Chieti. Il consigliere regionale di Forza Italia, Mauro Febbo, in conferenza stampa ha denunciato che la Regione dovrà restituire una valanga di milioni di euro del Programma di Sviluppo Rurale (Psr) che non saranno spesi entro il 31 dicembre di quest’anno.
Inoltre Febbo ha sottolineato come l’Abruzzo sia passato dal quart’ultimo posto (6,08%), al 31 dicembre 2017, al terzultimo posto (7,06%) al 31 marzo 2018 e adesso al 31 ottobre 2018 siamo addirittura al solo 10,32% dell’avanzamento della spesa effettivamente sostenuta. Questo significa che il disimpegno automatico, ossia la restituzione di circa 24 milioni di euro è certo come certificato dal Ministero delle Politiche Agricole (Mipaaf).
“Sono fondi che riguardano l’agricoltura, ma anche altri comparti – ha sottolineato Mauro Febbo – riguardano sicuramente l’intero Pil dell’economia regionale perché sono 480 milioni di spesa pubblica a cui vanno sommati altri 650-800 milioni di spesa privata, quindi un impegno complessivo di 1,3 miliardi che non riescono ad essere spesi, ad essere immessi nll’economia regionale che riguarda il comparto agricolo che oggi significa anche enogastronomia, ricezione, ristorazione, turismo e io ci metterei anche un po’ di cultura. Quindi è un comparto che ha difficoltà ad accettare le sfide che oggi vengono dal mondo globalizzato e dalla concorrenza che invece vorrebbero avere delle risposte. Siamo arrivati al 31 ottobre 2015, i dati confermano questo trend negativo che noi oramai stiamo denunciando da mesi se non da anni, ogni volta ci vengono dette le solite cose, che si recupera, ma siamo arrivati all’ultimo step utile, al 31 dicembre 2018, e restituiremo purtroppo oltre 24 milioni di euro alla Comunità Europea. Nel frattempo ci sono dal 2014 ad oggi oltre 1.200 aziende agricole che hanno cessato le proprie attività, il nostro auspicio è che in questo ultimo scorcio di legislatura ci sia un’inversione di tendenza, una task force che dia la possibilità di recuperare queste somme, soprattutto perché oggi restituire i soldi a Bruxelles è un danno enorme all’economia regionale attuale, ma lo sarà soprattutto nei mesi e negli anni successivi perché sappiamo già che la politica programmatoria europea per il comparto agricola prossima prevede già un taglio del 25-30% sui fondi globali. Chi oggi non riesce a spendere avrà doppia penalizzazione: quella che toccherà a tutti più quella a chi invece ha rimandato i soldi indietro”.

Vasto. “La nuova Tac a 64 strati destinata all'ospedale di Vasto,  acquistata da oltre un anno, è tuttora imballata e custodita in un della Asl in attesa di essere messa in funzione. Siamo di fronte all'ennesima inerzia del governo regionale e all'evidente superficialità di un assessore alla sanità oggi troppo concentrato più alla sua campagna elettorale e meno attento alle vere esigenze del San Pio di Vasto”. Questo il commento del consigliere regionale di Forza Italia Mauro Febbo che spiega quanto segue: “La seconda Tac, annunciata ben tre anni fa e acquistata attraverso una gara pubblica conclusa da un anno e mezzo, non può essere ancora installata perché il luogo individuato necessita di una ulteriore ristrutturazione per una spesa di 130 mila euro. Non solo, oggi ci si accorge che bisogna potenziare ulteriormente la cabina elettrica e occorrerebbe un investimento pari a 300 mila euro. Queste sono le preoccupanti notizie che emergono a conclusione del sopralluogo di tecnici e ingegneri effettuato nei giorni scorsi presso il nosocomio. Siamo di fronte alla più totale inefficienza di una classe politica e dirigenziale completamente inadeguata che non è stata in grado di mettere in campo una concreta programmazione di interventi da realizzare.  La realtà oggi è un'altra: la seconda Tac a 64 strati trova ancora ostacoli logistici che ne rinviano l’installazione con il serio rischio che diventi obsoleta considerando che la stessa Asl dispone già di dispositivi a 256 strati. Una vera e propria beffa nei confronti dei vastesi che pagano la disattenzione di un governo regionale che in questi anni è riuscito nella grande impresa di aumentare il debito riportando i bilanci di tutte e quattro le Asl in negativo”.  “L’ospedale di Vasto, il personale medico, infermieristico e tutti i suoi dipendenti  – conclude Febbo - meritano più attenzione e investimenti da realizzarsi al più presto. Nelle prossime ore convocherò in Commissione Vigilanza sia i vertici  della Direzione regionale sanitaria e della Asl Lanciano-Vasto-Chieti per comprendere le cause della mancanza installazione della seconda Tac e per risolvere celermente le cause di questi ritardi targati Paolucci”.

