L'Aquila. "La Regione Abruzzo secondo la legge regionale n. 3/2014 prevede che i soggetti pubblici (Comuni ed Amministrazioni separate degli Usi civici) debbano redigere il Piano di gestione silvo-pastorale. In sostanza un piano regolatore dei boschi, primo elemento di prevenzione degli incendi, che ne prevede l’utilizzo, la manutenzione e la sicurezza attraverso la realizzazione, ad esempio, di fasce tagliafuoco. Ora, sebbene finanziati, ormai a oltre quattro anni dalla promulgazione della legge sembrerebbe che un solo Comune abbia concluso l’iter e abbia il piano operativo. Questo è un fatto grave e la responsabilità va alle amministrazioni inadempienti, ma anche alla Regione che non le ha messe in mora nominando eventualmente un commissario. Va detto che anche la stessa Regione ha ritardi inspiegabili e ancora oggi non si è dotata del Piano regionale delle foreste. Non eravamo la Regione Verde d’Europa?

La mancata volontà della Regione di mettere in atto concrete politiche di prevenzione è anche dimostrato dal fatto che nel PSR ( Piano di Sviluppo Rurale) solo lo 0,7% dei fondi è destinato alla misura “8.3.1-Investimenti a protezione delle superfici forestali” e il disinteresse verso questo importante settore è ulteriormente dimostrato dalla recente riorganizzazione degli uffici con lo smembramento delle attività di autorizzazione ai tagli boschivi trasferite sul territorio a chi fino ad ora si occupava di agricoltura e non ha competenze e preparazione in materia forestale. Anche la materia degli usi civici (tutti pascoli e foreste) è stata divisa dal settore forestale.

La Regione Abruzzo, a quasi un anno dagli incendi devastanti, è ancora inadempiente su questo fronte. Il Consiglio regionale, nei giorni scorsi, avrebbe dovuto discutere sulle disposizioni urgenti in materia di protezione civile per il sostegno finanziario delle attività antincendio, ma non è stato fatto, sarebbe stato comunque un intervento tardivo e poco efficace. Ormai è di dominio nazionale che il doppio incarico, presidente di Regione e Senatore, di Luciano D’Alfonso sta tenendo bloccata un’intera regione (per il dono dell’ubiquità pare si stia ancora attrezzando). Non sono state prese in considerazione nemmeno le denunce e le proposte emerse in due Convegni lo scorso anno, uno a Rieti e uno a Pescara, che hanno portato alla “Carta per la lotta agli incendi boschivi” sottoscritta da tutte le Associazioni ambientaliste abruzzesi e cinque organizzazioni scientifiche e sono state completamente ignorate dalla Regione.

Eppure l’estate del 2017 resterà alla storia per il caldo insolito e per tutte le conseguenze che ne derivano. Come di prassi, nonostante la storia si ripeta, l’uomo è sempre impreparato ad affrontare l’emergenza ma è sempre pronto a gridare: “A lupo, a lupo”. Tutto si spegne in autunno, come ogni anno, la stagione delle piogge torna provvidenziale e tutte le discussioni sulle soluzioni possono essere rinviate a data da destinarsi. Partiamo dal 5 agosto con l’incendio a Campo Imperatore. Gli incendi hanno interessato oltre 3.500 ettari di superficie boscata e 2.500 di superficie non boscata, quasi 1/3 in aree protette, in zone di particolare pregio ambientale, un record negativo per la Regione dei Parchi.

La Magistratura ha accertato solo le responsabilità colpose di coloro che materialmente hanno provocato l’incendio di Campo Imperatore. Successivamente ci sono stati gli incendi, di natura dolosa, sul Morrone, nel Parco del Sirente-Velino e nella Marsica, solo per citare i principali, ma nessun responsabile ed eventuali mandanti individuati così come nessuno è colpevole per le inadempienze e inefficienze degli Enti preposti, prima fra tutte la Regione ma anche gli Enti Parco.

Palesi sono state infatti le inefficienze e le inadempienze, per non parlare della scellerata riforma Madia (D. Lgs. 19 agosto 2016, n. 177) che ha, di fatto, cancellato il Corpo Forestale dello Stato.

Intanto, apprendiamo con favore che il Ministro per l’Ambiente Costa sta promuovendo la video sorveglianza, compreso l’uso di droni, nelle aree protette a partire da quella del Vesuvio.

Di norma, in Protezione civile, una volta definito il rischio (in questo caso rischio incendi boschivi) per diminuirlo vanno individuate le azioni di prevenzione e previsione da mettere in atto e per il rischio residuo si procede alla sua pianificazione. Naturalmente previsione e prevenzione hanno respiro poliennale e per i boschi sono rappresentate dalla corretta conduzione e manutenzione.

