L'Aquila. Una dura stroncatura del Consiglio regionale d’Abruzzo alla Legge Regionale sul baratto arrivata oggi in aula per l’approvazione. Una stroncatura che avrà lasciato l’amaro in bocca al capogruppo Pd Sandro Mariani, che ha visto il suo stesso partito rigettare una proposta di legge di cui era firmatario. Maggioranza a pezzi che, alla prima seduta pubblica dopo le ferie estive, mostra ancora le ferite di una incrinatura che probabilmente il presidente D’Alfonso non ha più la forza di sanare.

“Abbiamo visto per mesi il consiglio bloccato dalle dinamiche interne di una maggioranza che si sta sgretolando” commentano i consiglieri del M5S Marcozzi, Mercante, Pettinari, Ranieri e Smargiassi “ed oggi questo strappo è palesato ancora di più da una maggioranza che vota contro la legge presentata con la firma del proprio capogruppo. Senza entrare nel merito della legge, che riteniamo inutile, incompleta e mal scritta, ci teniamo a sottolineare il significato simbolico che questo provvedimento ha rappresentato oggi per la maggioranza, ovvero l'isolamento del capogruppo del partito democratico Sandro Mariani.

Chieti. Il merito della questione è capire se è opportuno procedere ad internalizzare la gestione delle "strisce blu". La risposta è assolutamente sì! Il MoVimento 5 Stelle ritiene che: “Prescindendo dal rapporto controverso tra Comune e Blu Parking, l'attuale gestione sia obsoleta.
Le colonnine ad esempio non consentono il pagamento elettronico da parte degli utenti e rendono impossibile per il Comune conoscere l'entità delle somme versate causando enormi problemi di riscossione dell'aggio.
Non solo. Le strisce blu vanno riviste, ovunque in città. Soprattutto va rivisto il rapporto tra gli spazi destinati a parcheggio a pagamento e quelli destinati al parcheggio libero.
Ma l'aspetto più importante è che Chieti sembra essere l'unico Comune d'Italia che non guadagna nulla dalla gestione dei parcheggi a pagamento, almeno così sembra se si esaminano gli atti”.

Il Capogruppo Ottavio Argenio ritiene quindi che la decisione sia legittima ma “deve essere adottata consentendo al Consiglio di comprendere la complessità di una vicenda lunga più di 10 anni in cui si intersecano rapporti e circostanze ambigue sulle quali nessuno ha mai voluto fare chiarezza. Non è tollerabile imporre tempi così stretti al Consiglio comunale soprattutto dopo che per oltre 10 anni nessuno ha fatto nulla.”
“Leggo le dichiarazioni di Di Primio e resto perplesso e indignato. E' Sindaco di Chieti da 7 anni e si ricorda solo oggi e solo per rispondere all'amministratore di Blu Parking, che il Comune di Chieti sarebbe creditore di questa società per una somma che lo stesso indica in 20 milioni di Euro!
Nessuno ci ha ancora chiarito i motivi per i quali, nonostante la presunta evidenza di questi crediti, non sono state esperite azioni giudiziarie nei confronti di Blu Parking, i motivi per i quali per anni è stato consentito a questa società di non adempiere ai patti contenuti nel project financing.
Di certo l'intera classe politica di Chieti, da destra a sinistra, vecchi e nuovi assessori compresi, ha delle enormi responsabilità in questa vicenda, anche in termini di eventuali danni erariali e solo se si farà un minimo di chiarezza il Consiglio potrà serenamente adottare questa decisione.”

I Consiglieri del MoVimento 5 Stelle Argenio e D'Arcangelo sono categorici per ciò che concerne la posizione di Blu Parking: “Di certo non ci sentiamo minimamente intimoriti dal contenuto della nota inviata dall'amministratore della società e restiamo convinti che se questa è realmente inadempiente nei confronti del Comune per gli obblighi che aveva assunto, deve essere immediatamente rimossa dalla gestione dei parcheggi a pagamento. Non è tollerabile che un privato guadagni sulle tasche dei cittadini senza osservare gli obblighi contratti nei confronti dell'ente che rappresenta quei cittadini”.

L'Aquila. "Visti i risultati di questo governo regionale, non ci stupisce che l'assessore Paolucci ignori la funzione degli atti, le prerogative delle opposizioni e i compiti dell'esecutivo regionale. Ai sensi e per gli effetti dell'articolo 158 comma 7 del Regolamento del Consiglio Regionale, infatti, "il Presidente della Giunta regionale o membro dell'esecutivo delegato relaziona alla commissione competente sulle azioni poste in essere riguardo gli impegni assunti attraverso le risoluzioni approvate (...)". L'assessore Paolucci, abbandonato persino dai componenti della sua maggioranza, non perda tempo in comunicati stampa privi di qualsivoglia fondamento e finalizzati a smarcarsi da responsabilità tutte sue e del governo di cui fa parte, ma si adoperi per "fare il governo" e relazionare gli abruzzesi tempestivamente sugli impegni assunti attraverso le risoluzioni. In caso contrario, si dimetta e lasci governare noi!".