Pescara. “Dopo due settimane dal suo annuncio, la famosa delibera sulla riorganizzazione della rete ospedaliera in Abruzzo, con particolare riferimento ai presidi di Atessa, Popoli e forse anche quelli delle aree interne, non è stata ancora pubblicata e non riusciamo a trovarne traccia. Come ampiamente preannunciato e anticipato il magico "trucco" elettorale compiuto dall'assessore Paolucci oggi viene smascherato così come il grande bluff portato avanti proprio da questo governo regionale e dal suo assessore alla Sanità”. Questo il commento dei consiglieri regionali di Forza Italia Mauro Febbo e Lorenzo Sospiri che sottolineano quanto segue: “Una Delibera annunciata il 12 ottobre che, dopo aver peregrinato e vagato per ben 14 giorni tra i vari rappresentanti territoriali dell’attuale maggioranza e dell'esecutivo regionale per le opportune "verifiche" elettorali, viene portata in Giunta e ratificata con il numero 824 il 25 ottobre ma ad oggi, ben 13 giorni dopo la sua approvazione, stranamente non viene ancora resa pubblica. La controprova arriva proprio dagli uffici e dal responsabile della Segreteria di Giunta che ad una mia formale richiesta della copia della Deliberazione n.824 relativa al ‘Riordino della rete ospedaliera – testo integrativo DCA n. 79/2016’ dopo la prima del 26 ottobre, mi viene risposto, tramite posta elettronica come l’atto sia ‘ancora in fase di riscrittura’.(vedi allegato) Il lupo perde il pelo ma non il vizio. Un’anomalia paradossale ascrivibile esclusivamente a questo Governo regionale che ha adottato un metodo di lavoro e di trasparenza a dir poco vergognoso. Inoltre – rimarcano Febbo e Sospiri – questo enorme ritardo nella pubblicazione della delibera fantasma, nonostante la sua adozione, dimostra come l’atto non sia ancora efficace, quindi finora non è stato consegnato agli organi istituzionali e, cosa più grave, tuttora non è stato inviato alla Direzione Regionale competente e conseguentemente non è stata trasmesso al Tavolo di Monitoraggio per la sua valutazione.

“Il bluff messo in piedi dall'assessore alla Sanità Paolucci viene svelato anche dalla convocazione del Tavolo ministeriale convocato per il 15 novembre dove non potrà dire nulla di nulla su quanto previsto nella delibera di riordino. Così l'ottimo prestigiatore assessore Paolucci, come vanta sempre l'ex Presidente D'Alfonso, il 15 parteciperà all'incontro, potrà quindi tornare e convocare una conferenza stampa dove, come al solito, verrà esaltato il buon lavoro e gli ottimi risultati ottenuti. Chiaramente verranno ingannati e confusi nuovamente i sindaci, gli amministratori e i loro territori dove sono presenti gli ospedali poiché nessuno potrà contraddirlo. Così come per la delibazione, cioè carta straccia, inerente la dgr 823 sempre del 25 ottobre relativa ai presidi di Comunità di Guardiagrele, Gissi, Casoli, Pescina e Tagliacozzo. Il verbale del Tavolo di Monitoraggio sarà reso disponibile solo a fine gennaio quando, in piena par condicio elettorale, non sarà possibile contraddirlo e replicare rendendone pubblico il contenuto. Magari, sempre l'ottimo assessore, sempre a solo detta dell'ex Presidente D'Alfonso, qualora il Tavolo di monitoraggio dovesse bocciare il lavoro della Regione potrà sempre scaricare le colpe sul Governo e sul Ministro dei 5stelle”.

