Vasto. “Il Tribunale di Vasto con la sentenza RG n. 425/2017, pubblicata in data odierna, ha provveduto a riconoscere la validità dell’istanza presentata dai lavoratori del COTIR contro la Regione Abruzzo. Certificato il fallimento dell’azione politica di D’Alfonso e Pepe che hanno umiliato il mondo della ricerca. I lavoratori del settore finalmente hanno avuto la loro rivalsa”. Questo l’annuncio di Mauro Febbo, Presidente della Commissione di Vigilanza della Regione Abruzzo.

“I lavoratori del COTIR, per esecuzione della sentenza, dovranno essere reintegrati. E’ stato verificato dal Tribunale competente il non rispetto della Legge Madia, come ho sempre sostenuto. Una giusta e dovuta bocciatura per la linea politica adottata da D’Alfonso e Pepe artefici di questi danni che oggi sono impegnati in una campagna elettorale nel tentativo di un più tranquillo approdo a Roma per fuggire dai problemi che hanno creato”.

Pescara. “D’Alfonso utilizza in maniera scaltra ben 21 mila euro di soldi dei contribuenti abruzzesi per pagarsi la campagna elettorale. Non solo, il Presidente si prende la libertà di infrangere e violare le regole sulla comunicazione durante la campagna elettorale e si permette finanche di disobbedire alle direttive della Prefettura de L’Aquila”. Questa la denuncia sollevata dal Consigliere regionale Mauro Febbo che sottolinea: “Quello che emerge dalla determina dirigenziale n.DPA010/64° del 27 dicembre, a firma del Direttore Rivera, che sono riuscito ad avere solo dopo la minaccia di ricorso all' art 328 del Codice Penale (vedi allegato), è imbarazzante. L’attività di comunicazione svolta da parte de ‘La Regione Dice la Regione Fa’ nel periodo di gennaio, e tuttora in corso, attraverso manifesti 6x3 in 15 città abruzzesi, spazi pubblicitari su retrobus e messaggi da mandare in onda su diverse emittenti televisive, è in palese contrasto con quanto deciso dalla Prefettura sia nei contenuti sia nei tempi. La Prefettura di L'Aquila ha impartito direttive ben precise riguardo il divieto per le pubbliche Amministrazioni di svolgere attività di comunicazione a far data dalla convocazione dei comizi (venerdì 29 dicembre 2017) fino alla chiusura delle operazioni di voto ad eccezione di ‘quelle effettuate in forma impersonale ed indispensabili per l'efficace assolvimento delle proprie funzioni’. Mentre – continua Febbo – l’attività di comunicazione pensata, voluta e realizzata da D’Alfonso non è affatto impersonale, ed in maniera ingannevole ha utilizzato il logo e il sito www.laregionedicelaregionefa.it che sono riconducibili esclusivamente alla persona del Presidente della Regione e, cosa più grave, la svolge in piena campagna elettorale. Credo che siamo di fronte a un atteggiamento, da parte di D’Alfonso, poco istituzionale e molto da furbacchione. ‘Laregionedicelaregionefa’ significa che la Regione realizza solo un mega spot a favore del Presidente D’Alfonso e lo fa con i soldi degli abruzzesi. Peraltro, abbiamo appena documentato fotograficamente che sugli autobus di linea Tua (vedi foto allegata) il Presidente ha iniziato la sua campagna elettorale, di cui chiaramente chiederemo conto alla Società per sapere con quali e quanti fondi la stessa viene pagata, se c'è stato avviso pubblico per poter dare modo anche agli altri candidati di partecipare e se ciò si è reso necessario per ripianare il bilancio deficitario”. “Pertanto – conclude Febbo – nei prossimi giorni chiederò contezza agli enti competenti come Agicom e Corecom e alla Prefettura  poiché è intollerabile che vengano infrante in maniera palese le regole democratiche della campagna elettorale. Intanto sarà mia premura sponsorizzare D’Alfonso a diventare Ministro ma a quello delle ‘Politiche alle furbizie’.

