Articoli filtrati per data: Gennaio 2018
Venerdì, 19 Gennaio 2018 00:00

Pescara Pallanuoto, ricco weekend

Pescara. Sabato tocca alla maschile per la sesta giornata, domenica è l'esordio delle donne, in entrambi i casi in serie A2. Il valzer delle partite lo ha cominciato la squadra Under 17 maschile di coach Arnaldo Castelli, che ha iniziato la sua fase nazionale perdendo in trasferta contro la forte Waterpolo Bari per 9-7.

Riflettori puntati sulla serie A2 maschile, sabato ore 18 (ingresso gratuito) è infatti in calendario un match a dir poco importante: Pescara-Civitavecchia. Le due formazioni hanno gli stessi punti in classifica, ma con andamenti diversi: il Pescara di mister Francesco Mammarella ha vinto le prime tre partite e ha perso le ultime due, contro le leader del campionato; il Civitavecchia ha perso le prime due gare contro le leader del campionato e ha vinto le ultime tre!
Il capitano del Pescara Giovanni Sarnicola è anche il grande ex di questo incontro dai mille significati: "Conosco tutto di Civitavecchia e del Civitavecchia, è un avversario tosto. Sono nato e cresciuto lì, sarà un momento speciale per me. Ora sono il capitano del Pescara e vogliamo fare punti, veniamo da due sconfitte consecutive, però siamo in salute; abbiamo perso contro avversari di valore quali Latina e Salerno ma abbiamo pagato a caro prezzo piccoli errori".

Parte anche la A2 femminile, che giocherà le sue gare sempre la domenica. Esordio in trasferta a Roma contro la Agepi per le ragazze allenate da Sergey Maksimov, un gruppo molto giovane che ha come obiettivo la salvezza. Inizio ore 15.

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Chieti. Marida Carmosino è una delle grandi rivelazioni dello strepitoso campionato disputato finora dal Chieti Calcio Femminile.

Giovanissima (classe 2001), è al primo anno in una squadra femminile, visto che fino allo scorso anno era in forza al San Leucio, compagine maschile di Isernia. Nuova realtà per lei dunque in Serie B. Arrivata in corsa a Chieti, ha impressionato partita dopo partita per grinta, autorità e personalità in campo diventando uno dei punti di forza dello scacchiere di mister Lello Di Camillo. Le neroverdi hanno appena concluso il girone di andata al terzo posto con 25 punti in classifica ed una sola sconfitta alle spalle, proprio con quella che sarà al prossima avversaria, il Latina.

“Il girone di andata è stato molto positivo - esordisce Marida Carmosino - nessuno avrebbe scommesso che alla fine una squadra come la nostra si sarebbe ritrovata terza da sola in classifica. Siamo un gruppo molto giovane, ci sono ragazze di maggiore esperienza come Vukcevic, le sorelle Di Camillo e Ferrazza e poi noi che ne abbiamo meno. Noi più giovani abbiamo dunque dei modelli da poter seguire: loro ci danno un enorme sostegno e la giusta carica in quanto ci aiutano nei momenti di difficoltà e questo è un punto a nostro favore”.

Domenica scorsa è arrivato un punto in Salento, ma con tanto rammarico per una vittoria sfuggita: “Abbiamo lasciato due punti: non siamo riuscite a sfruttare le tante occasioni da gol che abbiamo costruito - spiega Carmosino - Siamo state anche sfortunate con i pali e il rigore sbagliato sul finale. Potevamo fare molto meglio, nel primo tempo abbiamo giocato solo noi, ma siamo state anche ingenue nel non chiudere subito la partita. Loro, dopo aver segnato il gol, si sono chiuse dietro e ci hanno concesso ben poco di giocare e questo ha influito sulla partita”.

A Latina si andrà anche per riprendersi i punti persi all’Angelini all’andata alla prima giornata. Inutile nascondersi: sarà importante fare risultato visto che la squadra laziale è ad un solo punto di distacco dalle neroverdi in classifica. Carmosino ribadisce il concetto: “È una partita importante, sarà dura perché loro avranno voglia di riscatto dopo la sconfitta casalinga della scorsa domenica. Sarà un match avvincente: sia noi che loro lottiamo per mantenere la categoria, ci separa un solo punto in classifica, ci giocheremo il tutto per tutto. Rispetto alla partita di andata sarà tutto diverso: come gruppo noi siamo maturate e cresciute. Ci saranno però tante insidie: il Latina è una squadra molto ben organizzata e lo aveva già fatto vedere all’andata contro di noi, poi giochiamo fuori casa, ma andremo sicuramente lì con la giusta grinta e la determinazione per portare a casa i tre punti”.