Pescara. L'amministrazione comunale ha replicato in merito alle dichiarazioni del Movimento 5 Stelle dei giorni scorsi relative al servizio mense scolastiche del Comune di Pescara. Nel corso di una conferenza stampa sono stati forniti quindi chiarimenti e documentazione sul servizio mense del Comune e circa la qualità della pasta servita ai ragazzi.
“Noi diciamo che in questi tre anni abbiamo avviato una riforma importante per quanto riguarda il servizio di mensa scolastica della città – ha sottolineato l’assessore alla Pubblica Istruzione del Comune di Pescara, Giacomo Cuzzi – una riforma che ha portato un nuovo appalto con un capitolato che certifica e appunto pone in essere la qualità dei prodotti serviti a mensa oltre che una serie di risparmi, circa 1 milione di euro l’anno per l’Ente comunale. Qualche giorno fa si è diffusa una notizia che noi, con delle indagini interne, riteniamo falsa e infondata, ciè quella per cui il grano della pasta fornito dalle mense scolastiche si ritiene essere non di provenienza italiana. Noi smentiamo categoricamente questa notizia e siamo disponibili al confronto attraverso la documentazione che abbiamo prodotto e che oggi presentiamo. È ingiustificato fare allarmismo su queste vicende, non si fa politica con allarmismo soprattutto su quello che è il patrimonio più importante della nostra città, cioè i nostri ragazzi che ogni giorno frequentano le nostre scuole e che vanno a mensa. Le mense sono migliorate, la qualità dei prodotti offerti è opinione comune che è aumentata notevolmente e questo ci fa sorridere perché siamo riusciti in questi tre anni a risparmiare da un lato e ad offrire una qualità migliore dei prodotti. Rispediamo al mittente queste accuse e invitiamo coloro i quali volessero continuare a fare una politica di allarmismo soprattutto infondata nei fatti i documentarsi prima di generare accuse di questo livello. Ci tengo a precisare che noi amministriamo attraverso i fatti, i fatti dicono che oggi le mense costano meno per le famiglie, che la qualità dei prodotti offerti è migliorata per i bambini che ogni giorno vanno a mensa e che quello che hanno detto i 5 Stelle è totalmente infondato e questo è un dato che ci dispiace perché la polemica politica poi deve avere anche un limite che è il limite della fondatezza: non si possono sparare balle senza avere la documentazione dei fatti. Noi abbiamo letto che ci sarebbero delle indagini in corso, non ne siamo al corrente ma siamo a disposizione per mettere alla luce questa realtà documentale che è risultata dalle indagini degli uffici. Questa sicuramente non è una cosa bella per la città, procurare allarmimsmo su quello che è il patrimonio più grande della città e cioè il futuro dei nostri bambini. È un danno sicuramente per chi crede di ottenere qualche consenso generando un allarmismo infondato”.
“I responsabili hanno avuto sempre un’attentissima sorveglianza ed un monitoraggio di quelle che sono state le attività della concessionaria – ha spiegato la responsabile del servizio, Enrica Di Paolo – andando anche ad affiancare i controlli della Asl e dei Nas, che sono gli organi istituzionali per eccellenza, hanno incaritato un esperto di Haccp per verificare ulteriormente le documentazioni fornite dalla concessionaria. Per quanto riguarda il discorso della pasta, noi eravamo già tranquilli da giugno quando l’assessore ha fornito le risposte in Consiglio Comunale. Inoltre il capitolato è stato costruito anche grazie ad un lavoro fatto insieme alla Coldiretti e all’associazione Isa, la Coldiretti si era impegnata a lavorare sul territorio per agevolare il chilometro zero e quindi per favorire lo sviluppo dell’economia territoriale facendo consorziare i piccoli produttori locali. L’assessore ha parlato di 4 mila pasti al giorno che devono uscire, un piccolo produttore locale se deve fornire la produzione di latticini o olio o altro per 4 mila pasti non è attrezzato per farlo, ma un consorzio di produttori locali lo può fare. Su questo invitiamo la Coldiretti ad attenzionarsi su quella che è la produzione del territorio prima di dubitare di quelli che sono i nostri controlli. Su questo aspetto i nostri uffici possono fornire tutta la documentaione necessaria”.

