Pescara. “Rotaract for University” è un’iniziativa autofinanziata, resa possibile grazie allo sforzo costante dei 444 Soci dei 35 Club del Distretto 2090 (che comprende Marche, Umbria, Abruzzo e Molise), e dei Rappresentanti Distrettuali degli ultimi anni, i quali hanno permesso di accumulare la somma necessaria per realizzare il progetto.
“Rotaract for University” prevede 5 Borse di studio da € 2.600 ciascuna, per un totale di €13.000.
Le aree accademiche messe a bando sono divise per gruppi di macro argomenti:
 Diritto e Scienze politiche e diplomatiche
 Ingegneria, Matematica e Fisica
 Medicina, Biologia e Scienze motorie
 Economica
 Umanistica, Sociale e dei Beni Culturali
Ciascuna area scientifica ha una commissione giudicante formata da emeriti professori, stimati professionisti e soci dei Club Rotary e Rotaract. I criteri per la valutazione dei concorrenti sono volti a premiare la carriera accademica dello studente e la sua vocazione ai principi Rotariani e Rotaractiani, valorizzando l’attitudine della persona a sviluppare l’ideale del “servire”, per mezzo delle proprie capacità e professionalità. Ciò è anche a testimonianza dello scopo principale di Rotaract for University, che è quello di aumentare le possibilità di formazione per uno studente meritevole ed allo stesso tempo far conoscere l’operato del Rotaract, i suoi valori e le centinaia di iniziative che ogni anno vengono realizzate.
“Abbiamo cercato di individuare i criteri per premiare un ragazzo del nostro territorio che abbia le idee chiare sul proprio futuro e che voglia continuare a studiare, coniugando le proprie scelte ai principi rotaractiani e rotariani” - ha spiegato Valerio Ficcadenti, presidente della Commissione per le Borse di Studio - “Riconoscere il talento, valorizzare il merito e sostenere il futuro sono state le parole chiave con cui abbiamo costruito il progetto ed è il motto dei membri della commissione che hanno collaborato nella realizzazione del bando.”
Rotaract for University ha avuto i natali sotto la guida di Costanza Scoponi, socia del Club di Ancona e Rappresentante Distrettuale dell’anno rotaractiano 2014/2015. “Abbiamo fortemente creduto in questo progetto per promuovere e sostenere, attraverso l’azione rotaractiana, l’importanza dello studio e del ruolo delle Università per la formazione di giovani ragazzi come noi, mossi dai valori e dall’etica della nostra associazione, pronti ad intraprendere il futuro ed il mondo del lavoro” – ha dichiarato l’ideatrice - “Abbiamo bisogno di giovani meritevoli, leader e preparati, che devono dare il proprio contributo, perché bisogna prima Servire con la testa e poi passare all’azione. Ecco, noi in questi mesi con abbiamo ‘servito con la testa’ per mettere le basi e per sviluppare questo ambizioso progetto ed ora siamo passati all’azione, che si concretizzerà con la premiazione dei vincitori.”
Nell’anno sociale 2015/2016 il contributo essenziale alla realizzazione del progetto è stato del Rappresentante Distrettuale Marcello Milano, che ha facilitato la redazione del bando e promosso l’iniziativa: “Sono molto orgoglioso per questo grande traguardo”- ha annunciato – “Da oggi gli studenti più meritevoli di Abruzzo, Marche, Molise e Umbria potranno contare sull'importante aiuto di un partner concreto e affidabile che ha a cuore le sue esigenze. "
Entusiasta anche Chiara Greci, Socia del Club di Montegranaro e attualmente massima carica del distretto 2090, che concluderà quest’anno “Rotaract for University” con la premiazione dei vincitori: “Sono molto orgogliosa di aver ereditato dai miei predecessori un così ambizioso progetto che ci consente di entrare nelle università, premiare il merito e far conoscere il Rotaract. Un progetto che, in un colpo solo, racconta lo stile dell’associazione e consente a tutti i 35 club di essere protagonisti! Colgo l’occasione per invitare tutti i giovani laureati a raccogliere la sfida e quindi a concorrere.”
La scadenza per la presentazione delle domande è fissata per il 31 Gennaio 2017. Tutte le informazioni possono essere facilmente reperite nel sito del distretto www.rotaract2090.it.