Carmosino traccia poi un suo bilancio di questi primi mesi a Chieti: “Io sono stata una delle ultime ad arrivare qui quando la squadra era quasi del tutto formata, ma mi sono trovata benissimo subito perché le mie compagne mi hanno messo a mio agio. Tutte insieme vogliamo lasciare un segno in questo campionato e speriamo di riuscirci. Siamo giovani e vogliamo fare strada con il Chieti. Tutte abbiamo grinta e voglia di fare bene: sappiamo che Chieti è una realtà molto importante, la scorsa stagione era in Serie A. Non dico che vorremmo ripercorrere il percorso fatto negli anni scorsi, ma almeno avvicinarci e raggiungere un risultato altrettanto importante. Mi trovo molto bene con la società e il mister che ci mettono sempre nelle condizioni di poter vincere, durante la settimana ci alleniamo sempre nel migliore dei modi. Siamo molto unite sia dentro il campo che fuori e questa è la nostra forza. Questo ci ha aiutato in alcune partite che si erano messe in salita, ad esempio a Trani dove perdevamo 2-1 e poi è finita 4-2 per noi o anche a Catania (prima 2-0 per loro e poi alla fine 2-2). A Roma siamo andate a vincere contro la capolista che fino a quel momento non aveva mai perso: c’erano fra noi e loro ben nove punti di distacco in classifica, ma siamo riuscite a prendere tre punti giocando con la mentalità giusta. Siamo una squadra di grande carattere e proprio per questo molte squadre ci temono ora. Per me è un gran privilegio poter giocare accanto a grandi giocatrici: ascolto molto i loro consigli. Cerco durante gli allenamenti di osservare cosa fanno e di prendere spunto per poi mettere in pratica in campo la domenica ciò che ho imparato durante la settimana”.

Credere ora nel raggiungimento del terzo posto a fine stagione è meno difficile anche se, ovviamente, c’è tutto un girone di ritorno da giocare. “Tutte noi crediamo nel poter mantenere la categoria. Siamo una squadra con dei limiti, ma anche delle potenzialità. Molte ragazze, come le sorelle Di Camillo o Vukcevic, hanno sposato il progetto del Chieti di raggiungere questo obiettivo e faremo di tutto per riuscirci”.

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Roma. Ieri presso la delegazione della Regione Abruzzo in Via Piave a Roma si è tenuto un incontro di lavoro per la definizione del progetto relativo alla realizzazione del raccordo ferroviario tra la stazione Porto di Vasto e il bacino portuale di Punta Penna. All’incontro erano presenti il presidente della Giunta Regionale Luciano D’Alfonso, il consigliere delegato Camillo D’Alessandro, il Presidente del Consiglio Comunale di Vasto Giuseppe Forte su delega del sindaco Francesco Menna, l’ingegnere Umberto Lebruto direttore di produzione di R.F.I. S.p.A., degli ingegneriMorlini, Colaneri e Isi. Nel corso dell’incontro è stata confermata la disponibilità della somma di 20 milioni di euro per la realizzazione dell’importante infrastruttura, il cui progetto verrà appaltato e dato in esecuzione nel giro di qualche mese. La cantierizzazione dell’opera procederà speditamente in modo da realizzare l’importante binario in tempi brevi, al fine di consentire lo scarico ed il carico delle merci direttamente sulle banchine del Porto di Punta Penna.
“Un’altra importante opera - ha dichiarato il sindaco di Vasto Francesco Menna- troverà compimento nel territorio della nostra città concretizzando un’idea che da decenni era in ballo e che, grazie al sostegno della Giunta Regionale guidata da Luciano D’Alfonso troverà oggi concretezza”.

