L'Aquila. "Nei giorni scorsi è apparso sui social un evento pubblico che prevede l’organizzazione di un’escursione in quad all’interno dei territori del Parco Nazionale d’Abruzzo per il prossimo 20 maggio.

L’itinerario pubblicizzato prevede il passaggio con mezzi motorizzati 4x4 di fiumi, pozze di fango, boschi e pietraie, in un periodo dell’anno particolarmente delicato per flora e fauna, come quello della stagione riproduttiva.

È facilmente immaginabile il danno che l’attraversamento di corsi d’acqua e pozze provocherà all’ittiofauna e agli anfibi, che in questo periodo hanno effettuato la deposizione, o anche agli uccelli che nidificano a terra nelle aree di pascolo e nelle praterie: il passaggio dei quad andrà a distruggere le uova compromettendo la riproduzione di numerose specie.

Inoltre i territori attraversati sono in area di presenza e passaggio dell’Orso bruno marsicano e gli eventi e i raduni, soprattutto con i mezzi motorizzati, sono considerati tra le cause disturbo alla specie, tanto che tra le azioni del Life Arctos – Progetto europeo per la tutela dell’Orso realizzato dal Parco negli anni scorsi – molte risorse sono state spese proprio per la chiusura, tramite sbarra, delle sterrate presenti nell’areale della specie al fine di evitare la frequentazione di mezzi non autorizzati.

Dalle informazioni riportate non si evince chiaramente se l’itinerario attraversi l’interno di aree protette e in particolare del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, anche se, nel titolo, l’evento viene ampiamente promosso come una giornata all’interno del Parco.

Va precisato che l’attraversamento con mezzi motorizzati di aree naturali all’interno di Parchi nazionali e Riserve naturali regionali è vietato!

Nulla viene riportato rispetto all’attraversamento di Siti di Interesse Comunitario (SIC) presenti nel territorio. Nel caso in cui l’itinerario ricada poi all’interno di SIC, è necessaria la preventiva realizzazione della procedura di Valutazione di Incidenza secondo quanto stabilito dalle direttive comunitarie e dalla normativa nazionale e regionale.

In ogni caso l’impatto sulle specie non è diverso sia nel caso in cui l’itinerario sia esterno al perimetro di aree protette sia nel caso sia interno.

Per questo il WWF ha interessato della questione gli organi competenti affinché intervengano per impedire lo svolgimento di un’iniziativa che, per il divertimento di pochi, può provocare un fortissimo disturbo a tutti gli altri escursionisti e turisti che vorranno visitare il Parco in quel giorno, oltre a determinare un danno a specie e habitat protetti all’interno di un territorio dall’elevata valenza naturalistica che non può essere considerato un luna park senza regole". Si legge così in una nota del WWF Abruzzo.

L'Aquila. "La presenza in migrazione della Cicogna bianca in Abruzzo è fatto abbastanza regolare ma vederne uno stormo di 32 assieme con lo sfondo di uno tra i più bei paesaggi d'Abruzzo rimane sempre un'esperienza affascinante.

Le tre foto scattate dal socio SOA Massimo Pellegrini dopo una segnalazione dell'appassionato Mario Rainaldi documentano la presenza di una specie che fortunatamente sta tornando a nidificare in molti siti italiani ed europei.

Per ragioni di tutela preferiamo non indicare il posto esatto dove queste meraviglie della natura si sono fermate per rifocillarsi per qualche giorno durante il lungo viaggio dall'Africa all'Europa.

È l'occasione per evidenziare per l'ennesima volta l'importanza degli altipiani maggiori abruzzesi come siti di sosta per l'avifauna durante la migrazione sia primaverile che autunnale. Sono luoghi che dovrebbero essere individuati e mappati secondo la direttiva comunitaria 147/09/CE "Uccelli" a fini di tutela ma l'Abruzzo, privo di Piano faunistico venatorio, non ancora provvede. Tra l'altro a poche centinaia di metri dal punto di osservazione i nostri soci hanno osservato ben tre gruppi di cacciatori con cani in addestramento che costituiscono, come più volte affermato dall'ISPRA e dalla stessa Corte Costituzionale in una recente sentenza proprio su una abruzzese sull'addestramento cani, una forma di disturbo sia per i migratori sia per le specie che stanno iniziando a riprodursi (alcune di queste nidificano a terra).

