Pescara. “Abbiamo salvato dal massacro quasi centomila lepri!”: è questo il commento a caldo del coordinatore regionale delle Guardie WWF, Claudio Allegrino, alla ordinanza emessa poche ore fa dal TAR in merito al calendario venatorio regionale.

Il WWF aveva chiesto con il suo ricorso la sospensiva per impedire la caccia a settembre alle specie fagiano, quaglia e lepre. I giudici hanno sospeso la caccia alla lepre per il mese di settembre mentre per quaglia e fagiano hanno ritenuto di non esserci più esigenze cautelari: il calendario venatorio nella sua seconda versione si era infatti già parzialmente adeguato prevedendo il posticipo al 1 ottobre per queste ultime due specie nelle aree Natura 2000 (SIC e ZPS).

Il divieto di caccia alla lepre a settembre salverà potenzialmente 98.952 animali: sono stati cancellati infatti 7 giorni di attività venatoria in ciascuno dei quali ogni cacciatore (in Abruzzo secondo i dati Istat 2007 sono 14.136) avrebbe potuto ucciderne una. “Un risultato importante che si aggiunge – sottolinea il delegato Abruzzo del WWF Italia Luciano Di Tizio - agli altri già ottenuti in questi mesi grazie alle puntuali osservazioni presentate dalla nostra associazione e alle osservazioni dell’ISPRA, in parte recepite dalla Regione dopo la presentazione del ricorso del WWF redatto dall’avv. Michele Pezone. Bisogna per questo dare atto all’assessore Dino Pepe di essersi comportato da assessore alla caccia e non da assessore ai cacciatori, come taluni suoi predecessori, sforzandosi di varare un calendario almeno rispettoso delle norme di legge e del buon senso”.

L’Ente regionale ha infatti emanato pochi giorni fa alcune modifiche migliorative al calendario venatorio con le quali ha ridotto il prelievo nei tempi e nei modi di molte specie cacciabili, accogliendo le prescrizioni dell’Ufficio Valutazione Impatto Ambientale (VINCA) della Regione Abruzzo. A queste vanno aggiunte alcune richieste del WWF pure accolte nella modifica del calendario venatorio come la restrizione del periodo di caccia alla beccaccia portata al 31 dicembre.

Dichiara Dante Caserta, vicepresidente del WWF Italia: “Vincere i ricorsi al TAR Abruzzo è oramai una prassi consolidata per il WWF e questo è dovuto non solo alla tenacia della nostra Associazione nel voler far rispettare le norme e i principi di tutela della fauna selvatica ma soprattutto alla nota e ormai cronica carenza di pianificazione faunistica della Regione. Cambiano i colori politici al governo ma purtroppo nella gestione venatoria i problemi restano immutati: mancanza del Piano Faunistico Regionale, Osservatorio Faunistico Regionale mai istituito, carenza di dati e di studi scientifici in grado di dimostrare la sostenibilità del prelievo, Comitati di Gestione degli ATC che spendono solo per ripopolamenti pronta-caccia. È ora di cambiare, anche per non far spendere inutilmente soldi ai contribuenti. La fauna, lo ricordiamo sempre, è un patrimonio indisponibile dello Stato, cioè di tutti i cittadini, non un trastullo per la piccola minoranza rappresentata dai cacciatori”.

Per concludere, un appello del WWF alla politica regionale: la manifestazione dei cacciatori abruzzesi dello scorso 6 settembre avvenuta a Pescara e che ha visto la partecipazione di meno di 50 cacciatori dovrebbe indurre i nostri amministratori pubblici ad avere meno timore di un mondo venatorio ormai in crisi generazionale e disgregato nelle sue diverse componenti associative.