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Atessa. “Dalla lettura della Delibera di Giunta numero 15 del 17 gennaio emerge chiaramente che siamo di fronte ad un mero atto di propaganda politica messo in scena dal Governo D'Alfonso. Noi di Forza Italia, da sempre favorevoli al potenziamento del presidio ospedaliero di Atessa, vogliamo e pretendiamo di vedere atti, documenti e passaggi tecnici certi e certificati dal Piano sanitario regionale che non si possono ridurre a sveltine per gettare fumo negli occhi degli elettori a ridosso di una campagna elettorale importante”. Questa la presa di posizione espressa dall'Onorevole di Forza Italia Fabrizio Di Stefano, dal Consigliere regionale di Forza Italia Mauro Febbo, dai Gruppi consiliari ‘LiberAtessa’ e ‘Progetto Atessa’ del Comune di Atessa e dal coordinatore cittadino di Forza Italia Atessa Gilberto Testa, durante la conferenza stampa odierna. “Sono evidenti e palesi - sottolinea Febbo - le lacune tecniche e amministrative che emergono dal documento approvato in fretta e in furia dal presidente D'Alfonso. Innanzitutto, una delibera non può scavalcare le indicazioni inserite nel Decreto commissariale. La giunta regionale dovrebbe spiegare come viene calata questo provvedimento in favore dell'ospedale di Atessa all'interno del Decreto 79 o come viene riprogrammata l'area disagiata all'interno dell'atto aziendale dell'Asl Lanciano-Vasto-Chieti. Questi sono passaggi fondamentali sopratutto alla luce delle valutazioni e delle richieste che provengono dal Tavolo di Monitoraggio attraverso il quale il Ministero verifica continuamente la situazione della sanità abruzzese. Una sanità dove i bilanci delle quattro ASL registrano conti in rosso e quindi vorremmo capire dove prendono le risorse per l'area disagiata”. “Ma leggendo attentamente il documento allegato alla DGR 15 - spiega Febbo - si attribuiscono 20 posti letto di Medicina e 5 posti letto di Chirurgia (day-Surgery) ma non si specifica a quale Ospedale della provincia vengono tolti. Si attribuiscono, per l’assistenza di questi posti letto, 1 UOSD (Unità Operativa Semplice Dipartimentale) e 3 UOS (Unità Operativa Semplice), ma la Regione che fa suo il documento tecnico non specifica a quali Ospedali vengono tolti rispetto a quelli previsti nell’Atto Aziendale deliberato a novembre 2017. Nel documento tecnico si evidenzia che c’è invarianza di spesa tra i costi dell’Ospedale di Zona Disagiata e i costi dei posti letto di Area territoriale, ma la Regione non specifica dove vengono programmatoriamente collocati i 100 posti letto che scompaiono ( 20 di Riabilitazione Estensiva, 40 di Residenza Assistita, 20 Residenza Sanitaria Assistita, 20 di Ospedale di Comunità)”.

“Quindi - sottolinea l'On. Di Stefano - è del tutto evidente come la Regione ha avuto fretta di approvare una delibera di integrazione e programmazione sanitaria così debole tecnicamente da fare in modo che, al passaggio obbligato dei vari Ministeri, venga bocciata per poi darne la colpa alla parte politica diversa dalla loro che uscirà tra un mese dalle urne. Inoltre - continua Di Stefano - dalla lettura della DGR 18 del 17 gennaio si evince palesemente che l'atto è stato approvato solo da due assessori presenti con l'astensione dell'assessore Di Matteo. Infatti, Di Matteo, medico, conosce molto bene la prassi le regole ed è ben consapevole di come quest'atto approvato per Atessa non potrà essere realizzato perché in contrasto con il Piano sanitario regionale; inoltre come giustificare la scelta solo di Atessa rispetto alle altre aree svantaggiate e montane. Come mai l'assessore Paolucci era assente all'approvazione della DGR visto che era il proponente? Pertanto - conclude Di Stefano – siamo di fronte ad un documento vuoto, ad un imbroglio elettorale che nasconde l'intento di scaricare le responsabilità al prossimo governo nazionale poiché il Tavolo di monitoraggio non approverà mai questa DGR così come composta”.

“Negli anni in cui eravamo alla guida della città di Atessa - sottolineano Cicchitti, Pellegrini e Testa - D'Alfonso, Paolucci e Olivieri non si sono mai preoccupati dell'ospedale di Atessa e adesso magicamente tirano fuori una soluzione difficile da realizzare. Noi vogliamo il potenziamento qualitativo e quantitativo del San Camillo ma pretendiamo che sia realizzato con i criteri giusti e passaggi amministrativi concreti”.

