Articoli filtrati per data: Agosto 2017

Pescara. “Se ci sono mani criminosi dietro gli eventi incendiari il Governo nazionale non può accettare e concedere nessuna deroga alla legge quadro sugli incendi, la numero 353 del 2000, come annunciato dal Presidente D’Alfonso e quindi deve essere necessariamente perseguita una strada diversa e più consona per ripristinare la vegetazione delle nostre montagne. Invece è troppo riduttivo e semplice scaricare le colpe sui piromani come affermato dall’assessore alle Aree interne Andrea Gerosolimo quando questo Governo regionale ha le gravi colpe di portare un enorme ritardo e di aver investito pochi fondi sulle attività di prevenzione come previsto dal PSR. Quindi sull’emergenza incendi vediamo una Regione che si muove ancora in maniera sconclusionata e disorganizzata mentre vediamo territori interi dei nostri Parchi andare in letteralmente in fumo”. Questo il commento del Presidente della Commissione Vigilanza e consigliere regionale Mauro Febbo che sottolinea come “in questi giorni di emergenza assistiamo semplicemente all’assenza totale di una politica seria di prevenzione mai messa in campo da questo Governo regionale che andasse a tutelare il nostro patrimonio boschivo e forestale.  Infatti mi risulta che la bozza del bando 8.3.1 del PSR è stata preparata e trasmessa dal funzionario estensore e bloccata, per cause sconosciute, dal mese di giugno presso la Direzione Politiche agricole della Regione Abruzzo. Come risulta d'altronde dalla scheda obiettivo della DGR n.344/2017. (vedi allegato) Su questo punto, nei prossimi giorni, convocherò una specifica Commissione di Vigilanza dove chiamerò anche l’assessore Pepe, l’assessore Gerosolimo e il Direttore Di Paolo al fine di verificare se corrisponde al vero la trasmissione di uno specifico bando da parte del funzionario e ferma nel cassetto dal mese di giugno. Fatta questa verifica – continua Febbo - reputo tardiva e assurda la pressa di posizione di questo esecutivo regionale. Infatti ho già espresso il mio pensiero denunciando come il presidente D'Alfonso solo oggi si renda conto dell'esistenza in Abruzzo del patrimonio boschivo e delle bellezze naturali dopo essere stato il primo responsabile della soppressione del Servizio Foreste, dello smantellamento dell'ufficio Uso Civico e della scarsa programmazione dei fondi a disposizione dello Sviluppo Rurale dove sono stati investiti solo 9 milioni di euro rispetto ai 30 della passata programmazione. Detto questo mi preme sottolineare un aspetto delicato che eviti di aprire la strada a speculazioni ed attività di male affare. Infatti sull’attività di rimboschimento e ripristino aree verdi il Presidente D’Alfonso apra immediatamente un serio confronto con la Protezione Civile, il corpo Carabinieri della Forestale, gli agronomi e gli uffici competenti regionali al fine di evitare una vera e propria speculazione sui possibili fondi da trovare ed utilizzare per un rapido rimboschimento come annunciato dal Presidente stesso tanto più adesso che vi sono indizi che portano ad un’attività di mani criminose come denunciato pubblicamente. A tal proposito chiedo invece che nei territori colpiti dagli incendi, venga svolta una sana e seria attività di ripulitura creando in questo modo le condizioni che il bosco riprenda la sua vegetazione e percorso in maniera naturale e spontanea evitando in questa maniera speculazioni di ogni sorta. Su questo tipo di attività c’è una precisa misura del Psr che deve essere subito messo in campo visto che non è stato fatto e siamo in forte ritardo con le l’attività di prevenzione che andavano pianificate sempre con il PSR.  Al contrario, tutti sappiamo che intorno alle attività di spegnimento e di rimboschimento sono coinvolti soggetti privati con un  giro di affari significativi. Pertanto la Regione, soprattutto adesso che siamo in piena emergenza incendi, eviti gli annunci di circostanza e chieda invece al Governo centrale di intervenire con l’impiego di uomini e mezzi al fine di bloccare definitivamente le fiamme. È insopportabile – conclude Febbo – vedere la lentezza dei soccorsi e dei mezzi che arrivano solo oggi in soccorso delle nostre montagne. Anche di questo chiederò spiegazioni e delucidazioni in sede di Commissione vigilanza”.