Pescara. Un debito con la Regione Abruzzo di quasi 70mila euro cadauno, e non perché hanno chiesto un prestito, ma perché con una delibera di Giunta il Governo D’Alfonso ha deciso di eliminare i 4 euro l’ora di indennità di rischio in formula retroattiva. E’ quanto successo alle Guardie mediche abruzzesi che si sono viste prima decurtare lo stipendio e poi hanno ricevuto la richiesta di recupero delle somme percepite dalla Regione Abruzzo, estesa anche agli eredi.
Si tratta di circa 400 unità in tutta la regione, sono medici di continuità assistenziale, ovvero quel personale che lavora nelle guardie mediche che sono aperte tutta la notte e nei giorni festivi. In Abruzzo rappresentano un valore aggiunto irrinunciabile, soprattutto in quelle aree interne che sono poco servite dagli ospedali maggiori e che risultano ancor più isolate dalle politiche di depotenziamento e chiusura che ha investito i grandi ospedali d’Abruzzo.
Il motivo di questo taglio incondizionato è una semplice richiesta di spiegazione su questa indennità di rischio ritenuta utile nel 2006 e che avrebbe dovuto colmare tutte le carenze relative alla sicurezza sul posto di lavoro. Una richiesta di delucidazioni da parte della Corte dei Conti a seguito della quale la Giunta regionale ha preferito disporre l’interruzione della stessa.
“E’ un provvedimento ingiusto” spiega Domenico Pettinari vice presidente della commissione sanità di Regione Abruzzo, nel corso della conferenza stampa tenutasi alla presenza anche del consigliere Sara Marcozzi e di numerosi medici di continuità “noi dovremmo valorizzare questi medici che ricordiamolo non sono i “ricchi” del settore. Stiamo parlano di personale che lavora in condizioni a volte estreme, in orari impossibili e che percepisce stipendi assolutamente normali. Ancora una volta” continua Pettinari “il Presidente D’Alfonso sceglie di penalizzare il personale medico. Anche in altre regioni è stato chiesto un accertamento su queste spese e al massimo si è interrotta l’erogazione, ma assolutamente senza una formula retroattiva, addirittura estesa agli eredi, che rischia di mettere in ginocchio intere famiglie. Inoltre” incalza Pettinari “il provvedimento che ha assegnato i 4 euro in più l’ora risale allo scorso governo PD, dunque il Presidente prima di chiedere un risarcimento retro attivo ai lavoratori che sono attori passivi in queste scelte, dovrebbe eventualmente richiedere le somme percepite dai medici di guardia a chi le ha autorizzate e quindi alla Dirigenza di quegli anni e all’organo politico dell’epoca, del quale alcuni sono attivi decisori in questo frangente”.
“Il Governo, autore di tagli sulla sanità senza precedenti, dovrebbe piuttosto valorizzare queste professionalità che rappresentano l’ultimo avamposto per il diritto alla salute. Ho presentato un’interrogazione regionale” conclude il consigliere 5 stelle “con la quale chiedo di revocare la delibera in cui si richiedono i soldi a questi medici e di interrompere la sospensione delle indennità, in attesa che si pronunci definitivamente la Corte dei Conti e non sulla base di una normale richiesta di chiarimento. Se la Corte si pronuncerà dichiarandola illegittima l’eventuale danno lo paghi chi lo ha causato, non certo i medici di guardia ai quali va tutto il nostro apprezzamento per il lavoro che svolgono”.
“Stupisce” aggiunge il consigliere regionale Sara Marcozzi “la solerzia e lo zelo con cui il Presidente D’Alfonso ha dato seguito a una semplice richiesta di chiarimento della Corte dei Conti mentre lo hanno lasciato del tutto indifferente le diffide al suo Governo, molto più pesanti, della stessa Corte relative alla mancata approvazione dei rendiconti di Regione Abruzzo che ha messo in ginocchio i conti della Regione. Sono tutti ligi con i conti degli altri! Siamo di fronte a decenni di mal governo che prosegue con il governo del Presidente D'Alfonso e anche questi ne sono i frutti."

L'Aquila. Il M5S torna di nuovo sulla questione dei rimboschimenti post-incendio promossi dal Presidente della Regione, Luciano D’Alfonso. A farlo in una dura nota è il Consigliere M5S, Sara Marcozzi alla vigilia della riunione tecnica che si terrà domani a Pescara convocata mentre ancora divampavano le fiamme sul Morrone e finalizzata a valutare la possibilità di chiedere una deroga al divieto, previsto dalla legge, di rimboschimento immediato delle aree devastate dal fuoco.

