Pescara. “E’ incredibile come in capo sanitario si continui a violare leggi e norme con il tacito consenso e la complicità di questo Governo regionale. Dopo la mia prima interrogazione sui concorsi presso le Asl ho ripresentato una seconda e precisa interpellanza dove chiedo al Presidente della Giunta regionale e l’Assessore competente in materia di Programmazione sanitaria Silvio Paolucci specifici chiarimenti su alcune delibere e sulla nomina del rappresentante regionale in seno alla commissione esaminatrice del concorso pubblico presso la Asl n.1 Avezzano-Sulmona-L’Aquila”. A comunicarlo è il consigliere regionale di Forza Italia Mauro Febbo che specifica come sia mio intendo conoscere e  se risulta vero che la Regione non ha ancora notificato all’ASL n. 1 le Deliberazioni di Giunta regionale nn. 498, 499 e 500 del 15/09/2017 con le quali si designa il membro regionale in seno alle Commissioni esaminatrici del concorso pubblico per la copertura a tempo indeterminato di un posto da Dirigente Amministrativo da assegnare al Settore Beni e Servizi e per il concorso pubblico, per la copertura a tempo indeterminato di un posto da Dirigente Amministrativo da assegnare alla UOSD Amministrazione, Controllo e Monitoraggio strutture private accreditate e un posto Dirigente Amministrativo da assegnare alla UOC  Bilancio e Risorse Finanziarie. Inoltre – continua Febbo – in queste tre delibere di giunta si riscontrano delle anomalie formali poiché sui tre atti non compare la firma del Responsabile dell’Ufficio e del procedimento ma sono tutte sottoscritte dal Dirigente del Servizio Sistema Organizzativo e Risorse Umane del SSR, Dr. Forese e dal Dr. Rivera in quanto il Dr. Muraglia, Direttore del Dipartimento per la Salute e il Welfare, risulta assente. Come ritengo strana e anomala, sempre nelle tre dgr,  la nomina  dello stesso nominativo di rappresentante regionale in seno alle Commissioni esaminatrici tanto da apparire un “copia e incolla” e lo stesso dicasi per il membro supplente. Sempre nella mia interpellanza voglio conoscere inoltre  le ragioni per le quali l’ASL n.1 non ha attinto alla graduatoria vigente preso la stessa azienda per il reclutamento dei Dirigenti amministrativi di cui trattasi che avrebbe permesso di snellire i tempi di reclutamento e contenere i costi connessi a nuove procedure concorsuali. Infatti nella fattispecie c’è proprio un inversione di rotta rispetto a quanto deciso precedentemente. Ovvero nelle specifico esiste la nota prot. n. 0051635/16 del 27/09/2016 a firma del Sub Commissario, Dr. Zuccatelli, e del Commissario ad acta, Dr. D’Alfonso in relazione alla richiesta del Direttore generale ASL N. 1 (prot. n. 0067739 dell’8/04/2016) di nulla osta commissariale a procedere a nuove assunzioni a tempo determinato di personale dirigenziale del ruolo amministrativo e non alla indizione di nuove procedure concorsuali, a seguito dell’esaurimento della procedura di mobilità del personale delle Province, in attuazione delle disposizioni legislative contenute nella Legge n. 56/2014. Infatti le Pubbliche Amministrazioni, ivi compresi gli enti del Servizio Sanitario Nazionale, prima di procedere all’indizione di nuovi concorsi per il reclutamento di dirigenti amministrativi, debbono, prioritariamente, procedere allo scorrimento delle proprie graduatorie ancora valide, come recita la specifica legge. Infine, altro aspetto poco chiaro, è la vicenda circa la Deliberazione aziendale n. 1219/2017 con cui è stato indetto un avviso pubblico per soli titoli per il conferimento di un incarico dirigenziale a tempo determinato presso la Asl dell’Aquila per la UOSD Amministrazione, Monitoraggio e controllo strutture private accreditate. A questa delibera segue un altra n. 1597/2017, limitandosi a giustificare la necessità della proroga con i tempi di espletamento dell’avviso pubblico, la Asl inopinatamente proroga, oltre i termini di legge e in violazione dell’art. 15 septies d.lgs. 502/92 l’incarico dirigenziale già ricoperto dall’Avv. Piccari dal 2009 ad oggi ( rinnovato nel 2012 per 5 anni). La disciplina vigente prevede che le Asl possano conferire incarichi ex art. 15 septies del tutto equivalenti a tempi determinati per una durata massima di anni tre rinnovabili una sola volta, dunque la proroga disposta in favore del soggetto già incaricato e oltre la scadenza dell’incarico stesso ( agosto 2017) è illegittima, in quanto da un lato viola i termini massimi di conferimento degli incarichi 15 septies, dissimulando la volontà della asl di preservare la posizione del soggetto già incaricato, in luogo di procedere all’affidamento dell’incarico anche a tempo determinato attingendo alla graduatoria già vigente ed approvata con deliberazione aziendale n. 1728/2015 in cui risultano presenti soggetti che non solo si sono utilmente collocati in graduatoria ma che hanno maturato specifica esperienza proprio nel settore contratti con gli erogatori privati. Pertanto – conclude Febbo – su tutte queste anomali, proroghe, ritardi e pasticci evidenti sia da parte della ASl Avezzano-Sulmona-L’Aquila sia da parte del Governo regionale chiedo che venga data una risposta puntuale altrimenti sarò costretto a rivolgermi presso altre sedi”. 