Questa segnalazione si aggiunge a quelle di altri animali protetti quali falchi grillai, albanelle reali e minori e altri rapaci che in aprile-maggio e settembre-ottobre si concentrano in territori ristretti dove riescono ad alimentarsi. Se pensiamo che la loro migrazione può coprire traiettorie di 5-6.000 km si comprenderà l'importanza di evitare qualsiasi forma di disturbo in momenti delicatissimi come la sosta". Si legge così in una nota della Stazione Ornitologica Abruzzese ONLUS.

Pineto. "L'inaugurazione del sottopasso ferroviario della stazione di Pineto ha evidenziato come, in Abruzzo, dovrebbero essere attrezzate le stazioni ferroviarie, per favorire una reale intermodalità tra bicicletta e treno."

E' quanto dichiara il Coordinamento interregionale FIAB Abruzzo-Molise che parte proprio dai lavori eseguiti nella cittadina adriatica per porre l'attenzione sulla necessità di attrezzare meglio scali ferroviari e potenziare il trasporto delle biciclette sui treni, per rendere la nostra regione un distretto cicloturistico di eccellenza e incentivare l'utilizzo della bicicletta per gli spostamenti quotidiani.

"Un protocollo di intesa tra FIAB e RFI - Rete Ferroviaria Italiana - del 2015 prevedeva il progressivo adattamento delle stazioni ferroviarie italiane, individuando alcuni progetti pilota. In Abruzzo le stazioni di Giulianova e Pescara Porta Nuova sarebbero dovute diventare "bike friendly", con la realizzazione di parcheggi coperti e pavimentati in cui lasciare la bicicletta, scivoli per accedere ai binari, aree per il bike–sharing, locali da dedicare a ciclofficine, segnaletica dedicata"

"Purtroppo, ad oggi, i lavori previsti dal protocollo nelle due stazioni non sono partiti e, come nelle altre stazioni abruzzesi, accedere ai binari con le biciclette diventa difficoltoso. Insufficiente, inoltre, appare la dotazione di posti bicicletta sui treni regionali, sia per i vettori Trenitalia che TUA, soprattutto in vista di un futuro sviluppo del turismo in bicicletta nella nostra regione, grazie al completamento della rete ciclabile costiera del progetto Bike to Coast".
"La combinazione fra treno e bicicletta negli spostamenti quotidiani e in quelli occasionali, per lavoro e per turismo - sottolinea il Coordinamento FIAB - costituisce un sistema efficiente e capillare, che offre la possibilità di muoversi rapidamente, in modo sano, rispettoso dell’ambiente ed economico. Per l’ECF (Federazione Ciclistica Europea) e la CER (Comunità delle Aziende e dei Gestori Ferroviari Europei) è fondamentale che treno e bicicletta lavorino insieme per ridurre l’impatto economico e ambientale del settore dei trasporti.

FIAB, al ivello nazionale, è impegnata per migliorare l’intermodalità treno+bicicletta, anche in collaborazione con le imprese ferroviarie, in primo luogo con il Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane e le sue società Trenitalia e RFI, e, a livello locale, con le Regioni e le società di trasporto locale, promuovendo il trasporto gratuito delle biciclette sui treni (come in Abruzzo) e l'adozione di norme che favoriscano l'intermodalità.

Le combinazioni treno+ bici sono molte: si può raggiungere la stazione ferroviaria con la bici e lasciarla in sosta per proseguire il viaggio in treno; usare il bike sharing nei percorsi casa-stazione e stazione-lavoro; salire sul treno con la bici. Si possono usare treno e bicicletta per gli spostamenti quotidiani, per la gita fuori porta, per i lunghi viaggi. Negli spostamenti casa-lavoro, l’intermodalità permette di incentivare, sia da un punto di vista economico che di tempo, il “bike to work”, con impatti positivi per il traffico e per l'ambiente.