I MOTIVI DI CONTRARIETA’

AMBIENTALI
“La legge è chiara” sottolinea Marcozzi “e tiene conto dei numerosi studi che dimostrano che i rimboschimenti artificiali post-incendio hanno provocato più danni che utilità alle aree interessate. A tal proposito numerosi sono gli studi e le pubblicazioni internazionali, nazionali e anche regionali in tema di misure post-incendio. Tra questi un recente e autorevole studio condotto dall’Università di Torino, dall’Università degli Studi di Padova e dal Corpo Forestale della Valle D’Aosta ha dimostrato come esista un effetto di facilitazione del naturale rimboschimento della vegetazione prodotto dalla sola gestione attiva della necromassa (un processo secondo cui la stessa vegetazione arsa o non più vivente viene trattata sul posto al fine di contribuire alla creazione di un microsistema che favorisca il processo di naturale rimboschimento).
Lo studio mette nero su bianco anche un secondo aspetto non meno rilevante. Infatti, dove la gestione del post-incendio è stata affrontata con le necromasse, la rigenerazione boschiva è stata maggiore rispetto al rimboschimento artificiale, con migliori risultati anche sulle biodiversità. Allo stesso tempo, lo studio ha registrato un’elevata mortalità degli alberi nelle aree in cui si è intervenuti attraverso opere di rimboschimento artificiale. Esiste poi un’altra tipologia di intervento, già utilizzato con successo in diverse zone colpite dai devastanti incendi del 2007, tra cui le Gole di Popoli: quella della tramarratura che consiste nel taglio dei tronchi arsi qualche centimetro sotto il piano di campagna, processo che permetterebbe la facilitazione della nascita di nuove gemme”.

ECONOMICI
Il business del rimboschimento artificiale fa gola a numerosi portatori d’interesse. Proprio sulle pagine del quotidiano Il Centro abbiamo letto di un piano per il rimboschimento che vale almeno 300 milioni di euro. Soldi che potrebbero facilmente essere oggetto di speculazioni e azioni di sciacallaggio da parte di società e cooperative forestali che si occupano di rimboschimento. Non a caso, il legislatore ha inteso introdurre il divieto di rimboschimento nei primi 5 anni successivi all’evento incendiario.
“Per queste ragioni le parole del Presidente D’Alfonso e dell’Assessore Gerosolimo sull’immediato rimboschimento non possono che essere frutto di mera propaganda elettorale oppure di profonda ignoranza etica e legislativa. Le opere di rimboschimento naturale sopra elencate costerebbero di meno ai cittadini abruzzesi e avrebbero migliori effetti sui nostri boschi”.

In ultimo, l’affondo di Marcozzi all’operato della Giunta Regionale rispetto alla mancanza totale di prevenzione e programmazione: “Abbiamo a più riprese criticato le scelte sulla composizione dei fondi strutturali europei. Ancora una volta tocca evidenziare come la Giunta Regionale abbia deciso di tagliare del 50% le misure per la prevenzione dei danni arrecati alle foreste da incendi: i soli 3 milioni di euro previsti nella programmazione 2014-2020 per tutta le regione sono del tutto insufficienti. Nella precedente programmazione si erano investiti 4,6 milioni di euro, anch’essi però totalmente inadeguati all’entità del nostro patrimonio naturale. Basti pensare che Regione Toscana, che non è la “Regione dei Parchi”, ha dedicato 12,5 milioni di euro sulla stessa misura. Infine, grazie alla NON-rivoluzione della macchina amministrativa adottata da D’Alfonso (che ha visto lo smantellamento di diversi dipartimenti, fra cui anche quello Agricoltura) a oggi, come si può evincere dal sito, non sono neanche stati attivati i bandi per la messa in cantiere di quei 3 milioni di euro. Questo governo regionale, dunque, ci ha dato l’ennesima prova della sua inadeguatezza e approssimazione. Gli abruzzesi meritano di meglio!” conclude Marcozzi.


