Pescara. “In Regione Abruzzo non ci sono stati tagli al sociale – esordisce così l’assessore regionale alle Politiche Sociali, Marinella Sclocco, apprendendo che domani a Penne sarà organizzata una manifestazione per protestare contro presunte riduzioni delle risorse destinate al sociale. “È pericoloso e disonesto – spiega l’assessore – dire che ci sono tagli nel sociale quando in realtà si sta protestando per delle modifiche di un servizio sanitario. Bisogna porre estrema attenzione a non confondere ingiustamente due sfere, quella sanitaria e quella sociale, che sicuramente si integrano e si avvicinano in certe situazioni, ma che non sono assolutamente la stessa cosa”.
“La protesta nell’area Vestina – prosegue la Sclocco – fa riferimento a bambini e ragazzi, ma i presunti tagli cui il comitato promotore si riferisce realmente sono dei cambiamenti intervenuti sulla riabilitazione sanitaria (e non sociale) degli adulti. In merito a questo, posso chiarire che il tavolo di monitoraggio sanitario ha stabilito che la riabilitazione sanitaria per gli adulti è impropria poiché limita la possibilità per i bambini ed i più giovani di usufruire di questo servizio. La ratio nel definire la riabilitazione sanitaria per gli adulti non più dovuta sta nella necessità di dare più spazio ai bambini e ai ragazzi che attraverso la riabilitazione sanitaria hanno la possibilità di migliorare, mentre per gli adulti risulta più efficace sviluppare attività per impiegare il tempo e vivere la propria vita. E qui, entra in gioco il sociale, che può fornire e garantire questa possibilità”.
“Su questo tema ho avuto modo di parlare e avere scambi con i promotori di questa protesta e rimango basita nel sapere che tornano a parlare di tagli al sociale quando non ci sono. Mai la Regione Abruzzo ha investito nel sociale come negli ultimi 3 anni. Sebbene ora gli adulti non possano più usufruire della riabilitazione sanitaria, di certo non li lasciamo soli ed anzi, il Piano Sociale regionale, offre tutti gli strumenti in termini di risorse e indicazioni per sviluppare azioni volte a fargli vivere il loro tempo in maniera propria, fruttuosa e serena. Il Piano Sociale, infatti, mette a disposizione degli ambiti socio-distrettuali numerose risorse e sempre all’interno del Piano sono indicate tutte le azioni da poter mettere in campo per usufruire dei fondi e farne strumenti per sostenere le fragilità di adulti e bambini. Tra queste possibilità, per fare un esempio, ci sono i centri diurni, che numerosi ambiti in tutto il territorio regionale hanno aperto, per garantire in strutture convenzionate con i comuni, quindi in maniera gratuita, ai disabili adulti di poter usufruire di attività di vario genere, sia la mattina che il pomeriggio".
"Il Piano Sociale 2016/2018 ha un fondo di 30 milioni e la voce disabilità è dieci volte più alta delle altre voci" – conclude la Sclocco.