L'Aquila. "La maggioranza di centrosinistra si è presentata oggi in Consiglio regionale, dopo due mesi di sosta, nella forma peggiore senza né un'idea  né risposta esaustiva e responsabile alle gravi problematiche che hanno investito l'Abruzzo quest'estate come la siccità e gli incendi". Questo il commento del consigliere regionale di Forza Italia a margine dei lavori. Mi sarei aspettato - spiega Febbo - che oggi il presidente D'Alfonso aprisse i lavori del Consiglio regionale con un dibattito serio illustrando all'intera assise, quindi a tutti gli abruzzesi, lo stato dell'arte e le azioni messe in campo dalla Regione Abruzzo per rispondere alle emergenze estive. Addirittura alla mia interpellanza, discussa non per prima, hanno risposto ben due assessori (Mazzocca e Pepe) e il terzo (Di Matteo) addirittura è intervenuto in aula rivendicando e chiedendo chiarimenti come sarebbe stato più opportuno un suo intervento visto la sua delega alla montagna. Una maggioranza senza anima e allo sbando più totale. Mi sarei aspettato inoltre una proposta costruttiva e fattiva per rispondere ai territori montani colpiti come una rimodulazione del Programma di Sviluppo Rurale con specifiche misure di prevenzione e cura dei boschi e delle foreste. Invece nulla di tutto questo. Il Presidente D'Alfonso è intervenuto con il solito panegirico senza concretezza dove abilmente ha spostato l'attenzione su altri argomenti senza dare una sola risposta alle problematiche dei sindaci e degli abruzzesi. Infine - conclude Febbo - anche oggi il Consiglio è andato avanti con pochi argomenti zero leggi e le solite interpellanze senza onorare gli impegni presi prima della pausa estiva come i finanziamenti alle Istituzioni culturali, risposte al comparto  zootecnico e ai lavoratori del Ciapi. Anche oggi l'ennesimo consiglio regionale infruttuoso per la Regione Abruzzo".