Pescara. E' in Abruzzo il primo Centro di Recupero per scarti di cartongesso si colloca negli stabilimenti della Maco srl di San Giovanni Teatino (Ch) collegato, per lo smaltimento, alla Siniat spa di Corfinio (Aq). Al momento, si tratta dell'unico stabilimento italiano in grado di riciclare direttamente questo genere di rifiuti, riportandoli a nuova vita sotto forma di prodotto originale: lastre di cartongesso.

Così il Sottosegretario alla Presidenza della Giunta Regionale d’Abruzzo con delega all’Ambiente Mario Mazzocca: “Questa è una delle tante attività imprenditoriali che in Abruzzo ha puntato sullo sviluppo sostenibile e sulle sue reali potenzialità, dimostrando anche la reale sostenibilità del connesso rischio d'impresa. Nella nostra regione abbiamo diverse esperienze in tal senso con quelle imprese che sanno rimettersi in gioco raccogliendo le sfide del presente e del futuro: l'economia circolare quale parte integrante ed essenziale dello sviluppo sostenibile, la possibilità di essere competitivi sul mercato premendo sulla leva della sostenibilità come elemento aggiuntivo e non detrattivo e la concreta possibilità di aumento occupazione del settore".

Fabrizio Nanni, amministratore unico della Maco srl, conclude: "Abbiamo creduto in questo progetto che ci sembra un esempio virtuoso di gestione dei rifiuti all’interno dei percorsi di economia circolare. Pensiamo sia giusto investire per il futuro nel rispetto e nella ricerca della sostenibilità”.

L'Aquila. In Abruzzo un’abitazione su tre è vuota (32,69% per 250.038 case non occupate), con una concentrazione maggiore nelle province di Teramo (33,16% per 58.995 immobili vuoti) e Chieti (30,03% per un totale di 65.356 case vuote). È quanto emerge da un’analisi* di Solo Affitti, rete immobiliare specializzata nella locazione con 340 agenzie (40 in Spagna), che propone di sostenere il mercato locativo valorizzando gli immobili vuoti.

La concentrazione di case vuote è minore nella provincia di Pescara (20,17% per 31.223), mentre a L’Aquila, colpita dal terremoto nel 2009, si registra ovviamente una percentuale massima di abitazioni non occupate, pari al 44,02%, per un totale di 94.464 abitazioni.

“Facciamo in modo che – commenta Silvia Spronelli, presidente di Solo Affitti – questo grande patrimonio immobiliare a disposizione in Italia possa soddisfare il fabbisogno abitativo e faccia rivivere i piccoli e medi centri storici del nostro Paese. Occorre un progetto governativo chiaro sulla casa e sulle locazioni attraverso agevolazioni fiscali per proprietari e inquilini, come avviene in tanti altri Paesi europei. Un buon passo in questa direzione è la tassazione fissa al 21% della cedolare secca per i contratti a canone libero e al 10% per i contratti a canone concordato. Occorre, tuttavia, far conoscere di più queste agevolazioni e spingere le amministrazioni comunali a convocare le associazioni di proprietari e inquilini per rinnovare gli accordi sui canoni di locazione. A Milano e Napoli i prezzi degli affitti sono stati aggiornati dopo 10-15 anni e i contratti agevolati faticano a decollare, anche perché i canoni concordati su alcune aree si discostano troppo dai prezzi di mercato, e i benefici per locatari e locatori tardano ad arrivare”.

In Italia sono oltre 7 milioni e 38 mila le case non occupate (22,5% del totale) con una concentrazione maggiore in regioni del Sud come Calabria (2° posto nazionale con il 38,7% e 481.741 case), Molise (3° con il 36,9% e 73.524 case) e Abruzzo (4° con il 32,7% e 250.038) per effetto dell’emigrazione. Il trend è sviluppato anche in Valle d’Aosta (1° posto in Italia con il 50% per 58.731 immobili) e Trentino Alto Adige (9° con il 27,2% e 156.771) dove abbondano le case di villeggiatura.

Fra le province con più case sfitte, equamente suddivise tra Nord e Sud, spiccano Olbia-Tempio, dove se ne contano oltre la metà (52,88%, più del doppio della media nazionale, e 71.614 abitazioni), Aosta (2° posto con il 50%) e Sondrio (3° posto con il 49,7%). Ci si avvicina alla piena occupazione, invece, in piazze popolose come Firenze (terzultima in Italia con il 10,1%), Monza-Brianza (penultima con il 9,5%) e Milano (ultima con il 6,1% e 87.613 case vuote).

