Ortona. Confermatissimo alla guida della prima squadra, Massimo Morena non si nasconde ed è anzi pronto a guidare un gruppo profondamente rinnovato e mosso da ambizioni certamente maggiori rispetto ad un anno fa. Per il tecnico lancianese si tratta di una sfida da affrontare con umiltà e sacrificio, ma anche con la responsabilità dettata dalla consapevolezza di tutto il lavoro e gli sforzi compiuti dalla società per allestire un roster di primo livello:

“A me non piace fare proclami, ma allo stesso tempo non vogliamo neanche nasconderci. Il presidente dice sempre che dobbiamo quantomeno fare meglio dell’anno scorso, e fare meglio dello scorso anno vuol dire playoff. Abbiamo allestito un roster di tutto rispetto per la categoria, confermando una buona metà della squadra dello scorso anno e aggiungendo elementi in grado di farci fare un salto di qualità. La società ha seguito le mie indicazioni, tutte le scelte sono state condivise e devo dire che sono contento dei risultati ottenuti. Al di là delle caratteristiche tecniche, avevo chiesto soprattutto di innalzare il tasso tecnico della squadra e il livello di esperienza: adesso possiamo dire di avere un roster qualitativamente superiore e più pronto per recitare un ruolo da protagonista in un campionato di serie B. Da un punto di vista personale, rimanere a Ortona significa dare continuità a un progetto tecnico e continuare ad inseguire il grande obiettivo che ci siamo prefissati con il presidente un anno e mezzo fa, quando venni chiamato a stagione in corso per vincere il campionato di serie C. Dopo un primo anno di assestamento in B, ora possiamo dire la nostra. Prima del campionato affronteremo una serie di amichevoli, ad esempio quella del 20 settembre contro l’Acqua & Sapone, fino al primo impegno ufficiale il 30, contro la Dem in coppa. Poi il campionato, in casa contro il Cus Molise e due trasferte, consecutive e insidiosissime, contro Capurso e Canosa: credo che queste prime quattro partite (ci metto anche il derby di coppa) saranno un primo banco di prova, che potrà dirci di più su chi siamo e su dove potremo arrivare. Stiamo lavorando per arrivare pronti a questo primo esame”.

Ortona. Fino allo scorso campionato guidava i compagni dal campo, con la fascia da capitano al braccio. Poi, per motivi più personali che tecnici, ha deciso di appendere gli scarpini al chiodo e di dare avvio ad un nuovo percorso professionale, ma sempre all’interno della grande famiglia della Tombesi. Nelle vesti di direttore sportivo, Alessio Rossi ha vissuto un’estate caldissima, che alla fine ha portato ad Ortona un gruppo di giocatori capaci di far sognare una stagione nei primissimi posti in classifica. Una squadra che possa ripagare sul campo gli sforzi compiuti dalla proprietà e dall’intera società:

“Abbiamo lavorato duramente nei passati mesi, ma devo dire che siamo riusciti a raggiungere quasi tutti gli obiettivi di mercato che ci eravamo prefissati. Mister Morena, con cui abbiamo condiviso tutte le scelte, ci aveva fatto i nomi di alcuni giocatori che potessero farci fare il salto di qualità, e mi riferisco a Silveira, a Vidal, a un pivot come Piovesan. A questi ragazzi si sono poi aggiunte alcune “occasioni” sul mercato, giocatori di qualità come Ballesta o Alex Di Pietro, oltre all’ossatura della squadra dello scorso anno, protagonista di un grande girone di ritorno con i vari Cieri, Morelli, Amelii e i fratelli Dell’Oso. In definitiva, siamo convinti di aver costruito una squadra competitiva, cui diamo l’obiettivo minimo di qualificarsi ai playoff, senza nascondere un obiettivo “segreto”, più ambizioso, che per motivi di scaramanzia non diciamo. Dal punto di vista personale, passare dal campo alla scrivania è stato bello ma anche difficile. Ho lasciato il calcio a 5 giocato non tanto per problemi fisici, quanto per poter stare più vicino alla mia famiglia. Avrei potuto continuare a giocare a un livello inferiore, magari in qualche squadra di serie C, ma ho preferito rimanere nella famiglia della Tombesi e accettare l’invito del presidente, che ringrazio, per costituire una sorta di collegamento tra proprietà e squadra. Il legame personale e di fiducia che mi lega al presidente ha reso in realtà molto facile accettare questo incarico. È un lavoro nuovo, non semplice ma che mi piace già molto. Mi auguro di poter raggiungere, già al primo anno, i successi che tutti noi a Ortona ci auguriamo”.

