Milano. Dove crescono i pomodori? E come nasce un pulcino? Non lo sanno molti bambini che, abituati alla città, hanno perso il contatto con la natura. Per avvicinare le famiglie ad una forma di ospitalità che faccia riscoprire ai più piccoli la bellezza della terra, Agriturismo.it (http://www.agriturismo.it), sito leader in Italia per il settore della ricezione in agriturismo, lancia l’iniziativa Mese dei Bambini e svela i risultati di uno studio tutto dedicato alle famiglie.
Agriturismi family-friendly: il maggior numero di strutture si trova in Trentino Alto Adige
Famoso per le bellezze paesaggistiche e per la natura incontaminata, il Trentino Alto Adige è meta blasonata per gli amanti del verde e delle montagne. Ma non solo: la regione vanta anche il primato per l’accoglienza dei più piccoli in agriturismo. In Trentino Alto Adige ben il 74% degli agriturismi che si danno visibilità online, infatti, è a misura di bambino. Si sono distinti anche Abruzzo e Marche, dove oltre la metà degli agriturismi risulta family-friendly. Fuori dal podio, seppur di poco, la Lombardia (49,5%); chiude la classifica delle dieci regioni con la percentuale maggiore di strutture per famiglie il Friuli Venezia Giulia, con il 40,7%.
Toscana, Campania e Sicilia in cima ai desideri di chi viaggia con i bambini
Ma quali sono le destinazioni italiane preferite dalle famiglie? Il portale ha stilato non solo la classifica delle regioni in cui la ricettività è più pronta ad accoglierle, ma anche la top 10 delle destinazioni più ricercate sul web da chi viaggia con bambini. La Toscana è di fatto la meta più richiesta con oltre 600 agriturismi pronti a soddisfare le esigenze dei più piccoli. Bisogna scorrere fino alla settima posizione delle destinazioni più ricercate dalle famiglie per ritrovare il Trentino Alto Adige. Seconda e terza tra le mete più desiderate dai genitori sono Campania e Sicilia.
Il Mese dei Bambini di Agriturismo.it: per tutto settembre bambini gratis e attività esclusive
Anche per il 2017 Agriturismo.it ha deciso di dedicare un periodo speciale ai bambini. Dal 1 settembre al 1 ottobre, per ogni adulto pagante un bambino avrà diritto a soggiornare e mangiare gratuitamente in una delle circa 200 strutture che, sul portale, hanno aderito all’iniziativa Mese dei bambini. Sulla landing page dedicata è possibile consultare tutti i dettagli. In Trentino Alto Adige, ad esempio, le famiglie potranno rilassarsi all’Agritur al Paradis, in provincia di Trento, che organizza visite guidate nella propria azienda frutticola e orticola. A Tabiano-Mezzapiaggia in provincia di Siena, invece, i bambini potranno prendersi cura degli animali della fattoria dando loro da mangiare, coccolandoli e provando addirittura l’esperienza della mungitura.

Pescara. “Quella che sta vivendo l’Abruzzo per gli incendi è un’emergenza gravissima. Ad oggi, ma l’elenco è in continuo aggiornamento, il territorio di 89 comuni abruzzesi su un totale di 305 (siamo a quasi 1 comune su 3) è stato interessato dalle fiamme”. Lo dichiara il vicepresidente del WWF Italia Dante Caserta che aggiunge: “La situazione del Parco della Majella è emblematica: è incredibile che un Parco nazionale possa bruciare per 10 giorni senza che si riesca a risolvere la situazione. Non solo bisogna utilizzare tutti i mezzi a disposizione per spegnere il più presto possibile quell’incendio, ma anche individuare e correggere cosa non ha funzionato perché situazioni come queste semplicemente non devono verificarsi mai più”.
“Innanzitutto vogliamo ringraziare quanti in queste settimane difficilissime hanno lavorato per giorni e giorni sul fronte degli incendi per cercare di salvare il salvabile, agendo spesso in situazioni estremamente complicate e con pochissimi mezzi - continua il vicepresidente del WWF - “Chiediamo un impegno eccezionale alle forze dell’ordine e alla magistratura per individuare e punire i criminali incendiari che hanno messo a ferro e fuoco la regione e chiediamo ai parchi e alle aree protette di centuplicare gli sforzi in difesa della Natura e di adottare misure di prevenzione adeguata”.
“La Regione di dotarsi di un efficiente piano di sorveglianza e di intervento anti-incendi e di programmare il futuro ascoltando esperti indipendenti; invitiamo inoltre i cittadini a segnalare comportamenti illeciti o scorretti aiutando così le forze dell’ordine a svolgere le indagini - conclude Dante Caserta -. Unica nota positiva in questa situazione drammatica è vedere tanti cittadini che si stanno mobilitando per sorvegliare aree naturali di pregio come ad esempio i volontari delle associazioni che hanno organizzato turni di sorveglianza nella Valle Peligna, in provincia di L'Aquila, a partire dall’Oasi WWF di Anversa degli Abruzzi”.

