San Giovanni Teatino. Il Presidente della Regione Abruzzo, Senatore Luciano D'Alfonso, ha partecipato ieri sera, lunedì 9 luglio 2018, al Consiglio comunale straordinario in adunanza aperta convocato dal Presidente Marco Cacciagrano. All'ordine del giorno il solo argomento del Masterplan e cosa preveda per il Comune di San Giovanni Teatino.
Il previsto raddoppio del tracciato ferroviario e la conseguente soppressione del passaggio a livello di corso Italia, infatti, provocherà uno sconvolgimento ed una frattura profonda nel tessuto urbano e sociale di Sambuceto. Inoltre "il passaggio a livello - ha ricordato il Sindaco Luciano Marinucci - rappresenta l'unico attraversamento sicuro dei binari ogni qualvolta, in caso temporali ormai sempre più caratterizzati da forte intensità, i tre sottopassaggi carrabili restano allagati".
"La mia amministrazione - ha proseguito Marinucci - ha dimostrato di operare unicamente per il bene di San Giovanni Teatino: stiamo portando avanti una battaglia senza alcuna faziosità politica e in modo unitario, anteponendo gli interessi del territorio a tutto il resto, e questo non può essere che un grandissimo merito della mia maggioranza. Siamo soddisfatti dell'impegno preso dal Governatore, poiché ci sembra foriero di una risoluzione positiva, secondo quanto ci aspettiamo: noi continueremo a occuparci della questione poiché, non dimentichiamolo, il cammino è chiaramente difficile e serviranno unità e coerenza".
Il presidente Cacciagrano ha letto il documento votato all'unanimità dal Consiglio comunale del 21 giugno 2018 nel quale si chiede a Regione Abruzzo e RFI di "valutare un progetto alternativo alla realizzazione del sottopasso e alla chiusura del passaggio a livello di Corso Italia", suggerendo le alternative dell'interramento del sedime ferroviario o della delocalizzazione del tracciato.
Al dibattito sono intervenuti Alessandro Feragalli e Paolo Cacciagrano delle associazioni "Paese Comune" e "No Ferrovia, Si Strada Verde". Quest'ultima ha raccolto oltre 2 mila firme per la petizione popolare contro la chiusura del passaggio a livello.
Gli interventi politici sono stati dei capigruppo Gabriella Federico (Progetto Comune), Pino Costantini (San Giovanni Democratica). Efrem Martelli (Lega) e Mario Cutrupi (Movimento 5 Stelle), mentre l'assessore all'urbanistica Ezio Chiacchiaretta ha ricordato come il Comune di San Giovanni Teatino "abbia già dato oltre 300 ettari terreno alle infrastrutture dell'area metropolitana (Aeroporto, autostrada, asse attrezzato, ferrovia)".
"L'impegno che io ho preso oggi - ha dichiarato il Presidente Luciano D'Alfonso - è di determinare una verifica puntale con il vertice di RFI della richiesta unanime del Consiglio comunale. Su queste domande è la verifica: è possibile procedere all'interramento, è sostenibile sul piano economico e finanziario, c'è la possibilità dal punta di vista del suolo di ospitare questa infrastruttura? Io mi costituisco non solo soggetto terzo, ma scendo in campo a favore di questa verifica, facendo in modo che ci sia il più possibile la capacità, da parte dei soggetti realizzatori, di venire incontro alle aspettative della comunità locale, evitando l'atteggiamento di un modo di essere nei confronti delle istituzioni 'se è possibile questa quota di soluzione ed allora chissà quanto è grande la soluzione che possiamo chiedere', e sono gli atteggiamenti da benaltristi o benoltristi, così come noi dobbiamo fare sì che non si determini una rottura del colloquio istituzionale per cui alla fine il soggetto incaricato di realizzare, lo faccia utilizzando le norme dell'ordinamento. Norme che addirittura permettono di scavalcare il punto di vista locale. Io voglio essere il garante di un dialogo che, attivando un dialogo competitivo ed un tiro alla fune di successo, favorisca il recupero della qualità della vita dentro San Giovanni Teatino a favore dei suoi cittadini. Voglio anche, però, che si faccia l'infrastruttura ferroviaria veloce, comoda, e che possa essere ulteriormente infrastrutturata anche la realtà dell'aeroporto, perchè io credo alla velocità e all'offerta della velocità, così come credo che San Giovanni Teatino debba essere una comunità di qualità. Questo per consentire a chi viene all'aeroporto di avere una cittadina accogliente, bella e funzionate come offerta della collocazione turistica dell'Abruzzo".
A conclusione dei lavori il Governatore D'Alfonso, alla presenza del Sindaco Marinucci ed altri amministratori, ha contattato telefonicamente l'amministratore delegato di RFI Maurizio Gentile ed hanno fissato un appuntamento per verificare le soluzioni alternative proposte dal Consiglio comunale e dalle associazioni.