L’Aquila. “Riportare all’attenzione del Consiglio Regionale l’affidamento in house della società Tua, cessione e/o affitto ramo d’azienda a Sangritana S.p.A  e quindi aprire un’attenta analisi sui passaggi fatti sino ad oggi e quelli da fare nel prossimo futuro verificando le leggi vigenti prima che la Regione Abruzzo si imbarchi, nella fretta, in una strada senza ritorno causando danni alle proprie casse e alterare la concorrenza commerciale dei vettori privati che oggi operano sul territorio regionale”. Questa la richiesta avanzata dai consiglieri regionali di Forza Italia Mauro Febbo e Lorenzo Sospiri al termine delle audizioni svoltesi oggi dove si sono confrontate le tesi avanzate sia dal Consigliere regionale Delegato ai Trasporti Camillo D’Alessandro, sia dai rappresentanti delle Organizzazioni Sindacali della CGIL – CISL -  UIL – UGL – FAISA Abruzzo e dal dott. Sandro Chiacchiaretta in qualità di Presidente ANAV. “Innanzitutto – spiegano Febbo e Sospiri – non è perentoria la scadenza del 30 settembre, termine entro cui bisogna chiudere l’affidamento in house, poiché la sanzione a cui si incorerebbe sui fondi destinati al Trasporto Pubblico Locale è solo del 2%, peraltro ad oggi mancano ben due decreti attuativi per cui la decurtazione è solo un’ipotesi molto remota. Inoltre la scelta dell'affidamento in house a Tua, cioè dell'80% del TPL, limita fortemente il libero mercato esistente creando di fatto un conflitto con gli altri vettori privati che operano già in concorrenza con i propri prezzi nella nostra Regione attraverso tratte commerciali. Infatti, come sottolineato anche dalle sigle sindacali, oggi è indispensabile che la Regione si adoperi nel stabilire definitamente quali sono le tratte dei servizi minimi visto che variano in continuazione. Solo dopo aver stabilito, una volta per tutte, in maniera chiara quali sono i servizi minimi è possibile studiare e decidere quale bacino e tratte affidare alla società Tua. Invece oggi la Regione Abruzzo ha deciso di lavorare al contrario rinviando la decisione di stabilire i servizi minimi dopo aver conclusa l’operazione inerente l’affidamento in house. Circa le criticità di bilancio, perdita al 31.12.2017 e situazione debitoria,  non c'è stata alcuna risposta se non l'invito a girare la domanda al Presidente della Tua, che consideriamo conseguentemente una implicita ammissione.  Altro punto da chiarire – continuano Febbo e Sospiri – è la questione della separazione societaria attraverso l'affitto del ramo di azienda a Sangritana. Solo poche settimane fa si profilava una cessione di Sangritana SpA oggi invece abbiamo un’operazione di affitto di ramo di azienda, questo perché non sono state fatte le valutazioni e la certificazione propedeutica all'atto. Soprattutto comunque non è stato presentato nessun piano industriale aziendale, peraltro previsto dalla legge, serio e attendibile che dimostri la sostenibilità economica finanziaria della società stessa. Infatti è stata rimarcata come la gestione di servizi commerciali porterebbero ad una perdita che non può essere accollata né dalla Sangritana né trasferita al socio Tua poiché in house. Alla luce di quanto emerso oggi in Commissione vigilanza invitiamo – concludono Febbo e sospiri - il Governo regionale e il suo delegato ad approfondire i temi da me sollevati in questi giorni e negli ultimi Consigli regionali poiché è indispensabile non solo razionalizzare la spesa per il Trasporto Pubblico Locale, condivisibile da tutti, ma soprattutto continuare a garantire a Tua un bilancio in equilibrio e capace di svolgere il servizio senza creare altri debiti alle casse regionali e senza andare in conflitto con gli altri operatori privati di trasporto”.