Pescara. "Dopo la decisione inutile assunta da Tulio Tonelli, di rimuovere l'incompatibilità, lasciando la carica di amministratore unico della società Pescara Energia, arrivano le dimissioni di Guido Dezio da Vice presidente e dal Consiglio di Amministrazione della società TUA, dirigente e prossimo Direttore del Comune di Pescara. Entrambe le "dimissioni" forzate confermano in pieno le nostre battaglie svolte sulla conclamata incompatibilità e di come sono in contrasto con le norme vigenti”. Questo il commento del consigliere regionale di Forza Italia Mauro Febbo che spiega quanto segue: “Fatto grave invece è che si continua ad ignorare la "sostanza" vera della problematica: ossia le dimissioni non sanano in maniera legittima gli atti assunti e soprattutto le autocertificazioni presentante dai membri del CdA contrastano con i ruoli in itinere con possibili conseguenze e risvolti anche di natura penale. E questo vale anche per l'altro membro del CdA Federica Evangelista, dipendente  dell'Aric della quale attendiamo le immediate dimissioni". "Se non si procederà con urgenza al riallineamento giuridico e legittimo degli atti e alla ricostituzione dell'organo amministrativo secondo le regole della trasparenza, economicità ed efficienza, con l'annullamento in primis della procedura per l'assunzione inutile ed antieconomica dei tre Dirigenti, mi vedrò costretto a rivolgermi di nuovo alle Autorità di Controllo e Penale che dovranno verificare, tra l’altro, anche la legittimità degli emolumenti percepiti dai componenti del CdA. Spero pertanto che si voglia seriamente affrontare le tante problematiche e le mancanze che questo Governo Regionale e questo Cda "illegittimo" hanno creato sul Trasporto pubblico locale poiché non vorremmo che questo caos  ricadesse esclusivamente sulle spalle degli innocenti lavoratori e sulle tasse dei cittadini abruzzesi”.

Vasto. “Credo che al Consorzio Bonifica Sud si stia rasentando l’impossibile e l’impensabile. Singolare e alquanto anomala infatti è la delibera del 25.10.2018, avente ad oggetto ‘elezioni consortili 2018 – Esame ricorso liste degli aventi diritto’, dove Franco Amicone in qualità di Commissario approva il ricorso che lui stesso ha presentato in data 18.10.2018, in veste però di conduttore agricolo, per richiedere di modificare le liste degli aventi diritto al voto e sostituire il sig. Toro Italo, nato a Sant’Eusanio del Sangro ed iscritto nello stesso Comune di contribuenza con il sig. Franco Amicone”. A dichiararlo è il Consigliere regionale di Forza Italia Mauro Febbo che spiega quanto segue: “Il Consorzio di Bonifica Sud vive ormai da 4 anni uno dei momenti più bui della sua storia amministrativa con l’attuale commissario impegnato maggiormente nella ricerca del modo come mantenere la posizione raggiunta piuttosto che tutelare gli interessi delle aziende e degli agricoltori del vastese. La delibera n.411 del 25 ottobre scorso è stata condivisa con relazione del Responsabile del Procedimento, Ing. Valerio Tommaso, ex Direttore del Consorzio di Chieti, allontanato dopo l’avvio delle indagini da parte della Procura di Chieti, cosiddetta operazione “Panda Rei” e oggi assunto in qualità di Direttore del Consorzio di Vasto dallo stesso Amicone. Praticamente, apprendiamo che il Sig. Franco Amicone, mentre svolge il suo ruolo da Commissario di un Ente in forte difficoltà finanziaria (ricordiamo che l’ultimo rendiconto 2017 da lui approvato ha chiuso con un disavanzo di amministrazione di circa dodici milioni di euro) si è contemporaneamente iscritto come impresa agricola con inizio attività 01.06.2018. Infatti, l’agricoltore Franco Amicone, per partecipare alle elezioni consortili, ha dovuto sottoscrivere un contratto con il quale afferma di essere coltivatore diretto ed effettuare tale attività nel Comune di Sant’Eusanio del Sannio. Tutto questo per farsi eleggere Presidente del Consorzio di Bonifica sud di Vasto. Sono passati due anni dalla nomina e nonostante i tanti soldi sottratti ai coltivatori e il contributo della stessa Regione (più di cinquecentomila euro), nonostante le entrate derivanti dai lotti di Chiauci finanziati (più di un milione e cinquecentomila euro), e nonostante il riaccertamento dei residui effettuati con delibera di Amicone del 28.12.2017 (residui passivi eliminati pari a tre milioni di euro) il conto consuntivo dell’anno 2017, approvato con delibera commissariale n. 307 del 10.08.2018, chiude con un disavanzo di circa dodici milioni di euro.

