Campobasso. Il Metropolita del Molise mons. GianCarlo Bregantini, lunedì 12 marzo 2018, alle ore 10,00 in via Mazzini - 76, accoglierà i vescovi di Abruzzo e Molise nella sua sede vescovile per la consueta assise trimestrale. A presiedere l’incontro il Presidente della Conferenza Episcopale Abruzzese e Molisana (CEAM) S.E. mons. Bruno Forte, arcivescovo Metropolita di Chieti –Vasto. Sarà la prima volta che gli undici vescovi della Conferenza Episcopale Abruzzese e Molisana si riuniscono nella sede arcivescovile di Campobasso –Boiano. Costituitasi il 12 settembre 1976, la CEAM ha svolto gli incontri prevalentemente nella sede preposta del Pontificio Seminario Regionale Abruzzese e molisano “San Pio X” di Chieti. Tra i presenti i presuli eletti di recente tra cui il vescovo di Trivento mons. Claudio Palumbo, il vescovo di Teramo – Atri mons. Lorenzo Leuzzi, il vescovo di Sulmona –Valva mons. Michele Fusco e il vescovo emerito di Campobasso –Boiano mons. Armando Dini.

Conferenza episcopale dell'Abruzzo-Molise
• Presidente: mons. Bruno Forte, arcivescovo metropolita di Chieti-Vasto
• Vicepresidente: mons. Gianfranco De Luca, vescovo di Termoli-Larino
• Segretario: mons. Camillo Cibotti, vescovo di Isernia-Venafro


La regione ecclesiastica è composta da undici diocesi così ripartite:
• Arcidiocesi di L'Aquila, metropolitana, che ha come suffraganee
o Diocesi di Avezzano
o Diocesi di Sulmona-Valva
• Arcidiocesi di Pescara-Penne, metropolitana, che ha come suffraganea
o Diocesi di Teramo-Atri
• Arcidiocesi di Chieti-Vasto, metropolitana, che ha come suffraganea
o Arcidiocesi di Lanciano-Ortona
• Arcidiocesi di Campobasso-Boiano, metropolitana, che ha come suffraganee
o Diocesi di Isernia-Venafro
o Diocesi di Termoli-Larino
o Diocesi di Trivento

Città Sant’Angelo. “Lavoro: un diritto da ricostruire” è stato il tema del congresso della Feneal Uil Abruzzo, la federazione di categoria che rappresenta i dipendenti di imprese che operano nel settore delle costruzioni e del legno e boschivo, che si è svolto stamattina a Città Sant’Angelo. Un appuntamento ricco di spunti, conclusosi con la conferma del segretario regionale Gianni Panza e dei territoriali Luigi Di Donato, L’Aquila-Teramo, e Louis Panza, Pescara-Chieti.

Un’occasione utile per fare il punto su un settore in forte difficoltà, specie nella nostra regione. Come ha rimarcato nella sua relazione il segretario regionale Gianni Panza: “L'Abruzzo è divorato dalla disoccupazione e dalla devastazione causata dai disastri naturali e minacciato costantemente da dissesti idrogeologici. Dei 2,5 miliardi trionfalisticamente dichiarati dal Governatore – ha aggiunto - fra Masterplan e Fondi Europei, quando ne vedremo la cantierizzazione? Potrebbero far uscire definitivamente l’Abruzzo dalla crisi, dando risposta a circa 50 mila inoccupati. Sono stati finanziati alcuni grandi investimenti nella nostra Regione, ma risulta incomprensibile una tale fatica ed un tale ritardo a cantierizzare queste opere. L’Abruzzo – ha riconosciuto - è al centro di una quantità straordinaria di investimenti, ma il motivo è anche perché dal 2007 al 2014 gli investimenti in infrastrutture in Abruzzo si erano ridotti del 32 per cento su un importo complessivo già esiguo”. Dunque, è buono il rovesciamento di clima: “La nostra regione tra strade e ferrovie ha già messo in cascina 6 miliardi di euro sui piani pluriennali, già stanziati 299 milioni per il raddoppio della Pescara-Bari, 141 milioni per il collegamento ferroviario Pescara-Roma. Soldi tutti spendibili, già previsti nel bilancio dello Stato. Esprimiamo apprezzamento per tutto ciò, ma la macchina è ingessata perché i lavori non partono. È inconcepibile in questo momento storico imbattersi in lungaggini burocratiche che non fanno altro che rallentare l’esecuzione dei lavori, l’innalzamento del buon livello di vita delle persone e l’attivazione di un vortice economico di primaria importanza”. In merito alla ricostruzione del sisma del 2009, Panza ha rimarcato che “procede in modo disomogeneo: va benino L’Aquila, male tutto il resto d’Abruzzo. Per il terremoto del 2016-2017 siamo messi malissimo. È ancora tutto fermo. Le casette non sono state neanche messe a gara e addirittura le macerie sono ancora tutte lì”.