San Giovanni Teatino. E' arrivata alle ore 12.54 di oggi, martedì 19 giugno 2018, la nota della segreteria del Presidente della Regione (prot. n. RA/0175193) indirizzata al Sindaco Luciano Marinucci, che annuncia l'impossibilità del Governatore Luciano D'Alfonso ad intervenire alla seduta del Consiglio comunale in 'adunanza aperta' convocata dal Presidente del Consiglio comunale Marco Cacciagrano per giovedì 21 giugno 2018 alle ore 18.30.

Testo della nota inviata al Sindaco Luciano Marinucci: "Carissimo Sindaco, sono spiacente di comunicare che, per concomitanti e sopraggiunti impegni, non potrò partecipare alla seduta del Consiglio comunale prevista per il 21 giugno p.v.. Infatti dovrò recarmi in Senato dove è in discussione il documento di economia e finanza 2018, particolarmente importante in questo momento di transizione. Certamente non mancherò di confrontarmi con i Consiglieri e per questo sono pronto a fissare nella mia agenda un'altra data che le nostre Segreterie potranno concordare. In attesa di prossima convocazione, Ti saluto cordialmente".

Il presidente Marco Cacciagrano, sentiti i capigruppo consiliari, ha ritenuto opportuno non rinviare la riunione del 21 giugno, annunciando che tutti i contributi, dei consiglieri comunali, dei comitati cittadini e delle associazioni intervenute, saranno trasmessi al Presidente della Regione Luciano D'Alfonso, affinchè costituiscano la base del prossimo confronto con i consiglieri comunali così come auspicato nella sua nota. Nei prossimi giorni il Presidente Cacciagrano si metterà in contatto con la segreteria del Governatore per fissare la data.

Pescara. "Per un soffio Luciano D'Alfonso rimane presidente della Regione e contemporaneamente senatore".

Così in una nota Marco Fars, segretario regionale PRC-SE Abruzzo, e Corrado Di Sante, segretario provinciale PRC-SE Pescara, che aggiungono: "Torniamo a rilanciare la proposta avanzata a suo tempo dal nostro segretario nazionale Maurizio Acerbo: D'Alfonso mostri finalmente un po' di coraggio, rinunci alla carica di senatore e si ricandidi a presidente così gli abruzzesi potranno nelle urne esprimere il loro giudizio sul suo operato alla Regione. A chi ci chiede perché la sinistra è divisa facciamo notare che in Abruzzo Liberi e Uguali continua a sostenere D'Alfonso e che i voti di Mazzocca e Sclocco sono stati determinanti nella votazione odierna. Con quelli che fanno da ruota di scorta del peggiore PD non si ricostruirà certo una sinistra credibile".

Pescara. <<Il Presidente D’Alfonso sbaglia: ricorrendo ad artifizi allunga il suo governo ma porta acqua al mulino dell’antipolitica. Questa agonia della Regione non porterà niente di buono né all’Abruzzo e neppure paradossalmente a lui>>. Così Gianfranco Rotondi parlando a Pescara ha commentato la decisione della giunta delle elezioni abruzzese che di fatto ha aperto la strada a una conclusione naturale della legislatura regionale abruzzese.

Pescara. “Dopo un mese e mezzo di immobilismo e stallo amministrativo il Presidente D’alfonso non scherzi sulla pelle degli abruzzesi e responsabilmente rispetti ciò che prevede la Costituzione italiana e non trovi scappatoie e sotterfugi inutili e dannosi ma si proceda alla determinazione delle votazioni regionali nel mese di ottobre prossimo, ossia nei tempi tecnici previsti secondo la Legge”. Queste le dichiarazioni del gruppo consiliare di Forza Italia durante la conferenza stampa svoltasi questa mattina.