Se guardiamo ai grandi centri urbani nazionali, quelli con più abitazioni vuote si trovano Emilia Romagna, Sicilia e Puglia. Ravenna è il primo comune italiano per case vuote (28,37% per 27.118 immobili). In Emilia Romagna spiccano, inoltre, anche Modena (4° posto con il 17.9%) e Parma (8° posto con il 14,3%) mentre in Sicilia Catania (3° posto, 19,7% e 28.567 case vuote), Messina (5° posto con il 15,8%) e Palermo (7° posto, 14,3% e 40.946 abitazioni non occupate). Fra le prime dieci città ci sono anche Brescia (6° posto con il 14,7%) e le pugliesi Taranto (9° posto con il 13,6%) e Bari (10° posto con il 12,9%). Il livello massimo di occupazione degli immobili si raggiunge ancora una volta nei centri metropolitani come Milano (terzultima con il 5,8% e 37.073 case), Napoli (penultima con il 3,9%) e Firenze (ultima con il 3%).

L'Aquila. Si e' tenuto ieri l'incontro istituzionale tra Ambasciata degli Stati Uniti d'America in Italia e Protezione Civile Regionale. Hanno partecipato, in rappresentanza della Regione, il Sottosegretario alla Presidenza d'Abruzzo Mario Mazzocca, il Direttore del Dipartimento Lavori Pubblici e Protezione Civile, Emilio Primavera e il Responsabile della Sala Operativa Regionale e Servizio Emergenza, Silvio Liberatore. In rappresentanza dell'Ambasciata Usa, erano invece presenti l'Assistente Speciale ai Servizi Consolari, Libera M. Giordano e Jennifer L. VanWinkle dall'Agenzia Consolare.

"L'attività congiunta tra i due soggetti istituzionali - spiega Mazzocca - verrà definita attraverso l'elaborazione e stipula di un apposito Protocollo d'Intesa, sia per quanto attiene lo scambio d'informazioni sia per quanto riguarda la Protezione Civile Regionale, sulle modalità di assistenza ai cittadini USA in Abruzzo e su una serie di impegni reciproci che andremo a condividere nel corso del prossimo incontro, previsto entro novembre presso l'Ambasciata Americana in via Vittorio Veneto a Roma, per consolidare i rapporti intrapresi".

"Sono inviti che ci fanno enormemente piacere a dimostrazione che, anche oltre oceano, il lavoro da noi svolto non e' passato inosservato sia per quantità che per qualità" - conclude il Sottosegretario - "Gli incontri si collocano sostanzialmente nell'ambito dell'attività avviata, tesa a codificare i rapporti nell'ottica della prevenzione per i circa 2.500 cittadini americani registrati su suolo abruzzese".

Milano. Autovetture, fuoristrada, furgoni e mezzi pesanti sempre più a rischio. Sono stati 116.396 i veicoli rubati sulle strade italiane nel 2015. Di questi, 2.275 sono mezzi pesanti (camion, tir, rimorchi, semi-rimorchi, auto-articolati, ecc.). In Abruzzo, l’undicesima regione più colpita a livello nazionale con 61 furti, è la provincia di Chieti a far registrare il dato più elevato dell’intero territorio regionale, registrando 31 furti nello scorso anno.

A rivelarlo, sulla base dei dati ASAPS (Associazione Sostenitori e Amici della Polizia Stradale), è l’Osservatorio di ISM (Integrated Security Management), azienda milanese specializzata nella realizzazione e gestione di sistemi di sicurezza, con una particolare attenzione ai settori della logistica e dei trasporti.

Al di fuori della provincia di Chieti, che conta circa la metà dei furti dell’intero territorio regionale, la situazione si ridimensiona. Pescara e Teramo insieme non raggiungono il dato di Chieti, contando rispettivamente 14 e 13 furti. A L’Aquila il fenomeno è sostanzialmente limitato (3).
Lo scenario è preoccupante e la sicurezza per i professionisti della logistica diventa questione di vitale importanza. ISM si caratterizza proprio per la competenza e l’innovazione nelle soluzioni proposte per la security nel mercato del trasporto. Si tratta di sistemi che consentono di proteggere e controllare completamente ogni singola tipologia di mezzo di trasporto impiegato nella filiera della logistica. Assicurando una costante comunicazione con la centrale operativa, unica in Italia e attiva 24 ore su 24 per 365 giorni l’anno, ISM garantisce un monitoraggio costante di rotte e veicoli, raccogliendo e smistando i segnali e indirizzandoli a proprietari e titolari di aziende.

