Pescara. Settantacinque autisti sono stati stabilizzati da Tua Spa con contratto a tempo indeterminato.

Il provvedimento è stato autorizzato dalla Regione Abruzzo, socio unico dell'azienda di trasporti, e formalizzato nella giornata di mercoledì 20 settembre nella sede pescarese di Tua Spa in un incontro al quale hanno partecipato il presidente della Giunta regionale, Luciano D'Alfonso ed il consigliere regionale delegato ai Trasporti, Camillo D'Alessandro.

Le assunzioni in corso presso Tua Spa consentono di ottimizzare le prestazioni lavorative e migliorare il servizio.

Il presidente Luciano D’Alfonso ha posto in risalto l’importanza dell’attività svolta dai lavoratori di Tua Spa, poiché il trasporto pubblico rappresenta uno dei comparti principali per favorire la circolazione dei cittadini.

Il consigliere D’Alessandro ha, invece, tracciato il difficoltoso percorso, prossimo alla conclusione, per affidare in house la Società che sta conseguendo risultati positivi sia in termini di bilancio sia un termini di miglioramento dell’offerta di trasporto ai cittadini della regione Abruzzo.

Roma. Nella giornata di ieri il Presidente della Regione Abruzzo Luciano D’Alfonso, accompagnato dal direttore del Dipartimento risorse e organizzazione Fabrizio Bernardini, ha incontrato a Roma il Presidente dell’INPS Tito Boeri, affiancato dal dirigente della direzione Patrimonio e Archivi Giorgio Fiorino.
All’ordine del giorno la definizione delle sedi territoriali di Sulmona, Penne e dell’ex colonia “Rosa Maltoni” di Giulianova.
Per quanto riguarda la sede di Sulmona, l’istituto si è impegnato a garantire i servizi forniti attualmente, in linea con quanto si sta facendo in tutta Italia: accentramento delle produzione e decentramento dei servizi. La Regione Abruzzo si è impegnata a individuare una sede idonea che permetta all’INPS di risparmiare risorse sugli affitti, consentendo di mantenere il livello di servizi offerti.
In merito alla sede di Penne, l’istituto si è impegnato a conservare i servizi attivi sul territorio.
Relativamente all’ex colonia “Rosa Maltoni” di Giulianova, il Presidente D’Alfonso ha manifestato l’interesse a valutare un possibile acquisto da parte della Regione previa valutazione di stima da affidarsi alla Agenzia delle Entrate.

Pescara. Mercoledi alle 10,00, presso la sala BLU della Regione Abruzzo in viale Bovio a Pescara, si terrà il convegno dal titolo “ABREX: la moneta sociale d’Abruzzo”, iniziativa nata dalla sinergia tra l’Assessore regionale Marinella Sclocco, il polo dell’Economia civile IRENE e il Circuito di Credito commerciale ABREX (partecipato al 20% da Regione Abruzzo per tramite di FIRA SpA).

L’Assessore Sclocco ne dà notizia con soddisfazione: “ho seguito dall’inizio e con grande interesse, l’esperienza di Abrex, attraverso la nostra finanziaria (FIRA SpA) e registro delle iniziative molto interessanti che stanno dimostrando quanta passione animi il sistema economico regionale. Mercoledì vogliamo accendere i riflettori su alcuni temi specifici che hanno visto l’utilizzo dell’innovativo sistema di pagamento, dall’utilizzo in ambito socio sanitario, al sostegno verso iniziative culturali, ma la cosa più rilevante è come il circuito stia riuscendo a sostenere le esigenze dei dipendenti delle imprese permettendo loro di accedere al credito senza costi e senza interessi”

Mercoledi alle 10,00 l’attenzione sarà posta su quattro domande:

· E’ possibile sviluppare un eco-sistema che rilevi e sostenga le esigenze di dipendenti e collaboratori delle imprese in Abruzzo, permettendo loro di usufruirne senza costi e senza interessi passivi?
· E’ possibile sostenere la Cultura, investire nel Turismo e nello Sport per costruire una sistema locale migliore?
· E’ possibile sostenere il Terzo Settore stimolando e aumentando la cultura del Dono?
· E’ possibile sostenere progetti di somministrazione socio sanitaria verso i dipendenti, verso i professionisti, e verso gli imprenditori in un sistema che superi le difficoltà finanziarie e che faciliti l’accesso ai servizi e alle cure?
Conclude l’AD di Abrex, Ing. Luciano fiore: “ringrazio Regione Abruzzo e il nostro socio FIRA SpA per l’attenzione e la sensibilità dimostrata, mercoledi i nostri tecnici dimostreranno, con casi concreti, come sia possibile rispondere si a tutte le 4 domande alla base del convegno”.

San Salvo. Mancata certezza dei finanziamenti e quindi della copertura del nuovo Piano di zona con l’impossibilità che vengano presentati entro la scadenza previste del 30 settembre; piano nazionale per le non autosufficienze; legge 32 che finanzia l’assistenza scolastica per i ragazzi ipoudenti e ipovedenti e legge 78 garantisce il trasporto e l’assistenza per i ragazzi disabili nelle scuole superiori. Tutte attività delegate ai Comuni che non hanno copertura finanziaria mettendo in ginocchio gli enti locali che con l’apertura del nuovo anno scolastico non sono in grado di attivare i servizi «per mancanza di programmazione e un gran pasticcio nel bilancio regionale».
Di questo si è parlato nel corso dell’incontro convocato dal sindaco di San Salvo al quale hanno partecipato sindaci o loro delegati dei comuni di Vasto, Monteodorisio, Castelfrentano, Villalfonsina. Casalbordino e Cupello facendo il punto sul settore del sociale. Una serie di criticità, già denunciate dall’inizio dell’anno, e che a oggi non hanno trovato risposte esaustive.
In questi mesi c’è stata una fitta corrispondenza tra l’assessore alle Politiche sociali della Regione Abruzzo e i comuni dove si promettevano risorse finanziarie sufficienti a garantire le prestazioni.
«La nostra è una protesta prima di tutto di civiltà prima ancora che politica – dice il sindaco Tiziana Magnacca – perché non si possono lasciare le famiglie in queste condizioni, già gravate dal peso di disabilità al loro interno. Non si può immaginare di non poter garantire alcuna forma di assistenza. I funzionari comunali responsabili delle Politiche sociali non possono autorizzare la spesa senza adeguata copertura con conseguenze per loro stessi e all’ente per danno erariale. Chi chiede assistenza dovrebbe essere in cima all’agenda dell’assessore regionale alle Politiche sociali a cosi non è e sto vagliando se attivare azioni legali a tutela dell’ente per i mancati pagamenti».
I cittadini hanno il diritto di essere informati per garantire i diritti che al momento non sono garantiti dalla Regione Abruzzo. Ciò che sta accadendo è gravissimo.
Mimmo Budano, sindaco di Villalfonsina, ribadisce che gli amministratori locali sono stati sollecitati dalle famiglie che usufruiscono di questi servizi. «Oggi i siamo trovati attorno a un tavolo per affrontare tematiche che vedono la Regione Abruzzo sorda e incapace di programmare a tutela delle famiglie. Siamo all’inizio del nuovo anno scolastico nell’impossibilità di avviare le attività nei confronti di chi ha qualcosa in meno».
«Non è possibile che in uno stato di diritto – ha invece commentato Carla Zinni assessore alle Politiche sociali di Casalbordino – a denunciare una situazione di mancanza di rispetto dei più deboli che invece dovrebbero essere tutelati per primi. Una battaglia per restituire un’uguaglianza sociale alle famiglie. I Comuni non possono usare sostituirsi alla Regione, perché altrimenti si sovverte il principio di sussidiarietà».
Gabriele D’Angelo, sindaco di Castelfrentano, ha evidenziato che da mesi si sta portando questa battaglia pur non avendo un istituto superiore nel proprio comune, opera in sostituzione di quello di Lanciano per continuare nell’assistenza a uno studente. Situazione drammatica anche nella gestione dei bambini disabili senza avere a disposizione le somme che invece dovrebbero essere erogate dalla Regione. «La protesta che porterò avanti – ha detto – non solo nei confronti della Regione Abruzzo ma anche verso l’Ente d’ambito di Lanciano che sinora non ha promosso alcuna conferenza di servizi. Il Comune di Lanciano è stato silente a pochi giorni dall’inizio del nuovo anno scolastico. Tutte queste cose le dirò ai genitori per metterli a corrente di questa assurda vicenda e che vede i soli comuni ad affrontare e risolvere le emergenze ambito sociale».
Infine il sindaco di Cupello, Manuele Marcovecchio, nel condividere quanto detto ribadisce che «siamo amministratori di prossimità facendoci carico delle inefficienze e carenze degli enti sovraordinati: ora non siamo più in grado né vogliamo più farlo. Se entro l’11 settembre non avremo delle risposte dalla Regione denunceremo ai cittadini queste situazioni annunciando che non saremo più in grado di garantire i servizi».