Pescara. “Tutto tace. Dopo quasi venti mesi non abbiamo ancora nessuna graduatoria del ‘Pacchetto Giovani – primo insediamento’ né conosciamo i tempi certi della sua pubblicazione nonostante le raccomandazioni messe per iscritto, in maniera perentoria (vedi allegato) dal Direttore regionale Antonio Di Paolo: entro il 31 luglio doveva essere tutto pronto e si sarebbero dovute concludere le istruttorie con relativa graduatoria”. Questo il commento del Presidente della Commissione Vigilanza e Consigliere regionale Mauro Febbo che sottolinea: “E’ incredibile come 800 nuove aziende, dopo oltre un anno e mezzo, siano ancora in attesa di una risposta da parte della Regione”. “Un’attesa così lunga – rimarca Febbo – che mai si era verificata nel mondo agricolo e che rischia di mandare in crisi centinaia di aziende. Dalle prime informazioni sembrerebbe che su circa 800 domande presentate solo 280 saranno finanziate mentre ben 520 saranno bocciate. Un duro colpo all’agricoltura abruzzese e ai tanti giovani che speravano di iniziare una nuova attività imprenditoriale nel settore primario.  Questo modo di procedere produrrà solo ed esclusivamente altri ritardi, infatti sia i tecnici sia le associazioni di categoria sono sul piede di guerra pronti a denunciare e inoltrare ricorsi amministrativi poiché mai si era verificata una tale situazione caotica presso gli uffici regionali della Direzione Politiche agricole”. “A tutto questo – continua Febbo – bisogna aggiungere anche il pasticcio creato sulle altre Misure relative a investimenti e ammodernamento delle aziende (4.1 e 4.2) per oltre 43 milioni e altri 5 milioni per investimenti per i Comuni e zone rurali (7.4.1)  scaduti il 30 maggio, per le quali la Regione, non concedendo una minima proroga richiesta a gran voce da tutte le organizzazioni professionali, ha provocato prima un danno al mondo agricolo e dopo un enorme caos e pasticcio all’interno della stesa Direzione.  Infatti solo oggi sono state pubblicate le cosiddette ‘Liste di Perfezionamento’. Praticamente dopo ben quasi quattro mesi  le aziende possono ultimare e inoltrare domanda al portale Agea e poi aspettare l’esito delle istruttorie. Di questo passo avremo le graduatorie nel 2018. Mentre quelle escluse dalle liste di perfezionamento rincoreranno sicuramente a ricorsi amministrativi. Da questo quadro, emerge la totale disorganizzazione che continua vivere oggi la Direzione Politiche agricole della Regione Abruzzo che si ripercuote pesantemente sul comparto primario sempre più abbandonato e senza risposte concrete. Quanto esposto e denunciato in più riprese risulta palesemente anche dall'ultima proiezione del Mipaf relativamente allo stato di avanzamento del PSR 2014-2020 dove l'Abruzzo e' risultata, purtroppo, al quart'ultimo posto della graduatoria nazione con una spese di solo il 5,26 %, mentre è al terzo posto per rischio disimpegno”. “Oggi – conclude Febbo – purtroppo abbiamo un’agricoltura in forte crisi che non riceve né risposte né garanzie da parte della Regione, con il pericolo sempre più concreto di restituire milioni di euro all’Europa per incapacità di amministrare i fondi del Programma di Sviluppo Rurale che sono una risorsa indispensabile. Questa è la cruda e amara realtà del Governo D’Alfonso aggravata dall'incapacità politica ed amministrativa del suo delegato”.

L'Aquila. “Silvio Paolucci fa finta di non capire e non rispetta il ruolo del Consiglio regionale e dei suoi colleghi”. E’ quanto dichiara il Consigliere Mauro Febbo replicando alle dichiarazioni dell’assessore regionale alla programmazione sanitaria.

“Forse Paolucci non ha compreso che altre regioni in attesa della pronuncia della Corte dei Conti – prosegue Febbo - hanno sospeso l'indennità senza richiedere il rimborso ai medici professionisti che svolgono il loro lavoro. Indennità, peraltro, che secondo recenti decisioni spettano perché sono a “sostituzione” del rischio tutto a carico del medico. Credo che quello accaduto proprio oggi alla dottoressa violentata, in provincia di Catania, sia proprio da esempio”.

“Quindi – conclude Febbo – invito l'assessore a rispettare l’operato dei suoi colleghi e riportare il lavoro delle Commissioni a modificare Delibera di Giunta n.398/2017 visto che è sua la competenza”.