Pubblicato in Politica

L'Aquila. L'Abruzzo brucia. Ancora. Il Morrone brucia da NOVE giorni! E sono circa un'altra decina gli incendi dislocati su tutto il territorio regionale. E’ ormai certa la mano dolosa che sta appiccando i fuochi: proprio nel sulmonese sono stati ritrovati gli inneschi dai Vigili del Fuoco durante gli interventi di spegnimento. Ettari ed ettari di Parchi sono andati in fumo, una vera mattanza della fauna che abitava quei boschi. Un danno incalcolabile per la nostra regione.
“Ho preferito rimanere in silenzio perché credo che durante l’emergenza sia meglio impiegare le forze per risolvere i problemi, ma a distanza di nove giorni dal primo incendio sul Morrone non è più possibile restare zitti” commenta Sara Marcozzi, consigliere regionale M5S. “L’Abruzzo è una delle tante regioni che sta subendo l’emergenza incendi, a Luglio andò in fumo il Parco Nazionale del Vesuvio in Campania e in queste ore sono centinaia i fronti aperti su tutto il territorio nazionale. Siamo di fronte all'ennesima emergenza. Il Paese è ormai incapace di fare prevenzione e, cosa ancor di sconcertante, è anche impreparato a gestire l’emergenza”.

IL LIVELLO NAZIONALE

- LO SCIOGLIMENTO DEL CORPO FORESTALE DELLO STATO, ha prodotto solo una grande confusione su competenze, mezzi e risorse a tutto vantaggio dei malintenzionati, indebolendo peraltro il servizio anti-roghi. Infatti degli oltre 7.000 forestali, 6.754 sono passati ai Carabinieri, 390 ai Vigili del Fuoco e poche decine alla Polizia di Stato e alla Guardia di Finanza. Una riforma pasticciata che ha delegato ai Vigili del Fuoco l'esclusiva competenza sullo spegnimento degli incendi, un tempo assicurata anche dal Corpo Forestale. È di tutta evidenza che i 390 trasferimenti ai Vigili del Fuoco sono totalmente insufficienti per lo svolgimento di queste importanti attività e lo dimostrano le difficoltà che il nostro Paese e la nostra regione hanno avuto nella gestione degli incendi. Stesse dinamiche si evidenziano nella gestione dei mezzi, dei 32 elicotteri nelle disponibilità della Forestale, 16 sono stati assegnati ai Vigili del Fuoco e 16 all'Arma dei Carabinieri. Un pasticcio in salsa renziana che ha dimezzato la capacità di intervento, considerato che la riforma ha escluso i Carabinieri dalle competenze relative in materia di anti-incendio.

- LO SMANTELLAMENTO (DI FATTO!) DELLA PROTEZIONE CIVILE che dal 2012 in poi, complice anche la gestione Bertolaso, ha via via perso poteri, risorse e mezzi. Una rete un tempo efficiente e invidiata da tutto il mondo è stata svuotata dal proprio interno e oggi riesce a mantenere un livello insufficiente di intervento, per lo più garantito dall’impegno di migliaia di volontari a cui va il nostro ringraziamento. Basti pensare che l’attuale flotta nazionale adibita all’antincendio boschivo gestita dal Coau - Centro Operativo Aereo Unificato del Dipartimento della Protezione Civile è composta da 16 Canadair, 4 Elicotteri Erickson S64F (i mezzi più efficienti per questo tipo di interventi: capacità di carico da 9-10.000 litri, 45 secondi per il rifornimento e possibilità di gestione del getto d’acqua) e altri 8 elicotteri provenienti dal Corpo dei Vigili del fuoco. Un flotta di 28 mezzi per tutto il territorio nazionale che, in questi due mesi estivi, si è dimostrata totalmente inadeguata alla gestione delle emergenze. Un governo nazionale che ha preferito investire in F-35 piuttosto che fornire al Paese una flotta di mezzi idonea per intervenire sui numerosi fronti di fuoco che si registrano ogni estate.


IL LIVELLO REGIONALE

- UNA FLOTTA REGIONALE INESISTENTE. A differenza di altre regioni che hanno investito cospicue risorse per i programmi antincendio, Regione Abruzzo è riuscita a stipulare una sola convenzione, peraltro con notevole ritardo, per la disponibilità di un solo elicottero. Altrove, i governi regionali, si sono mossi in anticipo con convenzioni che hanno innalzato il livello di intervento: Piemonte 5 mezzi, Lombardia 4 mezzi, Toscana 10 mezzi, Sardegna 12 mezzi e Calabria 4 mezzi. Un allarme lanciato in tempi non sospetti dalle associazioni ambientaliste e confermato anche dalle dichiarazioni del Capo della Protezioni Civile rimasto inascoltato.

- LA CATTIVA GESTIONE DEL PATRIMONIO BOSCHIVO. Il continuo abbandono delle aree interne ha generato una riduzione delle aree un tempo adibite a coltivazioni e pascoli con conseguente aumento della superficie delle aree boschive. La mancanza di manutenzione e di cure di queste aree aumenta esponenzialmente il rischio di incendi. Una su tutte: la mancata realizzazione di “Viali taglia fuoco” che in caso di incendio riuscirebbero a circoscrivere il fronte del fuoco in micro-aree, agevolando gli interventi da terra e riducendo la superficie delle aree su cui intervenire. Interventi di questo tipo avrebbero evitato che andassero in fumo interi versanti di montagna.