Link Studio dall’Università di Torino, dall’Università degli Studi di Padova e dal Corpo Forestale della Valle D’Aosta à https://goo.gl/3RfKbi

Pescara. Il Movimento 5 Stelle torna a segnalare l'inadeguatezza con la quale l'Amministrazione Alessandrini, ed in particolar modo l'assessore delegato Cuzzi, abbia sottovalutato per mesi la problematica della sicurezza dei plessi scolastici ed attacca il Partito Democratico, reo di non aver portato avanti gli impegni presi con i cittadini e con il Consiglio comunale - durante l'approvazione del bilancio di previsione - lo scorso febbraio.
In quella sede infatti, la maggioranza di centrosinistra votò favorevolmente la mozione del Movimento 5 Stelle con la quale si impegnava il Sindaco e la Giunta a chiedere la rimodulazione del Masterplan ed a reperire tutte le somme disponibili, compresi i 12 milioni di euro finalizzati alla riqualificazione dell'area di risulta di Pescara, per investirle nella sicurezza, nella manutenzione e nell'adeguamento sismico degli edifici scolastici della nostra città. Inoltre, il documento impegnava a trovare le risorse anche nell'ambito del bilancio comunale, destinando l'avanzo di amministrazione del consuntivo 2016 agli interventi più urgenti di adeguamento sismico del patrimonio edilizio scolastico cittadino.
“È stato audito l’assessore Cuzzi in merito alla situazione della sicurezza delle scuole – ha sottolineato la consigliera comunale del Movimento 5 Stelle, Enrica Sabatini – quello che è emerso con assoluta e cristallina chiarezza è che in otto mesi non è stato fatto praticamente nulla. Questo lo diciamo perché la delibera 45 del 26 gennaio 2017 riporta la situazione con le analisi delle attività migliorative di tutti gli immobili comunali e nello specifico viene anche evidenziata la situazione dell’edilizia scolastica, l’elenco della delibera corrisponde alla stessa situazione riportata dai giornali otto mesi dopo, quindi dal 26 gennaio ad oggi l’elenco è pressochè identico: delle 54 scuole per le quali si ritiene necessario lo studio di verifica sulla vulnerabilità sismica, lo studio è stato fatto solo in 15 scuole, su altre 15 sono state fatte le prove di carico, il miglioramento è stato fatto solo in 5 scuole e l’adeguamento sismico soltanto nella scuola Cavour. Sull’intero numero di 54 scuole 5 sono previste per il 2017-2018 e delle 34 scuole rimanenti non c’è praticamente nulla. Stiamo parlando soltanto delle verifiche di vulnerabilità e non di miglioramento e adeguamento, quindi si tratta di una fase preliminare, di analisi. Con il decreto passato in Senato ad aprile, sappiamo che le verifiche sono obbligatorie nel patrimonio dell’edilizia scolastica. Quindi oggi verifichiamo una situazione rimasta immobile dal 26 gennaio, risultano le medesime scuole di settembre 2017 e l’elemento più grave di questa situazione è che in occasione del Bilancio di Previsione 2017-2018 c’è stata una mozione del Movimento 5 Stelle che è stata votata all’unanimità e che prevedeva degli impegni concreti in questi otto mesi, in particolar modo dell’allora vicesindaco Enzo Del Vecchio, e tutta l’amministrazione, che si impegnò a portare avanti. Il Movimento 5 Stelle fece una proposta proprio nel Bilancio di Previsione per evitare che all’inizio della scuola a settembre non si verificasse questa situazione. L’amministrazione si è impegnata in otto mesi a fare una serie di attività che non sono state fatte ritrovando una situazione identica a gennaio scorso. Questo aspetto è particolarmente grave perché oggi ci ritroviamo non solo con una situazione di questo tipo, ma è stato totalmente disatteso un impegno che l’amministrazione aveva preso non solo con il Movimento 5 Stelle, ma con tutto il Consiglio che rappresenta e con tutta la città. Questa mozione aveva avuto il voto favorevole di tutti (centrosinistra, centrodestra ed il Movimento 5 Stelle), quindi si potevano prevedere le somme necessarie, ma non è stato fatto nulla. L’assessore Cuzzi dice ‘faremo, diremo, ecc.’ ma il dato di fatto è che allo stato attuale servono 500 mila euro per la verifica della vulnerabilità sismica, stiamo parlando dell’abc, e di questi 500 mila euro 100 mila sono stati già impegnati, altri 100 secondo una delibera sono state destinate, rimangono 300 mila euro per 34 scuole che non hanno neanche la verifica di vulnerabilità sismica in una situazione regionale, quindi in un contesto territoriale, molto particolare come abbiamo visto dalle ultime notizie che sono allarmanti perché la nostra è una regione colpita e noi siamo a dir poco sconcertati che in otto mesi l’amministrazione non abbia portato avanti gli impegni presi e oggii nostri ragazzi entrano nelle scuole non avendo neanche la sicurezza che negli immobili sia stata fatta una verifica sismica”.
Il Movimento 5 Stelle ha deciso di continuare la battaglia a tutela della sicurezza degli edifici scolastici puntando l'attenzione sull'immediata istituzione del tavolo sulla sicurezza scolastica e per ottenere al più presto una variazione di bilancio con cui rendere disponibili le cifre necessarie, che, stando a quanto segnalato a febbraio nella delibera di Giunta n.45/2017, ammontano a 507.000 euro per le sole verifiche di vulnerabilità degli edifici scolastici.
Per il Movimento 5 Stelle sono passati sette mesi di immobilismo ed è inaccettabile che la Regione Abruzzo ed il Comune di Pescara abbiano perso tempo e soldi preziosi, come se gli interventi debbano sempre essere realizzati in condizioni di urgenza ed emergenza e mai in base ad una programmazione puntuale, come da noi richiesto, specie quando in ballo vi è la sicurezza dei nostri più giovani cittadini.
“La situazione è decisamente preoccupante – ha rimarcato la consigliera comunale del Movimento 5 Stelle, Erika Alessandrini – in particolare perché abbiamo assistito ad otto mesi di totale immobilismo del centrosinistra che governa la città. Ricordiamo infatti che lo scorso febbraio il Consiglio Comunale su nostra iniziatia votò all’unanimità un documento che impegnava il Comune di Pescara a trovare tutte le somme possibili da destinare per le verifiche di vulnerabilità sismica e poi per i successivi lavori di miglioramento sismico delle scuole. In particolare infatti erano necessari, dalle prime verifiche che erano state fatte, 507 mila euro per verificare appunto lo stato di vulnerabilità delle scuole pescaresi. Questi soldi non sono stati messi tutti in Bilancio, le verifiche sono state fatte soltanto su una parte degli edifici scolastici, quindi ci chiediamo in otto mesi che cosa ha fatto il Pd in città per verificare le scuole e dove hanno messoi soldi che tutto il Consiglio Comunale aveva chiesto di destinare alla sicurezza scolastica e quindi che cosa hanno intenzione di fare per dare in qualche modo rassicurazioni e informazioni ai genitori e alla cittadinanza tutta perché oltre ai soldi il Movimento 5 Stelle, con il voto di tutto il Consiglio, aveva chiesto anche l’istituzione di un tavolo permanente in cui fossero riuniti sia i rappresentanti della giunta comunale e regionale, sia i rappresentanti dei dirigenti scolastici e dei genitori degli alunni in modo da poter dare una costante e concreta informazione e verifica di tutte le operazioni che venivano fatte. Tutto questo non è stato fatto dal Pd, quindi chiederemo con impegno che si istituisca questo tavolo e che si facciano le necessarie variazioni di Bilancio”.

