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Venerdì, 29 Settembre 2017 00:00

Chieti, primo Trofeo Indoor di Tiro con l'Arco

Chieti. L’Assessore allo Sport, Antonio Viola, e la Presidente della Commissione Turismo, Sport e Cultura, Maura Micomonaco, rendono noto che sabato 30 settembre e domenica 1 ottobre, l'ASD Arcieri Abruzzesi, in collaborazione con il CRAD dell'Università “Gabriele d'Annunzio”, e con il patrocinio del Comune di Chieti, presso il Palauda, in via dei Vestini, organizzerà il primo Trofeo indoor 25+18mt di Tiro con l'Arco.
Durante la competizione, riservata ai soci Fitarco, i maestri dell'Associazione, saranno a disposizione dei cittadini che vorranno provare questa antica disciplina.

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Venerdì, 29 Settembre 2017 00:00

Forza Italia su dragaggio Porto di Ortona VIDEO

Ortona. In prossimità del prossimo Comitato Regionale per la Valutazione di Impatto Ambientale (Ccr-Via), convocato per il prossimo 5 ottobre, Forza Italia sprona l’amministrazione comunale ad mettere in atto degli interventi per tutelare le operazioni di dragaggio dello scalo ortonese ormai impantanato, secondo i forzisti, per colpa di una Regione sempre più confusa e inconcludente e ribadiscono i dubbi e perplessità sulle procedure messe in atto fino a questo momento per arrivare al dragaggio.
Così recita lo studio preliminare ambientale per la verifica di assoggettabilità allegata al progetto: “Fase di conferimento Il conferimento dei sedimenti B1 e B2 verrà effettuato in area di deposito a terra impermeabilizzata; i sedimenti saranno conferiti attraverso benne ambientali montate su gru. L’area di deposito sarà, quindi, riempita con sedimento contenente una percentuale di acqua pari a quello naturalmente presente nei sedimenti superficiali (circa 1:1). Per quanto riguarda la gestione delle acque di esubero, l’area di deposito a terra dei sedimenti, sarà dotata di due sistemi di filtrazione: una specifica vasca di decantazione ed un impianto di filtrazione mobile di trattamento delle acque (dewatering). Le operazioni di riempimento comprendono: - fase 1 di conferimento con sedimenti tipo B2; - fase 2 di stabilizzazione e decantazione del sedimento B2; - fase 3 di conferimento del sedimento B1 sopra il sedimento B2; - fase 4 di decantazione del sedimento B1 e di copertura finale. Durante tutte queste fasi, la gestione delle acque di esubero e la decantazione dei sedimenti in esse contenuto avverrà con le seguenti modalità: - durante la fase del primo conferimento (fase n°1), le acque di esubero saranno attivamente rimosse con un pompaggio attivo, realizzato con una pompa galleggiante posta alla stessa quota dei sedimenti, che consentirà di scaricare l’acqua presente all’interno della vasca di decantazione, attraverso una apposita tubatura. In questa fase non è previsto l’utilizzo dello sfioratore delle acque; - finito il conferimento dei sedimenti B2 (fase n. 2), tutta l’acqua presente dell’area impermeabilizzata verrà rimossa attraverso la pompa galleggiante, al fine di permettere la stabilizzazione e la decantazione dei sedimenti B2. Anche in questa fase non è previsto l’utilizzo dello sfioratore delle acque; - durante la fase n°3 e n°4 è previsto l’utilizzo dello sfioratore delle acque, attraverso cui confluiranno nella vasca di decantazione. Pertanto, nel progetto in esame è previsto che le acque di sfioro, provenienti dall’area impermeabilizzata, confluiscano dentro una vasca di decantazione, per garantire la fuoriuscita delle acque secondo il valore di legge (< 80mg/l). COMUNE DI ORTONA Lavori di escavazione e approfondimento dei fondali del bacino portuale di Ortona Progetto Definitivo – Studio Preliminare Ambientale IMPRESA CONCORRENTE PROGETTISTA INDICATO Pag. 71 di 102 Dai calcoli fatti in sede di progettazione definitiva, risulta che il volume disponibile all’interno della vasca di decantazione potrebbe non essere sufficiente a far decantare tutto il volume di acqua immesso; infatti, durante le fasi finali di riempimento dell’area di deposito, il percorso potrebbe non essere più adeguato per garantire la necessaria decantazione verticale. Per tale motivo, si prevede la messa a disposizione di un impianto di trattamento delle acque, nel caso in cui non fosse garantita la fuoriuscita delle acque secondo il valore di legge. Si prevede, al momento, di dovere trattare comunque circa il 10% delle acque confluite nella vasca di decantazione. Inoltre il deposito, al termine delle operazioni di dragaggio, sarà coperto con un geotessile tessuto di rinforzo in filamenti di polietilene ad alta densità, tale da garantire l’impermeabilizzazione dello stesso dalle acque piovane, oltre ad eliminare possibili dispersioni in aria dei sedimenti depositati”.
“Avevamo lavorato negli anni passati per arrivare ad un dragaggio importante – ha affermato il presidente della Commissione Vigilanza in Regione, Mauro Febbo – con una spesa importante di 9 milioni di euro e come tutti sanno fare questo non è una cosa facile. Si è cominciato male perché si è voluto forzare i tempi facendo una grara d’appalto senza prima aspettare ciò che diceva il Via, il Via ha fatto tutta una serie di prescrizioni che chiaramente adesso hanno messo in difficoltà le società che hanno vinto le gare d’appalto. Ma credo che quello che sta succedendo oggi è ancora più grave perché molti forse non sanno che su questo Porto esistono degli atti fatti dalla Regione Abruzzo che gridano vendetta e che vanno spiegati alla città e su cui la città deve riflettere perché il Porto viene consegnato ad un privato, poi non si capisce se è consegnato alla società che vorrebbe fare un deposito in gpl o al singolo che è un imprenditore a cui viene consegnato il Porto per pubblica utilità, ma non ancora abbiamo capito dove sta la pubblica utilità da parte del pubblico, secondo lui l’utilità è solo da parte dei privati. Quindi credo che su Ortona si stia consumando un qualcosa che prima o poi riempià le pagine dei giornali. Avevamo formulato già delle proposte a suo tempo quando si poteva intervenire prima di aprire le buste e prima di fare gli interventi, però non si possono continuare a mettere in campo azioni come quella di oggi che viene presentata come un progetto per lo smaltimento dei fanghi e portarle all’attenzione del Comitato Via e dando le responsabilità tutte in capo al Comune che non ha nemmeno la forza economica di sopportare”.
