Ginevra. L’Abruzzo regione pilota in Italia nella prevenzione dei disturbi uditivi. E in particolare la onlus “Nonno Ascoltami! - Udito Italia”, chiamata dall’OMS (Organizzazione mondiale della sanità) a rappresentare l’Italia a Ginevra, in occasione del terzo “Meeting mondiale degli esperti dell’udito”, che si è appena concluso nella città svizzera.

Obiettivo, esportare il modello-Abruzzo, esempio virtuoso di prevenzione dei disturbi dell’udito, nato nove anni fa proprio a Pescara, grazie all’evento “Nonno Ascoltami!” e che oggi coinvolge oltre 40 città italiane.

Dagli Stati Uniti alla Cina, dall’Australia all’Egitto, dal Brasile alla Russia: a Ginevra si sono dati appuntamento i maggiori esperti da tutto il mondo. E a rappresentare i programmi di prevenzione per l’Italia, c’è Mauro Menzietti, fondatore di Nonno Ascoltami! e vicepresidente dell’Anap, Associazione nazionale audioprotesisti professionali.

«Sono onorato di rappresentare l’Italia in un meeting così autorevole a livello mondiale - commenta Menzietti -. Il summit dell’Oms infatti accende i riflettori sull’ipoacusia e sulle conseguenze sanitarie e sociali di questa patologia troppo spesso trascurata. Per me un onore portare il nome dell’Abruzzo al tavolo di Ginevra, evento in cui si discutono e si analizzano programmi di portata mondiale in tema di ipoacusia e si coinvolgono i governi impegnandoli, per la prima volta, a realizzare qualcosa di nuovo in termini di prevenzione».

L’ipoacusia colpisce circa 360 milioni di persone nel mondo, oltre 7 milioni solo in Italia. Cause genetiche, abuso di farmaci e sovraesposizione al rumore: le cause principali.

Ogni giorno nel nostro Paese 30 persone scoprono di avere un disturbo uditivo, un problema che coinvolge due persone su tre oltre i 65 anni. Di questi il 75% non porta una protesi acustica e in genere impiegano tra i 5 e i 7 anni prima di accettare il problema e rivolgersi a uno specialista.

E nella sede di Ginevra, nasce ufficialmente oggi il World Hearing Forum, l’organismo che sosterrà le politiche di prevenzione dei disturbi uditivi nel mondo. E la onlus abruzzese Nonno Ascoltami ha siglato il patto di adesione, insieme agli oltre 140 esperti mondiali presenti, diventando ufficialmente punto di riferimento italiano per la lotta ai disturbi uditivi.

Pescara. "Ancora una volta un quotidiano nazionale (Affari&Finanza, inserto di La Repubblica, vedi allegato) rileva come l'Abruzzo sia ultima ed in forte affanno nell'utilizzo dei Fondi strutturali Europei e addirittura posiziona la nostra regione in fondo alla classifica con appena il 2% nell'utilizzo del Fondo Sociale Europeo (FSE) e in ritardo anche per il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR)". E' quanto afferma il Consigliere regionale di Forza Italia Mauro Febbo che sottolinea quanto segue: "L'Abruzzo rimedia l'ennesima brutta figura a livello nazionale e conferma tutte le mie preoccupazioni sollevate da tempo. I dati che emergono dall'ultimo report pubblicato dalla Commissione Europea, e riportati dal quotidiano nazionale di Finanza, sono allarmanti e gravi. Da tempo ho segnalato come questo Governo regionale sulle politiche dei fondi europei è stato, sin dall'inizio della legislatura, troppo superficiale, confusionaria e poco lungimirante". "L'inchiesta pubblicata dal quotidiano – continua Febbo – vede un Abruzzo non solo in ritardo ma anche e soprattutto in forte affanno nello spendere risorse fondamentali per la nostra economia, i nostri Comuni e i nostri giovani. Tant'è che assistiamo oggi al tentativo del vice Presidente Lolli di arrampicarsi sugli specchi nel pubblicare bandi, che sarebbero dovuti uscire da tempo, pensando di recuperare quattro anni di completo immobilismo. Oggi è ancora più palese come in Regione sia mancata completamente una programmazione seria dei Fondi Europei, basta ricordare la fuga del Direttore Generale Cristina Geradis, del responsabile dell'Autorità di Gestione dei Fondi europei Giuseppe Savini, del Direttore di Compartimento Di Rino e di tutti gli altri che sono stati cambiati più volte e sono di nuovo in scadenza tra qualche mese. Una completa mancanza di coordinamento e pianificazione mai registrata nella storia della Regione Abruzzo. Infatti, gli ultimi dati pubblicati dall'Istat sulla povertà in Italia descrivono come l'Abruzzo sia tra le regioni messe peggio: oltre quindici famiglie abruzzesi su cento, cioè il 15,6% del totale, nel 2017, sono in una condizione di povertà relativa. La situazione è peggiorata drasticamente rispetto al 2016, anno in cui il dato si fermava al 9,9%. Come sottolineato e denunciato finanche dalla Cgil". "La confusione di questo Governo regionale - conclude Febbo - è talmente eclatante da registrare un risultato pessimo a livello nazionale ed europeo. Siamo di fronte alla sconfitta su tutti i fronti dalla politica messa in campo da D'Alfonso e dal suo 'fidato' Direttore Generale Rivera, sui cui 'titoli' nel curriculum" si è già espresso un tribunale, e ribadisco come alla luce di questi pessimi dati dovrebbero solo rassegnare le dimissioni".