Pescara. Il Movimento 5 Stelle a seguito della chiusura di due fontane pubbliche, la prima presso il Parco della Pineta Dannunziana in corrispondenza del lato sud, ingresso via Scarfoglio, per superamento dei limiti di ferro e manganese rispetto ai parametri previsti dalla legge, ed una seconda, in via del Santuario, in seguito ad esito di non conformità dell'acqua prelevata, chiede al Sindaco Marco Alessandrini di riferire sulla vicenda in Consiglio Comunale nella seduta di martedì, 12 settembre.
《Chiediamo al primo cittadino di riferire in Consiglio in merito ad una questione che sta allarmando la collettività tutta》commentano le consigliere comunali m5s di Pescara Enrica Sabatini ed Erika Alessandrini《in particolare perchè l’acqua distribuita dalle fontanelle, da quanto ne sappiamo, è prelevata dalla normale rete di distribuzione, che rifornisce anche le case di noi cittadini》.
《In più, immediatamente, il Sindaco ci dia rassicurazioni sulla qualità dell'acqua che esce nei rubinetti delle case di via Scarfoglio, via del Santuario e dintorni》 concludono le consigliere comunali m5s di Pescara Erika Alessandrini ed Enrica Sabatini 《perchè è proprio compito del primo cittadino, in quanto primo tutore della salute pubblica nel territorio comunale, rendere edotta la città su quello che sta succedendo》.

