Pescara. «Accogliamo in maniera estremamente positiva la decisione della Commissione Europea sul nostro "Piano di Gestione Integrata dei Rifiuti". E’ la riprova, qualora ce ne fosse stato bisogno, della bontà dell’operato di questa Regione negli ultimi anni sul tema della programmazione del proprio sistema ecologico, che - si rammenta - fin dal novembre 2014 è stato conformato agli indirizzi politici dell’esecutivo regionale, ovvero "economia circolare" e assenza di impianti di incenerimento di sorta». Così in una nota il Sottosegretario regionale con delega ad Ambiente ed Ecologia, Mario Mazzocca, interviene nuovamente su di un tema di pressante attualità.

Il Ministero dell’Ambiente, infatti, ha recentemente comunicato alla Regione Abruzzo l’archiviazione della Procedura di Infrazione "UE 2015 – 2065" relativa al Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti.

Nei confronti dell’Abruzzo, come per altre regioni in Italia, a causa dei ritardi per l’approvazione del documento di adeguamento del Piano Rifiuti, che doveva avvenire entro l’anno 2013 come previsto dall’art. 199, co. 8 del "Codice dell’Ambiente", era stata aperta una procedura di infrazione da parte della Commissione Europea.

«In realtà - continua il Sottosegretario -, non solo il documento programmatic ma anche lo stesso Piano erano già stati redatti nel novembre 2014, ma nella fase di Valutazione Ambientale Strategica (VAS), il Ministero dell’Ambiente chiese alla Regione Abruzzo (ndr. febbraio 2016) di aggiornare tutti i dati gestionali dello strumento di pianificazione.
Tale richiesta, di fatto, impose alla Regione la completa realizzazione di un nuovo documento di Piano, per altro resasi necessaria anche alla luce della pubblicazione del "Decreto Inceneritori" del 2016 ed al fine di chiarire la posizione della Regione Abruzzo assolutamente contraria alla realizzazione di un impianto dedicato di incenerimento dei rifiuti urbani di 120.000 t/a, come invece ancora previsto dallo stesso. Il nostro Piano Rifiuti, infatti, dimostrava come il complessivo fabbisogno teorico di incenerimento era pari a 58mila tonnellate annue, oltre il 50% in meno rispetto alle stime del DPCM (121mila t/a). Con tali quantitativi non è assolutamente giustificata la costruzione di un impianto di incenerimento in regione Abruzzo. Tant’è che anche nel corrente anno abbiamo ribadito la propria decisione, originariamente assunta con la delibera n° 316 del 26 giugno 2017, circa il proprio NO alla costruzione di un impianto di incenerimento di rifiuti nel proprio territorio».

«A tal proposito - incalza Mazzocca - si accolgono favorevolmente le dichiarazioni dell’attuale Ministro all’Ambiente Costa di non volere realizzare inceneritori e di voler modificare il DPCM. Pertanto ci si aspetta una valutazione positiva del nostro Piano Regionale dei Rifiuti da parte del Ministero competente, valutazione che srà ulteriormente rafforzata dalla costante crescita delle raccolte differenziate dei Comuni che hanno raggiunto nel 2017 l’obiettivo del 56% (oltre il 4% in più rispetto al 2016 e circa il 10% in più sul dato 2014) e su cui non sarà difficile migliorarsi ulteriormente alla luce della avanzata realizzazione della "Rete Regionale del Riciclo" costituita da oltre un centinaio di impianti pubblici (fra centri di raccolta, piattaforme ecologiche, centri del riuso, ecc.) dislocati sull’intero territorio regionale e completamente finanziati dalla Regione Abruzzo con un investimento complessivo di 36 milioni di euro».

«Ora - conclude il Sottosegretario regionale - sarà necessario superare l’eccezione di costituzionalità sollevata dal Consiglio dei Ministri sulla L.R. 5/2018, per la quale è stato presentato

un apposito disegno di legge regionale al fine di dare corso al documento di Piano approvato dal Consiglio regionale con Verbale n. 110/8 del 02/07/2018, uno strumento che intende procedere convintamente verso un’economia circolare e diffondere le buone pratiche ambientali dei cittadini e delle imprese».