Sabato 2 settembre il WWF ha promosso, insieme a Legambiente, un sit-in a Pescara (Piazza Sacro Cuore - ore 10,30) per chiedere azioni immediate per il presente e una programmazione che impedisca che situazioni drammatiche come quella dell’estate 2017 possano ripetersi.

L'Aquila. lncendi e Protezione Civile in Abruzzo: comunicato-intervista esplicativa al Sottosegretario delegato Mario Mazzocca.

 

1. Qual'è lo stato di salute del Sistema Nazionale di Protezione Civile?

In Abruzzo, ma anche in Italia, probabilmente anche a causa degli effetti sul territorio del cambiamento climatico in atto, appare ormai evidente come il sistema italiano di Protezione Civile è divenuto in realtà troppo agile ed eccessivamente snello e che quindi sia d’obbligo procedere ad un suo profondo ripensamento.
La storia moderna del sistema nazionale di Protezione Civile passa per tre momenti cruciali. Nel 1992 fu istituito il Servizio nazionale di Protezione civile come un sistema organizzato includente tutte le strutture e le utili articolazioni dello Stato per fronteggiare catastrofi ed eventi calamitosi. Nel 2001 nacque il Dipartimento della Protezione civile e la competenza in materia è progressivamente passata dallo Stato agli enti locali. Nel 2012 il sistema è stato ulteriormente riformato. Si configurò allora l’attuale sistema di PC paragonabile ad una catena costituita da diversi anelli: il primo è il Capo del Governo (a cui spetta l’obbligo di dettare i principi quadro), l’ultimo il Sindaco quale autorità locale di PC. Gli anelli di mezzo sono rappresentati dalle Regioni (alle Regioni è affidata la relativa disciplina normativa di dettaglio, la partecipazione all’organizzazione e all’attuazione delle attività di previsione e prevenzione del rischio e del soccorso alle popolazioni), le Prefetture (istituenti i Centri di Coordinamento e Soccorso) e le Province a cui è demandata l’attuazione dei piani provinciali di emergenza.
In realtà nel 2012 si è fatto molto di più. Nel perseguire il dichiarato intento di rendere la struttura di PC nazionale “più agile e snella”, l’allora governo Monti avviò di fatto un veloce e progressivo depauperamento del sistema di Protezione civile, in termini di risorse umane, strumentali e finanziarie.


2. In relazione all'emergenza-incendi che sta interessando l'Abruzzo, qual'è il livello di operatività del Sistema Regionale di Protezione Civile?

La Protezione Civile abruzzese anche quest’anno (e più degli anni precedenti) si è dotata di un imponente apparato di lotta attiva agli incendi boschivi preparato ed efficiente. Si delineano alcuni numeri circa la sua composizione:
- n. 800 volontari di Protezione Civile abilitati allo spegnimento (con abilitazione di 2° livello, dispositivi di protezione individuale, sorveglianza sanitaria e assicurazione);
- n. 1000 volontari abilitati all’avvistamento e sorveglianza;
- n. 120 moduli "AIB" (di cui 65 regionali);
- contrattualizzazione di un elicottero A.I.B. dedicato e costantemente utilizzato il cui costo complessivo ad oggi ammonta a circa 100mila €;
- collaborazione del Comando regionale dei VVF, a cui è stata direttamente demandato il coordinamento della la lotta attiva agli incendi (mediante apposita convenzione il cui onere ammonta a 500mila €);
- collaborazione dei Carabinieri Forestali per il pattugliamento e le indagini mediante apposita convenzione il cui onere ammonta a 35mila €);
- coordinamento delle attività effettuata dalla nostra S.O.U.P. (Sala Operativa Unificata Permanente) presenziata da tutti gli Enti coinvolti negli incendi;
- l’impiego massiccio del nostro volontariato di PC, il cui costo fra carburante, pedaggi autostradali, riparazione mezzi usurati e/o guasti, ad oggi, è stimato intorno in circa 350mila €.

Quest’anno, inoltre, al fine di agevolare la fase del passaggio di consegne delle attività di lotta attiva agli incendi dall’ex Forestale ai VVF, si è provveduto:
-a potenziare ulteriormente il Sistema regionale "AIB" (Anti Incendio Boschivo) mediante decine di tavoli tecnici (a partire dal novembre scorso) presenziati dal personale regionale di PC e da quello dei VVF;
-ad effettuare un corso straordinario di aggiornamento (con le novità del D.Lgs 177/2016) per gli 800 volontari "AIB";
-ad acquisire i mezzi "AIB" in dotazione all’ex CFS ed alla loro assegnazione alle organizzazioni di volontariato operanti sul territorio;
-al noleggio, mediante apposite procedure d’urgenza, di un elicottero dedicato alle attività "AIB"(attualmente operativo).