Pescara. Un importante evento di approfondimento sul Turismo Sostenibile è in programma martedì 18 settembre (inizio ore 9,00) nel Monastero di Santo Spirito nel Comune di Ocre (AQ).
L’evento, voluto dal Presidente vicario della Regione, Giovanni Lolli, in qualità coordinatore dellaCommissione Turismo e Industria Alberghiera della Conferenza delle Regioni e Province Autonome, organizzato dalla Regione Abruzzo, in collaborazione con la Conferenza delle regioni e Legambiente, è rivolto agli assessori al Turismo delle Regioni italiane, ai rispettivi direttori di area, nonché a giornalisti ed esperti nazionali, operatori del settore e amministratori locali.
Il tema del turismo sostenibile e attivo è ormai un modello che sottende ogni forma di turismo. Riconosciuto come forma di turismo durevole, rispettoso dell’ambiente, inclusivo e integrato, il turismo sostenibile si diversifica da altre forme di attività turistiche in quanto lascia inalterato l’ambiente naturale, storico e paesaggistico, pur senza inibire lo sviluppo di altre attività sociali ed economiche. Vista la crescente rilevanza che il tema sta assumendo a livello nazionale ed europeo, la tematica è stata posta e condivisa come prioritaria nell’agenda delle regioni italiane e il coordinatore della Commissione Turismo, oggi presidente vicario della regione Abruzzo, Giovanni Lolli, ha proposto un momento di riflessione e scambio di pratiche che faccia il punto sullo sviluppo su questa idea strategica di turismo.
Dopo la presentazione di Giovanni Lolli, interverranno la Dott.ssa Alessandra Priante, per il Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali e del Turismo; la Dott.ssa Maria Elena Rossi in rappresentanza dell’Enit - Agenzia Nazionale del Turismo; la Prof.ssa Magda Antonioli, direttrice del corso di laurea Magistrale ACME dell’Università Bocconi, punto di riferimento in Italia per gli studiosi del turismo. A seguire si terrà un confronto tra una esperienza italiana e quella dei Paesi Baschi, aderenti a Necstour, importante rete turistica europea sul turismo sostenibile: interverranno eInigo Uriarte, del settore Turismo del Governo basco, che parlerà della “Gestione integrata della costa Basca” e Gianfranco Ciola,Direttore del Parco delle dune costiere di San Lorenzo e del GAL della Val d’Itria in Puglia.
Il programma prevede l’illustrazione di best practices delle regioni Abruzzo e Lazio, della Federparchi, della cooperativa Il Bosso e sul CIS – Contratto Istituzionale di sviluppo, nonché sul recupero dei borghi montani. Concluderà i lavori Antonio Nicoletti, responsabile nazionale Aree Protette e Turismo Sostenibile di Legambiente, che presenterà il “Disciplinare sul Turismo Attivo Sostenibile” che sarà poi adottato dalla Regione. Si tratta di progetto unico in Italia, che consentirà di regolamentare le attività del turismo ecologico e attivo in Abruzzo, che prevede formazione per gli operatori e il rilascio di un logo che attesti la qualità della struttura ricettiva o del servizio. Il disciplinare arriva a conclusione di un progetto in collaborazione con la PMC - Polo del Turismo regionale, frutto del protocollo d’intesa tra Legambiente e regione Abruzzo,sottoscritto a luglio 2017, per la promozione della pratica del turismo attivo e sostenibile ed elemento integrato nel nuovo Piano regionale del turismo di recente approvazione.