“Sono di ritorno da un giro in Croazia – ha affermato l’onorevole Fabrizio Di Stefano – e ho avuto tra gli altri un incontro al Porto di Ploče e la autorità croate mi hanno visto un po’ di malocchio perché sono abruzzese. Questo perché avevamo fatto un accordo per un collegamento diretto tra Ortona ed il Porto di Ploče, sottoscritto tra l’altro, come mi hanno vedere, dalle Camere di Commercio abruzzesi, però poi è saltato tutto perché la Regione Abruzzo non ha messo il suo contributo che era di 80 mila euro e per 80 mila euro non versate dalla Regione Abruzzo, il collegamento tra Ortona e Ploče è saltato facendo venire meno l’accordo che le autorità abruzzesi avevano già preso. Evidentemente un utilizzo turistico del Porto di Ortona interferiva con gli interessi che il presidente della Regione Abruzzo ed alcune imprese abruzzesi hano su questo Porto e le scelte fatte dalla Regione che oggi chiaramente viene denunciata da Forza Italia lo stanno a sottolineare. Ma siccome credo che la vicenda credo che riguardi anche un passaggio importante che viene giocato sulle autorità portuali di interesse extraregionale, ritengo che bisogna valutare se tutte le competenze si apron e si chiudono nella regione Abruzzo o nel comune di Ortona e credo che per vedere questo chi ha ruoli faccia bene ad interrogare il Ministero per capire se tutta questa procedura per un Porto che ha valenza nazionale è corretta o se ci sono passaggi ministeriali necessari e che evidentemente sono stati disattesi in questa procedura. Insomma, i dubbi sono molto forti, le certezze sono altrettanto forti, la certezza è che l’incrocio tra più pratichee una vicenda che ha il uo punto di ricaduta in chiave giudiziaria rischia di portare alla paralisi o di dare il via libera ad un’azione che sotto il malto di un normale dragaggio porta l’obiettivo della giunta D’Alfonso di trasformare questo Porto in una dependence di un’azienda di Petrolchimica che tutti conosciamo. Se questo dev’essere è chiaro che da parte nostra e di tutta la popolazione ortonese ci sarà forte guerra perché questo non accada. Vedremo dove arrivano e noi arrivereno un passo dopo di loro”.
“La città è da troppo tempo ferma – ha dichiarato il capogruppo di Forza Italia in Consiglio Comunale, Peppino Polidori – e sta aspettando questo dragaggio del Porto che è essenziale che il Porto venga rilanciano e torni alla sua piena fruibilità. Ci sono delle vicende giuridiche che hanno interessato l’affidamento del dragaggio, ma queste vicende giuridiche consentono di affidare all’Ente appaltante queste opere. Noi sollecitiamo questo affidamento, nello stesso tempo siamo vigili perché non vogliamo che questo possa costituire un vantaggio per chi vuole strumentalizzare il Porto utilizzandolo come un deposito di Gpl. Quest’oggi ci riuniamo per vagliare gli ultimi atti regionali e per tutelare la città. Noi, come abbiamo già detto durante la campagna elettorale, il Porto è una grande opportunità per la città e la vocazione del Porto, oltre ad essere quella commerciale ed industriale, deve essere anche quella turistica. Per questo noi ci battiamo e per questo motivo il Porto non potrà essere utilizzato mai come un deposito di Gpl che bloccherebbe la sua attività, basti pensare che durante l’ingresso delle navi da siere il Porto verrebbe interdetto alla navigazione”.
“Il nostro intervento viene dalla volontà di fare dell’opposizione costrutiva – ha detto il coordinatore cittadino di Forza Italia, Simone Ciccotelli – considerando che gli ultimi eventi parlano di un intervento a livello regionale, il progetto da portare in valutazione è il secondo in graduatoria, il cui progetto prevede che i fanghi B1 e B2, quelli inquinati e sono quelli che sono sul suolo, verranno depositati sul famoso triangolo tra il molo nord e la diga foranea con una sorta di accatastamento in altezza con una sorta di attitudine di 6 metri. Loro faranno una sorta di serraggio di questi fanghi e a distanza di 36 mesi dovranno portarli necessariamente al deposito industriale per smaltirli, sono dei materiali altamente inquinanti. Su questa zona siamo sicuri che la competenza si adel Comune? Questo considerando che l’allora sindaco D’Ottavio fece una delibera di giunta comunale per l’affidamento dell’area alla società che fa capo alla Walter Tosto, delibera che poi è stata ritirata da Castiglione una volta eletto, però non sappiamo fino a che punto potrà essere valido questo ritiro perché il deposito in gpl è fermo al Ministero dello Sviluppo Economico che deve ancora esprimersi. L’area è interessata anche da una delibera di interesse strategico per la realizzazione di una vasca ricolmata che D’Alfonso vuole far realizzare alla Walter Tosto. Quindi di quest’area ne può disporre il Comune? Peraltro l’autorità territoriale da cui dipende Ortona, che è Ancona, ha la gestione ordinaria e straordinaria dei fondali dei porti. I fondi che diceva Camillo D’Alessandro è solamente un elenco di sogni che per il momento non si realizzeranno, così come ad oggi non si sono realizzate le sue idee progettuali”.

