Moscufo. Il rinnovo dei contratti a livello nazionale è positivo da un punto di vista economico ma anche e soprattutto di contenuti normativi che restituiscono un ruolo importante al sindacato. In Abruzzo, invece, c’è ancora tanto da fare a livello di pubblica amministrazione regionale e della sanità: e la Uil Fpl vuole continuare a fare la sua parte. Ne è profondamente convinto Giuseppe De Angelis che ieri pomeriggio (mercoledì 28 marzo), al termine del congresso che si è svolto a Moscufo, è stato riconfermato segretario regionale della federazione della Uil che rappresenta i lavoratori degli enti locali, della sanità e del terzo settore. Ai lavori, presieduti dal segretario generale Uil Abruzzo, Michele Lombardo, hanno partecipato anche Antonio Foccillo, segretario confederale Uil, e Michelangelo Librandi, segretario nazionale Uil Fpl. Presente l’assessore regionale alla Sanità Silvio Paolucci.

In merito ai recenti rinnovi contrattuali, De Angelis nella sua relazione ha rimarcato che “l’enorme valore del rinnovo non sono gli 85 euro di aumento medio ma la riaffermata centralità della contrattazione nazionale e di secondo livello”. Per quanto riguarda l’Abruzzo, invece, a fronte della “rivoluzione amministrativa della Regione annunciata da D’Alfonso, nei fatti abbiamo assistito ad una vera deregulation, ad un depotenziamento progressivo dell’apparato istituzionale, con l’impoverimento delle funzioni, con il solo disegno complessivo di privatizzare sempre di più i servizi pubblici. Noi ci siamo opposti con ogni mezzo, rivolgendoci anche al giudice del lavoro che con sentenza ha riconosciuto l’attività antisindacale e condannato la stessa Regione Abruzzo per aver messo in esubero una settantina di dipendenti ritenuti soprannumerari, e aver proceduto al trasferimento da una sede all’altra di trenta unità, senza però prima consultare le organizzazioni sindacali. Oggi con nostro grande orgoglio - perché parliamo di uomini e donne con età media tra 55 e 65 anni - sono tornati al loro posto originario di lavoro e tutti hanno trovato la giusta riallocazione nella dotazione organica. Con altrettanta caparbietà – ha proseguito De Angelis - siamo riusciti, dopo oltre 15 anni, a riattivare in Regione le progressioni economiche coprendo il 50 per cento del personale per completare l’opera nel 2018”. La sanità, infine: “In merito alla Asl unica regionale, dicemmo che era un percorso che poteva realizzare una svolta ma forse è mancato il coraggio: non si è fatta ed oggi qualche scricchiolio sul fronte dei conti incomincia a sentirsi. Noi oggi abbiamo cinque obbiettivi da realizzare: rivedere le dotazioni organiche, stabilizzazione dei precari, ridurre le liste di attesa, potenziare le strutture territoriali e riequilibrare la zona interna con la costa. Punti che rappresentano il cuore delle nostre proposte alle prossime elezioni delle Rsu in programma dal 17 al 19 aprile prossimi”.

Da parte sua, l’assessore Silvio Paolucci ha rimarcato che “siamo usciti dal commissariamento 18 mesi fa senza aumentare le tasse e neanche i fondi ai trasporti e al sociale, abbiamo invertito il trend negativo della mobilità passiva, abbiamo posto il tema della cura dei cronici e, in province come L’Aquila e Chieti, abbiamo aumentato le risorse pro capite. È vero, c’è un problema di personale, ma manca ancora un’organizzazione aziendale delle Asl su questo fronte”. Infine, Paolucci ha ribadito che “sulla Asl unica è mancato il coraggio” ed ha annunciato che “firmerò l’accordo di programma sui nuovi ospedali. Ho già utilizzato tutte le risorse ex articolo 20, mancano all’appello i fondi per il sisma”.

Il segretario confederale Antonio Foccillo ha orgogliosamente sottolineato che sui contratti nazionali “abbiamo piegato un governo che non voleva un confronto con il sindacato, riacquistando la possibilità di fare contrattazione. Le stesse Rsu ora tornano ad avere un ruolo concreto. Ma non solo: sono state valorizzate le professionalità e ritorna una valutazione oggettiva dei dipendenti. In breve, abbiamo ricreato norme di civiltà che non c’erano prima”.

Michelangelo Librandi, infine, ha ricordato che l’accordo sui nuovi contratti “per l’85 per cento è stato scritto da noi della Uil. È stato difficile raggiungere questo risultato e, visto che oggi siamo senza governo, siamo contenti di aver sottoscritto l’accordo che altrimenti sarebbe slittato ulteriormente. Abbiamo recuperato materie che ci erano state scippate, ora insieme difendiamo le conquiste”.

Giuseppe De Angelis sarà aiutato da una segreteria regionale composta da Antonio Ginnetti, Alfiero Antonio Di Giammartino, Francesco Marcucci e Raffaele Di Nardo.

San Marino. Un proficuo incontro progettuale si è tenuto venerdì scorso presso la Segreteria di Stato alla cultura ed istruzione della Repubblica di San Marino tra il critico d’arte francavillese Massimo Pasqualone ed il segretario di Stato della Repubblica di San Marino Marco Podeschi.
Nel corso dell’incontro è stata discussa la possibilità di un gemellaggio culturale tra San Marino e l’Abruzzo, e la necessità di aprire a nuove vie di scambi commerciali tra lo stato del Titano e la nostra Regione.
“Ho invitato il Segretario di Stato a visitare presto la nostra Regione, per presentargli operatori culturali, enti ed imprese in vista di una serie di iniziative da realizzare sia a San Marino sia in Abruzzo- ha detto Pasqualone.
“Con la segreteria di Stato abbiamo già realizzato due anni fa un’iniziativa a Pescara ed ora abbiamo chiesto di organizzare a San Marino un evento che faccia conoscere i nostri artisti, i nostri poeti, le nostre eccellenze e le nostre aziende- ha proseguito Pasqualone che tornerà ad incontrare il segretario di Stato dopo l’estate.

