L'Aquila. Maggioranza in frantumi, D’Alfonso molla L’Aquila per andare a Roma e fa cadere il numero legale in aula. Il Consiglio Regionale si scioglie prima del tempo. E’ accaduto in Abruzzo dove ancora una volta il Presidente D’Alfonso deve levarsi da giacca da Governatore ed indossare quella di Senatore e correre a Roma lasciando il consiglio de L’Aquila senza aver concluso i punti all’ordine del giorno.
“Quanto ancora gli abruzzesi dovranno subire queste ingiustizie” si domandano i Consiglieri M5S “Non siamo cittadini di serie B e non vogliamo un Presidente a mezzo servizio. Le due poltrone che il Presidente si vuole tenere strette sono incompatibili , deve dimettersi immediatamente dalla Regione e permettere agli abruzzesi di tornare a nuove elezioni subito! “ concludono i Consiglieri Regionali del M5S Abruzzo.

L'Aquila. “Uno sciacallaggio politico sulla pelle dei cittadini” è stato definito così dai consiglieri regionali Domenico Pettinari, Sara Marcozzi e Pietro Smargiassi, l’azione compiuta questa mattina nel corso della V commissione da Forza Italia e Pd. “La legge in discussione, quella sulla restituzione delle indennità per le guardie mediche, è stata l’input per svelare il disegno di Forza Italia e PD, entrambi firmatari di una legge forse volutamente lacunosa e che non segue le più elementari indicazioni della Corte dei Conti mettendola a rischio di un richiamo della stessa Corte nonché di un’impugnazione da parte del Governo centrale“ spiega Domenico Pettinari “L’obiettivo, molto probabilmente, è quello di scaricare la responsabilità sul Governo M5S-Lega di una vicenda partita già dal 2006 in Regione Abruzzo, non risolta dal Governo Chiodi e addirittura peggiorata dal Governo D’Alfonso. Appena ci siamo accorti delle lacune della legge, che vogliamo votare favorevolmente” spiega ancora Pettinari “abbiamo immediatamente presentato due emendamenti che ne correggessero l’impostazione così da rendere la legge risolutiva e non impugnabile. Emendamenti respinti in commissione da Forza Italia e Pd con la sconvolgente motivazione di auspicare in un intervento lobbistico del M5S Abruzzo sul proprio Governo”.

“Quello che è accaduto oggi in commissione e che pensiamo possa dare inizio a una brutta abitudine è un atto di puro sciacallaggio” afferma Sara Marcozzi “ Non risolvere volutamente il problema oggi, sperando di mettere all’angolo un Governo neonato presentandogli una legge mal scritta auspicandone, neanche troppo velatamente, l’impugnazione, è un atto politico ed istituzionale di una gravità inaudita. Un gioco di potere che vede come uniche vittime cittadini e lavoratori inermi”.

“Ascoltare l’Assessore Paolucci” conclude Pietro Smargiassi presente in V commissione con Pettinari “asserire che si rinvia a Roma la decisione definitiva, svincolando Regione Abruzzo da ogni responsabilità è stato un colpo di mano che gli abruzzesi non meritano”.

Ortona. Sarà la sanità abruzzese il focus dell’incontro che si terrà Sabato 16 giugno alle ore 18 presso la Sala Eden di Ortona organizzato dai cittadini appartenenti al gruppo Ortona 5 stelle. Relatori il consigliere regionale M5S, Vice Presidente della commissione Sanità, Domenico Pettinari ed il Consigliere regionale M5S componente della commissione sanità Pietro Smargiassi. Il tema centrale dell’incontro saranno il diritto alla salute di tutti i cittadini, la situazione dei presidi minori e la presentazione di una proposta di legge che ha lo scopo di salvare gli ospedali penalizzati dai tagli trasversali del riordino operato dal Governo D’Alfonso.

All’incontro parteciperanno anche il Sindaco di Ortona Leo Castiglione, il Comitato di Ortona ed i sindaci ed i comitati dei comuni di Atessa, Guardiagrele, Tagliacozzo, Penne e Popoli che più di tutti sono stati vittime del riordino sanitario.

