San Salvo. Un nuovo e importante risultato operativo è stato messo a segno nell’area vastese dai Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale Carabinieri di Chieti e della Stazione di San Salvo, i quali, nel pomeriggio del giorno 18 settembre u.s., hanno tratto in arresto un cittadino albanese trovato in possesso di un consistente quantitativo di sostanza stupefacente del tipo cocaina.
I militari, impegnati da tempo in una attività di contrasto alla criminalità in quel particolare territorio, nel tardo pomeriggio di lunedì 18 settembre, hanno proceduto al controllo di CAFI Agim, classe 1979, residente a San Salvo, già noto alle FF.OO., il quale, alla vista dei militari, aveva evidenziato subito un particolare nervosismo, tanto da insospettire i militari i quali decidevano di approfondire il controllo e di estenderlo anche all’abitazione del soggetto.
Qui, ben occultati, i militari rinvenivano numerosi involucri confezionati in cellophan e nastro da imballaggio, che risultavano contenere cocaina, per un peso complessivo di circa Kg. 1,4 (UNO vrg QUATTRO), per un valore molto rilevante, nonché materiale utile al confezionamento.
L’uomo veniva, pertanto, dichiarato in arresto con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e tradotto presso la casa circondariale di Vasto a disposizione della competente A.G., alla quale ora dovrà rispondere e spiegare la provenienza della sostanza che gli investigatori ritengono destinata allo spaccio nell’area vastese.
Il risultato attuale rappresenta l’ennesimo successo in una intensificata attività e presenza sul territorio che l’Arma della Provincia teatina sta da tempo proiettando nell’area vastese, al fine di contrastare i fenomeni criminali in quel territorio.Un nuovo e importante risultato operativo è stato messo a segno nell’area vastese dai Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale Carabinieri di Chieti e della Stazione di San Salvo, i quali, nel pomeriggio del giorno 18 settembre u.s., hanno tratto in arresto un cittadino albanese trovato in possesso di un consistente quantitativo di sostanza stupefacente del tipo cocaina.
I militari, impegnati da tempo in una attività di contrasto alla criminalità in quel particolare territorio, nel tardo pomeriggio di lunedì 18 settembre, hanno proceduto al controllo di CAFI Agim, classe 1979, residente a San Salvo, già noto alle FF.OO., il quale, alla vista dei militari, aveva evidenziato subito un particolare nervosismo, tanto da insospettire i militari i quali decidevano di approfondire il controllo e di estenderlo anche all’abitazione del soggetto.
Qui, ben occultati, i militari rinvenivano numerosi involucri confezionati in cellophan e nastro da imballaggio, che risultavano contenere cocaina, per un peso complessivo di circa Kg. 1,4 (UNO vrg QUATTRO), per un valore molto rilevante, nonché materiale utile al confezionamento..
L’uomo veniva, pertanto, dichiarato in arresto con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e tradotto presso la casa circondariale di Vasto a disposizione della competente A.G., alla quale ora dovrà rispondere e spiegare la provenienza della sostanza che gli investigatori ritengono destinata allo spaccio nell’area vastese.
Il risultato attuale rappresenta l’ennesimo successo in una intensificata attività e presenza sul territorio che l’Arma della Provincia teatina sta da tempo proiettando nell’area vastese, al fine di contrastare i fenomeni criminali in quel territorio.

Ortona. Da alcuni mesi era vittima di violenze all’interno delle mura domestiche ad opera del marito, M.C. un operaio albanese di 50 anni. E ieri sera, dopo l’ennesima aggressione, M.K., 43 anni, albanese anche lei, convinta dalla sorella e dalla figlia a non sottostare più alle angherie del marito, ha chiamato la centrale operativa della Compagnia Carabinieri di Ortona per segnalare che l’uomo, al culmine dell’ennesimo litigio, l’aveva massacrata di botte alla presenza della figlia minorenne. I militari della Stazione e del Nucleo Radiomobile di Ortona, giunti sul posto nel giro di pochissimi minuti, sono riusciti a bloccare l’uomo che tentava di allontanarsi dalla casa familiare subito dopo aver colpito la donna alla testa, alle braccia e al corpo con tutto ciò che gli era capitato a tiro durante il litigio: uno stendino per la biancheria, una sedia ed altro ancora. La donna, dopo essere stata medicata presso l’Ospedale di Ortona per un serie di traumi alla testa, alle braccia e al dorso, per i quali ha ottenuto 15 giorni di prognosi, ha avuto il coraggio di denunciare il marito, oltre che per l’episodio odierno, anche per una serie di altre aggressioni subite negli ultimi mesi. L’uomo, pertanto, è stato tratto in arresto per maltrattamenti in famiglia e lesioni personali aggravate e, su disposizione della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Chieti, tradotto nella mattinata odierna dinanzi al G.I.P. presso il Tribunale di Chieti che ha convalidato l’arresto e disposto nei suoi confronti la misura cautelare della custodia in carcere.