Al dibattito hanno partecipato anche Fabrizio Pascucci, segretario nazionale Feneal Uil, Luigi Di Donato, segretario Feneal Uil L’Aquila-Teramo, Louis Panza, segretario Feneal Uil Pescara-Chieti, Michele Lombardo, segretario generale Uil Abruzzo, e Emilio Correale, segretario nazionale Feneal Uil. Quest’ultimo nelle conclusioni ha ribadito che “si perdono i finanziamenti quando si dorme, e questo è grave in una regione che sconta forti ritardi sul dissesto idrogeologico. Possibile che tutto si risolva con lo spopolamento dei centri interni? Perché non ipotizziamo un processo inverso dalle città alle zone interne? Questo genera nuovo lavoro e il settore edile si candida ad avere un ruolo trainante”.

Al termine del congresso è stato approvato il documento finale in cui Feneal Uil Abruzzo ribadisce che “occorre rilanciare un modello di sviluppo che restituisca qualità e dignità al lavoro e che riconosca il lavoratore e le sue rappresentanze come una risorsa, vero patrimonio della stessa impresa e della società”. È stata inoltre ribadita la “necessità di rilanciare il settore attraverso la programmazione della messa in sicurezza del territorio e degli edifici pubblici e privati, perseguendo anche la sostenibilità a livello ambientale”. Se è fondamentale la valorizzazione degli Enti Bilaterali di settore, la Feneal “ribadisce la centralità del tema della sicurezza sui luoghi di lavoro e della legalità” e auspica di “arrivare in tempi brevi alla sottoscrizione del contratto collettivo nazionale ribadendo l’importanza e la centralità dei due livelli contrattuali (nazionale e territoriale)”. La federazione poi “sollecita l’impegno ad affrontare a tutti i livelli il nodo delle pensioni per gli edili: la legge Fornero va messa in discussione. Va rivendicato ad ogni livello il riconoscimento di ogni lavorazione edile come lavoro usurante”, così come ritiene vitale un incremento della rappresentatività: in edilizia in vista della possibile revisione dei vigenti accordi sulle quote di adesione contrattuale; negli impianti fissi in ragione del nuovo criterio sulla rappresentanza e rappresentatività”.

Berlino. Milano, Praga, Monaco, ora Berlino. L’Abruzzo, da ieri e fino all’11 marzo, è impegnato all’ITB, la maggiore fiera e mercato d’affari dell’industria del turismo, con oltre 180.000 visitatori, tra cui 108.000 operatori dal mondo del turismo e 10.000 espositori provenienti da 180 Paesi.

All’interno dello Stand Italia, nell’ambito del progetto di ENIT per la promozione del Centro Italia, il Dipartimento Turismo, Cultura e Paesaggio della Regione porta sull’importante piazza di Berlino l’Abruzzo e la sua migliore offerta turistica, per far conoscere le diverse tipologie di proposta disponibili: dalla vacanza attiva al turismo slow, dalle soluzioni ideali per la famiglia a quelle più specifiche per il pubblico estero che è sempre più attratto dal nostro territorio.

Proseguendo, quindi, nella strategia di presenza sui principali mercati obiettivo, l’Abruzzo continua a raccontare e proporre un viaggio di scoperta, smart ma anche suggestivo, “wild” ma anche spirituale, capace di sorprendere sempre.

Domani, 9 marzo, alle ore 14.00 si terrà una conferenza stampa, cui prenderanno parte il board della dirigenza ENIT e il Direttore del Dipartimento Turismo, Cultura e Paesaggio della Regione, Francesco Di Filippo, che fermerà l’attenzione sulle unicità della Destinazione Abruzzo. Senza dimenticare naturalmente, nell’anno del cibo italiano nel mondo, lo straordinario patrimonio enogastronomico abruzzese, fatto di tradizione, di qualità, ma anche di grande creatività e innovazione.

Pescara. «Ben 7.180 elettori hanno scelto di votare per la lista + Europa nel collegio che mi ha visto capolista. A tutti loro va il mio più sentito ringraziamento. È un risultato davvero incoraggiante per una startup della politica come la nostra. Ci attestiamo, a livello nazionale, intorno al 2,6 per cento: un dato molto significativo, ma non sufficiente per il superamento della soglia di sbarramento. Prendiamo atto che in Italia una persona su due ha scelto la protesta e l’antieuropeismo. Adesso tocca a loro governare. Da italiani dobbiamo augurarci che stupiscano tutti mantenendo la promessa di cambiamento con cui hanno convinto gli elettori a dargli fiducia». Così Nico Di Florio, candidato alla Camera dei deputati per la lista + Europa con Emma Bonino nel collegio proporzionale Chieti – Pescara, commenta i risultati delle elezioni politiche che lo hanno visto scendere in campo per la prima volta come capolista della formazione europeista.