L’Aquila. “Approvata all’unanimità in commissione Sanità la risoluzione del 01.08.2017 proposta dal sottoscritto e dal gruppo di Forza Italia e sottoscritta da altri consiglieri inerente il grave problema circa specifiche indennità di rischio tagliate dal Governo regionale ai dottori in servizio presso le Guardie mediche”. A comunicarlo è il consigliere regionale Mauro Febbo che specifica come “sono soddisfatto della votazione unanime e soprattutto del parare favorevole alla nostra interpellanza anche da parte dei commissari  del Partito democratico che di fatto sfiduciano l’operato dell’assessore Paolucci e di questo esecutivo regionale che continua a fare solo pasticci. Da subito - spiega Febbo – abbiamo denunciato e chiesto che venisse rivista e bloccata gli effetti della la DGR n. 398/2017 al fine di verificare la sua legittima dall'Avvocatura regionale e, soprattutto, credo che sia assurdo richiedere ai medici le indennità di rischio percepite fino ad oggi. Ci sono Regioni, vedasi la Calabria, Basilicata, Lazio ecc... , che hanno approvato provvedimenti per congelare la sola indennità. Adesso con tale risoluzione approvata spero la Giunta Regionale torni sui propri passi e trovi una soluzione prima che gli effetti della DGR appena approvata si trasformino nell'ennesimo pasticcio creato da questo esecutivo regionale, così da determinare l'annullamento da parte dei medici dello stato di agitazione creando disservizi soprattutto nelle aree interne. Infatti, le conseguenze della DGR 398/2017 andrebbero a cancellare, in modo unilaterale e senza alcuna motivazione, un'importante parte normativa ed economica di quel contratto, ledendo i diritti acquisiti dei professionisti medici". "Ricordo – aggiunge ancora Febbo - come la Giunta regionale, con la DGR numero 398 del 18 luglio scorso, ha deciso che dal prossimo 1 agosto i medici non percepiranno i 4 euro in più per ogni ora di lavoro, una cifra che va ad aggiungersi ai 22 euro l'ora stabiliti dal contratto nazionale e al contempo chiede alle singole ASL di attivarsi per recuperare tutte le somme fin qui illegittimamente elargite che ammontano a 60 mila euro circa a dottore. Va sottolineato che sugli importi richiesti i medici hanno già pagato le imposte ma soprattutto che la indennità è la congrua contropartita ad un servizio che gli stessi forniscono a totale loro rischio e pericolo, infatti le stesse Asl non forniscono alcun supporto neanche di vigilanza. E' notizia di qualche ora fa che propria una dottoressa del servizio di guardia medica sia stata violentata. Quindi è indispensabile trovare tutte le soluzioni possibili al fine di salvaguardare i contratti prima di incorrere possibili contenziosi mossi dal personale medico a seguito dell'approvazione della DGR n. 398/2017. Per questi motivi – conclude Febbo – oggi la Commissione Sanità ha valutato pertinente la soluzione proposta dal gruppo di Forza Italia e si è votato all’unanimità affinché il governo regionale torni al più presto ad esaminare tale problema che riguarda circa 400 dottori e trovi una soluzione più consona e soprattutto che rispetti il lavoro gravoso dei medici impegnati in territori difficili”.

