Pescara. E’ tutto pronto per la VII Edizione del MagFest - Festival di donne nel teatro contemporaneo, diretto da Annamaria Talone. Dal 24 novembre al 5 dicembre si concatenano spettacoli, presentazioni di libri, incontri, workshop. Il tema di quest’anno è “Confini” non come limiti ma come frontiere da attraversare. Il passare attraverso implica una transizione, un passaggio da una condizione ad un’altra, la scoperta di nuove conoscenze. La settima edizione del festival Magfest nasce da queste riflessioni declinandole all’interno di esperienze artistiche che fanno del confine un luogo di sperimentazione di nuovi linguaggi, poetiche e culture politiche. Oggi la conferenza di presentazione con l’assessore alla Cultura Giovanni Di Iacovo, la direttrice Annamaria Talone, Alessandra Genco, consigliera regionale Pari Opportunità Regione Abruzzo.

Più città coinvolte e tante anche le collaborazioni che fanno parte del Festival: a Pescara sede principale lo Spazio Matta e il Florian Metateatro, a Cepagatti il Castello Masciantonio, a Chieti la Libreria De Luca, a Torino la Cavallerizza Reale. Su questi palcoscenici si alterneranno nomi come: Chiara Guidi, Claudia Castellucci attrici – co fondatrici della compagnia Societas, Barbara Alberti giornalista e scrittrice e tante altre donne artiste e studiose.

“Il Matta ha trovato a Pescara la sua definizione ideale – dice l'assessore alla Cultura Giovanni Di Iacovo - si conferma sempre più spazio dove vivere momenti di particolare programmazione culturale, tutti i cartelloni non si smentiscono e assolvono pienamente al ruolo di fare da volano a compagnie provenienti da dentro e fuori confine, sposando anche la causa di associazioni che si occupano non solo di volontariato, ma anche di degrado, di marginalità. I percorsi che hanno fatto gli Artisti per il Matta sono stati di grande successo, per la varietà delle offerte, per le produzioni, per i connubi con arte e musica. Una politica che ha prodotto grandi risultati fra cui esportare un modello in grado di conquistare l’inclusione del Matta in circuiti culturali nazionali per far conoscere meglio la cultura del territorio e trasformarsi in vetrina per attori, artisti, performer: tutto questo ha trasformato il Matta in uno degli avamposti culturali più attivi d'Italia”.

Così Annamaria Talone in sede di conferenza di presentazione, ha sottolineato il perchè, nel 2017, sia ancora importante parlare di donne : Innanzitutto voglio ricordare che il MagFest non è un progetto che riguarda solo il nostro territorio ma è in collegamento con il network internazionale The Magdalena Project. I primi passi del circuito Magdalena infatti, vennero mossi in Inghilterra alla fine degli anni ’80 e poi, in modo fluido, guadagnarono terreno anche in altri paesi del mondo. Noi donne, artiste, continuiamo a fare la nostra parte, attiva, perché crediamo che gli stereotipi di genere hanno una matrice culturale e dunque i linguaggi artistici sono degli strumenti potenti per “agire” un cambiamento profondo.

Dice Alessandra Genco, consigliera regiolnale Pari Opportunità Regione Abruzzo: “Il Magfest rappresenta un esempio di militanza delle donne che attraverso l’arte del teatro, nelle sue varie sfaccettature, mettono in gioco il loro essere, le loro idee, le loro competenze, autodeterminandosi e determinando. La dignità delle donne nel nostro paese, ancora imevuto di una cultura patriarcale, è ancora un traguardo lontano. Il rispetto del diverso da noi, il riconoscere la differenza come bene supremo dovrebbe indurci a migliorare la vita di tutti anche in termini economici. Il Magfest è un alto esempio di azione positiva che le donne sanno mettere in atto per il raggiungimento di una reale democrazia paritaria”.

Ad aprire il festival il 24 Novembre alle ore 16.30 presso lo Spazio Matta una tavola rotonda dal titolo “Stereotipi confini attraversabil”, alla quale prenderanno parte studiose che affronteranno il tema degli stereotipi di genere da più punti di vista: Anna Scalfati – giornalista co – fondatrice di Giulia (Giornaliste Libere Unite Autonome), Annamaria Cecconi (studiosa di teatro e musicologa al Conservatorio di Udine), Claudia Santoni – (Consiglio scientifico sezione studi di genere AIS - Associazione Italiana Sociologia), Maristella Lippolis (Scrittrice – centro studi delle donne Margaret Fuller) e Davide Silvestri (psicologo - ass. Formica Viola).
A seguire sempre il 24 allo Spazio Matta alle ore 21, ci sarà con conferenza con proiezioni dal titolo “Gli attraversamenti della pratica cinematografica di Maya Deren” a cura di Anita Trivelli docente della cattedra di Storia e critica del cinema presso Univ. G’ d’Annunzio.