In questo, di certo, non aiuta il pessimo Decreto CM sul Testo Unico Forestale firmato, in “zona Cesarini”, dal Presidente Mattarella, nonostante i numerosi appelli contrari da parte del mondo scientifico e accademico.

Auspichiamo che la prossima stagione estiva non ci faccia assistere a tragici avvenimenti come quelli dello scorso anno e che, davvero, questo sia l’inizio di una nuova era per una corretta gestione e salvaguardia dei boschi a livello nazionale, regionale e locale". Lo afferma in una nota il consigliere regionale del M5S, Gianluca Ranieri.

Pescara. Lombardia e Piemonte hanno dato vita ad una grande sfida nel pomeriggio odierno nelle gare per la prima giornata della seconda fase. Le lombarde, campionesse in carica, si sono arrese al Piemonte al palasport Cornacchia di via Elettra. È il Lazio l’unica squadra della Pool A ad aver portato a casa l’intero bottino di punti, vincendo entrambe le partite del girone e piazzandosi anche in testa alla classifica avulsa della Pool.
L’Abruzzo squadra di casa, dopo essere stato promosso dalla Pool B, si è ritrovata in un girone di ferro proprio con Piemonte e Lombardia rimediando due sconfitte. Bella anche la sfida sul campo B del Pala Dean Martin di Montesilvano, dove tra Veneto ed Emilia Romagna è stato necessario il terzo set per decretare la squadra vittoriosa.
Nel girone A1 Piemonte e Lombardia si sono contesi fino all’ultimo punto il primo posto nel raggruppamento. Entrambe le rappresentative, infatti, hanno battuto l’Abruzzo 2-0 e nella terza sfida il Piemonte ha avuto la meglio sulle campionesse in carica vincendo 15-13 al tie-break.
Nel girone B1 il Lazio si è classificato a punteggio pieno, con due vittorie ai danni della Liguria e del Friuli Venezia Giulia, che a sua volta si è arreso 2-0 alle ragazze liguri. Nel raggruppamento C1 la Toscana prima ha dovuto cedere il passo alla Puglia (0-2), ma si è riscattata successivamente contro l’Umbria battendola 2-1. Con lo stesso risultato le umbre si sono arrese anche alla rappresentativa della Puglia. Nel D1 l’Emilia Romagna ha avuto la meglio sulla Sicilia per 2-0 e poi si è imposta al tie-break sul Veneto. Quest’ultimo ha strappato il successo alle ragazze sicule, che si sono arrese 2-0.
Nella Pool B, invece, il girone E1 è targato Trentino grazie alle vittorie piene su Molise e Sardegna. La stessa Sardegna l’ha spuntata sul Molise per 2-0. Nel raggruppamento G1 la Calabria vince due partite entrambe al tie-break: Basilicata e Alto Adige le due selezioni sconfitte, con lo stesso Alto Adige in grado di vincere 2-0 contro la Basilicata. L’ultimo girone della Pool B, quello H1, ha visto le Marche battere la Valle d’Aosta 2-0. Dalla seconda gara è entrata in scena la Campania che, dopo avere battuto 2-0 le valdostane, si è imposta al tie-break sulle Marche.
Oggi la seconda giornata della seconda fase. Per vedere tutto il programma delle gare cliccare sul seguente link.
http://www.kinderiadivolley.it/TDR/2018/Gare?coId=82&data=28%2F6%2F2018
Una volta aperta la pagina, cliccando sull’icona blu delle info troverete l’impianto di gioco di ogni partita.