Pescara. L’Abruzzo ha finalmente il Garante regionale per l’infanzia e l’adolescenza. Lo annuncia con estremo orgoglio l’assessore alle Politiche Sociali, Marinella Sclocco, che oggi intervenendo durante il Consiglio ha preteso tempi certi per una discussione sul tema e ottenuto una votazione favorevole.

“Se un numero sempre maggiore di persone si colloca nella coda della distribuzione del reddito – ha spiegato la Sclocco durante l’intervento in Consiglio – questo ha effetti anche su altri aspetti sociali, come le disuguaglianze nella salute o nelle opportunità educative. Per questo – ha continuato l’assessore citando i dati pubblicati nell’ultimo dossier ISTAT sulla povertà e il conseguente allarme lanciato da Save The Children per i “minori a rischio” – i bambini non possono più aspettare. Vanno ascoltati, vanno protetti, vanno accompagnati nel diventare grandi. Ora è il momento in cui dobbiamo garantirgli il diritto a sognare – ha incalzato l’assessore alle Politiche Sociali – non possiamo più fingere che non abbiano bisogno di sostegno, di conforto, di protezione affinché la loro infanzia sia spensierata, come ogni infanzia dovrebbe essere. Perciò ho chiesto al Consiglio di non aspettare più e di agire affinché sia garantita la piena attuazione nel territorio regionale dei diritti e degli interessi sia individuali che collettivi dei bambini. E finalmente ce l’abbiamo fatta.”

Rispondendo ai solleciti dell’Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza nazionale, la Sclocco porta avanti questa battaglia dal 2013, anno in cui, da consigliere di minoranza, aveva presentato un progetto di legge sul Garante Regionale. Lo stesso progetto era stato ripresentato alla nuova giunta nel 2015, ma fino ad oggi non era stato ancora discusso, nemmeno a seguito degli aggiornamenti della norma finanziaria, eseguiti in base al bilancio regionale, nel 2016 e nel 2017. “Siamo l’unica Regione in Italia che non aveva una legge sul Garante Regionale dell’Infanzia e dell’Adolescenza – ha spiegato la Sclocco – e senza questa norma stavamo rimanendo indietro anche sulla costituzione degli elenchi dei tutori volontari nei tribunali. Finalmente – ha concluso la Sclocco – oggi possiamo recuperare il tempo perduto in Abruzzo e possiamo assicurare e tutelare i minori senza indugio.”

Chieti. La leggenda del Milan Daniele Massaro nella giornata di ieri è stata ospite al pranzo a scopo benefico organizzato dal Milan Club “Ringhio d’Abruzzo” – Francavilla al Mare, tenutosi al Ristorante Aceto di Brecciarola.
Il ricavato dell’evento è stato devoluto alla ricostruzione di una Chiesa danneggiata dal terremoto. Alla giornata, oltre a “Provvidenza” è intervenuto anche lo storico rappresentante della Curva Sud Giancarlo Capelli, detto Il Barone. A margine dell’evento la bandiera rossonera ci ha gentilmente concesso un’intervista.