Chieti. L’UDC si prepara alle prossime scadenze elettorali, a cominciare dalle elezioni per il rinnovo del Consiglio Regionale, e ieri, all’Hotel Iacone, di Chieti Scalo, ha riunito il Comitato Regionale, convocato e presieduto dal segretario regionale, Enrico Di Giuseppantonio. Un incontro affollato e partecipato, nel corso del quale sono stati trattati vari punti, soprattutto è stata fatta una approfondita analisi della situazione politico-economico-sociale abruzzese: dalla sanità al sociale, dai trasporti all’ industria ,dal disagio giovanile alla disoccupazione, dalla viabilità alle proposte per il rilancio dell’agricoltura e per un turismo che diventi la nuova importante industria d’Abruzzo, senza tralasciare la delicata questione della sicurezza. Un esame a tutto campo, scaturito dagli interventi dello stesso Di Giuseppantonio e dei coordinatori provinciali di Chieti, Andrea Buracchio, di Pescara, Valter Cozzi, di L’Aquila, Lino Cipolloni (assente per impegni il coordinatore di Teramo, Berardo De Simplicio) ma anche dal contributo venuto dagli amministratori comunali e molti dirigenti locali . La volontà espressa è quella di riorganizzarsi e ammodernarsi per essere più presente su tutto il territorio abruzzese in vista delle prossime e importanti competizioni elettorali come appunto le regionali, le  europee e le comunali. Si è discusso ovviamente anche delle alleanze e la collocazione scelta è stata approvata e valutata positivamente dal Comitato Regionale: “Ribadiamo la nostra convinta adesione all’area di centro-destra e siamo pronti al dialogo con le varie forze che intendono, come noi, essere i portatori e gli interpreti dei bisogni della comunità abruzzese, decisi a realizzarli mediante un’attività concreta che, ancor più oggi, necessita di un Partito che rappresenta l’identità moderata - hanno affermato I dirigenti dell’UDC”. “Non siamo una forza  che grida alle folle- ha affermato il segretario Enrico Di Giuseppantonio- Il nostro passato e il nostro futuro hanno un elemento caratterizzante: la  programmazione politica, capace di dare concretezza alle aspettative dei cittadini. Non ci interessano intese per ottenere qualche voto in più, il nostro è un Partito che ha con se tutti i valori più radicati della persona, che sono i cardini della nostra azione politica. Saranno questi i punti che porteremo al tavolo dei nostri alleati. L’Abruzzo deve tornare a correre, deve riconquistare il ruolo che aveva di regione leader del centro-sud d’Italia”. “Per quanto ci riguarda - ha aggiunto Di Giuseppantonio -, l’individuazione del candidato alla presidenza della Regione non dovrà vedere un uomo solo al comando ma l’espressione di una squadra coesa capace di sostenere il lavoro di chi sarà scelto a guidare l’Abruzzo. Il candidato presidente dovrà mettere in campo : capacità , moderazione, trasparenza e attenzione vera ai bisogni dei cittadini. Dobbiamo pensare a mettere in campo una coalizione che elabori un programma partecipato che miri davvero alla risoluzione dei problemi dell’Abruzzo e lo proietti da protagonista in Europa. L’UDC sarà pronto a dare il suo contributo leale per il governo della nostra Regione”. Un folto gruppo di abruzzesi parteciperà sabato 15 e domenica 16 alla Festa Nazionale dell’UDC che si terrà a Fiuggi.