- LA PREVENZIONE E GLI STRUMENTI DI DETERRENZA. Stante la natura dolosa degli incendi, delle Istituzioni serie avrebbero tutti gli strumenti per arginare in maniera efficace l’azione dei piromani. Dall’impiego delle foto-trappole nei boschi, all’utilizzo di droni per la video-sorveglianza, passando per l’impiego di risorse umane specializzate nel controllo e nella sorveglianza di aree a rischio.

“Quelle appena elencate sono solo alcune delle criticità e delle proposte che chi è al governo del Paese e della regione avrebbe potuto e dovuto mettere in campo. Un mix di incompetenza e scarsa attenzione alla prevenzione alla minima emergenza mettono in serio pericolo la nostra comunità. In inverno, piogge e neve inginocchiano la regione: black-out energetici, paesi isolati, strade impraticabili, ponti crollati e macchine sgombra neve numericamente insufficienti. In estate siccità e incendi” dichiara Sara Marcozzi “alla mano dolosa dell’uomo e agli eventi atmosferici straordinari si deve rispondere con la programmazione, la prevenzione e la visione. Il PD governa il Paese da quasi 5 anni e il Presidente D’Alfonso guida la Regione da oltre 3 anni, eventi come questi vanno gestiti e programmati nel quotidiano e non derubricati a emergenze. Sono stanca di assistere al continuo scarica-barile della politica. Chi è al governo dei diversi livelli istituzionali faccia il proprio dovere, e se possibile, lo faccia prima del verificarsi di determinati eventi. Le criticità e le relative soluzioni sono ampiamente conosciute, il PD in questi anni ha sonoramente fallito, prenda atto dei pessimi risultati e rassegni le dimissioni”.

Pubblicato in Politica

Roma. Interrogazione ed esposto sul disastro ambientale nel parco della Maiella. A provocarlo sono stati i ritardi e le omissioni.
"Il monte Morrone quasi completamente distrutto, oltre mille ettari del parco Nazionale della Maiella incendiati: questo disastro ambientale non dipende solo dalle azioni criminali degli incendiari né dalle condizioni climatiche. Questa catastrofe ambientale dipende soprattutto da ritardi inspiegabili e intralci burocratici che, sommati all'irresponsabile scioglimento del corpo forestale, hanno impedito di domare tempestivamente le fiamme. Senza l'intervento spontaneo dei volontari, il bilancio sarebbe anche più devastante", afferma la capogruppo di Sinistra Italiana Loredana De Petris, presidente del Gruppo Misto al Senato.

"Già il 24 agosto avevamo annunciato un'interrogazione parlamentare urgente e avvertito della situazione gravissima che si era creata a Sulmona. I fatti successivi hanno confermato quanto fondato fosse il nostro allarme. Presenteremo l'interrogazione urgentissima alla riapertura dell'aula e io stessa, con il segretario regionale Daniele Licheri e con il segretario di Sulmona Domenico Cataldo, insieme ad associazioni e a singoli cittadini presenteremo un esposto sui ritardi e le omissioni al tribunale di Sulmona. Quello che è accaduto in questi giorni è troppo grave per restare impunito", conclude la presidente De Petris.

Pubblicato in Politica

Montesilvano. «Ancora una volta abbiamo affrontato una problematica che investe il territorio di Montesilvano da alcuni anni, che ha causato disagi ai cittadini e all’Ente stesso, e che non era mai stata presa in considerazione». E’ quanto dichiara il sindaco di Montesilvano Francesco Maragno in merito alla situazione relativa alla toponomastica della città.

«Da diverso tempo - dichiara il primo cittadino – è emersa la necessità di revisionare il sistema della toponomastica territoriale, connotato da alcune anomalie, quali ad esempio l’utilizzo di numeri civici uguali nella stessa strada, l’assenza di essi o ancora la denominazione di vie non più attuali. Tali imprecisioni hanno generato non solo una serie di problematiche nella predisposizione delle liste anagrafiche comunali, ma anche nella gestione tributaria, a causa delle difficoltà di inoltro delle cartelle esattoriali. Per tutti questi motivi abbiamo ritenuto necessario affrontare tale questione, predisponendo un gruppo di lavoro che si occuperà dell’individuazione della soluzione al problema. La revisione dell’intero sistema - dice ancora il sindaco - diventa uno strumento indispensabile per contrastare l’evasione fiscale, che rappresenta un danno per l’economia del territorio, e quindi per tutelare tutti i cittadini onesti».