Pescara. La Regione Abruzzo, attraverso il Por Fesr 2014-2020 – asse VII, ha destinato 23 milioni di euro alla realizzazione di 4 progetti di sviluppo urbano sostenibile. I progetti presentati mirano a migliorare la vivibilità e la qualità della mobilità nei 4 capoluoghi di provincia abruzzesi (Pescara, L'Aquila, Teramo e Chieti) in base a una Strategia urbana sostenibile (Sus).
La ripartizione delle risorse – cui si sommerà una premialità di compartecipazione minima del 20% – prevede l'assegnazione di fondi ai Comuni di Pescara (6.900.000 euro), Chieti (6.210.000 euro), all'Aquila (5.290.000 euro) e Teramo (4.600.000 euro); la compartecipazione di ciascun Comune farà lievitare il totale dei fondi investiti a 29.772.651,01 euro (vedi tabella). Con i fondi erogati saranno effettuati interventi a infrastrutture esistenti, per il rinnovo del materiale rotabile, riqualificazione dei poli di attrazione per attrarre visitatori e soprattutto l'acquisto di strutture per l'utilizzo di mezzi a basso impatto ambientale.
Con le risorse assegnate saranno acquistati 133 antenne wi-fi e sensori di rilevamento dell'inquinamento atmosferico, e 33 autobus elettrici per favorire la riduzione dell'emissione di carbonio; realizzati 60 km di percorsi TPL "intelligenti"; acquistate 60 colonnine per la ricarica di veicoli elettrici; realizzati interventi mirati alla tutela dei poli di attrazione culturali e ambientali (a Pescara sarà realizzata la pista ciclabile nella pineta dannunziana; all'Aquila è prevista la ristrutturazione dell'ex Zecca; a Chieti sarà recuperato l'ex mercato ittico; a Teramo sarà riqualificato l'ex mercato del centro storico).
“23 milioni di euro per irrobustire la struttura delle nostre città capoluogo e consentire loro di essere città – ha sottolineato il presidente della Regione Abruzzo, Luciano D’Alfonso – un grande sindaco di Venezia, Cacciari, ci ha insegnato che una città riesce a fare la città se ci sono strutture dedicate per il trasporto di qualità, per il trasporto collettivo sostenibile. Noi attraverso queste misure abbiamo deciso di aiutare le quattro città capoluogo d’Abruzzo e torneremo sopra per aiutare anche per aiutare la città capoluogo di regione che è L’Aquila perché vogliamo per loro la modernizzazione dei vettori che consentono il trasporto collettivo, l’informatizzazione riferita alle informazioni concernenti i mezzi di trasporto collettivo, vogliamo la valorizzazione dei beni culturali e vogliamo che si insedi anche una cultura della visione strategica dell’evoluzione delle città, una visione che consenta ad esempio le alleanze, la capacità di sviluppare le prossimità territoriali. Con questa misura di 23 milioni che abbiamo diviso articolatamente su base progettuale per le quattro città di sicuro l’Abruzzo diventa più moderno, ma diventa anche un Abruzzo più capace di fare Europa. Noi sarmeo implacabili nel controllo, eviteremo che accada con questa misura quello che è accaduto con più quinquienni all’Arit, dove sono passate molte risorse e poco si è rinvenuto a favore della regione. Eviteremo ‘l’arittizzazione’ della regione, le risorse che passano assumendo come bersaglio l’innovazione della trasportistica devono produrre e provvedere alla cosa del miglioramento della trasportistica, ci devono essere i fatti, non i convegni o le consulenze. Le amministrazioni comunali dovranno essere dei tori che portano avanti con velocità la spesa pubblica di qualità e la capacità della rendicontazione, non potranno dormire, non potranno messicanizzarsi col sombrero”.