LA FORMULA
Le squadre classificatesi nella prima fase ai primi 9 posti secondo la classifica avulsa sono rimaste nella Pool A e assieme alle tre squadre vincenti i tre gironi della Pool B sono state suddivise in 4 gironi da 3 squadre che hanno disputato una prima giornata di gare della seconda fase con un girone di sola andata per contendersi i posti dal 1° al 12° posto nella classifica generale. Le tre squadre invece classificatesi al 10°, 11° e 12° posto della classifica avulsa nella prima fase della Pool A, insieme alle sei classificatesi dal 3° al 9° posto della prima fase della Pool B, sono state suddivise in tre gironi da tre squadre che hanno disputato una prima giornata di gare della seconda fase con un girone di andata per contendersi i posti dal 13° al 21° posto nella classifica generale. Domani le dodici squadre della Pool A giocheranno una seconda giornata di gare e saranno suddivise ulteriormente in quattro raggruppamenti da 3 squadre che disputeranno un girone di sola andata ed al termine delle due giornate della seconda fase verrà stilata una classifica generale dal primo al 12° posto. Così le 4 squadre classificatesi dal primo al quarto posto nella graduatoria conclusiva disputeranno le semifinali e le finali per i piazzamenti dal 1° al 4°. Le quattro squadre classificatesi dal quinto all’ottavo posto nella graduatoria conclusiva disputeranno le semifinali e le finali per i piazzamenti dal 5° al 8°. Le quattro squadre classificatesi dal nono al dodicesimo posto nella graduatoria conclusiva disputeranno le semifinali e le finali dal 9° al 12°. Le due squadre che disputeranno la finale per l’undicesimo e il dodicesimo posto della classifica finale della Pool A, verranno retrocesse nella Pool B nel Trofeo delle Regioni che si disputerà l’anno prossimo.
Tornando alla seconda giornata di gare della seconda fase, per quanto riguarda le nove squadre della Pool B saranno suddivise ulteriormente in tre gironi da 3 squadre che disputeranno un raggruppamento di sola andata. Al termine delle due giornate verrà stilata una classifica generale dal primo al nono posto: le tre squadre piazzatesi dal primo al terzo posto nella classifica finale disputeranno un’ulteriore concentramento per i posti dal 13° al 15°. Le squadre che si qualificheranno al 13° e 14° posto verranno promosse nella Pool A per il Trofeo delle Regioni che si disputerà l’anno successivo. Le 3 squadre classificatesi dal quarto al sesto posto nella classifica finale disputeranno un’ulteriore concentramento per i posti dal 16° al 18°. Le tre squadre classificatesi dal settimo al nono posto nella classifica finale disputeranno un’ulteriore concentramento per i posti dal 19° al 21°.

Pescara. C’è anche la nazionale italiana presente alle Kinderiadi – Trofeo delle Regioni in corso di svolgimento in Abruzzo. Ad assistere alle prime partite della manifestazione che si stanno tenendo oggi, sono presenti l’allenatrice della nazionale italiana maschile under 20, Monica Cresta, e quello dell’under 18 Vincenzo Fanizza, oltre che alcuni ragazzi delle stesse nazionali quali Leandro Mosca, Francesco D’Amico, Filippo Federici ed i figli d’arte Francesco Recine e Diego Cantagalli.
Queste le parole del tecnico Monica Cresta: «Per tutti noi che abbiamo lavorato durante il Trofeo delle Regioni, le Kinderiadi sono la manifestazione più bella a livello giovanile che la federazione abbia potuto creare. Io ho fatto tredici Trofei delle Regioni, quindi per me essere qua e non poter essere sui campi dà un po' di invidia rispetto ai colleghi che invece sono lì. Vederli da fuori però mi dà la possibilità di osservare tutte le regioni d’Italia nella manifestazione veramente più grande. Mi auguro che ci sia un miglioramento sui fondamentali di base. Noi abbiamo girato tutto l’anno per i vari RegionalDay e abbiamo visto dell’ottima qualità in tutta Italia. Rispetto agli altri anni secondo me il torneo è più equilibrato e ci sono diverse regioni che possono ambire al primo posto».
In mattinata il Ct della nazionale italiana femminile, Davide Mazzanti, ha invece incontrato a Montesilvano i selezionatori delle formazioni femminili. Al termine del confronto tecnico ci ha rilasciato una breve dichiarazione: «E’ stata una riunione costruttiva, ci siamo visti a novembre una prima volta, abbiamo costruito un percorso con il processo selettivo che ovviamente continuerà. È stato un incontro per analizzare quello che abbiamo fatto e quali sono poi le linee guida per proseguire il nostro percorso. Le Kinderiadi sono un’occasione di confronto ma anche per chiudere la stagione agonistica, e quindi una festa della pallavolo come si è visto nella cerimonia di apertura. Il livello tecnico? Mi aspetto quanto già visto durante i processi selettivi, che è già molto indicativo. Adesso vedrò le ragazze giocare in un contesto di gara e mi aspetto di vedere le cose che abbiamo portato avanti in questa annata insieme. Sono inoltre curioso di vedere quali adattamenti nelle varie regioni avranno apportato al loro sistema di gioco».
Nella sezione Gallery del sito internet delle Kinderiadi, all’indirizzo http://www.kinderiadivolley.it/TDR/2018/pagina-index troverete le video interviste a Monica Cresta e Davide Mazzanti, oltre che a vari ospiti intervenuti al Trofeo delle Regioni.

Roma. Il segretario generale Uil Abruzzo, Michele Lombardo, è intervenuto questa mattina al congresso nazionale della Uil in svolgimento a Roma.