“Troviamo irriguardoso – commenta il gruppo regionale di Forza Italia - cercare tra le pieghe del pensiero di un Maestro del diritto costituzionale, quale fu Costantino Mortati (così come riscontrabile anche nelle dichiarazioni del professore Enzo Di Salvatore), un appiglio, una sfumatura, una qualsivoglia parola che avvalori strumentalmente ciò che, in fatto di incompatibilità tra la carica di Presidente della Giunta regionale e quella di Senatore della Repubblica, è per il diritto assolutamente chiaro. In claris non fit interpretatio: è questo l’antico brocardo che sempre deve accompagnare il lavoro (e l’onestà intellettuale) dell’interprete. E l’ordinamento giuridico è, sul punto, assolutamente chiaro. Come del resto lo è Mortati: “L’assunzione della qualità di membro elettivo del Parlamento – scrive Mortati – ha luogo con la «proclamazione» dell’avvenuta elezione”. E il regolamento del Senato dichiara che “i Senatori acquistano le prerogative della carica e tutti i diritti inerenti alle loro funzioni, per il solo fatto della elezione o della nomina, dal momento della proclamazione se eletti, o dalla comunicazione della nomina se nominati”. Infine, la Costituzione, all’art. 122, secondo comma, recita: “Nessuno può appartenere contemporaneamente a un Consiglio o a una Giunta regionale e ad una delle Camere del Parlamento, ad un altro Consiglio o ad altra Giunta regionale, ovvero al Parlamento europeo”.

Da tutto questo – rimarca il gruppo di Forza Italia - si ricavano due cose semplici: 1) che si è Senatori a partire dall’atto della proclamazione; 2) che dal momento dell’assunzione della qualità di Senatore è fatto divieto di cumulare due cariche elettive: quella di Senatore e di Presidente della Giunta (che, in questo caso, è anche Consigliere regionale). D’altra parte, lo ha chiarito anche la Corte costituzionale nella sentenza n. 1 del 2014: “il processo di composizione delle Camere si compie con la proclamazione degli eletti”. Il che vuol dire che il successivo atto di convalida è volto solo a confermare o a non confermare (attraverso un atto di annullamento) la carica di Senatore. Tanto è vero che, nel caso in cui non venisse confermata tale qualità, tutti gli atti compiuti in Parlamento dal Senatore resterebbero comunque in piedi: e lo sarebbero proprio in quanto compiuti dal Senatore e non già perché compiuti in veste di Presidente della Giunta regionale.

Pertanto – concludono i forzisti – il centrosinistra non commetta l’errore di bloccare per altri otto mesi una Regione come l’Abruzzo che per colpa dei capricci dalfonsiani continua a registrare segnali e dati allarmanti in settori strategici per la nostra economia come agricoltura, turismo, artigianato e comparto produttivo industriale. Le imprese continuano a chiudere, la disoccupazione aumenta e vediamo collocare l’Abruzzo penultima tra tutte le regioni d’Italia nella spesa del Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr) e del Fondo sociale europeo (Fse). In questa campagna elettorale D’Alfonso ha continuato a dispensare promesse per un valore di 3 miliardo e 121 milioni di euro e crediamo che gli abruzzesi siano stanchi di mere promesse e siano invece un atto morale dare alla nostra Regione un nuovo governo”.

Pescara. "In relazione alla doppia veste di presidente della Giunta regionale e di senatore della Repubblica eletto, il dato di verità è riconducibile al dettato del costituzionalista Costantino Mortati secondo cui, affinchè intervenga l'incompatibilità per il senatore eletto, c'è bisogno che lo stesso senatore venga proclamato e convalidato". E' la posizione che il presidente della Giunta regionale, Luciano D'Alfonso, ha voluto chiarire, questa mattina, a Pescara, in Regione, nel corso di una conferenza stampa convocata proprio allo scopo di sgombrare il campo da dubbi ed incertezze interpretative della legge.

"La convalida degli eletti - ha spiegato D'Alfonso - è un atto dell'ordinamento che si estrinseca attraverso gli organi ausiliari del Senato. Nello specifico - ha proseguito - è un atto della Giunta per le elezioni perchè in Italia si parte dal presupposto che le elezioni siano sempre a rischio di invalidamento. A tal proposito, attenderò la convalida da parte della Giunta per le elezioni e solo da quel momento scatterà il dies a quo. Fino ad allora - ha ribadito D'Alfonso - svolgerò pienamente le funzioni di presidente della Regione. Dopodichè mi adeguerò a quanto prevede l'ordinamento nelle sue articolazioni regolamentari e normative".