Roma. Stop per almeno due anni al rischio di chiusura e allo spostamento di sale da gioco e slot machine ad almeno 300 metri da scuole, chiese ed ospedali. La Regione Abruzzo, come riporta Agipronews, ha prorogato al 2020 l’attuazione della legge regionale per il contrasto al gioco patologico, originariamente prevista per il 21 novembre 2018. Nel testo - datato 24 agosto - sulle “Modifiche alla legge regionale 9 luglio 2016, n. 20 (Disposizioni in materia di Comunità e aree montane) e ulteriori disposizioni”, sono state inserite le modifiche all’articolo 3 della legge regionale sul gioco del 2013. Le disposizioni in questione vietavano nuove aperture nel raggio di 300 metri dai luoghi sensibili (come scuole, luoghi di culto, strutture sanitarie) e stabilivano che le autorizzazioni per le sale da gioco e per l’installazione di apparecchi (slot machine e videolotteries) già esistenti sarebbero decadute entro cinque anni dall’entrata in vigore della legge. Nelle modifiche approvate a fine agosto, spiega Agipronews, le parole «cinque anni» sono sostituite da «sette anni». Una svolta che arriva dopo le prime mosse dei Comuni per attuare le disposizioni originarie. Quello di Teramo è stato uno dei primi a muoversi: l’amministrazione ha inviato nei giorni scorsi una lettera gli esercenti, ricordando la scadenza del 21 novembre e comunicando che entro il 22 settembre andrà presentata la nuova richiesta di autorizzazione, in accordo con i requisiti di legge. Istruzioni che presumibilmente saranno modificate vista la proroga arrivata dalla Regione. Secondo gli ultimi dati del Mef,conclude Agipronews, sono più di 7mila le slot  presenti in Abruzzo; circa 400 i punti scommesse, mentre arrivano a 6 le sale bingo. LL/Agipro

Pescara. Il Movimento “Democratici e Popolari per l’Abruzzo”, nato dall’evoluzione del “Coordinamento Democratici Cristiani per l’Abruzzo”, di fronte alle allucinanti condizioni del panorama politico del nostro Paese, intende sollecitare l’impegno di donne e uomini di buona volontà per valorizzare energie giovani ed esperienze collaudate. Questo per fornire risposte adeguate al governo delle istituzioni, soprattutto a livello locale. Il movimento guarda con preoccupazione alla condizione di isolamento dei Municipi, in cui Sindaci ed amministratori sono lasciati alla mercè delle emergenze frutto di errori di programmazione, di sovrapposizioni e di mancanza di risorse. Il territorio necessita di una rilettura delle modalità di governo e il movimento pone attenzione anche alle prossime vicende che interesseranno la Regione Abruzzo, aprendo una fase di riflessione progettuale per fornire sollecitazioni, idee ed esperienze per le prossime elezioni regionali. Il movimento, inoltre, pone al centro della propria riflessione ideale il documento “Se ne parli”, frutto di un intenso lavoro di confronto sollecitato in quasi due anni dal “Laboratorio Spataro – scuola di formazione per il popolarismo nel Paese e nelle istituzioni” e che fa riferimento ai principi e alle idee di fondo che hanno caratterizzato l’esperienza del cattolicesimo democratico e popolare. Questo processo va concretizzato non con una nostalgica riproposizione di simboli e nomi superati dalla storia, ma attualizzando quell’esperienza e calando i principi nell’attuale contesto politico che appare confuso e inappropriato a fornire risposte al Paese. Il movimento intende partecipare alla riflessione in atto nella Rete Bianca, contenitore in sintonia con i contenuti del cattolicesimo democratico e popolare.

A questo proposito è stato costituito un coordinamento regionale e sono stati individuati i coordinatori delle 4 province:

Vincenzo Palmerio per Chieti,

Francesco Crivelli per Pescara,

Marco Bacchion per Teramo,

Manfredo Marinacci per l’Aquila

che affiancheranno

Licio Di Biase (Coordinatore Regionale)

e Mario Amicone (Vice Coordinatore Regionale) nella Segreteria Regionale.

A breve verranno costituiti i coordinamenti provinciali e verranno individuati i coordinatori comunali.

Pescara. «Accogliamo in maniera estremamente positiva la decisione della Commissione Europea sul nostro "Piano di Gestione Integrata dei Rifiuti". E’ la riprova, qualora ce ne fosse stato bisogno, della bontà dell’operato di questa Regione negli ultimi anni sul tema della programmazione del proprio sistema ecologico, che - si rammenta - fin dal novembre 2014 è stato conformato agli indirizzi politici dell’esecutivo regionale, ovvero "economia circolare" e assenza di impianti di incenerimento di sorta». Così in una nota il Sottosegretario regionale con delega ad Ambiente ed Ecologia, Mario Mazzocca, interviene nuovamente su di un tema di pressante attualità.