Pescara. La Polizia di Stato ha tratto in arresto il responsabile di una violenta tentata rapina, commessa in danno di un’anziana signora lo scorso 25 agosto in questa via Tiburtina.
Nei suoi confronti il G.I.P. presso il locale Tribunale, dr. Nicola Colantonio, su richiesta del Sost. Proc. della Repubblica, dr. Paolo Pompa, ha disposto la misura cautelare della custodia in carcere.
Il provvedimento giudiziale è stato eseguito quest’oggi dagli agenti della Squadra Mobile pescarese, che si sono presentati presso l’abitazione di Federico Marcone, 24 anni, della provincia di Chieti.
Il giovane è gravemente indiziato di essere l’autore di un tentativo di rapina, commesso il mese scorso ai danni di una donna 79enne, sorpresa alle spalle, scaraventata a terra e trascinata per alcuni metri dal Marcone, che non riusciva però, nonostante la violenza della sua azione, a strapparle la borsa.
L’episodio era stato peraltro filmato dalle telecamere di un centro medico di via Tiburtina, dove l’anziana si accingeva ad entrare e gli investigatori si erano subito messi in moto per dare un nome al volto dello sconosciuto.
La svolta si aveva il 12 settembre scorso, quando personale del Reparto Prevenzione Crimine “Abruzzo”, ricevuta via radio una segnalazione di un furto di una borsa avvenuto sul lungomare Matteotti (su cui sono tuttora in corso accertamenti per identificare gli autori) ad opera di sconosciuti allontanatisi a bordo di una vettura di colore scuro, intercettava e fermava in via Tiburtina, dopo un breve inseguimento, un’autovettura condotta dal Marcone.
Il giovane, con problemi di tossicodipendenza ed in possesso di una dose di cocaina, veniva immediatamente riconosciuto dagli operatori della Squadra Mobile per il rapinatore che fino a quel momento era ancora senza nome, e che era stato immortalato dalle telecamere del centro medico.
Convenuto in Questura il Marcone confessava di essere effettivamente il responsabile della tentata rapina del 25 agosto e nel corso della perquisizione presso la sua abitazione, veniva rinvenuto il paio di pantaloncini indossati dal giovane in quella circostanza.
Il Marcone, condotto presso la locale casa circondariale, dovrà rispondere per i reati di tentata rapina aggravata, in considerazione dell’età della vittima, nonché delle lesioni personali patite dalla stessa (la donna, rovinando a terra si procurava alcune lesioni alle gambe e alle braccia).

Pescara. Nella mattinata di sabato 16 u. s., la Polizia di Stato ha arrestato in flagranza di reato SANTARELLI Fiorenzo, classe ’69 originario del teramano, per il reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Nella fattispecie, personale della Squadra Mobile effettuava una perquisizione locale presso l’abitazione dell’arrestato ove si sequestravano n. 63 piante di marijuana, dal fusto di circa due metri, coltivate nel giardino di casa. Altra sostanza stupefacente veniva rinvenuta all’interno della dimora, segnatamente: gr. 434 di marijuana, contenuta in due involucri; altri gr. 38 della medesima sostanza, suddivisi in quattro buste da circa 10 grammi l’una; gr. 135 di infiorescenze di marijuana messe ad essiccare.
Su disposizione dell’Autorità Giudiziaria il predetto veniva posto agli arresti domiciliari in attesa dell’udienza di convalida.

Vasto. Ieri sera intorno alle ore 20:00, i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile di Vasto, traevano in arresto, in flagranza di reato,V.F. teramano di anni 42, il quale si è reso responsabile di furto aggravato ed incendio doloso.
L’operazione è scattata alle ore 16:45 circa allorquando presso l’area di servizio “ENI” di Corso Mazzini a Vasto veniva data alle fiamme una pompa erogatrice di benzina. Immediatamente si portavano sul posto una pattuglia dei Carabinieri ed una squadra dei vigili del fuoco. Fortunatamente le fiamme venivano immediatamente domate prima dal titolare dell’esercizio e, successivamente, dagli idranti dei vigili del fuocoescludendo così che si potesse generare una esplosione di rilevante entità con conseguenze imprevedibili.
Nel frattempo, i carabinieri acquisivano le immagini dal sistema di video-sorveglianzaistallato presso l’area di serviziode quaper mezzo delle quali i militari identificavano l’individuo responsabile del delitto e inoltreverificavano le azioni compiute da quest’ultimo prima e dopo il reato.
In particolare, il V.F. con una banconota da 20,00 euro erogava a terra della benzina dalla pompa dopodiché, con un accendino, vi appiccava fuoco. Subito dopo,per assicurarsi la fuga, il malavitoso asportava un motociclo Malagutiivi parcheggiato. Verificato ciò, gli uomini dell’Arma, coordinati dal Magg. Amedeo Consales, ponevano in essere un articolato dispositivo finalizzato alla ricerca dell’autore dei suddetti delitti, interessando tutte le pattuglie dislocate in Vasto e nell’alto vastese. Tale azione repressiva permetteva, qualche ora dopo, in Gissi di individuare e trarre in arresto il V.F. il quale si trovava ancora a bordo del motociclo rubato.
Informato il P.M. di turno presso la Procura della Repubblica di Vasto, il V.F. veniva tratto in arresto ed associato alla Casa Circondariale e di Lavoro di Vasto. Il prevenuto dovrà rispondere di furto aggravato ed incendio doloso. Mentre il motociclo recuperato dai carabinieri veniva riconsegnato al legittimo proprietario.