Il gruppo, presieduto dal sindaco o da un suo delegato, e composto dal dirigente del settore urbanistica, da quello finanziario e da quello del settore anagrafe, operativamente si preoccuperà di chiarire lo stato dell’arte della toponomastica e dei numeri civici; recuperare eventuali lavori già fatti sul tema; determinare un cronoprogramma opportuno per giungere alla soluzione anche con una precisa quantificazione dell’investimento necessario per centrare l’obiettivo.

«Questo progetto di revisione - conclude il sindaco Maragno - eliminerà i disagi oltre che per i dipendenti comunali, anche e soprattutto per i cittadini che hanno dovuto convivere per anni con un sistema toponomastico equivoco e poco efficiente».

Pubblicato in Politica

Pescara. “In questi giorni nelle maggiori città d’Europa e d’Italia sono comparsi new jersey o betafence a tutela dell’incolumità pubblica dei luoghi più frequentati dai pedoni. Una difesa che mai avremmo immaginato di dover avere fino a qualche anno fa, ma divenuta necessaria dopo l’attentato di Barcellona, tanto che il Viminale ha disposto con una direttiva ai Prefetti perché anche l’Italia si adeguasse e che nelle nostre principali città i Comitati di Ordine e Sicurezza Pubblica hanno chiesto ai Comuni di recepire tali indicazioni".
Così in una nota il sindaco di Pescara, Marco Alessandrini, che aggiunge: "Così accade che dallo scorso fine settimana anche a Pescara diversi new jersey sono stati posizionati lungo la nostra riviera e poi, in altre modalità, nel perimetro centrale della città.
E accade anche che oltre a manifestare diversi punti di vista riguardo a tali presenze, qualcuno abbia invece pensato bene di non perdere l’occasione di strumentalizzare la cosa con motivazioni assurde, che istigano solo all’odio e di certo non sono destinate a migliorare il mondo dal punto di vista politico e, soprattutto, umano.
Per queste ragioni le scritte razziste comparse su una delle barriere della riviera saranno subito coperte, mentre ci piacciono molto le proposte che ci sono arrivate sia dai cittadini via social, che dalla maggioranza (non ultimo quello della consigliera Daniela Santroni), per mutare artisticamente quelli che nei fatti sono blocchi di cemento, ricorrendo alla street art, ai colori, o, se possibile, trasformandoli in arredo urbano, magari coinvolgendo artisti e scuole e raccogliendo altre idee dalla cittadinanza.
Consigli che adotteremo perché a vincere non siano ancora una volta la paura e l’odio, come vorrebbe la logica di chi uccide in modo così efferato e di chi approfitta della paura per testimoniare la propria esistenza in vita e perché la comunità reagisca diversamente, recuperando anche la voglia di bellezza che manca a quello che è senz’altro uno dei periodi più duri e difficili della nostra storia.
Se avete idee fatecele conoscere”.

Pubblicato in Politica

L'Aquila. "Nessuna giustificazione a quanto scritto, in diversi post pubblicati su facebook, da Gabriele Viviani, Segretario del Pd di Alba Adriatica, nei giorni scorsi e relativamente alla questione immigrati. Non esistono difese per chi invita “a regalare a chi non ha diritto di stare in Italia una crociera con escursione sulla costa africana”. Parole come macigni che ci indignano, sia come dirigenti di partito, sia come semplici militanti ma, ancor prima, come cittadini". Lo afferma Marco Rapino, Segretario regionale del PD Abruzzo.

"I principi della nostra comunità politica vanno difesi, non scaricati e sacrificati a seconda di ciò che ci fa più comodo. Il Partito Democratico non ha mai ambito a sventolare la "bandiera" del razzismo né, tantomeno, quella del populismo. I legittimi proprietari di queste bandiere continuino pure a tenersele strette e a farne sfoggio, noi continueremo ad alzare la bandiera del senso civico e dell'umanità. I nostri valori sono il nostro patrimonio. Non possiamo dimenticarli e cancellarli, anche nei momenti più bui. La storia del nostro Paese ci insegna proprio questo: la sconfitta della dittatura fascista per mano di chi non ha mai rinunciato ai propri ideali di libertà, uguaglianza, antifascimo e antinazismo. Il tema dell'immigrazione è un tema serio, complesso. Un tema che non può, in alcun modo, essere liquidato con una frase dal sapore amaro e demagogico sui social network, né essere trattato eliminando del tutto il nesso tra integrazione e sicurezza. Per essere sicuri dobbiamo investire meglio sull'integrazione, lo dobbiamo fare per il nostro tessuto sociale e per la nostra economia. Le politiche del Ministro Minniti stanno finalmente dando risultati sia in Italia sia in Europa, l'unico soggetto con cui confrontarsi per avere una politica di sicurezza e immigrazione omogenea. Sul territorio va sostenuta la rete per le integrazioni con le associazioni, i sindacati, i volontari, che sono i soggetti da ringraziare, valorizzare e sostenere. Solo attraverso una rete territoriale e capillare, possiamo costruire un'integrazione positiva. Non sarà Viviani a fermare l'immigrazione e non saranno le parole dei populisti a risolvere un processo storico, sarà una politica attenta, che si confronta e che prende decisioni intelligenti senza tentare pericolose speculazioni elettorali. Intanto invito il Segretario Viviani ad astenersi da ogni ulteriore polemica e di attendere quanto sarà stabilito dalla Commissione di Garanzia la quale deciderà se quelle parole rispecchiano il nostro Codice Etico. Sono convinto, però, che i valori del Segretario, ad oggi, siano molto distanti da quelli del Pd".