Il treno allarga gli orizzonti del cicloturista: permette di coprire rapidamente lunghe distanze e di superare zone poco interessanti, dislivelli troppo impegnativi, strade molto trafficate e poco sicure. La Rete Ciclabile Nazionale Bicitalia e la rete europea Eurovelo, per esprimere appieno il loro potenziale, hanno bisogno di appoggiarsi su una rete ferroviaria organizzata per il trasporto delle biciclette."

"Facciamo quindi un appello - conclude FIAB - a Trenitalia, RFI, TUA, e Regione Abruzzo, perchè tutte le stazioni abruzzesi vengano adeguate per favorire l'utilizzo da parte dei ciclisti e che si migliori sempre più il servizio di trasporto delle biciclette sui treni, attrezzando le carrozze con un numero maggiore di stalli, soprattutto nei periodi di maggiore flusso cicloturistico. Solo così la nostra Regione potrà competere con le altre realtà europee, dove da anni la bicicletta è diventata un importante strumento di promozione sociale ed economica".

Pescara. L’Abruzzo, con un edificio con ascensore ogni 110 abitanti, si classifica al terzo posto fra le regioni italiane per densità di ascensori ma al dodicesimo per numero assoluto con 12.078 immobili che hanno almeno un impianto. È quanto emerge da un’analisi di thyssenkrupp Elevator Italia, azienda specializzata in ascensori e scale mobili.

Pescara e provincia si collocano al dodicesimo posto in Italia e al primo in Abruzzo per presenza di ascensori (un edificio con ascensore ogni 94 abitanti). Al secondo posto si trova la provincia di Teramo (1/96 cittadini, 13esima a livello nazionale), seguita da Chieti (1/115 abitanti, 22esima a livello nazionale). Ultima L’Aquila: il capoluogo abruzzese, con un ascensore ogni 150 abitanti, si posiziona ultima in Abruzzo e cinquantatreesima a livello nazionale.

“Dalle nostre analisi – spiega Luigi Maggioni, amministratore delegato di thyssenkrupp Elevator Italia – in Abruzzo, gli impianti presenti nei circa 12.078 edifici con ascensori sono utilizzati da 1 milione di persone e richiedono mediamente poco più di 5 interventi all’anno. I motivi principali delle chiamate sono: guasti alle porte, schede elettroniche bruciate, bottoniere usurate, ecc.” I maggiori costi sostenuti dai condomini per questi interventi, secondo thyssenkrupp Elevator Italia, ammontano a oltre 700 € l’anno.

“Il servizio di manutenzione predittiva e preventiva per gli ascensori – prosegue l’amministratore delegato – può ridurre del 50% i tempi di fermo impianto. Collegando in rete tutti gli ascensori è possibile monitorare da remoto lo stato di salute e intervenire tempestivamente. L’ascensore oggi è il mezzo più usato al mondo: i 12 milioni di impianti esistenti sono usati da un miliardo di persone. E’ stato stimato che ogni anno si accumulano 190 milioni di ore di fuori servizio a livello mondiale, di cui 11 milioni di ore in Italia. Questo significa che nel nostro Paese un ascensore sta fermo per guasti mediamente 4 giorni e mezzo all'anno”

“L’ascensore – conclude infine Maggioni - consuma il 10% dell’energia totale di tutto l’edificio. L’impiego di tecnologia innovativa consente all’industria ascensoristica di migliorare le performance e l’efficienza energetica: un ascensore efficiente, realizzato con tecnologie standard consuma il 27% in meno di energia ma un ascensore “moderno”, realizzato con materiali ultra leggeri, elettronica intelligente che lo mette in standby se inutilizzato e dotato di sistemi che recuperano l’energia in frenata, permette un risparmio energetico fino al 50%”.