Pescara. Sono 427 gli alloggi acquistati dalla Regione Abruzzo per l'emergenza abitativa legata al sisma 2016 e 2017, per un importo complessivo di 67.944.406,20 euro, coperti con fondi della Protezione civile nazionale. Si tratta di appartamenti ad uso abitativo, mai occupati, e resi disponibili in 17 Comuni abruzzesi. La proceduta è frutto della legge 45 del 2017, con la quale si è stabilito che, al fine di fronteggiare l'emergenza abitativa conseguente al sisma che ha colpito l'Italia centrale, le Regioni Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria possono acquisire (a titolo oneroso) al patrimonio dell'edilizia residenziale pubblica, prioritariamente nei Comuni del cratere sismico e limitrofi, unità immobiliari a uso abitativo agibili o rese agibili dal proprietario.
“È un’operazione importante di solidarietà e di efficacia solidaristica – ha spiegato il governatore della Regione Abruzzo, Luciano D’Alfonso – noi abbiamo il bisogno di fronteggiare la necessità di ricovero abitativo per un certo numero di famiglie alle quali abbiamo detto che una parte della risposta arriva con l’autonoma sistemazione, una parte con le casette (le Saee), una parte della risposta l’abbiamo definita con il ricovero alberghiero a tempo, una grande parte di risposta, e questa è la notizia, è con l’acquisto di case invendute del mercato edile della regione Abruzzo. abbiamo raggiunto tre risultati: il primo è che noi abbiamo aiutato le imprese edili abruzzesi a non andare in fallimento, alcune di queste, dopo avere costruito, non hanno potuto vendere ed erano in sofferenza economica; il secondo risultato è che acquisiamo queste casette, case con i requisiti di sicurezza e di piena idoneità, per soddisfare esigenze abitative di famiglie che hanno diritto ad avere una casa in assegnazione temporanea fino al ripristino delle loro abitazioni danneggiate, ma la cosa importante è che facciamo questo senza consumare un metro quadrato di suolo in più, quelle già ci sono e sono invendute; ma l’altro grande risultato che noi acquisiamo è che andiamo a potenziare significativamente il patrimonio immobiliare della regione Abruzzo con un valore di 68 milioni di euro sono 427 unità abitative distribuite su 17 comuni che fanno da cintura rispetto alle famiglie danneggiate. Noi abbiamo fatto l’istruttoria in 150 giorni ed abbiamo fatto una graduatoria che spetta alla Regione Abruzzo – Servizio della Protezione Civile, adesso va alla Protezione Civile nazionale che paga perché un altro elemento di valore è che l’acquisto di queste case, che entrano nel nostro patrimonio, non è a carico della fiscalità degli abruzzesi, ma è a carico della fiscalità generale che finanzia la Protezione Civile nazionale. Noi abbiamo finito la graduatori, ci sono una serie di operatori che hanno messo in campo l’acquisto e l’offerta di questi beni, adesso abbiamo mandato la nostra istruttiria favorevole per 427 unità abitative, al via il Piano 11 a Roma la Protezione Civile di Borrelli la quale farà adesso un’ultima verifica circa il possesso dei requisiti di idoneità dell’oggetto casa e del soggetto venditore. Chiusa questa partita si faranno i contratti e poi le immissioni dando priorità a coloro i quali nelle case, nelle famiglie hanno anche problemi di salute, hanno bambini, hanno esigenze che naturalmente vengono interpretate con il criterio della ragionevolezza e della prevalenza. Sono molto contento perché è la prima volta che si fa questo, le sae sono un prlblema dopo che hanno fronteggiato l’emergenza abitativa. Chi se le prende? Chi le gestisce? Chi le manutiene? Che ci si fa? Chi ci va ad abitare dopo che si è soddisfatta l’emergenza abitativa? Invece con l’acquisto dell’invenduto noi prendiamo case vere per bisogni veri di case vere che entrano poi nel patrimonio della Regione Abruzzo e finalmente noi possiamo fare anche l’Ater unico dell’Abruzzo”.
L'assegnazione degli alloggi avverrà attraverso un bando che verificherà le condizioni dei richiedenti attraverso criteri previsti dalla protezione civile nazionale. Sono 1.734, attualmente, gli alloggi privati dichiarati inagibili in Abruzzo a seguito del sisma, con esito di rilevazione dei danni di tipo «E» o «F» presenti in 65 Comuni (11 in provincia dell'Aquila, 15 in provincia di Pescara e 39 in provincia di Teramo); 4.521 le persone assistite con il contributo di autonoma sistemazione (Cas); 1.174 le persone assistite in hotel. I 17 Comuni nei quali sono situati gli alloggi acquistati dalla Regione Abruzzo, con il numero di unità immobiliari disponibili, sono i seguenti: L’Aquila 53, Scoppito 33, Pizzoli 13, Teramo 223, Montorio al Vomano 11, Colledara 5, Campli 5, Valle Castellana 4, Ancarano 12, Sant’Omero 15, Bellante 3, Mosciano Sant’Angelo 24, Roseto 1, Notaresco 1, Castellalto 11, Atri 12, Pianella 2. Alla conferenza stampa hanno partecipato il sottosegreteario alla presidenza della Giunta regionale con delega alla protezione civile, Mario Mazzocca, il direttore del Dipartimento Opere pubbliche, Emidio Primavera, e il reponsabile della segreteria del presidente, Enzo Del Vecchio.