- Daniele Massaro, è ospite del Milan Club di Francavilla al Mare in occasione di un pranzo a scopo benefico. Come ha accolto questo invito?
- “Persone che mi hanno contattato, io mi trovavo in queste zone, mi sono organizzato per dedicare due ore alle persone che mi hanno fatto questo invito per una causa giusta. Ho fatto una due giorni per una charity qui vicino dove ho partecipato ad un’altra manifestazione, anche se dovevo tornare a lavorare in Mediaset per i Mondiali, ormai avevo promesso di venire qui. È un piacere incontrare tantissimi tifosi perché sono stati per dieci anni, da quando ho vestito la maglia del Milan, il dodicesimo uomo e mi sentivo un eroe quando urlavano il mio nome in curva e in tutto lo stadio, perciò è un piacere ancora vedere l’affetto che c’è nei miei confronti, vuol dire che ho lasciato dei buoni ricordi ed ho regalato delle emozioni”.
- In Abruzzo, subentrando a Eranio, è stato partecipe di un match passato agli annali: Pescara – Milan 4-5 nella stagione ‘92/’93. Che ricordo conserva di quella giornata e da che cosa è rimasto impressionato maggiormente?
- “Mi ricordo che ci avevano messo in difficoltà, però grazie a un grande centravanti, Marco Van Basten, abbiamo vinto la partita. Era un gruppo straordinario e noi cercavamo sempre di fare il nostro gioco e proprio con la bellezza del nostro gioco portavamo a casa i risultati”.
- Cosa rimpiange di quel calcio e di quel Milan?
- “Tutte le cose belle finiscono, ho avuto la fortuna di essere al posto giusto nel momento giusto, di avere indossato questa gloriosa maglia, di averla rispettata e onorata e di aver scritto il mio nome nell’albo d’oro di questa società con tantissime vittorie. C’è stata anche qualche sconfitta ma quel gruppo non si fermava davanti ad una vittoria cercando di conquistarla e non si fermava davanti ad una sconfitta cercando di migliorare per vincerla l’anno dopo”.
- Per quanto riguarda la sua carriera da calciatore per lei anche delle presenze in azzurro: ha partecipato nei Mondiali dell’82 e del ’94, nel primo era giovanissimo ed ha vinto senza giocare e nel secondo il successo è mancato davvero per poco. Tralasciando l’infausta finale con il Brasile del ’94, sono state comunque due esperienze che lasciano il segno negli anni sia a livello professionale che personale…
- “Sicuramente il primo anno di serie A vestire la maglia azzurra è stato un qualcosa di incredibile: far parte della spedizione e tornare a casa con la coppa pochi professionisti possono dirlo e possono mettere in bacheca questo trofeo. Poi ci sono stati 12 anni in cui non ho fatto parte della Nazionale, la costanza, la determinazione, la passione e grazie a delle persone che hanno cambiato radicalmente il modo di giocare e anche il ruolo, in primis Arrigo Sacchi, mi ha riportato in Nazionale dodici anni dopo. Sono riuscito anche a segnare il gol che ci ha permesso di andare avanti nel girone e purtroppo c’è stata la finale persa ai rigori contro il Brasile che è stata sicuramente la squadra che ha giocato meglio, ma giocando in condizioni diverse noi potevamo certamente fare qualcosa di più”.
- Invece il Mondiale in corso sta riservando diverse sorprese tra cui le eliminazioni di Germania, Argentina e Portogallo, si aspettava queste uscite?
- “Si, quando incontri Nazionali che hanno più motivazioni, anche se hai una Nazionale con grandi campioni rischi di perdere, questo è lo sport: se prepari bene sia a livello fisico che mentale un torneo che dura solo quaranta giorni, come sempre ci sono delle sorprese e quest’anno ne stiamo vedendo parecchie con delle Nazionali che stanno facendo un buon calcio rispetto ai top team”.
- Cosa prevede per la finale?
- “Non lo so, fino ad oggi posso dire che Croazia e Belgio mi hanno molto entusiasmato, il Brasile a fatica è riuscito a passare, vediam se avrà la forza di non fallire un altro Mondiale”.

Milano. Secondo l’ultima analisi redatta i primi di giugno 2018 dall’Albo Unico del CNAPPC (Consiglio Nazionale degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori), gli architetti residenti in Italia sono oltre 155 mila e di questi 3.989 sono in Abruzzo. La provincia con il maggior numero di professionisti è quella di Pescara, con 1.514 iscritti. Questi sono i numeri che emergono dallo studio effettuato in occasione dell’VIII Congresso Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori italiani "Abitare il Paese Città e Territori del Futuro Prossimo" che si terrà a Roma, all’Auditorium Parco della Musica, dal 5 al 7 luglio. Un appuntamento nel corso del quale - a dieci anni dall’ultimo Congresso tenutosi a Palermo - il Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori intende offrire un significativo contributo sul futuro dell'abitare, delle città e dei territori, proponendo una nuova visione della qualità della vita urbana e illustrando nuovi progetti da presentare al Governo.