Chieti. Visto con gli occhi del Terziario, l’Abruzzo è una Ferrari che va a 80 all’ora: un prodotto eccellente ma poco o nulla promosso e, dunque, che massimizza meno di quello che potrebbe, anche a causa di scelte penalizzanti o assenti nei settori del turismo e del commercio. Un territorio, dunque, perennemente indeciso tra un Nord che ha agganciato il treno della ripresa e un Sud che continua ad arrancare. Spinge con convinzione verso la prima soluzione Uiltucs Abruzzo, la federazione dei lavoratori del turismo, commercio e servizi che questa mattina nella splendida location del Teatro Marrucino a Chieti ha celebrato il congresso regionale, al termine del quale Mario Miccoli è stato confermato segretario.

Una mattinata ricca, iniziata con alcune aree cantate dal tenore Piero Mazzocchetti, e proseguita con interventi di spessore: dal sindaco di Chieti, Umberto Di Primio, al vicepresidente della Regione, Giovanni Lolli, passando per il segretario regionale della Uil Abruzzo, Michele Lombardo, e il segretario nazionale Uiltucs, Bruno Boco.

Nel corso della sua relazione, il segretario Miccoli ha spiegato che “nella nostra regione il terziario rappresenta indiscutibilmente il traino dell’economia, attestandosi nei nostri settori al 70 per cento circa del pil abruzzese. Il settore del terziario tradizionale e avanzato ha dimostrato negli ultimi anni di essere un settore dal forte potenziale di crescita oltre ad aver retto la botta della recente crisi economica ha preservato meglio di altri comparti il suo bacino occupazionale, i servizi rappresentano oltre il 70 per cento dell’occupazione abruzzese e contribuiscono alla creazione di circa i tre quarti della nostra ricchezza”. In merito al nuovo Testo Unico sul commercio, Miccoli ha spiegato che si è persa “l’occasione di dotare la legislazione regionale di una normativa che regolasse il lavoro domenicale e festivo, lasciando alla normativa nazionale tale prerogativa” che di fatto “genera una forte sofferenza circa il ricorso al lavoro domenicale e festivo specie nella grande distribuzione”. A partire dal precedente tentativo realizzato con la Giunta Chiodi, poi impugnato dal governo, Miccoli ha colto con favore la disponibilità di Lolli ad inserire nuovamente la limitazione delle domeniche lavorate nella nuova legge in discussione nel consiglio regionale: “L’accordo sottoscritto con la cooperazione in Abruzzo, quindi, rappresenta un’importante punto di partenza che ha sancito l’obbligo della prestazione domenicale e festiva per un massimo di 26 giornate su 52 le restanti sono basate sul criterio della volontarietà: noi proveremo a replicare tale opportunità nella contrattazione di secondo livello regionale”. Un accenno importante, poi, è stato fatto in merito alla grande distribuzione: “L’Abruzzo rispetto alla sua densità della popolazione per concentrazione di centri commerciali tiene testa all’hinterland di Milano, per non parlare poi dei danni che tale fenomeno ha arrecato ai centri urbani e alle piccole e medie imprese che, a mio avviso, meritano politiche di rivitalizzazione. In tal senso, il testo unico del Commercio di recente licenziato ha recepito le nostre istanze limitando gli insediamenti di nuovi ipermercati sino al 2021”.

Il segretario nazionale Bruno Boco ha detto nel suo intervento conclusivo che “il problema dei problemi in Italia sono i 6 milioni di cittadini al di sotto della soglia della povertà. Una cifra di fronte alla quale tutti si dovrebbero mobilitare. Non possiamo non partire dai problemi e dalle sofferenze del Paese anche come sindacato. Dobbiamo lanciare un libro bianco in cui, dopo anni di destrutturazione delle tutele, indicheremo nuovi percorsi per ricostruirle: una strada, una direzione per migliorare i rapporti all’interno delle aziende. Avanti così, c’è sempre più bisogno del sindacato”.

Mario Miccoli sarà aiutato da una segreteria composta da Bruno Di Federico e Alberto Stampone.

L'Aquila. Il Sottosegretario d'Abruzzo Mazzocca pronto ad inviare formale diffida al Governo dimissionario a seguito della riunione istruttoria indetta dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri per il 4 aprile allo scopo di superare il diniego delle Regioni Abruzzo e Umbria all’autorizzazione del metanodotto Sulmona-Foligno.

Queste le parole del Sottosegretario: “Ce lo aspettavamo, ma siamo rimasti comunque stupiti da una convocazione di una riunione istruttoria, da parte di un governo dimissionario, in carica solo per il disbrigo degli affari correnti, che dovrebbe trattare dal punto di vista politico con le Regioni, i Comuni e gli enti locali per superare le ragioni del diniego all’intesa. É una questione di legittimazione ad operare: noi riteniamo che il Governo non possa e non debba procedere ad operare conseguenzialmente rispetto a quanto già decretato in relazione alla centrale Snam. Non si tratta, infatti, di un mero atto gestionale o di un provvedimento che l’amministrazione procedente - in questo caso il Governo - deve assumere per concludere una procedura. Si tratta di ben altro: è, soprattutto, un provvedimento che va ben oltre le attuali condizioni di operatività di un Governo, ripeto, in carica per il disbrigo degli affari correnti. Si tratta di un provvedimento che tende ad inserire gli ultimi tasselli di un puzzle per addivenire, nel più breve tempo possibile, al definitivo via libera per la costruzione dell’opera. Per queste ragioni, avendo appena concluso una riunione con gli uffici del dipartimento competente della Regione Abruzzo e soprattutto con il Servizio di Avvocatura regionale guidata dall’avv. Stefania Valeri, come Sottosegretario delegato all’ambiente della Regione procederò con l’invio di una formale diffida al Governo a non procedere in tal direzione per queste motivazioni e per alcuni altri aspetti che seguono”.

“É in corso una verifica puntuale su ogni atto del procedimento a partire dal 2011 in poi - aggiunge il Sottosegretario - perché riteniamo possano esserci dei vizi che sicuramente potranno darci indicazioni cogenti per quanto attiene la correttezza tecnico-amministrativa seguita nella formazione del procedimento e quindi incidere in maniera, noi riteniamo, utile al ricorso che stiamo predisponendo e presenteremo a fine aprile, poco prima della scadenza fissata per il 6 maggio 2018″.