L’intero complesso sistema "AIB" regionale, opportunamente e debitamente integrato dai mezzi aerei inviati giornalmente dal COAU (Centro Operativo Aereo Unificato) nazionale in Abruzzo, ha consentito di fronteggiare le numerose emergenze-incendi verificatesi giornalmente sul territorio regionale nella Regione (siamo ad oltre 1000 interventi) riuscendo, al momento, ad evitare ogni sorta di pericolo per la pubblica e privata incolumità.


3. Si è fatta un'opinione sull'origine dei roghi che stanno flagellando l'Abruzzo?

In attesa dei riscontri ufficiali da parte delle competenti autorità, credo sia ormai oltremodo evidente che la stragrande maggioranza dei roghi sia di origine dolosa. Ma c’è di più. Ritengo sia davvero sospetta la scientificità con cui le fiamme vengono innescate in punti distanti fra loro sì da richiedere una disseminazione sul territorio della forza attiva nelle attività di spegnimento e la consequenziale dispersione di uomini e mezzi tale da aumentare esponenzialmente il livello di difficoltà delle operazioni, rese ancora più ardue dalle perduranti sfavorevoli condizioni micro-climatiche. Al momento non ho elementi certi per immaginare le motivazioni alla base di tale scempio, così come mi sembra azzardato ipotizzare regie occulte di sorta. Di certo è la prima volta che l’Abruzzo (anche se in altre Regioni la situazione non è meno grave) è oggetto di una serie interminabile di atti criminosi connotati da una elevatissima violenza ignea verificatisi nell’estate in corso.


4. Sempre in ordine all'emergenza incendi, qual'è il quadro della situazione aggiornato alla data odierna?

a) Ad oggi si calcolano oltre 10.000 ettari in cenere, di cui un buon 50% di superficie boscata. Solo nel Morrone gli ettari complessivi tra area Parco e Fuori parco, ammontano a circa 2mila.
Si registra una media di 15 fronti fuoco/giorno attivi. Il personale impiegato al giorno è di circa 250 persone tra Volontari di P.C. (150/giorno) e V.V.F. Attualmente nella zona del Morrone sono stati convogliati n. 65 militari dell’Esercito Italiano del Genio Alpini, in aggiunta a n. 35 Vigili del Fuoco, n. 16 Carabinieri Forestali, oltre a n. 80 Volontari di PC Regionale.
I mezzi presenti (autobotti, moduli antincendio, vasche, CAN, elicotteri, elfo, ecc), tra quelli Regionali e quelli dei VV.F., sono circa n. 80. Della flotta aerea nazionale sono stati utilizzati n. 3 CanadAir e n. 1 Elicottero Erickson, mentre da questa mattina abbiamo il supporto dell’Aerea CL 145 arrivato dalla Francia.
b) La situazione fronte incendi aggiornata ad oggi è la seguente: incendi ancora attivi a Pacentro, Marane, Badie di Sulmona, Cocullo, Prezza-Raiano-Goriano-Anversa, Secinaro e Luco dei Marsi.
c) Al momento non si registrano pericoli evidenti per i centri abitati; l'unico disagio registrato è dovuto al fumo che rende quasi irrespirabile l'aria nelle ore in cui il vento gira verso l'abitato. Nella zona di Sulmona viene monitorata la qualità dell'aria dalle strutture competenti.


5. Come giudica la trasformazione-cancellazione del Corpo Forestale dello Stato?

Il tema credo meriti una duplice riflessione:

1.La dismissione del Corpo Forestale dello Stato certamente è stata una iattura, sia per le attività di Protezione Civile che per quelle strettamente attinenti il tema della prevenzione. Ora sono in molti ad accorgersene, ma nell’aprile del 2015 fummo in pochi a sottoscrivere una petizione lanciata dai deputati abruzzesi Gianni Melilla, Arturo Sottanelli e Paolo Tancredi volta a promuovere una decisa revisione del D.Lgs 177/2016. Infatti, in presenza di situazioni estreme per quantità e qualità dei roghi, come quelle che stiamo affrontando ormai da circa due mesi senza soluzione di continuità, l’opera dei Forestali si sarebbe rilevata utilissima per le attività di spegnimento da terra, anche se difficilmente sarebbe stata risolutiva senza una ormai oltremodo evidente necessità di implementazione della attuale dotazione della flotta aerea. Agli inizi dell’estate, in forma timidamente provocatoria proposi al Governo, in sede di Conferenza delle Regioni, di acquistare un F35 in meno e investire il relativo importo nell’acquisto di 10 CanadAir a beneficio della flotta aerea.