Durante il Congresso saranno presentati principi per proposte di legge concrete, una sullo sviluppo della città e l’altra sull’architettura e sulla cultura dello spazio costruito e del territorio, per rispondere all’esigenza di disegnare con urgenza la nuova città digitale. Uno degli obiettivi principale del Congresso è, infatti, quello di far germogliare un nuovo paradigma della qualità della vita urbana, armonizzando tra loro tre elementi fondamentali: la crescita economica, l’inclusione e la tutela dell’ambiente come impegno a favore delle generazioni future.

“Abbiamo fortemente voluto questo Congresso – dichiara Giuseppe Cappochin, presidente del Consiglio nazionale degli architetti – per promuovere, a larga scala, nell’interesse del Paese, una nuova cultura dell’architettura e della costruzione di qualità, che rafforzi attivamente la coesione sociale, garantisca la sostenibilità dell’ambiente e contribuisca alla salute e al benessere di tutta la popolazione e, conseguentemente, per riflettere sulle prospettive, opportunità e responsabilità che hanno in generale i professionisti e, in particolare, i giovani architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori che oggi si affacciano al mondo della professione: agli architetti di domani saranno richieste non solo una preparazione tecnica, ma anche competenze di gestione manageriale, tecnologica, digitale, di intelligenza artificiale. Così come è realtà il mondo dell’Industria 4.0, abbiamo avuto oggi la conferma che, anche per gli Studi e i singoli professionisti, si sia alle soglie dei Servizi 4.0.”

In Abruzzo, come in tutta Italia, il numero degli architetti uomini è superiore a quello delle donne, ma le generazioni più giovani stanno facendo registrare un’inversione di marcia. A Pescara, per esempio, tra i professionisti “over 51” si contano 414 uomini e 195 donne, ma il dato cambia considerevolmente andando ad analizzare i numeri degli “under 30” che vedono le architette di molto superiori agli architetti, 62 contro 25. Le donne architetto in Abruzzo sono 1.663, gli uomini, invece, 2.326.

“Anche nel nostro Paese, così come avviene nella maggior parte dei Paesi europei, devono essere messi in atto imponenti programmi di rigenerazione urbana incentrati sulla cultura dello spazio edificato - afferma Giuseppe Cappochin - che richiede un giusto equilibrio tra gli aspetti culturali, sociali, economici, ambientali e tecnici della pianificazione, della progettazione, della costruzione e del riuso adattivo, nell’interesse pubblico del bene comune. Per realizzare rigenerazioni di città che diventino sempre più luoghi desiderabili dove vivere, lavorare, incontrarsi, formarsi, conoscere e divertirsi: un luogo attrattivo, dunque, da tutti i punti di vista. Una città che risponda alla nuova fase di trasformazione che stiamo vivendo attraverso fenomeni come la globalizzazione, la digitalizzazione e l’urbanizzazione che stanno modificando l’economia, la società, il quadro demografico e ambientale. Tutto ciò – conclude Cappochin – con la consapevolezza della peculiarità e della eterogeneità delle città e dei territori italiani, dei loro bisogni e soprattutto di come la buona architettura rappresenti un bene comune dal punto di vista culturale, sociale ed economico.”

Al Congresso parteciperanno, tra gli altri, Paolo Stella Richter, avvocato cassazionista, Giovanni Maria Flick, Presidente emerito della Corte Costituzionale, Gil Penalosa, ex Sindaco di Bogotà, Direttore e Presidente del Consiglio Esecutivo 8-80 Cities su “Creating Vibrant and Healthy Cities for All”, Lorenzo Bellicini, Direttore del Cresme, Mario Abis, sociologo, professore di Statistica e Ricerche Psicosociali Università IULM di Milano, Paolo Baratta, Presidente della Biennale di Venezia, Vittorino Andreoli, psichiatra e scrittore; Michele Dall’Ongaro, Presidente – Sovrintendente Accademia Nazionale di Santa Cecilia, João Nunes, architetto, paesaggista, fondatore e CEO di PROAP, Andreas Kipar, architetto, paesaggista, fondatore e CEO di LAND, Hans Kollhoff, architetto e professore.