"Sono dati importanti, sia numericamente che politicamente - conclude Mazzocca - Intanto costituiscono una risposta adeguata ed immediata al tema dell'emergenza abitativa post-sisma, su cui la Regione ha puntato affinché prevalesse il principio del patrimonio edilizio esistente in luogo delle installazioni provvisorie (le Sae in corso di installazione sono comunque 206 dislocate in 12 Comuni). La seconda sottolineatura riguarda, poi, il sensibile accrescimento della dotazione immobiliare pubblica di titolarità regionale che si andrà a determinare ad emergenza finita e che potrà esplicare immediati benefici effetti sulle relative politiche di edilizia residenziale. Infine, dato assolutamente non secondario, viene evitato il consumo di nuovo suolo, fatto di per sé importante messo in relazione ad alcune pregresse esperienze: penso, ad esempio, alla proliferazione di migliaia di strutture installate durante la gestione emergenziale post-sisma 2009 e che nel tempo sono divenute provvisorie solo nominalmente".

Pescara. “Da amanti degli animali, visitando la manifestazione patrocinata e finanziata dal Comune di Pescara “Quattro Zampe expo” non volevamo credere alla presenza addirittura di uno stand del movimento finto-animalista capeggiato da una deputata di Forza Italia” affermano gli esponenti del M5S Andrea Colletti e Massimiliano Di Pillo, “movimento che sicuramente si presenterà alle prossime elezioni insieme a partiti a favore della caccia e della vivisezione come la Lega Nord”.

Ma la cosa peggiore è sapere che tutti i cittadini abruzzesi, poiché fondi regionali, abbiano finanziato con 10.000€ delle loro tasse tale manifestazione che nulla dovrebbe avere a che fare con partiti politici, soprattutto in un momento di pre-campagna elettorale.

“Il Comune di Pescara dovrebbe spiegare a tutti se fossero a conoscenza della presenza di uno stand politico e se abbiano per questi motivi avallato tale finanziamento” attaccano Di Pillo e Colletti “e chiederemo, anche attraverso una interrogazione comunale che presenteremo, se questo pseudo-movimento politico abbia pagato la società organizzatrice per assicurare la propria presenza all’evento”.

“In Italia purtroppo siamo ormai abituati alla totale mistificazione e strumentalizzazione anche di poveri animali che chiedono solo di essere amati e, per quelli abbandonati, salvati” concludono gli esponenti pentastellati “ma speravamo che almeno un evento giocoso fosse lontano dalle mani della politica”.