Pescara. “La Giunta abruzzese è al collasso: in quest’ultimo trimestre ha prodotto e stampato, come se fosse una tipolitografia a rotazione, decine e decine di delibere in cui riscontriamo gravi lacune legislative, giuridiche, amministrative e di forma che fanno di questi atti semplicemente carta straccia. Atti dai quali emerge chiaramente una maggioranza di centrosinistra arrivata alla capolinea, spaccata e liquefatta”. Questa la denuncia sollevata dai Consiglieri regionali di Forza Italia Mauro Febbo e Lorenzo Sospiri durante la conferenza stampa svoltasi questa mattina a Pescara.

“Nelle delibere di fine anno – spiegano Febbo e Sospiri - riscontriamo che su ben 45 delibere la segretaria titolare, l’avvocato Valenza, è stata sostituita dal tuttofare dott. Fabrizio Bernardini (Direttore del Personale, Bilancio e finanche Direttore della Sanità). Inoltre, in ben 36 delibere registriamo l’assenza congiunta degli assessori Di Matteo, Gerosolimo e Slocco. Quindi in una giunta di 6 assessori + il Presidente = 7, votano solo in 4. Qualche spiegazione da parte degli assenti? Ma dobbiamo, peraltro, rilevare che in ben 10 delibere svolgono le funzioni di segretario, in maniera illegittima e irregolare, l’Assessore Paolucci e il Direttore Generale Rivera (sui cui titoli per ricoprire l’incarico i nostri tecnici e consulenti stanno lavorando). Lo stesso Paolucci, che non potrebbe svolgere le funzioni di segretario, addirittura vota le delibere altrimenti mancherebbe il numero legale. Per il 2018 succede di tutto e di più: su 80 delibere manca la pubblicazione di ben 24 e su altre 44 si registra l’assenza congiunta sempre del trio Di Matteo, Gerosolimo e Slocco. Come mai?”.

“Abbiamo delibere esclusivamente dal sapore elettorale – sottolineano Sospiri e Febbo – e lo si verifica dagli atti senza alcun fondamento legislativo che riguardano correzioni come l’atto aziendale della Asl di Pescara, approvata e recepita con dgr del 24 genanio 2018. Nello specifico D’Alfonso, per la sua campagna elettorale, decide di apportare modifiche soprattutto sugli ospedali di Popoli e Penne (dgr 59 del 2 febbraio), inserendo altre unità complesse e reparti. Un atto che non ha nessun valore, semplicemente carta straccia. A riprova della nostra denuncia, la Dgr 59 da tipolitografia è priva delle firme del responsabile dell’ufficio e del dirigente del Servizio Sanità. Stranamente lo stesso giorno, nella stessa seduta di Giunta, vengono approvati gli atti aziendali della Asl di Chieti e di Teramo dove ci sono regolarmente tutte le firme. Come mai la Dgr 59 non viene firmata dai dirigenti e dai direttori? Tant’è che l’estensore dell’atto è la dott. Capodicasa, moglie di Enzo Del Vecchio, capo segreteria di D’Alfonso. Come mancano completamente le firme dei responsabili e direttore sulle delibere inerenti la ristrutturazione del Dipartimento politiche Agricole dove oggi regna il caos più assoluto”.

“Per la prima volta un assessore (Silvio Paolucci) e un Direttore generale (Vincenzo Rivera) durante le sedute di giunta ricoprono addirittura il ruolo di Segretario di Giunta; tra le tante approvate. Infatti, basta leggere la DGR 844 del 28.12.2017 con la quale vengono nominati Direttori ad interim sia Antonio Di Paolo, alle Politiche di Sviluppo rurale, sia Fabrizio Bernardini alle Politiche Welfare e Salute. In quel caso, l'assessore Paolucci, oltre a svolgere il ruolo di Segretario verbalizzante ricopre contemporaneamente anche il ruolo di componente di Giunta e vota, altrimenti non avrebbero raggiunto il numero legale per l'approvazione. Giunte che si riuniscono senza maggioranza dove risultano spessissimo assenti sempre tre assessori come Di Matteo, Gerosolimo, Sclocco”. Per la DGR bluff numero 18 del 17 gennaio – sottolinea Febbo - inerente l’ospedale di area disagiata di Atessa, l’atto viene approvato solo da due assessori presenti con l’astensione dell’assessore Di Matteo. Qualcosa di inaudito e mai accaduto nella storia della nostra Regione”.