L'Aquila. "La Regione Abruzzo secondo la legge regionale n. 3/2014 prevede che i soggetti pubblici (Comuni ed Amministrazioni separate degli Usi civici) debbano redigere il Piano di gestione silvo-pastorale. In sostanza un piano regolatore dei boschi, primo elemento di prevenzione degli incendi, che ne prevede l’utilizzo, la manutenzione e la sicurezza attraverso la realizzazione, ad esempio, di fasce tagliafuoco. Ora, sebbene finanziati, ormai a oltre quattro anni dalla promulgazione della legge sembrerebbe che un solo Comune abbia concluso l’iter e abbia il piano operativo. Questo è un fatto grave e la responsabilità va alle amministrazioni inadempienti, ma anche alla Regione che non le ha messe in mora nominando eventualmente un commissario. Va detto che anche la stessa Regione ha ritardi inspiegabili e ancora oggi non si è dotata del Piano regionale delle foreste. Non eravamo la Regione Verde d’Europa?

La mancata volontà della Regione di mettere in atto concrete politiche di prevenzione è anche dimostrato dal fatto che nel PSR ( Piano di Sviluppo Rurale) solo lo 0,7% dei fondi è destinato alla misura “8.3.1-Investimenti a protezione delle superfici forestali” e il disinteresse verso questo importante settore è ulteriormente dimostrato dalla recente riorganizzazione degli uffici con lo smembramento delle attività di autorizzazione ai tagli boschivi trasferite sul territorio a chi fino ad ora si occupava di agricoltura e non ha competenze e preparazione in materia forestale. Anche la materia degli usi civici (tutti pascoli e foreste) è stata divisa dal settore forestale.

La Regione Abruzzo, a quasi un anno dagli incendi devastanti, è ancora inadempiente su questo fronte. Il Consiglio regionale, nei giorni scorsi, avrebbe dovuto discutere sulle disposizioni urgenti in materia di protezione civile per il sostegno finanziario delle attività antincendio, ma non è stato fatto, sarebbe stato comunque un intervento tardivo e poco efficace. Ormai è di dominio nazionale che il doppio incarico, presidente di Regione e Senatore, di Luciano D’Alfonso sta tenendo bloccata un’intera regione (per il dono dell’ubiquità pare si stia ancora attrezzando). Non sono state prese in considerazione nemmeno le denunce e le proposte emerse in due Convegni lo scorso anno, uno a Rieti e uno a Pescara, che hanno portato alla “Carta per la lotta agli incendi boschivi” sottoscritta da tutte le Associazioni ambientaliste abruzzesi e cinque organizzazioni scientifiche e sono state completamente ignorate dalla Regione.

Eppure l’estate del 2017 resterà alla storia per il caldo insolito e per tutte le conseguenze che ne derivano. Come di prassi, nonostante la storia si ripeta, l’uomo è sempre impreparato ad affrontare l’emergenza ma è sempre pronto a gridare: “A lupo, a lupo”. Tutto si spegne in autunno, come ogni anno, la stagione delle piogge torna provvidenziale e tutte le discussioni sulle soluzioni possono essere rinviate a data da destinarsi. Partiamo dal 5 agosto con l’incendio a Campo Imperatore. Gli incendi hanno interessato oltre 3.500 ettari di superficie boscata e 2.500 di superficie non boscata, quasi 1/3 in aree protette, in zone di particolare pregio ambientale, un record negativo per la Regione dei Parchi.

La Magistratura ha accertato solo le responsabilità colpose di coloro che materialmente hanno provocato l’incendio di Campo Imperatore. Successivamente ci sono stati gli incendi, di natura dolosa, sul Morrone, nel Parco del Sirente-Velino e nella Marsica, solo per citare i principali, ma nessun responsabile ed eventuali mandanti individuati così come nessuno è colpevole per le inadempienze e inefficienze degli Enti preposti, prima fra tutte la Regione ma anche gli Enti Parco.

Palesi sono state infatti le inefficienze e le inadempienze, per non parlare della scellerata riforma Madia (D. Lgs. 19 agosto 2016, n. 177) che ha, di fatto, cancellato il Corpo Forestale dello Stato.

Intanto, apprendiamo con favore che il Ministro per l’Ambiente Costa sta promuovendo la video sorveglianza, compreso l’uso di droni, nelle aree protette a partire da quella del Vesuvio.