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Pescara. Si è tenuta oggi a Pescara la riunione convocata per l’approfondimento delle questioni inerenti l’accordo tra la Regione Abruzzo e la Regione Lazio per operazioni interregionali di gestione dei rifiuti urbani in riferimento al trattamento dei rifiuti di Roma Capitale.

All’incontro hanno preso parte, oltre al Sottosegretario alla Presidenza della Giunta regionale Mario Mazzocca, i rappresentanti della Regione Lazio, il dirigente e i funzionari del Servizio gestione Rifiuti e del Servizio politiche Energetiche e qualità dell’aria, rappresentanti di AMA, DECO, COGESA, dell’ARTA Abruzzo e del Comune di Chieti.

Nell’incontro sono state affrontate le seguenti tematiche:

- Sostenibilità e congruità dell’intervento con le disposizioni contenute nel nuovo PRGR;

- Piano del trasporto per verificare la sostenibilità dello stesso;

- Tempistica e verifica delle quantità di rifiuti da trattare

In merito al piano del trasporto, che disciplina tale attività in modo da salvaguardare la qualità dell’aria ed il rispetto della viabilità locale, i Comuni interessati potranno richiedere all’ARTA puntuali interventi di monitoraggio qualora ne rilevino la necessità e pervenire a nuove intese per modificare gli itinerari dei mezzi di trasporto utilizzati.

Il Sottosegretario Regionale Mazzocca ha ribadito la volontà della Regione Abruzzo di rispondere positivamente alla richiesta avanzata dalla Regione Lazio: “Vogliamo dare il nostro contributo a tutela dell’immagine della nostra Capitale, seguendo i criteri della “collaborazione” e della “sussidiarietà” tra enti pubblici, ai fini della salvaguardia ambientale e sicurezza delle comunità interessate. Il tutto in un quadro di compatibilità ambientale e di sostenibilità del sistema impiantistico regionale. Concetti che costituiscono un “punto cardine” delle nostre strategie ambientali e che hanno anche ispirato la redazione ed approvazione del nuovo Piano regionale di gestione dei rifiuti”. “Inoltre – ha proseguito Mazzocca - la Regione Abruzzo, già dal 2014, ha sottoscritto un apposito accordo con la Regione Lazio per autorizzare il trattamento, presso il polo tecnologico di ACIAM Spa nel Comune di Aielli (AQ), per un totale massimo di 40.150 ton/anno di rifiuti urbani indifferenziati. L’accordo è stato rinnovato recentemente per tutto il 2018 con DGR n. 736 del 07.12.2017.”

I contenuti della nuova proposta di accordo sui rifiuti di Roma Capitale prevedono il trattamento di rifiuti urbani anche presso gli impianti di DECO Spa (impianto di recupero/CSS di Chieti) e COGESA Spa (Impianto di trattamento meccanico biologico di Sulmona), che hanno risposto positivamente alla manifestazione di interesse; i numeri per i predetti impianti parlano di un quantitativo massimo di 30.000 tonn/a (100 t/g max per 90 gg lavorativi), per l’impianto DECO e per un massimo di 9.000 tonn/a (100 t/g max per 90 gg lavorativi) per l’impianto del COGESA. Complessivamente, quindi, 39.000 tonn/a. Il criterio seguito, anche in questo caso, è stato quello della sostenibilità del sistema impiantistico regionale e della compatibilità ambientale dei conferimenti.