Pescara. Partirà tra le mura amiche la nuova stagione del Pescara Femminile. La Divisione Calcio a 5, infatti, ha diramato il calendario del primo campionato nazionale di Serie A femminile a girone unico che prevede diciassette protagoniste al via. L’inizio del torneo è previsto per il 24 settembre. Un cammino lunghissimo che porterà agli attesissimi playoff con una nuova formula, “mutuata” dalla Serie A maschile, e che vedrà di certo la compagine biancazzurra assoluta protagonista. La squadra guidata da mister Everaldo Segundo avrà come avversario iniziale il Futsal Woman Rambla, subito dopo la prima trasferta sarà sul campo del Città di Thiene. Il derby contro il Montesilvano è previsto invece al quarto turno, l’11 ottobre in trasferta. «Sarà uno spettacolo per l’Abruzzo ed una partita molto sentita per tutti gli sportivi, oltretutto ci sarà il confronto tra mister Segundo e mister Marzuoli, ovvero i due migliori tecnici del panorama abruzzese», è il commento di Matteo Iannascoli. Il turno di riposo per il Pescara Femminile è previsto alla giornata n. 12 (andata: 26 novembre; ritorno: 30 marzo). Il girone d’andata si concluderà il 23 dicembre contro l’Olimpus Roma al PalaRigopiano (fine regular season è prevista il 29 aprile).
Il d.s. biancazzurro Matteo Iannascoli ha le idee chiarissime: «Il girone unificato a 17 squadre è un grosso salto di qualità per il panorama nazionale femminile, nel quale le società investono molto e riescono a portare in Italia i migliori talenti a livello internazionale. Di contro, questo comporta un aumento dei costi ed un impegno logistico ancora più importante, ponendoci al cospetto di una sfida sempre più interessante e stimolante, che speriamo di superare a pieni voti. Il nostro impegno è sempre più intenso, abbiamo allestito una squadra ambiziosa investendo molto sulle nostre ragazze nella speranza di riuscire a fare il massimo. Siamo molto curiosi di vedere di quanto tempo avrà bisogno di team per trovare la giusta amalgama. Siamo certi che il nostro pubblico ci sosterrà, la squadra femminile, diversamente da quella maschile, non ha l’obbligo di disputare le partite interne a porte chiuse. Stiamo unificando sempre più sotto una stessa luce le due squadre, i colori e la proprietà sono gli stessi e dunque ci auguriamo una presenza importante dei tifosi biancazzurri al nostro fianco». Infine c’è una data da segnare nell’agenda: il 20 agosto, nell’ambito della prima edizione del Pepe Street Festival, si terrà la presentazione ufficiale delle formazioni maschile e femminile del Pescara.