Il Ministero dell’Ambiente, infatti, ha recentemente comunicato alla Regione Abruzzo l’archiviazione della Procedura di Infrazione "UE 2015 – 2065" relativa al Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti.

Nei confronti dell’Abruzzo, come per altre regioni in Italia, a causa dei ritardi per l’approvazione del documento di adeguamento del Piano Rifiuti, che doveva avvenire entro l’anno 2013 come previsto dall’art. 199, co. 8 del "Codice dell’Ambiente", era stata aperta una procedura di infrazione da parte della Commissione Europea.

«In realtà - continua il Sottosegretario -, non solo il documento programmatic ma anche lo stesso Piano erano già stati redatti nel novembre 2014, ma nella fase di Valutazione Ambientale Strategica (VAS), il Ministero dell’Ambiente chiese alla Regione Abruzzo (ndr. febbraio 2016) di aggiornare tutti i dati gestionali dello strumento di pianificazione.
Tale richiesta, di fatto, impose alla Regione la completa realizzazione di un nuovo documento di Piano, per altro resasi necessaria anche alla luce della pubblicazione del "Decreto Inceneritori" del 2016 ed al fine di chiarire la posizione della Regione Abruzzo assolutamente contraria alla realizzazione di un impianto dedicato di incenerimento dei rifiuti urbani di 120.000 t/a, come invece ancora previsto dallo stesso. Il nostro Piano Rifiuti, infatti, dimostrava come il complessivo fabbisogno teorico di incenerimento era pari a 58mila tonnellate annue, oltre il 50% in meno rispetto alle stime del DPCM (121mila t/a). Con tali quantitativi non è assolutamente giustificata la costruzione di un impianto di incenerimento in regione Abruzzo. Tant’è che anche nel corrente anno abbiamo ribadito la propria decisione, originariamente assunta con la delibera n° 316 del 26 giugno 2017, circa il proprio NO alla costruzione di un impianto di incenerimento di rifiuti nel proprio territorio».

«A tal proposito - incalza Mazzocca - si accolgono favorevolmente le dichiarazioni dell’attuale Ministro all’Ambiente Costa di non volere realizzare inceneritori e di voler modificare il DPCM. Pertanto ci si aspetta una valutazione positiva del nostro Piano Regionale dei Rifiuti da parte del Ministero competente, valutazione che srà ulteriormente rafforzata dalla costante crescita delle raccolte differenziate dei Comuni che hanno raggiunto nel 2017 l’obiettivo del 56% (oltre il 4% in più rispetto al 2016 e circa il 10% in più sul dato 2014) e su cui non sarà difficile migliorarsi ulteriormente alla luce della avanzata realizzazione della "Rete Regionale del Riciclo" costituita da oltre un centinaio di impianti pubblici (fra centri di raccolta, piattaforme ecologiche, centri del riuso, ecc.) dislocati sull’intero territorio regionale e completamente finanziati dalla Regione Abruzzo con un investimento complessivo di 36 milioni di euro».

«Ora - conclude il Sottosegretario regionale - sarà necessario superare l’eccezione di costituzionalità sollevata dal Consiglio dei Ministri sulla L.R. 5/2018, per la quale è stato presentato

un apposito disegno di legge regionale al fine di dare corso al documento di Piano approvato dal Consiglio regionale con Verbale n. 110/8 del 02/07/2018, uno strumento che intende procedere convintamente verso un’economia circolare e diffondere le buone pratiche ambientali dei cittadini e delle imprese».