"Il Consorzio invece di azzerare il disavanzo amministrativo ha aumentato invece i suoi dirigenti, i dipendenti e gli incarichi e le consulenze per pochi eletti, tanto da trasformare l’ente vastese in vero e proprio postificio”. “Nonostante tutti i disastri, il Commissario Amicone adesso aspira addirittura ad essere eletto Presidente del Consorzio di Bonifica Sud. Questo dimostra – conclude Febbo - quanto da me affermato in questi quattro anni e soprattutto l’incompetenza e l’inaffidabilità del Commissario Amicone che ho invitato più volte a dimettersi”.

Chieti. “Negli ultimi 4 anni le piccole aziende e le imprese artigiane abruzzesi sono diminuite drasticamente di numero e continua senza sosta la loro crisi mentre il governo regionale nulla ha fatto per intervenire con misure adeguate per limitare i danni in un settore che più di altri soffre gli effetti del proliferare dei negozi virtuali e la concorrenza della grande distribuzione". E' quanto afferma il Consigliere regionale di Forza Italia Mauro Febbo che spiega quanto segue: "Leggendo i numeri del terzo trimestre 2018, pubblicati a seguito di una indagine condotta da Aldo Ronci per la Cna Abruzzo su dati Movimprese, constatiamo come in Abruzzo le micro imprese, per la prima volta, scendono sotto quota 30 mila unità con un trend negativo quattro volte superiore alla media italiana. Infatti, le aziende artigiane hanno segnato una flessione di 99 unità, peggior risultato degli ultimi quattro anni. La decrescita percentuale delle imprese artigiane è pari allo 0,33% (quello medio italiano che si è attestato allo 0,08%) e pone la nostra regione addirittura all'ultimo posto nella graduatoria nazionale. Un pessimo risultato mai registrato nella storia della nostra Regione che oggi vede per l'esattezza 29.988 piccole aziende a fronte delle circa 36 mila di qualche anno fa. Solo nei primi nove mesi dell'anno 2018 registriamo una flessione di ben 432 unità che conferma l'andamento assai peggiore della media nazionale: 1,40%, valore doppio rispetto allo 0,72% italiano". "Da tempo – continua Febbo - ho lamentato lo scarso utilizzo delle risorse europee e dei fondi regionali da utilizzare in questo settore fortemente in crisi. A tutto questo si deve aggiungere l'assurda decisione assunta dalla Regione di centrosinistra di escludere i Confidi (specifici consorzi nati per svolgere attività di prestazione di garanzie per agevolare le imprese nell'accesso ai finanziamenti) dalla gestione dei fondi comunitari, mettendo ancora più in difficoltà il sistema delle imprese e negando loro l'accesso al credito. I Confidi hanno avuto invece da sempre un ruolo fondamentale per la vita delle piccole aziende e quelle artigianali e questa preclusione è ancora più pesante dato che in quanto in Abruzzo manca un sistema bancario locale. Nonostante i richiami giunti in più occasioni e nei vari tavoli da tutti i portatori d'interesse questo Governo regionale è rimasto sordo, non riuscendo a produrre risposte credibili senza investire risorse da dedicare alle imprese artigianali né impegnando economie di bilancio per finanziare la legge regionale vigente né tantomeno attuando politiche di rilancio per l'accesso al credito tramite i Confidi". "Pertanto – conclude Febbo - questi preoccupanti numeri negativi bocciano completamente l'operato di questo governo regionale e dimostrano ancora una volta il fallimento delle politiche di questa regione Il mancato utilizzo dei fondi europei, l'accesso al microcredito e il mancato rilancio del ruolo dei Confidi sono priorità che devono necessariamente tornare nell'agenda del prossimo Governo regionale di centrodestra".