2.Un grande plauso va ai Vigili del Fuoco, ai Carabinieri Forestali, alle Forze dell’Ordine, ai piloti dei mezzi aerei, alle donne ed agli uomini dell'Esercito Italiano, alla Sala Operativa regionale, al soccorso alpino, ai sanitari e ai tanti volontari della Regione Abruzzo. Un grande plauso va anche a tutti quei cittadini che, anche se non ufficialmente iscritti negli albi del Volontariato 'militante', per amor di patria e della nostra montagna, con spirito di sacrificio per il nostro Paese, hanno preferito imbracciare pale e flabelli mettendosi a disposizione di chi gestisce i soccorsi piuttosto che 'postare' nefandezze inutili e dannose sui 'social'.
Un grande plauso, in definitiva, va al SISTEMA NAZIONALE DI PROTEZIONE CIVILE, che, per chi lo ignora, è formato da tutti i soggetti sopra citati e da tutti noi. Parafrasando la nota campagna annuale di sensibilizzazione "Anch'io sono la protezione civile!", ricordo come la legge italiana impone a tutti noi, nelle situazione di rischio potenziale o effettivo, sia obblighi che doveri.

Roma. Lettera di Melilla al Presidente del Consiglio dei Ministri Gentiloni.

 

Egregio on Presidente,

da troppi giorni il Morrone, la montagna di Celestino V, nel cuore del Parco Nazionale della Majella, sta bruciando.
Oltre 1500 ettari di bosco sono andati in fumo. Migliaia di animali sono arsi vivi. L'economia zootecnica è in ginocchio.
Un immenso patrimonio naturale é stato distrutto.
Le popolazioni della Valle Peligna stanno sopportando un disagio enorme con situazioni di pericolo per le aree abitate più vicine ai vari incendi appiccati da mani criminali.
La Regione Abruzzo ha chiesto da subito più mezzi e uomini essendo impari la lotta col fuoco con i pochi vigili del fuoco e mezzi della protezione civile.
Ma lo Stato ha perso colpevolmente giorni preziosi e le fiamme si sono estese in modo drammatico.
I gruppi parlamentari di MDP di Camera e Senato hanno chiesto alcuni giorni fa la dichiarazione dello stato di calamità nazionale per fronteggiare con ogni mezzo il disastro ambientale del Morrone.
Sono a chiederLe di assumere ogni decisione straordinaria e immediata per far fronte alla emergenza degli incendi sul Morrone. potenziando in modo massiccio gli uomini e i mezzi da impegnare ulteriormente e in modo aggiuntivo a quelli che con coraggio e abnegazione da giorni lavorano in condizioni di pericolo costante.
È evidente il fallimento nazionale delle strategie statali di contrasto al fenomeno, purtroppo in netta crescita, degli incendi estivi.
Occorre riflettere sulla scelta improvvisata e negativa di far confluire il Corpo Forestale dello Stato nell'Arma dei Carabinieri così come sull'assetto complessivo del sistema della Protezione Civile troppo indebolito dalle controriforme degli anni passati.
Ma di questo avremo modo d discutere un Parlamento: ora è il tempo dell'emergenza e il Governo deve fare sino in fondo la sua parte per aiutare subito la Valle Peligna e l'Abruzzo a spegnere gli incendi sul Morrone.

 

Gianni Melilla deputato abruzzese Art.1 Mdp

L'Aquila. L'Abruzzo brucia. Ancora. Il Morrone brucia da NOVE giorni! E sono circa un'altra decina gli incendi dislocati su tutto il territorio regionale. E’ ormai certa la mano dolosa che sta appiccando i fuochi: proprio nel sulmonese sono stati ritrovati gli inneschi dai Vigili del Fuoco durante gli interventi di spegnimento. Ettari ed ettari di Parchi sono andati in fumo, una vera mattanza della fauna che abitava quei boschi. Un danno incalcolabile per la nostra regione.
“Ho preferito rimanere in silenzio perché credo che durante l’emergenza sia meglio impiegare le forze per risolvere i problemi, ma a distanza di nove giorni dal primo incendio sul Morrone non è più possibile restare zitti” commenta Sara Marcozzi, consigliere regionale M5S. “L’Abruzzo è una delle tante regioni che sta subendo l’emergenza incendi, a Luglio andò in fumo il Parco Nazionale del Vesuvio in Campania e in queste ore sono centinaia i fronti aperti su tutto il territorio nazionale. Siamo di fronte all'ennesima emergenza. Il Paese è ormai incapace di fare prevenzione e, cosa ancor di sconcertante, è anche impreparato a gestire l’emergenza”.

IL LIVELLO NAZIONALE

- LO SCIOGLIMENTO DEL CORPO FORESTALE DELLO STATO, ha prodotto solo una grande confusione su competenze, mezzi e risorse a tutto vantaggio dei malintenzionati, indebolendo peraltro il servizio anti-roghi. Infatti degli oltre 7.000 forestali, 6.754 sono passati ai Carabinieri, 390 ai Vigili del Fuoco e poche decine alla Polizia di Stato e alla Guardia di Finanza. Una riforma pasticciata che ha delegato ai Vigili del Fuoco l'esclusiva competenza sullo spegnimento degli incendi, un tempo assicurata anche dal Corpo Forestale. È di tutta evidenza che i 390 trasferimenti ai Vigili del Fuoco sono totalmente insufficienti per lo svolgimento di queste importanti attività e lo dimostrano le difficoltà che il nostro Paese e la nostra regione hanno avuto nella gestione degli incendi. Stesse dinamiche si evidenziano nella gestione dei mezzi, dei 32 elicotteri nelle disponibilità della Forestale, 16 sono stati assegnati ai Vigili del Fuoco e 16 all'Arma dei Carabinieri. Un pasticcio in salsa renziana che ha dimezzato la capacità di intervento, considerato che la riforma ha escluso i Carabinieri dalle competenze relative in materia di anti-incendio.