Pescara. Esordio in casa, ma senza pubblico, per il Pescara C5. La Divisione Calcio a cinque ha ufficializzato il calendario del massimo campionato maschile, che prenderà ufficialmente il via sabato 23 settembre. Per i biancazzurri c’è la sfida al Futsal Cisternino dell’ex Luca Leggiero. «Si tratta di una gara ostica contro una delle formazioni che maggiormente si è rinforzata sul mercato», commenta il vice presidente e d.s. del club biancazzurro Matteo Iannascoli. «È una squadra che rispettiamo, con un tecnico preparato che ci ha già messo in difficoltà ai playoff, quando era alla guida del Latina, e formata da un mix di giovani e giocatori importanti. E’ una sfida sicuramente ostica anche perché arriva subito ad inizio torneo quando c’è una fase di studio. Per noi sarà anche un derby in famiglia con Luca Leggiero, alla prima da avversario dopo 5 stagioni». Subito dopo ci sarà la trasferta sul campo della Feldi Eboli il 30 settembre. «Un’altra squadra che si è rinforzata molto dopo aver disputato un grandissimo campionato di A2, vinto poi allo spareggio, e che vola sulle ali dell’entusiasmo. E’ una società amica»: inquadra così gli avversari Matteo Iannascoli. «Giocarsela subito con due neopromosse può essere un punto a sfavore». Lazio in casa, Came Dosson fuori e Imola tra le mura amiche i successivi impegni: «Si tratta di compagini che hanno più o meno confermato le stesse formazioni della passata stagione; la Lazio, pur cambiando allenatore, ha mantenuto la sua forte identità caratteriale ed ha confermato e elementi di esperienza come Laion, Fortini ed Escosteguy». Al sesto turno (28 ottobre) la trasferta di Latina: «È una squadra che ha cambiato molto, a partire dall’allenatore. Ha vari giocatori di esperienza e qualità, su tutti Saul e  Maluko, che a Rieti ha fatto vedere la sua caratura». In data 1 novembre il primo dei 3 big match interni nel girone d’andata, quello contro il Kaos. «Peccato che i nostri tifosi siano penalizzati dal fatto che giocheremo le partite più importanti del girone d’andata a porte chiuse e senza dunque poter assistere ad un grande spettacolo di futsal», commenta Metteo Iannascoli. «Questo capiterà non solo contro il Kaos ma anche contro la Luparense e l’AcquaeSapone, una partita che tutti gli abruzzesi aspettano. Faremo di tutto affinchè i nostri tifosi possano essere vicini ai nostri giocatori ed in seguito daremo notizia di alcune iniziative in tal senso». La gara contro l’AcquaeSapone è prevista al penultimo turno, in data 2 dicembre, quella contro la Luparense prima, in data 11 novembre: «La Luparense ha perso tutto il nucleo storico, sono rimasti Taborda, Honorio e altri due o tre elementi della scorsa stagione ma ha confermato il tecnico Marin». Prima della gara del PalaRigopiano contro la Luparense, però, ci sarà la trasferta marchigiana al cospetto del PesaroFano: «Altra matricola terribile questa», è il pensiero di Iannascoli, «che ha fatto un grande mercato. C’è un tecnico vincente e preparato come Ramiro Diaz ed ha prelevato giocatori importanti come Manfroi, Marcelinho e Boaventura. Parliamo di una società vincente ed ambiziosa, di un avversario temibilissimo». La successiva trasferta sarà in casa della Real Rieti: «Altra partita molto difficile, la squadra ha cambiato tanti volti a partire da quello dell’allenatore, un italiano giovane e preparato come Bellarte. A mio parere può essere una delle sorprese in positivo del campionato. E affronteremo dopo 6 stagioni per la prima volta da avversario Douglas Nicolodi». Il penultimo impegno esterno della stagione sarà contro Milano, l’ultimo contro il Napoli: «Milano fino ad oggi rappresenta una incognita, ha confermato in blocco la squadra della A2 ed ha innestato 2/3 elementi. Siamo però felici che Milano torni nel massimo torneo nazionale, una piazza come quella lombarda può aiutare tutto il movimento a crescere. Il Napoli in questo momento per il mercato fatto e per la struttura consolidata è una seria candidata ad alzare trofei nella prossima stagione», chiude il commento al calendario il vice presidente e d.s. pescarese. Il torneo regolare si concluderà il 25 aprile per dare vita poi all’avvincente ed emozionante appendice dei playoff che vedrà la serie finale a giugno. «Il Pescara cercherà di dare il massimo in ogni competizione alla quale prenderà parte», è la promessa conclusiva di Matteo Iannascoli, «il nostro impegno rappresenta un onore ed un onere nei confronti della nostra città e dei nostri tifosi. Ci metteremo impegno, sudore, sacrificio e tanto lavoro, sperando che tutto questo possa essere ripagato con il tempo dai risultati che tutti auspichiamo di ottenere».

Ortona. Il roster della Tombesi Ortona 2017/2018 si arricchisce di un nuovo elemento, di qualità e di esperienza. Luciano Graziani, 38 anni, la scorsa stagione in serie C con la maglia del Celtic Chieti, vestirà infatti la casacca gialloverde nella prossima stagione. Oltre al ruolo in campo, Graziani contribuirà anche al futuro della società, affiancando mister Della Valle alla guida dell’under 19. Un doppio incarico accettato con entusiasmo:

“Dopo 12 anni consecutivi di serie C, gli ultimi dei quali trascorsi a Chieti, mi è stata data l’opportunità di giocare in B, peraltro in una squadra già fortissima e costruita per fare un campionato di vertice. Spero di poter dare il mio contributo e di aiutare verso il raggiungimento dell’obiettivo finale. Sono molto contento anche del ruolo da allenatore: ho il patentino già da alcune stagioni, ma fino ad ora non lo avevo sfruttato e adesso potrò farlo imparando da un tecnico che mi ha anche allenato in passato! Voglio ringraziare per questa opportunità il presidente Alessio Tombesi, che peraltro ritrovo dopo averlo già avuto da dirigente nella stagione trascorsa con lo Sporting Ortona. Sono pronto a ripagare, sul campo e in panchina, la fiducia della società”.

Pescara. Anche quando è in vacanza Matteo Iannascoli non si allontana mai dal suo smartphone e quindi non è stato difficile riuscire a contattarlo per quella che ormai è diventata un’intervista rituale prima dell’inizio di ogni stagione.

Matteo, per te le fatiche estive sono aumentate: doppio impegno, doppio mercato … al maschile e al femminile.