Pescara. “La conclusione a cui perviene il servizio legislativo in merito alla data di svolgimento delle elezioni regionali, che non potrebbe essere fissata, a parere dell’ufficio, prima del 19 dicembre, contrasta con lo Statuto regionale e con la Legge regionale abruzzese a cui è riservata, in via esclusiva e generale, la disciplina del procedimento elettorale e, nello specifico, quella sulla fissazione della data di svolgimento delle elezioni”. Lo ha detto il Capogruppo di Forza Italia alla Regione Abruzzo Lorenzo Sospiri in riferimento alla querelle sull’individuazione della data per il ritorno alle urne dopo le dimissioni dell’ex Presidente, oggi Senatore, D’Alfonso.
“Nessun disallineamento o conflitto sussiste tra la legge elettorale e la legge 51/2004 sulle cause di ineleggibilità in quanto le predette leggi disciplinano ambiti diversi di intervento – ha sottolineato il Capogruppo Sospiri -. La tutela del diritto all’elettorato passivo dei soggetti ineleggibili è assicurata dalla legge 51/2004 mediante la rimozione della causa di ineleggibilità entro 45 giorni dalla data di pubblicazione del decreto di scioglimento del consiglio regionale. Il rinvio al termine di cui al comma 2 ad opera del comma 4 del medesimo articolo 4 sta a significare, semplicemente, che se il decreto di scioglimento interviene, come nel nostro caso, prima del momento in cui gli ineleggibili avrebbero dovuto dimettersi per il caso di scadenza ordinaria di legislatura, gli stessi possono avvantaggiarsi del più breve termine di 45 giorni rispetto a quello maggiore previsto dal comma 2. Una diversa interpretazione sarebbe contraria alla legge elettorale e allo statuto perché, di fatto, introdurrebbe surrettiziamente i termini differenti per lo svolgimento delle elezioni dal verificarsi dell’evento: 119 giorni in caso di scioglimento anticipato del consiglio e 90 giorni in caso di scadenza ordinaria della legislatura. Lo statuto e la legge elettorale mettono invece sullo stesso piano le predette ipotesi prevedendo indifferentemente per entrambe che le elezioni si debbano svolgere entro 90 giorni. Chiediamo pertanto – ha concluso il Capogruppo Sospiri - che la data delle elezioni venga fissata per l’11 novembre!”.

L'Aquila. “Si arricchisce ulteriormente la lista delle occasioni perse da questa rovinosa maggioranza che coinvolge nel suo fallimento anche le aziende abruzzesi e la nostra economia”. Questo l’annuncio di Mauro Febbo, Consigliere regionale di Forza Italia.

“Nel leggere i dati relativi alla ripartizione e all’erogazione dei fondi per l’internazionalizzazione, riportati da Il Sole 24 Ore, autorevole giornale di economia, l’Abruzzo non viene neppure considerato. Se per il 2017 il sostegno alle imprese italiane è aumentato da 276 a 289 milioni, di certo questo non è accaduto per le imprese abruzzesi che subiscono l’assenza di visione, di strategia e di programmazione di una classe politica miope e arrogante. L’amarezza – prosegue Mauro Febbo - aumenta se si considera che anche Regioni con minori eccellenze della nostra o di dimensioni inferiori hanno goduto di questo sostegno all’internazionalizzazione, ad esempio la Basilicata e il Molise. Proprio quel Molise che ultimamente ha abbandonato l’Abruzzo, e questi dati offrono anche il perché di questa scelta, preferendo la Puglia per realizzare la ZES, Zona Economica Speciale, continuando a cavalcare opportunità per il rilancio della sua economia grazie a sgravi fiscali e sburocratizzazione. La non azione della Regione Abruzzo ha fatto mancare il sostegno pubblico all’internazionalizzazione, vanificando anche l’impulso di Ministero dello Sviluppo Economico, delle Camere di Commercio e dell’ICE di cui invece hanno goduto appieno altre Regioni.

“Una doccia fredda per le nostre aziende che avrebbero utilizzare questi fondi per farsi conoscere e vendere i loro prodotti nei mercati esteri che per loro rappresentano una grande opportunità di sbocco utile ad aumentare ed accrescere la nostra economia e occupazione. Danni ingenti per interi sistemi merceologici come quello agroalimentare e dell’automotive, dove rappresentiamo l’eccellenza. Le aziende, invece, saranno costrette ad investire maggiormente nell’internazionalizzazione, compensando il danno arrecato da D’Alfonso & C. con l’impegno di soldi che sarebbero stati impiegati per altro”.

“Ogni giorno sono costretto a dover intervenire pubblicamente per denunciare l’assenza dell’attuale esecutivo regionale, ma preoccupa anche il silenzio degli altri organi che dovrebbero difendere, tutelare e valorizzare la nostra forza lavoro e le nostra imprese. Con loro – conclude Mauro Febbo - di certo andremo presto a sviluppare un produttivo interscambio di idee ed azioni per creare l’alternativa a questo governo regionale affinché si possa recuperare il terreno e il tempo perduto. Ora attendiamo, come sempre avviene, la puerile, sterile, infondata e insignificante replica del “ventriloquo” di turno”.