L’Italia è il Paese che ha il parco ascensori più vasto, ma anche più “anziano” in Europa: circa il 40% degli impianti in funzione ha più di 30 anni e oltre il 60% non è dotato di tecnologie moderne capaci di garantire un livello assoluto di sicurezza agli utenti. Gli impianti installati prima del 1999 non sono dotati delle moderne tecnologie in grado di garantire il livello di sicurezza minimo richiesto dagli standard Europei (Nuova Direttiva Ascensori 2014/33/UE). Si pensi ad esempio ai sistemi di chiamata d’emergenza, ai sistemi di chiusura delle porte automatiche, al livellamento tra piano e cabina di ascensore.

L'Aquila. In merito alla riforma del Testo unico del commercio in atto in Abruzzo, settore che, secondo la Regione, “necessita di un intervento di riordino e razionalizzazione” dato che nel tempo c'è stata “la stratificazione di una pluralità di interventi normativi”, è stata ascoltata anche l'associazione di categoria Ascom Abruzzo. La delegazione di Ascom, formata dal presidente regionale Angelo Allegrino, dalla responsabile dell'Imprenditoria femminile Annalisa De Luca e dal legale di Ascom Abruzzo, Quirino Ciccocioppo, è stata sentita dalla III Commissione della Regione (Attività produttive, Sviluppo economico e Agricoltura). Ecco, secondo il presidente regionale Allegrino, gli ambiti nei quali bisogna intervenire.
- Grande distribuzione. “Bisogna riconoscere - ha detto Allegrino - che questo Testo unico, dopo anni di scempio consentito in Abruzzo, ha messo un freno anche se si poteva fare meglio. Non dimenticando cosa ha comportato lo scellerato permissivismo nei confronti della grande distribuzione organizzata, ossia la chiusura di una miriade di attività in particolare nei piccoli comuni e nei centri storici, provocando anche lo spopolamento di dette zone”.

- Ristorazione sui trabocchi. “Occorre regolamentare meglio questa attività, con limitazione di presenze considerando le problematiche igieniche, sia delle cucine che dei bagni, e la sicurezza degli impianti, visto che alcune strutture ospitano anche 150 persone per volta. Da non dimenticare la problematica dell’accesso ai disabili”.

-Agriturismo. “Anche questo settore va regolamentato meglio, facendo rispettare le normative vigenti, oppure facendole più ferree, altrimenti si verifica una concorrenza sleale nei confronti della ristorazione tradizionale che è sottoposta a regolamenti più restrittivi e più costosi economicamente”.

- Commercio al dettaglio. “Bisogna che la Regione – ha ancora evidenziato Allegrino – si attivi di concerto con i Comuni con iniziative sia economiche che organizzative per rendere più facile la sopravvivenza delle piccole e medie aziende commerciali che, spesso lo dimentichiamo, sono state e sono lo zoccolo duro della nostra economia. Esse svolgono anche un importante ruolo sociale, dando servizi in aree disagiate e zone storiche”.

Pescara. Diminuisce dell’11,2 per cento il credito alle imprese artigiane, pari a 104 milioni di euro in meno nel 2017, piazzando la nostra regione al terzultimo posto in Italia. Più in generale, i prestiti alle imprese con meno di venti dipendenti – dunque l’ossatura della nostra economia – sono diminuiti l’anno scorso dell’1,6 per cento, mentre sono aumentati dell’1,2 per cento quelli alle imprese più grandi. Sul versante delle famiglie, i mutui sono aumentati ma, al netto di surroghe e sostituzioni, i nuovi prestiti sono di fatto diminuiti del 14 per cento. I dipendenti del settore bancario, infine, sono diminuiti del 5 per cento: da 3881 del 2016 al 3686 del 2017. Sono alcuni dei dati sul settore bancario emersi ieri, venerdì 27 aprile, nel corso del congresso regionale della Uilca, la federazione del credito, esattorie e assicurazioni della Uil, che si è svolto a Pescara, al termine del quale è stato rieletto segretario regionale Maurizio D’Antonio, che sarà affiancato da una segreteria composta da Alessandro Roselli e Antonello Galassi, e dal tesoriere Domenico Zocco. Presenti anche Vito Pepe, segretario nazionale Uilca, e Michele Lombardo, segretario regionale Uil Abruzzo.