“Parteciperemo alla riunione istruttoria, così come l’ha chiamata la Presidenza del Consiglio dei Ministri - conclude Mazzocca - ma è chiaro che già in quella sede porremo formalmente la mozione di mancanza di legittimazione. Manifesteremo, comunque, la nostra ormai storica volontà di collaborare con i vari pezzi dello Stato per sanare delle posizioni che divergono e faremo altresì presente come, sul tema degli usi civici, non siano stati fatti passi avanti. Anzi, in buona parte del V tratto del metanodotto Rete Adriatica, del segmento Sulmona-Foligno, permane per noi una grande criticità che non è stata assolutamente risolta. Continueremo a chiedere, infine, che sull’intero sistema venga fatto un momento di riflessione serio, concreto e soprattutto corretto dal punto di vista sia tecnico che amministrativo”.

Pescara. Conferenza stampa questa mattina, nella sede della Regione a Pescara, per presentare l’Ora della Terra (Earth Hour), la più grande mobilitazione ambientalista a livello mondiale. Come ogni anno, domani sabato 24 marzo, dalle ore 20.30 alle ore 21.30 le luci di tanti luoghi simbolo del Pianeta si spegneranno per un’ora: l’Ora della Terra sarà festeggiata attraverso milioni di gesti simbolici come lo spegnimento delle luci di monumenti, sedi di Governi e Parlamenti, luoghi di culto di tutte le religioni, abitazioni, negozi, palazzi, piazze, strade e uffici per lanciare un appello globale contro il cambiamento climatico e per la difesa del Pianeta.

Lanciata 11 anni fa dal WWF a Sidney, l’Ora della Terra ha avuto nell’edizione del 2017 l’adesione di oltre 7.000 città in quasi 190 Paesi del mondo con centinaia di milioni di persone coinvolte e 3 miliardi di azioni sui social network: una dimostrazione delle volontà globale di difendere il Pianeta al quale siamo tutti connessi. Una immensa energia positiva quest’anno sintetizzata nell’hashtag #Connect2Earth per sottolineare il legame tra la biodiversità e il nostro benessere.

«Anche quest’anno l’Abruzzo, regione verde d’Europa, sta rispondendo molto bene alla chiamata del WWF per l’Ora della Terra. Le adesioni – commenta il delegato regionale Luciano Di Tizio – sono tantissime e stanno continuando ad aumentare: in percentuale una città su sei aderirà spegnendo le luci, spesso anche organizzando eventi e comunque impegnandosi in favore della Terra. È un risultato di grandissimo rilievo che ci fa ben sperare».

Alla conferenza stampa, in rappresentanza della Regione Abruzzo, che domani spegnerà le proprie sedi istituzionali, era presente il sottosegretario Mario Mazzocca che ha chiarito il senso della sua partecipazione: «Abbiamo aderito ben volentieri all’iniziativa del WWF. Cittadini, istituzioni e imprese, spegnendo simbolicamente le luci per un’ora, testimonieranno la volontà di impegnarsi tutti insieme per cambiare in meglio il futuro. Un impegno che personalmente mi coinvolge al 100% e che da qualche anno coinvolge anche la Regione Abruzzo. Con l’aiuto di qualificati esperti e con un continuo confronto col territorio si sta definendo sin nei dettagli un Piano di adattamento ai cambiamenti climatici (PACC) che nelle mie intenzioni dovrà diventare un punto fermo di riferimento per tutte le scelte politiche del governo regionale, oggi e in futuro. L’Abruzzo, non tutti lo sanno, a causa delle sue caratteristiche geografiche, è una delle regioni dell'intero territorio italiano con la più alta vulnerabilità ai cambiamenti climatici. Ben venga l’iniziativa del WWF che ci richiama tutti, ciascuno per il proprio ruolo ma tutti col massimo impegno, ad affrontare insieme questa fondamentale sfida».

Veniamo alle iniziative: eventi speciali sono stati organizzati a Pescara, Chieti, Teramo e Lanciano.

Il primo della giornata si svolgerà a Pescara dove il WWF Chieti-Pescara, insieme a WWF Young e in collaborazione con Lega Navale di Pescara, Comune, Capitaneria di Porto e Liceo Linguistico Marconi, ha organizzato dalle ore 9.30 una mattinata di pulizia a mano del “Parco naturalistico dell’ambiente della sabbia e delle dune”, la cosiddetta area del Fratino, nella zona della Madonnina.

L’iniziativa centrale per la nostra regione sarà a Chieti dove il WWF Chieti-Pescara, in collaborazione con WWF Young e BikeInsideTeam, ha organizzato una “Ciclopasseggiata Earth Hour vintage” che sarà aperta da biciclette e abiti d’epoca ma aperta a tutti. Dalle ore 18:30 in piazza G.B. Vico ci sarà un banchetto informativo del WWF e da qui alle 19:00 partirà la biciclettata che attraverserà tutto il centro storico. Alle ore 20:30, dopo lo spegnimento delle luci di Piazza San Giustino e Piazza Gian Battista Vico, seguirà una cena a lume di candela presso il Ristorante “Da Nino”. Sempre a Chieti ha aderito anche il Museo universitario che spegnerà le luci della sede in viale IV Novembre.

Una “Biciclettata per il clima” si svolgerà anche a Teramo organizzata dal WWF in collaborazione con la FIAB con partenza alle 19 da Largo Madonna delle Grazie. Le biciclette attraverseranno le vie cittadine per arrivare fino a Piazza Martiri della Libertà dove alle ore 20.30 si spegneranno le luci della piazza e del Duomo.

E una biciclettata per le vie cittadine è in calendario anche a Lanciano, organizzata dal WWF locale insieme alla FIAB: appuntamento alle ore 20 ai Viali per arrivare alle 20.30 a Piazza Plebiscito dove si spegneranno le luci. A seguire aperitivo cenato a lume di candela in Caffetteria.