Ecco il suo intervento: "Voglio partire con una riflessione che mi è venuta ieri prima che Barbagallo facesse la sua relazione: vedere l'emozione del nostro segretario generale mi ha riportato con la mente a 32 anni fa, quando da giovane operaio metalmeccanico dovetti fare la scelta a quale sindacato iscrivermi. E scelsi la Uil. Nelle lacrime di Carmelo, dunque, c'è la passione: quella passione che serve per fare sindacato e che purtroppo questo Paese ha perso. Abbiamo perso proprio la passione per gli ideali, la passione per quello che si è e per quello che si fa. Il Congresso giunge in un momento particolare: siamo sempre più un Paese individualista, che ha smarrito la via della solidarietà, e ha dimenticato il compito e la missione indispensabili per continuare a essere il secondo Paese manifatturiero al mondo, e uno dei Paesi più industrializzati al mondo. Noi oggi discutiamo con tutti, sul merito, ma dobbiamo essere fermi sulle nostre posizioni, che non possono prescindere dalla necessità di riconoscere che la lotta alla povertà dilagante passa attraverso una sola parola: il lavoro. Solo il lavoro crea dignità e sviluppo. Noi facciamo i sindacalisti, non i politici: non ci bastano gli slogan, ma siamo per i fatti. In merito all'unità, noi dobbiamo giocare all'attacco. Condivido quanto ha detto ieri Barbagallo: serve una nuova vertenza per il paese. Serve ridiscutere di politica industriale, fisco, e porre al centro del dibattito i temi complessivi del lavoro. Ritengo che la Uil da questo congresso possa continua a giocare un ruolo fondamentale per il Paese, ma dobbiamo essere fermi sulle nostre posizioni. Apprezzo tutti e cinque i punti della piattaforma proposta. Ci sono due questioni di fondo: la sicurezza sul lavoro (in tre giorni in Abruzzo abbiamo avuto due morti, aggressioni in carcere), da recuperare. In Abruzzo, inoltre, abbiamo un presidente a metà tempo perché è stato eletto senatore: patto per lo sviluppo, Masterplan, Carta di Pescara sono stati adottati negli anni passati, ma purtroppo l'Abruzzo è tornato nel Mezzogiorno, e lo Svimez che ci dice che siamo tra le regioni di coda. E' indispensabile, dunque, che anche l'Abruzzo svolti verso la giusta direzione, come auspicato dallo slogan di questo congresso. Viva la Uil!"

 

Info su Uil Abruzzo: www.uilabruzzo.it 

Roma. “Mi dispiace che l’On. Martino non apprezzi le mie iniziative. Me ne farò una ragione ma non mi strappo le vesti per questo" lo ha dichiarato in una nota Fabrizio Di Stefano.
“A lui invece auguro un buon lavoro in Parlamento per il bene dell’Abruzzo, che ne ha davvero bisogno, ed è per quello che dovremmo lavorare tutti insieme e non mettendosi in cattedra e scrivendo la lista dei buoni e dei cattivi” ha continuato Fabrizio Di Stefano.
“Io dal canto mio continuerò a costruire un progetto per risollevare un Abruzzo che la guida del Presidente D’Alfonso ha fatto precipitare in un baratro. Mi auguro che, magari un domani, l’On. Martino abbia un ripensamento su questo giudizio, così come l’ha avuto su Renzi quando era al suo fianco sul palco della Leopolda, e comprenda che la mia azione è volta esclusivamente al bene dell’Abruzzo e degli Abruzzesi” ha concluso Fabrizio Di Stefano.

Pescara. Sulla carenza di personale e sul problema del precariato in Abruzzo e Molise, le segreterie Uilposte delle due regioni hanno scritto una lettera alla direzione aziendale, a firma anche di Tiziano Del Gallo, segretario Uilposte Abruzzo, e Michele Lombardo, segretario generale Uil Abruzzo, nella quale ricordano che, in base all’accordo nazionale riguardante le Politiche attive del lavoro sottoscritto il 12 giugno, le realtà regionali dell’Abruzzo e del Molise sono rimaste escluse: “Secondo quanto deciso da Poste Italiane S.p.a., alle stesse regioni spetterebbero zero trasformazioni, zero consolidamenti e zero mobilità”, una scelta dovuta all’esubero di personale nelle suddette aree.

“Ci risulta esattamente il contrario, in quanto, da lungo tempo si lamenta una atavica esiguità di personale negli uffici di cluster A2 e B, spesso lasciati senza operatori di sportello i cui direttori devono quotidianamente assolvere e coprire tutte le mansioni compresa quella dello sportellista: l’azienda dovrebbe spiegare dove esistono gli esuberi, per non parlare poi, delle illimitate ore di straordinario erogate e i continui distacchi richiesti al personale anche fuori comune, per coprire e nello stesso tempo garantire il servizio negli uffici postali”. Del resto, “la modalità di gestione delle ferie da parte delle filiali delle realtà regionali fa dedurre la non veridicità dell’esubero, in quanto, le stesse direzioni per ovviare a carenza di personale sono costrette a revocare le ferie inserite nella programmazione fornita dal dipendente”.