L'Aquila. Definire le strategie d’intervento per il ripristino di condizioni di salubrità e resilienza per il fiume e porre basi di conoscenza comune al fine di affrontare il tema della tutela delle acque del bacino del Liri.

E’ questo il fine del sopralluogo effettuato il 2 settembre dal consigliere regionale M5S Abruzzo Gianluca Ranieri e dal consigliere regionale del M5S Lazio Loreto Marcelli. Con loro anche Bruno Baldassarre, Consigliere comunale Civitella Roveto e Francesco Eligi, Consigliere comunale Avezzano. Il sopralluogo conoscitivo si è svolto presso l’inghiottitoio dell’emissario del Fucino, in località Borgo Incile di Avezzano e presso i Cunicoli di Claudio.

“La visita” spiegano i portavoce “effettuata con supporto tecnico e la disponibilità, del presidente ed il personale del consorzio di bonifica e il prof. Ezio Burri, costituisce il proseguimento di un percorso di approfondimento che ha preso avvio il 17 giugno 2017 a Sora e che proseguirà nei prossimi mesi con il coinvolgimento dei rappresentanti M5S dell’Abruzzo e del Lazio di ogni livello istituzionale, dai comuni fino al parlamento, passando per le regioni.

Sappiamo bene quanto sia delicato e complesso il sistema socioeconomico e produttivo che direttamente ed indirettamente afferisce al bacino del Liri, per questo, riteniamo opportuno mettere in campo tutte le competenze necessarie e un processo massimamente condiviso, che garantisca non solo gli interessi dell’ambiente naturale, ma produca miglioramenti sulla qualità della vita e sulla prosperità di tutte le comunità che attorno al fiume vivono e lavorano” concludono.

L’Abruzzo: territorio affascinate, ambienti vergini, storie da scoprire, patrimonio da godere; un popolo pronto ma politiche arrugginite con orizzonti chiusi e tristi. Giunge sempre l’opportunità di una svolta, la vera svolta, quella che però fallisce dopo ogni insediamento. Puntualmente ecco la solita trama; qualche buon provvedimento, qualche impegno assecondato, leggi e leggine pronte all’occorrenza, ma tutto fila dritto lungo lo stesso binario, quello della consolidata continuità con il passato con le solite promesse disattese, con i soliti discorsi triti e ritriti, con i soliti desolanti fallimenti.

Pace, Del Turco, Chiodi e D’Alfonso: ultime rappresentazioni di un’unica storia, quella dell’Abruzzo Regione Verde dalle mille risorse, mille possibilità, mille ricchezze che puntualmente fallisce e ripiomba nell’ombra di un passato che non passa mai. Abruzzo Regione Nera, dalle mille storiacce e bruttezze che puntualmente si materializzano in tutta la loro orrida rappresentazione cancellando ogni residua speranza d’affrancamento da quel presente immanente che intristisce e demoralizza.

Populismi inutili, oclocrazie ed urlocrazie dannose in ogni caso, l’unica vera certezza adesso non può che risiedere in un’azione di svolta decisiva che dall’alto possa squarciare il velo oscuro che opprime e deprime ogni viva speranza di cambiamento. La fiducia in una luce che possa irrompere dall’alto per illuminare i più reconditi angoli di questo incredibile territorio per poter offrire quell’energia necessaria al germoglio d’ogni agire utile e fecondo per ambire a quel paradiso di Regione Verde, sogno e realtà d’ogni uomo forte e gentile. Quale futuro per questa terra mortificata ...?

Pescara. La Regione Abruzzo ha stanziato, a beneficio delle reti stradali delle Province abruzzesi, risorse per oltre 100 milioni di euro fra fondi Masterplan, Fondo Sviluppo e Coesione, e finanziamenti straordinari, sopperendo così (almeno in parte) ai progressivi tagli dei trasferimenti governativi.

Oltre a ciò, con il Decreto Delrio-Gentiloni del 28 aprile scorso, il Governo ha dato attuazione alla decisione di ritrasferire ad Anas la titolarità di oltre 500 km di strade provinciali.

“Una decisione – spiega il Sottosegretario Regionale Mario Mazzocca - a cui abbiamo lavorato intensamente per un biennio, lungamente attesa dalla popolazione abruzzese e dagli enti locali, a partire dagli enti provinciali in difficoltà nell'eseguire opere manutentive nei tratti stradali di competenza”.