L'Aquila. Una delibera di dettaglio che consente di individuare meticolosamente gli interventi ed i soggetti attuatori del complesso sistema idrico /fognatura e depurazione finanziato con il Masteplan e discendente dai Piani d’Ambito redatti e approvati dagli Enti d’Ambito Territoriali ai sensi delle LL.RR. n. 2/1997 e n. 9/2011.
La Giunta regionale nella seduta di ieri, 27 ottobre, anche valutando le diverse criticità emerse nel corso della stagione estiva che ha registrato problematicità di approvvigionamento idrico in alcune aree regionali ha ritenuto di dover meglio calibrare ed in individuare gli interventi ed i soggetti attuatori della importante risorsa economica prevista nel Masterplan e pari ad euro 142.800.000,00.
In particolare viene definita l’articolazione degli interventi strategici contenuti dalla Delibera di Giunta Regionale n. 863 del 20.12.2016 (PSRA/36, PSRA/40, PSRA/41 e PSRA/46) come da tabelle che seguono.
Per l’intervento PSRA/40/A restano invariati il Soggetto Attuatore, ERSI, e il Servizio Regionale incaricato Centro di Responsabilità DPC024, mentre per l’intervento PSRA/40/B il Soggetto Attuatore è individuato nel Comune di Vasto, restando invariato il Servizio Regionale incaricato Centro di Responsabilità DPC024.
Per l'intervento PSRA/46 e come segnalato dal Soggetto Attuatore ERSI, al fine di ottimizzare le azioni poste in essere nell’ambito territoriale del teramano, risulta necessario provvedere a suddividere l’intervento strategico PSRA/46, di importo complessivo € 12.000.000,00, di cui € 6.000.000,00 finanziato a valere sulle risorse del Masterplan ex FSC 2014-2020, ed € 6.000.000,00 da altre fonti di finanziamento.

Pescara. In Abruzzo al momento abbiamo tre D.O.P. (Denominazione Origine Protetta) nell’Olio Extra Vergine di Oliva: “Aprutino – Pescarese”, “Colline Petruziane” (Teramo) e “Colline Teatine” (Chieti).
L’operatività delle tre D.O.P., ad esclusione dell’Aprutino Pescarese e di qualche singola azienda olivicola del Chietino, è molto ridotta e marginale tanto che, ripetutamente e da tempo, sia la nostra organizzazione che le altre Organizzazioni Professionali di rappresentanza generale e del comparto olivicolo hanno unitariamente chiesto alla regione Abruzzo uno sforzo politico ed istituzionale atto a creare le più utili sinergie tra tutte le D.O.P esistenti sino ad ipotizzare in concreto una nuova struttura unitaria con disciplinare di produzione unico e più snello ed efficace in luogo dei tre attuali.
La struttura unitaria poteva e può configurarsi sia in una nuova D.O.P. oppure in una I.G.P. (indicazione Geografica Protetta).
La necessità di aggregare e concentrare l’offerta di qualità nel comparto olivicolo regionale è una necessità non più rinviabile sia per le modeste quantità immesse sul mercato che per una necessaria identificazione che deve tendere a massimizzare i ricavi degli olivicoltori che producono l’eccellente olio extra vergine.
La possibilità di accelerare le procedure e raggiungere in tempi brevi l’obiettivo è a portata imminente alla luce della già avvenuta fusione delle ex Camere di Commercio di Chieti e Pescara, il cui Consiglio si riunirà a breve, e di quella in itinere di L’Aquila e Teramo; tutto ciò perché la regìa dei consorzi di tutela delle D.O.P. sono in capo a questi Enti nel mentre, la regione dovrà esercitare tutta l’influenza politica ed istituzionale oltre che promuovere azioni di promozione, valorizzazione e marketing che salvaguardino la qualità dell’olio extra vergine “made in Abruzzo”

La presidenza regionale della Copagri Abruzzo

L'Aquila. "E’ una storia triste quella che il presidente D’Alfonso si vanta di “fare”, ed è una storia che può raccontare a chi di conti della Regione capisce poco o non si interessa. I cittadini devono sapere, infatti, che Il Presidente istrionicamente gioisce per un debito che ormai nel 2017 avrà toccato quasi un miliardo di euro (e non 750 milioni come sostiene, visto che l’accertamento si riferisce al 2014) e che dovremmo pagare nei prossimi 20 anni con un costo di ammortamento annuo di circa 50milioni di euro".