Pescara. "Ancora sul progetto del parco centrale Intervengo sulle dichiarazioni del movimento 5 Stelle sul progetto di riqualificazione delle aree di risulta della stazione, in occasione dell’illustrazione dell’osservazione che è stata presentata nell’ambito del procedimento di verifica di assoggettabilità a VIA".
Così in una nota l'assessore al Governo e Sviluppo del Territorio del Comune di Pescara, Stefano Civitarese Matteucci, che aggiunge: "Il dibattito e il confronto di idee sono sempre utili e quindi ben venga l’assemblea pubblica che i 5 Stelle si propongono di organizzare. Come Assessorato, nell’ambito dei numerosi eventi inclusi negli Stati generali della mobilità urbana che presenteremo lunedì prossimo, abbiamo programmato un dibattito pubblico sul ‘Parco Centrale’ in data 4 ottobre presso la sala conferenze della Stazione. Dibattiti e confronto devono però fondarsi sui fatti che sono piuttosto diversi dalla rappresentazione offertane dai 5 Stelle. In primo luogo è utile spiegare che in questo momento si sta svolgendo un procedimento il cui scopo è quello di verificare se il progetto ha possibili impatti ambientali significativi. Solo se il comitato regionale riterrà che li abbia, si passerà a un vero e proprio studio di impatto ambientale del progetto. Ciò, fermo restando che contemporaneamente stiamo portando avanti un distinto ma connesso procedimento di valutazione ambientale strategica (VAS), che riguarda gli aspetti di pianificazione urbanistica del progetto allo scopo di contribuire all'integrazione di considerazioni ambientali nel processo di pianificazione assicurando che siano coerenti e contribuiscano alle condizioni per uno sviluppo sostenibile. A questo riguardo tutte le varie osservazioni sulle carenze di questo o quell’aspetto del progetto avanzata dai 5 Stelle o sono smentite dal contenuto della relazione (v. tabella riepilogativa e documenti disponibili sul sito Versopesara2027) oppure fanno riferimento ad aspetti che non sono propri di questa fase che è di ‘verifica di assoggettabilità’ e non di ‘valutazione di impatto ambientale’. Sostengono, invece, gli esponenti 5 Stelle, che il progetto sarebbe da assoggettare direttamente a VIA e quindi avrebbe per definizione un impatto significativo perché avremmo previsto ‘una strada urbana di scorrimento’. Per mostrare che così non è si riporta la definizione di questo tipo di strada: “strada a carreggiate indipendenti o separate da spartitraffico, ciascuna con almeno due corsie di marcia, ed una eventuale corsia riservata ai mezzi pubblici, banchina pavimentata a destra e marciapiedi, con le eventuali intersezioni a raso semaforizzate”. In tali tipologie di strade, in virtù di tali caratteristiche, si può raggiungere un limite di velocità di 70 km orari! Non so da dove si possa desumere che vogliamo fare qualcosa del genere (a Pescara salvo l’asse attrezzato/tangenziale questa tipologia non esiste), poiché nel progetto è palese che faremo una “strada ad unica carreggiata con almeno due corsie, banchine pavimentate e marciapiedi”, vale a dire ciò che il codice della strada definisce “strada urbana di quartiere”. Questa viabilità, che dovrà essere concretamente regolata con il nuovo piano del traffico in corso di elaborazione, punta esattamente a consentire che il traffico automobilistico si allontani dal centro, così come previsto nei nostri atti di programmazione, per essere rimpiazzato dal trasporto pubblico di massa nella dorsale centrale della città e che provenendo da via Castellammare utilizzerà proprio via Silvio Pellico per immettersi su C.so Vittorio Emanuele, mentre all’interno dell’area del Parco centrale vi sarà un percorso ciclo-pedonale che si ricollegherà alla pista ciclabile di via De Gasperi. Non sembra che cinque ettari di ‘bosco urbano’ sia non avere a cuore il verde. La previsione al suo interno di alcune attività di servizio e commercio in forma di strutture a padiglione, oltre ad aumentarne l’attrattività, assume una funzione di “presidio”, mentre gli edifici, come più volte detto, sono “di bordo”, al di fuori del parco propriamente detto. Forse si potrebbe semplicemente glissare sul ricorso al solito vocabolario da ‘politica in trincea’, che evoca svendite, regali alle banche, etc. Mi pare però sia opportuno ricordarci che quello che stiamo facendo è mettere in piedi un progetto che possa raggiungere (concretamente e non a proclami o battute) obiettivi collettivi. Ricorrere anche a investimenti privati per fare questo, in un mondo reale in cui i soldi non piovono dal cielo, è comune in tutta Europa, applicando le direttive dell’Unione. In questo mondo reale, dove da più di trent’anni vediamo una distesa di ettari di cemento e lamiere di automobili nel cuore della città, occorre usare anche termini forse meno accattivanti, quali fattibilità nonché valutazione e ponderazione degli interessi nel perseguimento con umiltà di obiettivi grandi ma possibili".

Pescara. Il M5s affila le armi per la dura battaglia che si prevede per il prossimo autunno in Consiglio comunale sul progetto di riqualificazione proposto dall’amministrazione di centro-sinistra sull’area di risulta di Pescara.