“Il problema fondamentale non riguarda sempre il ritrovamento del veicolo, quanto piuttosto il furto del carico” spiega Stefano Merlino, direttore operativo di ISM. “Il pharma, il luxury, l’elettronica di consumo e il settore tabacchi sono le aree maggiormente a rischio e in cui si verificano le perdite economiche più ingenti. Per questo motivo, ISM investe nell’expertise delle soluzioni proposte a livello di sicurezza per il mercato del trasporto di merci, in particolare quelle ad alto rischio e ad alto contenuto tecnologico”.

Si tratta di una problematica che colpisce l’intero territorio nazionale. Nel panorama delle regioni più a rischio, troviamo la Sicilia (358), che si posiziona al primo posto della classifica, seguita da Lombardia (309), Campania (279) e Puglia (258), Lazio (245), Emilia Romagna (169), Piemonte (117) e Veneto (110), Toscana (99) e Calabria (90) che precedono il già citato Abruzzo. Leggendo la classifica al contrario, Valle d’Aosta e Trentino - Alto Adige, entrambe soltanto con 3 furti nel 2015, hanno lo status di regioni più virtuose.
Una classifica nazionale di virtuosismi e carenze che si riflette in parte anche a livello di province. Dopo Roma, che occupa il gradino più alto del podio con 188 furti, troviamo Milano che ne registra 153, seguita da Catania (144). Al quinto posto dopo Napoli (141) si posiziona Palermo, dove vengono rubati 91 mezzi, seguita a ruota da Bari (89) e da Torino (82). Sono quindi i principali snodi logistici a essere maggiore teatro di furti ai danni dei mezzi pesanti, cui si aggiungono le province di Foggia (73), Caserta (60), Salerno (49), Reggio Calabria e Reggio Emilia (entrambe a 41), Modena (39) e Verona (38), per citare le più colpite. Fanno da contraltare a questo bilancio negativo a livello nazionale le province di Sondrio, Bolzano, Asti, Biella, Gorizia, Pordenone, Trieste, Rieti, Belluno, Nuoro e Oristano, che riportano tutte un solo caso di furto. Verbania è l’unica provincia d’Italia a quota zero.