Diciamo che grazie al blasone, arricchitosi in questi anni per i tanti successi, e grazie all’immagine di Società ambiziosa e vincente che ci siamo conquistati nel panorama del futsal italiano, non è stato un mercato difficile né per gli uomini né per le ragazze. Ormai tutti conoscono la famiglia Iannascoli e le garanzie che questa può offrire in termini di serietà, solidità economica e ambizioni, parametri che rappresentano per noi un ottimo biglietto di presentazione. Apparentemente, il nostro mercato può sembrare un mercato di stallo o comunque privo di effetti speciali ma, a nostro avviso, è stata invece una campagna di rafforzamento che ci ha reso ancor più solidi e lunghi rispetto alla scorsa stagione. Abbiamo ponderato bene tutte le scelte e operato secondo principi di razionalità. Riteniamo di aver mantenuto alto il nostro tasso di competitività, potendo contare su un roster di grandi motivazioni individuali e collettive. Per la verità abbiamo provato a portare a Pescara Ricardinho ma la squalifica del nostro campo e la vittoria nella Liga del Movistar hanno vanificato di fatto quell’apertura che ci era stata data al trasferimento dal calciatore portoghese in riva all’Adriatico. Resta il rammarico di non essere riusciti in un’impresa che avrebbe dato lustro a tutto il futsal italiano ma non per questo saremo meno competitivi rispetto alla passata stagione.

Mercato di grandi nomi, invece, per quanto riguarda le ragazze?

A differenza della maschile, per le ragazze abbiamo operato un cambiamento radicale, cercando di creare un team super competitivo. Partendo dalle conferme di mister Segundo, di Bertè, Bellucci e Antonaci e confidando nella definitiva consacrazione di Plevano, De Massis e Vianale, abbiamo voluto innesti mirati non solo sul piano della qualità e della solidità ma anche e soprattutto sulla base delle effettive motivazioni delle ragazze reclutate. Non abbiamo ingaggiato a caso giocatrici del calibro di Tampa, Vanessa Pereira e Taty, che hanno voluto fortemente Pescara, rinunciando anche ad offerte più vantaggiose a livello economico. Se aggiungiamo a queste tre campionesse, due giocatrici italiane del valore di Exana e Siclari e tra i pali due numeri uno di ruolo e di fatto quali Ribeiro e Vecchione, c’è poco da aggiungere per quantificare il livello del roster biancazzurro. Sicuramente ci sarà da divertirsi, mister Segundo è a mio avviso il tecnico migliore in circolazione e di sicuro daremo filo da torcere a tutti.

Tornando al mercato della maschile, si può dire che è stato anche un mercato caratterizzato dai “grandi ritorni” di Rescia, Romano ed Ercolessi?

Tre ritorni, tre storie tutte differenti.

Andiamo con ordine: Rescia.

Maxi era andato via per provare una scelta professionale del tutto diversa da quella italiana. Il suo approccio in Liga e nel mondo professionistico è stato molto positivo ma Rescia ha potuto verificare che giocar bene non basta per aprirsi uno spazio dei club spagnoli di prima fascia, che hanno organici quasi sempre molto chiusi e poco avvezzi ai cambiamenti. Il livello qualitativo in Spagna è altissimo e visto che non si sono aperti spazi per lui nel Barcellona, nel Movistar o nel Pozo, i soli club che avrebbero potuto consacrare la sua carriera. Maxi ha ritenuto opportuno un suo riento in Italia. Nonostante avesse quindi un contratto di tre anni, Maxi ha voluto fortemente il suo ritorno a Pescara, dove aveva vinto e dove si era consacrato come uno dei giocatori migliori del nostro campionato. A questo si aggiunga che il ritorno di Maxi è stato fortemente sponsorizzato da mister Colini, fortissimamente voluta da me e dalla società, ed è per questo che quando si è aperta una possibilità abbiamo subito lavorato con risolutezza per riavere Maxi a Pescara.

Ercolessi?

La possibilità di riportare Ercolessi a Pescara si è concretizzata quando ormai stavamo chiudendo il roster. È stata una trattativa lampo, “cotta e mangiata”, il giocatore desiderava tornare e abbiamo chiuso il suo trasferimento con soddisfazione di tutti. Erculessi è un giocatore nel quale abbiamo sempre creduto e che avevamo ceduto a malincuore nella passata stagione sulla base di una sua specifica richiesta di avvicinamento a casa, in Veneto. A mio personale avviso Ercolessi è per valore assoluto il miglior giocatore italiano e quindi credo fortemente che il sacrificio che abbiamo fatto per riportarlo a Pescara sarà ben ripagato.

Romano?