Di norma, in Protezione civile, una volta definito il rischio (in questo caso rischio incendi boschivi) per diminuirlo vanno individuate le azioni di prevenzione e previsione da mettere in atto e per il rischio residuo si procede alla sua pianificazione. Naturalmente previsione e prevenzione hanno respiro poliennale e per i boschi sono rappresentate dalla corretta conduzione e manutenzione.

In questo, di certo, non aiuta il pessimo Decreto CM sul Testo Unico Forestale firmato, in “zona Cesarini”, dal Presidente Mattarella, nonostante i numerosi appelli contrari da parte del mondo scientifico e accademico.

Auspichiamo che la prossima stagione estiva non ci faccia assistere a tragici avvenimenti come quelli dello scorso anno e che, davvero, questo sia l’inizio di una nuova era per una corretta gestione e salvaguardia dei boschi a livello nazionale, regionale e locale". Lo afferma in una nota il consigliere regionale del M5S, Gianluca Ranieri.

Pescara. Lombardia e Piemonte hanno dato vita ad una grande sfida nel pomeriggio odierno nelle gare per la prima giornata della seconda fase. Le lombarde, campionesse in carica, si sono arrese al Piemonte al palasport Cornacchia di via Elettra. È il Lazio l’unica squadra della Pool A ad aver portato a casa l’intero bottino di punti, vincendo entrambe le partite del girone e piazzandosi anche in testa alla classifica avulsa della Pool.
L’Abruzzo squadra di casa, dopo essere stato promosso dalla Pool B, si è ritrovata in un girone di ferro proprio con Piemonte e Lombardia rimediando due sconfitte. Bella anche la sfida sul campo B del Pala Dean Martin di Montesilvano, dove tra Veneto ed Emilia Romagna è stato necessario il terzo set per decretare la squadra vittoriosa.
Nel girone A1 Piemonte e Lombardia si sono contesi fino all’ultimo punto il primo posto nel raggruppamento. Entrambe le rappresentative, infatti, hanno battuto l’Abruzzo 2-0 e nella terza sfida il Piemonte ha avuto la meglio sulle campionesse in carica vincendo 15-13 al tie-break.
Nel girone B1 il Lazio si è classificato a punteggio pieno, con due vittorie ai danni della Liguria e del Friuli Venezia Giulia, che a sua volta si è arreso 2-0 alle ragazze liguri. Nel raggruppamento C1 la Toscana prima ha dovuto cedere il passo alla Puglia (0-2), ma si è riscattata successivamente contro l’Umbria battendola 2-1. Con lo stesso risultato le umbre si sono arrese anche alla rappresentativa della Puglia. Nel D1 l’Emilia Romagna ha avuto la meglio sulla Sicilia per 2-0 e poi si è imposta al tie-break sul Veneto. Quest’ultimo ha strappato il successo alle ragazze sicule, che si sono arrese 2-0.
Nella Pool B, invece, il girone E1 è targato Trentino grazie alle vittorie piene su Molise e Sardegna. La stessa Sardegna l’ha spuntata sul Molise per 2-0. Nel raggruppamento G1 la Calabria vince due partite entrambe al tie-break: Basilicata e Alto Adige le due selezioni sconfitte, con lo stesso Alto Adige in grado di vincere 2-0 contro la Basilicata. L’ultimo girone della Pool B, quello H1, ha visto le Marche battere la Valle d’Aosta 2-0. Dalla seconda gara è entrata in scena la Campania che, dopo avere battuto 2-0 le valdostane, si è imposta al tie-break sulle Marche.
Oggi la seconda giornata della seconda fase. Per vedere tutto il programma delle gare cliccare sul seguente link.
http://www.kinderiadivolley.it/TDR/2018/Gare?coId=82&data=28%2F6%2F2018
Una volta aperta la pagina, cliccando sull’icona blu delle info troverete l’impianto di gioco di ogni partita.