Tante le iniziative organizzate dalle Oasi WWF presenti in Abruzzo.

Ad Anversa degli Abruzzi, l’Oasi WWF delle Gole del Sagittario, insieme ad Abruzzo Parks, organizza un’escursione al buio da Anversa al borgo di Castrovalva con partenza alle ore 16. Dalle ore 18 in paese ci saranno laboratori didattici per i bambini e ragazzi sull’arte del riciclo e letture a tema ambientale. Alle 20.30 poi si spegneranno le luci di Santa Maria delle Grazie in Piazza Belprato, della scalinata di accesso e dell’intero Palazzo Municipale.

Ad Atri, organizzata dall’Oasi WWF dei Calanchi, dopo lo spegnimento del Palazzo Ducale, ci sarà una cena a lume di candela presso l’Hosteria Zedi.

A Borrello l’Oasi WWF delle Cascate del Verde spegnerà le luci della sede della Riserva.

A Penne l’Oasi WWF del Lago di Penne spegnerà le luci del Centro di Educazione all’Ambiente “Antonio Bellini”.

Si svolgeranno anche incontri con le scuole.

A Carsoli per il progetto di alternanza scuola-lavoro ci sarà un incontro specifico sull’Ora della Terra con i ragazzi del Liceo Scientifico.

A Tollo alle ore 10.30 ci sarà un incontro sui cambiamenti climatici con i ragazzi della Scuola secondaria presso l’Auditorium comunale.

Hanno aderito all’Ora della Terra anche tutte le aree protette nazionali presenti in regione oltre al parco regionale.

Il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise spegnerà le luci esterne della sede del Parco e del Centro visita a Pescasseroli.

Il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga spegnerà le luci della sede di Assergi e dei centri visita.

Il Parco Nazionale della Majella spegnerà le luci della sede di Sulmona.

Il Parco regionale Sirente Velino spegnerà le luci della sede di Rocca di Mezzo.

L’Area Marina Protetta della Torre di Cerrano spegnerà le luci della Torre.

Tante le adesioni dei Comuni, oltre quelle già citate di Chieti, Lanciano e Teramo. Saranno spente le luci:

Ad Avezzano del Palazzo Municipale e della Fontana Luminosa di Piazza Orlandini.
A Balsorano di Piazza Scacchi e di Viale San Francesco.
A Bellante della pubblica illuminazione di Bellante Centro, Ripattoni, Villa Penna, San Mauro, Molino San Nicola.
A Carsoli di Piazza Corradino e si svolgerà una cena a lume di candela.
A Casoli del Castello Ducale.
A Cellino Attanasio del Campanile della Chiesa di San Maria La Nova.
A Città Sant’Angelo della Cattedrale Collegiata San Michele Arcangelo, la chiesa di Sant’Antonio Abate a Villa Cipresso, la chiesa Sant’Agostino e la Chiesa B.V. Maria della Pace.
A Corropoli del Palazzo comunale.
A Civitella Alfedena del borgo antico.
A Fontecchio di Palazzo Muzi.
A Giulianova di Piazza della Libertà.
A Manoppello di Piazzale Marcinelle, della Fontana degli alpini e del Monumento ai caduti a Manoppello Scalo.
A Lecce dei Marsi del Monumento ai Caduti.
Ad Oricola del borgo antico.
A Ortona del Castello Aragonese.
Ad Ovindoli del Monumento dell’Alpino.
A Pescara del Palazzo di città e della Torre civica.
A Pineto di Villa Filiani.
A Pizzoli si spegnerà la pubblica illuminazione dell’intero territorio comunale.
A Poggiofiorito si spegneranno le luci dell’intera contrada.
A San Giovanni Teatino quelle di Piazza San Rocco.
A Scoppito si spegnerà la pubblica illuminazione del Parcobaleno, del Parco di Piazza Vigili del Fuoco a Madonna della Strada, del Parco della Scultura e del Parco pubblico dell’area commerciale a Civitatomassa. Ma nel piccolo centro dell’aquilano si svolgeranno anche tante attività: esposizione di scritti, disegni e lavoretti creati dagli studenti dell’Istituto Comprensivo Comenio, animazione per bambini in collaborazione con il Gruppo Scout, accensione di un falò attorno al quale saranno lette storie e leggende sull’ambiente e sulle stelle, osservazione del cielo grazie all’Associazione Astrofili di Scoppito.
A Spoltore si spegneranno le luci della piazza e del campanile della Chiesa di San Panfilo.
A Tagliacozzo del Palazzo Ducale.
A Tollo del centro storico mentre si svolgerà una passeggiata a lume di candela da Piazza della Liberazione all’EnoMuseo.
A Tornimparte della Chiesa di San Panfilo (Villagrande) e del Corso.
A Vasto del Castel Caldoresco e di Palazzo d’Avalos.
Ulteriori adesioni si sono registrate fino ad ora dai comuni di Castilenti, Cortino, Fara Filiorum Petri, Fossacesia, Penna Sant’Andrea e Roseto degli Abruzzi. E altre ancora stanno arrivando in queste ore. Aderire all’Ora della Terra è semplicissimo: basta andare sul sito www.oradellaterra.org e caricare la notizia dello spegnimento o della iniziativa che si intende organizzare attraverso l’apposito form http://www.oradellaterra.org/inserisci

L’Aquila. Il 16 marzo scorso la Corte d’Appello de L’Aquila ha proclamato l’elezione dei senatori e nella giornata di domani, venerdì 23 marzo 2018, Luciano D’Alfonso eserciterà per la prima volta le sue funzioni e prerogative da senatore partecipando alla prima seduta d’aula di Palazzo Madama. Il famigerato dies a quo è, dunque, arrivato e porta con se l’incompatibilità della carica di Senatore con quella di Presidente della Giunta Regionale. L’art. 1 comma 1 del Regolamento del Senato, infatti, è chiaro e non lascia adito a interpretazioni “I senatori acquistano le prerogative della carica (…) dal momento della proclamazione” mentre l’incompatibilità risulta sancita dalla stessa Costituzione della Repubblica che all’art. 122 “Nessuno può appartenere contemporaneamente a un Consiglio regionale e ad una delle Camera del Parlamento o ad un altro Consiglio regionale”.