Nel corso della sua relazione introduttiva, D’Antonio ha rilanciato la proposta di un osservatorio regionale sul credito che serva “a capire meglio cosa accade sul territorio, per suggerire alla politica e alle direzioni generali delle banche soluzioni e strategie per lottare contro la desertificazione bancaria che ha colpito l’Abruzzo”. Una regione, ha aggiunto Lombardo, che “fra due anni non potrà più contare su fondi europei: senza un’infrastrutturazione bancaria solida, come pensiamo di poter andare avanti?” Sul versante sindacale, D’Antonio ha rimarcato “la crescita che la Uilca Abruzzo ha realizzato nel quattro anni trascorsi. Una crescita che si è avuta nonostante un quadro macroeconomico difficile seppur stimolante, dato dalla tendenza alla diminuzione di addetti nel settore in conseguenza della chiusura degli sportelli, della robotizzazione, della digitalizzazione, dei nuovi strumenti di pagamento, delle esternalizzazioni. Altro problema è quello di un quadro normativo–contrattuale penalizzante. Il ruolo del dirigente sindacale - ha concluso D’Antonio - è denso di soddisfazioni e responsabilità, va svolto con il cervello e con il cuore in quanto deve saper essere sintesi di istanze organizzative, politiche e culturali, ma soprattutto non deve mai perdere di vista le nobili radici sociali di quella che, in fondo, da oltre cento anni è una bella missione”.

Nel corso del suo intervento finale, Vito Pepe ha rimarcato “il ruolo del sindacato confederale, che ha permesso negli ultimi anni rinnovi contrattuali che altrimenti non si sarebbero fatti, oltre che azioni concrete contro la colonizzazione estera in settori centrali come le banche e le assicurazioni. Un sindacato maturo, che ha contribuito e contribuisce ad evitare che l’Italia faccia passi indietro, nel settore economico ma anche dei valori fondanti, spesso messi in discussione”.

Pescara. "Il famigerato decreto Sblocca Italia del 2014 e il conseguente decreto attuativo pro-inceneritori del 2017 che impone un impianto anche per l'Abruzzo, potrebbero violare le normative comunitarie sulla gerarchia nella gestione dei rifiuti e sulla Valutazione Ambientale Strategica.

Ricordiamo che recentemente il Governo dimissionario e sconfitto ha impugnato il Piano regionale dei Rifiuti abruzzese, proprio sulla base del Decreto pro-inceneritori sulla cui legittimità ha ora espresso pesanti dubbi di legittimità rispetto alle norme europee anche il TAR del Lazio.

I giudici romani hanno, infatti, depositato una dettagliata ordinanza in relazione al ricorso depositato dall'Associazione Verdi Ambiente e Società e dall'Associazione "Movimento Legge Rifiuti Zero per l'Economia Circolare" per l'annullamento del Decreto attuativo DPCM del 10 agosto 2017 in esecuzione dell'Art.35 della Legge 133/2014 ex decreto Sblocca Italia.

I giudici amministrativi hanno valutato come fondate due eccezioni preliminari circa la coerenza dei decreti pro-inceneritori rispetto alla normativa europea su due aspetti dirimenti:

a)difformità sul rispetto della gerarchia di gestione dei rifiuti tra la Direttiva europea 98/2008 e lo Sblocca Italia;

b)mancanza della procedura di Valutazione Ambientale Strategica.

Sul primo punto il TAR scrive sull’art. 35 della Legge 133/2014 che “sorge il dubbio di conformità euro-unitaria laddove qualificano solo gli impianti di incenerimento ivi considerati secondo l’illustrazione degli Allegati e delle Tabelle di cui al d.p.c.m. quali infrastrutture e insediamenti strategici di preminente interesse nazionale, che attuano un sistema integrato e moderno di gestione di rifiuti urbani e assimilati e che garantiscono la sicurezza nazionale nell’autosufficienza, dato che una simile qualificazione non è stata parimenti riconosciuta dal legislatore interno agli impianti volti al trattamento dei rifiuti a fini di riciclo e riuso, pur essendo tali due modalità preminenti nella gerarchia dei rifiuti di cui alla richiamata Direttiva”.

