinissimi dal pareggiare nuovamente questo incontro. Tutti quanti dobbiamo dare qualcosa in più, domani ci parleremo sopra e analizzeremo i nostri video ma vogliamo recuperare e affrontare al meglio la prossima gara. La partita è finita, la serie è lunga, guardiamo avanti”.
Trae Golden, visibilmente abbattuto dopo una prestazione personale da stropicciarsi gli occhi, dichiara amareggiato in sala stampa: “Avrei preferito di gran lunga realizzare un solo punto e poter festeggiare una vittoria con i miei compagni. Oggi purtroppo siamo stati poco precisi al tiro e alcuni taglia fuori non effettuati hanno concesso loro seconde e a volte terze opportunità che sono state decisive ai fini del punteggio finale. Ci siamo confrontati a lungo negli spogliatoi e nelle prossime gare ognuno dovrà dare più del cento percento. Siamo ancora vivi e vogliamo dimostrarlo a tutti, nostri tifosi compresi”.
Coach Bolignano, raggiante per la vittoria dei suoi, resta però focalizzato sull’obiettivo salvezza: “Siamo riusciti a ribaltare il fattore campo e imporci a Chieti non era affatto semplice. Sono contento per la vittoria ma abbiamo ancora molto da lavorare e dobbiamo studiare meglio i nostri avversari, non siamo per esempio stati in grado di riuscire ad arginare Golden che stasera ha espresso una prova mostruosa. La serie è ancora lunga e Chieti ha dimostrato di essere una formazione davvero ostica, dobbiamo quindi continuare a dare il massimo in ogni incontro e in ogni situazione”.
Alan Voskuil, mvp in casa Viola Reggio Calabria, afferma nel dopo gara: “Sono contento per la mia buona prestazione ma quando si vince si è sempre contenti ed il merito è sempre del gruppo. Conquistare il vantaggio del fattore campo in una serie così agguerrita non è affatto poco. Siamo stati bravi a non arrenderci di fronte alle difficoltà e siamo stati lucidi nel finale, non scoraggiandoci neanche quando ci siamo ritrovati sotto di quattro ad inizio overtime. Sarà sicuramente una serie combattutissima ma abbiamo dimostrato di poter dire la nostra”.

 


PROGER PALLACANESTRO CHIETI - VIOLA REGGIO CALABRIA 93-95 (16-24; 43-47; 64-65; 78-78)

PROGER PALLACANESTRO CHIETI 93: Golden 50 (11/20 da 2, 4/7 da 3, 16/16 ai liberi), Mortellaro 10 (4/5 da 2, 2/2 ai liberi), Allegretti 10 (0/3 da 2, 2/5 da 3, 4/4 ai liberi), Fallucca 3 (0/1 da 2, 1/4 da 3), Turel 0, Venucci 0 (0/1 da 2), Piccoli 7 (2/3 da 2, 1/2 da 3, 0/1 ai liberi), Zucca 2 (1/2 da 2), Sergio 0 (0/1 da 2, 0/2 da 3), Davis 11 (1/8 da 2, 2/7 da 3, 3/5 ai liberi).

VIOLA REGGIO CALABRIA 95: Taflaj 4 (2/2 da 2), Caroti 13 (2/3 da 2, 3/5 da 3), Fabi 16 (3/5 da 2, 3/7 da 3, 1/2 ai liberi), Rossato 2 (1/3 da 2, 0/3 da 3), Ciccarello NE, Guariglia 3 (1/1 da 2, 1/2 ai liberi), Voskuil 33 (0/5 da 2, 9/21 da 3, 6/8 ai liberi), Maculi 5 (0/1 da 2, 0/1 da 3, 5/6 ai liberi), Powell 19 (8/10 da 2, 1/2 da 3), Guaccio NE, Marino NE, Babilodze NE.

PROGER PALLACANESTRO CHIETI 93: 19/44 da 2, 10/27 da 3, 25/30 ai liberi, 38 rimbalzi (di cui 15 offensivi) (Allegretti 8, di cui 3 offensivi), 20 assist (7 Piccoli).

VIOLA REGGIO CALABRIA 95: 17/30 da 2, 16/39 da 3, 13/18 ai liberi, 38 rimbalzi di cui 15 offensivi (Powell 15 di cui 8 offensivi), 16 assist (Caroti 6).

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