Pescara. “Di fronte alle cose orribili sinora accadute in questo triste 2017 dove, prima neve e pioggia, ed adesso il lungo periodo siccitoso accompagnato ad innumerevoli e dolosi incendi la richiesta avanzata da alcune associazioni ambientaliste di rivedere il periodo temporale per la caccia, prevista a partire dal prossimo 1° Ottobre, è ragionevole e condivisibile.” Così commenta D’Amico Camillo presidente della Copagri Abruzzo in merito all’ipotesi avanzata da alcune sigle del mondo ambientalista per ridurre e/o annullare la stagione venatoria del corrente anno.  “Non riteniamo corretta una sospensione totale della caccia perché va da sé che laddove si sono verificati gli incendi per un lungo periodo la stessa è contestualmente sospesa. Una rivisitazione in diminuzione del periodo previsto potrebbe essere percorribile anche a causa della sicura e maggiore presenza di cacciatori in ragione della forte diminuzione dello spazio fisico su cui cacciare. Assolutamente contrari ci vede l’ipotesi di sospendere o ridurre lo spazio temporale previsto per la caccia ai cinghiali che non deve trovare tregua. Il problema persiste perché reale, quotidiano e di ordine pubblico. Nessuno intende eradicare la specie ma solamente lavorare in concreto per ridurre fortemente il loro numero e portarli ad un limite tollerabile e fisiologico. La caccia sistematica e pluriforme, al momento, rimane l’unico mezzo efficace e concreto. Restiamo ancora in attesa che la regione dia seguito al decalogo suggerito da tutte le OO PP AA con il documento unitario dello scorso 28 Giugno e, dal mondo ambientalista, vorremmo proposte serie ed adeguate per contribuire con idee concrete a raggiungere lo scopo di ridurre i danni prodotti dai cinghiali alle coltivazioni agricole e la pericolosità sociale per le persone.” Conclude il presidente della Copagri Abruzzo.