- LO SMANTELLAMENTO (DI FATTO!) DELLA PROTEZIONE CIVILE che dal 2012 in poi, complice anche la gestione Bertolaso, ha via via perso poteri, risorse e mezzi. Una rete un tempo efficiente e invidiata da tutto il mondo è stata svuotata dal proprio interno e oggi riesce a mantenere un livello insufficiente di intervento, per lo più garantito dall’impegno di migliaia di volontari a cui va il nostro ringraziamento. Basti pensare che l’attuale flotta nazionale adibita all’antincendio boschivo gestita dal Coau - Centro Operativo Aereo Unificato del Dipartimento della Protezione Civile è composta da 16 Canadair, 4 Elicotteri Erickson S64F (i mezzi più efficienti per questo tipo di interventi: capacità di carico da 9-10.000 litri, 45 secondi per il rifornimento e possibilità di gestione del getto d’acqua) e altri 8 elicotteri provenienti dal Corpo dei Vigili del fuoco. Un flotta di 28 mezzi per tutto il territorio nazionale che, in questi due mesi estivi, si è dimostrata totalmente inadeguata alla gestione delle emergenze. Un governo nazionale che ha preferito investire in F-35 piuttosto che fornire al Paese una flotta di mezzi idonea per intervenire sui numerosi fronti di fuoco che si registrano ogni estate.


IL LIVELLO REGIONALE

- UNA FLOTTA REGIONALE INESISTENTE. A differenza di altre regioni che hanno investito cospicue risorse per i programmi antincendio, Regione Abruzzo è riuscita a stipulare una sola convenzione, peraltro con notevole ritardo, per la disponibilità di un solo elicottero. Altrove, i governi regionali, si sono mossi in anticipo con convenzioni che hanno innalzato il livello di intervento: Piemonte 5 mezzi, Lombardia 4 mezzi, Toscana 10 mezzi, Sardegna 12 mezzi e Calabria 4 mezzi. Un allarme lanciato in tempi non sospetti dalle associazioni ambientaliste e confermato anche dalle dichiarazioni del Capo della Protezioni Civile rimasto inascoltato.

- LA CATTIVA GESTIONE DEL PATRIMONIO BOSCHIVO. Il continuo abbandono delle aree interne ha generato una riduzione delle aree un tempo adibite a coltivazioni e pascoli con conseguente aumento della superficie delle aree boschive. La mancanza di manutenzione e di cure di queste aree aumenta esponenzialmente il rischio di incendi. Una su tutte: la mancata realizzazione di “Viali taglia fuoco” che in caso di incendio riuscirebbero a circoscrivere il fronte del fuoco in micro-aree, agevolando gli interventi da terra e riducendo la superficie delle aree su cui intervenire. Interventi di questo tipo avrebbero evitato che andassero in fumo interi versanti di montagna.

- LA PREVENZIONE E GLI STRUMENTI DI DETERRENZA. Stante la natura dolosa degli incendi, delle Istituzioni serie avrebbero tutti gli strumenti per arginare in maniera efficace l’azione dei piromani. Dall’impiego delle foto-trappole nei boschi, all’utilizzo di droni per la video-sorveglianza, passando per l’impiego di risorse umane specializzate nel controllo e nella sorveglianza di aree a rischio.

“Quelle appena elencate sono solo alcune delle criticità e delle proposte che chi è al governo del Paese e della regione avrebbe potuto e dovuto mettere in campo. Un mix di incompetenza e scarsa attenzione alla prevenzione alla minima emergenza mettono in serio pericolo la nostra comunità. In inverno, piogge e neve inginocchiano la regione: black-out energetici, paesi isolati, strade impraticabili, ponti crollati e macchine sgombra neve numericamente insufficienti. In estate siccità e incendi” dichiara Sara Marcozzi “alla mano dolosa dell’uomo e agli eventi atmosferici straordinari si deve rispondere con la programmazione, la prevenzione e la visione. Il PD governa il Paese da quasi 5 anni e il Presidente D’Alfonso guida la Regione da oltre 3 anni, eventi come questi vanno gestiti e programmati nel quotidiano e non derubricati a emergenze. Sono stanca di assistere al continuo scarica-barile della politica. Chi è al governo dei diversi livelli istituzionali faccia il proprio dovere, e se possibile, lo faccia prima del verificarsi di determinati eventi. Le criticità e le relative soluzioni sono ampiamente conosciute, il PD in questi anni ha sonoramente fallito, prenda atto dei pessimi risultati e rassegni le dimissioni”.