«Da parte nostra – prosegue Nico Di Florio – non molleremo di un centimetro. Siamo sempre più convinti che l’Italia abbia bisogno di Più Europa e lo spiegheremo in ogni luogo in cui ci sarà qualcuno disposto ad ascoltarci. Inizieremo dal basso, partendo dai territori, in primis dall’Abruzzo che si avvia verso nuove elezioni. Con gli antieuropeisti al governo, la nostra scommessa è che l’europeismo tornerà presto di moda. Sarà inevitabile, perché un’Italia che dovesse decidere di separare il proprio destino da quello delle altre nazioni europee, o anche semplicemente di allontanarsene, sarebbe destinata ad un inesorabile declino. Più Europa resterà fermamente in campo per impedire che questo accada».

Pescara. Questa mattina in conferenza stampa hanno parlato gli eletti in Abruzzo a Camera e Senato per Lega Salvini Premier per commentare l'importante risultato elettorale ottenuto alle consultazioni dello scorso 4 marzo.
“Un voto di grande fiducia nella vera univa sorpresa elettorale di questa campagna – ha commentato il neo deputato Luigi D’Eramo – e credo che il popolo abruzzese abbia dato un grande messaggio di fiducia e speranza attraverso un voto sulla Lega. Quindi il nostro impegno dovrà essere esclusivamente finalizzato a concretizzare tutti i programmi e le proposte politiche di questa campagna. Di nuovo ci sarà sicuramente una forza politica che ha espresso ben tre rappresentanti in Parlamento e darà maggior peso alla regione Abruzzo. Io credo che questa regione abbia bisogno che qualcuno torni a rappresentarla con serietà e competenza all’interno del panorama del Parlamento. I problemi dell’Abruzzo, sia quelli dell’interno che quelli della costa, sono ormai irrisolti da 15 anni, complici anche gli ultim 5 anni di una Regione a guida centrosinistra il cui governatore ha giocato più a fare il despota che il presidente della Regione. Quindi avremo l’onere e l’onore di riscattare la regione e riportarla all’attenzione del dibattito politico e amministrativo a livello nazionale. Per quanto riguarda i nostri prossimi passi innanzitutto torneremo da subito sul territorio, cercheremo di concretizzare le proposte di Legge, le interrogazioni parlamentari, le tante questioni che durante la campagna elettorale ci sono state sottoposte. Per quanto riguarda il mio territorio, il primo impegno sarà quello di battermi senza alcuna tregua per rivedere alcune norme che vanno a regolamentare la ricostruzione della città dell’Aquila per garantire a L’Aquila, alla sua provincia e agli oltre 40 comuni del cratere una ricostruzione più veloce e più immediata. Ma quando parlo di ricostruzione intendo anche la ricostruzione economica perché da 9 anni L’Aquila non ha più un modello economico a cui ispirarsi per garantire sviluppo e occupazione. Quindi ritengo che queste siano le urgenze immediate alle quali dobbiamo dare delle risposte”.
“Questo grande risultato in Abruzzo e al centrosud significa che abbiamo un grande leader – ha rimarcato Giuseppe Bellachioma, coordinatore regionale di Lega - Salvini Premier – significa che la rivoluzione del buonsenso che Matteo Salvini ha fatto come bandiera della sua campagna elettorale insieme a ciò che noi riteniamo giusto a prescindere dal titolo, ‘prima gli italiani’ è un qualcosa che è arrivato al cuore della gente. È stata una campagna elettorale straordinaria in cui la Lega in Abruzzo ha avuto decisamente un ruolo da protagonista, abbiamo parlato non soltanto alla ragione della mente con tutta una serie di proposte che chiaramente derivano da quello che è il nostro programma, ma abbiamo parlato anche al cuore della gente con una squadra ed uno staff straordinari che chiaramente hanno fatto la differenza soprattutto perché abbiamo capito che chi parla alla gente deve parlare anche con umiltà, con empatia e in qualche modo deve far riconoscere la sua storia, le storie di quelle persone che poi ti devono votare. Adesso la prima cosa importantissima per questo Paese è che venga affidato il compito al nostro leader Matteo Salvini, a questo punto leader di tutto il centrodestra, di formare un Governo, è una questione importante, appena dopo la formazione del Governo, quando ci sarà un’assoluta certezza di quello che potrà essere il prosieguo politico del nostro Paese, ci metteremo subito al lavoro per quello che io ritengo l’obiettivo più importante tra quelli che mi ero prefisso e cioè andarcia riprendere la nostra regione e riconsegnarla al popolo abruzzese che merita dignità e rispetto”.
"Siamo soddisfatti del risultato – ha affermato il senatore Alberto Bagnai, economista - che indica che il progetto della Lega riscuote consenso anche fuori dalle aree in cui il movimento è tradizionalmente radicato. Questa è un'ottima base da cui partire per completare il percorso che deve portarci a sottrarre al Pd il governo, completamente disfunzionale, della Regione".
“Questa Legge detta ‘Rosatellum bis’ - ha detto Anna Rita Guarracino, responsabile regionale delle donne della Lega – intanto è fatta per creare l’ingovernabilità, è una Legge che non porterà gli italiani al Governo che avrebbero voluto e con molta probabilità, nel caso non si dovesse trovare una giusta misura, potrebbe anche portare a nuove elezioni. Certo, oggi il quadro che abbiamo non ci permette di essere molto ottimisti. Per quanto riguarda il discorso delle donne, ritengo che questa Legge, nonostante chiedesse il 40% della presenza di donne ed un’alternanza di uomo-donna sia in verticale che in orizzontale, è una Legge che non ha assolutamente avuto gli effetti che avrebbe dovuto avere. Questo perché se andiamo a vedere nello specifico la regione Abruzzo, su 21 nominati ci sono solo 5 donne (4 nei grillini, 1 nel Pd e 0 nel centrodestra) quando ne avrebbe dovute avere 9 dato che si fa per eccesso. Di conseguenza credo che questo sia l’ennesimo fallimento, lo stesso Mattarella oggi, nella giornata dell’8 marzo al Quirinale, ha detto che le donne che entreranno tra Camera e Senato non supereranno il 30%, il numero delle donne sarà simile a quello della scorsa tornata. Ritengo che una Legge che prevede il 40% dei nominati, debba poi avere il 40% dei nominati, quindi abbiamo una Legge che fallisce questo obiettivo in partenza. In Abruzzo abbiamo 5 donne su 21 parlamentari, di conseguenza ce ne mancano 4, spero che il prossimo Governo vada a superare questo ostacolo dando alle donne una vera e legittima possibilità di raggiungere la quota che gli spetta. Al di la di questo io sono molto soddisfatta del risultato che ha ottenuto la Lega, sono stata una delle prime persone nel 2014 a credere nel progetto di Salvini e oggi si realizza. Da quando ho seguito Salvini che si proponeva come segretario della Lega ad oggi credo che ci sia stato un successo enorme se pensiamo che nel 2013 aveva il 4% ed oggi ha il 18%”.