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Vasto. In ordine ad alcuni articoli apparsi sulla stampa e sui blog locali, relativi al “cementificio” della società ESCAL ed al presunto via libera del Comune di Vasto alla realizzazione dello stesso, l’Amministrazione Comunale intende fornire doverosi chiarimenti.
Preliminarmente si chiarisce che nessuna autorizzazione ad “iniziarel’attività” è stata rilasciata dal Comune di Vasto, o da qualsiasi altra Amministrazione, alla società ESCAL.
In data 15/01/2018, il Dirigente del Settore Urbanistico comunale, ha provveduto a pubblicare il provvedimento conclusivo della sola Valutazione di Incidenza predisposta sull’Intervento in esame.
Il procedimento di Valutazione di Incidenza, tra l’altro, è stato richiesto proprio dal Comune di Vasto con impugnativa al TAR Pescara di annullamento della autorizzazione rilasciata dalla Provincia di Chieti nel 2013.
A quella data, infatti, la Provincia di Chieti aveva rilasciato la “Autorizzazione alle emissioni in atmosfera” in favore della VASTOCEM, senza aver richiesto la prescritta valutazione di incidenza.
Pertanto, a seguito della citata impugnativa innanzi al TAR Pescara, il Comune di Vasto otteneva l’annullamento del provvedimento provinciale.
La società ESCAL (subentrata nel frattempo alla VASTOCEM) pur avendo impugnato innanzi al Consiglio di Stato la sentenza del TAR, in data 11/05/2016 presentava lo Studio di Incidenza, con successive integrazioni, che il Comune (per mezzo del consulente ambientale incaricato) ha controdedotto con chiarimenti, integrazioni istruttoriee precise prescrizioni di misure di mitigazione e compensazione che tale procedura consente.
Pertanto, nell’ambito del procedimento gli uffici comunali competenti hanno scrupolosamente verificato ogni elemento utile alla valutazione degli effetti dell’impianto sul vicino SIC di Punta Aderci.
Tant’è che in data 13/10/2017, seppur non richiesto dalla disciplina vigente al momento della presentazione della Valutazione di incidenza, il Comune di Vasto in ossequio al principio generale di cui all’art.5, comma 8 del DPR n.357/1997, nonché dalla DGR Abruzzo n.930 del 30/12/2016 ha provveduto alla pubblicazione di tutta la documentazione inerente lo Studio di incidenza in esame al fine di permettere la presentazioni di osservazioni da chi ne avesse interesse.
Pertanto, il procedimento di Valutazione di incidenza, non poteva avere esito differente atteso che sono state affrontate e risolte le criticità emerse nel corso della istruttoria.
Fatta questa doverosa premessa, occorre chiarire come la Valutazione di Incidenza, seppur positiva, non sia di per se sufficiente ad autorizzare l’esercizio della attività in argomento.
Infatti, la società richiedente, dovrà avviare un nuovo ed autonomo procedimento amministrativo di richiesta alla“Autorizzazione alle emissioni in atmosfera”(art.269, Dlgs 152/06) questa volta presso la Amministrazione competente (Regione Abruzzo).
Nell’ambito di tale procedimento, il Comune di Vasto (unitamente a tutte le Amministrazioni interessate quali l’ARTA, la ASL, il Consorzio, ecc.) dovrà tornare ad esprimersisia con il Settore urbanistico che (circostanza di estrema importanza) con il Comitato di gestione della Riserva di Punta Aderci.
E proprio quest’ultimo ha già avuto modo di precisare, nella seduta del 25/05/2017, che si riserva ogni valutazione sulla “Pratica ESCAL” “…allorquando la proposta progettuale sia ufficialmente portata all’attenzione del Comitato stesso per la richiesta del parere di competenza”.
Solo all’esito di tutti questi passaggi amministrativi, obbligatori e vincolanti, si potrà comprendere se la società ESCAL potrà o meno essere autorizzata all’esercizio della attività di “produzione di leganti idraulici (cemento)”.
Certamente il Comune di Vasto sarà molto attento nel valutare tutte le criticità che dovessero emergere nella fase istruttoria che, si ripete, non è ancora stata avviata.
Tali chiarimenti si rendono necessari anche al fine di smentire le “false” argomentazioni riportate nella dichiarazione di alcuni componenti della minoranza consiliare che dichiarano “il via libera al cementificio da parte del Comune di Vasto”.
Questa Amministrazione, di contro, non solo chiarisce che non vi è stato alcun “via libera” al cementificio madimostra con fatti, ricorsi, impugnative di ogni genere, di voler “difendere” a tutti i costi (ma sempre nel rispetto delle regole) l’ambiente in generale e le specificità naturalistiche in particolare.
Siamo ben consapevoli come i siti di Importanza Comunitaria e le Riserve che insistono sul nostro territorio, rappresentano un valore di pregio aggiunto allo stesso.
In tal senso, valga anche la attività che si sta compiendo da mesi, ad opera della amministrazione comunale, nel ragionare con tutti gli Enti interessati, affinché anche la zona industriale (che rappresenta una equivoca commistione con la Riserva Naturale di Punta Aderci e con lo stesso SIC) possa avviarsi ad un percorso di riconversione radicale.