L'Aquila. Un’estate con pochi incendi quella del 2016, ma non certo grazie alla prevenzione e alla pianificazione forestale. La Federazione Regionale degli Ordini dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali d’Abruzzo torna ad insistere sulla necessità per la Regione Abruzzo di dotarsi di un Regolamento che dia finalmente attuazione alla Legge regionale forestale (la n. 3 del 4/01/2015). Una pianificazione che consentirebbe, oltre che ridurre drasticamente il rischio incendi, anche di contribuire favorevolmente alla lotta contro il cambiamento climatico e a generare un indotto economico nel settore di circa 75milioni di euro l’anno e 600 mila giornate lavorative per gli addetti ai lavori ogni anno. Non ultimo, si garantirebbe un paesaggio vocato al turismo nella regione Verde d’Europa.
PESCARA. Solo pochi incendi hanno caratterizzato l’estate appena trascorsa. Questo grazie alle precipitazioni abbondanti nel mese di giugno e ai vari passaggi temporaleschi di metà luglio e di agosto e settembre, accompagnati da abbassamenti di temperatura notevoli che hanno mantenuto i terreni freschi e umidi, evitando che la siccità potesse favorire i roghi. Particolarmente efficace anche la macchina per la lotta agli incendi boschivi, suddivisa per incarichi alla Protezione Civile, ai Vigili del Fuoco e al Corpo Forestale dello Stato, entrato quest’ultimo recentemente nell’Arma dei Carabinieri per decreto del Governo. Questi enti, attraverso lo spegnimento aereo e da terra, la vigilanza e il controllo, hanno finora contribuito al contenimento dei danni e alla riduzione dei costi di spegnimento grazie anche alle tecnologie moderne. Secondo i dati provvisori al 31 luglio forniti dal Corpo Forestale dello Stato in Abruzzo nel 2016 ci sono stati 21 incendi che hanno distrutto 45,8 ettari di cui 38 su superfici boscate con una media di superficie interessata per evento di 2,2 ettari. Dati confortanti e in netta controtendenza con quelli dello scorso anno conclusosi con 85 incendi che hanno interessato 1.173 ettari di cui 639,5 in terreni forestati con una media di superficie interessata per rogo di 13,8 ettari. Ma non bastano, secondo il Presidente della Federazione dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali d’Abruzzo e i Dottori Forestali Giuseppe Farina e Matteo Colarossi, l’efficienza delle squadre antincendio e la fortuna per gestire un aspetto così delicato come la prevenzione incendi nel verde abruzzese. Lo stato del settore forestale regionale versa infatti in profonda crisi con una scarsa e lenta programmazione regionale e un’esigua dotazione di figure professionali negli organici della Regione. La Regione Abruzzo ha redatto la Carta del Rischio Pirologico estivo e invernale e la Carta dei Tipi Forestali, che sono ottimi strumenti al servizio della pianificazione, ma mancano dei piani di gestione aggiornati, che sono l’unico strumento efficace per prevenire gli incendi. Nel periodo 2003-2008 la Regione ha cofinanziato circa 40 Piani di Gestione Forestali destinati alla pianificazione delle risorse silvo-pastorali di proprietà dei Comuni, i quali risulterebbero di grande utilità per agevolare la realizzazione dei tagli boschivi e il positivo uso dei fondi comunitari. I piani redatti da tecnici forestali incaricati dai Comuni sono stati ultimati e presentati in Regione nel corso del biennio 2008-2009 e successivamente sottoposti dal Corpo Forestale dello Stato ad analisi e istruttorie parziali e incomplete determinando di fatto una situazione di stallo dal punto di vista amministrativo, tecnico e finanziario.
Sebbene sia stata approvata dalla scorsa Giunta Regionale la Legge Regionale forestale (la L.R. n. 3 del 4/01/2015), non è stato inoltre ancora approvato, entro i 180 giorni previsti dalla pubblicazione della legge, il Regolamento che chiarirebbe tutti gli aspetti connessi al settore forestale (tagli, vincoli, permessi, autorizzazioni e pianificazione forestale), fatto che blocca il settore e lo rimanda a prescrizioni redatte sulla base del Regio Decreto n. 3267 del 1923 (Legge Serpieri).
Eppure l’Inventario Forestale e dei Serbatoi di Carbonio del 2005 (il documento del 2015 è in fase di lavorazione) segnala che in Abruzzo vi sono circa 439.000 ettari di aree verdi su 1 milione di ettari di superficie totale, ovvero il 42% del totale regionale. Le superfici sono composte per la maggior parte da faggete (circa 122.000 ettari), querceti (circa 112.500 ettari) e boschi naturali e artificiali di conifere (Pini mediterranei e montani, Abeti, Larici, Cipressi, Cedri e Douglasie) con circa 25.000 ettari di superficie. Sono proprio queste due ultime formazioni le più colpite dagli incendi che potrebbero essere oggetto di operazioni selvicolturali di prevenzione. Diradamenti, pulizia del sottobosco, rinaturalizzazione delle pinete artificiali con latifoglie spontanee, sono le operazioni sostenibili da attuare e che garantirebbero una migliore crescita del bosco in termini volumetrici e di stabilità degli alberi, una maggiore resistenza alle avversità come il fuoco e una sua pronta resilienza (la capacità di ripresa dopo un evento sfavorevole).
“Avere dei boschi curati dunque – chiarisce il presidente della Federazione Dottori Agronomi e Forestali d’Abruzzo, Mario Di Pardo - non solo ridurrebbe drasticamente il rischio di incendi, ma potrebbe essere un ottimo biglietto da visita per il turismo della regione Verde d’Europa dal momento che i cittadini amano moltissimo boschi e pinete per passeggiate e pic-nic. Inoltre, con un giusto criterio nel gestire i prelievi legnosi (principio contenuto nella carta della Gestione forestale sostenibile – GFS) e prendendo a riferimento l’incremento medio dei boschi abruzzesi pari a 3,4 m3/ha/anno si potrebbe evidenziare un potenziale prelievo legnoso regionale paria a 1.074.400 m3 /anno. Prelievo che potrebbe generare un indotto di lavori, sia per imprese boschive che si occupano della prima lavorazione che per imprese commerciali, addette alla vendita al minuto, di circa 75.208.000 di euro all’anno, per una produzione lorda vendibile di circa 107.440.000 di euro all’anno. Considerando che per le lavorazioni boschive oltre l’80 % dei lavori risultano ascrivibili alla manodopera si potrebbero creare oltre 600.000 giornate di lavoro annue per addetti al settore forestale. Inoltre – conclude Di Pardo - in Abruzzo oltre il 70% della proprietà boschiva è pubblica (Comuni o Amministrazioni Separate di Uso Civico), quindi i Comuni montani potrebbero incassare dalla gestione oculata del proprio patrimonio forestale(GFS) circa 21.488.000 di euro l’anno, un dato che assicurerebbe qualche punto di Pil regionale in più. Come Dottori Agronomi e Dottori Forestali d’Abruzzo, siamo pronti a fare la nostra parte”.