Pescara. Celebrare le donne nella giornata a loro dedicata, cogliendo l'occasione per fare il punto sulla condizione femminile in Abruzzo e riflettere sulle opportunità future: è questo l'obiettivo dell'assessore regionale LeU Marinella Sclocco che, in una nota diffusa alla stampa, ripercorre le tappe compiute e i percorsi possibili per sviluppare il nostro territorio, proprio a partire dal ripensamento sul ruolo della donna e dalla sua valorizzazione.

"Quelle come me -- scrive la Sclocco, parafrasando Alda Merini -- sono le donne. Sono quelle che regalano sogni, che donano l’anima, che tendono la mano ed aiutano a rialzarsi, pur correndo il rischio di cadere a loro volta. Sono quelle che girano il mondo alla ricerca di quei valori che, ormai, sono caduti nel dimenticatoio. Quelle come me, cioè le donne, sono il potenziale di ogni civiltà e di ogni paese. E l’8 Marzo -- continua nella nota l'assessore LeU -- la Giornata internazionale della donna, deve essere un’opportunità per ricordarsi che dobbiamo ancora lavorare molto affinché questo potenziale si realizzi e si traduca in ricchezza e crescita per le nostre comunità. Questo giorno è sicuramente un’occasione importante per osservare i passi fatti in avanti, ma anche e soprattutto per capire quanta strada dobbiamo ancora percorrere."