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Pescara. Al contrario di quanto si possa pensare, stando alle recenti notizie di stampa, la Provincia di Pescara si è prontamente attivata per il risanamento ambientale dell’area ex Montecatini in Bolognano, località Piano d’Orta, dove un tempo operava una fabbrica di acido solforico per concimi, e oggetto di un recente esposto in Procura e alla Corte dei Conti da parte del Movimento 5 Stelle.
Per l’area, inclusa nel Sito di Interesse Nazionale (S.I.N., denominato “Bussi sul Tirino”), ricadente anche all’interno del territorio del Comune di Bolognano, la Provincia di Pescara, nel settembre del 2015, ha emanato una ordinanza nei confronti di Edison S.p.a. per l’avvio delle procedure prescritte dal cd. Codice dell’Ambiente.
L’istruttoria compiuta dagli Uffici provinciali ha indotto Edison S.p.a. ad attivarsi per dare esecuzione a quanto prescrittole dall’amministrazione. Si ricorda, altresì, che la Provincia ha contestato l’impugnativa proposta dalla stessa Edison dinanzi al TAR di Pescara; la società, di fronte alle puntuali e rigorose contestazioni dell’Avv. Matteo Di Tonno, incaricato dalla Provincia, ha rinunciato alla discussione del ricorso.