Lo abbiamo contattato nella fase di avvio del mercato. Ci era stato espressamente richiesto da mister Colini, con il pieno avvallo della Società, ed è stato quindi uno dei primi giocatori che abbiamo cercato. Sergio, sin da subito, ci ha dato il suo placet ed è stato facile trovare l’accordo tra le parti. Ci ha molto colpito la sua grande voglia di rivalsa, perché vuole dimostrare che il Romano che tutti conoscono è ben diverso da quello che tre anni fa non riuscì ad esprimersi al meglio qui a Pescara. Sergio veniva da un infortunio ad un crociato che ne limitò il rendimento insieme ai problemi tecnici di quella squadra che caratterizzarono tutta quella sfortunata stagione. Siamo sicuri che dopo il grande campionato giocato nell’Acqua&Sapone, Romano saprà continuare su questa strada e che potrà darci un grande apporto sia dal punto di vista tecnico che comportamentale. Sergio, infatti, è un giocatore di grandi motivazioni e di grande sacrificio e pertanto assolutamente confacente con lo spirito che anima il Pescara. Siamo molto contenti che Romano abbia accettato di tornare da noi.

Rosa ampia e completa, mercato chiuso?

Rosa ampia e completa, riteniamo di aver fatto il massimo per potenziarla e per poter competere su più fronti. D’altra parte le altre non sono state a guardare e si sono rafforzate. Basta prestare attenzione al rafforzamento operato dalle neopromosse per rendersi conto che sarà oltremodo difficile confermarsi a livello di vittorie. Se a questo aggiungiamo anche gli impegni in Europea è facile rendersi conto che per far bene si ha la necessità di avere una rosa lunga e composta da uomini fortemente motivati. Noi crediamo di aver fatto bene, poi naturalmente per verificare il tutto dovremo come ogni anno attendere il verdetto del campo. Mercato chiuso ? No! Stiamo per annunciare un altro innesto di caratura europea, un giocatore dalle forti motivazioni, esperto, di grande qualità e di altrettanta quantità. Un giocatore con le credenziali giuste per far parte del progetto Pescara: qualità tecniche e morali, motivazioni, competitività e soprattutto un grande attaccamento alla maglia. Giocatori, solamente, attaccati al denaro, qui, non li vogliamo. Tantissimi sono i giocatori di prima fascia che si sono proposti ma molti di questi non possedevano le qualità che prima ho elencato e pertanto li abbiamo scartati.

La Società biancazzurra, anno dopo anno, cresce in solidità, in organizzazione e in ambizioni. Come riuscite a rispondere a tutte le esigenze e ai problemi che tutto questo comporta?

Molto semplicemente … con il lavoro. La nostra crescita è stata sostenuta da tanto tanto lavoro e dalla grandissima passione per questo sport, che ormai è entrato nel sangue dei pescaresi. Lavoriamo con trasparenza, equità e serietà e questo ci ha permesso di crescere costantemente anno dopo anno. Non credo ci siano altre strade.

Al centro di questa organizzazione, operativamente, ci siete tu, che sei molto di più di un direttore sportivo, e mister Colini, che è molto di più di un allenatore. Ormai tra di voi c’è un affiatamento assoluto.

Tra me e il mister si è creato un rapporto eccezionale e non solo di natura tecnica. Ci confrontiamo ogni giorno costantemente, sappiamo tutto l’uno dell’altro e questo crea una sinergia utile a programmare al meglio e a rispondere ai mille problemi tecnici ed organizzativi che incidono sull’operato della squadra. Da parte mia non posso che ringraziarlo per quello che è riuscito a trasmettermi in questi tre anni. Mi ha fatto crescere molto sia dal punto di vista tecnico che da quello relativo alla gestione del gruppo e al campo manageriale. Mario Patriarca, che devo sempre ringraziare, mi ha instradato al futsal e coinvolto nella gestione tecnica logistica della squadra, facendomi apprezzare questo sport come pochi. Fulvio Colini, poi, mi ha dato le chiavi giuste per operare al meglio. Ho avuto maestri straordinari, entrambi, a loro modo, hanno fatto sì che la mia “formazione” fosse completa ed ampia. Per quanto riguarda Fulvio, offrimi l’occasione di ringraziarlo pubblicamente, come faccio privatamente a chiusura di ogni stagione, perché ha dato un grandissimo contributo sia alla mia crescita sportiva che a quella personale.

Proiettiamoci alla prossima stagione, quali saranno le squadre più competitive?