LA FORMULA
Le squadre classificatesi nella prima fase ai primi 9 posti secondo la classifica avulsa sono rimaste nella Pool A e assieme alle tre squadre vincenti i tre gironi della Pool B sono state suddivise in 4 gironi da 3 squadre che hanno disputato una prima giornata di gare della seconda fase con un girone di sola andata per contendersi i posti dal 1° al 12° posto nella classifica generale. Le tre squadre invece classificatesi al 10°, 11° e 12° posto della classifica avulsa nella prima fase della Pool A, insieme alle sei classificatesi dal 3° al 9° posto della prima fase della Pool B, sono state suddivise in tre gironi da tre squadre che hanno disputato una prima giornata di gare della seconda fase con un girone di andata per contendersi i posti dal 13° al 21° posto nella classifica generale. Domani le dodici squadre della Pool A giocheranno una seconda giornata di gare e saranno suddivise ulteriormente in quattro raggruppamenti da 3 squadre che disputeranno un girone di sola andata ed al termine delle due giornate della seconda fase verrà stilata una classifica generale dal primo al 12° posto. Così le 4 squadre classificatesi dal primo al quarto posto nella graduatoria conclusiva disputeranno le semifinali e le finali per i piazzamenti dal 1° al 4°. Le quattro squadre classificatesi dal quinto all’ottavo posto nella graduatoria conclusiva disputeranno le semifinali e le finali per i piazzamenti dal 5° al 8°. Le quattro squadre classificatesi dal nono al dodicesimo posto nella graduatoria conclusiva disputeranno le semifinali e le finali dal 9° al 12°. Le due squadre che disputeranno la finale per l’undicesimo e il dodicesimo posto della classifica finale della Pool A, verranno retrocesse nella Pool B nel Trofeo delle Regioni che si disputerà l’anno prossimo.
Tornando alla seconda giornata di gare della seconda fase, per quanto riguarda le nove squadre della Pool B saranno suddivise ulteriormente in tre gironi da 3 squadre che disputeranno un raggruppamento di sola andata. Al termine delle due giornate verrà stilata una classifica generale dal primo al nono posto: le tre squadre piazzatesi dal primo al terzo posto nella classifica finale disputeranno un’ulteriore concentramento per i posti dal 13° al 15°. Le squadre che si qualificheranno al 13° e 14° posto verranno promosse nella Pool A per il Trofeo delle Regioni che si disputerà l’anno successivo. Le 3 squadre classificatesi dal quarto al sesto posto nella classifica finale disputeranno un’ulteriore concentramento per i posti dal 16° al 18°. Le tre squadre classificatesi dal settimo al nono posto nella classifica finale disputeranno un’ulteriore concentramento per i posti dal 19° al 21°.

Pescara. C’è anche la nazionale italiana presente alle Kinderiadi – Trofeo delle Regioni in corso di svolgimento in Abruzzo. Ad assistere alle prime partite della manifestazione che si stanno tenendo oggi, sono presenti l’allenatrice della nazionale italiana maschile under 20, Monica Cresta, e quello dell’under 18 Vincenzo Fanizza, oltre che alcuni ragazzi delle stesse nazionali quali Leandro Mosca, Francesco D’Amico, Filippo Federici ed i figli d’arte Francesco Recine e Diego Cantagalli.
Queste le parole del tecnico Monica Cresta: «Per tutti noi che abbiamo lavorato durante il Trofeo delle Regioni, le Kinderiadi sono la manifestazione più bella a livello giovanile che la federazione abbia potuto creare. Io ho fatto tredici Trofei delle Regioni, quindi per me essere qua e non poter essere sui campi dà un po' di invidia rispetto ai colleghi che invece sono lì. Vederli da fuori però mi dà la possibilità di osservare tutte le regioni d’Italia nella manifestazione veramente più grande. Mi auguro che ci sia un miglioramento sui fondamentali di base. Noi abbiamo girato tutto l’anno per i vari RegionalDay e abbiamo visto dell’ottima qualità in tutta Italia. Rispetto agli altri anni secondo me il torneo è più equilibrato e ci sono diverse regioni che possono ambire al primo posto».
In mattinata il Ct della nazionale italiana femminile, Davide Mazzanti, ha invece incontrato a Montesilvano i selezionatori delle formazioni femminili. Al termine del confronto tecnico ci ha rilasciato una breve dichiarazione: «E’ stata una riunione costruttiva, ci siamo visti a novembre una prima volta, abbiamo costruito un percorso con il processo selettivo che ovviamente continuerà. È stato un incontro per analizzare quello che abbiamo fatto e quali sono poi le linee guida per proseguire il nostro percorso. Le Kinderiadi sono un’occasione di confronto ma anche per chiudere la stagione agonistica, e quindi una festa della pallavolo come si è visto nella cerimonia di apertura. Il livello tecnico? Mi aspetto quanto già visto durante i processi selettivi, che è già molto indicativo. Adesso vedrò le ragazze giocare in un contesto di gara e mi aspetto di vedere le cose che abbiamo portato avanti in questa annata insieme. Sono inoltre curioso di vedere quali adattamenti nelle varie regioni avranno apportato al loro sistema di gioco».
Nella sezione Gallery del sito internet delle Kinderiadi, all’indirizzo http://www.kinderiadivolley.it/TDR/2018/pagina-index troverete le video interviste a Monica Cresta e Davide Mazzanti, oltre che a vari ospiti intervenuti al Trofeo delle Regioni.