Il presidente D'Alfonso ha, quindi, confermato che porterà avanti l'azione di governo fino all'ultimo giorno utile. "Sto lavorando ad un atto di 365 pagine - ha annunciato - che, per quanto riguarda la mia esperienza di Governo, si chiama passaggio di consegne che determinerà, da parte di chi subentrerà, la presa di contezza di tutta l'attività messa in campo in questi anni di governo dell'Abruzzo. Mi riferisco, in particolare, ai 2 miliardi 750 milioni di euro di risorse che sono in procedura e che dovranno essere presi in carico anche come monitoraggio e controllo. Così come le attività relative alla ZES o quelle riguardanti il potenziamento dell'aeroporto d'Abruzzo e lo sviluppo della rete ferroviaria regionale. Da senatore - ha concluso - cercherò di legare l'agenda nazionale a quella regionale che, sulla base dell'esperienza maturata finora, penso di conoscere meglio di chiunque altro".

Pescara. “D’Alfonso utilizza in maniera scaltra ben 21 mila euro di soldi dei contribuenti abruzzesi per pagarsi la campagna elettorale. Non solo, il Presidente si prende la libertà di infrangere e violare le regole sulla comunicazione durante la campagna elettorale e si permette finanche di disobbedire alle direttive della Prefettura de L’Aquila”. Questa la denuncia sollevata dal Consigliere regionale Mauro Febbo che sottolinea: “Quello che emerge dalla determina dirigenziale n.DPA010/64° del 27 dicembre, a firma del Direttore Rivera, che sono riuscito ad avere solo dopo la minaccia di ricorso all' art 328 del Codice Penale (vedi allegato), è imbarazzante. L’attività di comunicazione svolta da parte de ‘La Regione Dice la Regione Fa’ nel periodo di gennaio, e tuttora in corso, attraverso manifesti 6x3 in 15 città abruzzesi, spazi pubblicitari su retrobus e messaggi da mandare in onda su diverse emittenti televisive, è in palese contrasto con quanto deciso dalla Prefettura sia nei contenuti sia nei tempi. La Prefettura di L'Aquila ha impartito direttive ben precise riguardo il divieto per le pubbliche Amministrazioni di svolgere attività di comunicazione a far data dalla convocazione dei comizi (venerdì 29 dicembre 2017) fino alla chiusura delle operazioni di voto ad eccezione di ‘quelle effettuate in forma impersonale ed indispensabili per l'efficace assolvimento delle proprie funzioni’. Mentre – continua Febbo – l’attività di comunicazione pensata, voluta e realizzata da D’Alfonso non è affatto impersonale, ed in maniera ingannevole ha utilizzato il logo e il sito www.laregionedicelaregionefa.it che sono riconducibili esclusivamente alla persona del Presidente della Regione e, cosa più grave, la svolge in piena campagna elettorale. Credo che siamo di fronte a un atteggiamento, da parte di D’Alfonso, poco istituzionale e molto da furbacchione. ‘Laregionedicelaregionefa’ significa che la Regione realizza solo un mega spot a favore del Presidente D’Alfonso e lo fa con i soldi degli abruzzesi. Peraltro, abbiamo appena documentato fotograficamente che sugli autobus di linea Tua (vedi foto allegata) il Presidente ha iniziato la sua campagna elettorale, di cui chiaramente chiederemo conto alla Società per sapere con quali e quanti fondi la stessa viene pagata, se c'è stato avviso pubblico per poter dare modo anche agli altri candidati di partecipare e se ciò si è reso necessario per ripianare il bilancio deficitario”. “Pertanto – conclude Febbo – nei prossimi giorni chiederò contezza agli enti competenti come Agicom e Corecom e alla Prefettura  poiché è intollerabile che vengano infrante in maniera palese le regole democratiche della campagna elettorale. Intanto sarà mia premura sponsorizzare D’Alfonso a diventare Ministro ma a quello delle ‘Politiche alle furbizie’.

Roseto degli Abruzzi. Il presidente della giunta regionale, Luciano D’Alfonso, è stato ospite, ieri, della città. Dopo un lungo incontro nell’aula consiliare, alla presenza di un folto pubblico, il governatore è stato poi ac-compagnato al pontile e al porto.

Il sindaco, Sabatino Di Girolamo, ha chiesto un impegno maggiore, da parte della Regione Abruzzo, a favore della seconda città della provincia di Teramo (dopo il capoluogo). Ha ricordato i progetti già avviati a compimento, in particolare: la messa in sicurezza degli argini del fiume Tordino (1.280.000 euro), il completamento della Teramo mare, che avrà indubbi riflessi positivi per l’economia della città (85 milioni di euro), la realizzazione del braccio a mare nel porticciolo turistico (1.700.000 euro), già in fase di appalto grazie alla proficua collaborazione del Comune con la Provincia di Teramo; la bike to coast, che si sta completando. Ma il primo cittadino ha sottolineato, anche, i punti su cui è necessario un ulteriore sforzo da parte dell’ente regionale: l’occupazione, in particolare, attraverso la riconversione, a uso produttivo, delle aree dell’autoporto, che possano accogliere aziende in grado di assumere.