“E’ del tutto evidente – concludono Febbo e Sospiri – che oggi abbiamo una maggioranza in frantumi con D'Alfonso unico manovratore che veste i panni del falsario di banconote come nel film ‘La banda degli onesti’ per stampare centinaia di atti insignificanti, senza alcun fondamento legislativo e normativo. Pertanto, questo totale caos e stallo amministrativo, che si traduce in un arretramento della nostra economia regionale, altro non è che la prova provata del capitano che scappa e fugge per ripararsi in lidi più sicuri come lo scranno del Senato”.

Pescara. “La Rete Rurale Nazionale (Mipaaf Ministero) certifica ancora una volta il fallimento del Presidente D’Alfonso e del suo Assessore Pepe in materia di Politiche agricole. E’ stato pubblicato il rapporto sullo stato dell’avanzamento della spesa al 31.12.2017 che certifica ancora una volta il disastro, il fallimento e il danno irreparabile causato da questo esecutivo nella gestione dei fondi comunitari in generale e in quello agricolo nello specifico. Tutto questo mentre D’Alfonso e Pepe si candidano alle Politiche per fuggire a Roma per trovare una sedia più comoda e tranquilla mortificando l’Abruzzo come se fosse solo una mucca da mungere elettoralmente”. Questa la denuncia sollevata dal Consigliere regionale di Forza Italia Mauro Febbo che sottolinea quanto segue: “La Regione Abruzzo non riesce a svolgere i compiti assegnati dall’Europa. Il Mipaaf colloca per l’ennesima volta la regione Abruzzo al quartultimo posto con il misero 6,08% in termini di spesa sul Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020. La Regione Molise riesce a spendere il doppio dei fondi assegnati e la Sardegna il triplo, entrambe regioni in transizione come la nostra. Come se non bastasse – sottolinea Febbo – arriva anche la doccia fredda da Bruxelles: bisogna restituire all'Europa i fondi non spesi. A poco servono i soliti crono programmi e le solite ‘giustificazioni’ dell’assessore al ramo se in questi tre anni (2015/17) si è speso solo euro 29.143.294. Adesso come si faranno a spendere euro 44.458.159 in dieci mesi!! Gran parte purtroppo torneranno indietro. Un danno enorme al comparto agricolo, al PIL della nostra regione e all’immagine istituzionale nei confronti di Bruxelles con gravi conseguenze durante le prossime assegnazioni dei fondi FEARS.  Questo è il risultato delle politiche rurali messi in campo dal D’Alfonso e Pepe. Gli agricoltori chiudono le loro attività e imprese per colpa dell’inefficienza e la lentezza della Regione Abruzzo. I dati sono incontrovertibili e oggettivamente inconfutabili,  rivelano che a quasi quattro anni dall’inizio del Programma di Sviluppo Rurale la Giunta ha speso solo il 6,08% dei 432 milioni di euro messi a disposizione dall'Europa nel settore primario. Questo scrive l’Ente del Ministero nel report, lo ha sottolineato la Commissione Ue nei suoi richiami alle regioni ‘asine’, comprese l'Abruzzo, e lo si nota parlando con gli imprenditori agricoli ormai esausti dalle lungaggini e stallo in cui si trova la Regione di centrosinistra. Spero e mi auguro che il Presidente e l’assessore invece di replicarmi accusando il sottoscritto di responsabilità, che ormai non è più assessore da quattro anni, si decidano di intervenire all’interno della Direzione politiche agricole per un ampia e profonda riqualificare degli uffici e dare piena autonomia e fiducia alle tante professionalità presenti che in questi anni sono state mortificate e ridimensionate in svariate e incomprensibili mansioni”.

Ortona. “Ho avanzato, tramite lettera ufficiale, richiesta formale al Dirigente del Servizio Opere Marittime e Acque Marine della Regione, dott. Franco Gerardini, al Ministero dell’ Ambiente e all’Autorità Portuale di Ancona per far luce e chiarezza sui lavori per l’approfondimento dei fondali del Porto di Ortona, ovvero su quella che sembra una misteriosa odissea fatta di norme e procedure non rispettate”. Questo è l’annuncio di Mauro Febbo, Presidente della Commissione di Vigilanza del Consiglio Regionale.