Roma. Il segretario generale Uil Abruzzo, Michele Lombardo, è intervenuto questa mattina al congresso nazionale della Uil in svolgimento a Roma.

Ecco il suo intervento: "Voglio partire con una riflessione che mi è venuta ieri prima che Barbagallo facesse la sua relazione: vedere l'emozione del nostro segretario generale mi ha riportato con la mente a 32 anni fa, quando da giovane operaio metalmeccanico dovetti fare la scelta a quale sindacato iscrivermi. E scelsi la Uil. Nelle lacrime di Carmelo, dunque, c'è la passione: quella passione che serve per fare sindacato e che purtroppo questo Paese ha perso. Abbiamo perso proprio la passione per gli ideali, la passione per quello che si è e per quello che si fa. Il Congresso giunge in un momento particolare: siamo sempre più un Paese individualista, che ha smarrito la via della solidarietà, e ha dimenticato il compito e la missione indispensabili per continuare a essere il secondo Paese manifatturiero al mondo, e uno dei Paesi più industrializzati al mondo. Noi oggi discutiamo con tutti, sul merito, ma dobbiamo essere fermi sulle nostre posizioni, che non possono prescindere dalla necessità di riconoscere che la lotta alla povertà dilagante passa attraverso una sola parola: il lavoro. Solo il lavoro crea dignità e sviluppo. Noi facciamo i sindacalisti, non i politici: non ci bastano gli slogan, ma siamo per i fatti. In merito all'unità, noi dobbiamo giocare all'attacco. Condivido quanto ha detto ieri Barbagallo: serve una nuova vertenza per il paese. Serve ridiscutere di politica industriale, fisco, e porre al centro del dibattito i temi complessivi del lavoro. Ritengo che la Uil da questo congresso possa continua a giocare un ruolo fondamentale per il Paese, ma dobbiamo essere fermi sulle nostre posizioni. Apprezzo tutti e cinque i punti della piattaforma proposta. Ci sono due questioni di fondo: la sicurezza sul lavoro (in tre giorni in Abruzzo abbiamo avuto due morti, aggressioni in carcere), da recuperare. In Abruzzo, inoltre, abbiamo un presidente a metà tempo perché è stato eletto senatore: patto per lo sviluppo, Masterplan, Carta di Pescara sono stati adottati negli anni passati, ma purtroppo l'Abruzzo è tornato nel Mezzogiorno, e lo Svimez che ci dice che siamo tra le regioni di coda. E' indispensabile, dunque, che anche l'Abruzzo svolti verso la giusta direzione, come auspicato dallo slogan di questo congresso. Viva la Uil!"

 

Info su Uil Abruzzo: www.uilabruzzo.it 

Roma. “Mi dispiace che l’On. Martino non apprezzi le mie iniziative. Me ne farò una ragione ma non mi strappo le vesti per questo" lo ha dichiarato in una nota Fabrizio Di Stefano.
“A lui invece auguro un buon lavoro in Parlamento per il bene dell’Abruzzo, che ne ha davvero bisogno, ed è per quello che dovremmo lavorare tutti insieme e non mettendosi in cattedra e scrivendo la lista dei buoni e dei cattivi” ha continuato Fabrizio Di Stefano.
“Io dal canto mio continuerò a costruire un progetto per risollevare un Abruzzo che la guida del Presidente D’Alfonso ha fatto precipitare in un baratro. Mi auguro che, magari un domani, l’On. Martino abbia un ripensamento su questo giudizio, così come l’ha avuto su Renzi quando era al suo fianco sul palco della Leopolda, e comprenda che la mia azione è volta esclusivamente al bene dell’Abruzzo e degli Abruzzesi” ha concluso Fabrizio Di Stefano.

Sponsor

Metropolitan Web

Metropolitan è un giornale online abruzzese.

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie vai alla sezione