Pescara. "Ravvisate azioni da stalking per le solite parate Dalfonsiane". È la denuncia del presidente della Commissione di Vigilanza Mauro Febbo e del Segretario regionale dell’Ugl - Tpl mobilità Abruzzo, Giuseppe Lupo nel corso di una conferenza stampa.
“Ciò che è accaduto è un qualcosa di inaudito – ha affermato il presidente della Commissione Vigilanza, Mauro Febbo – chiedere ed obbligare i funzionari di una società oramai pubblica a partecipare e magari chi è rimasto in ufficio per fare il proprio dovere perché magari aveva delle necessità , addirittura deve fare una giustificazione scritta. Credo che Erdogan, il dittatore coreano o Maduro usino più o meno gli stessi sistemi per rimanere al governo e comunque sono in minoranza e come oggi è in minoranza chi governa la Regione Abruzzo. ciò che è accaduto è di una gravità estrema, questa cosa non finisce qui, seguiremo e daremo notizie a chi di dovere su quello che è successo: i dipendenti che sono stati pagati con i soldi pubblici, a qualcuno sembrerebbe che venga pagata la trasferta, sono stati utilizzati due pullman, uno da Pescara ed uno da Lanciano, e vorrei capire chi li ha pagati. Vedremo anche se il prossimo anno Tua chiuderà con utile o meno senza quell’artificio fiscale che è stato fatto quest’anno con il riconoscere un credito che nel 2015 era stato cancellato e stranamente nel 2016 diventa transabile, anzi transato. Ho la documentazione e possono tranquillamente smentirmi, non provassero a fare azioni di rivalsa nei confronti di quei dipendenti che non si sono presentati, non ci devono provare minimamente”.
“È un senso di responsabilità che abbiamo come associazione sindacale – ha detto il segretario regionale dell’Ugl - Tpl Mobilità Abruzzo, Giuseppe Lupo – questa azienda ha chiesto dei sacrifici ai lavoratori con un accordo l’anno scorso, dopodichè si permette di mandarli in orario di lavoro alla convention a L’Aquila, questa cosa la si poteva fare in una giornata di ferie o in una giornata di permesso. Adesso vorrei capire chi ha pagato tutto e chi ha pagato pure gli autobus per mandare i dipendenti a L’Aquila. Dopodichè per chi non è andato per senso di responsabilità sono arrivate delle contestazioni disciplinari. Questi inviti sono arrivati tramite delle mail interne, appunto sotto forma di inviti”.

Roma. Oggi, giovedì 3 agosto, il Sottosegretario alla Presidenza Regionale e Capogruppo di Art.1 Mdp Abruzzo Mario Mazzocca ha presieduto una conferenza stampa presso la Camera dei Deputati a Roma incentrata sull’attività dell’Abruzzo nell’affermazione del proprio modello di sviluppo sostenibile. Hanno partecipato i deputati di Articolo Uno l’On. Gianni Melilla e Florian Kronbichler.

Dal luglio 2014 l’Abruzzo, nel percorso di sostenibilità del proprio modello di sviluppo strategico, si è trovato costretto a fronteggiare ripetuti tentativi di accelerazione impressi dal Governo al processo di estrazioni di idrocarburi in Adriatico per un petrolio di qualità bassa e pieno di impurità sulfuree. Prova ne sono gli innumerevoli atti e produzioni amministrative emessi da allora a tutela del territorio, della propria comunità e delle sue legittime istanze di sviluppo.

L’impegno dell’Abruzzo in tal senso parte dalle lotte frentane degli anni ’70, passa per il Centro Oli di Ortona (il mostro desolforante che nel 2007 l’Eni voleva costruire fra i vigneti del chietino) fino alla crescita del movimento trasversale contro la petrolizzazione in Adriatico e Ombrina Mare 2.

Nelle ultime settimane, due distinte sentenze della Corte Costituzionale hanno riaperto una partita che il Governo considerava chiusa con un provvedimento che toglieva alle Regioni e alle comunità locali ogni possibilità d’intervento sulle politiche energetiche:

1) Con la sentenza n.170, pubblicata il 12 luglio scorso, la Corte Costituzionale dichiara l’illegittimità del comma 7 dell’art. 38 del Decreto legge 133 (Sblocca Italia), dando ragione all’Abruzzo che, insieme a diverse regioni (fra cui Lombardia, Campania e Veneto), aveva presentato ricorso e stabilendo che, trattandosi di materia concorrente, non fosse competenza esclusiva dello Stato – senza alcun coinvolgimento delle Regioni – emanare il “Disciplinare tipo per il rilascio e l’esercizio dei titoli minerari per la prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi in terraferma, nel mare territoriale e nella piattaforma continentale” contenuto nel Decreto del Ministero per lo Sviluppo Economico del 7 dicembre 2016.