Pescara. "Dopo i dati negativi sull'occupazione arriva la secondo bocciatura per l'Abruzzo attraverso una inaspettata battuta d'arresto per l'export del nostro mercato che posiziona addirittura la nostra regione al quintultimo posto della graduatoria. Questo non è altro che il risultato di una Regione inconcludente, inefficiente e poca attenta a sviluppare politiche capaci di incidere sulla nostra economia e sulle aziende che lavorano e producono sul nostro territorio". A dichiaralo è il Presidente della Commissione vigilanza e consigliere regionale Mauro Febbo commentando gli ultimi dati forniti da un studio della Cna sull'export effettuato dal professor Aldo Ronci.  "È impressionante vedere e constare - spiega Febbo - come l'Abruzzo subisca un tracollo così evidente e per altro con una inversione di tendenza rispetto al dato nazionale. Questo è evidente sopratutto se prendiamo i dati dei settori che hanno da sempre  trainano l'export della nostra Regione come l'automotive e l'agroalimentare. In valori percentuali l’export dei mezzi di trasporto si incrementa del 3,1%, mentre quello nazionale cresce del 7,7%, l’export degli altri prodotti annota un incremento dello 0,8% contro un dato nazionale dell’8%. Invece in valori percentuali le esportazioni dei prodotti agroalimentari registrano un in-cremento pari  al 2,9%, inferiore al dato nazionale che è stato del 6,7%.  In valori percentuali l’export dei prodotti agricoli decresce del 15,5% in controtendenza con il dato nazionale che cresce del  4,7%. Quindi - conclude Febbo - dopo i dati negativi della disoccupazione, nonostante questo esecutivo abbia cercato senza riuscirsi di mascherarli e camuffarli, arrivano quelli inconfutabili dell'export che delineano una situazione difficile e che vede la nostra Regione in forte affanno nella sua crescita economia. Questo risultato è solo frutto della politica poco efficiente messa in campo da questo esecutivo regionale, come d'altronde denunciamo da tre anni a questa parte, dove registriamo assenza di bandi del por fesr, fse e Prs e i fondi europei bloccati. In sostanza una Regione facile e veloce solo per la decrescita del nostro Abruzzo".

L'Aquila. "Capire e conoscere se le procedure di concorso pubblico per l’accesso alla carriera dirigenziale del ruolo amministrativo indette dalle Aziende Sanitarie Locali di L’Aquila- Avezzano- Sulmona e Teramo sono legittime e conformi al dettato normativo visto che sono tuttora in vigore presso le stesse Asl specifiche graduatorie per ricoprire gli stessi profili". Questo l’oggetto di un’ articolata e documentata interrogazione presentata dal Presidente della Commissione vigilanza, Mauro Febbo, indirizzata all’attenzione del Presidente della Giunta Regionale Luciano D’Alfonso e all’Assessore competente in materia di Programmazione sanitaria Silvio Paolucci.

“E’ necessario - spiega Febbo - fare luce e chiarezza sui concorsi banditi presse le suddette Asl per figure dirigenziali che potevano essere pescate in specifiche graduatorie ancora vigenti. Infatti voglio sapere se la Regione Abruzzo e le direzioni competenti sono a conoscenza che presso la A.S.L. di Avezzano-Sulmona-L'Aquila è tuttora vigente apposita graduatoria di concorso pubblico per il profilo di dirigente amministrativo da assegnare alla UOC Gestione Risorse Umane approvata con deliberazione aziendale n. 1728 del 12 ottobre 2015. Analogamente, se siano a conoscenza, che presso la Asl di Teramo sono tuttora vigenti graduatorie di concorso pubblico per il profilo di dirigente amministrativo, tra cui la graduatoria per il concorso pubblico di dirigente amministrativo da assegnare alla UOC Gestione Risorse Umane approvata con Deliberazione aziendale n. 434 del 31 marzo 2015. Nello specifico – sottolinea il consigliere regionale Febbo – bisogna verificare se le procedure di concorso avviate per singolo settore siano contrastanti con gli indirizzi normativi e regolamentari anche adottati dalla Giunta Regionale richiamati nell’interrogazione, i quali sottolineano in maniera inequivoca la unicità del profilo dirigenziale amministrativo e se anche - tenuto conto della situazione economico- finanziaria delle Aziende sanitarie abruzzesi - le menzionate procedure per il reclutamento di figure dirigenziali a tempo determinato, ovvero i rinnovi e le proroghe medio tempore disposti siano coerenti ovvero contrastanti con quanto previsto dal Decreto commissariale n. 105\2015 che prevede che entro il 31 dicembre 2017 le ASL della Regione Abruzzo debbano ridurre i contratti a tempo determinato in essere del 50% procedendo alla loro sostituzione con assunzioni a tempo indeterminato. Quindi l’esecutivo regionale è chiamato a rispondere e verificare se e quali azioni abbiano intrapreso i competenti Uffici regionali, nell’esercizio dei poteri di vigilanza e controllo attribuiti alle Regioni sull’operato delle Aziende Usl; Se i competenti uffici regionali non abbiano ritenuto di impartire alle Aziende Sanitarie della Regione Abruzzo, idonee direttive di attuazione di quanto previsto dalla Deliberazione di Giunta Regionale n. 645/2016 e dal verbale del Tavolo di monitoraggio finalizzate alla copertura dei posti vacanti presso le Aziende sanitarie regionali mediante sottoscrizione di convenzioni per l’utilizzo delle dette graduatorie tra Asl, a fini di snellimento dei tempi e delle procedure concorsuali nonché di contenimento dei costi; Se abbiano valutato di trasmettere idonea informativa alla Procura Regionale della Corte dei conti, potendosi ravvisare nella condotta tenuta dalle su nominate Aziende Sanitarie di L’Aquila- Avezzano – Sulmona e Teramo eventuali profili di responsabilità erariale. Su tutti questi punti – conclude Febbo – vogliamo che l’esecutivo regionale dia una risposta chiara e precisa secondo le norme vigenti altrimenti siamo costretti a pensare che si operi sempre alla stessa maniera ossia a favore dei pochi e a discapito dei molti”.