In sintesi, la direttiva comunitaria mette al primo posto la riduzione, al secondo il riuso, al terzo il riciclo e solo al quarto l'incenerimento; perché il governo fa diventare strategici solo gli inceneritori e non gli altri impianti utili per riuso e riciclo?

Sul secondo punto scrivono i Giudici "Nel caso di specie è incontestato che il dpcm impugnato, quale disposizione regolamentare, possa rientrare tra gli strumenti di adozione ai sensi dell’articolo 2, lettera a), punto secondo, della Direttiva 2001/42/CE e che il medesimo non sia stato anticipato da V.A.S. Resta la circostanza, però, che il piano ivi indicato abbia un impatto sull’ambiente e, proprio perché in esso sono state effettuate valutazioni strategiche – di cui alla prima questione sopra proposta all’attenzione della Corte – è stata legittimata la sua adozione statale, con la conseguenza che tali valutazioni (computo del fabbisogno nazionale residuo e suo riparto tra macroaree, potenziamento delle strutture già in essere, localizzazione regionale dei nuovi impianti) sono comunque sottratte all’esame degli organi regionali e locali e sorge il dubbio di conformità eurounitaria sul fatto che non potranno essere ridiscusse nei relativi piani attuativi né rivalutate nelle eventuali procedure di V.A.S. regionali, come invece sostenuto nella relazione dell’Amministrazione depositata in giudizio."

Si impongono, cioè, scelte alle regioni che non possono essere più discusse, proprio come avvenuto per l'Abruzzo che dovrebbe accettare l'inceneritore e basta. Pertanto fare la V.A.S. solo a livello regionale, come vorrebbe il Governo, non consentirebbe di discutere sull'inceneritore, sottraendo questa scelta ad una discussione pubblica e ad una valutazione ambientale.

Qui l'ordinanza:
https://www.giustizia-amministrativa.it/cdsintra/cdsintra/AmministrazionePortale/DocumentViewer/index.html?ddocname=SN3VWPRYG2NUBSLL5SSERELSBE&q

Forum H2O e Nuovo Senso Civico ringraziano le due associazioni nazionali, con cui collaborano da tempo, per aver sollevato davanti al TAR gli stessi dubbi che avevamo esplicitato per lettera e per tempo al Ministero dell'Ambiente. La mancanza della V.A.S. a nostro avviso era clamorosa e fu sollevata, inutilmente, anche da diverse regioni. Alcuni dati che avevamo elaborato, come il surplus di emissioni derivanti dall'incremento dell'incenerimento, oltre 1,8 milioni di tonnellate di rifiuti all'anno, sono entrati nell'ordinanza del TAR.

Proprio su questi argomenti eravamo intervenuti su L'Espresso nel 2016 (http://espresso.repubblica.it/palazzo/2016/04/14/news/arrivano-dodici-nuovi-inceneritori-ma-per-il-ministero-non-c-e-impatto-sull-ambiente-1.260449) e in diversi comunicati.

Ora è necessario che la Regione Abruzzo faccia presente alla Corte Costituzionale dell'esistenza della vertenza presso la Corte Europea di Giustizia sulla legittimità del Decreto sulla base del quale ha impugnato il Piano regionale.

Attendiamo con fiducia le decisioni della Corte Europea.

E' comunque incredibile che a 10 anni dal varo della Direttiva comunitaria che metteva l'incenerimento al penultimo posto tra le opzioni di gestione dei rifiuti (ultimo le discariche) e con moltissimi comuni oltre l'80% di differenziata in Italia ci sia ancora qualcuno - addirittura il Ministro dell'Ambiente - che punti a nuovi inceneritori. Dobbiamo assolutamente allontanare le lobby dalle stanze del Ministero dell'Ambiente!". Si legge così in una nota di FORUM H2O - NUOVO SENSO CIVICO ONLUS.