<Un progetto con troppe lacune e poche pretese> commenta la consigliera M5s Enrica Sabatini < che per spendere i 12 milioni di euro del Masterplan regionale, finisce per spenderne 40 in più, rinunciando alla metà del verde previsto dal PRG e contraddicendo quello che questa stessa Amministrazione ha deciso di prevedere sulla mobilità>.

Diverse sono state, infatti, le criticità elencate dal M5s nell’osservazione al comitato V.I.A. della Regione, presentata lo scorso 29 Agosto. I temi osservati riguardano l’ambito procedurale, quello legato alla carenza di documentazione (verifiche preventive dell’interesse archeologico, diagnosi energetiche dell’opera, opere compensative o di mitigazione dell’impatto ambientale e sociale), la gestione ambientale relativa allo stoccaggio temporaneo delle terre da scavo, la movimentazione del terreno con la relativa caratterizzazione degli inquinanti, l’avanzamento del fronte mobile dello scavo, insieme a tutti gli aspetti legati al traffico ed al trasporto pubblico.

<Ci ha fatto sorridere in questi giorni > prosegue la consigliera M5s Erika Alessandrini < il botta e risposta tra gli esponenti del centrodestra locale e l’assessore Civitarese, che si è prodigato nel dare interpretazioni fantasiose per la definizione della nuova viabilità di progetto che, per l’assessore sarebbe una “strada di quartiere” come i tanti vicoli del centro cittadino. Per fortuna esiste il Codice della Strada che pensa a definire correttamente gli assi viari, e quello seminterrato previsto davanti alla stazione è, per caratteristiche funzionali e dimensionali, una “strada urbana di scorrimento” - art. 2 D.L. 285 del 1992 – e, proprio per la presenza di questa strada, il progetto dell’area di risulta deve obbligatoriamente essere sottoposto a VIA.
Per di più, il documento strategico votato dal Consiglio comunale lo scorso febbraio, per volontà dello stesso assessore, è divenuto indirizzo per il redigendo Piano Urbano della Mobilità Sostenibile.
In quel documento, e quindi sul Piano, il traffico di scorrimento, specie nelle direzioni nord-sud, viene allontanato dal centro cittadino e posto a monte del rilevato ferroviario, mentre in questo scellerato progetto si prevede che tutte quelle auto vadano ad incrociare il traffico lento del centro su via Silvio Pellico. Una follia in termini ambientali e strategici, un errore imperdonabile per chi governa la città e condanna per sempre il centro città a soffocare tra le auto, investendo ancora milioni di euro per inutili strade invece che per dotare tutta la città di una vera ciclopolitana, a cui sono destinati solo gli spiccioli del piano per le periferie>.

Le consigliere pentastellate inoltre criticano l’assoluta mancanza di scenari alternativi a quello proposto, con cui dimostrare davvero che questo sia, anche solo dal punto di vista ambientale, il progetto che produrrà gli effetti migliori, visto che si passa da circa 103.000 mq di verde, previsto dal PRG, ai 47.000 mq di ipotizzati nel progetto.

<La valutazione ambientale allegata alla proposta> continua Erika Alessandrini < si riduce a dire che piantare qualche albero lì dove oggi c’è un’enorme gettata di cemento, certamente creerà un miglioramento ambientale. Ma questo è banalmente vero anche se di alberi ne piantassimo 1 solo. La riqualificazione dell’area di risulta deve rappresentare la condizione migliore per lo sviluppo dell’intera nostra città e per migliorare la qualità della vita di chi abita e circola per il centro. Ridurre le aree verdi previste a meno della metà, certo non rappresenta uno scenario allettante, specie se lo si fa per introdurre palazzine residenziali e inutili frammenti di commerciale, in un contesto in cui i negozi già presenti continuano ad essere messi a dura prova da una crisi economica che non accenna a finire>.

Per volontà di questo centrosinistra, sia comunale che regionale, la pianificazione della principale città d’Abruzzo è stata sottratta agli urbanisti e al volere dei cittadini ed è stata regalata alle banche, sostituendo un vero progetto urbanistico con un piano finanziario, che in realtà produce un riduzione di entrata per le casse comunali di oltre 30 milioni di euro, con il vecchio pallino di dalfonsiana memoria di concedere ai privati lo sfruttamento dei parcheggi del centro cittadino.

Il Movimento 5 Stelle non rimarrà a guardare questo teatrino della vecchia politica e fornirà ai cittadini idee, strumenti e la concreta opportunità, prima che sia troppo tardi, di mandare “via” questi progetti scellerati insieme alla obsoleta classe politica pescarese di destra e di sinistra.

Pagina 1 di 15

Sponsor

Metropolitan Web

Metropolitan è un giornale online abruzzese.

Notizie Recenti

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie vai alla sezione