Chieti. "Con il concorso dell’ASL Lanciano Vasto Chieti: “Avviso pubblico per l'assunzione di n. 25 coadiutori amministrativi con contratto di lavoro a tempo determinato riservato ai soggetti disabili di cui all'art. 1 della Legge 68/99” nel leggere della graduatoria finale stilata, si evidenziano di come “casualmente” ci sono nomi che rimandano , sempre “casualmente” a parenti , familiari e mogli , già dipendenti della stessa ASL o comunque legati al mondo politico , in particolare del centro sinistra piddino ed affini".
Lo afferma in una nota Mauro Febbo, che aggiunge: "Infatti scorrendo la suddetta graduatoria , si possono notare nomi come la Sig.ra Montanaro Floriana, moglie del Sig. Angelo Mammarella già dipendente dell’Ufficio personale della ASL, in ogni caso, parente (?) dell’altro dei 25, Sig. Sergio Tommaso Montanaro. Poi scorrendo salta all’occhio la Sig.ra Di Muzio Francesca figlia dell’autista del Direttore Flacco, Sig. Nicola Menna figlio dello stesso Menna dell’Ufficio Concorsi e “dulcis in fundo” sempre “casualità volle” la Sig.ra Sciampa Elia in Luigi Febo, quello con la B sola, noto esponente chietino del centro sinistra , PD e candidato Sindaco perdente nel capoluogo teatino. Sicuramente un turbinio di casualità, ma che ad lettori attenti potrebbe suscitare qualche sospetto…".

 

Pescara. "Si scrive ‘determina di mobilità volontaria’, si legge ‘saldi di fine stagione’ con l’ultima infornata di ben 64 dipendenti, in fuga da altri Enti verso la Regione-amica targata Pd che cerca di posizionare pedine in ruoli strategici per bloccare, evidentemente, l’operatività del prossimo governo regionale che sarà, sicuramente, di centrodestra. È l’ultimo vergognoso atto amministrativo, datato 30 ottobre, che abbiamo chiesto al Presidente facente funzioni Lolli di bloccare subito". Questo il commento dei consiglieri regionali di Forza Italia Mauro Febbo e Lorenzo Sospiri che sottolineano quanto segue: "Un' Amministrazione rimasta in sella, in modalità gestione provvisoria, per un’escamotage politico dell’ex Presidente D’Alfonso, sa di doversi limitare a gestire l’attività ordinaria del territorio, e non può promuovere iniziative straordinarie, come addirittura la nomina dei nuovi Dirigenti, Funzionari esperti e Specialisti, ovvero figure apicali della macchina regionale che inevitabilmente si troveranno a lavorare con il prossimo governo regionale, sicuramente di colore politico diverso dal Pd che ha aperto i cancelli. Attendiamo che il Presidente Lolli, con un atto di buon senso, revochi la procedura, dimostrando che si è trattato di un’imperdonabile svista, e affidando alla prossima legislatura il compito di riempire, con procedure trasparenti e non fatte al fotofinish, quelle caselle strategiche che D’Alfonso ha inesorabilmente svuotato nei quattro anni e mezzo di governo, mettendo in fuga ben più di un dirigente”.
“Da diverse settimane avevamo avuto il sentore che in Regione si respirasse l’aria dei saldi di fine stagione, quando una coalizione politica, chiaramente perdente alle prossime elezioni, cerca di firmare ultimi atti disperati nell’ennesimo tentativo di infilarsi nei gangli dell’amministrazione regionale – hanno commentato i consiglieri Sospiri e Febbo -, una consapevolezza che ci ha indotti ad alzare la guardia. E la sorpresa è arrivata ieri quando il Direttore regionale, guarda caso anche Dirigente facente funzioni del Servizio Organizzazione e Selezione del personale oggi vacante, Fabrizio Bernardini ha firmato una determina per aprire la procedura di mobilità volontaria per la copertura dei posti previsti nel programma del fabbisogno del personale, con la nomina delle Commissioni d’esame, una incredibile infornata di 64 figure apicali destinate a entrare nella macchina amministrativa regionale, fra cui sei figure di Dirigente Amministrativo Contabile nei Dipartimenti della giunta regionale, dunque i più stretti collaboratori dei futuri assessori, 2 Dirigenti tecnici sempre per i Dipartimenti della giunta, e poi Funzionari esperti per ciascun settore. Inevitabile e più che giustificato il sospetto che alla selezione parteciperanno tanti candidati in fuga da altri Enti dove si prepara un cambio di gestione politica, e che quindi cercano rifugio e riparo in una Regione-amica, e, al tempo stesso, è il vergognoso tentativo di fare una campagna acquisti da parte del Pd riempiendo tutte le caselle strategiche della Regione per accogliere al meglio il prossimo governo regionale che sarà di colore completamente diverso da quello del Pd e della coalizione di centro-sinistra. Ovviamente – hanno ribadito i consiglieri Febbo e Sospiri - riteniamo inaccettabile un tale provvedimento straordinario partorito da un governo regionale in uscita che ha già perso da mesi la propria legittimità a restare alla guida dell’Abruzzo, un governo provvisorio che ha impedito agli abruzzesi di tornare alle urne prima della fine dell’anno. Siamo pronti a impugnare la determina, accendendo i riflettori sui nomi di tutti i candidati all’infornata, ma vogliamo credere ancora nel senso di responsabilità del Presidente facente funzioni Lolli al quale chiediamo formalmente di disporre l’annullamento, la revoca della determina del Dirigente Bernardini. Riteniamo che una Regione in modalità provvisoria, che si è assunta anche l’onere di gestire la nuova stagione invernale alle porte, abbia urgenze ed emergenze ben più gravi di cui occuparsi negli ultimi mesi di presidenza, cercando di non aggiungere altre macerie a quelle già lasciate dall’ex Governatore D’Alfonso”.