Oltre noi, che cercheremo come sempre di dire la nostra, vedo molto bene il Napoli, che di sicuro resterà nel novero delle quattro squadre più forti. Sullo stesso piano metto l’Acqua&Sapone, che si attesta anch’essa a livelli competitivi molto alti e lo stesso Kaos in una versione rinnovata. Un gradino sotto la Luparense, che forse ha perso qualcosa a livello qualitativo anche se di sicuro sarà capace come sempre di essere competitiva sia in Italia che in Europa. Noi l’affronteremo subito in Supercoppa, spero in Cina, e pertanto avremo sin da subito l’occasione per saggiare le sue forze. Poi il mercato è sempre da considerare in una forma limitativa perché il campo è chiamato a confermare o smentire le attuali valutazioni.

Tornando al Pescara su quale giocatore scommetteresti per una grande stagione?

Il termine “scommettere” non mi piace, la costruzione di un roster non nasce da “scommesse”. Diciamo che abbiamo piena fiducia in tutti, visto che li abbiamo scelti o confermati. Non voglio, però, essere evasivo e allora dico che innanzitutto mi attendo moltissimo da Mentasti, un’acquisizione passata quasi in sordina ma espressamente voluta da mister Colini. Mentasti sostituirà Leggero e sono certissimo che lo farà al meglio. Poi punto su Romano, per le ragioni che ho già elencato, e infine su Diego Burato, un giocatore polivalente che saprà offrirci di sicuro un rendimento di grande spessore tecnico e comportamentale.

A mio avviso è rimarchevole e fa onore al Pescara anche l’impegno economico degli investimenti rivolti in questi anni a valorizzare i settore giovanile e i migliori prospetti italiani?

Permettimi di dire che le vittorie conseguite dal nostro settore giovanile e la valorizzazione anche in prima squadra dei nostri migliori prospetti mi riempie d’orgoglio. Anche in questo mercato abbiamo fatto un investimento importante per confermare Jack, come simpaticamente chiamiamo Azzoni. Siamo certi che possa darci una mano importante nel presente con la speranza, ben riposta, che tra qualche anno possa ricoprire un ruolo importante in Nazionale.

Uscendo per un attimo dal nostro particolare, vorrei chiederti se hai qualche proposta da offrire per far decollare il futsal italiano e innalzarlo finalmente a livello degli sport di squadra più celebrati?

Sarei presuntuoso se volessi proporre una qualche ricetta, mi limito a dire che mi auguro un generale miglioramento organizzativo. Si parla sempre d’investimenti ma si possono fare grandi cose e lavorare bene anche solo migliorando la capacità di progettazione. Nella mia esperienza c’è un miglioramento costante che si produce nella cura di ogni dettaglio organizzativo. Già essere meno approssimativi ci porterebbe a fare un bel salto di qualità. Vedo che adesso si sta facendo qualcosa di nuovo, soprattutto, nell’ambito della comunicazione e spero che questo ci porti ad una maggiore visibilità. Rimaniamo in attesa di verificare dei sostanziali passi in avanti rispetto alla situazione attuale.

A proposito di progetti, ci sarà un ampliamento ulteriore del “Progetto Pescara”?

Si, stiamo lavorando su diverse iniziative, tese a valorizzare il nostro brand e a permettere ai nostri tifosi di essere sempre più vicini alla squadra. In particolare siamo in fase ultimativa di un progetto che per motivi esclusivamente scaramantici non voglio ancora pubblicizzare. Lo staff organizzativo è stato riconfermato in blocco e sarà ulteriormente potenziato il settore della Comunicazione dove faranno il loro ingresso Luciano Rapa e il fotografo Adamo Di Loreto. Apriremo finalmente un e-shop sul sito web e presto attiveremo un’iniziativa di merchandising dedicata ai tifosi.

Siamo alla fine di questa intervista, non resta altro che salutare i tifosi.

I nostri tifosi sono magnifici e vorrei abbracciarli uno per uno, ringraziandoli per l’affetto che ci dimostrano sempre. Ad Ancona si è avuta la dimostrazione più bella ed esaltante dell’amore e della passione che tutta la nostra città nutre nei confronti dei colori che rappresentiamo. A loro dico di essere fiduciosi perché anche quest’anno saremo competitivi. Purtroppo la squalifica ci terrà lontani da loro per un po’ ma stiamo pensando ad una serie di iniziative che ci permettano di essere comunque sempre vicini a loro. Un abbraccio e Forza Pescara.

Pescara. Ennesimo colpo di mercato messo a segno dalla società biancazzurra. Fernando Ariel Wilhelm, capitano della Nazionale Argentina, campione del mondo 2016, è un nuovo giocatore in forza all’ASD Pescara. Il numero 6 albiceleste, protagonista assoluto nel campionato italiano tra le fila dell’Arzignano, della Marca, e dell’Asti, approda a Pescara dopo l'esperienza biennale vissuta in Portogallo con il Benfica.