"Abbiamo bisogno di un futuro diverso per noi donne -- spiega la Sclocco -- Oggi, tutte abbiamo delle opportunità: abbiamo imparato a stare bene con noi stesse, a essere indipendenti, più consapevoli. Abbiamo una vita ben diversa da quella che hanno potuto avere le nostre nonne e le nostre mamme. Ma la condizione della donna com’è, non permette ancora l’espressione piena delle sue potenzialità. L'uguaglianza de facto, l'emancipazione, la violenza domestica e non, quella fisica o psicologica, la delicata situazione delle donne con disabilità o di quelle che assistono familiari con problematicità, sono solo alcune tra le tante situazioni che riguardano le donne e su cui c’è ancora molto da fare. In Abruzzo, abbiamo dimostrato un impegno forte e concreto contro le discriminazioni e le violenze, ma è necessario continuare in questa direzione. Abbiamo una rete forte, composta di centri antiviolenza e case rifugio, che interagiscono e cooperano con avvocati, psicologi e la polizia per arrivare in tempo ed evitare stragi come quella compiuta a Latina qualche giorno fa. E per sostenere questa rete -- commenta la Sclocco -- dobbiamo tutti sentirci chiamati in causa, coloro che hanno responsabilità di governo, ma anche chi contribuisce al sistema della cultura, i mass media, gli attori privati e le imprese, la cui organizzazione e le cui politiche interne svolgono un ruolo significativo nel far sapere alle donne che questa rete esiste e funziona, ma anche nel favorire la partecipazione delle donne e la loro valorizzazione. La scuola, le istituzioni e i mezzi di comunicazione attraverso i valori che trasmettono devono favorire il cammino verso una parità sostanziale e devono offrire validi modelli di comportamento, anche linguistici, nella narrazione delle storie delle donne."

"Non solo alle donne che ricoprono particolari incarichi o a quelle che hanno una certa visibilità -- incalza l'assessore regionale LeU -- ma a tutte le donne spetta, nella quotidianità della loro vita, il dovere di contrastare luoghi comuni, di esigere rispetto, considerazione, amore. E per questo, alle donne, deve essere garantito il diritto di scegliere la vita che vogliono. E questo passa essenzialmente da un elemento: la loro indipendenza economica. Per questo, nella nostra Regione abbiamo già avviato sistemi per la conciliazione tra vita privata e lavoro e lotteremo affinché sia riconosciuta l’equa-retribuzione tra uomini e donne, ma bisognerà anche pensare agli asili, a creare nuovi servizi che possano garantire assistenza su vari livelli alle famiglie e alle donne sole, sostenere stabilmente l’occupazione femminile. Le donne -- insiste l'assessore regionale alle Politiche Sociali -- devono poter assumere liberamente quei ruoli di leadership che consentano loro di realizzare ciò che è scritto nel loro destino, il loro compito più arduo, cioè quello di re-inventare e gestire il territorio in modo “comunitario” e pacifico, rendendo le esigenze di tutti, l’obiettivo dei singoli".

"In questo giorno -- conclude la Sclocco -- mi preme ricordare che parità non significa pareggio numerico tra uomini e donne: parità significa dare a tutti, senza distinzioni di genere, la garanzia delle medesime possibilità di partenza e di successo. E questo vale anche nella politica, dove continuerò a dare battaglia per la preferenza di genere e dove continuerò a cercare d’invogliare le donne a mettersi in gioco. Il futuro sarà rosa -- chiude l'assessore LeU -- se nel futuro si darà spazio alle donne: la coscienza della parità dei diritti e dei doveri, quindi, la buona cittadinanza, è la base da cui partire per costruire questo spazio. E su questo lavoreremo nei prossimi mesi: con le scuole, con le imprese, con gli uomini e in mezzo alla gente".

Teramo. Grande attesa per Alessandro Preziosi in Van Gogh, l’odore assordante del bianco scritto da Stefano Massini per la regia di Alessandro Maggi in una mini tournée abruzzese nelle stagioni teatrali organizzate da ACS Abruzzo Circuito Spettacolo in sinergia con le Amministrazioni comunali di Sulmona, Teramo e Chieti. A marzo Van Gogh sarà al Teatro Maria Caniglia di Sulmona martedì 6 mentre al Teatro Comunale di Teramo sarà in scena mercoledì 7 alle 21 e giovedì 8 alle 17. Tornerà poi in Abruzzo per ACS al Marrucino di Chieti il 14 e 15 aprile.

 

“Scrittura limpida, tesa, di rara immediatezza drammatica, capace di restituire il tormento dei personaggi con feroce immediatezza espressiva” queste le motivazioni della giuria del Premio Tondelli che ha premiato Vincent Van Gogh. L’odore assordante del bianco scritto da Stefano Massini, stesso testo con cui lo scrittore ha vinto il premio a Riccione Teatro 2005 e stesso testo che vedremo portato in scena con la sua drammaturgia asciutta ma ricca di spunti poetici, punto di partenza per una riflessione sul rapporto tra le arti e sul ruolo dell’artista nella società contemporanea.