Così in una nota Domenico Pettinari, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, che aggiunge: "C’è davvero poco da gioire, ma ormai la tiritera è sempre la stessa: si fa l’annuncio shock, tanto poi a pagare i debiti saranno gli altri. Avere un simile debito significa che per i prossimi 20 anni la Regione dovrà trovare 50 milioni l’anno e come farà? Riducendo gli sprechi? Riducendo i costi della politica? O forse tagliando, come hanno sempre fatto fin ora in momenti di crisi, i servizi fondamentali per il cittadino come sociale, trasporti e sanità? O addirittura aumentandone i costi per i cittadini? Lo abbiamo già visto millantare felicità istituzionali ottenute con tagli che hanno investito i semplici cittadini e mai la classe dirigente; ma questa volta probabilmente i cittadini non si faranno "fregare" dall’arte dell’annuncio!
Da tempo stiamo lottando affinché questa regione risparmi fondi utili e vogliamo che lo si faccia riducendo gli sprechi e tagliando i costi della politica. Questo è per noi l’unico modo per uscire dal tunnel senza toccare i soldi degli abruzzesi ed i servizi primari. Solo quando sarà possibile potremo gioire".

Roseto degli Abruzzi. Il sindaco, Sabatino Di Girolamo, ha partecipato, questa mattina a Pescara, a un incontro sulle prospettive della Rolli/Salpa, su invito della Rsu (Rappresentanza sindacale unitaria) dell’azienda e del vicepresidente della giunta regionale, Giovanni Lolli.

“L’incontro è stato molto utile”, dice il primo cittadino, “il vicepresidente Lolli, con la sua grande esperienza, ha compreso subito i termini delle problematiche aziendali esposte dai rappresentanti sindacali e si è dichiarato del tutto disponibile ad aprire, nel più breve tempo possibile, un tavolo di confronto (con la partecipazione di sindacati, azienda e autorità istituzionali) per dipanare ogni dubbio sulle prospettive di questo importante insediamento industriale. Da parte mia”, prosegue Di Girolamo, “ho rappresentato al vicepresidente della giunta regionale la straordinaria importanza che lo stabilimento Rolli/Salpa ha per il tessuto occupazionale del nostro territorio e la grande preoccupazione che si è creata per la notizia dell’apertura di uno stabilimento ad Alanno. I lavoratori, legittimamente, chiedono chiarezza sul futuro dell’insediamento di Roseto, con la presentazione di un piano industriale chiaro e concordato; dando la propria disponibilità totale a dialogare su tutti gli aspetti dell’organizzazione del lavoro. Spero che, alla qualificata mediazione della Regione e all’approccio costruttivo della Rsu, si unisca ora l’apertura della proprietà a un dialogo senza precondizioni, così da pervenire a un’intesa che tranquillizzi la città”.

Pescara. "Nel 2015 con una nota formale inviata all’assessore alle Politiche Agricole della regione Abruzzo a firma dei presidenti di Cia, Confagricoltura e Copagri fu sottoposta l’attenzione sul pericolo che avrebbero corso molti allevatori che portavano il loro bestiame al pascolo se non si fosse esplicitato e chiarito bene i contenuti delle Delibera di Giunta Regionale (D..G.R.) 583 del 6/7/2015 dove si fissava il parametro del carico bestiame (U.B.A.) per ogni ettaro pascolato".
Si legge così in una nota della presidenza regionale della Copagri Abruzzo, che prosegue: "Il pericolo che avrebbero corso gli allevatori regionali era concreto se, il parametro richiamato nella D.G.R., non avesse avuto un concetto “estensivo” della norma ivi prevista di 0,1/U.B.A. per ogni ettaro pascolato da considerare nell’arco di almeno 60 giorni di calendario.
A sommesso avviso delle scriventi Confederazioni sindacali agricole questo carico era riferibile in maniera letteralmente corretta così come scritto nella D.G.R. 583 del 6/7/2015 e non, come erroneamente interpretato dagli uffici della Direzione Regionale Agricoltura, per sull’intero anno solare!!!
Questa errata interpretazione, nell’assegnazione dei titoli pac avvenuto proprio nell’anno 2015, ha prodotto gravi perdite economiche a diversi allevatori regionali contribuendo così ad aggravare la loro già difficoltosa situazione reddituale e contribuendo in concreto alla chiusura di molte aziende zootecniche.
Il concetto richiamato dalle scriventi Organizzazioni Professionali Agricole non era campato in aria ma faceva riferimento a scelte che anche regioni limitrofe all’Abruzzo, come l’Umbria, avevano già compiuto nel medesimo senso sia per consentire il maggior presidio possibile del territorio che garantire un maggiore reddito agli allevatori ed alla zootecnia estensiva.
La nostra regione, nonostante richieste verbali ed una specifica riunione del tavolo verde, ancora decide cosa fare, non ha fornito un interpretazione autentica e rinvia una decisione che risulti definitiva qualunque essa sia.
Da parte nostra, nel riconfermare la bontà nei contenuti della richiesta avanzata a suo tempo unitamente a Cia e Confagricoltura Abruzzo, sollecitiamo la regione a dire e scrivere una parola chiara ponendo fine a questa “telenovela” ma sperando che il tutto si risolva a favore degli allevatori che dovrebbero avere non solo un attenzione maggiore ma anche una tutela politica ed istituzionale più autentica e rispettosa del loro duro lavoro".