Roma. “Nonostante si spenga l’attenzione dei mass media, la nostra montagna continua a bruciare, da Schiavi d’Abruzzo (180 ettari di territorio percorso dall’incendio) al Monte Morrone - Sulmona (L'Aquila), con i poveri operatori volontari abbandonati a loro stessi e senza mezzi a disposizione” lo ha dichiarato in una nota l’On. Fabrizio Di Stefano.
“La settimana prossima” ha continuato l’On. Di Stefano “Alla riapertura dei lavori, presenterò un’interrogazione per sapere perché i mezzi che un tempo erano a disposizione del Corpo Forestale dello Stato, per fronteggiare questa emergenza, oggi risultino fermi.
La legge Madia, con la riforma del Corpo Forestale, annesso all'Arma dei Carabinieri, con gli ex forestali privati di compiti attivi, è stata un’altra delle "iatture" con cui un centro sinistra incompetente, con la promessa sbandierata di ammodernare lo Stato, di fatto ha invece disarticolato e smontato quelle parti che erano fondamentali per la loro funzione.
L'abrogazione del Corpo forestale dello Stato, con le competenze che lo stesso ha assunto nell’Arma dei Carabinieri, ha di fatto reso inefficiente una macchina che prima lo era.
I danni di questa riforma oggi, sono sotto gli occhi di tutti, i mezzi che prima intervenivano efficientemente oggi sono fermi nei garage e negli hangar e le nostre montagne continuano a bruciare davanti ai nostri volontari che inermi affrontano il disastro" ha concluso l’On. Fabrizio Di Stefano.

Alba Adriatica. Si è svolto domenica, 20 agosto 2017, ad Alba Adriatica (TE) l’appuntamento annuale con il carnevale del mare. A garantire l’assistenza sanitaria i volontari Anpas della pubblica assistenza Croce Bianca Alba Adriatica supportati dal comitato Anpas Abruzzo e Anpas Marche.
Sessantacinque volontari, di nove pubbliche assistenze (Croce Bianca Alba Adriatica, Croce Bianca Teramo, USI Notaresco, Protezione Civile Morro d’Oro, Soccorso Amico, Croce Gialla Vomano, Croce Verde Civitella Roveto, Croce Bianca Val Vibrata, Croce Verde San Benedetto del Tronto), sette ambulanze di cui due con infermiere a bordo e una con medico e infermiere, dieci squadre a piedi con defibrillatore a copertura del lungomare, un Posto Medico Avanzato (PMA) con medico e infermiere allestito presso Piazza del Popolo, una sala operativa con quattro postazioni di coordinamento radio e accreditamento volontari, sei accessi al PMA: le risorse impiegate e le attività svolte, in collaborazione con la centrale operativa del 118, durante l’assistenza sanitaria alla manifestazione.
I volontari radunati presso Piazza del Popolo, dopo il briefing di coordimanento e assegnazione postazione, hanno presidiato l’intero lungomare albense dalla piazzetta di via Isonzo fino a via Turati.
La serata si è svolta nel migliore dei modi con chiusura delle attività alle ore 03.30.

Roma. Dai dati presentati nel XXXI Rapporto ICE 2016-2017 “L’Italia nell’economia internazionale” emerge che nel 2016 le esportazioni italiane di merci sono cresciute dell’1,2 per cento rispetto all’anno precedente.La crescita è stata trainata dal mercato europeo (+3,1%), mentre è diminuito il commercio verso i paesi extra UE (-1,2%). La quota delle esportazioni italiane sul totale mondiale è leggermente aumentata, passando dal 2,8 al 2,9 per cento, mentre la quota sulle esportazioni dell’Area dell’euro è rimasta invariata (11,1%). Anche per le importazioni si è registrato un andamento opposto fra il mercato comunitario (+1,8%) e i paesi extra UE (-5,8%), portando a una complessiva diminuzione rispetto al 2015 dell’1,3 per cento.Nei primi sei mesi del 2017,invece, si registra un forte incremento delle esportazioni (+8% rispetto allo stesso periodo del 2016), aumento che interessa sia il mercato comunitario (+7,2%), ma in misura maggiore quello extra UE (+9,1%). Nello stesso periodo si riscontra anche il consistente incremento delle importazioni (+11,3%).
Nel 2016 i conti con l’estero dell’Italia sono migliorati per il quinto anno consecutivo. Il surplus corrente della bilancia dei pagamenti ha registrato un nuovo ampliamento, raggiungendo il 2,6 per cento del Pil. Tale risultato è frutto principalmente del miglioramento nelle ragioni di scambio dovuto al calo dei prezzi delle materie prime, e del passaggio in surplus dei redditi primari generato dalla marcata riduzione del deficit dei redditi da capitale.
Il numero degli esportatori italiani ha continuato a crescere, raggiungendo un nuovo massimo pari a 215.000 operatori. Sono saliti anche il valore medio delle esportazioni per operatore e il numero medio di mercati serviti.
In questo contesto, nel 2016è proseguita la crescita delle esportazioni di merci dell’Abruzzo, aumentate del 9,7per cento rispetto al 2015, per un valore complessivo di 8,17miliardi di euro pari al 2 per cento delle esportazioni nazionali.Anche le importazionisono aumentate (+1,4%), in controtendenza con la media nazionale (-1,3%).