Tuttavia, le Province non ancora procedono alla sottoscrizione degli atti di convenzione.

Il Presidente della Provincia di Pescara, Antonio Di Marco, risponde che “si stia procedendo alla compilazione delle schede e che a breve si darà conto degli accordi fatti con Anas”.

Tuttavia, ormai da tempo, da parte delle Province, non hanno avuto alcun tipo di riscontro i ripetuti solleciti sia di Anas che dello stesso Mazzocca, il quale ha inviato missive alle Province dalla scorsa primavera in poi, relativamente all'ottimizzazione dei tempi per il passaggio di consegne ad Anas.

Fatto ancora più grave se si considera l’entità del problema vissuto in maniera drammatica soprattutto nelle zone interne d'Abruzzo.

Di conseguenza, questi tratti stradali sono ancora in capo alle Province che, da un anno circa, in vista del passaggio ad Anas, hanno di fatto interrotto ogni forma di manutenzione stradale, aggravando ulteriormente lo stato di salute di diversi tratti, per altro già fortemente provati dalle cicliche avversità atmosferiche e sismiche che hanno interessato la nostra regione dal 4 marzo 2015.

A mero titolo esemplificativo, dei 746 Km di cui è titolare la Provincia di Pescara, ben 125 (ovvero il 16,7% del patrimonio viario complessivo) attendono, fin dal mese di aprile, di essere trasferiti ad Anas.

L'Aquila. "Dopo una lunga ed estenuante resistenza di tre giorni, prima in maggioranza e poi in commissione, la proposta di modifica della legge elettorale è stata ritirata. Sia chiaro a tutti che senza la contrarietà di Art. 1 MDP questa modifica sarebbe stata approvata.
I principi della rappresentanza democratica nella nostra regione sono salvi. Chi ben conosce il meccanismo elettorale sa bene che questo “correttivo” non avrebbe avuto effetto alcuno sulla tanto sbandierata governabilità, in quanto i seggi assegnati alla coalizione vincente, in virtù del premio di maggioranza, non subirebbero variazioni.
L’unico vero cambiamento avrebbe riguardato invece la ripartizione dei seggi di minoranza che lascia trasparire un atteggiamento dal sapore (nemmeno tanto) vagamente remissivo da parte di chi (evidentemente) reputa sconfitta in partenza la futura coalizione del centrosinistra. Riteniamo inqualificabile il tentativo di lottizzazione dei seggi di opposizione svilendo così, in nome della tanto agognata poltrona, i principi costituzionalmente garantiti.
Detto per inciso, una simile manovra non avrebbe garantito in alcun caso la facile rielezione per qualcuno, per il semplice fatto che il democratico Abruzzo contempla ancora quale unica via per accedere all’Emiciclo la tanto svilita preferenza". Lo affermano in una nota il Sottosegretario Regionale e Capogruppo Art.1 Mdp Abruzzo Mario Mazzocca e l'Assessore Regionale Marinella Scocco Gruppo Art.1 Mdp Abruzzo.