In Abruzzo e Molise, inoltre, “siamo rimasti esclusi anche dall’applicazione del valido istituto della clausola elastica, che avrebbe dato l’opportunità per questa estate ai part-time di proseguire il lavoro oltre il periodo contrattuale, a copertura delle carenze di operatori di sportello durante il periodo delle ferie estive”. Le due segreterie, poi, rimarcano che nelle due regioni “durante la fase delle sostituzioni negli uffici postali, i necessari passaggi di cassa vengono compiuti in assenza di contraddittorio, consuetudine conosciuta dalle stesse Filiali, sempre nell’ottica di ovviare alla carenza di personale” e che “nel servizio di recapito ci si imbatte in CPD, nei quali alcune zone di recapito rimangono a terra per assenza di personale pur avendo, nel proprio interno, dipendenti part-time: non si sarebbe potuto trasformare quei contratti per attutire tali carenze?”. Per non parlare, poi, della carenza di personale autista. Per tutto questo, “il programma aziendale che esclude le realtà regionali nel beneficiare delle politiche attive del lavoro, considerando il momento storico, la crisi economica che ancora produce i sui effetti negativi, la piaga della disoccupazione giovanile giunta ormai ai massimi storici, fanno in modo che questa decisione illogica aziendale venga osteggiata anche dai confederali regionali della Uil perché non è più un problema legato alle dinamiche della singola categoria, ma al contrario è problema sociale. Auspicando un ravvedimento dell’azienda sulla scelta insensata, ci riserviamo di indire ulteriori iniziative che riterremo opportune”.

Pescara. Si è svolta nel pomeriggio di ieri, a Pescara la conferenza "FONDIMPRESA RADDOPPIA LE ARTICOLAZIONI TERRITORIALI IN ABRUZZO". Nel corso dell'iniziativa è stata inaugurata la nuova sede operativa di Fondimpresa Abruzzo, a Pescara, presso la sede di Confindustria Chieti Pescara.

Una conferenza interessante e motivata che ha visto la partecipazione del Presidente di Fondimpresa Bruno Scuotto, del Direttore Generale di Fondimpresa Elvio Mauri, del Direttore Area Sviluppo Articolazioni Territoriali Raffaele Saccà, del Presidente Fondimpresa Abruzzo Nicola Di Giovannantonio, del Vice Presidente Fondimpresa Abruzzo Monica Di Cola e dei componenti del Consiglio di Amministrazione e dell'Assemblea dell'OBR Abruzzo.

"In un momento storico in cui la formazione continua assume un peso rilevante, in quanto strumento necessario per sostenere la competitività e l'innovazione delle aziende, Fondimpresa è vicina ai territori e questo significa essere vicini alle esigenze reali delle imprese" dichiara il Presidente Bruno Scuotto.

"Abbiamo promosso questa conferenza -ha affermato Nicola Di Giovannantonio, Presidente di Fondimpresa Abruzzo- per condividere la Mission di Fondimpresa, il Fondo Interprofessionale per la formazione continua di Confindustria, Cgil, Cisl e Uil, il più importante in Italia in termini di aziende aderenti e lavoratori rappresentati, parliamo infatti di più di 170.000 imprese aderenti e di 4,3 milioni di lavoratori iscritti.
Una realtà davvero significativa anche in Abruzzo, che coinvolge precisamente 6.773 aziende e 118.668 lavoratori e che proprio oggi, grazie alle numerose imprese aderenti e ai lavoratori coinvolti a livello regionale e provinciale, inaugura questa nuova sede su Pescara, presso Confindustria Chieti Pescara.
Un grande e doveroso ringraziamento per la concretizzazione della nuova sede operativa va a Fondimpresa, ai vertici della nostra Organizzazione e in particolare al Consigliere Luigi Di Giosaffatte -a cui passo la parola- per l'accoglienza, il supporto e la disponibilità ad ospitare la nostra realtà.
La nuova sede, unitamente alla sede di L'Aquila, già operativa da più di dieci anni, garantirà supporto e assistenza qualificata alle aziende aderenti nell'attivazione e gestione dei piani formativi. Siamo orgogliosi di questo importante risultato frutto della fidelizzazione di imprese e lavoratori e di Fondimpresa che ha creduto ed investito nel nostro territorio e nelle nostre professionalità".