Jesi. Sono già più di 2000 gli alunni che, per tutto l’anno scolastico, parteciperanno alla 3^ edizione di “A Scuola di Latte”, il percorso alla scoperta del mondo lattiero-caseario promosso da Trevalli Cooperlat in collaborazione con la cooperativa di servizi del settore agroalimentare Alimos. Il progetto di educazione alimentare, che ha registrato sino ad ora le iscrizioni di 112 classi dalle province di Ancona, Pesaro Urbino, Fermo, Ascoli Piceno, Macerata, Teramo, Chieti, Pescara e L’Aquila, è un’iniziativa completamente gratuita rivolta ai giovani studenti e agli insegnanti delle scuole primarie di Marche e Abruzzo. Si tratta di un percorso basato sull’unione di didattica e divertimento che mira a coinvolgere almeno 4000 alunni entro il 31 dicembre 2016 (data di termine delle iscrizioni). Obiettivo: promuovere le buone abitudini a tavola e i valori sociali che ruotano attorno alla produzione lattiero-casearia.
Attraverso il webgame delle Cartolatte i bambini potranno partecipare a “Schizzi di Latte”, la sfida di fantasia che premierà e tradurrà in fumetto la storia più creativa e originale sul mondo dell’alimentazione inventata dai ragazzi assieme ai propri insegnanti. E proprio gli insegnanti saranno protagonisti del concorso a premi “Un tablet per te”, mentre le scuole vincitrici di “Schizzi di latte” si aggiudicheranno pc, stampante e una lavagna multimediale. A novembre avranno inizio anche i laboratori di educazione alimentare per bambini condotti da una dietista specializzata, a cui potranno accedere le prime classi che aderiranno al progetto. Sempre a partire dal prossimo mese, a tutte le classi iscritte entro il 28 ottobre inoltre TreValli Cooperlat distribuirà gratuitamente merende e gadget.

L'Aquila. Adducendo motivi di sicurezza e ambientali, la Toto Holding Spa voleva realizzare la rettifica di due tratti di A24 e A25 per complessivi 30 chilometri, 55 gallerie e un investimento di oltre 6 miliardi di euro, chiedendo per questo un allungamento della concessione di 45 anni e l’aumento delle tariffe.

Un progetto da noi più volte dichiarato inutile, costoso e dannoso per l'Abruzzo che oggi, dopo l'intervento di Realacci, presidente della Commissione Ambiente Territorio e Lavori Pubblici della Camera, si certifica definitivamente come incoerente e inadeguato alle finalità dichiarate.

Secondo il governo sono invece necessari interventi per garantire l'adeguamento e la messa in sicurezza dell’attuale tracciato così com'è, compresi i viadotti, per un importo di un miliardo e 200milioni. L’esecutivo si impegna, inoltre, ad attivarsi per evitare un ulteriore incremento delle tariffe autostradali.

“Cade il grande bluff – dichiarano Giuseppe Di Marco, presidente Legambiente Abruzzo e Luciano Di Tizio, delegato WWF Abruzzo - che avrebbe compromesso il nostro territorio e stravolto gioielli ambientali unici in Europa, coinvolgendo il Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, il Parco regionale del Sirente-Velino, la Riserva del Monte Genzana e la Riserva delle Gole di San Venanzio e la riserva Sorgenti del Pescara con grave rischio anche per le falde dell'acqua potabile. Un progetto che rischiava di compromettere pesantemente il futuro e la vocazione dell'intero territorio legato anche alle produzioni agroalimentari di qualità e ad un turismo attento ai valori paesaggistici, ambientali e culturali.”