Pescara. Aveva affrontato e malmenato un 22enne tedesco, che la sera del 10 agosto scorso aveva trascorso la serata in compagnia di alcuni connazionali in uno stabilimento della riviera pescarese.

Uno sguardo mal interpretato, forse anche qualche bicchiere di troppo e, appena fuori dal locale, la violenta raffica di pugni che lascia tramortito e privo di sensi lo sventurato 22enne, che trasportato in ospedale verrà ricoverato per trauma cranico e fratture al volto, lesioni ritenute guaribili in 60 giorni, salvo complicazioni.

L’immediato intervento sul posto degli operatori della Volante consente di raccogliere elementi importanti per l’individuazione dell’aggressore, G.V., 20 anni, residente a Roma, nel frattempo allontanatosi dal luogo. I poliziotti della Volante lo cercano senza sosta, scovandolo poco dopo nascosto lì vicino,in un fabbricato in stato di abbandono.

In Questura la Squadra Mobile sente numerosi testimoni, tra cui il fratello della vittima, che riconoscono senza dubbio alcuno la fotografia del giovane picchiatore.

Viene così rimessa all’Autorità Giudiziaria (P.M. dr.ssa Barbara Del Bono) una dettagliata informativa di reato, in cui si da atto degli elementi d’accusa a carico di G.V., che nonostante la sua incensuratezza, viene ritenuto di indole violenta, tant’è che il G.I.P. (dr.Elio Bongrazio), ritenendo sussistente il pericolo di reiterazione del reato, dispone nei suoi confronti la misura cautelare degli arresti domiciliari, da scontarsi presso la sua abitazione di Roma.

E’dunque nella capitale che lo cercano gli agenti della Squadra Mobile di Roma, nel frattempo interessati dai colleghi della mobile pescarese, per l’esecuzione del provvedimento restrittivo.

G.V. però non è più lì; si è trasferito da qualche giorno a Brescia, per giocare a rugby in una squadra del posto.

Viene rintracciato dagli agenti della Squadra Mobile del capoluogo lombardo, che eseguono la misura cautelare, in virtù della quale G.V. per le lesioni volontarie gravi arrecate al giovane tedesco, viene ristretto presso la sua abitazione a Roma.

Chieti. Ancora un arresto dei Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile di Chieti, che hanno rintracciato in flagranza un ladro mentre tentava di scappare da un’abitazione.

Alle 05.00 di questa mattina, D.P. 48enne di Chieti sceglie un obiettivo in viale Benedetto Croce effettivamente non facile: riesce però a forzare il primo cancelletto, poi il secondo di accesso alle scale e suona al citofono di un appartamento per verificare la presenza dei proprietari. Nessuno risponde quindi la via è libera, almeno così crede l’uomo, che dopo aver forzato anche la porta di ingresso si trova davanti l’inquilina 32enne che è già al telefono con i Carabinieri. Dopo un attimo di esitazione l’uomo si dà alla fuga, mentre la donna, spaventatissima, ma lucida, continua a descrivere il ladro alla pattuglia in arrivo. E proprio grazie alla descrizione, i Carabinieri lo individuano immediatamente, mentre cerca di fare l’indifferente fingendo di aspettare l’autobus alla fermata nelle vicinanze dell’abitazione. Gli trovano nello zainetto che portava una chiave a pappagallo, un cacciavite a doppio utilizzo e una scorta di panini per l’intensa giornata di furti che lo attendeva.

E’ scattato l’arresto per l’uomo, su disposizione del Dott. Giancarlo Ciani della Procura della Repubblica di Chieti che poi ne ha disposto la traduzione in Tribunale per il giudizio per direttissima: l’arresto è stato convalidato e subito dopo è stato rimesso in libertà.