Pescara. “Come anticipato e denunciato sul mondo venatorio regna il caos più totale. Sarebbe curioso sapere e conoscere dalla Regione Abruzzo, ed in modo particolare dall’assessore regionale alla caccia Dino Pepe, il loro concetto di concertazione visto che sono state sistematicamente ignorate, in questi ultimi mesi, quasi tutte le associazione venatorie come stabilito anche nell’ultima consulta regionale di Aprile”. Questo il commento dei consiglieri regionali di Forza Italia Lorenzo Sospiri e Mauro Febbo in merito al calendario venatorio".

"L’assessore Pepe, questa volta fortificato e sostenuto anche dal Presidente D’Alfonso, spiegano Sospiri e Febbo – giustifica l’apertura della caccia al 1 ottobre per mancanza di relativa e certificata documentazione tecnica. Se quest’anno non vi è la pre-apertura le responsabilità sono riconducibili solo ed esclusivamente invece alla negligenza di questo esecutivo regionale che doveva anzitempo produrre relativa documentazione per consentire la pre-apertura alla terza domenica di settembre. Tant’è che i documenti richiamati dall’assessore e dal Presidente erano regolarmente prodotti durante la scorsa legislatura. Quindi, crediamo che la mancanza di relativa documentazione tecnica sia da attribuire esclusivamente alla scarsa attenzione e tempo che questo Governo regionale pone sul tema della Caccia. Infatti – continuano Sospiri e FEbbo – vi sono grosse lacune proprio nel redigere il Piano faunistico che occorreva presentare anzitempo proprio per carenza di relazione tecniche che doveva supportare il calendario venatorio in linea con le altre regioni d’Italia. Del resto non si capirebbe come mai durante la scorsa legislatura si è sempre andati regolarmente a caccia mentre oggi è stato tolto un mese di attività venatoria. Inoltre è vergognoso che si parli di caccia specialistica in quanto essa non e’ prevista dalle norme nazionali, peraltro in un ambito nel quale la regione costituzionalmente non e’ competente. Anche qui l’assessore e D’Alfonso dimostrano di non conoscere l’argomento. Addirittura si vuole sminuire la professionalità dei cacciatori che fanno caccia prevalente alla migratoria e quindi alla tortora, quindi caccia specialistica a specie non coinvolte da periodi riproduttivi, che addirittura sta per migrare in africa, dove non crediamo piova più del nostro territorio, e che svolge quelle forme di attività venatorie proprio nelle aree di Teramo e Pescara. Per continuare – sottolineano Febbo e Sospiri – notiamo come ci sia una grossa confusione tra il Comitato Via e quello Vinca. Il Vinca, non il via, ha competenze solo su sic e zps, non su tempi e specie fuori da queste aree. Il dato e’ che mentre con il governo regionale di centrodestra vi erano tecnici e strutture capaci a far ritirare le impugnazioni al Tar ed a far ritirare dal Comitato Vinca “estrapolazioni” oggi abbiamo una Regione appiattita su quel mondo fondamentalista. In questo modo avete messo il mondo venatorio, ma soprattutto il mondo agricolo e turistico, in ginocchio, con provvedimenti, come la Delibera n.279 sulle misure minime sui sic, che pone limitazioni peggiori di quelle presenti nelle aree protette. Infine sugli incendi stendiamo un velo pietoso. Non tanto perché le aree incendiate del Morrone insistono nei Parchi ma perché le quote di territorio chiuse all’attività venatoria, contro legge, ormai superano il 50%; perché le specie protette sono protette nel mentre si rischia, con il concentramento di cinghiali a ridosso di Pratola e Sulmona, di mettere in ginocchio anche l’agricoltura della Valle Peligna; perché, soprattutto, ci si maschera dietro una richiesta fatta da Ispra non in Abruzzo ma su tutto il territorio nazionale."