“Dall’inizio dell’anno l’Abruzzo è ostaggio della carriera politica di un solo uomo che non ha tenuto tanto a svolgere le funzioni di Presidente di Regione quanto abbia tenuto ad abbandonare la nostra regione per una più comoda poltrona romana” commentano i consiglieri regionali del M5S Sara Marcozzi, Riccardo Mercante, Domenico Pettinari, Pietro Smargiassi e Gianluca Ranieri. “Oggi che l’incompatibilità è diventata effettiva ed efficace sia per il Presidente D’Alfonso che per il deputato-consigliere regionale Camillo D’Alessandro, abbiamo deciso di depositare una segnalazione alla Giunta per le Elezioni, presieduta dal Presidente del Consiglio Giuseppe Di Pangrazio, affinché in quella sede si prenda atto dell’incompatibilità, ne prenda atto il Consiglio Regionale, si proceda con lo scioglimento dello stesso e si consenta agli abruzzesi di tornare al voto entro tre mesi.”

Sono determinati i 5 stelle che non ci stanno alle interpretazioni da fanta-diritto ad uso e consumo del presidente-senatore e, forti dell’ordinamento regionale, chiedono il rispetto delle leggi ma, soprattutto, della volontà popolare “I cittadini abruzzesi hanno riservato al Presidente D’Alfonso un risibile 13,9% a testimonianza di una sonora bocciatura dell’operato del Governo regionale. Dal momento che siamo consci che il presidente-senatore non rispetterà la volontà popolare e non si dimetterà autonomamente chiediamo oggi al Presidente del Consiglio di convocare la Giunta per le elezioni al fine di prendere atto e dichiarare l’incompatibilità dei neo eletti e, quindi, decretare la fine di questa legislatura.”

Sulle incompatibilità, infatti, non è legittimato a esprimersi solo il Senato ma anche la stessa Regione Abruzzo con un procedimento proprio e indipendente da quello parlamentare. Le incompatibilità dei consiglieri regionali abruzzesi, infatti, sono sancite nella Legge Regionale n. 51/2004, che all’art. 4 riprende il dettato dell’art. 122 della Costituzione e aggiunge che “Le cause di incompatibilità previste dall’art. 3, sia che esistano al momento della elezione sia che sopravvengano ad essa, comportano decadenza dalle cariche di Presidente e di componente della Giunta, nonché di Consigliere regionale, se l’interessato non esercita l’opzione prevista dal comma 4” ossia se l’incompatibile non abbia provveduto a dimettersi dalla carica di consigliere o presidente.

La legge regionale chiarisce anche i passaggi amministrativi del procedimento di decadenza: “Quando per un Consigliere regionale sussista o si verifichi qualcuna delle incompatibilità stabilite dalla presente legge, il Consiglio, nei modi previsti dal regolamento interno, provvede alla contestazione; il Consigliere ha dieci giorni di tempo per rispondere; nei dieci giorni successivi il Consiglio regionale delibera definitivamente e, ove ritenga sussistente la causa di incompatibilità, chiede al Consigliere di optare entro cinque giorni tra il mandato consiliare e la carica ricoperta. Qualora il Consigliere non vi provveda, il Consiglio lo dichiara decaduto con deliberazione notificata all’interessato entro cinque giorni”.

Atto conseguente e obbligatorio alla decadenza del Presidente della Giunta è lo scioglimento del Consiglio Regionale poiché il presidente di Regione è eletto a suffragio universale e diretto nel sistema neoparlamentare delineato dalla Costituzione e la sua decadenza non può dar luogo a surroga delle proprie funzioni neanche al Vicepresidente, ma comporta l’interruzione anticipata della legislatura, con successive elezioni da tenersi ai sensi dell’art. 6 della L.R. n. 9/2013 (Legge elettorale regionale) “entro tre mesi dallo scioglimento stesso”.

“E’ per questa ragione che anche le dichiarazioni del Vice Presidente Lolli ci lasciano interdetti come, del resto, tutte le dichiarazioni di coloro che insistono a parlare di rimpasti di giunta e/o di rilancio dell’azione di governo dell’ultimo anno” commentano i Consiglieri M5S “evidentemente, dimenticano o fanno finta di dimenticare, quanto statuito dell’articolo 141 del Regolamento del Consiglio Regionale “[…]in caso di scioglimento anticipato del Consiglio regionale e di scadenza della Legislatura i poteri del Consiglio regionale sono prorogati sino alla proclamazione degli eletti nelle nuove elezioni, limitatamente agli interventi che si rendono dovuti in base agli impegni derivanti dall'appartenenza all'Unione Europea, a disposizioni costituzionali o legislative statali o che, comunque, presentano il carattere dell'urgenza e necessità. L'urgenza e la necessità sono espressamente dichiarate ed adeguatamente motivate con riferimento alle situazioni di estrema gravità che esigono interventi immediati ed improcrastinabili, la cui adozione non può essere rinviata senza arrecare grave danno per gli interessi affidati alle cura della Regione”.

In sostanza, sul Vice Presidente della Giunta regionale Giovanni Lolli graverà il solo compito, oltre quanto stabilito dall’art. 141, di indire le elezioni regionali con proprio decreto, come precisato dall’art. 6 comma 3 della L.R. n. 9/2013.

“Qualunque azione al di fuori di quanto espressamente previsto dalla norme, dovrà essere considerato illegittimo e sarà da noi sottoposto al vaglio di ogni autorità e istituzione competente. Per questi motivi e per restituire dignità alla popolazione abruzzese, invitiamo il Presidente del Consiglio, Giuseppe Di Pangrazio nella sua qualità di arbitro terzo e tutore dell’istituzione Consiglio Regionale, a concludere con onore e nel rispetto delle leggi il proprio mandato.” concludono i Consiglieri del M5S.