Chieti. L’UDC si prepara alle prossime scadenze elettorali, a cominciare dalle elezioni per il rinnovo del Consiglio Regionale, e ieri, all’Hotel Iacone, di Chieti Scalo, ha riunito il Comitato Regionale, convocato e presieduto dal segretario regionale, Enrico Di Giuseppantonio. Un incontro affollato e partecipato, nel corso del quale sono stati trattati vari punti, soprattutto è stata fatta una approfondita analisi della situazione politico-economico-sociale abruzzese: dalla sanità al sociale, dai trasporti all’ industria ,dal disagio giovanile alla disoccupazione, dalla viabilità alle proposte per il rilancio dell’agricoltura e per un turismo che diventi la nuova importante industria d’Abruzzo, senza tralasciare la delicata questione della sicurezza. Un esame a tutto campo, scaturito dagli interventi dello stesso Di Giuseppantonio e dei coordinatori provinciali di Chieti, Andrea Buracchio, di Pescara, Valter Cozzi, di L’Aquila, Lino Cipolloni (assente per impegni il coordinatore di Teramo, Berardo De Simplicio) ma anche dal contributo venuto dagli amministratori comunali e molti dirigenti locali . La volontà espressa è quella di riorganizzarsi e ammodernarsi per essere più presente su tutto il territorio abruzzese in vista delle prossime e importanti competizioni elettorali come appunto le regionali, le  europee e le comunali. Si è discusso ovviamente anche delle alleanze e la collocazione scelta è stata approvata e valutata positivamente dal Comitato Regionale: “Ribadiamo la nostra convinta adesione all’area di centro-destra e siamo pronti al dialogo con le varie forze che intendono, come noi, essere i portatori e gli interpreti dei bisogni della comunità abruzzese, decisi a realizzarli mediante un’attività concreta che, ancor più oggi, necessita di un Partito che rappresenta l’identità moderata - hanno affermato I dirigenti dell’UDC”. “Non siamo una forza  che grida alle folle- ha affermato il segretario Enrico Di Giuseppantonio- Il nostro passato e il nostro futuro hanno un elemento caratterizzante: la  programmazione politica, capace di dare concretezza alle aspettative dei cittadini. Non ci interessano intese per ottenere qualche voto in più, il nostro è un Partito che ha con se tutti i valori più radicati della persona, che sono i cardini della nostra azione politica. Saranno questi i punti che porteremo al tavolo dei nostri alleati. L’Abruzzo deve tornare a correre, deve riconquistare il ruolo che aveva di regione leader del centro-sud d’Italia”. “Per quanto ci riguarda - ha aggiunto Di Giuseppantonio -, l’individuazione del candidato alla presidenza della Regione non dovrà vedere un uomo solo al comando ma l’espressione di una squadra coesa capace di sostenere il lavoro di chi sarà scelto a guidare l’Abruzzo. Il candidato presidente dovrà mettere in campo : capacità , moderazione, trasparenza e attenzione vera ai bisogni dei cittadini. Dobbiamo pensare a mettere in campo una coalizione che elabori un programma partecipato che miri davvero alla risoluzione dei problemi dell’Abruzzo e lo proietti da protagonista in Europa. L’UDC sarà pronto a dare il suo contributo leale per il governo della nostra Regione”. Un folto gruppo di abruzzesi parteciperà sabato 15 e domenica 16 alla Festa Nazionale dell’UDC che si terrà a Fiuggi.