Benvenuto “Capi”!

Grazie per me è un piacere grandissimo poter indossare i colorii biancazzurri.

Con te è sempre più un Pescara albiceleste.

È vero in squadra si parlerà con un forte accento argentino ma se per il Pescara questa non è una novità, lo è invece per me, visto che da molto tempo nei club dove ho militato non ho avuto compagni della mia stessa nazione. Avere in squadra molti argentini ha sempre portato bene al Pescara che incarna molto bene lo spirito e la “garra” tipica di noi argentini. Spero che con me questo spirito possa ancor più rafforzarsi e contribuire al raggiungimento di obiettivi importanti.

Torni da un’esperienza importante in Portogallo, cosa ti porti dietro?

Sono stati due anni molto belli, dopo la lunga esperienza italiana mi sono trovato alle prese con un mondo tutto nuovo e tutto da scoprire. Mi porto dietro la fortuna di aver vissuto insieme a tante belle persone e la conoscenza di un paese di grande storia e fascino. Il campionato lusitano non è molto competitivo, restringendosi la lotta per il titolo a un numero ristrettissimo di squadre. Situazione ben diversa rispetto all’Italia, come spesso commentavo con altri giocatori provenienti dal campionato italiano. Qui se non sei ben preparato rischi di perdere punti con tutti. Per questo tornare in Italia sarà per me una nuova sfida molto stimolante.

Sei l’ultimo tassello, per ordine di tempo, di un organico costruito per battersi su molti fronti. Cosa ti senti di poter dare a questa squadra?

Ci saranno tante competizioni, tutte importanti e molto stimolanti. Ci saranno tante partite e tante occasioni per soddisfare le ambizioni di una società che ha sempre tanta fame di vittorie. Quello che potrò dare è la mia voglia di vincere che nel Pescara è già un sentimento generale ben chiaro. Alzare trofei è la cosa più bella che c’è e io ho ancora tantissima voglia di vittorie.

Per quei pochissimi che non ti hanno mai visto giocare, puoi riassumere le tue qualità tecniche e comportamentali?

Sono un giocatore che si disimpegna quasi sempre nella fase difensiva ma che non disdegna di puntare la porta e di realizzare qualche gol. Gioco per la squadra e a servizio dei miei compagni, cercando sempre di aiutarli al meglio, dentro e fuori dal campo. I miei compagni di squadra sono sempre stati importantissimi per me, ho imparato moltissimo da loro in tutta la mia carriera e anche qui sono certo che avrò modo di crescere grazie a loro.

Hai vinto tantissimo in carriera e soprattutto hai vinto un titolo mondiale, cosa ti ha dato quell’esperienza?

Non può spiegare a parole cosa significhi vincere un mondiale. Dopo ti aspetti che qualcosa cambi, di essere diverso, di avere qualcosa di diverso dentro. Nel nostro caso però non mi sembra che ci siano stati in noi mutamenti sostanziali. Restiamo gli stessi, consapevoli però di aver vissuto un’esperienza straordinariamente eccitante.

Siamo alla fine di questa breve intervista, vuoi aggiungere altro?

Voglio innanzitutto ringraziare Matteo Iannascoli che mi ha fatto sentire, dal primo momento in cui ci siamo messi in contatto, quanto mi volessero. Insieme a lui mi sento di ringraziare anche tutti quelli che ho incontrato e che mi hanno subito dato la loro disponibilità per potermi ambientare al meglio in questa nuova tappa della mia carriera di calciatore. Voglio poi mandare un saluto ai tifosi, rassicurandoli sul fatto che anche quest’anno si divertiranno e troveranno ragazzi pronti a tutto per dare loro tante belle soddisfazioni. Li invito a starci vicino e a seguirci come sempre hanno fatto in tutti questi anni, distinguendosi come grandi appassionati dei colori biancazzurri e del futsal. Un abbraccio!

Pescara. Adrieli Bertè è in vacanza nella sua Nova Bréscia, nello Stato di Rio Grande do Sul, un piccolissimo centro di 3.000 anime, posto all’estremo sud del Brasile e non lontano da Caxias do Sul, città che ha dato i natali a una delle bandiere del Pescara C5, Alex Ghiotti. Adri si gode la famiglia in pieno relax ma è sempre molto attenta alle notizie che arrivano dall’Italia. Raggiunta telefonicamente dalla nostra redazione non si è fatta pregare per rilasciare una breve ma molto significativa intervista.

Adri sei una delle poche atlete riconfermate, stai seguendo la campagna acquisti del Pescara?