Pubblicato in Politica

L'Aquila. "In questi giorni ho visto la mia terra bruciare. L’ho vista bruciare tra l’inettitudine e l’indifferenza. Tra il qualunquismo e la propaganda. L’ho vista spegnersi nelle fiamme che la stanno distruggendo. Molti cittadini mi hanno fermato per strada chiedendomi notizie e, guardandomi con sguardi preoccupati, mi hanno chiesto cosa accadrà domani. Domani sarà peggio di oggi, se non affronteremo con coraggio un sistema che ci ha condotto giù fin qui. Dobbiamo avere il coraggio di cambiare strada e di guardare avanti. Fino a quando ci sarà anche un solo privato (società, ditta, cooperativa, ecc.) che dagli incendi guadagnerà, il problema non si risolverà. E’ impensabile dare l’opportunità di arricchirsi sugli incendi: strutture, mezzi e uomini per gli interventi di soccorso e spegnimento devono essere pubblici. E’ questa la legge che un Paese serio dovrebbe varare immediatamente. Se in uno Stato, con più di tre quarti della superficie territoriale occupata da montagne (35,2%) e da colline (41,6%), il Corpo forestale viene soppresso e dislocato in vari corpi, sminuendo ed eliminando la prima forza statale per la prevenzione e la lotta agli incendi boschivi, qualcosa non torna. E a chi pensa che parlare di politica sugli incendi è sbagliato, voglio ricordare che la soppressione del Corpo forestale è stata una scelta politica! Acquistare F35 piuttosto che Canadair è una scelta politica! Perché è nelle stanze dei palazzi che si continua a decidere del nostro futuro.
L’Abruzzo è tenuto in ostaggio. Imbrigliato da catene di inefficienza che non vogliono lasciar volare una regione straordinaria che da sola basterebbe al suo fabbisogno. Se, passata l’emergenza, torneremo a disinteressarci del nostro territorio, se tanto le nostre scelte saranno sempre dettate dalla tutela del orticello e non dal bene comune, allora vuol dire che ci va bene tutto questo. Ci va bene essere sommersi ed uccisi dalla neve in inverno ed essere bruciati dalle fiamme in estate. Oggi più che mai abbiamo bisogno di capire che l’unica parola da ripetersi è basta. BASTA!
Il Presidente parla sulla stampa come se fosse in un qualunque bar del centro. Parla di Canadair dalla Francia, e nel farlo ringrazia il Governo, lo stesso Governo che ha scelto di acquistare F35 invece di Canadair. Inoltre nella sua analisi, D’Alfonso, dimentica di sottolineare che la Regione Abruzzo è in forte ritardo nel varare il piano antincendio boschivo (L. 353/2000) di tutte le sue aree protette: infatti, ad oggi, solo il Piano AIB 2017 redatto dal Parco Nazionale d’Abruzzo risulta uno strumento credibile e approfondito. Al contrario, quello del Parco Nazionale del Gran Sasso Monti della Laga denuncia nero su bianco la totale mancanza di fondi per la prevenzione e la lotta attiva contro gli incendi, con i capitoli letteralmente lasciati a zero euro, e l’AIB del Parco della Majella e di altre aree abruzzesi, teoricamente "protette", non risultano ancora pubblicati. In questi giorni abbiamo dovuto invece apprendere dallo stesso Sottosegretario con delega alla Protezione Civile Mazzocca che la Regione Abruzzo, agli inizi di questo agosto, ha già dovuto stanziare per l’emergenza circa 700 mila euro, impegnandosi a trovarne altri 370 mila, quando si è ormai consumato il disastro di oltre 1000 ettari di terreno andati in fumo, senza conteggiare gli ulteriori devastanti fronti di incendio scoppiati dopo il 7 agosto e che hanno colpito il Gran Sasso, la Majella e il Morrone. Il Presidente faccia un ultimo atto prima di dimettersi ed andare a casa, chieda che per l’Abruzzo il Governo vari lo stato di emergenza, perché stiamo bruciando la nostra storia e la nostra terra. Nel corso di quest’estate i ritardi delle Regioni e degli Enti Locali sono stati più volte denunciati anche dal rapporto di Legambiente che, al 10 agosto, registrava già 101.000 ettari bruciati dell'intero patrimonio boschivo italiano, vedendo più che raddoppiato quanto andato in fumo in tutto il 2016. Ecco perché, pur tenendo conto dell'eccezionale ondata di caldo, davanti alla quasi totale disattenzione e alla cronica mancanza di fondi per la prevenzione da parte della Regione e al fiume di denaro che si spende poi, purtroppo spesso inutilmente, per l’emergenza, nasce il sospetto che anche in Abruzzo siano cominciati a nascere episodi fino ad ora registrati in altre Regioni, dove il sostanziale disinteresse degli enti locali nella prevenzione fa da spola ai troppi interessi privati collegati alla gestione delle emergenze".