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Pescara. Un lungo epistolario, comprendente lettere a firma del Presidente della Provincia di Pescara, indirizzate alla regione Abruzzo - Dipartimento Opere Pubbliche e Governo del territorio- e successivamente al Presidente Luciano D’Alfonso, corredate dalle risposte di chiarificazione del Dipartimento stesso e dal Servizio Prevenzione dei Rischi della Protezione Civile, nonché dello stesso D’Alfonso, è servito ad arrivare ad una soluzione non scontata. E sono anche la prova che la caparbietà e l’insistenza pagano. Grazie infatti alle numerose richieste scritte da parte del Presidente della Provincia Di Marco, e all’intervento “romano” del Presidente D’Alfonso, solo qualche giorno fa è arrivata la risposta sperata: il Dipartimento della Protezione Civile nazionale ha riassegnato alla regione Abruzzo le somme per il ristoro dei danni conseguenti agli incendi boschivi del 2007. Circa 1 milione di euro, a risarcimento dei danni subìti all’interno dei Comuni di: Abbateggio, Castiglione a Casauria, Corvara, Pescosansonesco, Popoli, Rosciano, San Valentino in A.C., Scafa.
Dunque, appena le risorse finanziarie verranno riaccreditate nelle casse delle regione, verranno perfezionate le attività istruttorie in favore dei beneficiari. Saranno i Comuni interessati, poi, a comunicare ai cittadini l’avvenuto finanziamento.

Nel 2007 una serie di incendi boschivi e fenomeni di combustione determinarono – in una stagione particolarmente calda - drammatiche conseguenze per i Comuni e cittadini, con danni di tale proporzioni che la Presidenza del Consiglio dei Ministri dichiarò lo stato di emergenza. Nell’ottobre 2007 venne pubblicata l’Ordinanza che regolamentava le iniziative necessarie per i primi interventi diretti a fronteggiare i danni subiti da soggetti pubblici e privati, individuando, nel Capo Dipartimento della Protezione Civile, il Commissario delegato al coordinamento delle attività per il risarcimento. Da quel momento iniziò l’iter individuato per la quantificazione dei danni da parte dei Comuni e per l’assegnazione dei contributi economici in favore dei soggetti, pubblici e privati, danneggiati da quegli eventi calamitosi, fissando i criteri per l’assegnazione dei contributi stessi.
La Regione Abruzzo nel 2008 avviò l’istruttoria, proseguita fino ai primi mesi del 2009, consentendo l’erogazione dei primi contributi ma interrottasi bruscamente con il terremoto del 2009. La struttura competente della Protezione Civile, considerati i ritardi con cui, dal 2009 in poi, continuavano ad arrivare le pratiche, e vista l’impossibilità di continuare a utilizzare le contabilità speciale intestata al Commissario delegato in quanto lo stato di emergenza risultava ormai cessato, si vide costretta a sospendere l’attività di valutazione delle pratiche avanzate dai Comuni alla regione, in attesa che venisse proposta una soluzione per tutte quelle richieste (la maggior parte) in cui si era scivolati fuori tempo massimo.

“A distanza di oltre 10 anni – afferma oggi il Presidente Antonio Di Marco - finalmente, a noi Sindaci è stato riattribuito ciò che ci spettava. Una boccata d’ossigeno attesa, anzi indispensabile per poter riprendere attività e riappropriarsi di beni che eventi drammatici come gli incendi avevano distrutto”.

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Atessa. “Questa sera esponenti del centrodestra abruzzese sono a Guardiagrele per chiedere la trasformazione in ospedali di area disagiata anche dei nosocomi di Casoli e Guardiagrele, che loro stessi hanno chiuso nel 2010. Stamane gli stessi esponenti di centrodestra erano a Lanciano per sostenere che la delibera regionale che riconosce Atessa come presidio ospedaliero di area disagiata è un “bluff elettorale”. Tra loro c’era anche qualcuno che ha votato a favore della nostra proposta nel Consiglio comunale del 6 novembre. Allora mi chiedo: se è un “bluff” perché chiedono adesso la stessa cosa per altri paesi? E ancora: se prima hanno votato la proposta, e ora ci attaccano, siamo sicuri che la propaganda non sia la loro? La campagna elettorale crea sempre degli smemorati. Noi non dimentichiamo”, così il sindaco di Atessa, Giulio Borrelli, risponde a Mauro Febbo e a Fabrizio Di Stefano che stamattina, a Lanciano, si sono “scagliati” contro l'avvenuta trasformazione del San Camillo de Lellis di Atessa in ospedale di area disagiata.