2) Con la sentenza n.198, pubblicata il 14 luglio scorso, la Corte Costituzionale ha nuovamente dato ragione all’Abruzzo annullando il decreto del Ministro dello sviluppo economico - meglio noto come "Decreto Trivelle" del 2015 - in quanto emanato senza preventiva intesa con le Regioni. L'Abruzzo è stata l'unica regione d'Italia a presentare il ricorso contro il decreto "Trivelle" 2015. Grazie a ciò, il Governo centrale dovrà preventivamente intendersi con tutti i territori d'Italia.

“Ora – spiega il Sottosegretario Mazzocca – abbiamo l’opportunità di far valere le nostre ragioni in merito a progetti che, in nome di un interesse nazionale tutto da dimostrare, mettono a rischio la sicurezza dei cittadini, la salubrità dell’ambiente e la possibilità di programmare lo sviluppo assecondando le vocazioni dei nostri territori. Opportunità che è stata resa possibile dalla vittoria del NO al referendum del 4 dicembre, che ha lasciato in vigore quanto stabilito negli articoli 117 e 118 della nostra Costituzione”.

A questo punto il prossimo passo è rappresentato dall’impugnativa del Decreto Trivelle del 2016 (pubblicato nel 2017), interamente sostitutivo di quello del 2015 e anch'esso adottato senza intesa alcuna. Tale situazione dovrebbe di fatto determinare una sorta di moratoria per le richieste di nuovi permessi e concessioni fino a quando i contenuti del Decreto non siano concertati tra lo Stato e le Regioni.

Oltre a ciò la Regione Abruzzo, nei giorni scorsi, ha già predisposto e debitamente notificato in data 12 luglio 2017 - ben prima della scadenza fissata per il 1° agosto - il ricorso straordinario al Capo dello Stato contro il D.M. 7 dicembre 2016 ('Decreto Trivelle' - Disciplinare Tipo - G.U. n. 78 del 03.04.2017), opportunamente integrato con le risultanze ed i contenuti dei due recenti pronunciamenti della suprema Corte.

 

 

Qui di seguito alcuni passaggi cruciali relativi alla cronistoria:

 

1. 23 maggio 2015: la replica a Lanciano (CH) della grande manifestazione del 2013 (oltre 50mila i partecipanti) contro le trivellazioni in mare ed in particolare contro progetto Ombrina Mare 2, una piattaforma - con nave desolforizzante al seguito - prevista a 6 km dalla 'Costa dei Trabocchi', dall’immenso impatto (non solo ambientale) e su cui il Comitato VIA nazionale si era già espresso positivamente due mesi prima.

2. 24 luglio 2015: il Manifesto di Termoli, ovvero l’accordo sottoscritto all'unanimità tra 6 (sei) regioni (Abruzzo, Molise, Puglia, Marche, Basilicata e Calabria) per ribadire il 'no' alle trivellazioni in mare.

3. settembre 2015: 10 (dieci) Consigli Regionali (fra cui l’Abruzzo) votano a maggioranza qualificata la richiesta di referendum abrogativo dell'articolo 35 del cosiddetto decreto sviluppo.

4. 26 novembre 2015: la Cassazione dice sì ai sei quesiti referendari contro la ricerca di petrolio in mare e su terraferma (il sì quesiti sull’articolo 38 della legge ‘Sblocca Italia’ e sull’articolo 35 del decreto Sviluppo), in attesa della decisione finale della Corte Costituzionale.

5. dicembre 2015: il Governo, al fine di evitare i referendum, presenta alcuni emendamenti alla Legge di stabilità che prevedono lo stop alla ricerca di idrocarburi entro 12 miglia dalla costa e garantiscono la partecipazioni degli enti locali alle decisioni (il progetto Ombrina Mare 2 sarebbe, così, destinato a saltare).