"Pertanto - concludono Sospiri e Febbo - crediamo che anche quest’anno la Regione Abruzzo ha dimostrato scarsa capacità organizzativa, amministrativa e logistica sul tema venatorio, producendo solo l’ennesimo pasticcio ai danni dei cacciatori degli agricoltori e dei territori”.

L'Aquila. "Ingiustificabili e gravi le assenze odierne in Commissione vigilanza da parte sia dell'assessore regionale Dino Pepe sia del Direttore del Dipartimento Politiche agricole Antonio Di Paolo, entrambi convocati per esaminare e chiarire circa la situazione di alcuni bandi del Programma di Sviluppo Rurale e nello specifico quello relativo alla Misura 8.3.1 inerente la prevenzione degli incendi". Questo il commento del Presidente della commissione vigilanza e consigliere regionale Mauro Febbo durante le audizioni. "Mi spiace registrare la loro assenza proprio su un argomento di vitale importanza che interessa migliaia di abruzzesi e coinvolge ampi territori regionali. Inoltre, il confronto con Pepe e Di Paolo oggi in Commissione sarebbe servito - spiega Febbo - per conoscere la posizione ed il pensiero che svilupperanno proprio durante l'incontro voluto fortemente dal Presidente D'Alfonso per affrontare i danni causati dagli incendi al nostro patrimonio boschivo, naturale e ambientale. Ci sono dei ritardi imperdonabili come non aver fatto uscire alcune specifiche misure del PSR, con una dotazione finanziaria di € 9.000.000 (meno di un. terzo della passata legislatura) per mitigare e prevenire incendi con idonee azioni in zone montane e boschive. Come, inoltre, vorrei sapere se verranno affrontate le problematiche scaturite dall'organizzazione della stessa struttura regionale dove interi uffici regionali con funzioni in materia di forestazione sono stati letteralmente smantellati, passati da oltre 30 funzionari a meno di una mano. Ricordo come questo Governo regionale, in primis D'Alfonso, sia partito subito in quarta nell'annunciare attività e misure di rimboschimento ad incendi ancora in corso e solo dopo la mia prima forte denuncia si sono prospettate altre soluzioni di buon senso e più logiche. A questo punto vedremo quale strada vuole percorrere il Presidente D'Alfonso e come intende rimediare alle gravi criticità che la politica da lui messo in campo ha creato al patrimonio boschivo abruzzese. Spero a questo punto che il Governo regionale individui e utilizzi le risorse adatte per attivare politiche a sostegno del patrimonio boschivo attuando azioni specifiche che non permettano alcuna speculazione ma solo attività di sviluppo e frazione del proprio habitat naturale. Pertanto - conclude Febbo - ritengo grave l'assenza odierna in commissione di Pepe e Di Paolo poiché il loro silenzio confermano la fondatezza delle mie denunce e perplessità avanzate, ma la problematica la riporterò in Consiglio e saranno brutte figure per questo Governo Regionale".

Pagina 1 di 17

Sponsor

Metropolitan Web

Metropolitan è un giornale online abruzzese.

Notizie Recenti

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie vai alla sezione