Roma. "Apprendiamo con sconcerto la notizia della morte di un esemplare maschio di Orso bruno marsicano (sottospecie appenninica di orso bruno) durante un’operazione di cattura eseguita dal personale addetto dell’Ente Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise. Attendiamo i risultati delle analisi che saranno condotte sull'animale, nella speranza che possano chiarire meglio le dinamiche di quanto accaduto, ma di certo che ci si trova davanti ad una perdita gravissima, considerato che si tratta di una sottospecie in via d’estinzione che conta ormai solo 50 individui o poco più".
"Visti i recenti casi simili (ad esempio l'orsa Daniza in Trentino), per il WWF è fondamentale rivedere i protocolli operativi sulla cattura di orsi, affinché garantiscano standard di sicurezza maggiormente cautelativi per la salute degli animali.
Nel frattempo il WWF chiede al Parco di sospendere o ridurre solo ai casi inevitabili la cattura e la sedazione degli orsi. Prima di sottoporre gli animali ad un rischioso stress e ai pericoli collegati alla cattura, occorrerebbe, infatti, mettere in atto strategie rivolte alle comunità locali affinché modifichino quelle attività e quei comportamenti (come lasciare fonti di cibo accessibili agli orsi o avere cani non al guinzaglio in aree dove è segnalata la presenza dell’orso) in gran parte responsabili dei comportamenti confidenti da parte di questi animali.
Il WWF, dopo i fatti di Villavallelonga (AQ) e di Predera (TN), aveva chiesto al Ministero dell’Ambiente di convocare un summit per l'Orso bruno, finalizzato ad analizzare i casi accaduti e verificare la possibilità di rivedere le modalità di gestione delle interazioni tra uomo e plantigrado, affrontando in quest’occasione anche la revisione dei protocolli da adottare in situazioni di orsi confidenti (per orsi confidenti e/o problematici si intendono quegli animali che provocano danni o sono protagonisti di interazioni tra uomo e orso con una frequenza tale da creare problemi economici e sociali al punto da richiedere un immediato intervento gestionale risolutivo).
Dopo quest’ulteriore drammatico evento il WWF torna a sollecitare le istituzioni affinché siano messi in piedi tutti i meccanismi necessari ad azzerare la perdita di individui di Orso bruno marsicano, una sottospecie unica al mondo, il cui futuro è minacciato".

Roma. Dagli ultimi dati ufficiali acquisiti presso la Commissione Ue, aggiornati a dicembre 2017, in Abruzzo ci sono ancora 12 discariche abusive da bonificare o da chiudere in riferimento alla sentenza C-196/13 sancita dalla Corte di giustizia europea a dicembre 2014.

Per queste discariche, che costituiscono un grave rischio per la salute umana e l'ambiente, l'Italia, l'Abruzzo e di conseguenza i cittadini, stanno pagando vari milioni di euro di multa considerato che vengono conteggiati 200mila euro di sanzioni ogni sei mesi per le discariche non contenenti rifiuti pericolosi e 400mila euro ogni sei mesi per le discariche con rifiuti pericolosi.

Qui di seguito, i comuni, e tra parentesi le località, dove si trovano le 12 discariche abusive abruzzesi: Castel di Sangro (Pera Papera-Le Pretare); Bellante (S. Arcangelo Bellante); Pizzoli (Caprarecci); Balsorano (Ricoppi); Casalbordino (S. Gregorio); Celenza sul Trigno (Difesa); Cepagatti (Contrada Aurora); Lama dei Peligni (Cieco); Penne (Colle Freddo); S. Valentino in Abruzzo-Citeriore (Il Fossato); Vasto (Vallone Maltempo); Vasto (Lota).

"L'emergenza discariche abusive in Abruzzo continua ad essere preoccupante e inaccettabile - ha commentato l'eurodeputato del M5S Pedicini -.