“Ringraziamo i cittadini di Ortona che ci hanno invitato per parlare di un tema così importante” affermano Pettinari e Smargiassi “crediamo che incontri di questo tipo, in cui i rappresentanti istituzionali di diversi schieramenti e cittadini interessati al tema si incontrano per discutere di problemi e soluzioni, siano il valore aggiunto di quel processo partecipato e democratico di cui il Movimento 5 stelle si fa portavoce in ogni grado istituzionale”.

L’incontro è aperto a tutta la cittadinanza.

Pescara. È possibile concepire una gestione diversa dei trasporti e degli spostamentidelle personein una città afflitta da annosi problemi di traffico? Può la tecnologia digitale essere impiegata per soddisfare un bisogno essenziale come quello della mobilità? Quale ruolo dovrebbero svolgere le istituzioni per costruire unospazio urbano a misura d’uomo in cui sia più semplice, sicuro e rapido muoversi?
Sono questi alcuni dei temi che saranno affrontati in un evento di rilevanza nazionale, nato dalla collaborazione delle città di Torino e Roma con il M5S Pescara, aperto a cittadini, istituzioni, associazioni e portatori d’interesse.

“Pescara ha bisogno di una riorganizzazione e gestione efficace della mobilità cittadina” sostiene il Consigliere Comunale Massimiliano Di Pillo che parteciperà all’incontro –; da questa necessità nasce il nostro progetto,che mira a soddisfare le esigenze di residenti, pendolari e visitatori”. Quella che sarà presentataall’evento è una visione innovativa di mobilità basata su concetti all’avanguardia e sulle esperienze di città campione, una visioneaperta al futuro che mira a creare sistemi flessibili in cui si conciliano positivamente domanda ed offerta, risorse disponibili e bisogni delle persone.

All’evento interverranno autorevoli personaggi politici ed esperti di mobilitàregionali e nazionali cheillustreranno l’idea di “Dinamicittà”,condividendo con il pubblico le proprie esperienze e competenze. L’incontro costituisce solo un primo momento di elaborazione di un percorso che continuerà con nuovi interlocutori, confronti e contenuti, avvalendosi anche del contributo attivo dei cittadini. L’obiettivo èquello disviluppare concettinuovi di mobilità che, nel rendere gli spostamenti più rapidi e organizzati, potenzino anche il tessuto socio-economico della città, riducano l’impatto ambientalee favoriscano una maggiore vivibilità dello spazio urbano.
Maggiori informazioni su www.dinamicitta.it.

Pescara. Le consigliere Erika Alessandrini ed Enrica Sabatini del M5s di Pescara, insieme al consigliere Livio Sarchese di Franvavilla, tornano a chiedere ai rispettivi Comuni di riattivare la linea di trasporto pubblico notturno di collegamento tra Pescara e Francavilla.

Lo scorso anno, infatti, su proposta del Movimento 5 Stelle, era stata istituita, con la partecipazione del Comune di Pescara e di Francavilla, la linea 21 di Trasporto Pubblico Notturno della TUA, per collegare i due Comuni con corse notturne extra-orario.

«Dopo il successo della sperimentazione partita la scorsa estate e terminata il 31 dicembre ad inizio anno abbiamo chiesto alle due amministrazioni comunali di lavorare per ripristinare il servizio>> commenta la consigliera comunale Erika Alessandrini <<ma ad oggi, dopo iniziali annunci di un ripristino sicuro e celere di questo servizio da parte delle due giunte, ci troviamo ad inizio estate senza che la corsa sia stata riattivata».

«La nostra richiesta prevede il ripristino delle corse notturne, fino alle ore 2.00, il venerdì ed il sabato nel periodo invernale, e tutti giorni, con il medesimo orario, nel periodo estivo» afferma il consigliere comunale M5S Livio Sarchese. «Il costo necessario é di circa 100.000 euro, ripartiti tra il Comune di Francavilla e quello di Pescara, risorse irrisorie rispetto ai benefici in termini di traffico e sicurezza per l'intera area metropolitana».

«Proprio questa mattina a Pescara abbiamo richiesto un'audizione urgente delle parti coinvolte in commissione Grandi Infrastrutture e Mobilità per dirimere la questione» conclude la capogruppo M5S Enrica Sabatini. «Come decisori pubblici abbiamo il dovere di portare avanti le nostre proposte in materia di mobilità sostenibile, nella certezza che una città con meno macchine, meno smog, meno traffico, corrisponda ad un sicuro miglioramento della qualità della vita di tutti i cittadini».