Lo stato delle attività vede, attualmente, il doveroso completamento delle cd. indagini belliche – per la ricerca di eventuali residuati – di competenza del Genio Militare cui spetta il rilascio del relativo nulla-osta.
Pertanto, parlare di misure di sicurezza inesistenti o inadeguate ovvero, ancora, di omissioni, errori e ritardi da parte delle amministrazioni competenti non tiene conto della reale evoluzione dei fatti ed, anzi, testimonia una scarsa conoscenza dei complessi iter procedurali da rispettare, determinando un allarme nella popolazioni interessate.
Anche per le aree esterne al S.I.N. – come a suo tempo circoscritto dal Ministero – l’Amministrazione provinciale si è attivata con la notifica di avvio delle procedure imposte dalla normativa di settore: riguardo al loro esito, si procederà eventualmente step by step, senza clamori e sensazionalismi, con misurazioni oggettive e dati certi ed attuali, così da ripetere con successo quanto ottenuto per l’area del vecchio stabilimento.

E’importante precisare che, nel caso concreto, parlare di un obbligo di bonifica appare tecnicamente improprio trattandosi, questa, di un’attività che costituisce l’extrema ratio cui far ricorso solo in presenza di determinate condizioni di inquinamento, tanto da essere stata applicata in Italia solo in rari ed eccezionali casi: la normativa prevede, invece, una serie di ulteriori interventi ugualmente ritenuti idonei a garantire la sicurezza dei luoghi e della salute, quali il monitoraggio del piano di caratterizzazione, la messa in sicurezza permanente o operativa, la riparazione e ripristino ambientale. E per questo di attività è competente la Provincia, che, appunto, ha provveduto affinché la Edison le svolga.

“Il risultato dell’amministrazione provinciale, con l’applicazione puntuale, prudente e discreta delle procedure amministrative – afferma Antonio Di Marco - può senza dubbio costituire un motivo di orgoglio e fiducia per l’intera comunità pescarese e per tutti coloro che hanno veramente a cuore la tutela dell’ecosistema: l’avvio dei lavori nell’area ex Montecatini costituisce l’esempio concreto degli obbiettivi raggiunti da un’amministrazione virtuosa che, anche nella ristrettezza delle risorse finanziarie, rappresenta un punto di riferimento nell’attuazione delle politiche ambientali”.

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Fossacesia. Il Consiglio Comunale di Fossacesia richiede l’intervento urgente del Governo per il caso Honeywell. “La questione è nazionale” – questo è quanto si legge nella nota che il Sindaco di Fossacesia, Enrico Di Giuseppantonio, ha trasmesso al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro per lo Sviluppo Economico ed al Presidente della Regione Abruzzo, chiedendo che la questione Honeywell assuma carattere di rilevanza nazionale per l’impatto sociale ed economico che avrà su tutto il territorio regionale. Nel corso del Consiglio Comunale di ieri, è stato infatti approvato all’unanimità un documento a sostegno della questione Honeywell, che da giorni è sulle pagine di cronaca per i previsti licenziamenti dei 420 dipendenti, a causa di un trasferimento dell’azienda all’estero. Nel documento, in cui inoltre si esprime solidarietà per tutti i lavoratori e le loro famiglie, il Consiglio Comunale fa specifica richiesta al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro per lo Sviluppo Economico ed al Presidente della Regione Abruzzo, di elevare la questione a carattere nazionale, poiché la chiusura della Honeywell rappresenta uno spaccato della situazione economica che l’Italia sta vivendo in questo periodo, con il trasferimento all’estero di molte aziende. La Honywell, che produce turbocompressori per automobili e veicoli commerciali di molti marchi, ed i cui dipendenti hanno raggiunto un elevato livello di professionalità, è una azienda della Val di Sangro ed uno dei più importanti indotti della Sevel. Da quanto si apprende dai Sindacati, l’azienda, pur avendo sino ad oggi adottato ogni ammortizzatore sociale, ha deciso comunque di trasferirsi all’estero, cosa che ovviamente comporterà il licenziamento di tutti i 420 dipendenti, oltre ad un’ottantina dell’indotto. “Pur non potendo entrare nel merito – dichiara il Sindaco di Fossacesia, Enrico Di Giuseppantonio – ci siamo sentiti in dovere di dichiarare pubblicamente la nostra solidarietà a tutti i lavoratori della Honeywell ed alle loro famiglie che rischiano il licenziamento, anche perché ad oggi l’azienda non ha chiarito pubblicamente le ragioni del proprio trasferimento, restando di fatto in silenzio di fronte alle proteste delle maestranze, dei sindacati ed alle richieste della Regione Abruzzo e delle istituzioni locali. E’ anche per questa ragione che a questo punto è necessario l’intervento del Governo, perché non si può pensare che il mandare a casa 420 persone possa restare una mera questione locale, ma è lo specchio di una politica industriale che non riesce ad essere vicina ai cittadini".