E' assurdo che a quattro anni dalla sentenza della Corte di giustizia e dopo il continuo pagamento di multe milionarie alla Ue, in Abruzzo ci siano ancora 12 discariche da regolarizzare. Se siamo a questo punto, non possiamo non denunciare i ritardi e le incapacità nell'affrontare l'emergenza da parte del governo nazionale e della Regione Abruzzo.

Fermo restando - ha aggiunto Pedicini - che a marzo 2017 il governo Gentiloni ha nominato il generale dei carabinieri Giuseppe Vadalà, commissario straordinario per realizzare gli interventi di messa in sicurezza e di messa a norma delle discariche abusive, sono gravi le responsabilità politiche che si sono susseguite nel corso degli anni. In particolare, perché le procedure sanzionatorie della Ue sono più di una e poi perché per decenni il tema discariche abusive e gestione dei rifiuti nelle regioni del Sud e in Abruzzo è stato ignorato, mal gestito e troppo spesso lasciato nelle mani della malavita e dei faccendieri politici e imprenditoriali che hanno fatto affari e traffici sporchi sulla pelle dei cittadini".

Pescara. Un mese dedicato all’olio extra vergine e alla sua promozione. Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali lancia la campagna di comunicazione “Olio Extra Vergine. La Sua Ricchezza. La Nostra Fortuna”, per incontrare i ristoratori e sensibilizzare i consumatori sulla lettura dell’etichetta, per conoscere le caratteristiche nutrizionali, la varietà, l’origine e la tracciabilità del prodotto. Proprio in questi giorni la Rai sta mandando in onda gli spot che vedono protagonista lo chef Antonino Cannavacciuolo.

Il primo appuntamento è il domani, lunedì Aprile alle 10.30 a Pescara, Consorzio olio DOP Aprutino Pescarese in collaborazione coi produttori olio DOP Colline Teatine in via Trento, nel ristorante Bollicine, con ristoratori, produttori, sommelier dell’olio, giornalisti e food blogger.

Seconda tappa sempre il 9 Aprile a Villa Filiani, a Pineto, nella sala Cortino, in via Gabriele d'Annunzio, 175 dalle 15.30 col Consorzio Olio DOP Pretuziano delle Colline Teramane.

Il programma prevede, dopo la presentazione del progetto, e il saluto dei padroni di casa dei due Consorzi, l’intervento dell’esperto che parlerà di abbinamenti, proprietà organolettiche, e utilizzo. Momento centrale sarà quello della presentazione di piatti e ricette con l’olio extra vergine.

Ruolo fondamentale è quello dei Consorzi DOP che illustreranno le caratteristiche dei territori e le caratteristiche della produzione locale. Saranno quindi coinvolti i ristoratori locali che riceveranno un taste Kit: un cofanetto contenente, una bottiglia di olio extravergine d’oliva personalizzata con il logo della campagna, un bicchiere da degustazione, la cartolina di promozione del concorso e una vetrofania indicante l’adesione al “Circuito Extra vergine” da esporre nel proprio locale.

 

La promozione del circuito. La partecipazione al circuito permetterà a tutti i ristoratori di vedere il logo della loro attività all’interno del sito www. www.extraverginidoliva.it.

L’adesione gratuita al circuito offrirà ai ristoratori la possibilità di usufruire della visibilità del piano di comunicazione previsti durante il mese dell’olio e la possibilità di partecipare al concorso “La migliore carta degli extra vergini”.

 

Momento finale del concorso sarà quello che si vivrà in occasione del Vinitaly di Verona che l’anno passato ha ospitato il lancio della campagna dedicata ai consumatori che sono stati coinvolti in un tour svoltosi nei centri commerciali di tutta Italia, durante il quale, oltre ai momenti di degustazione, è stato somministrato un test per valutare la conoscenza della proprietà dell’extra vergine, un comparto che vale 3 miliardi di euro e rappresenta il 3% del fatturato totale dell’industria agroalimentare italiana.

Dal 15 al 18 aprile 2018 si chiuderà quindi con la premiazione dei vincitori del concorso questa parte della campagna di comunicazione.

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