Pescara. E’ stato il progetto “Da cosa…nasce cosa” di Giulia Marcucci il vincitore del contest di idee #RiscattiamoBussi voluto dal M5S per promuovere la riconversione del sito industriale dell’Area S.I.N. Bussi sul Tirino in provincia di Pescara. Il progetto vincente, premiato sul palco dal consigliere regionale Domenico Pettinari, punta sulla ricerca di biotecnologie e si aggiudica il primo posto grazie al rapporto virtuoso che intercorre tra industria e ricerca, proponendo un passaggio “dall’industria pesante all’industria pensante”, attraverso un riuso del patrimonio di archeologia industriale in spazi per la ricerca, in particolare dall’impianto produttivo Montecatini Bussi sul Tirino.

Il secondo premio, è per Michele Pescatore, che si aggiudica il podio tra i vincitori grazie alla proposta di una nuova infrastruttura di mobilità dolce di livello territoriale e funzionale alla rinascita del territorio. L’infrastruttura diventa al contempo anche una fonte di produzione di energia rinnovabile. Un accenno di merito della giuria è dovuto al processo di partecipazione messo in atto dal gruppo che ha incontrato ed ascoltato gli abitanti per carpirne i reali bisogni. Terza classificata Laura Sciortino con il progetto “Bussi Park” che propone la formazione di un parco lineare tra Bussi e Piano D’orta facendo convergere la sperimentazione agronomica, scientifica e artistica.
Alla Cerimonia di Premiazione presenti i consiglieri regionali Sara Marcozzi, Domenico Pettinari e Pietro Smargiassi ed il Deputato Gianluca Vacca.

“Il progetto vincente” ha spiegato Sara Marcozzi nel corso della premiazione “sarà inserito come punto programmatico del M5S alle prossime elezioni regionali. Il M5S ha redatto lo studio interdisciplinare Lavoro 2025, che ci mostra come sarà il lavoro nel 2025. Dallo studio si apprende che il lavoro sarà sempre meno e sempre diverso, alcune mansioni saranno sostituite interamente dalle macchine. Per questo dobbiamo riprogrammarci in attività produttive diverse dal passato, lavori che non possano essere eseguiti automaticamente, che siano legati al nostro territorio e che non siano delocalizzabili. Abbiamo tantissime risorse e Bussi può essere una di queste. Investiamo su qualcosa che valorizzi il nostro territorio e che rimanga su di esso. Turismo, industria 4.0, mobilità ed energia sostenibile. Sono questi i settori da cui trarre le risorse per risollevare la nostra regione. In altri luoghi del del mondo è possibile, dobbiamo smetterla di pensare che qui in Abruzzo non si possano realizzare grandi progetti. Ci hanno abituato a pensare che progetti ambiziosi come questo non possono realizzarsi. Noi siamo convinti di meritare di meglio e siamo convinti che si possa fare”.
A ribadire l’importanza della fattibilità dei progetti vincenti è stato il Deputato Gianluca Vacca “ Quando abbiamo iniziato questo percorso per il contest” ha spiegato il deputato “eravamo una forza politica di opposizione. Oggi però siamo al Governo. Ho già interessato il Ministro dell’Ambiente Costa, già a conoscenza della questione del S.I.N. Bussi, al quale presenteremo i progetti vincenti. Bussi sarà oggetto di un tavolo di lavoro Ministeriale partendo proprio dalla riconversione dell’Intera Area S.I.N.”