6. 8 gennaio 2016: a seguito delle modifiche introdotte con la legge di Stabilità, l'ufficio centrale per i referendum presso la Cassazione - che in precedenza, il 26 novembre scorso, aveva dichiarato conformi alla legge sei quesiti referendari contro le trivellazioni - ha ora disposto che solo uno dei quesiti mantiene i requisiti di conformità. In sostanza vengono dichiarati inammissibili i referendum che investono norme dello Sblocca Italia, mentre è ammesso quello che riguarda misure del Decreto Sviluppo sul divieto di trivellazioni per l'estrazione di idrocarburi entro le 12 miglia marine.

7. 19 gennaio 2016: interviene il ‘sì’ della Corte costituzionale al solo sesto quesito referendario inerente la norma che estende la durata dei permessi e delle concessioni già rilasciati alla “durata della vita utile del giacimento”. In seguito a ciò il Presidente della Regione Abruzzo, nonostante il diverso avviso del sottoscritto, ritiene che siano venute meno le ragioni dei referendum dichiarando cessata la materia del contendere.

8. 5 febbraio 2016: il Governo annulla Ombrina Mare e altre 26 concessioni petrolifere a mare, tutte entro le dodici miglia dalla riva”.

9. 17 aprile 2016: I cittadini italiani sono chiamati a esprimersi sul destino dei permessi di estrarre idrocarburi in mare, entro le 12 miglia nautiche dalla costa. A favore del «sì» ci sono numerose regioni costiere e gran parte delle associazioni ambientaliste: schierati per il «no» o per l'astensione, il governo, le categorie industriali, diversi partiti e sindacati.

L'Aquila. Sono passati 7 mesi dalla tragedia di Rigopiano e solo ora la Regione Abruzzo si impegna a stanziare, tramite un emendamento,  1, 300 milioni di euro per una Carta sulla localizzazione valanghe. L’emendamento è stato presentato negli scorsi consigli, poi ritirato, ed ora probabilmente in fretta e furia si dovrà convocare un altro consiglio prima della pausa estiva per approvarlo. Un ritardo clamoroso, che segna ancora una volta la lentezza di questo Governo Regionale. Perché approvarlo proprio in agosto? Perché proprio in un momento in cui i cittadini sono distratti dalle ferie? Forse ammettere in un altro periodo dell’anno, con maggiore attenzione sulla vita politica, che l’Abruzzo ancora non è dotato di un simile documento è troppo anche per il centro sinistra. Eppure i cittadini lo sapranno che l’Abruzzo ancora non si dota di una carta per la localizzazione delle valanghe, quello che sarebbe successo se questo atto si fosse prodotto all’inizio della legislatura non lo sapremo mai. Sicuramente sappiamo cosa è successo senza. In consiglio regionale abbiamo più volte chiesto di affrontare la questione. Dall’opposizione abbiamo chiesto un consiglio straordinario proprio sull’emergenza neve e  con le nostre restituzioni abbiamo acquistato una Turbina Spalaneve per la Protezione Civile regionale, la prima in dotazione della Regione Abruzzo. Ed oggi, invece, chi ci governa, sta ancora facendo il tira e molla su un documento che doveva essere approvato già da anni.