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Venerdì, 29 Settembre 2017 00:00

Balducci replica a Febbo su Masterplan e fondi UE

L'Aquila. "La percentuale di avanzamento del Masterplan a 14 mesi dall’approvazione della delibera con cui il Cipe ha assegnato le risorse, avvenuta il 10 agosto 2016, è pari al 20%, un dato che pone l’Abruzzo ad un +2% rispetto allo stato di avanzamento programmato dal Governo al 31/12/2017 (18%)".

Così in una nota Alberto Balducci, vicecapogruppo del PD in Consiglio regionale, che aggiunge: "Nel dettaglio, sono stati avviati 14 interventi dei 368 totali, per un importo complessivo di 301.229.228,96 euro, mentre altri 96 sono stati inseriti nel sistema informatico ministeriale per ricevere l’anticipo del 10% entro il 30 ottobre prossimo.

Tra gli interventi più significativi già avviati si segnalano il completamento della Fondo Valle Sangro – giunto alla fase della scelta del contraente, che apprenderemo a giorni – quello sull’aeroporto di Pescara (riqualificazione area landside e airside), che è stato ultimato, e il taglio della diga foranea di Pescara, le cui attività propedeutiche all’impianto del cantiere sono già in corso.

Per quanto riguarda i fondi europei, alla data odierna sul FESR (dotazione 222 milioni) sono stati pubblicati avvisi per 93,4 milioni ed entro il 31 dicembre verranno messi a bando altri 33,8 milioni. In merito al FSE, la cui dotazione è di 142,5 milioni, sono stati pubblicati avvisi per 32,2 milioni ed entro il 31 dicembre verranno messi a bando altri 33,6 milioni. Nell’ambito del FEASR (dotazione 308,4 milioni) sono stati messi a bando 191,5 milioni.

Dica piuttosto Febbo che fine ha fatto il “suo” Masterplan, quello che la Giunta Chiodi (di cui lui era assessore) ha approvato con delibera n. 45 dell’8 febbraio 2010 intitolata “Master Plan degli interventi diretti a favorire la ripresa produttiva della Regione Abruzzo” e che è rimasto lettera morta".