Domenico Pettinari
consigliere regionale M5S

Pubblicato in Politica

Roma. Lettera di Melilla al Presidente del Consiglio dei Ministri Gentiloni.

 

Egregio on Presidente,

da troppi giorni il Morrone, la montagna di Celestino V, nel cuore del Parco Nazionale della Majella, sta bruciando.
Oltre 1500 ettari di bosco sono andati in fumo. Migliaia di animali sono arsi vivi. L'economia zootecnica è in ginocchio.
Un immenso patrimonio naturale é stato distrutto.
Le popolazioni della Valle Peligna stanno sopportando un disagio enorme con situazioni di pericolo per le aree abitate più vicine ai vari incendi appiccati da mani criminali.
La Regione Abruzzo ha chiesto da subito più mezzi e uomini essendo impari la lotta col fuoco con i pochi vigili del fuoco e mezzi della protezione civile.
Ma lo Stato ha perso colpevolmente giorni preziosi e le fiamme si sono estese in modo drammatico.
I gruppi parlamentari di MDP di Camera e Senato hanno chiesto alcuni giorni fa la dichiarazione dello stato di calamità nazionale per fronteggiare con ogni mezzo il disastro ambientale del Morrone.
Sono a chiederLe di assumere ogni decisione straordinaria e immediata per far fronte alla emergenza degli incendi sul Morrone. potenziando in modo massiccio gli uomini e i mezzi da impegnare ulteriormente e in modo aggiuntivo a quelli che con coraggio e abnegazione da giorni lavorano in condizioni di pericolo costante.
È evidente il fallimento nazionale delle strategie statali di contrasto al fenomeno, purtroppo in netta crescita, degli incendi estivi.
Occorre riflettere sulla scelta improvvisata e negativa di far confluire il Corpo Forestale dello Stato nell'Arma dei Carabinieri così come sull'assetto complessivo del sistema della Protezione Civile troppo indebolito dalle controriforme degli anni passati.
Ma di questo avremo modo d discutere un Parlamento: ora è il tempo dell'emergenza e il Governo deve fare sino in fondo la sua parte per aiutare subito la Valle Peligna e l'Abruzzo a spegnere gli incendi sul Morrone.

 

Gianni Melilla deputato abruzzese Art.1 Mdp

Pubblicato in Politica

L'Aquila. lncendi e Protezione Civile in Abruzzo: comunicato-intervista esplicativa al Sottosegretario delegato Mario Mazzocca.

 

1. Qual'è lo stato di salute del Sistema Nazionale di Protezione Civile?

In Abruzzo, ma anche in Italia, probabilmente anche a causa degli effetti sul territorio del cambiamento climatico in atto, appare ormai evidente come il sistema italiano di Protezione Civile è divenuto in realtà troppo agile ed eccessivamente snello e che quindi sia d’obbligo procedere ad un suo profondo ripensamento.
La storia moderna del sistema nazionale di Protezione Civile passa per tre momenti cruciali. Nel 1992 fu istituito il Servizio nazionale di Protezione civile come un sistema organizzato includente tutte le strutture e le utili articolazioni dello Stato per fronteggiare catastrofi ed eventi calamitosi. Nel 2001 nacque il Dipartimento della Protezione civile e la competenza in materia è progressivamente passata dallo Stato agli enti locali. Nel 2012 il sistema è stato ulteriormente riformato. Si configurò allora l’attuale sistema di PC paragonabile ad una catena costituita da diversi anelli: il primo è il Capo del Governo (a cui spetta l’obbligo di dettare i principi quadro), l’ultimo il Sindaco quale autorità locale di PC. Gli anelli di mezzo sono rappresentati dalle Regioni (alle Regioni è affidata la relativa disciplina normativa di dettaglio, la partecipazione all’organizzazione e all’attuazione delle attività di previsione e prevenzione del rischio e del soccorso alle popolazioni), le Prefetture (istituenti i Centri di Coordinamento e Soccorso) e le Province a cui è demandata l’attuazione dei piani provinciali di emergenza.
In realtà nel 2012 si è fatto molto di più. Nel perseguire il dichiarato intento di rendere la struttura di PC nazionale “più agile e snella”, l’allora governo Monti avviò di fatto un veloce e progressivo depauperamento del sistema di Protezione civile, in termini di risorse umane, strumentali e finanziarie.