“Alle mie iniziali perplessità circa il rilascio dell’autorizzazione dei lavori di dragaggio, mi è stato risposto dal Dirigente competente, tramite mail del 2 febbraio u.s. (in allegato) che la VINCA, Valutazione di Incidenza Ambientale, era stata rilasciata dalla Regione tramite il giudizio n° 2843 del 9 novembre 2017. Peccato, però, che, come dimostrano i documenti in allegato, nello stesso giudizio sia affermato l’esatto contrario. Ovvero la stessa Commissione, nel giudizio richiamato, sostiene che non è stato redatto lo SINCA, Studio di Incidenza Ambientale e di non essere competente per la VINCA, Valutazione di Incidenza Ambientale, al contrario di quanto sostenuto nella citata e-mail. Pertanto risulta del tutto elusa l’applicazione della Direttiva Europea sugli “Habitat” e la relativa norma, ovvero l’ art. 5 del Decreto del Presidente della Repubblica n. 357 dell’ 8 settembre 1997. A dir poco sconcertante e sconfortante”.

“Allo stato, non esiste uno Studio di incidenza dell’intervento necessario per valutare i principali effetti che lo sversamento a mare dei fanghi di dragaggio del Porto di Ortona ha sugli Habitat presenti nel vicino Sito di Importanza Comunitaria IT 7120215 “Torre del Cerrano”. Inoltre – prosegue Febbo - l’Autorità competente ad esprimersi sulla procedura e a rilasciare la Valutazione d’incidenza Ambientale dell’intervento, che non è la Commissione VIA Regionale per sua stessa ammissione, deve essere ancora individuata. Al pari, risulta ancora necessario stabilire le modalità di consultazione del pubblico interessato (in particolare gli operatori economici nel settore turismo e pesca di Pineto, Silvi, Montesilvano e Città Sant’Angelo) allo sversamento del fanghi di dragaggio del Porto di Ortona (comma 8 dell’art. 5 del DRP richiamato)”.

“Altro problema riguarda il “deposito nel tratto del piazzale retrostante la Nuova Banchina Nord, tra il nuovo Molo Nord e la radice della Diga Foranea” dei sedimenti marini di classe B1 e B2. E’ necessario ricordare che l’area individuata dalla Ditta Nuova COEDMAR di Chioggia è la stessa:

1. interessata dal progetto, in procedimento di autorizzazione L. 35/2012 da parte del Ministero per lo Sviluppo Economico - Divisione Mercato e logistica prodotti petroliferi e dei carburanti, per la realizzazione di un deposito costiero di GPL da 25.000 mc nel porto di Ortona da parte della società Seastock srl;

2. interessata dalla richiesta formulata al Consiglio Superiore del LL.PP. dalla ditta Walter Tosto SPA per la “realizzazione di una vasca di colmata tra il Molo Nord ed il Molo Giardino del Porto di Ortona” per lo stoccaggio dei fanghi di dragaggio e relativa banchina portuale, che ha ricevuto il riconoscimento di pubblico interesse tramite la Delibera della Giunta Regionale n° 161 del 14 marzo 2016”.

“Infine - prosegue Febbo - bisogna segnalare altre due anomalie: a pagina 2 della relazione istruttoria, allegata al giudizio n° 2843 del 9 novembre 2017, il Comitato VIA rileva che l’area è sottoposta a vincolo paesaggistico ai sensi del D.Lgs 42/2004 e che è necessario il Nulla Osta della Sovrintendenza ai Beni Architettonici e Ambientali. Infatti il comma 3 dell’art. 19 del Codice Ambiente dispone che l’Autorità competente, ovvero il Servizio VIA della Regione Abruzzo, comunichi per via telematica a tutte le Amministrazioni e a tutti gli enti territoriali potenzialmente interessati l’avvenuta pubblicazione della documentazione nel proprio sito web. Agli atti non c’è traccia dell’avvenuta comunicazione alla competente Sovrintendenza Regionale nè del parere espresso dalla stessa; nel progetto esaminato dalla CCR VIA della Regione Abruzzo è prevista la realizzazione di un’area per deposito sedimenti tra il nuovo molo nord e la radice della diga foranea: ciò non appare compatibile con il vigente Piano Regolatore del Porto di Ortona. Inoltre, quello richiamato è un intervento su una infrastruttura portuale e la verifica di compatibilità è di competenza della Commissione VIA del Ministero Ambiente”.