Cupello. "Da cittadino interessato alle vicende del proprio territorio ho accolto con piacere la notizia resa dal “sindaco dei sindaci” della provincia di Chieti Mario Pupillo, nella sua funzione di presidente dell’istituzione, e dai rappresentanti nell’assise, Giovanni Di Stefano e Vincenzo Sputore, dei nove milioni di €uro destinati alla martoriata viabilità del vastese da parte della regione Abruzzo".
Così in una nota Camillo D'Amico, che aggiunge: "Con una saggia condivisione delle priorità, scevra da qualsiasi furbata e campanili mai sopiti in questi casi, si potrà avere un buon piano di rattoppi d’asfalto e messa in sicurezza dei tratti più insicuri dell’intero vastese. A tutto si deve unire però una procedura di appalto dei lavori decisamente più spedita da parte della Provincia di Chieti alfine di evitare le figuracce sinora rimediate con le popolazioni dell’interno vastese dove tratte stradali importanti sono ancora chiuse al traffico veicolare, nonostante la piena disponibilità dei fondi, a causa dei forti rallentamenti nell’avvio degli stessi; ciò sta accadendo per il tratto dell’ex SS 86 Istonia che collega Fraine a Castiglione Messer Marino e tra Carpineto Sinello e Roccaspinalveti. Per fare questo i Sindaci devono dimostrare una corale generosità ed un altruismo che cementi ed evidenzi l’interesse generale per il territorio e non solo la cura del proprio particolare comunale. Personalmente il territorio lo conosco e frequento con cadenza quasi quotidiana per ragioni legate al lavoro sindacale agricolo che svolgo e mi sono onorato di rappresentarlo per 10 lunghi anni presso la provincia di Chieti quando era il popolo sovrano a decidere chi doveva rappresentarlo. Il problema concreto del vastese è stato sempre quello di condividere un piano di priorità nella viabilità strategica che collega l’area litorale con quella interna".
"Su questo aspetto - conclude D'Amico - due cose sento di ridire ed affermare: la decisione di arretrare la SS 16 nel naturale già esistente fondovalle Sinello - fondovalle Cena - fondovalle Treste che potrebbe concretizzarsi in breve tempo e con costi modici e far tonare alla gestione ANAS tutto il tratto dell’ex ss 86 Istonia. Su quest’ultimo aspetto il “sindaco dei sindaci” Mario Pupillo, nella sua funzione di presidente della provincia di Chieti, si faccia carico di rappresentare in concreto al governatore della regione Abruzzo Luciano D’Alfonso l’esigenza di dare queste risposte al vastese manifestando di guardare all’interesse generale del territorio e non solo a quelle dell’area frentana insistendo sul ritorno all’Anas della Lanciano – Fossacesia".

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