Pescara. L’Abruzzo conquista la medaglia di bronzo ai campionai italiani Ficec (federazione Italiana Cheerleading e Cheerdance) grazie all’Accademia Biancazzurra. L’associazione pescarese, che ricordiamo è l’unica rappresentante del suo genere nella nostra regione, al temine delle due giorni di gara, che si sono disputati proprio a Pescara al Pala Giovanni Paolo II, sono riuscite a piazzare le proprie atlete sul podio, dietro al Team Flames Peewee club Nazareno (Carpi), e alle seconde classificate, il team laziali delle Eagle Club Academy Nettuno.Oltre 800 erano gli iscritti provenienti da tutta la penisola italiana. L’edizione pescarese è stato un successo non solo per i numeri da record ma soprattutto per la qualità delle routines che si sono alternate sulle pedane di gara, dicono dalla federazione.
“Risultati importanti – ha spiegato Milena Pesolillocoach federale e responsabile tecnico settore Cheerleader dell’Accademia Biancazzurra – che premiano l’impegno e la passione di queste ragazze. Al di là delle medaglie e delle coppe la ricompensa più grande è stata la felicità delle ragazze e delle bambine al termine delle esibizioni. L’abbraccio e l’emozione delle piccole alla fine della loro gara d’esordi ripaga di tutti i sacrifici fatti quotidianamente. Ed anche una ricompensa al lavoro della nostra associazione, e perché no, anche a me che ho sempre creduto in questo sport ed ho voluto fortemente questa splendida realtà nella nostra città.”
Le atlete in gara nella categoria Peewee: Ginevra Trulli, Roberta Cispites, Jenny Angelozzi, Gabriella Ciulla, Beatrice Ciulla, Gaya Cavicchi, Alice Di Pasquale, Eugenia Partenza, Elena Gasparroni, Caterina Serra e Beatrice Serra.
Il gruppo Cheerleaders pescarese, che ricordiamo si esibiscono prima delle partite casalinghe del Pescara Calcio, guidato dalla Pesolillo e da Martina del Zozzo, ha sbaragliato la concorrenza ed ha ottenuto un risultato spettacolare eseguendo una routine perfetta, portando a casa questo prestigioso podio che fa ben sperare in vista dei prossimi importantissimi impegno: le fasi finali di Coppa Italiache si disputeranno a Cervia il prossimo 14 e 15 aprile 2018. In Italia sono quasi 15000 gli atleti iscritti alle varie federazioni in rappresentanza di 600 squadre (FICAD e FICEC appunto). Nei campionati del mondo 2016, disputati in Giappone, le azzurre hanno ottenuto in brillante sesto posto, segno che questo sport sta crescendo sempre più. Ed ora anche il CIO lo ha incluso tra gli sport olimpici.

L'Aquila. È notizia di ieri, il Consiglio dei Ministri ha impugnato la Legge Regionale recante l'adeguamento del Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti (PRGR) approvata in Consiglio Regionale lo scorso Dicembre, con il voto contrario del M5S.


I PASSAGGI DELLA DELIBERA DI IMPUGNAZIONE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

Una delibera di impugnazione che non lascia spazio a dubbi. Quello adottato del Consiglio regionale, si legge nella delibera, è un provvedimento che “non ha fornito adeguati elementi in ordine alle azioni di riduzione della produzione che potrebbe ragionevolmente considerarsi sovrastimata rispetto ad eventuali obiettivi di riduzione della produzione dei rifiuti non adeguatamente considerati” ed ancora “in questo senso appare difficile dare credito alle previsioni cosi ambiziose della Regione Abruzzo in tema di riduzione della produzione dei rifiuti, ai fini di un eventuale aggiornamento del fabbisogno di incenerimento di cui al d.P.C.M. 10/08/2016”.

Passaggi che tradotti vogliono dire che nessuna azione è stata posta in essere dal Governo regionale per evitare la costruzione di un inceneritore in Abruzzo.


Ma il giudizio del Consiglio dei Ministri si spinge in ulteriori analisi che demoliscono il nuovo PRGR “Giova inoltre evidenziare che, nello scenario di riferimento regionale al 2022, più che aver previsto un efficentamento dell’impiantistica di trattamento preliminare, appare piuttosto esservi un peggioramento” dovuto, evidentemente, a impianti che aumentano le frazioni di sottovaglio da inviare in discarica.

La delibera evidenzia inoltre, che Regione Abruzzo non ha dato seguito a nessun accordo con altre Regioni per il trattamento dei rifiuti. Rispettivamente, Regione Molise per lo smaltimento del CSS nell’inceneritore molisano e Regione Basilicata per lo smaltimento in discarica. Le conclusioni della delibera di impugnazione sono durissime “[…] Risulta chiaramente da quanto sopra esposto che molti aspetti della pianificazione regionale risultano non adeguatamente plausibili e non supportati da adeguata motivazione e documentazione. Da tale premessa risulta la conseguenza secondo la quale le valutazioni della Regione circa l’andamento della produzione di rifiuti e la loro gestione non consentono di modificare il fabbisogno previsto dal d.P.C.M. 10 Agosto 2016”.

 

LE RESPOSABILITA' DEL GOVERNO NAZIONALE

"Da una prima lettura della delibera del C.d.M. non possiamo che restare sgomenti" dichiara Sara Marcozzi "secondo il Consiglio dei Ministri l’Abruzzo non potrà esimersi dalla costruzione di un inceneritore. Eppure il M5S aveva avvisato il governo regionale già nel lontano agosto 2016 di questo pericolo, suggerendo soluzioni efficaci rimaste, per la cecità di Mazzocca e D'Alfonso, inascoltate".

A causa dell'approvazione del DL “Sblocca Italia”, le Regioni sono state spogliate di diverse competenze legislative, fra le quali quelle in materia di rifiuti. In particolare, è stato affidato al Presidente del Consiglio dei Ministri, l'individuazione della capacità complessiva di trattamento degli impianti di incenerimento di rifiuti in esercizio o autorizzati a livello nazionale, nonché l’individuazione del fabbisogno residuo da coprire mediante la realizzazione di nuovi impianti di incenerimento, qualificando in infrastrutture di interesse nazionale la realizzazione degli stessi.