2. In relazione all'emergenza-incendi che sta interessando l'Abruzzo, qual'è il livello di operatività del Sistema Regionale di Protezione Civile?

La Protezione Civile abruzzese anche quest’anno (e più degli anni precedenti) si è dotata di un imponente apparato di lotta attiva agli incendi boschivi preparato ed efficiente. Si delineano alcuni numeri circa la sua composizione:
- n. 800 volontari di Protezione Civile abilitati allo spegnimento (con abilitazione di 2° livello, dispositivi di protezione individuale, sorveglianza sanitaria e assicurazione);
- n. 1000 volontari abilitati all’avvistamento e sorveglianza;
- n. 120 moduli "AIB" (di cui 65 regionali);
- contrattualizzazione di un elicottero A.I.B. dedicato e costantemente utilizzato il cui costo complessivo ad oggi ammonta a circa 100mila €;
- collaborazione del Comando regionale dei VVF, a cui è stata direttamente demandato il coordinamento della la lotta attiva agli incendi (mediante apposita convenzione il cui onere ammonta a 500mila €);
- collaborazione dei Carabinieri Forestali per il pattugliamento e le indagini mediante apposita convenzione il cui onere ammonta a 35mila €);
- coordinamento delle attività effettuata dalla nostra S.O.U.P. (Sala Operativa Unificata Permanente) presenziata da tutti gli Enti coinvolti negli incendi;
- l’impiego massiccio del nostro volontariato di PC, il cui costo fra carburante, pedaggi autostradali, riparazione mezzi usurati e/o guasti, ad oggi, è stimato intorno in circa 350mila €.

Quest’anno, inoltre, al fine di agevolare la fase del passaggio di consegne delle attività di lotta attiva agli incendi dall’ex Forestale ai VVF, si è provveduto:
-a potenziare ulteriormente il Sistema regionale "AIB" (Anti Incendio Boschivo) mediante decine di tavoli tecnici (a partire dal novembre scorso) presenziati dal personale regionale di PC e da quello dei VVF;
-ad effettuare un corso straordinario di aggiornamento (con le novità del D.Lgs 177/2016) per gli 800 volontari "AIB";
-ad acquisire i mezzi "AIB" in dotazione all’ex CFS ed alla loro assegnazione alle organizzazioni di volontariato operanti sul territorio;
-al noleggio, mediante apposite procedure d’urgenza, di un elicottero dedicato alle attività "AIB"(attualmente operativo).

L’intero complesso sistema "AIB" regionale, opportunamente e debitamente integrato dai mezzi aerei inviati giornalmente dal COAU (Centro Operativo Aereo Unificato) nazionale in Abruzzo, ha consentito di fronteggiare le numerose emergenze-incendi verificatesi giornalmente sul territorio regionale nella Regione (siamo ad oltre 1000 interventi) riuscendo, al momento, ad evitare ogni sorta di pericolo per la pubblica e privata incolumità.


3. Si è fatta un'opinione sull'origine dei roghi che stanno flagellando l'Abruzzo?

In attesa dei riscontri ufficiali da parte delle competenti autorità, credo sia ormai oltremodo evidente che la stragrande maggioranza dei roghi sia di origine dolosa. Ma c’è di più. Ritengo sia davvero sospetta la scientificità con cui le fiamme vengono innescate in punti distanti fra loro sì da richiedere una disseminazione sul territorio della forza attiva nelle attività di spegnimento e la consequenziale dispersione di uomini e mezzi tale da aumentare esponenzialmente il livello di difficoltà delle operazioni, rese ancora più ardue dalle perduranti sfavorevoli condizioni micro-climatiche. Al momento non ho elementi certi per immaginare le motivazioni alla base di tale scempio, così come mi sembra azzardato ipotizzare regie occulte di sorta. Di certo è la prima volta che l’Abruzzo (anche se in altre Regioni la situazione non è meno grave) è oggetto di una serie interminabile di atti criminosi connotati da una elevatissima violenza ignea verificatisi nell’estate in corso.