Le austere pareti di una stanza del manicomio di Saint Paul: come può vivere un grande pittore in un luogo dove non c’è altro colore che il bianco? È il 1889 e l’unico desiderio di Vincent è uscire da quelle mura, la sua prima speranza è riposta nell’inaspettata visita del fratello Theo che ha dovuto prendere quattro treni e persino un carretto per andarlo a trovare …

Attraverso l’imprevedibile metafora del temporaneo isolamento di Vincent Van Gogh in manicomio è una sorta di thriller psicologico attorno al tema della creatività artistica che lascia lo spettatore con il fiato sospeso dall’inizio alla fine.


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Pescara. Nel Comitato di Sorveglianza che si è tenuto la scorsa settimana all’ex-Aurum di Pescara (il massimo organo di monitoraggio e controllo sui Fondi europei, a cui partecipano i funzionari della Commissione europea, dell’Agenzia della Coesione e dei soggetti rappresentanti del territorio, in particolare sindacati e associazioni imprenditoriali) è emerso in maniera evidente l’enorme ritardo di Regione Abruzzo nell'utilizzo del Fondo di Sviluppo Regionale (FESR) e del Fondo Sociale (FSE) 2014-2020.
A fronte, infatti, di una dotazione pari, rispettivamente, a 231,5 milioni di euro per il FESR e 142,5 di euro per l’FSE, risultano essere stati certificati solo 400 mila euro per il FESR (e tutti per l’assistenza tecnica fornita da Abruzzo Sviluppo) e 3,5 per l’FSE. In base a questi dati, Regione Abruzzo si colloca al penultimo posto in Italia.
“Abbiamo lanciato l’allarme sulla gestione dei Fondi strutturali europei a più riprese negli ultimi anni e oggi il Comitato di Sorveglianza certifica e conferma le nostre denunce” commenta la consigliera regionale M5S, Sara Marcozzi “coloro che si ergono a esperti e competenti stanno trascinando la nostra regione nel caos, mettendo a serio rischio l’economia di un intera comunità. D'Alfonso continua a lanciare roboanti promesse su nuovi fondi di dubbia provenienza, ma non è riuscito neanche a impiegare quelli certi e disponibili provenienti dalla UE”.


Secondo quanto riferito dai soggetti che hanno partecipato al Comitato, i funzionari della Commissione hanno svolto una critica durissima nei confronti della Regione, parlando di “inadeguatezza” della struttura. Il rischio concreto è di un disimpegno delle risorse: si rischia, infatti, di non avere la cosiddetta “riserva di efficacia”, pari al 6% del Programma se nel 2018 non verranno raggiunti i target di spesa fissati dalla Commissione (a questo punto difficili da realizzare).
Ma il problema maggiore, oltre alla perdita di credibilità con le strutture europee, è che questa incapacità della regione di operare sta privando il territorio di importanti risorse che sarebbero state utilissime per cittadini e imprese, vista la perdurante crisi economica che affligge il sistema produttivo abruzzese.

E se i risultati del governo del Presidente D’Alfonso sono pessimi, il precedente governo di centro-destra guidato da Gianni Chiodi non è stato da meno: gravi ritardi accumulati negli anni precedenti, numerosissime e assai critiche osservazioni (ben 192) che la Commissione Europea aveva inoltrato alla bozza di programma inviata nel 2014.
Per avere un’idea della perdita di opportunità per il nostro abruzzo, basti pensare che, ad oggi, le ingenti risorse che sarebbero già dovute ricadere sul territorio sono ancora per la maggior parte ferme nei cassetti della regione. I fondi strutturali europei sono un tesoro di opportunità, capace di attivare una dinamica molto virtuosa di investimenti e sviluppo, che si sperava di gestire in maniera diversa rispetto al passato, ma così non è stato.


Le cause principali di questa situazione sono:
- una pessima riorganizzazione della macchina organizzativa della Regione che ha investito anche i Dipartimenti deputati alla gestione dei fondi strutturali;
- la decisione di costituire per l’Abruzzo un’unica Autorità di Gestione FESR ed FSE. Tale scelta strategica produce risultati solo in quelle regioni che hanno sviluppato una “capacità amministrativa” eccellente e non mediocre come l’Abruzzo.
- una scelta del top management a capo dell’Autorità di gestione FESR ed FSE inadeguata dal punto di vista dei curriculum professionali dei dirigenti individuati dal Presidente D’Alfonso;
- uno sconcertante turn over del personale regionale impegnato in queste materie;
- una discutibile competenza del personale di assistenza tecnica, reclutato attraverso la società in house Abruzzo Sviluppo, con finalità selettive di tipo “assistenziali” a discapito di una reale individuazione di risorse professionalmente idonee a supportare l’attività regionale.
“Una regione alla sbando, mentre le imprese abbassano le saracinesche e gli abruzzesi fuggono altrove per cercare lavoro e sostentamento, l'Abruzzo lascia centinaia di milioni di euro nei cassetti della burocrazia e dell’incapacità. Mi auguro che gli abruzzesi ne traggano le giuste conclusioni” conclude Sara Marcozzi.