A questo scellerato provvedimento è seguito l'osteggiato d.P.C.M. del 10 Agosto 2016, scoperto e denunciato dalla consigliera M5S Sarà Marcozzi, con cui veniva calcolata la capacità complessiva di trattamento dei rifiuti da parte degli inceneritori presenti in Italia e il relativo fabbisogno. Un provvedimento che aveva previsto l’insediamento di un nuovo inceneritore proprio in regione Abruzzo e per il quale il M5S aveva lanciato da subito l’allarme.

"Siamo di fronte al compimento del disastro ambientale targato PD. Un governo nazionale che grazie al combinato disposto fra il DL “Sblocca Italia” e il d.P.C.M. sugli inceneritori, obbliga le regioni non virtuose a risolvere il problema dei rifiuti attraverso la costruzione di inceneritori” commenta Sara Marcozzi “sono due anni che incalziamo il governo regionale sull’allarme inceneritore, ma ad ogni proposta presentata, sia in commissione che in Consiglio Regionale, il Sottosegretario con delega ai rifiuti Mario Mazzocca e il Presidente Luciano D’Alfonso hanno preferito darci degli allarmisti piuttosto che lavorare a scongiurare l’arrivo dell’inceneritore."

 

LE CONDOTTE REGIONALI E L’INADEGUATEZZA DI QUESTA CLASSE POLITICA.

Una regione che per anni non ha mai raggiunto gli obiettivi di raccolta differenziata (RD) che si era posta nel proprio piano. Basti pensare che attualmente la quota di raccolta differenziata in Abruzzo è intorno al 40%, il precedente Piano Regionale di Gestione Rifiuti prevedeva un obiettivo di RD da realizzarsi al 2012 del 65%. Obiettivo ovviamente mai raggiunto!

Il M5S aveva chiesto a più riprese misure forti, quali il commissariamento dei Comuni inadempienti e incapaci di innalzare il proprio livello di RD, richieste restate inascoltate. Una situazione fuori controllo di cui sia il precedente governo di centro-destra che l’attuale maggioranza di centro-sinistra sono responsabili. L’attuale PRGR approvato dalla maggioranza di D'Alfonso, con il voto contrario del M5S pone le sue basi su uno scenario misto: recupero materia e recupero energia, dunque incenerimento. Una impostazione che condanna l’Abruzzo all’inceneritore.

Avevamo chiesto attraverso un Consiglio Regionale straordinario di adottare un PRGR che basasse le proprie fondamenta sul solo recupero materia ma la maggioranza di governo ha inspiegabilmente preferito scegliere lo scenario misto che prevedeva produzione di CSS (Combustibile solido secondario), materiale che ha bisogno di inceneritori per essere smaltito. A questo si aggiunge anche la contestazione della delibera di impugnazione del C.d.M. che evidenzia come nel 2022 il conferimento in discarica aumenterà.

“Hanno approvato un piano regionale che non ci ha permesso di evitare un inceneritore, purtroppo come avevamo ampiamente previsto e predetto” commenta Sara Marcozzi “inoltre, negli anni non sono state implementate politiche di sostegno alla raccolta differenziata e alla riduzione della produzione dei rifiuti. Infatti, dal 2014 ad oggi, l’ISPRA certifica che la produzione di rifiuti è tornata a salire. Mazzocca dovrebbe dimettersi immediatamente, D'Alfonso dovrebbe abbandonare la politica. Coloro che si sono auto definiti esperti, capaci e preparati hanno definitivamente distrutto la nostra regione. L’Abruzzo ha urgente bisogno di un azione di governo concreta e capace di guardare al futuro e al benessere degli abruzzesi. L'unica soluzione per migliorare le qualità della vita degli abruzzesi è il M5S al governo della nostra amata regione”.

Pescara. Conferenza stampa congiunta, questa mattina a Pescara, di WWF e Legambiente, alla presenza dell’avv. Francesco Paolo Febbo, per fare il punto su due importantissime vertenze giudiziarie.

È stato in primo luogo annunciato l’avvenuto deposito del ricorso, presso il Tribunale Amministrativo Regionale, sezione di Pescara, contro il parere favorevole rilasciato dall’ufficio tecnico del Comune di Vasto sul progetto per la realizzazione di un cementificio a freddo in località Punta Penna di Vasto, a pochi passi dalla Riserva naturale regionale di Punta Aderci e dall’omonimo SIC (Sito di Interesse Comunitario). «Un atto amministrativo – ha commentato l’avv. Febbo – che a nostro avviso è minato da diverse irregolarità. Nel ricorso chiediamo infatti l’annullamento previa sospensione degli effetti giuridici del parere favorevole relativo alla Valutazione di Incidenza Ambientale (V.INC.A.) emesso in data 15.01.2018 dal Settore 4° - Urbanistica e Servizi – Sportello Unico per l’Edilizia, “inerente l’attività di produzione di leganti idraulici in Zona Industriale del Comune di Vasto, da impiantare nello stabilimento esistente, costruito inizialmente dalla ditta TRA.CE s.r.l. di Foggia, e completato dalla ditta VASTOCEM s.r.l., con sede a Vasto”; ditta, quest’ultima, poi incorporata dalla ES.CAL. s.r.l. di Manfredonia, in provincia di Foggia».

Il legale non è entrato nei dettagli del ricorso, ora in attesa dell’esame da parte dei giudici amministrativi. Ha ricordato invece che Legambiente e WWF avevano a suo tempo, analogamente a numerosi altri soggetti interessati, presentato osservazioni contro questo progetto. «Ebbene - ha sottolineato - tutte queste osservazioni sono state rigettate, con motivazioni pressoché analoghe le une alle altre, ma palesemente carenti sul dato sostanziale ed illogiche e contraddittorie su quello procedurale».

«Siamo fiduciosi – questo invece il commento del presidente di Legambiente Abruzzo Giuseppe Di Marco – di poter ottenere giustizia cancellando un parere favorevole secondo noi infondato. È interesse dell’intera Costa dei Trabocchi tutelare quella che è stata riconosciuta anche all’estero come una delle spiagge più belle d’Italia, un fiore all’occhiello per il territorio e fonte di ricchezza per l'economia turistica che non può essere messa a rischio da uno sciagurato progetto industriale legato a una economia ormai superata e fuori tempo».