“Alla luce di quanto espresso – conclude Febbo - che nessuno si permetta di strumentalizzare la mia iniziativa come ha già scioccamente fatto in passato, ma che si attivi per dare risposte certe e celeri. Sono il primo a desiderare il dragaggio del Porto di Ortona che ritengo fondamentale per lo sviluppo dell’intera economia regionale, ma pretendo che venga fatto nel più totale rispetto delle leggi, in piena trasparenza, senza danneggiare l’ambiente. Questa mia azione è tesa a evitare ulteriori ritardi innescati da palesi e criticabili “fughe in avanti” derivate dal mancato rispetto delle regole che si traducono in ricorsi e rallentamenti, ostacolando, di fatto, la realizzazione dei lavori”.

Pescara. “La Regione vorrebbe nascondere il disastro economico che incombe sull’economia regionale ma i dati diffusi dalla CNA, ma anche del Cresa e Bankitalia,  sono incontrovertibili e confermano tutte le nostre preoccupazioni denunciate in questi ultimi mesi nel corso dei quali abbiamo rimarcato come l’Abruzzo sia in forte ritardo. Quindi, Catena, nuovo ventriloquo,  farebbe bene a studiare e a lavorare (non come ha sempre fatto in qualità di funzionario di Partito o incaricato) sull'andamento  dei dati”.  Questo il commento del Consigliere regionale Mauro Febbo che sottolinea quanto segue: “L’ analisi effettuata dal professor Ronci, considerato a tutti i livelli un esperto economista, è riferita agli ultimi cinque anni, incluso il 2017, e non a un trimestre, mettendo a fuoco il problema di un comparto fondamentale come l’artigianato. Si tratta di un settore in fortissimo affanno da anni ed è difficile che ciò possa essere confutato. Basta incrociare i dati sulla vita delle micro imprese con quelli sulle esportazioni e sul credito concesso dal sistema bancario in costante contrazione: vanno bene le grandi imprese, male le micro, con in testa le artigiane, seguono le commerciali, quelle agricole, quelle dei servizi ecc...E le banche concedono colpevolmente credito  solo alle grandi imprese. A fronte di questa crisi la Regione fa finta di niente, anzi non utilizza le risorse, quelle vere, europee. Tant’è che anche in sede di approvazione, a dicembre scorso, dell’ultimo Bilancio di previsione  2018 l’esecutivo regionale non ha voluto inserire nessuna risorsa o misura di sostegno all’artigianato, così come richiesto attraverso i nostri emendamenti, che la maggioranza delle Regioni italiane utilizzano”. “Ricordo – aggiunge Febbo – che il numero totale delle imprese attive abruzzesi, dal 2013 al 2017, ha subito una flessione di ben 4.206 unità influenzata proprio dalla dinamica delle imprese artigiane. Da sottolineare, inoltre, che le variazioni percentuali del numero di imprese, anche queste da parecchi anni, sono sempre peggiori di quelle medie nazionali e per le imprese artigiane in alcuni casi sono addirittura le peggiori  in senso assoluto tra le Regioni Italiane (come nel periodo dal 2013 al 2017). Pertanto – conclude Febbo – il Presidente D’Alfonso che gira con il suo megafono Bob nei mercati rionali abbia il coraggio di spiegare il ritardo dei fondi europei e il lassismo del suo esecutivo nell’aggredire la crisi economica che attanaglia l’artigianato e la piccola impresa”.

Vasto. “Apprendiamo basiti e perplessi della denuncia del consigliere Mario Olivieri in merito alla mancanza di servizi essenziali a tutela dei più piccoli presso il nosocomio di Vasto. C’è da chiedersi se Mario Olivieri, peraltro Presidente della Commissione Sanità in Consiglio Regionale, faccia parte della maggioranza o dell’opposizione di questo Governo Regionale”. Questa la replica di Mauro Febbo, Presidente della Commissione Vigilanza in Consiglio Regionale, alle dichiarazioni di Olivieri.