A giudicare i progetti Massimo Angrilli, Professore associato di Urbanistica presso il dipartimento di Architettura Università D’Annunzio Chieti Pescara, Sergio Rusi Professore associato di Idrogeologia presso dipartimento di Ingegneria e Geologia Università D’Annunzio Chieti Pescara, Ettore Vandini Ricercatore Confermato in Composizione Archittetonica e Urbana, presso il “Dipartimento delle Culture Europee e del Mediterraneo: Architettura, Ambiente, Patrimonio Culturali (DiCEM- Matera) dell’Università degli studi della Basilicata, Giuseppe Totaro, Ingegnere, Presidente ordine Ingegnri Provincia di Chieti, Massimo Colonna, Chimico, componente comitato VIA Regione Abruzzo.
Il M5S si è rivolto a tutti gli studenti universitari in ambito progettuale, ai giovani ingegneri, architetti e geologi, per trasformare le loro idee in un progetto. I progetti sono stati valutati da una commissione composta da 5 membri, tra cui un architetto, un urbanista, un ingegnere, un geologo e un chimico. Il primo premio sarà di € 3.500, il secondo di € 1.000 e il terzo € 500 e saranno finanziati attingendo dal fondo che i consiglieri regionali abruzzesi Sara Marcozzi, Riccardo Mercante, Domenico Pettinari, Pietro Smargiassi e Gianluca Ranieri, hanno accumulato con il taglio dei loro stipendi.

L'Aquila. “E’ un vecchio trucco quello della politica che da un lato crea il problema e al momento opportuno fa finta di risolverlo. Pertanto non stupisce l’annuncio fatto ieri dall’Assessore Paolucci, spalleggiato da Forza Italia, nel voler presentare una delibera di giunta per sospendere una decisione presa da lui stesso che ha messo in ginocchio centinaia di guardie mediche abruzzesi, richiedendo indietro l’indennità di rischio anche in formula retroattiva. Ovviamente, al di là del paradosso, salta subito all’occhio che si tratta di una sospensione e non di un’abrogazione come ha sempre chiesto il M5S da un anno a questa parte”. E’ questo il commento espresso in conferenza stampa dal Consigliere regionale, Vice presidente della Commissione Sanità Domenico Pettinari che da oltre un anno lotta al fianco dei medici di guardia per l’abrogazione di quella che è stata definita la delibera della vergogna.

Risale a settembre 2017, infatti, la prima denuncia del consigliere 5 stelle a seguito della chiamata di alcuni medici di continuità assistenziale preoccupati per la scelta della Regione Abruzzo di sospendere le indennità di rischio che la Giunta di centro sinistra del 2006 ha erogato senza fornire le dovute precisazioni richieste dalla normativa.

“Infatti a seguito di una semplice richiesta di chiarimenti che la CdC ha inviato al Governo D’Alfonso” spiega il consigliere 5 stelle “la Regione, per mano dell’assessore Paolucci, ha deciso per un drastico taglio delle indennità, con effetto addirittura retroattivo, per il personale che opera nel settore. Atto che ha causato un debito ai lavoratori di quasi 70mila euro ciascuno. Si tratta di 400 medici di continuità assistenziale, ovvero quel personale che lavora nelle Guardie mediche, aperte tutta la notte e anche nei giorni festivi e spesso in condizioni di pericolo e senza tutela per la sicurezza personale, come spesso ci raccontano i fatti di cronaca.

E’ bene precisare che questa richiesta della Corte dei Conti fu basata sulla documentazione poco chiara che la Giunta regionale di allora, sempre a guida centro sinistra, utilizzò per motivare la scelta. Da quel momento né la Giunta Chiodi di centro destra, e tanto meno quella D’Alfonso PD, sono riuscite a sanare queste mancanze burocratiche, errori che oggi pagano esclusivamente i lavoratori. Alla luce di tutto questo, stride anche la paventata proposta di legge che, almeno da quanto apprendiamo dalla stampa visto che di protocollato in Regione Abruzzo non appare nessun atto, vorrebbe reintrodurre l’indennità di rischio senza però colmare la lacuna creata dalla richiesta retroattiva delle indennità. Chiediamo con forza che invece di vendere fumo, la Giunta che ha prodotto questo danno dia seguito ad un atto amministrativo che revochi la delibera che ha messo in ginocchio i medici. E non basta approvare una Legge lasciando intatta la famigerata Delibera di Giunta per risolvere il problema perché la Delibera giuridicamente continuerebbe a produrre i suoi effetti . Solo revocandola e non sospendendola si può risolvere il problema ovvero approvando, oltre ad una Legge, anche una nuova Delibera che dia indicazioni contrarie ai Direttori Generali delle ASL, rispetto a quanto comunicato in precedenza in riferimento al recupero del pregresso. La stipula di quest’atto sarebbe facilitata anche dell’ultima sentenza del tribunale di Chieti sulla questione, che ha dato ragione ad una guardia medica considerando legittima l’indennità di rischio. Infine” conclude Pettinari “se dolo c’è stato che venga colmato dai dirigenti che all’epoca hanno assegnato questa indennità senza apportare la giusta documentazione alla Corte dei Conti, e non andando a mettere le mani nelle tasche dei soggetti passivi di questa vicenda, ovvero i medici di prossimità”.