Fondamentalmente D’Alfonso si è impegnato a trovare i fondi per il pontile (di cui 240 mila euro già pronti in base a una delibera di giunta dello scorso 24 gennaio ma altri potrebbero essere in-dividuati – fino ad arrivare a 600 mila euro , come ha aggiunto durante la visita al pontile, impe-gnando in questo il consigliere Luciano Monticelli); a facilitare lo sblocco della situazione buro-cratica dell’autoporto ma a patto che esista un progetto in cui siano comprese aziende già pronte ad avviare la produzione; a intervenire per il Distretto sanitario di base che, anzi, secondo il go-vernatore, sarebbe un intervento meritorio per decongestionare gli ospedali della provincia; a ce-dere al Comune, al più presto e definitivamente, la gestione dello stabilimento La lucciola, in modo da evitare i ritardi e le lungaggini patiti lo scorso anno.

Per quanto riguarda il campanile di Montepagano ha assicurato che i fondi ci sono e sono facil-mente ottenibili dimostrando che le lesioni (per le quali la struttura del 1400 è ancora contornata dalle impalcature) sono dovute alle scosse di terremoto dell’ottobre 2016. Infine, ma non per ultimo, nell’ultimo incontro del pomeriggio, al porto, il governatore ha assicurato la possibilità di intervento se la struttura diventa un riferimento per un territorio più ampio rispetto alla sola Roseto. In particolare ha suggerito il ricorso al Progetto speciale territoriale, legge regionale n. 18 del 1983.

Pescara. “Luciano D’Alfonso deve dimettersi da presidente di Regione. Non può farsi campagna elettorale sfruttando le istituzioni, i soldi della collettività abruzzese e il ruolo di Presidente che i cittadini gli hanno affidato per guidare la Regione e non certo per renderla un trampolino di lancio personale verso Roma”. E’ questo il commento del M5S Abruzzo che sulla candidatura di D’Alfonso ha le idee ben chiare e le ha esposte questa mattina in conferenza stampa “Regione Abruzzo è paralizzata in balia della carriera politica di un solo uomo. Sapevamo che sarebbe finita così e lo sapeva anche lui. Quello di D’Alfonso è stato un Governo regionale fallimentare che ha portato l’Abruzzo ai minimi storici per trasporti, sanità, ambiente e occupazione. Negli ultimi 3 anni, che coincidono con il Governo di Luciano D’Alfonso, L’Abruzzo ha perso 15mila posti di lavoro, 2500 imprese hanno chiuso i battenti e 11mila abruzzesi hanno lasciato la regione per cercare lavoro altrove. Questi sono i dati al di là della propaganda incessante alla quale Luciano D’Alfonso sottopone i cittadini abruzzesi dal 2014.

E per uscire fuori da questa drammatica situazione il presidente fugge verso Roma per nascondere il nulla che in quattro anni ha prodotto il suo Governo Regionale. Ora l’importante per D’Alfonso è prendere quel posto. E non importa quanto bisogna spararla grossa per avere una poltrona in Senato: dal taglio dello stipendio alle promesse da marinaio fatte ai pescatori. Fino addirittura a smascherare il pessimo lavoro svolto sul riordino Sanitario in Abruzzo, che secondo il Presidente, appunto, sarebbe risanato solo con la sua candidatura al Senato. Un uomo in affanno” affermano i 5 stelle “che cerca di giustificare goffamente una scelta infelice e prova a raccattare voti sbandierando promesse già disattese. Nonostante non abbia mantenuto le promesse fatte in campagna elettorale nel 2014, oggi ci riprova con nuove roboanti e irrealizzabili promesse”.

Ma c’è di più e a spiegarlo questa volta sono i consiglieri regionali che hanno richiesto un parere tecnico agli uffici di Regione Abruzzo secondo il quale “Lolli non potrà guidare la Regione al posto di D’Alfonso” e quindi, quello che il Presidente lascerà sarà un Abruzzo senza guida, con le ferite inflitte da un governo regionale pessimo che ha avuto come scopo, sin dall’inizio, il volo verso Roma per il Presidente e per alcuni suoi fedelissimi consiglieri. Con le regole del M5S l’impresentabile D’Alfonso non si sarebbe neanche potuto candidare. Ma davvero serve una regola per non lasciare l’Abruzzo per una poltrona più comoda?