Lo stesso consiglio regionale nella scorsa seduta ha approvato un documento, a prima firma del Sottosegretario alla Presidenza della Giunta Regionale Mario Mazzocca, dove rimarca che le proposte avanzate da Strada dei Parchi s.p.a. alla Regione per la modifica del tracciato non appaiono né coerenti né convincenti e quindi non in grado di cogliere le finalità imposte dalla legge (comma 183 dell’articolo 1 della Legge 228/2012). Con la conclusione che un adeguamento sismico delle autostrade abruzzesi dunque non può passare per le varianti così proposte.

L’alternativa che il Consiglio Regionale si garantisce con questo documento è il nuovo tracciato ferroviario che velocizzi la vetusta linea Roma-Pescara, puntando al completamento del raddoppio della linea Adriatica, all’elettrificazione della Sulmona-L’Aquila e della Avezzano-Roccasecca ed organizzazione delle strutture Rfi, cominciando dal trasporto regionale.

“Ci auguriamo – concludono le Associazioni – che si rimettano finalmente al centro i cittadini ed il territorio e si tenga alto il significato vero delle infrastrutture di un paese che sono la ricchezza di tutti. Bene sistemare la rete stradale esistente, a cominciare dalla viabilità interna oggi ridotta in condizioni penose in conseguenza del depotenziamento delle province, e migliorare il servizio passeggeri sulle ferrovie. Puntiamo anche con forza su come gestire in modo intelligente il traffico, favorire i mezzi pubblici, progettare e configurare diversamente la mobilità, in modo da ridurre l'impatto ambientale e creare nuove economie di mercato legate alla green economy.”

L'Aquila. "Il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri Matteo Renzi pubblicato l'altro ieri in Gazzetta Ufficiale prevede 8 nuovi inceneritori, di cui uno in Abruzzo. A nulla è valso il parere formalmente e debolmente contrario della Giunta regionale abruzzese guidata dal renziano D'Alfonso. Del tutto ignorate le osservazioni di esperti e Associazioni ambientaliste sui criteri di calcolo sballati utilizzati dal Ministro dell'Ambiente Galletti per decidere la costruzione dei nuovi inceneritori.
Ora la battaglia si sposta sui territori, sempre che non intervenga la riforma costituzionale centralista e antidemocratica di Renzi a zittire ogni possibile opposizione. Lo scenario disegnato dal combinato disposto Riforma Costituzionale - nuova Legge elettorale rende, infatti, ancora più preoccupante la notizia dell'inceneritore di rifiuti voluto in Abruzzo dal Governo Renzi.
La volontà è chiara: passare sulla testa dei cittadini per imporre opere che rispondono più agli interessi economici di pochi poteri forti che alle reali esigenze dei territori. Emblematico è il caso dell'inceneritore Powercrop nella piana agricola del Fucino: il Ministro dell'Ambiente Galletti, che ha avuto tra i finanziatori della sua campagna elettorale il Gruppo Maccaferri direttamente interessato alla costruzione dell'impianto, ha tentato di sottrarre il vaglio dell'opera agli Enti Locali attraverso un commissariamento statale.
Se l'operazione non è andata in porto è sicuramente merito della strenua opposizione del territorio e del lavoro del M5S in Regione Abruzzo per bloccare quest'opera inutile e dannosa. Tuttavia, a dare una mano c'è stata anche la Costituzione Italiana con quelle competenze attribuite alle Regioni che il PD di Renzi vorrebbe concentrare nelle mani del Governo.
Le stesse considerazioni valgono per tutte le opere devastanti e speculative che il Governo centrale ha previsto per il territorio della Regione Abruzzo: gasdotto SNAM, trivelle, elettrodotto Terna.
Con il nuovo assetto istituzionale ideato dal trio Renzi-Boschi-Verdini, probabilmente queste opere sarebbero già in funzione.
La notizia dell'inceneritore in Abruzzo previsto dal Governo Renzi ci offre, quindi, un ulteriore motivo per sostenere il nostro NO alla proposta di riforma costituzionale sulle quale saremo chiamati a votare il prossimo 4 dicembre".