L'Aquila. “Per quanto riguarda la messa in sicurezza della falda acquifera e le soluzioni tese a risolvere una volta per tutte le interferenze con essa da parte dei laboratori di fisica nucleare e della rete autostradale siamo ancora in fase di stallo e non risulta allo stato attuale nessun passo in avanti. A questo si aggiunge l’emergere di quattro nuovi incidenti mai denunciati nel laboratori che di certo non contribuiscono a rassicurare il quadro” e’ quanto affermato dal Consigliere regionale Riccardo Mercante all’avvicinarsi dell’appuntamento con il tavolo di Regione Abruzzo sulla questione.

“Ben venga finalmente la riunione del tavolo convocato dalla Regione a tutela dell’acqua per il 25 Giugno” continua “tuttavia è quanto mai necessario ed imprescindibile che allo stesso partecipi il comitato per la Mobilitazione per L’acqua del Gran Sasso. La fase e l’argomento sono delicatissimi” spiega ancora il consigliere 5 stelle “e coinvolgono presente e futuro di centinaia di migliaia di cittadini. Se il passato ci ha insegnato qualcosa oggi dovrebbe esser chiaro a tutti che la massima condivisione e partecipazione di questo percorso rappresenti la migliore tutela per i cittadini, oltreché per l’ambiente, e consenta la definizione delle migliori soluzioni possibili anche in riferimento alle tempistiche d’attuazione”.

Chieti. Secondo i Consiglieri del MoVimento 5 Stelle Ottavio Argenio e Manuela D'Arcangelo, il bilancio di previsione approvato alla fine dello scorso mese di maggio contiene una previsione di entrata irrealizzabile e totalmente illegittima pari a 40.000 Euro derivanti dall'istituzione della tanto discussa tassa di soggiorno.

Il 7 giugno scorso infatti i due Consiglieri hanno potuto verificare, durante i lavori delle Commissioni bilancio e regolamento come la tassa di soggiorno, a tutto voler ammettere, produrrebbe i suoi effetti solo a partire dal mese di gennaio del 2019 poiché il Regolamento istitutivo prevede espressamente che la tassa, una volta deliberata la sua istituzione da parte del Consiglio comunale, deve essere determinata nel suo ammontare entro il 31 ottobre di ciascun anno e produrre gettito a partire dal mese di gennaio dell'esercizio successivo.

“I nostri amministratori invece – spiega Ottavio Argenio – già per questo esercizio in corso, hanno previsto un gettito pari a 40.000 Euro falsando così il bilancio di previsione. Forse hanno ipotizzato una manovra correttiva in corsa, con la verifica degli equilibri di bilancio da deliberare entro il prossimo 31 luglio ma anche in tal caso la previsione resterebbe totalmente illegittima ed insanabile.

I principi contabili stabiliscono infatti che la previsione di un'entrata può figurare a bilancio solo quando sia giuridicamente perfezionata. In questo caso invece siamo di fronte ad un'entrata non solo futura ma anche totalmente incerta!”

“E' lo stesso Regolamento istitutivo della tassa – spiega Manuela D'Arcangelo – ad escludere categoricamente la possibilità che un tale importo possa figurare tra le entrate del 2018. Innanzitutto, il Consiglio non ha ancora deliberato l'istituzione di questo nuovo balzello e l'art. 5 comma 3 del Regolamento stabilisce in modo chiaro che la tariffa deve essere determinata entro il 31 ottobre di ciascun anno per entrare in vigore solo l'anno successivo.”

“Sebbene si tratti di una cifra contenuta – continuano i due Consiglieri – è evidente che in Comune si stiano percorrendo strade pericolose per cercare di far quadrare dei conti ormai totalmente compromessi ma questo comportamento è gravemente irresponsabile perché continua a produrre effetti negativi sulla città e complica la vita a chi sarà chiamato a subentrare a questa classe politica”.