Pescara. Personale della Squadra Mobile, nella giornata di ieri, in esecuzione alla Revoca del Decreto di Sospensione dell’Ordine di Esecuzione per la Carcerazione emesso in data 28.08.2017 dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale Ordinario di Pescara, ufficio esecuzioni penali, ha tratto in arresto: TIVOLESI Alessandra, nata a Pianella (PE) il 01/07/1965, di fatto domiciliata a Pescara S.F.D. La medesima deve espiare la pena di anni 1 di reclusione, in quanto  riconosciuta colpevole e condannata per furto aggravato e danneggiamento; fatto avvenuto a Pescara nell’ aprile 2013. Dopo le formalità di rito veniva condotta presso la casa circondariale di Chieti.

Chieti. I servizi, da sempre capillari, per il contrasto dei reati contro il patrimonio predisposti dal Comando della Compagnia Carabinieri di Chieti, hanno permesso di “sventare” una serie di furti i quali, se portati a compimento avrebbero fruttato un bel po’ agli sfortunati ladri.
Il primo caso a Francavilla al mare: alle due di notte, i Carabinieri di pattuglia nella cittadina, notano una figura nel piazzale davanti al Total Erg in via Adriatica nord, armeggiare con la vetrina del negozio. Alla vista dei militari, l’uomo sale al volo su un Fiat Fiorino e tenta la fuga, ma viene bloccato dopo circa un chilometro e perquisito. I Carabinieri scoprono che l’auto era stata rubata a Pratola Peligna qualche giorno prima e che al suo interno c’era un Kit del ladro (quasi) perfetto: una calza tagliata a mo’ di passamontagna, torce, due corde, di cui una agganciata al gancio traino del mezzo. L’altra estremità di una delle corde era stata legata alla maniglia della porta del Negozio PIU’-TOTAL-ShopErg, dunque il tempestivo intervento dei militari ha impedito all’uomo di terminare un colpo che gli sarebbe valso un gran bel bottino.
Inevitabile l’arresto per F. M. M. un rumeno di 31 anni, in trasferta da Chieti ove dimora, su disposizione del Dott. Giuseppe Falasca della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Chieti che poi ne ha disposto la traduzione in Tribunale ove nel corso del giudizio per direttissima è stato convalidato. Si trova ora nel carcere di Chieti.
Una banda “Bassotti” tutta in rosa e con un certo gusto nel vestire, è stata fermata ieri sera all’interno del piazzale del Centro Commerciale MEGALO’ dai Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile di Chieti: le donne erano state notate da alcuni commessi entrare ed uscire più volte dal centro e dirigersi verso una macchina di colore azzurro. I militari, allertati dal responsabile della sicurezza, hanno immediatamente individuato l’autovettura e le donne, proprio mentre vi svuotavano il frutto dell’ultimo colpo effettuato nel negozio “H&M”, rinvenendo una serie di capi di abbigliamento per bambini. Dagli accertamenti successivi i militari hanno accertato che le donne in realtà avevano effettuato una “bella spesa” in diversi negozi per un totale di un centinaio capi, anche firmati, e oggetti di bigiotteria, per un valore complessivo di circa 1.200 euro. E’ immediatamente scattata la denuncia per le cinque donne di etnia rom provenienti da Pescara aventi dai 49 ai 17 anni, mentre la merce è stata restituita ai negozi.

Chieti. Il Personale della Polizia di Stato, appartenente alla Squadra Mobile di Chieti e di Pescara, nel pomeriggio di ieri, ha arrestato R.G. di anni 62 e R.A di anni 32, rispettivamente padre e figlio, per i reati spaccio e detenzione di sostanze stupefacenti.

Nello specifico personale della Squadra Mobile di Pescara da alcuni giorni monitorava un personaggio gravato da numerosi precedenti penali abitante in Chieti Scalo. Per questi motivi gli operatori, dopo aver sviluppato e successivamente condiviso con personale della Squadra Mobile di Chieti alcune notizie di indubbio valore investigativo decidevano di effettuare un servizio congiunto di appostamento nei pressi dell’abitazione di quest’ultimo sito in Chieti Scalo. L’attività di osservazione consentiva di verificare la presenza di alcuni acquirenti di sostanze stupefacenti che ivi si rifornivano. In particolare venivano fermati 2 giovani, uno dei quali successivamente veniva denunciato a p.l. per detenzione ai fini di spaccio, che avevano in precedenza acquistato alcuni involucri di cocaina e di hashish. A questo punto il personale intervenuto procedeva ad una perquisizione domiciliare rinvenendo e sequestrando all’interno di una cassaforte ben occultata in una parete della cucina sul quale erano apposte delle mattonelle identiche all’ambiente circostante, si da celarne l’esistenza, circa 465 grammi di cocaina, 575 grammi di hashish, 140 grammi di marijuana già opportunatamente confezionati in dosi di vario peso ed una somma di euro 18.725.

Gli arrestati, al termine delle formalità di rito, venivano associati alla Casa Circondariale di Chieti a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

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