Da senatore promette di tagliarsi lo stipendio mai in questi 4 anni ha sempre bocciato la proposta del M5S sul taglio ai costi della politica. Un esempio, questo, che vale più di mille parole per spiegare l’inaffidabilità di chi ha già disatteso, deluso e distrutto la regione. Ma lui questo lo sa bene” concludono i 5 stelle “l’essersi candidato in un seggio blindato come quello del capolista al plurinominale è l’ultimo colpo di schiena di un uomo che sa di essere politicamente finito come consenso e credibilità. Se fosse così forte come ripete continuamente, si sarebbe candidato su un uninominale e non in un posto sicuro e blindato”.

Probabilmente, visti i sondaggi che danno il Pd perdente su tutti i fronti, quello che il presidente aspira a fare il Ministro di un “Governo dell’inciucio” tra centro destra e centro sinistra.

L’Abruzzo merita ben altro, merita di essere rappresentato in Parlamento, come in Regione, da persone che abbiano davvero a cuore il bene del territorio e che non siano attaccate alla poltrona, anzi a due poltrone, come sta dimostrando il (quasi ex) Presidente di Regione Abruzzo”.

L'Aquila. “L’Abruzzo vale… una poltrona sicura al Senato” è questo il commento a caldo dei consiglieri 5 stelle Sara Marcozzi, Riccardo Mercante, Domenico Pettinari, Gianluca Ranieri e Pietro Smargiassi, che canzonano lo slogan con cui Luciano D’Alfonso si propose agli abruzzesi nel 2014. Un atto, quello della candidatura al Senato del Presidente di Regione Abruzzo, che non piace ai 5 stelle e neanche a tanti cittadini che sui social hanno mostrato il loro disappunto su questa scelta. “Alla fine il Governatore molla l’Abruzzo per Roma” continuano i portavoce “Forse una poltrona più larga e comoda è stata una tentazione troppo forte per il Presidente di Regione che ha lasciato gli abruzzesi con tante promesse e un pugno di mosche in mano. Un’occasione golosa” incalzano “che l’ego e le tasche di D’Alfonso non si sono fatti scappare. Lasciare il mandato per cui i cittadini lo hanno eletto” continuano “è uno schiaffo a chi gli ha dato fiducia nel 2014. Ribadiamo che per noi l’impegno politico deve tornare ad essere un onore per chi lo prende e non un mero lancio professionale del singolo candidato. L’Abruzzo non è una palestra per il Governo, i cittadini abruzzesi non lo meritano. Dopo aver fatto disastri in economia, lavoro, trasporti, sanità e viabilità mollano tutto e scappano a Roma” accusano i 5 stelle “L’ennesima prova che, probabilmente, per alcuni l’unico interesse sono i soldi e la carriera personale, altro che il bene della gente e del territorio. Mentre il presidente e i suoi fedelissimi, insieme ad altri consiglieri regionali di centro destra, sgomitano per accaparrarsi la poltrona romana, l’unico gruppo consiliare che continua il suo lavoro istituzionale dentro e fuori da palazzo, tenendo bene a mente il mandato che gli è stato conferito dai cittadini, è quello del M5S. Una realtà che qualcuno non vorrà vedere, ma che è l’unica riscontrabile nei fatti. In questi giorni stiamo continuando il nostro lavoro di sindacato ispettivo, stiamo continuando a depositare interpellanze e studiare nuove leggi” affermano “La campagna elettorale la facciamo, ovviamente, ma per le idee e le proposte, non per le persone. E portiamo avanti un programma scritto con i cittadini. Un programma che seguiremo, come abbiamo già fatto, e che non sarà il “lascia passare” per il posto più alto. Il Presidente (quasi) uscente, invece, ha tappezzato nuovamente le città con 6x3 pagati con i soldi dei contribuenti abruzzesi, gigantografie, tra l’altro, che recano una lunga serie di slogan e mancate verità che non raccontano minimamente il reale operato in questi 3 anni di Governo D’Alfonso. D’Alfonso brama una poltrona in Senato, speriamo solo abbia la decenza di dimettersi prima del 4 marzo, il M5S è pronto a governare l’Abruzzo e restituire la nostra regione ai cittadini”.

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