Riteniamo sia nostro dovere fare tutto quanto è nelle nostre possibilità per evitare che ciò accada e per porre un freno a chi continua ad ingannare i cittadini di Chieti – conclude Ottavio Argenio – presenteremo pertanto un ulteriore esposto alla Procura della Corte dei Conti per segnalare questo ennesimo atto illegittimo posto in essere da chi, anziché accusare gli altri di incompetenza ed inesperienza, farebbe bene a ripassare l'ABC della contabilità degli enti locali visto che amministra un capoluogo di provincia da ben 8 anni!”.

Chieti. Questa mattina il M5S ha effettuato un’ispezione presso il potabilizzatore di Chieti Scalo. Un opera pensata e progettata intorno agli anni ’70 e che ha visto la luce nel 2000 grazie a un finanziamento del Ministero dei lavori pubblici e dell’Unione Europea. Costato oltre 25 milioni di euro, avrebbe dovuto rendere potabili le acque del fiume Pescara per uso civile, salvo poi scoprire, a opera collaudata, che le acque del fiume Pescara erano talmente inquinate da non poter essere potabilizzate da nessun impianto. Sembra incredibile, ma nessuno pare aver commissionato delle attente analisi delle acque prima della realizzazione dell’opera. Eppure, già negli anni ’90, gli enti locali, in particolare la Provincia di Chieti, avevano rilevato l’elevato livello di inquinamento delle acque del fiume Pescara. Inquinamento ribadito anche dagli uomini della Forestale che indagarono sia sui fondi per la realizzazione dell’opera, sia sulla reale (in)capacità dell’opera di assolvere al compito per cui era stata costruita: vale a dire la potabilizzazione dell’acqua di uno dei fiumi più inquinati in Italia.

“Il potabilizzatore di Chieti Scalo è il simbolo delle tante grandi opere inutili della nostra regione e dell’immane sperpero di denaro pubblico in terra d’Abruzzo. Ma Regione Abruzzo non sembra aver perso il vizio della realizzazione di opere tanto costose quanto inutili. Penso al progetto per la realizzazione delle vasche di laminazione sul fiume Pescara di cui, a più riprese, ci siamo occupati” commenta Sara Marcozzi, Consigliere regionale M5S “Gli abitanti della zona adiacente al potabilizzatore vivono un grave disagio igienico-sanitario dovuto alla mancata manutenzione dell’opera – che, di fatto, versa in stato di abbandono - che ha ridotto la zona circostante ad una palude in cui regnano indisturbati ratti, serpenti e zanzare”.

Il Sindaco di Chieti, Umberto Di Primio, nell’Ottobre 2016 aveva emesso un ordinanza in cui diffidava l’A.C.A. all’eliminazione degli inconvenienti igienico-sanitari con l’obbligo di eliminare rovi, erbacce e procedere alla riparazione degli impianti. “Ci domandiamo quale sia stata la vigilanza del Sindaco su questo scempio” commentano Ottavio Argenio e Manuela D’Arcangelo, consiglieri comunali del M5S a Chieti “la situazione peggiora di estate in estate e il Sindaco dovrebbe provvedere, quanto meno, alla messa in sicurezza dei luoghi e alla manutenzione degli stessi”.

V’è di più. Solo il 14 Novembre 2016, quando la vicenda diventa un caso mediatico di rilevanza nazionale, il Presidente di Regione Abruzzo, Luciano D’Alfonso, convoca una riunione a Pescara che vede la partecipazione dei Sindaci di Chieti, Pescara, S.G. Teatino e Spoltore, nonché dei vertici di ACA, ARTA e del commissario straordinario dell’ARAP, Giampiero Leombroni per “attivare la procedura di riattivazione dell’impianto”.
“A distanza di quasi due anni da quel tavolo di lavoro, l’opera resta ancora nel pieno abbandono” commentano i M5S “ci chiediamo quali progetti abbiano per quest’opera e soprattutto quando verranno posti in essere. Riteniamo ormai improrogabile l’immediata messa in sicurezza del sito cui deve seguire una scelta chiara e altrettanto immediata: riattivazione o dismissione dell’impianto con conseguente ripristino dei luoghi. Il presidente D’Alfonso, prima di abbandonare definitivamente questa regione per la più comoda poltrona in Senato, trovi una destinazione per questo impianto”.

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