“Prima Febbo e Di Stefano – dice Borrelli - hanno insistito che la Regione dovesse assumersi le proprie responsabilità e deliberare, senza passare dal tavolo romano di monitoraggio, ora dicono che sarà il tavolo romano a decidere tutto e a bocciare la corposa delibera che cambia gli atti programmatori ospedalieri per quanto riguarda Atessa. La procedura adottata dalla Giunta Regionale è corretta, in quanto la proposta viene attivata con un atto deliberativo. Il passaggio dal regime commissariale al regime ordinario prevede che gli atti concernenti la programmazione regionale siano deliberati dalla Giunta Regionale e non più dal Commissario. Non vi è alcuna attività fumosa in quanto nel dispositivo deliberativo della DGR n. 15 è previsto espressamente di rimettere al vaglio del Ministero della Salute e del Ministero dell'Economia la proposta di riprogrammazione del P.O. di Atessa ai fini della approvazione prevista dall'Accordo sottoscritto tra Regione e Governo nel 2007 con l'inizio del Piano di Rientro. Così come è espressamente previsto nella Delibera che l'assenso ministeriale sulla proposta comporterà l'attuazione attraverso la definizione di azioni e cronoprogrammi della ASL di Lanciano-Vasto-Chieti, che potrà conseguentemente procedere ad una variazione dell'atto aziendale. Dalle interlocuzioni avute dall’assessore Paolucci con i ministeri romani, come dichiarato oggi al Centro, c’ è una condivisione di questa decisione”.

“La fragile polemica sui posti letto- evidenzia Borrelli - denota una lettura superficiale della proposta tecnica in quanto è espressamente chiarito al paragrafo 6 Titolato: "Obiettivi quantitativi" che in rapporto alla dotazione di posti letto per acuti vi è la possibilità per la Provincia di Chieti, nel rispetto del regolamento ospedaliero approvato con DM 70/15, di un adeguamento allo standard nazionale fissato al 3 per mille. Quindi non bisogna sottrarre o ridurre posti letto in altri Presidi. Invitiamo a leggersi il documento di programmazione della Rete Ospedaliera, dal quale si evince che in via prudenziale la Regione Abruzzo ha programmato un numero complessivo di Unità Operative leggermente al di sotto dei tetti massimi nazionali, proprio per consentire, laddove se ne ravvisasse la necessità di avere possibilità di adeguamenti senza penalizzazioni per altre strutture sanitarie. La comparazione sui costi è stata effettuata, come esplicitato nel documento, tra due modelli organizzativi diversi tra loro: l'ospedale per acuti e il presidio territoriale assistenziale, le cui voci di spesa gravitano su capitoli diversi del Fondo sanitario Regionale, per cui le risorse per la riabilitazione e la residenzialità fanno parte di un tetto di spesa diverso da quello della ospedalità per acuti. Nel comunicato stampa di Forza Italia , in maniera confusa e generica, si parla della proposta in contrasto con il Piano Sanitario Regionale. Sarebbe auspicabile un uso corretto dei termini perché il Piano Sanitario Regionale, approvato con Leggi Regionali n. 6/2007 e n. 5/2008 per quanto concerne la Rete Ospedaliera, è stato più volte corretto e modificato. Se al contrario si fa riferimento al Piano di Riqualificazione del S.S.R., approvato con DCA n. 55/2016, la correttezza della procedura adottata prevede appunto che l'atto commissariale possa essere modificato e/o integrato con atto deliberativo della Giunta Regionale, previo parere dei Ministeri affiancanti. Ed è esattamente l'iter avviato con la DGR n. 15 del 17/01/2018”.

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Chieti. "Negli ultimi giorni il dibattito di una parte di classe dirigente del PD sta assumendo toni e caratteristiche che rischiano di far percepire contrapposizioni nei territori e tensioni tra le Province che non esistono, sotto dibattito da personalismi e fughe in avanti inaccettabili. Alcune divisioni interne alle altre Province, un esempio quella di Pescara, hanno generato anche in passato assetti non condivisi ma accettati per senso di responsabilità; un metodo che non può essere ripetuto: le elezioni politiche non sono un giocattolo nelle mani di pochi ma sono un percorso politico condiviso".