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Pescara. La Regione sta accelerando per portare nel più breve tempo possibile ad approvazione la proposta di legge n. 206/2016, recante “Disposizioni per l’istituzione del Comune di Nuova Pescara”.
Al riguardo è il consigliere regionale Camillo D’Alessandro a informare che “si è già provveduto a richiedere l’iscrizione del Pdl all’ordine del giorno della prima seduta utile della Commissione consiliare competente, ai sensi del regolamento interno, e che nel giro di due sedute di Consiglio regionale si mira a portare la legge all’approvazione”.
Il progetto - depositato su iniziativa del Presidente Luciano D’Alfonso - dà seguito all’esito del referendum consultivo regionale del 25 maggio 2014 attraverso l’ottimizzazione del processo di fusione dei Comuni di Pescara, Montesilvano e Spoltore, e contiene al suo interno un cronoprogramma dettagliato pronto a partire immediatamente, una volta ottenuta l’approvazione in Consiglio Regionale.
“Secondo il progetto di legge – spiega D’Alessandro – la Nuova Pescara partirà il 1° gennaio 2019, allontanando il pericolo di una fusione a freddo e immaginando un processo che non comporti ricadute negative per imprese e cittadini nella qualità e nei costi dei servizi. Sarà l’Assemblea congiunta dei tre Consigli comunali a sovrintendere all’attuazione del processo di fusione e a predisporre, attraverso un’apposita Commissione eletta al suo interno, lo Statuto provvisorio del nuovo Comune”.
Un ruolo fondamentale è riconosciuto al Comitato ristretto per il processo di fusione, da istituirsi entro 30 giorni dall’approvazione della legge, composto dal Presidente della Regione e dai Sindaci dei tre comuni, assistiti dai funzionari delle amministrazioni e da esperti, che potrà certamente avvalersi del contributo dei Comitati nati sul territorio. “Il Comitato per la fusione – commenta il consigliere – avrà il compito di predisporre il Programma generale per la fusione, sottoposto all’approvazione dei Consigli comunali, in cui saranno disciplinate le indicazioni operative per avviare da subito l’integrazione di funzioni e servizi tra i tre Comuni ed il loro allineamento istituzionale”.
Il PDL riserva opportuna attenzione alle materie afferenti alla pianificazione territoriale e all’urbanistica; alle grandi infrastrutture; al ciclo dei rifiuti; al ciclo idrico; al trasporto pubblico locale; all’approvvigionamento energetico; alla promozione turistica; alla gestione delle reti; alla logistica del commercio; alla tutela ambientale; ai servizi e alle politiche sociali; ai servizi scolastici. Ancora D’Alessandro: “Il programma generale per la fusione dovrà contenere anche misure per l’organizzazione del personale e degli uffici; la creazione di una centrale unica di committenza e gestione dei contratti; la standardizzazione e la unificazione di reti e sistemi informatici; la progressiva integrazione di servizi demografici, polizia locale, riscossione tributi, patrimonio; l’armonizzazione dei bilanci. Si costituisce inoltre un Osservatorio regionale tecnico incaricato di monitorare l’intero processo, con una Relazione conclusiva di fattibilità, da trasmettere ai consigli comunali entro il 31 marzo 2018”.
“Come è possibile dedurre - aggiunge il consigliere – la proposta contiene già al proprio interno tutti gli elementi funzionali alla nascita della Nuova Pescara, secondo un cronoprogramma dettagliato già scandito. La gradualità deve essere uno dei principali tratti distintivi di un razionale processo di fusione. Gradualità che comunque non può tralasciare di segnare risultati positivi immediati in relazione all’esercizio congiunto di funzioni e di erogazione condivisa dei servizi da parte dei tre Comuni coinvolti. Non siamo affatto di fronte ad un’elusione del risultato del referendum. Si tratta invece di una fusione differita, che le norme e la giurisprudenza consentono, e che trova conferma nelle esperienze di altre realtà. Si tratta di un tempo assolutamente ragionevole, tenendo conto che non ci sono precedenti in Italia, nella storia recente, di fusioni di Comuni con queste dimensioni, e che le stesse normative nazionali sono state immaginate e scritte per processi di fusione relativi a piccoli comuni. Considerata la complessità dei problemi che gravitano introno all’argomento, legati soprattutto alla necessità di “far convergere” grandi strutture amministrative già esistenti, e atteso inoltre il vincolo previsto nelle proposte di legge di procedere immediatamente alla condivisione dell’esercizio di attività e servizi qualificanti, il procedimento delineato appare più che congruo. Un procedimento di tale complessità non può certamente essere portato a compimento prescindendo dalla collaborazione degli enti comunali coinvolti, rispetto ai quali la legislazione regionale incontra dei limiti di competenza a vantaggio della norma nazionale. Ora è essenziale approvare il PDL affinché le fasi operative ivi previste partano immediatamente”.

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Pescara. Nuove risorse finanziarie per 29 milioni di euro di progetti presentati destinate alle scuole regionali saranno garantite dal Piano operativo nazionale (PON) dei fondi strutturali di competenza ministeriale. È quanto emerso nell'incontro pubblico che l'assessore all'Istruzione Marinella Sclocco ha avuto con i dirigenti scolastici di tutte le scuole abruzzesi, che nei prossimi mesi saranno chiamate ad elaborare progetti per migliorare l'offerta didattica e educativa delle singole scuole. L'incontro per l'annuncio dei fondi del PON è stata l'occasione per la presentazione ufficiale del nuovo direttore generale dell'Ufficio scolastico regionale, Antonella Tozza.