I dati relativi al primo trimestre del 2017mostrano un incremento delle esportazioni abruzzesi dell’1,2 per cento rispetto allo stesso periodo del 2016, inferiore rispetto alla media nazionale (+9,9%). Migliore la dinamica delle importazioni (+7,1%), sebbene anche in questo caso il dato sia inferiore a quello nazionale (+13,7%). A livello settoriale si conferma la crescita delle esportazioni di Mezzi di trasporto (+4%), rappresentanti metà dell’intero flusso regionale, e dei Prodotti alimentari (+5,2%) e dei Prodotti tessili (+10,4%). Si sono invece contratte le esportazioni di Macchinari e apparecchiature (-12,5%).
L’aumento consistente delle esportazioni abruzzesi, nel 2016, ha coinvolto tutti i principali mercati di sbocco, con l’UE confermatasi come destinazione di tre prodotti su quattro. Per tutte le altre aree geografiche si sono registrati incrementi dei flussi, tranne per i paesi dell’Africa settentrionale (-17,4%). La forte concentrazione delle esportazioni abruzzesi verso il mercato comunitario si riflette anche a livello di singolo paese partner: 9 dei primi 10 acquirenti dei prodotti abruzzesi sono paesi membri, con gli Stati Uniti a rappresentare il più importante mercato extracomunitario.
L’andamento più che positivo delle esportazioni abruzzesi è spiegato dall’impennata delle esportazioni dei suoi principali settori. Mezzi di trasporto e Macchinari e apparecchiature, complessivamente rappresentanti circa il 60% delle esportazioni regionali, hanno goduto di incrementi dei flussi ben superiori alla media regionale (+12 e +14,8%). Altri settori chiave dell’economia abruzzese hanno registrato aumenti superiori alla media nazionale (+1,2%), sebbene inferiori a quella regionale, come i Prodotti alimentari (+3,6%) e i Prodotti in metallo (+18,4%).
Anche le esportazioni regionali di servizihanno mostrato una dinamica (+7,1%) nettamente superiore alla media nazionale (+4,4%), sebbene il contributo dellaregioneresti irrilevante (337 milioni di euro, pari allo 0,5% del totale nazionale).
Gli operatori all’esportazioneabruzzesisono stati pari a 3.409unità nel 2016 (1,6%del totale nazionale), con un valore medio esportato per operatore, pari a2,4 milioni di euro, è stato superiore alla media nazionale di 1,9 milioni di euro.
L’incremento delle esportazioni regionali ha coinvolto tutte le quattro province abruzzesi, seppur con intensità diversa. La provincia di Chieti ha rafforzato il suo peso, portandosi al 71,3 per cento del totale regionale grazie a un aumento dell’11,1 per cento. Escluso il lieve consolidamento delle esportazioni dalla provincia di Pescara (la cui quota è aumentata dello 0,1%), l’espansione della provincia di Chieti ha eroso le quote dell’Aquila e di Teramo, nonostante anch’esse abbiano registrato aumenti nelle esportazioni rispetto al 2015 (+6,1 e +4,4%).

Milano. Ecolamp comunica i dati della raccolta di sorgenti luminose in Abruzzo durante il primo semestre 2017.
Ecolamp ha raccolto sul territorio italiano e avviato a corretto trattamento 1.593 tonnellate di RAEE (Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche). Di queste, 687 tonnellate sono RAEE del raggruppamento R4, come: apparecchiature di illuminazione, elettronica di consumo e piccoli elettrodomestici (smartphone, tablet, rasoi elettrici e molto altro) giunti a fine vita. Mentre le rimanenti 906 tonnellate sono RAEE del raggruppamento R5: sorgenti luminose come lampade fluorescenti compatte, tubi al neon e LED.

Il consorzio senza scopo di lucro ha raccolto e avviato a corretto trattamento quasi 11 tonnellate di RAEE del raggruppamento R5 in Abruzzo durante il primo semestre 2017.

"Il dato relativo ai primi sei mesi dell'anno conferma un andamento positivo della raccolta a cui hanno contribuito sia i conferimenti professionali che quelli, sempre più consistenti, dei privati cittadini." Ha commentato Fabrizio D'Amico, direttore generale di Ecolamp, auspicando per la fine dell'anno di superare le 3.000 tonnellate di RAEE del raggruppamento R4 ed R5 gestiti dal Consorzio su tutto il territorio nazionale.