Da parte mia sono contentissima di essere stata riconfermata. Voglio dare di più a questa società e ai nostri tifosi e mi impegnerò al massimo per rendere questa squadra un team vincente. Penso che la campagna acquisti del Pescara sia stata fenomenale. Nessuna squadra si è rinforzata più di noi. Ritengo che saremo molto competitive e che lotteremo per raggiungere quegli obiettivi che la nostra società si è posta. Non ci sono più scuse l’organico è di primo livello, avremo la concorrenza di avversarie fortissime ma coppa e campionato sono alla nostra portata.

Conosci le tue nuove compagne?

Di fama le conosco tutte e, anche se mi è impossibile descrivere le caratteristiche di ognuna di loro, so per certo che sono tutte tecnicamente bravissime e che sono persone di grandissimo spessore umano,con un caratteremolto forte e con tanta voglia di vincere. Da parte mia sono onoratissima di far parte di questo gruppo e di poter crescere insieme a loro. Ringrazio per questo il Pescara e invito sin da ora tutti i nostri tifosi a seguirci con grande passione. Non se ne pentiranno!

Pescara. La calcettista Angela Vecchione, portiere classe 86’, nazionale italiano di Calcio a 5 Femminile, dopo l'ultima stagione alla Lazio approda in riva all’adriatico. Angela dopo un anno al Time Sport nella stagione 2010/11, ha vestito la maglia della Virtus Roma nel 2011/12 e quella della Queens Capitolina nel campionato successivo. Dopo un biennio nel Real L'Acquedotto (2013-2015), è passata poi per altre due stagioni nella squadra della  Lazio (dal 2015 al 2017).

Bucchianico. Il Doogle è stato fra le prime società di calcio a 5 in Abruzzo ad essersi dotato di un defibrillatore semiautomatico già dalla scorsa stagione, un passo decisamente importante verso una maggiore sicurezza nella pratica sportiva venuto ancor prima della data ufficiale (il 30 giugno 2017) dalla quale sarà obbligatorio per tutte le squadre averne almeno uno in dotazione.
L’operazione è stata possibile grazie ad un accordo raggiunto con i main sponsor della società del Presidente e Mister Gabriele Zuccarini (Itas e Masciulli Viaggi) che hanno permesso di acquistarlo.

Così il Presidente e Mister Zuccarini commenta l’importante passo:

“È importante che si sia arrivati all’obbligatorietà di dotarsi come squadre di un defibrillatore.
Noi in realtà lo abbiamo fatto già dallo scorso anno anticipando i tempi. All’interno dello staff ci siamo prodigati, sin dalla nascita della nostra società sportiva, per ottenere l’abilitazione al suo utilizzo. Grazie all’accordo con l’Itas e Masciulli Viaggi siamo riusciti nell’intento molto prima della data del 30 giugno 2017. In questa maniera viene assicurato il massimo supporto al benessere, tranquillità e sicurezza dei nostri ragazzi nello svolgere l’attività sportiva sperando che il defibrillatore non venga ovviamente mai utilizzato. Ciò dimostra la nostra attenzione ai valori dello sport: divertimento, ma anche e soprattutto sicurezza”.

Il Doogle, dopo la meravigliosa stagione 2016/2017 culminata con la conquista della Coppa Abruzzo e la conseguente promozione in Serie C2, sta già cominciando a muoversi per cercare di ben figurare in questa nuova e stimolante avventura alle porte.

Mister Zuccarini sottolinea quanto sia tutto in evoluzione:

“In realtà non ci siamo mai fermati, stiamo continuando a lavorare su diversi fronti. Abbiamo fatto del nostro meglio la scorsa stagione per dare il massimo non solo a livello sportivo, ma anche organizzativo all’interno della squadra. È arrivato ora il momento di migliorarci da quest’ultimo punto di vista soprattutto per il fatto che ci apprestiamo ad affrontare una categoria per molti di noi nuova: ci sarà bisogno di fare degli innesti nello staff della società, ma anche integrare lo staff tecnico. Stiamo osservando i movimenti del mercato per poi muoverci e prendere altri giocatori che possano darci una mano l’anno prossimo per disputare un buon campionato e magari ottenere qualche risultato importante. Nuova stagione alle porte, nuova categoria … i nostri obiettivi?
Avere con noi qualche ragazzo nuovo che vada a puntellare la rosa per cercare almeno di essere competitivi e giocarci partita per partita i tre punti con tutte le squadre. Vogliamo comunque come obiettivo minimo conservare la categoria, ma esserne anche protagonisti nonostante andremo a disputarla per la prima volta. Ci saranno sicuramente delle difficoltà maggiori rispetto alla Serie D, ma non partiamo per essere spettatori del prossimo campionato, ma puntiamo sicuramente a fare bene”.

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