"Alla nuova responsabile regionale - ha esordito l'assessore Sclocco - ho augurato buon lavoro ma soprattutto ho detto che l'assessorato e la Regione, per quanto nelle loro competenze, saranno al fianco dell'Ufficio regionale per agevolare la crescita scolastica e culturale dell'Abruzzo". "L'incontro di oggi - ha dichiarato il neo direttore generale dell'Usr Abruzzo - è un'occasione preziosa per tutta la scuola abruzzese di confrontarsi sulle opportunità offerte dai Pon. L'accesso all'utilizzazione di risorse economiche aggiuntive consente infatti alle scuole di potenziare le dotazioni tecnologiche, di migliorare gli ambienti di apprendimento, di favorire processi di innovazione didattica e metodologica. L'obiettivo - ha concluso il direttore Antonella Tozza - è quello di migliorare il livello delle conoscenze, delle competenze dei nostri studenti per offrire loro le chiavi interpretative per 'leggere' il loro tempo attraverso il potenziamento del problem solving, del pensiero critico e dello spirito di imprenditorialità e per rispondere al meglio alle sfide del XXI secolo". In questo senso, l'assessore Sclocco ha fatto il punto di tre anni di programmazione dell'ente regionale in materia scolastica.

"Sul miglioramento dell'offerta e la crescita della scuola - ha detto - la Regione ha investito negli ultimi tre anni circa 25 milioni di euro che sono serviti per incrementare la dotazione digitale delle scuole, l'allestimento dei laboratori delle scuole superiori e medie, per finanziare i progetti sociali con la misura Scuola aperta e inclusiva, avviare nuovi percorsi d'istruzione e formazione obbligatoria. Questi sono solo alcuni dei passaggi di tre anni di programmazione; e non è un caso - ha concluso l'assessore all'Istruzione - se in materia di fondi strutturali dell'FSE proprio il settore dell'istruzione è quello che ha speso di più in regione".

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Pescara. ARAP (Azienda Regionale per le Attività Produttive) replica al Consigliere del Movimento 5 Stelle Leandro Bracco che ha dato notizia, anche nella giornata di ieri via social network, di aver presentato giorni fa Interpellanza urgente alla Giunta Regionale d’Abruzzo, a causa del presunto “via libera – di ARAP - affinché in Val di Sangro venga concretizzato un imponente progetto petrolifero che fra le altre cose prevede la costruzione di un Gasdotto lungo ben 21 chilometri e la realizzazione, nel Comune di Paglieta, di una Raffineria”.

ARAP replica pertanto spiegando al Consigliere Bracco che l'eventuale autorizzazione all'estrazione del gas ed alla conseguente realizzazione dell'impianto è tuttora all'esame del Comitato VIA nazionale, dato che questa è materia di competenza statale.

La Regione inoltre, che il Consigliere ha chiamato in causa dichiarando di volerne conoscere “la reale volontà”, in sede di interpello ha formulato parere negativo, ma ciò non è stato e non è sufficiente a scongiurare l'esito nel senso che interessa alla Società proponente.

Inoltre anche nel caso di autorizzazione VIA la stessa Società potrebbe, al limite, anche procedere all'espropriazione di aree esterne al nucleo industriale interessato, sussistendo l'interesse generale.

Infine ARAP precisa che, qualora non vi fosse approvazione e sussistesse altro soggetto interessato all'area, ARAP sarà libera da ogni impegno.

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Bruxelles. Il Sottosegretario alla Presidenza d’Abruzzo Mario Mazzocca, delegato all’Ambiente, ha partecipato al convegno "Free Public Transport for a Sustainable Future - Trasporto pubblico gratuito per un futuro sostenibile”, svoltosi a Bruxelles presso il Parlamento europeo, con un intervento dal titolo "Smart Community, tutela ambientale e mobilità sostenibile: le azioni locali".

Mazzocca ha illustrato le buone pratiche attuate dall'Abruzzo, e da alcune altre regioni italiane, in grado di contemperare le esigenze della pubblica mobilità con quelle della tutela del territorio evidenziando, in particolare, la reale sostenibilità ambientale ed economica di alcuni progetti realizzati (Electric Vehicule/100 solutios for tue climate di Collarmele), in corso (Alimentazione a Idrogeno-Metano del parco bus TUA su tratte urbane) o in via di definizione (sperimentazione sulle rinnovabili-sostenibili per completare gli interventi di bonifica SIR Saline). Il Sottosegretario ha, inoltre, sottolineato le attività strategiche che sta conducendo da un paio d’anni - dalla Cop21 di Parigi - nel Pacc (Piano di Adattamento ai Cambiamenti Climatici) , definito come il “Piano mastro” che fornirà le linee guida per l’immediato futuro e che l’Abruzzo sta portando avanti nella sua ultima fase di definizione attraverso un processo partecipativo disseminato ad ampiezza regionale.