Chieti. L’appello di Arcigay Chieti ai candidati abruzzesi alle prossime elezioni politiche ha avuto un tiepido riscontro purtroppo. Alcuni tra quelli interpellati, in aggiunta a quelli che lo avevano già fatto, si sono pronunciati a favore della piattaforma di proposte in 5 punti lanciate da Arcigay a livello nazionale (matrimonio egualitario, adozioni per single e coppie dello stesso sesso, contrasto all'omofobia e transfobia, accesso alla fecondazione eterologa e depatologizzazione dell'identità trans). Altri (Movimento 5 Stelle), pur dichiarandosi genericamente in favore dell’uguaglianza (salvo aver ignorato l’invito partecipare ai tavoli tecnici che hanno portato alla proposta di legge regionale contro l’omotransfobia - stesso atteggiamento del Partito Democratico Abruzzo) hanno declinato la richiesta a sottoscrivere l’impegno pubblicamente, nascondendosi dietro un fumoso timore che potesse essere “un retaggio della vecchia politica ai soli fini propagandistici della campagna elettorale” Questo gruppo politico, che si presenta agli elettori come la vera novità (sic), evidentemente non distingue un partito politico da un’associazione che si batte per i diritti di tutti e tutte;
Ci rallegriamo però che (pochi purtroppo) altri candidati di altri gruppi politici abbiano voluto aderire alla proposta; sono malauguratamente esigui, anche in considerazione del fatto che alcuni provengono da un partito di governo con ampia rappresentanza in termini di voti e simpatizzanti, e che in ambito nazionale si fregia di aver approvato le unioni civili. Spiace constatare infine la vergognosa e incomprensibile ostilità da parte dei partiti di centro destra, che diversamente dalle loro controparti dei più civili paesi nordeuropei, si ostinano a voler ignorare qualsiasi istanza provenga dal nostro mondo; si annunciano invece, da parte di questi gruppi politici, pericolosi e incredibili passi indietro rispetto ai pochissimi appena fatti, più in sintonia evidentemente con i governi autoritari del Medio Oriente o est Europa. Cogliamo l’occasione per ricordare alle forze politiche che attualmente giace in Regione Abruzzo (depositata a settembre 2017) una nostra proposta di legge regionale contro l’omostransfobia sostenuta dai partiti della sinistra e purtroppo ignorata dal PD e dal M5S, assenti anche dai tavoli tecnici della proposta di legge. Basterebbe davvero poco perché questi due gruppi politici in regione dimostrassero buona volontà nel sostenere le tematiche LGBTI, come dicono di voler fare, attraverso questa semplice legge regionale".
Questi i candidati e le candidate dei vari gruppi che hanno aderito alle nostre proposte di “Voto Arcobaleno” finora
PD: Alessandro Marzoli, Antonio Castricone, Massimo Cialente e Susanna Cenni
Liberi e Uguali: Ivano Martelli, Celeste Costantino, Danilo Leva, Gamal Bouchaib, Sabrina Marchetti, Luigi Fabiani, Fabio Ranieri, Guido Lapadre, Sonia Del Rossi, Antonio Pace
Potere al Popolo: Marisa D'Alfonso, Franco Cilli, Silvano Di Pirro, Carmine Tomeo, Maurizio Acerbo, Sonia Ciarfella, Matteo Ginaldi.

Milano. Dopo il grande successo di Caffedì - iniziativa con cui McDonald’s ha regalato 1,6 milioni di caffè a migliaia di italiani, McDonald’s torna a celebrare il momento della colazione con un appuntamento lungo una settimana: fino al 4 marzo anche in Abruzzo si potrà gustare la tipica colazione all’italiana (caffè o cappuccino con croissant o dolcetto) a solo 1€.

 

L’iniziativa firmata McDonald’s è un vero e proprio tributo al pasto a cui gli italiani sono più affezionati, la colazione. Secondo l’indagine annuale ISTAT*, 8 italiani su 10 (81,7%) confermano infatti l’alto gradimento per la prima colazione, dichiarando di concedersi sempre il tempo per farla. Un rituale che vede il caffè, il tè, il latte e il cappuccino protagonisti insieme perlopiù a cibi dolci della nostra tradizione, come croissant, biscotti e pane.