Fossacesia. Coniugando tradizione, arte e cultura, il pianista di fama mondiale Alexander Romanovsky si esibirà in un tour di concerti in Abruzzo, a Mozzagrogna, Atessa e Casoli, offrendo un repertorio innovativo e capace di soddisfare tutti gli appassionati della musica.
Raccolti successi ovunque ed esibitosi con le migliori orchestre del mondo (RoyalPhilharmonic, English Chamber Orchestra, New York Philharmonic e Chicago Symphony), Alexander Romanovskyè famoso per aver ricevuto, a soli 15 anni, la laurea“Honoris Causa” dalla prestigiosa Regia Accademia Filarmonica di Bologna, e il suo caso fa subito storia. Prima di lui a quell' età solo Mozart e Rossini ci riuscirono («a pensarci è imbarazzante», disse lui, all' epoca).Due anni dopo vince il primo premio al Concorso Internazionale “Ferruccio Busoni”, affermandosi come uno dei più grandi giovani talenti del nostro tempo.
Ingresso libero per tutti gli eventi musicali.
Mercoledì 8 agosto, alle 21.30, aPalazzo Marcantonio di Mozzagrogna, il virtuoso musicistasarà il protagonista di un concerto en plein air, Classic Night, insieme alla violoncellista bergamasca, Prof.ssa Miriam Prandi.“Sono felice ed onorato di ospitare il Maestro Romanovskynella rassegna MozzagrognaInSuite”.Il Sindaco di Mozzagrogna, Tommaso Schips, invita a non perdere uno degli appuntamenti estivi più attesi del borgo frentano.
Venerdì 10 agosto, alle 22.00, alConvento di San Pasquale, in località Vallaspra di Atessa, Alexander Romanovskyanimerà, insieme al tenore brasiliano Roberto Di Candido, la settima edizione de Le Officine Culturali. L’antico monastero si trasformerà, a partire dalle 18.30, in una fabbrica di cultura in cui troveranno spazio tutte le forme d'arte: musica e poesia, teatro e fotografia, arte e cibo di qualità.
“Siamo veramente onorati di avere nella nostra città un grande artista, che ha scelto di tenere ad Atessa per una settimana una masterclass internazionale di musica.È una grande occasione di crescita culturale per la nostra città”, spiega Giulia Orsini, Assessore alla Cultura del Comune di Atessa. Tutti i curiosi potranno assistere, come auditori, alle lezioni aperte al pubblico. Gli allievi, provenienti dal Giappone e da tutte le parti d’Italia, frequenteranno i corsi di musica nel Teatro Comunale “A.Di Iorio” e nell’ex Chiesa di San Pietro in Largo Castello di Atessa, tutti i pomeriggi, dalle 15 alle 18, dal 6 al 12 agosto.
Il tour abruzzese del MaestroRomanovskysi concluderà sabato 11 agosto, alle 21.00, nel Castello Ducale di Casoli, con il concerto Note Ducali, insieme al fisarmonicista Mario Stefano Pietrodarchi. “La presenza di Gabriele D'Annunzio, ospite abituale del Castello, e la nascita della Brigata Majella, sono esempi e simboli del fulcro di valori e bellezza che il Castello ha rappresentato per la comunità e per la Grande Storia – ricorda l’Assessore alla Cultura del Comune di Casoli, Liberata Colanzi-, dunque le note del grande pianista trovano degna collocazione, e l'evento darà vita ad una reciproca valorizzazione tra artista e luogo”.

L'Aquila. “Il Ministro alle Politiche agricole, alimentari, forestali e della pesca, Gian Marco Centinaio, ha deciso che il fermo biologico in Abruzzo scatterà dal prossimo 13 agosto sino al 23 settembre. Il provvedimento riguarderà il medio Adriatico, da San Benedetto del Tronto a Termoli. Fermare la pesca nel momento di maggior flusso turistico nella nostra regione è cosa senza senso. Mi trovo perfettamente d’accordo con la nostra marineria che, già in forte crisi, si ritroverà bloccata e nell’impossibilità di poter lavorare”. E’ quanto afferma il Segretario regionale dell’UDC e sindaco della città costiera Fossacesia Enrico Di Giuseppantonio, che contesta il blocco che quest’anno, tra l’altro, inizierà con 15 giorni di anticipo in confronto all’ scorso anno. “Sono stati disattesi gli appelli delle marinerie marchigiane, abruzzesi e molisane, che sostengono di sospendere la pesca in primavera e di applicare il provvedimento come avvenuto nel 2017, cioè a fine agosto, per consentire di completare la stagione estiva e turistica garantendo il prodotto ittico locale - aggiunge Di Giuseppantonio, illustrando un documento della direzione regionale Udc -. Sul settore pesca è necessario una volta per tutte fare ordine e allentare la morsa. In Abruzzo continua inesorabile a scendere il numero degli armatori, c’è bisogno di fermare l’emorragia, sostenere chi è impegnato in un lavoro duro come quello del pescatore, con una politica diversa che incentivi i sostegni in modo da favorire il ricambio generazionale e creare, di conseguenza, nuove opportunità di lavoro, soprattutto giovanile. Faccio appello alle istituzioni regionali perché vengano risolti i problemi relativi al pagamento dei fermi pregressi, che la nostra marineria attende da tempo”.

Sponsor

Metropolitan Web

Metropolitan è un giornale online abruzzese.

Notizie Recenti

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie vai alla sezione