Il convegno è stato organizzato da Daniela Aiuto, eurodeputata membro della Commissione Trasporti e Turismo, e ha visto la partecipazione di relatori di rilievo quali Karima Delli e Mark Tarabella (MEP, Commissione Trasporti e Turismo), Allan Alakula (Capoufficio UE Tallin), Alain Flaush (Segretario Generale UITP), Andrea Giuricin (Docente China Academy Railway Sciences), Fabrizio Luches (Esperto di pianificazione urbana), Lukasz Lugowski (Opinion Leader TP Polonia) e Lucio Zazzara (Professore Associato di Pianificazione Urbana presso l’Università “G.D’Annunzio” Chieti-Pescara).

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Montesilvano. Il Consiglio Comunale ha approvato questa mattina il Piano Sociale Distrettuale 2018, con 14 voti favorevoli e 4 astenuti.
«Il primo valore aggiunto di questo piano - afferma il sindaco Francesco Maragno - è la metodologia di lavoro che ha portato alla predisposizione dell’atto, basato sul principio di cittadinanza attiva che la nostra Amministrazione promuove sin dal suo insediamento. Abbiamo infatti istituito 4 tavoli tematici, incentrati sulle politiche per la disabilità, l’inclusione sociale, l’immigrazione e gli anziani, che si sono affiancati ai forum già attivi in precedenza. Attraverso tali incontri, che proseguiranno a livello interistituzionale, coinvolgendo associazioni, enti portatori di interesse e scuole, è stato stilato il documento, approvato stamani in Consiglio Comunale, che deve rappresentare un punto di partenza».
La redazione del documento di programmazione è stata una opportunità per aggiornare il profilo sociale dell’ambito distrettuale sociale n.18 Ecad Comune di Montesilvano, analizzare il bisogno sociale, individuare gli obiettivi primari e quindi predisporre i servizi che dovranno essere implementati.
Il Piano distrettuale prevede una lunga serie di interventi e servizi che verranno potenziati. Tra gli altri il PIS, l’assistenza domiciliare socio assistenziale anziani e disabili e domiciliare; progetti volti all’inclusione sociale, al contrasto alla povertà, di tutela per minori.
«L’ottimo lavoro svolto con questo piano - dice ancora il sindaco - ha permesso di inserire all’interno del documento una ricca serie di servizi che verranno finanziati per mezzo di fondi indiretti, ovvero attingendo a quelle risorse che ci arrivano da fondi regionali, ministeriali o ancora europei. Il nuovo Piano sociale è stata anche l’occasione di lavorare sull’integrazione socio sanitaria per mezzo della istituzione della CLISS, la conferenza locale integrata sociosanitaria, e l’approvazione della convenzione socio sanitaria tra Asl e l’ambito distrettuale di Montesilvano».
«Il Piano di Zona - aggiunge il consigliere Lorenzo Silli, presidente della Commissione Sanità - si è connotato per il coinvolgimento di tutti i soggetti attivi sul territorio nella stesura e progettazione dell'atto. Questa collaborazione riesce a dare forma e contenuto al sistema integrato di interventi e servizi sociali, alla luce delle linee direttrici Regionali. Di fatto, con il Piano di Zona, si vanno a definire gli obiettivi e gli interventi, in area sociale, rivolti all’insieme della popolazione di quel territorio, ricercando l’integrazione tra le diverse politiche di settore, tra le politiche sociali comunali singole, e nel loro insieme, e la programmazione distrettuale. Il Comune di Montesilvano per quanto riguarda il triennio 2016/18 attua una programmazione sociale e socio-sanitaria a livello locale che si propone, fra l’altro, di integrare risorse e associazioni territoriali. L’obiettivo è costruire risposte innovative ed efficaci ai nuovi bisogni emersi sul territorio, tenendo fede ad una impostazione focalizzata sul potenziamento e il miglioramento della rete dei servizi locali. Tramite il Piano di Zona, strumento essenziale di programmazione locale, è possibile pianificare gli interventi atti a definire le politiche sociali di un territorio, individuando così i cambiamenti e le innovazioni da applicare nelle modalità di funzionamento del sistema territoriale».
Sempre in Consiglio, è stato approvato, con 14 voti favorevoli, 2 contrari e 2 astenuti, il regolamento unitario per l'accesso ai servizi socio - assistenziali, che risaliva al 2003.

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