"Sono orgoglioso di ospitare nella sede di Confindustria Chieti Pescara la sede operativa di Fondimpresa Abruzzo -ha affermato il Consigliere Luigi Di Giosaffatte. Ho sempre sostenuto infatti l'esigenza di vicinanza e prossimità del Fondo alle imprese ed ai lavoratori coinvolti. Il territorio di Chieti Pescara rappresenta circa il 65% delle imprese aderenti in Abruzzo ed il 69% dei lavoratori iscritti nella nostra Regione e questa nuova sede potrà fornire supporto costante e dedicato attraverso l'apertura continuativa dello sportello informativo dal lunedì al venerdì, dalle ore 9.00 alle ore 13.00. E' un primo ed importantissimo obiettivo raggiunto che apre nuove sfide alla nostra Articolazione Territoriale nei prossimi mesi".

"Ho sempre creduto e sostenuto che la bilateralità rappresentasse un valore aggiunto nella gestione delle risorse disponibili per la formazione continua ed il mio mandato in qualità di Vice Presidente di Fondimpresa Abruzzo -ha sostenuto Monica Di Cola- lo conferma ogni giorno. L'inaugurazione di questa nuova sede operativa nel territorio di Chieti Pescara rappresenta sicuramente un obiettivo sfidante per Fondimpresa, per la nostra Articolazione Territoriale che sta vivendo un processo di profonda riorganizzazione strutturale e funzionale. Il nostro obiettivo? Rendere sempre più rappresentativo il nostro Fondo in termini di numero di aziende aderenti e lavoratori coinvolti, attraverso un'assistenza mirata alle aziende, al fine di supportarle al meglio nell'utilizzo dei canali di finanziamento messi a disposizione da Fondimpresa: Conto Formazione, Contributo Aggiuntivo e Conto di Sistema".

Pescara. La Giunta Regionale, nella odierna seduta presieduta dal Vice Presidente Giovanni Lolli, ha approvato una specifica Deliberazione finalizzata alla costituzione, anche in Abruzzo, della 'Agenzia Regionale di Protezione Civile'.

La nuova struttura, istituita ai sensi dell'art.10 del D.Lgs. 300/1999 e dell'art.55 dello Statuto della Regione Abruzzo allo scopo di rendere più efficace ed efficiente l'azione del sistema di Protezione Civile, sia in via ordinaria che in emergenza, tende ad offrire un quadro organizzativo di risposta sollecito ed affidabile, procedendo con gli strumenti di riforma dell'organizzazione del governo a norma dell'art.1 della L. n. 59/1997.

«La scelta operata - interviene il Sottosegretario d’Abruzzo Mario Mazzocca -, da tempo in fase di gestazione, tende ad istituire una "Agenzia Regionale di Protezione Civile" dotata di piena autonomia tecnico-funzionale, un soggetto unico ed innovativo, all’altezza dei tempi, della domanda dei cittadini e delle sfide che il territorio impone, in cui la Regione svolge una funzione non solo normativa ma di coordinamento operativo e di sostegno delle autonomie locali e in raccordo con tutte le componenti nazionali del sistema, valorizzando il ruolo dei Sindaci. La Regione Abruzzo, nella sua azione di governo, deve svolgere efficacemente la funzione di “cerniera” tra il sistema delle autonomie locali e le componenti dello Stato operanti sul territorio, implementando gli elementi di cooperazione e sinergia, lavorando molto più sulle professionalità e le competenze tecniche che non sulle attribuzioni burocratiche».

Dopo un approfondito studio del competente settore, l'Esecutivo regionale ha inteso riformare il l’organizzazione del proprio sistema di PC, elevandolo al rango di struttura autonoma con diverse finalità specifiche.

Con la forma prescelta, infatti, dovrà essere in grado di contribuire al miglioramento della capacità di risposta negli interventi relativi alle attività di Protezione Civile, anche riguardo allo snellimento delle procedure amministrative inerenti i provvedimenti da adottare con urgenza in occasione di eventi emergenziali.

L’Agenzia sarà, inoltre, in grado di garantire maggiori spazi di indipendenza operativa e gestionale alle delicate e complesse attribuzioni derivanti dalla specifica materia e renderà più funzionali e fluidi gli adempimenti istituzionali. In parallelo contribuirà, altresì, alla promozione e al coordinamento di azioni formative ed educative per lo più rivolte al personale preposto ed inquadrato nelle organizzazioni di volontariato.

L'Agenzia Regionale di PC sarà articolata principalmente in: Unità Direzionale, Unità Organizzative semplici e complesse, Centro Funzionale d'Abruzzo (che opererà nell'ambito dell'Agenzia per il Governo e nella gestione del sistema di allerta nazionale per il rischio meteo-idrogeologico e idraulico) e Sala Operativa Regionale (SOR) presidiata, h12 tutti i giorni della settimana e h24 in caso di eventi eccezionali, dal personale regionale e delle organizzazioni di volontariato.