Pescara. Oggi pomeriggio alle ore 15,00 presso l’assessorato regionale alle Politiche Agricole e Venatorie è stata indetta una riunione dove erano invitati i presidenti degli Atc del Teramano “Vomano” e “Salinello”. Lo scopo della riunione è di trattare nel merito le ragioni che hanno spinto i due ATC ad intraprendere il ricorso al TAR Abruzzo per chiedere la sospensiva all’attuazione del piano di selecontrollo per il contenimento numerico dei cinghiali. La discussione di merito si è tenuta lo scorso 19 Luglio ed il  TAR ha rigettato la richiesta di sospensiva prima concessa nella sola provincia di Teramo. In questa circostanza la Copagri Abruzzo si è costituita a difesa della decisione assunta dalla Giunta Regionale ritenendo infondate le ragioni tenute dai due ATC nonché fortemente strumentali perché mosse da ragioni di contrarietà di natura politica verso lo stesso assessore Dino Pepe. Ieri è pervenuta una nota a firma dei due presidenti dove annunciano la loro diserzione. Per opportuna conoscenza alleghiamo alla presente la nota pervenuta. “La Copagri Abruzzo presenzierà alla riunione indetta perché ritiene ineludibile e non più rinviabile adottare soluzioni plurali, radicali ed incisive. Si comprenda una volta per tutte che parte lesa è il comparto agricolo. Non vogliamo animare inutili guerre di religione con nessuno. Certamente non lo vogliamo con il mondo venatorio ma diciamo BASTA ad atteggiamenti dilatori che rispondono a logiche lontane dagli interessi generali. Vogliamo confrontarci solo nel merito del problema ed adottare soluzioni visibili, chiare e che diano risposte esaustive ai cittadini ed agli operatori agricoli” dichiara Camillo D’Amico presidente regionale della Copagri Abruzzo.

Vasto. Favorire l’innovazione ambientale del settore turistico, incentivando gli strumenti di eco-compatibilità e favorendo l’aggiornamento e la formazione degli stakeholder pubblici e privati operanti nel settore turistico, collaborare affinché le amministrazioni nazionali e locali contribuiscano a promuovere strategie di turismo sostenibile, responsabile, attivo ed ambientale nei loro territori di competenza, incentivando le reti virtuose esistenti e costituende, favorendo percorsi di formazione. E ancora, definire in modo condiviso un programma annuale di attività per promuovere e sviluppare una nuova consapevolezza dei vantaggi derivanti da quei nuovi turismi, in coerenza con i principi e le direttive del futuro Piano Strategico Turistico nazionale e regionale.

Sono questi i punti chiave del “Protocollod’Intesa per la collaborazione sulla creazione, diffusione e promozione della pratica del turismo sostenibile e del turismo attivo in Abruzzo” firmato questa mattina a Vasto da Legambiente e Regione Abruzzo, in occasione dell’arrivo della Goletta Verde, la storica campagna di Legambiente che anche quest’anno sta navigando lungo la Penisola per monitorare le qualità delle acque marine, ma anche per denunciare le illegalità ambientali, l’inquinamento, la scarsa e inefficiente depurazione dei reflui, le speculazioni edilizie e la cattiva gestione delle coste italiane.

Il documento sottoscritto si inserisce all’interno del quadro nazionale, con l'intento strategico di posizionare l’Abruzzo come regione pilota sul turismo attivo, con azioni connesse e affini al Protocollo d’Intesa “per la valorizzazione delle buone pratiche italiane di turismo sostenibile e turismo ambientale”, prodotto da Legambiente e Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del turismo, di cui ne rafforza e valorizza gli obiettivi e le finalità. L’iniziativa, inoltre, inserisce la regione Abruzzo dentro la rete “Adventure Travel TradeAssociation” che serve oltre 1000 membri in più di 100 paesi in tutto il mondo, con un interesse specifico per lo sviluppo sostenibile del turismo avventura e attivo.

“Puntare sul turismo attivo sostenibile è la sfida che oggi raccogliamo e che a nostro avviso è l'unica percorribile all'interno della regione verde d'Europa. Un turismo capace di coniugare la crescita economica con la conservazione dell’ambiente e dell’identità locale, che sia integrato e diversificato, fatto di un’offerta turistica in cui le risorse locali, il patrimonio architettonico, culturale e ambientale, le tradizioni, la gastronomia, vengono a svilupparsi in rete, generando economie circolari, garantendo nuovi posti di lavoro e coinvolgendo l’intera comunità locale e capace di soddisfare i bisogni dei turisti e di migliorare le opportunità per il futuro del territorio in cui lo si attua – dichiara Giuseppe Di Marco, presidente di Legambiente Abruzzo – A partire dalla costa dei trabocchi, per dar vita a forme di turismo durevoli, capaci di dare il giusto valore al nostro territorio. Una costa di rara bellezza che abbraccia la Via verde, ormai nota a livello internazionale e che aspetta solo una governance vera, l'unica possibile alla luce anche di questo protocollo, rappresentata dal Parco nazionale della Costa teatina”.