Il delegato Abruzzo del WWF Italia Luciano Di Tizio ha ribadito invece la necessità che le valutazioni ambientali tornino di esclusiva competenza della Regione, com’era sino a pochi anni fa: «Averle affidate ai Comuni, che quasi mai hanno nel proprio organico professionalità adeguate per tali valutazioni né tantomeno le dotazioni finanziarie per acquisite tutte le diverse consulenze specialistiche spesso necessarie, comporta il rischio che vengano approvati a macchia di leopardo progetti disastrosi per l’ambiente».

Si è anche parlato della centrale di decompressione della SNAM, autorizzata nei giorni scorsi da un Governo ormai a fine mandato e a dispetto della concorde opposizione dei cittadini e delle amministrazioni locali. «Stavamo preparando, sempre con l’avv. Febbo, - hanno ricordato Di Tizio e Di Marco – un ricorso endoprocedimentale contro quell’impianto, nell’ambito dell’azione comune concordata con i comitati locali e con l’amministrazione municipale di Sulmona nel tavolo voluto dalla Regione e per essa dal sottosegretario Mario Mazzocca. Ebbene l’inopinata e assurda autorizzazione del Governo ci ha sorpresi appena prima che depositassimo l’atto. A questo punto l’avv. Francesco Febbo è già al lavoro per modificare il ricorso e presentarlo direttamente contro il decreto autorizzativo. La centrale in quel sito rappresenta una vera assurdità per una lunga serie di ragioni, a cominciare dalla non strategicità dell'opera nel suo insieme. WWF e Legambiente continueranno a contrastarla in tutti i modi possibili, accanto ai cittadini, alle istituzioni e ai comitati».

L'Aquila. "Anche oggi gli esponenti nazionali e locali del PD fanno a gara per indicare nel Presidente di Regione Abruzzo come una delle maggiori cause della cocente sconfitta elettorale. Non fanno il suo nome esplicitamente, ma ne forniscono una descrizione inequivocabile: Matteo Renzi, sul Corriere della Sera, si lamenta di coloro che durante la campagna elettorale “non hanno neanche proposto il voto sul simbolo del PD, ma solo sulla loro persona”; il presidente provinciale del PD aquilano, Pietro Di Stefano, su Il Messaggero, che accusa chi ha preso le decisioni “tra Roma e Pescara”.Certo, le cause del tracollo elettorale del PD in tutte le Regioni sono molte altre e molto più gravi, ma altrettante sono le buone ragioni per le quali D’Alfonso dovrebbe dimettersi immediatamente dopo la proclamazione degli eletti. In particolare, sono almeno quattro i buoni motivi per i quali D’Alfonso dovrebbe liberare l’Abruzzo dalla sua asfissiante presenza".

Così in una nota il consigliere regionale M5S, Domenico Pettinari, che aggiunge: "Il primo, più evidente motivo è appunto che, avendo così fortemente personalizzato il voto nel corso della campagna elettorale, un po’ come fece Renzi con il referendum, gli abruzzesi hanno voluto dire no soprattutto al Presidente D’Alfonso, facendo riscontrare alla coalizione Centro sinistra una delle percentuali più basse di tutta Italia, quasi il 5% in meno della già catastroficamente bassa media nazionale. Secondo, consequenziale motivo è che gli abruzzesi hanno sonoramente bocciato anche il bilancio della sua amministrazione regionale, fatta di ospedali pubblici depotenziati in nome del risparmio; di 88 milioni di fondi europei rimasti inutilizzati, facendo registrare all’Abruzzo la peggiore performance tra le Regioni italiane per il terzo anno consecutivo; di fumosi Masterplan dove si distribuiscono milioni a infrastrutture con la facilità con quale si spartiscono le noccioline, senza però dare alcuna certezza sul rientro degli investimenti alle casse già mezze disastrate dei piccoli Comuni. Terzo motivo, l’Abruzzo non ha bisogno che il Presidente D’Alfonso si reinventi nuovamente come un azzeccagarbugli alla ricerca di ogni appiglio burocratico pur di rimanere con i piedi in due staffe, confermando solo di aver caro solo il suo interesse personale e non quello della Regione che tanto male ha amministrato in questi quattro anni. Per altro abbiamo già visto D’Alfonso all’opera in qualità di azzeccagarbugli, quando da Presidente della Regione, per meri motivi di calcolo politico e fame di poltrone, ha procrastinato sine die la nascita della Grande Pescara, anche allora tradendo la stragrande volontà degli elettori espressasi a favore con un referendum. Alla prima occasione utile, ossia le recenti elezioni dove si è presentato come candidato di grido del PD, i cittadini pescaresi gli hanno dato il ben servito anche per questo. Quarto, ma non ultimo motivo, è che l’Abruzzo può far bene a meno di un Presidente di Regione che goda anche dell’immunità conferitagli dallo stato giuridico di senatore, della quale potrà godere subito dopo la proclamazione degli eletti. D’Alfonso, infatti, senza alcun imbarazzo, in qualità di Presidente della Regione ha più volte rivendicato con orgoglio la sua personale interpretazione del concetto di “legalità” in nome del suo supposto efficientismo e il suo iper attivismo: ossia che “la regola va piegata all’interesse generale”. Il neo senatore, quindi, sembra non conoscere il principio fondante di uno Stato di diritto, secondo il quale la norma viene approvata nell’interesse generale . E se così non fosse, il rappresentate politico, in qualità di legislatore, ha sempre la facoltà di cambiare la norma. Altrimenti saremmo alla tirannia".

"Ecco i principali motivi per i quali l’Abruzzo non può permettersi di rimanere ulteriormente ostaggio delPresidente/Senatore - conclude Pettinari - un D’Alfonso Presidente incapace di mantenere le promesse di “coccole agli abruzzesi” quando operava full time, immaginiamoci cosa potrà combinare ora a mezzo servizio".

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