Pescara. “La conclusione a cui perviene il servizio legislativo in merito alla data di svolgimento delle elezioni regionali, che non potrebbe essere fissata, a parere dell’ufficio, prima del 19 dicembre, contrasta con lo Statuto regionale e con la Legge regionale abruzzese a cui è riservata, in via esclusiva e generale, la disciplina del procedimento elettorale e, nello specifico, quella sulla fissazione della data di svolgimento delle elezioni”. Lo ha detto il Capogruppo di Forza Italia alla Regione Abruzzo Lorenzo Sospiri in riferimento alla querelle sull’individuazione della data per il ritorno alle urne dopo le dimissioni dell’ex Presidente, oggi Senatore, D’Alfonso.
“Nessun disallineamento o conflitto sussiste tra la legge elettorale e la legge 51/2004 sulle cause di ineleggibilità in quanto le predette leggi disciplinano ambiti diversi di intervento – ha sottolineato il Capogruppo Sospiri -. La tutela del diritto all’elettorato passivo dei soggetti ineleggibili è assicurata dalla legge 51/2004 mediante la rimozione della causa di ineleggibilità entro 45 giorni dalla data di pubblicazione del decreto di scioglimento del consiglio regionale. Il rinvio al termine di cui al comma 2 ad opera del comma 4 del medesimo articolo 4 sta a significare, semplicemente, che se il decreto di scioglimento interviene, come nel nostro caso, prima del momento in cui gli ineleggibili avrebbero dovuto dimettersi per il caso di scadenza ordinaria di legislatura, gli stessi possono avvantaggiarsi del più breve termine di 45 giorni rispetto a quello maggiore previsto dal comma 2. Una diversa interpretazione sarebbe contraria alla legge elettorale e allo statuto perché, di fatto, introdurrebbe surrettiziamente i termini differenti per lo svolgimento delle elezioni dal verificarsi dell’evento: 119 giorni in caso di scioglimento anticipato del consiglio e 90 giorni in caso di scadenza ordinaria della legislatura. Lo statuto e la legge elettorale mettono invece sullo stesso piano le predette ipotesi prevedendo indifferentemente per entrambe che le elezioni si debbano svolgere entro 90 giorni. Chiediamo pertanto – ha concluso il Capogruppo Sospiri - che la data delle elezioni venga fissata per l’11 novembre!”.

L'Aquila. “Si arricchisce ulteriormente la lista delle occasioni perse da questa rovinosa maggioranza che coinvolge nel suo fallimento anche le aziende abruzzesi e la nostra economia”. Questo l’annuncio di Mauro Febbo, Consigliere regionale di Forza Italia.

“Nel leggere i dati relativi alla ripartizione e all’erogazione dei fondi per l’internazionalizzazione, riportati da Il Sole 24 Ore, autorevole giornale di economia, l’Abruzzo non viene neppure considerato. Se per il 2017 il sostegno alle imprese italiane è aumentato da 276 a 289 milioni, di certo questo non è accaduto per le imprese abruzzesi che subiscono l’assenza di visione, di strategia e di programmazione di una classe politica miope e arrogante. L’amarezza – prosegue Mauro Febbo - aumenta se si considera che anche Regioni con minori eccellenze della nostra o di dimensioni inferiori hanno goduto di questo sostegno all’internazionalizzazione, ad esempio la Basilicata e il Molise. Proprio quel Molise che ultimamente ha abbandonato l’Abruzzo, e questi dati offrono anche il perché di questa scelta, preferendo la Puglia per realizzare la ZES, Zona Economica Speciale, continuando a cavalcare opportunità per il rilancio della sua economia grazie a sgravi fiscali e sburocratizzazione. La non azione della Regione Abruzzo ha fatto mancare il sostegno pubblico all’internazionalizzazione, vanificando anche l’impulso di Ministero dello Sviluppo Economico, delle Camere di Commercio e dell’ICE di cui invece hanno goduto appieno altre Regioni.

“Una doccia fredda per le nostre aziende che avrebbero utilizzare questi fondi per farsi conoscere e vendere i loro prodotti nei mercati esteri che per loro rappresentano una grande opportunità di sbocco utile ad aumentare ed accrescere la nostra economia e occupazione. Danni ingenti per interi sistemi merceologici come quello agroalimentare e dell’automotive, dove rappresentiamo l’eccellenza. Le aziende, invece, saranno costrette ad investire maggiormente nell’internazionalizzazione, compensando il danno arrecato da D’Alfonso & C. con l’impegno di soldi che sarebbero stati impiegati per altro”.