Conservazione e tutela della natura, dunque, ma anche opportunità economiche, attenzione sull'importanza delle aree protette e sui benefici sociali, economici e ambientali che da queste derivano.

“Le aree protette possono svolgere un ruolo fondamentale per promuovere il turismo sostenibile e attivo – dichiara Antonio Nicoletti, responsabile Aree Protette e Biodiversità di Legambiente – Questo Protocollo vuole spingere a ragionare e a mettere in campo politiche che si integrino con il territorio circostante, ponendo quindi al centro dell’attenzione e della politica i territori, i propri sistemi e comprensori turistici. Vogliamo promuovere tra i sindaci, gli amministratori locali e regionali una gestione integrata del patrimonio naturalistico, tutelando e valorizzando il territorio di quella parte dell’Abruzzo che mira al riscatto e alla tutela e promozione delle proprie bellezze naturali e paesaggistiche. Per questa ragione, visto l’importante ruolo che rivestono le zone costiere, non solo per non solo per il loro intrinseco valore ecologico e paesaggistico, ma anche nell’ambito del turismo – conclude Nicoletti - l’istituzione di un parco costiero, come quello della Costa Teatina, rappresenterebbe un importante passo in avanti verso la tutela preziosa della biodiversità di questi luoghi ma sarebbe anche una concreta opportunità per lo sviluppo economico e sostenibile del territorio, valido strumento per promuovere forme di turismo naturalistico e attivo, fatto di attività quali trekking, cicloturismo, equitazione, itinerari all’aria aperta, agriturismi, vacanze nei parchi naturali”.

Infatti l’Abruzzo si configura come una regione che può puntare su una fruizione di contesti paesaggistici diffusi dove il turismo della montagna, dei parchi naturali, delle aree rurali e di quelle protette, può rivestire un ruolo importante per la capacità di innescare processi di sviluppo sostenibile che vede nella conservazione e valorizzazione della biodiversità il motore primario per il conseguimento di benessere sociale e un’opportunità di sviluppo di servizi ecosistemici e di imprese nei settori della green economy e del privato sociale.

“La firma di questo protocollo – aggiungeGiovanni Lolli, Vice Presidente della Regione Abruzzo – corrispondea una scelta strategica per la nostra regione, utile ad intercettare questa nuova domanda di turismo sostenibile, lento ed esperienziale. Il protocollo sottoscritto questa mattina ci permette di metterci in collegamento, grazie a Legambiente, con le migliori esperienze che vanno in questa direzione, non solo a livello nazionale ma anche europeo, provando a riproporle nel nostro territorio grazie alle bellezze paesaggistiche di cui disponiamo”.

“Il protocollo siglato oggi – conclude Francesco Menna, sindaco di Vasto – dà inizio a un percorso importante per l’Abruzzo, per Vasto, per la comunità e la famiglia abruzzese, nel rispetto dell’ambiente, della qualità dell’aria, del territorio, del mare e nel rispetto della Via Verde, del Parco della Costa Teatina, delle riserve, dei parchi abruzzesi, nel rispetto di quella grande anima turistica, culturale, gastronomica, di quel grande fattore in più che abbiamo con le cantine, con l’olio, col pomodoro, col pescato fresco, con gli allevamenti. Insomma, l’Abruzzo bello che ci piace e che vogliamo difendere”.

L’iniziativa di questa mattina è stata resa possibile anche grazie alla collaborazione del Circolo Nautico di Vasto.

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