“Prima non spende una parola sulla figuraccia rimediata da Paolucci e Menna, fin oltre i confini regionali, sulla fantomatica apertura del reparto di emodinamica, un futile e mero spot elettorale, e solo ora, dopo i miei interventi a sostegno e difesa del “S.Pio” di Vasto, Olivieri si lancia in questa “denuncia”. Visto che da D’Alfonso è stato insignito dell’onore di “Facilitatore” del Project Financing del nuovo ospedale di Vasto – commenta lapidario Febbo - dovrebbe impegnarsi nella risoluzione dei problemi, non nella sola ed esclusiva opera non risolutiva di denuncia. Purtroppo si tratta di un’azione sterile visto che non indica una soluzione concreta e tangibile a questo, cosi come alle tante altre problematiche riscontrate e riscontrabili all'interno dell’Ospedale di Vasto, cosa che rientrerebbe tra le sue competenze, essendo ancora apparentemente un componente della maggioranza, tant’ è che presiede proprio la Commissione Sanità. Purtroppo Olivieri, deludente rappresentante territoriale di Vasto, non vede raggiunti i suoi obiettivi nelle azioni avanzate ed intraprese da questa maggioranza; pertanto lo aspettiamo tra i banchi dell’opposizione, ovvero quella che sarebbe la giusta e legittima casa per chi non condivide l’operato di D’Alfonso, Paolucci e D’Alessandro, quindi anche la sua”.

Pescara. “Al peggio non c’è mai fine. Proviamo un forte disgusto e condanniamo fermamente questo grande marchetta elettorale realizzata da D’Alfonso e D’Alessandro i quali pensano di speculare sul dramma della disoccupazione attraverso un bando di concorso per assumere circa 59 figure da inserire all’interno della società in house TUA (Società Unica di Trasporto) al fine di recuperare qualche consenso in vista del prossimo appuntamento elettorale. Gli abruzzesi sono persone oneste, intelligenti e grandi lavoratori e alle urne puniranno il Partito Democratico e il Presidente della Regione per il disastro prodotto sia nel settore dei trasporti sia in tutti gli altri campi economici e produttivi della nostra Regione”. Questo il commento dei Consiglieri regionali di Forza Italia Mauro Febbo e Lorenzo Sospiri che aggiungono quanto segue: “E’ scandaloso vedere quello che accade con la gestione di Tua. A meno di un anno dell’accordo sindacale sottoscritto lo scorso 8 maggio 2017, arriva un nuovo accordo e nuove assunzioni solo per evitare uno sciopero già proclamato. Si tratta di un nuovo accordo che è solo una presa in giro bella e buona: la Regione si impegna a finanziare il Trasporto pubblico con un finanziamento ridicolo di 500 mila euro da pagarsi entro giugno 2018 ma non si dice ai sindacati dov’è la copertura finanziaria e, soprattutto, che le attività legislative riprenderanno non prima di metà marzo. Non sappiamo cosa accadrà all’indomani del voto con un Presidente in fuga nei palazzi romani. Inoltre, sia la Commissione Vigilanza sia lo sciopero erano stati proclamati per tutta una serie di inadempienze, a partire dal mancato riconoscimento dell’accordo del 2004 con il quale si prevedeva un finanziamento di 1.300.000 euro, tra l’altro sospeso per gli anni 2014-2017, mentre adesso solo di 500.000 euro, ossia 5 euro netti a dipendente”.

“Ieri, in Commissione Vigilanza si voleva capire come la Regione intendesse affrontare le problematiche inerenti i trasporti e invece le sigle sindacali hanno disertato preferendo firmare un documento pieno di bugie dalfonsiane. I sindacati hanno scelto le ‘marchette elettorali’ di D’Alfonso anziché trovare una soluzione concreta al bilancio in forte perdita, hanno scelto le facili ‘mance clientelari’ anziché ascoltare le esigenze delle centinaia di lavoratori che prestano servizio in aziende pubbliche e private del trasporto locale. Se hanno coraggio perché non indicono un referendum interno tra i lavoratori di Tua sul nuovo accordo appena firmato!? Dal canto nostro chiederemo immediatamente un parere sia ai Revisori dei Conti di Tua sia ai revisori della Regione Abruzzo, poiché non può essere che un’azienda che chiude al 31/12/2017 con un bilancio in perdita di diversi milioni di euro si possa permettere di assumere 60 nuove unità lavorative tra cui spiccano tre nuovi dirigenti. Ma la fusione delle tre società in Tua non era nata per la riduzione proprio delle figure apicali? Ricordiamo come Tua sia una società in house, quindi pubblica e della Regione, è non può assolutamente chiudere i propri bilanci in perdita”. “Infine – concludono Febbo e Sospiri – sarà nostra premura informare la Corte dei Conti di questo nuovo bando visto che c’è un decreto che fa divieto assoluto di qualsiasi forma di nuove assunzione a causa dei consuntivi non approvati. Non credo che il nuovo Ministro in pectore abbia già fatto e scritto una Legge ad hoc per scavalcare norme e regole vigenti in Abruzzo”.