4. Sempre in ordine all'emergenza incendi, qual'è il quadro della situazione aggiornato alla data odierna?

a) Ad oggi si calcolano oltre 10.000 ettari in cenere, di cui un buon 50% di superficie boscata. Solo nel Morrone gli ettari complessivi tra area Parco e Fuori parco, ammontano a circa 2mila.
Si registra una media di 15 fronti fuoco/giorno attivi. Il personale impiegato al giorno è di circa 250 persone tra Volontari di P.C. (150/giorno) e V.V.F. Attualmente nella zona del Morrone sono stati convogliati n. 65 militari dell’Esercito Italiano del Genio Alpini, in aggiunta a n. 35 Vigili del Fuoco, n. 16 Carabinieri Forestali, oltre a n. 80 Volontari di PC Regionale.
I mezzi presenti (autobotti, moduli antincendio, vasche, CAN, elicotteri, elfo, ecc), tra quelli Regionali e quelli dei VV.F., sono circa n. 80. Della flotta aerea nazionale sono stati utilizzati n. 3 CanadAir e n. 1 Elicottero Erickson, mentre da questa mattina abbiamo il supporto dell’Aerea CL 145 arrivato dalla Francia.
b) La situazione fronte incendi aggiornata ad oggi è la seguente: incendi ancora attivi a Pacentro, Marane, Badie di Sulmona, Cocullo, Prezza-Raiano-Goriano-Anversa, Secinaro e Luco dei Marsi.
c) Al momento non si registrano pericoli evidenti per i centri abitati; l'unico disagio registrato è dovuto al fumo che rende quasi irrespirabile l'aria nelle ore in cui il vento gira verso l'abitato. Nella zona di Sulmona viene monitorata la qualità dell'aria dalle strutture competenti.


5. Come giudica la trasformazione-cancellazione del Corpo Forestale dello Stato?

Il tema credo meriti una duplice riflessione:

1.La dismissione del Corpo Forestale dello Stato certamente è stata una iattura, sia per le attività di Protezione Civile che per quelle strettamente attinenti il tema della prevenzione. Ora sono in molti ad accorgersene, ma nell’aprile del 2015 fummo in pochi a sottoscrivere una petizione lanciata dai deputati abruzzesi Gianni Melilla, Arturo Sottanelli e Paolo Tancredi volta a promuovere una decisa revisione del D.Lgs 177/2016. Infatti, in presenza di situazioni estreme per quantità e qualità dei roghi, come quelle che stiamo affrontando ormai da circa due mesi senza soluzione di continuità, l’opera dei Forestali si sarebbe rilevata utilissima per le attività di spegnimento da terra, anche se difficilmente sarebbe stata risolutiva senza una ormai oltremodo evidente necessità di implementazione della attuale dotazione della flotta aerea. Agli inizi dell’estate, in forma timidamente provocatoria proposi al Governo, in sede di Conferenza delle Regioni, di acquistare un F35 in meno e investire il relativo importo nell’acquisto di 10 CanadAir a beneficio della flotta aerea.

2.Un grande plauso va ai Vigili del Fuoco, ai Carabinieri Forestali, alle Forze dell’Ordine, ai piloti dei mezzi aerei, alle donne ed agli uomini dell'Esercito Italiano, alla Sala Operativa regionale, al soccorso alpino, ai sanitari e ai tanti volontari della Regione Abruzzo. Un grande plauso va anche a tutti quei cittadini che, anche se non ufficialmente iscritti negli albi del Volontariato 'militante', per amor di patria e della nostra montagna, con spirito di sacrificio per il nostro Paese, hanno preferito imbracciare pale e flabelli mettendosi a disposizione di chi gestisce i soccorsi piuttosto che 'postare' nefandezze inutili e dannose sui 'social'.
Un grande plauso, in definitiva, va al SISTEMA NAZIONALE DI PROTEZIONE CIVILE, che, per chi lo ignora, è formato da tutti i soggetti sopra citati e da tutti noi. Parafrasando la nota campagna annuale di sensibilizzazione "Anch'io sono la protezione civile!", ricordo come la legge italiana impone a tutti noi, nelle situazione di rischio potenziale o effettivo, sia obblighi che doveri.

Pubblicato in Politica

Pescara. La Squadra Mobile della Questura di Pescara, ha tratto in arresto gli autori di quattro rapine messe a segno, il corrente mese di agosto, in alcune note farmacie del capoluogo adriatico.

Le indagini hanno consentito di identificare tre soggetti, pescaresi, che a vario titolo hanno avuto un ruolo nei colpi del 9, 15, 18 e 20 agosto, allorchè un individuo sconosciuto ed armato si faceva consegnare gli incassi delle farmacie “Di Giamberardino” e “Tiburtina”, non riuscendo invece a consumare un’altra rapina presso la farmacia “Zenobii” per l’improvvisa reazione del titolare.

Nei confronti di due indiziati è stato eseguito questa mattina il provvedimento restrittivo emesso dall’A.G. Un terzo soggetto è stato indagato in stato di libertà.

Pubblicato in Cronaca

Sponsor

Metropolitan Web

Metropolitan è un giornale online abruzzese.

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie vai alla sezione