Nel periodo di grave pericolosità di incendi boschivi, la SOR assumerà, come negli ultimi anni, la denominazione di Sala Operativa Unificata Permanente (SOUP) e si implementerà di ulteriori professionalità quali Vigili del Fuoco e Comando Regionale dei Carabinieri Forestali.

«L’Agenzia - conclude il Sottosegretario Mazzocca - sarà una struttura dedicata, posta alla diretta dipendenza funzionale del Presidente regionale, una reale ed efficace interfaccia sul territorio del Dipartimento Nazionale, che si occupi, fra l’altro, di: aggiornare le linee guida, per i Comuni e le Province, di pianificazione sui rischi di protezione civile; elaborare ed emanare procedure per la pianificazione, organizzazione e gestione delle crisi; assicurare la piena responsabilizzazione e il sostegno all’attività dei Sindaci e delle strutture comunali; definire protocolli di collaborazione con Prefetture e Province, organizzazioni e associazioni, per realizzare compiutamente le appendici del Dipartimento regionale; implementare la sala operativa regionale con presidi sul territorio (Poli) per la gestione delle emergenze in raccordo con il Dipartimento Nazionale e garantendo la necessaria continuità gestionale; sostenere una solida rete di volontariato organizzata, professionale e radicata territorialmente che assicuri la valorizzazione di specifiche competenze; coinvolgere, anche attraverso la definizione di protocolli di collaborazione, le Forze dell’Ordine e la comunità scientifica nella individuazione dei rischi, delle procedure di allertamento e delle analisi territoriali, sia nelle attività di previsione e prevenzione che in quelle emergenziali; promuovere attività di formazione permanente per gli operatori della sicurezza e della protezione civile, attivare campagne di comunicazione specifiche rivolte alla popolazione, alle associazioni di categoria, agli ordini professionali e agli Studenti; realizzare una reale integrazione tra le politiche di sicurezza e protezione civile con azioni in settori fondamentali come tutela ambientale, sviluppo socio economico, urbanistica, sanità e telecomunicazioni».

Pescara. E' partita da Pescara la prima tappa del roadshow "Le opportunità di sviluppo delle fonti rinnovabili nel settore elettrico - Incontri con il territorio" organizzato da Elettricità Futura. Un'occasione di confronto tra istituzioni e aziende del settore elettrico con un particolare focus sullo sviluppo delle rinnovabili e le opportunità di finanziamento.
Questa prima tappa, organizzata in collaborazione con Confindustria Chieti e Pescara, "ha dimostrato quanto gli operatori del settore elettrico e le tecnologie siano pronte per la transizione energetica – ha dichiarato Luigi Napoli, direttore generale Elettricità Futura -. Quello che chiediamo alle istituzioni è proprio una visione di sistema, in cui gli strumenti siano coerenti con gli obiettivi".
Ad aprire il convegno Gennaro Zecca, Presidente Confindustria Chieti Pescara: "Efficienza energetica e sviluppo delle rinnovabili sono le due roadmap da seguire grazie a una rete intelligente e un sistema burocratico e amministrativo che permetta la rapida realizzazione di investimenti a basso impatto ambientale".
Pietro Pacchione, membro organi direttivi Elettricità Futura, ha sottolinea l'importanza della sinergia per un'associazione come Elettricità Futura: "L'Italia ha fatto tanto, è stato uno dei primi Paesi a sviluppare eolico e solare. E' cambiato il paradigma, ora è fondamentale cogliere le nuove opportunità".
"La penetrazione delle FER sui consumi complessivi passerà dal 17,5% nel 2017 al 28% nel 2030 – ha affermato Giovanni Simoni, coordinatore della Cabina di Regia di Elettricità Futura -. Nel 2017, il 32% della richiesta energetica elettrica è stata soddisfatta da FER con 103,4 TWh. Per raggiungere gli obiettivi Sen al 2030 occorre implementare la produzione di 3,6 GW ogni anno. Obiettivo che si può raggiungere tramite un'effettiva collaborazione con gli enti locali".
Per quanto riguarda il quadro locale, Iris Flacco, dirigente Servizio Politica Energetica, Qualità dell'Aria Regione Abruzzo, ha illustrato le varie opportunità dell'Abruzzo: "Nel 2015, il 60% dei consumi della nostra Regione proveniva da fonte rinnovabile. Le industrie energetiche sono pronte ad affrontare le nuove sfide; l'efficientamento delle imprese, invece, è un processo più lento. Abbiamo realizzato delle linee guida in cui si intravede dove è possibile o vietato costruire nuovi impianti. Ad esempio, attraverso il fotovoltaico abbiamo l'opportunità di realizzare una copertura nelle aree degradate, come le cave". Non è mancata una riflessione sul problema dei cambiamenti climatici: "In Abruzzo – ha continuato la Flacco - dal 1990 ad oggi la temperatura è aumentata di 1°C. Occorre inventare dei sistemi nuovi per coesistere con il problema e nel mentre cercare di risolverlo".
Nell'ottica del rafforzamento tra territorio ed Elettricità Futura, verrà avviato uno sportello aperto che, nel territorio abruzzese, sarà coordinato da Massimo Cavaliere, il quale è intervenuto con una relazione sul tema del fotovoltaico e della generazione distribuita. "La generazione distribuita – ha affermato – può essere un punto di forza per l'Abruzzo, il cui asset è costituito per la maggior parte da piccole e medie imprese.
Una sezione è stata dedicata al tema del finanziamento: "La finanza – ha affermato Diego Percopo, Associato Elettricità Futura - sta dimostrando un forte interesse per gli investimenti destinati allo sviluppo delle fonti rinnovabili. Per incoraggiare questa tendenza il settore ha però bisogno di un quadro normativo certo e di operatori che possano implementare una gestione industriale del proprio parco impianti".
Una mattinata intensa, arricchita da altri focus anche su fotovoltaico e idroelettrico, grazie all'intervento di Flavio Andreoli Bonazzi e Mauro Moroni, e sull'internazionalizzazione, tema sviluppato da Andrea Zaghi, Direttore Area Affari e Servizi Associativi Elettricità Futura.