Così in una nota il Segretario Provinciale del Pd di Chieti, Gianni Cordisco, che aggiunge: "Già con l’elezione del Presidente D’Alfonso la Provincia di Chieti, che ha contribuito nei numeri più di quella di Pescara, ha accettato, responsabilmente, un assetto di Giunta composta con D’Alfonso di Pescara e due assessori regionali del PD di Pescara, a cui si aggiunge l’ulteriore assessore, di altra forza politica della medesima Provincia di Pescara: rapidamente su 7 componenti la Giunta 3 erano espressione della Provincia di Pescara, mentre le altre province hanno avuto un solo rappresentate. Nonostante tre legislature, in cui i cittadini con le preferenze, hanno ripetutamente sostenuto Camillo D’Alessandro in Regione, a cui oltre al mancato ingresso in Giunta si è chiesto, ulteriormente e incomprensibilmente, la necessità di fare ancora spazio per favorire un nuovo assetto di Giunta, con le dimissioni dello stesso D’Alessandro da Sottosegretario alla Presidenza, mentre restava invariata la rappresentanza nell’Esecutivo della Provincia di Pescara. Chi nella Provincia di Pescara oggi evoca organismi da riunire o non riunioni per assumere decisioni chiediamo loro di sapere quando e dove si sono riuniti gli stessi organi per decidere che la Provincia più grande d’Abruzzo, quella di Chieti, con il maggiore apporto elettorale, avesse la minore rappresentanza in Regione e perché Pescara addirittura doppia e tripla. Chi ancora ha evocato la necessità di equilibrio per la scelta delle candidature a Camera e Senato ha ragione: la provincia più grande e che ha già fatto passi indietro è quella di Chieti, questo è il primo equilibrio da garantire e rivendica l’espressione del Capolista alla Camera nella persona di Camillo D’Alessandro, indicato alla unanimità da tutto il territorio provinciale, circoli ed amministratori, nelle tre assemblea zonali che abbiamo tenuto (forse siamo l’unica provincia ad avere una indicazione unanime) insieme ad altre importanti disponibilità per le ulteriori posizioni necessarie, includendo sensibilità di area, di territori e di genere. Unità che rivendichiamo con orgoglio come un valore rispetto alle evidenti divisioni che arrivano puntuali da altri territori, unità frutto di paziente lavoro e condivisione, non unanimismo, ma unità. Non sfugga, inoltre, che il collegio proporzionale mette insieme le due intere province di Chieti e Pescara, una parte di quella di L’Aquila con l’area Sulmona e Valle Peligna. E’ dunque necessario, in un territorio così ampio, candidare capolista una figura che sia oggettivamente profilo extra-provinciale, che si conosciuto e riconoscibile per il lavoro svolto. Crediamo che anche in questo caso la candidatura di Camillo D’Alessandro risponda pienamente a questa necessità e opportunità di profilo spendibile".

"Inoltre - conclude Coridsco - appare surreale la richiesta, sempre di una parte, di rappresentanza della Provincia di Pescara, che esprime la candidatura a capolista al Senato del Presidente D’Alfonso, già due volte Sindaco di Pescara e Presidente sella Provincia stessa. Chiediamo al Segretario regionale Marco Rapino di chiudere velocemente gli assetti delle candidature con l’irrinunciabile, per le brevi ragioni esposte, del capolista al collegio alla Camera Chieti - Pescara espressione della Provincia di Chieti, ma di ampio profilo regionale, nonché presidente regionale del PD, Camillo D’Alessandro e di valutare anche altre adeguate risposte in termini di presenza alla provincia di Chieti. Chiediamo, inoltre , di accelerare la definizione delle candidature sui collegi uninominali evitando forzature incompatibili sui territori che sarebbero difficilmente gestibili."

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Chieti. I Carabinieri della Stazione di Villamagna, hanno denunciato un albanese di 51 anni, residente a Chieti per atti persecutori nei confronti di una famiglia di Ripa Teatina. L’uomo a partire dal 2016 al mese di dicembre 2017 si era reso responsabile di una serie di atti diretti contro una donna e suo fratello che cercava di proteggerla, quali lettere minatorie, continue richieste di denaro, appostamenti ed inseguimenti, danneggiamenti fino ad arrivare, in data 27.12.2017, ad aggredire con una spranga in ferro il fratello della donna che è dovuto ricorrere alle cure dei sanitari.
In seguito alle indagini dei Carabinieri all’albanese è stato notificato una ordinanza di misura cautelare del divieto di avvicinamento emesso dal Tribunale di Chieti.

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