Pescara. “La chiusura del Punto nascita di Sulmona è solo l’ultimo scellerato atto compiuto con il silenzio assenso da una giunta regionale inadempiente che continua a prendere in giro i cittadini e la sanità abruzzese”. Questo il commento del consigliere regionale di Forza Italia Mauro Febbo che aggiunge quanto segue: “La grave decisione del Ministero di chiudere l’unico Punto nascita della Valle Peligna è riconducibile esclusivamente all'immobilismo di questo governo regionale che nulla o poco ha fatto per bloccare in maniera incisiva le decisioni del Comitato Percorso Nascite Nazionale (CPNN) del Ministero della Salute. Infatti dal verbale del Tavolo di Monitoraggio del 26 Luglio viene riportato quanto segue: “Tavolo e Comitato, nella riunione del 10/04/2018, rinnovavano la richiesta di trasmettere un puntuale cronoprogramma di superamento delle criticità finalizzato all’implementazione in modo omogeneo delle reti STAM e STEN sull’intero territorio regionale e chiedevano aggiornamenti sul punto nascita sub-standard di Sulmona (vedi allegato)". È evidente che siamo di fronte al più totale immobilismo e ad un atteggiamento di presunzione istituzionale in quanto la giunta e l’assessore regionale Paolucci non eseguono le prescrizioni indicate dal Ministero che ‘RINNOVAVA’ già dalla riunione del 10 aprile 2018 a procedere a trasmettere uno specifico e puntuale crono programma. Una questione divenuta più annosa che ha contribuito il Ministero a dirimere il problema con la chiusura del Punto nascita di Sulmona. Oggi è lampante ed evidente che le responsabilità sono riconducibili tutte a questa giunta regionale ed ai suoi componenti. Come nulla ha prodotto la millantata proposta di Legge presentata e pubblicizzata dal Movimento Cinque Stelle su tutti i territori per risolvere i problemi delle aree interne che doveva ottenere una "sospensione" del Decreto Lorenzin o, addirittura, l'ultima sortita dove i parlamentari grillini annunciavano una proposta di legge per l'abolizione del DM 70/2015. La chiusura del punto nascita di Sulmona invece dimostra come i Cinque Stelle hanno solo svolto una mera campagna elettorale inconsistente, vuota, inattuabile e senza riuscire a risolvere i problemi di cui l’Abruzzo ha urgentemente bisogno di affrontare con una diversa e competente classe dirigente”.