 

Italiani dunque fedeli alla colazione, meglio se dolce e soprattutto ‘social’. Non è un caso se su Instagram sia uno dei momenti più condivisi: l’hashtag #breakfast ha raggiunto ormai quasi 69 milioni di post a livello mondiale, che si aggiungono agli oltre 83 milioni che parlano di #coffee, primo nella classifica dei Top Drink Hashtag nel mondo.

 

E in Italia il trend non è da meno. Sono oltre 2 milioni gli Instagrammers che iniziano la giornata dichiarando amore eterno alla #colazione, in particolar modo al #caffè (oltre 1.200.000 di post) e al #cappuccino (più di 4.220.000 di post).

 

Tra questi, non mancano gli italiani che scelgono McCafè per iniziare la giornata. Introdotto per la prima volta nel Bel Paese nel 2005 e oggi presente in 320 ristoranti McDonald’s, McCafè è oggi la più grande catena di caffetteria in Italia, il bar all’italiana firmato McDonald’s in cui oltre 1 milione di persone ogni giorno sceglie di iniziare bene la giornata.

 

Per un paese in cui l’espresso è una vera istituzione, la sfida di McDonald’s è stata quella di offrire prodotti di qualità a un prezzo competitivo e con un elevato livello di servizio. Baristi professionisti formati ad hoc servono caffetteria preparata con macchine professionali da bar e prodotti da forno fin dalle prime ore del mattino, mentre le materie prime provengono da fornitori italiani, come il caffè che dal 1995 è fornito dalla Torrefazione Ottolina che ha studiato appositamente per McCafé due miscele ad hoc: una, mix Arabica (70%) e Robusta (30%), dal gusto più deciso e dalla tostatura più intensa, pensata per il gusto dei consumatori delle regioni del Sud Italia, e l’altra, 100% Arabica, meno tostata e dal gusto più morbido, in linea con le preferenze dei consumatori del Nord.

 

Gli amanti dei croissant possono contare, ogni giorno sull’esperienza dell’azienda campana Cupiello, che produce il 90% dei prodotti da forno venduti nei ristoranti McDonald’s per un totale di 1.000 tonnellate all’anno.

 

Nella scelta dei propri fornitori, anche per McCafé, McDonald’s conferma dunque la volontà di essere marchio “locale”. McCafé si caratterizza infatti per un’offerta food & beverage fortemente premium: Bindi (torte), Caffè Ottolina (caffè), Cimbali e Rancilio (macchine da caffè), Cupiello (prodotti da forno, croissant), Oranfrizer (arance per spremute), Centrale del Latte di Brescia (latte).

 

Con questa iniziativa McDonald’s intende premiare i suoi clienti più fedeli, ma anche dare a chi ancora non lo è la possibilità di assaggiare la sua offerta per la colazione. Con questa iniziativa l’azienda stima infatti di vendere 60.000 colazioni.

 

McCAFE’ IN PILLOLE

- Il McCafè nel mondo compie 25 anni, il primo fu aperto a Melbourne, Australia nel 1993

- In Italia il primo McCafé fu aperto nel 2005 nel ristorante di Piazza Duomo a Milano, oggi sono circa 320 i ristoranti con McCafè

- 1.000.000 le persone che, ogni giorno, iniziano la giornata con una colazione al McCafè

- 31 milioni i caffè e i cappuccini serviti ogni anno al McCafé: 19 milioni di caffè e 12 milioni di cappuccini

- 17 milioni di brioche all’anno

- 4 milioni di muffin e donut all’anno

- 1.000 tonnellate di brioche fornite da Cupiello, in provincia di Napoli

- 1.800.000 litri di latte forniti dalla Centrale del Latte di Brescia, 100% latte italiano

- 800 tonnellate di arance acquistate in Sicilia, usate per preparare oltre 1.200.000 di spremute con le quali si potrebbero riempire 2.500 frigoriferi

 

 

McDonald’s Italia

In Italia da oltre 30 anni, McDonald’s ha oggi più di 560 ristoranti in tutto il Paese per un totale di 20.000 persone impiegate che servono ogni giorno circa 800.000 clienti.

I ristoranti McDonald’s italiani sono gestiti per l’85% secondo la formula del franchising grazie a 140 imprenditori locali che testimoniano il radicamento del marchio al territorio. Anche nella scelta dei propri fornitori McDonald’s conferma la tendenza a essere un marchio “locale”, con oltre l’80% di fornitori che è rappresentato da aziende con stabilimenti in Italia.

 

*Iniziativa valida nei ristoranti aderenti. Per dolcetto si intende un prodotto a scelta tra Donut o Muffin

**Annuario statistico italiano 2017 dell’ISTAT

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