Pescara. “Una vicenda senza fine e a dir poco vergognosa. Ad un anno esatto (21 febbraio 2017) dell’arrivo del nuovo elicottero I Kira - Aw 169, costato ben 26 milioni di euro, oggi scopriamo innanzitutto che il mezzo è inspiegabilmente ancora senza verricello montato e, poi, solo nella giornata di eri, guarda caso il giorno precedente l’audizione in Commissione, la Asl di Pescara ha deliberato la spesa di 32 mila euro per la fornitura di divise e calzature per le esigenze del personale dell’Elisoccorso. Una fornitura già precedentemente acquistata ma risultata non idonea per l’equipaggio e per effettuare i relativi corsi. Uno sperpero inaccettabile. Queste sono le sconvolgenti notizie emerse a margine dell’audizione che si sarebbe dovuta svolgere oggi ma rinviata per la grave e ingiustificata assenza dei consiglieri, in questo periodo troppo impegnati a sostenere la campagna elettorale del Presidente D’Alfonso”. A comunicarlo è il Presidente della Commissione e consigliere regionale Mauro Febbo che aggiunge quanto segue: “Spiace dover tornare su un argomento che già fece “sorridere”,  quando dopo la mia sola presenza all’hangar dell’aeroporto d’Abruzzo fece, dopo 48 ore, levare in volo un elicottero fermo da oltre due mesi. Ma, purtroppo, continuiamo ad assistere ad una gestione scandalosa (eufemismo) dell’elisoccorso 118 da parte sia della Regione sia della stessa Asl dove permangono ancora molte ombre e dubbi. Un pasticcio del valore di ben 26 milioni di appalto. Un appalto su cui ho già sollevato diverse criticità visto che a vincerlo non fu la proposta economicamente più vantaggiosa ma quella con maggiori punteggi tecnicnici. Inoltre rimango  oltremodo sorpreso e sbalordito apprendere come l’inchiesta e gli arresti avvenuti recentemente nella Regione Calabria inerenti proprio il bando sull’elisoccorso chiama in causa proprio la Regione Abruzzo.  Non vorrei che i ritardi sull’istallazione del verricello siano dovuti a motivi ancora a noi del tutto sconosciuti. Oggi comunque abbiamo una Regione che si prende beffa della salute dei cittadini mettendo a repentaglio un servizio fondamentale e strategico come l’elisoccorso che ad oggi viene utilizzato solo a metà ed in poche circostanze senza l’utilizzo del verricello. Mesi e mesi di ritardi che non vengono stranamenete sanzionati come prevede il bando.  Ma le brutte sorprese non finiscono qui. Infatti il personale sanitario ancora non viene formato con i relativi e specifici corsi. Ricordo come – sottolinea Febbo - il verricello potrà essere utilizzato solo da personale idoneo sotto il profilo sanitario (già individuato) ed è subordinato all’espletamento dei corsi di formazione che dovevano essere eseguiti prima a settembre 2017, poi rinviati dicembre e siamo a febbraio e ancora non conosciamo il loro inizio. A tutta questa grave problematica bisogna aggiungere l’annoso problema del velivolo, con il verricello di una portata di 270 kg, che non potrà comunque atterrare presso l'ospedale di Pescara perché bisogna adeguare la piazzola al peso del nuovo mezzo. Comunque – chiude Febbo – siamo di fronte ad una situazione poco chiara ed una vicenda con molti lati oscuri poiché reputo ignobile, inconcepibile e vergognoso che un servizio di Pronto soccorso debba operare solo parzialmente dopo aver acquistato un elicottero di quasi 30 milioni di euro. Dal canto mio continuerò a vigilare andando fino in fondo su una storia interminabile che non trova soluzione definitiva".