 

Gianluca Ranieri (Movimento 5 Stelle)

Pescara. «Siamo abituati alle sortite sconclusionate della Marcozzi ed ai suoi metodi di bassa demagogia». Risponde così il Sottosegretario Regionale con delega all’Ambiente Mario Mazzocca sulla questione del Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri sugli Inceneritori in Italia e in Abruzzo, che ricorda alla consigliera M5S Marcozzi come "la sua esternazione è l’ennesima ed evidente riprova della giustezza e della proficuità del lavoro che, nell’ambito del governo regionale, stiamo svolgendo ormai da tempo sul tema della salvaguardia ambientale in generale e sul tema specifico dell’economia circolare».

«Ella – continua Mazzocca – mente spudoratamente quando chiede che "il nuovo Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti" debba prevedere solo "il 'recupero materia' escludendo la possibilità di incenerimento", cercando di addebitarci responsabilità altrui sulla vicenda del ‘Decreto Inceneritori’.

Abbiamo avuto più volte modo di sottolineare come il nostro Piano Regionale Gestione Rifiuti prevede un unico scenario che è esclusivamente rivolto a principi di economia circolare ed abbandona definitivamente quello dell’incenerimento della vecchia stesura di Piano ereditato dalla passata amministrazione. E’ già così dal novembre 2014, ma la Marcozzi finge di ignorare il fatto. Così come finge di ignorare come le direttive in esso contenute, attraverso specifiche azioni, siano state attivate nel corso del primo terzo della X^ Legislatura.

Come? Lavorando alacremente, progettando ed investendo 36 mln di euro per la realizzazione (ora in corso) di 208 interventi pubblici volti a: diffusione e potenziamento della raccolta differenziata (Delibera di Giunta DGR n. 1005 del 07/12/2015, per circa 1,5 mln €); prevenzione e riduzione della produzione dei rifiuti (DGR n. 1008 del 07/12/2015, per circa 1,0 mln €); “Infrastrutturazione della rete per la raccolta differenziata” (DGR n. 1009 del 07/12/2015, per circa 13,7 mln €); “Impianti di trattamento e compostaggio” (DGR n. 1010 del 07/12/2015, per circa 11,7 mln €); bonifica/messa in sicurezza di discariche pubbliche dismesse e siti inquinati” (DGR n. 1034 del 15/12/2015, per circa 1,1 mln €); interventi per la fornitura di attrezzature, realizzazione di isole ecologiche, attivazione raccolta differenziata porta a porta (DGR n. 1044 del 19/12/2015 e DGR n. 1111 del 29/12/2015, per circa 6,7 mln €); con tante altre iniziative settoriali che completano il quadro delle attività. Della serie, non vede solo chi non vuole vedere».

«Va inoltre rimarcato il fatto - conclude il Sottosegretario - che la chiara insostenibilità dell’ipotesi 'Inceneritore' in Abruzzo dal punto di vista ambientale (sia per configurazione geomorfologica che per condizioni microclimatiche) aumenta sensibilmente sotto il profilo economico-finanziario: infatti, la quantità di indifferenziato prodotto, che negli ultimi due anni è diminuita sensibilmente, non renderebbe positivo il rapporto costi-benefici di un’impresa siffatta nella nostra Regione. In poche parole, l’Abruzzo produce una quantità di ‘rifiuto indifferenziato’ (che si riduce costantemente giorno dopo giorno) del tutto insufficiente a supportare la produttività di un impianto di incenerimento. A meno che qualcuno non pensi di sopperire a tale mancanza con rifiuti provenienti da altre Regioni, per esempio da Roma, laddove le croniche criticità del sistema di gestione dei rifiuti sono state elevate all’ennesima potenza dall’evidente inefficienza di soli pochi mesi di governo pentastellato.

Sul tema della gestione dei rifiuti si sono affrontati quei problemi dei quali, solo fino a pochi mesi fa, era inimmaginabile qualcuno se ne facesse carico. Ciò non sta bene evidentemente al Movimento 5 Stelle che vegeta e vive sulla strumentalizzazione giorno per giorno mentre langue davanti alle reali soluzioni.

Lotta continua, nel senso che continuerà la lotta che noi abbiamo avviato, portato avanti e, a volte, anche a termine in maniera positiva a favore del nostro sviluppo sostenibile.

Stiano tranquilli gli abruzzesi. Come in altri casi, faremo la nostra parte fino in fondo per opporci e scongiurare l'ipotesi di un inceneritore nella nostra Regione. Nonostante il Decreto del Governo, nonostante le inutili e dannose elucubrazioni della consigliera Marcozzi".

Sponsor

Metropolitan Web

Metropolitan è un giornale online abruzzese.

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie vai alla sezione