Pescara. “Lo sviluppo in Abruzzo rallenta ancora a causa dei pasticci della maggioranza.  Sull'istituzione della Zes (Zona economica speciale) arriva, in maniera tardiva, una pezza a colori per rattoppare una serie di sbagli commessi da un esecutivo regionale che naviga a vista e nella più totale confusione”. Questo il commento dei Consiglieri regionali di Forza Italia Mauro Febbo e Lorenzo Sospiri che aggiungono quanto segue: “Ad un anno e mezzo dal Decreto sulle  ZES (D.L. 20/06/2017 n. 91) arriva l’annuncio, da parte della Regione, della sua istituzione attraverso l’Autorità portuale di Ancona rimescolando così per l’ennesima volta strategie e contenuti. Solo un paio di mesi fa abbiamo la dimostrazione di una maggioranza allo sbando dopo l'approvazione, il 7 agosto scorso, della delibera per aderire alla Zes con il Molise cinque giorni dopo che la stessa Regione Molise, tramite apposita delibera, aveva a sua volta deliberato l'accordo con la Puglia, tutto questo mentre l’assessore Paolucci invocava una Zes completamente regionale”. “Adesso– continuano Febbo e Sospiri - la montagna ha partorito il topolino e cioè un documento, intitolato “Proposta di individuazione di una Zes”, dal quale non si evincono i presupposti, gli atti e quali accordi sono stati istituzionalizzati con l’Autorità portuale di Ancona. Oggi viene presentato un Piano che elenca tutti gli strumenti già esistenti, fa una analisi del sistema dei trasporti ad essi collegati, riassembla il dossier sui corridoi della rete Ten-T. Tale elencazione, che ricomprende chiaramente anche la localizzazione degli interporti e degli assi collegati attraverso la elencazione dei Comuni interessati, alle facilitazioni economiche del 107 3c, insieme alla descrizione relativa alla fusione organizzativa e societaria dei consorzi industriali in cui sono concentrate le realtà economiche, non risolve minimamente le questioni da noi poste che sono fondamentali per la creazione delle zone economiche speciali. E’ infatti indispensabile il riferimento ad un Hub portuale che possieda un millesimo del traffico merci europeo o attraverso un Hub portuale a servizio di due regioni. Dato che entrambi questi requisiti non esistono, senza fare cenno ad un eventuale accordo da fare con Ancona, si dà per scontato che l’appartenenza di Ortona e Pescara al Dipartimento marittimo marchigiano consenta la formazione delle Zes. Cosa significa tutto ciò? Che le imprese abruzzesi porteranno tutte le merci ad Ancona? O che un porto abruzzese, come si era ipotizzato Vasto, diventi il nucleo merci “specialistico” di Ancona e che quindi le stessi merci arriveranno in Abruzzo? Ed in questa ultima ipotesi chi investe 140 milioni di euro per rifare il porto di Vasto? Nessuna risposta a queste domande viene data dal documento regionale!!! Nessuna!!!! Anzi, ci si ripresenta con le aerofotogrammetrie di Vasto e con il progetto consegnato all'unione degli industriali prima di ripetere la stessa figuraccia fatta con la Regione Molise. In definitiva si concepiscono le Zes sostituendo al concetto di asse portuale quello di compartimento marittimo, che è indissolubilmente un concetto “amministrativo” e non connesso all’Hub portuale inteso come “scalo marittimo”. Riassumendo, l’Abruzzo non ha un porto con le caratteristiche indicate dall’Europa e ribadite dal decreto sulle Zes, non ha accordi attualmente con altri porti, non ha uno scalo con i fondali per le portacontainers, è in procinto di fare riunioni con gli enti territoriali per decidere come distribuire gli ettari ancora da assegnare nel progetto e tutto ciò in attesa che il Ministero indichi a livello nazionale quali dovrebbero essere le facilitazioni amministrative da concepire per le Zes. In definitiva si sta per chiedere agli enti locali cosa “mettono in campo” o meglio, a cosa rinunciano per avere le Zes (tributi locali?). Inoltre, nel piano presentato dal presidente Lolli e Di Pangrazio  non troviamo dove reperire le risorse da destinare al porto di Vasto; vi è la invenzione di concepire Ortona e Pescara come parte integrante dello scalo di Ancona, non viene fatto nessun cenno al fatto che mai le merci di Ancona arriveranno qui (cosa che al contrario renderebbe concepibile una “specializzazione” di Vasto come scalo commerciale del complesso “hub portuale” di Ancona) e non si comprende cosa dovrebbe rispondere il governo. L’idea invece che viene fuori è ben diversa, ossia quella di fare una Zes a freddo, senza senso, e che nulla ha a che vedere con le finalità prospettate dal Decreto legge, come quelle di togliere merci dalla gomma per dirottarle sul mare riducendo costi e Co2”. “Pertanto – concludono Febbo e Sospiri – ci  dispiace constatare come siano stati presi in giro gli imprenditori, ma prendiamo atto che il primo ad essere preso in giro è l’ambiente, visto che così come sta evolvendo la cosa, non vi sarà una sola tonnellata risparmiata di Co2 né un solo chilo di merci in più dirottato dalla gomma su nave. E non comprendiamo come il Governo possa, con queste premesse, autorizzare una Zes con tali obiettivi e contenuti”.

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