Vasto. “Conoscere gli atti, le leggi e le norme su cui è fondato l’accordo di confine e la delibera di Giunta sulla quale è stato deciso il ‘patto’ siglato tra l’Asl abruzzese e quella molisana per istituire il reparto di emodinamica presso il Presidio ospedaliero di Vasto”. Queste le richieste avanzate dal Presidente della Commissione vigilanza e Consigliere regionale Mauro Febbo attraverso una interpellanza urgente depositata questa mattina. “L’assessore regionale alla Sanità Silvio Paolucci – spiega Febbo - puntuale come un orologio svizzero si è presentato per l’ennesima volta, occasione l’ennesima campagna elettorale, promettendo ancora una volta che a Vasto arriverà l’emodinamica. E anche questa volta Paolucci e gli esponenti del Partito Democratico hanno rimediato, unitamente al sindaco di Vasto Menna, una figuraccia senza precedenti tanto da oltrepassare i confini abruzzesi ed essere smentito in maniera categorica dai colleghi, sanitari e tecnici, della Regione Molise. E la cosa ancora più grave è che, a certificare questa ennesima sceneggiata, si siano prestati dipendenti pubblici che se pur nominati come incarichi “fiduciari”, dovrebbero essere i garanti degli interessi collettivi e non di una parte politica ma ormai il Direttore generale Flacco e Dirigente Muraglia hanno da tempo dimostrato la loro sudditanza al potere politico, con i risultati che purtroppo i cittadini vivono sulle proprie spalle. Una conferenza stampa fasulla quella svolta l’altro giorno, utile solo a buttare fumo agli occhi e oltremodo offensiva nei confronti di un territorio e di una sanità in forte difficoltà. La realtà è ben diversa e ormai acclamata visto che D’Alfonso e Paolucci, con il sostegno indecoroso dei vertici della ASL, in questi anni hanno solo impoverito la nostra sanità ed in modo particolare quella del vastese e delle aree interne. L’assessore Paolucci avrebbe dovuto invece dare conto, durante la conferenza stampa elettorale, al personale medico e ai cittadini, che solo lo scorso 2 febbraio la giunta regionale ha approvato in via definitiva l'atto aziendale della Asl Lanciano-Vasto-Chieti. La delibera (non ancora pubblicata e se qualcuno pensa di pubblicarla dopo il 4 marzo sbaglia di grosso !!!) opera una serie di modifiche e ulteriori mortificazioni nelle strutture e nell’organizzazione dei servizi sanitari del San Pio tra cui la trasformazione di gastroenterologia da Unità Operativa Complessa a Unità Semplice Dipartimentale. Come mai, sempre l’assessore Paolucci, non ha spiegato le ragioni per le quali da alcuni mesi sempre presso l’ospedale di Vasto non vengono più eseguiti interventi chirurgici su bambini al di sotto dei 10 anni. Forse per indisponibilità e mancanza di personale?!!. L'assessore Paolucci nelle sue conferenze stampa dovrebbe spiegare al territorio vastese anche come mai a tutt'oggi è ancora inutilizzata l'Osservazione Breve Intensiva (Obi) presso l'ospedale di Vasto dopo essere stata inaugurata nel mese di aprile 2017, sempre con il sostegno e il consenso dei vertici della ASL che di fronte a tali inadempienze andrebbero cacciati. Per non parlare dei reparti fondamentali come Radiologia, Ortopedia, Medicina e Chirurgia che sono carenti di personale medico. Pertanto – conclude Febbo - Paolucci deve smetterla di propagandare illusioni e cose irrealizzabili come recentemente ha fatto anche per l’ospedale di Atessa trasformandolo in Presidio di Area Disagiata senza prima modificare il Piano sanitario regionale. Quanto al comportamento inqualificabile ed indecoroso dei vertici della ASL saranno oggetto di opportuna segnalazione alle autorità competenti e ministeriali. A queste domande l'assessore Paolucci sarà chiamato a rispondere in Aula durante il Consiglio Regionale e in quell’occasione gli chiederemo conto dell'operato di vertici Aziendali”.

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