“Ogni giorno sono costretto a dover intervenire pubblicamente per denunciare l’assenza dell’attuale esecutivo regionale, ma preoccupa anche il silenzio degli altri organi che dovrebbero difendere, tutelare e valorizzare la nostra forza lavoro e le nostra imprese. Con loro – conclude Mauro Febbo - di certo andremo presto a sviluppare un produttivo interscambio di idee ed azioni per creare l’alternativa a questo governo regionale affinché si possa recuperare il terreno e il tempo perduto. Ora attendiamo, come sempre avviene, la puerile, sterile, infondata e insignificante replica del “ventriloquo” di turno”.

L'Aquila. Definire le strategie d’intervento per il ripristino di condizioni di salubrità e resilienza per il fiume e porre basi di conoscenza comune al fine di affrontare il tema della tutela delle acque del bacino del Liri.

E’ questo il fine del sopralluogo effettuato il 2 settembre dal consigliere regionale M5S Abruzzo Gianluca Ranieri e dal consigliere regionale del M5S Lazio Loreto Marcelli. Con loro anche Bruno Baldassarre, Consigliere comunale Civitella Roveto e Francesco Eligi, Consigliere comunale Avezzano. Il sopralluogo conoscitivo si è svolto presso l’inghiottitoio dell’emissario del Fucino, in località Borgo Incile di Avezzano e presso i Cunicoli di Claudio.

“La visita” spiegano i portavoce “effettuata con supporto tecnico e la disponibilità, del presidente ed il personale del consorzio di bonifica e il prof. Ezio Burri, costituisce il proseguimento di un percorso di approfondimento che ha preso avvio il 17 giugno 2017 a Sora e che proseguirà nei prossimi mesi con il coinvolgimento dei rappresentanti M5S dell’Abruzzo e del Lazio di ogni livello istituzionale, dai comuni fino al parlamento, passando per le regioni.

Sappiamo bene quanto sia delicato e complesso il sistema socioeconomico e produttivo che direttamente ed indirettamente afferisce al bacino del Liri, per questo, riteniamo opportuno mettere in campo tutte le competenze necessarie e un processo massimamente condiviso, che garantisca non solo gli interessi dell’ambiente naturale, ma produca miglioramenti sulla qualità della vita e sulla prosperità di tutte le comunità che attorno al fiume vivono e lavorano” concludono.

L’Abruzzo: territorio affascinate, ambienti vergini, storie da scoprire, patrimonio da godere; un popolo pronto ma politiche arrugginite con orizzonti chiusi e tristi. Giunge sempre l’opportunità di una svolta, la vera svolta, quella che però fallisce dopo ogni insediamento. Puntualmente ecco la solita trama; qualche buon provvedimento, qualche impegno assecondato, leggi e leggine pronte all’occorrenza, ma tutto fila dritto lungo lo stesso binario, quello della consolidata continuità con il passato con le solite promesse disattese, con i soliti discorsi triti e ritriti, con i soliti desolanti fallimenti.

Pace, Del Turco, Chiodi e D’Alfonso: ultime rappresentazioni di un’unica storia, quella dell’Abruzzo Regione Verde dalle mille risorse, mille possibilità, mille ricchezze che puntualmente fallisce e ripiomba nell’ombra di un passato che non passa mai. Abruzzo Regione Nera, dalle mille storiacce e bruttezze che puntualmente si materializzano in tutta la loro orrida rappresentazione cancellando ogni residua speranza d’affrancamento da quel presente immanente che intristisce e demoralizza.

Populismi inutili, oclocrazie ed urlocrazie dannose in ogni caso, l’unica vera certezza adesso non può che risiedere in un’azione di svolta decisiva che dall’alto possa squarciare il velo oscuro che opprime e deprime ogni viva speranza di cambiamento. La fiducia in una luce che possa irrompere dall’alto per illuminare i più reconditi angoli di questo incredibile territorio per poter offrire quell’energia necessaria al germoglio d’ogni agire utile e fecondo per ambire a quel paradiso di Regione Verde, sogno e realtà d’ogni uomo forte e gentile. Quale futuro per questa terra mortificata ...?

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