Pescara. “Il Ministero dell’Interno fornisce i dati sugli sfratti dell’anno 2017 da cui emerge che in Abruzzo gli sfratti aumentano,con la sola eccezione nelle province di Chieti e Teramo dove gli sfratti emessi e le richieste di esecuzione diminuiscono rispetto al 2016. Pescara si conferma come la città più morosa d’Abruzzo, dove aumentano in modo esorbitante le sentenze di sfratto emesse e gli sfratti eseguiti con forza pubblica. C’è ancora molto da fare nell’ambito delle politiche abitative.”

Prendiamo atto di una leggera diminuzione delle sentenze, delle richieste di esecuzione e degli sfratti eseguiti anche se per molte città come specificato dal ministero dell'interno i dati sono incompleti, ma resta necessario che il comune e il governo avviino piani casa veri basati sul recupero e sull'autorecupero dell'immenso patrimonio immobiliare pubblico e privato oggi inutilizzato. Come si evince dai dati sotto riportati si aggrava la situazione nei comuni della provincia in quanto in questi comuni rispetto ai comuni capoluoghi si registrano mediamente un numero più alto di sentenze di sfratto per morosità.

In ogni caso su oltre 59.600 sentenze di sfratto emesse nel 2017 in tutta Italia oltre 52.500 sono per morosità di queste ultime 22.629 hanno riguardato i comuni capoluoghi e 29.962 i comuni delle restanti province, il che dimostra che il problema sfratti non è un problema relativo solo alle grandi aree urbane.Si registra quindi un’aumento dell’esecutività degli sfratti a fronte di un minor numero di provvedimenti emessi. Dato che testimonia ancora una volta l’incapacità delle politiche abitative di risolvere il problema alla radice.

E’ necessaria un’immediata sospensione dell’esecuzione di tutti gli sfratti, compresa la morosità incolpevole, che è la vera questione che occorre affrontare e su cui governo e regioni nulla hanno fatto nel corso degli anni nonostante le molte promesse. Ricordiamo che vi sono centinaia di migliaia di nuclei “inutilmente” collocati nelle graduatorie e che attendono da anni una casa popolare.

In Abruzzo la situazione non è rosea (in conseguenza dei drammatici dati di PESCARA), . Nel 2017 le sentenze di sfratto emesse in Abruzzo sono state 2.274 con un aumento del 80,19% .Le richieste di esecuzione sono di 2.087 con un aumento del 82,11% e quelli eseguiti 783 con un aumento del 11,70% .

Analizzando nello specifico i dati in Provincia di Pescara la situazione diventa drammatica!:

sentenze di fratto emesse 1.660 con un aumento del 169,48% ; richieste di esecuzione 1.305 con un aumento del 388,76% ; sfratti eseguiti 451 con un aumento del 34,63%.

“A fronte di questi dati chiediamo di dare risposte alle famiglie che avrebbero diritto a una casa popolare e che aspettano in graduatoria da anni e di usare la leva fiscale al fine di ridurre gli affitti. Serve, infine, un grande investimento per riconvertire il patrimonio pubblico non utilizzato ai fini della residenza sociale. La politica e le istituzioni non possono più temporeggiare, è tempo di agire!”. Si legge così in una nota di Walter Rapattoni, Segretario Unione Inquilini di Pescara.

Sponsor

Metropolitan Web

Metropolitan è un giornale online abruzzese.

Notizie Recenti

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie vai alla sezione