In Abruzzo hanno contribuito alla raccolta nazionale di RAEE R5 operata da Ecolamp: Chieti e Teramo, che raccolgono circa 4 tonnellate ciascuna e coprono quasi l’80% dell’intera raccolta abruzzese nei primi sei mesi dell’anno. Segue L’Aquila contribuisce con circa 1 tonnellata e mezza e chiude Pescara che raccoglie poco più di una tonnellata di Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche del raggruppamento R5 raccolti nel primo semestre 2017.

Il totale della raccolta svolta in Abruzzo è di 11 tonnellate, il risultato qualifica la Campania in quindicesima posizione nella raccolta nazionale di RAEE R5 gestita da Ecolamp nei primi sei mesi del 2017.

In un'ottica di Economia Circolare, 11 tonnellate di sorgenti luminose esauste raccolte in Campani possono essere considerate in termini di recupero di materiali, impiegabili in nuove produzioni. Nel caso dei RAEE del raggruppamento R5, come lampade fluorescenti, tubi al neon e LED, il tasso di recupero supera il 97% , di cui il vetro, da solo, rappresenta circa il 75%.

Consorzio Ecolamp – dati primo semestre 2017- RAEE - R5 (ton)
Chieti 4
Teramo 4
L’Aquila 1.6
Pescara 1.3
TOTALE 11

L'Aquila. «Non posso che ribadire le parole di grande apprezzamento già espresse per il lavoro svolto dai Vigili del Fuoco abruzzesi per la dedizione e il coraggio dimostrato nelle attività di antincendio condotte nel corso di questa difficile estate». Così il Sottosegretario prendendo spunto dall'incidente occorso all’elicottero Ab206 “Drago Vf10″ del nucleo anti incendi dei VVF di Pescara che, causa il forte vento, si è “accasciato” mentre tentava di spegnere gli ultimi focolai sul Gran Sasso.

«Per fortuna il pilota dell'elicottero è riuscito a governare la situazione e a posarsi a terra senza grossi danni per l’equipaggio, costituito da due piloti e uno specialista - spiega - L’elicottero stava atterrando ad ora di pranzo a Campo Imperatore per prelevare il direttore delle operazioni di spegnimento e trasportarlo a Farindola per un incendio. E’ intervenuto sul posto il Servizio Regionale Abruzzo del Soccorso Alpino e Speleologico. L’operazione di soccorso è avvenuta con un altro elicottero sanitario di stanza a L’Aquila, in servizio al 118 regionale, supportato poi da un secondo elicottero del 118 di Pescara. I tecnici del Soccorso Alpino e l’equipe sanitaria hanno stabilizzato l’equipaggio dei VVF vittima dell’incidente e hanno trasportato i tre lievi feriti presso gli ospedali de L’Aquila e Pescara. Non si conoscono ancora invece i danni riportati dall'elicottero».

«La maggior parte degli incendi boschivi - continua Mazzocca - è purtroppo causata da comportamenti superficiali o, spesso e peggio, dolosi; a tal riguardo, la collaborazione dei cittadini può essere decisiva nel segnalare tempestivamente al numero di soccorso del Corpo Nazionale dei VVF 115 anche le prime avvisaglie di un possibile incendio boschivo. Fornendo informazioni il più possibile precise, si contribuisce in modo determinante nel limitare i danni, consentendo a chi dovrà operare sul fuoco di intervenire con tempestività e maggiore tranquillità. Nelle operazioni di spegnimento e presidio notturno/sorveglianza, condotte sull’intero territorio regionale, coordinate dalla 'Sala Operativa Unificata Permanente' della Protezione Civile regionale e dalla Sala Operativa dei Vigili del Fuoco, sono stati finora impiegati in media oltre 120 volontari al giorno e 50 mezzi, oltre al massiccio impegno dei VV.F. con una media giornaliera di circa 70 uomini e 30 mezzi. Il bilancio delle superfici percorse dal fuoco è ancora in fase di verifica ma si parla di circa cinquemila ettari di cui almeno la metà di superficie boscata".

«Proseguono senza sosta ormai da due settimane - conclude il Sottosegretario - le attività della Protezione Civile regionale con il supporto degli equipaggi di Canadair ed elicotteri coordinati dal Dipartimento nazionale impegnati nello spegnimento dei numerosi incendi che hanno interessato la nostra Regione. Si è reso, infatti, ciclicamente indispensabile il supporto della flotta area alle operazioni svolte dalle squadre a terra, le attività di lancio di acqua e liquido ritardante ed estinguente finché le condizioni di luce hanno consentito di operare in sicurezza. Trattandosi di eventi di particolare gravità, è ripetutamente entrata in azione la flotta aerea nazionale, composta da 14 Canadair dei Vigili del fuoco, 7 elicotteri dei Vigili del fuoco, 2 della Marina militare, 2 dell'Esercito, in aggiunta all’elicottero Airbus ASL 350 con benna da 700 litri ad esclusivo uso della Regione Abruzzo».

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