Info e programma dettagliato
www.magfest.it
www.themagdalenaproject.org

Ortona. Dopo l’anno del centenario delle celebrazioni della morte di Francesco Paolo Tosti (1916-2016) e a ridosso della fine dell’anno, un’altra grande iniziativa sarà presentata ufficialmente alla stampa nazionale e al pubblico. Lunedì 20 novembre ore 16.30 a Roma, l’Istituto Nazionale Tostiano di Ortona e l’Associazione Amici della Musica di Foligno saranno ospiti del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Istituto Centrale per i Beni Sonori ed Audiovisivi (ex Discoteca di Stato, Via M. Caetani, 32) per la presentazione nazionale del progetto Tosti. The Song of A Life, pubblicazione dell’edizione integrale delle composizioni per canto e pianoforte di F. P. Tosti, edite da Brilliant Classics.
Il progetto è frutto di una coproduzione tra l’Istituto Nazionale Tostiano di Ortona e l’Associazione Amici della Musica di Foligno ed è l’ultima attività seguita dal Professor Francesco Sanvitale.
La rilevanza dell’iniziativa è data anche dal fatto che è una prestigiosa etichetta discografica, l’olandese Brilliant Classics, a pubblicare l’intero corpus delle opere del Maestro abruzzese, destinate al mercato internazionale con i testi in italiano e inglese. Il primo cofanetto è stato pubblicato proprio a fine 2016 per il centenario tostiano.
L’evento è comunque frutto di trentacinque anni di attività che partita come semplice ricerca sulla figura non pienamente valorizzata di Tosti è diventata un progetto assai articolato che ha consentito la nascita di un ente come l’Istituto Tostiano e l’acquisizione di un notevole patrimonio storico artistico inesistente all’inizio degli anni ’80. Questa base di studi e acquisizioni documentali ha reso ora possibile il progetto discografico dell’integrale delle romanze per canto e pianoforte di Tosti.
Per l’occasione saranno presenti: Massimo Pistacchi, direttore dell’Istituto Centrale per i Beni Sonori e Audiovisivi; Mauro Tosti Croce, Soprintendente archivistico e bibliografico del Lazio; il Sindaco di Ortona Leo Castiglione; Marco Scolastra, direttore artistico dell’Associazione Amici della Musica di Foligno, Luca Ricci, Sound Engineer & Producer, il presidente dell’Istituto Tostiano Marco Ciccone e il Conservatore Gianfranco Misha, Isabella Crisante, consulente dell’ente.
L’ingresso è libero sino ad esaurimento posti.
Registrazione integrale discografica delle romanze per canto e pianoforte di F.P. Tosti
Da uno scritto di Francesco Sanvitale del 2014
“Negli oltre trenta anni di vita dell’Istituto Nazionale Tostiano (costituito ad Ortona nel 1983 e dal 2009 indicato dallo Stato italiano quale “Istituto culturale di rilevanza nazionale”), dopo una serie di iniziative preparatorie, sono praticamente state eseguite tutte le quasi 400 romanze, song, chanson, canzoni napoletane e abruzzesi realizzate dal compositore italiano Francesco Paolo Tosti (Ortona, 9.4.1846 – Roma, 2.12.1916) in un arco temporale di circa sessant’anni. Sono state anche avviate varie iniziative discografiche con dieci CD pubblicati, contenenti l’intero ‘corpus’ delle composizioni su testi dannunziani e parte di quelle italiane, affidate al baritono Renato Bruson, tutti i song inglesi e tutte le canzoni abruzzesi.
Questo nuovo progetto si propone l’incisione, per la prima volta, in forma integrale e sistematica, dei brani di Tosti per canto e pianoforte, seguendo il “Catalogo Sanvitale” pubblicato da Ricordi e dalla EDT di Torino, e partendo dalla prima romanza, L’augurio (1860 circa), scritta per il padre da giovane studente al Conservatorio S. Pietro a Majella di Napoli, per giungere al poemetto La sera, ultima composizione (insieme all’altro poemetto Consolazione, entrambi su versi dannunziani) del 1916 (pubblicata postuma nel 1917), con la proposta in prima assoluta di numerosi inediti di recente riscoperta. Allo scopo di valorizzare sempre più la consapevolezza interpretativa delle giovani leve del canto nei confronti dell’imponente lascito creativo tostiano, verranno coinvolti nelle incisioni i vincitori delle varie edizioni del Concorso Internazionale di Canto “F.P. Tosti”, organizzato dall’Istituto dal 1996, con cadenza quadriennale e giunto ormai alla quinta edizione, o si ricorrerà ad interpreti di consolidata consuetudine esecutiva tostiana e di madre lingua, quando necessario. I pianisti coinvolti in questo progetto, strumentisti di alto valore artistico, sono anch’essi caratterizzati da consolidata prassi esecutiva tostiana, maturata in anni di costante approfondimento a livello didattico, concertistico e discografico, in Italia e all’estero.
Il progetto nella sua interezza, anche con la non trascurabile connotazione della coproduzione di due importanti istituzioni musicali italiane, l’Istituto Nazionale Tostiano di Ortona e gli Amici della Musica di Foligno, avrà lo spirito di un laboratorio aperto e continuo al quale, su incarico di entrambe le istituzioni, ho l’onore di sovrintendere per la parte della più corretta linea filologica [...]
Questo progetto, insomma, non vuole essere nulla di pedantemente scolastico, anche perché i giovani artisti coinvolti sono nel pieno della vita musicale internazionale, ma più semplicemente e orgogliosamente un serio e tangibile contributo per restituire la musica di Tosti al suo giusto valore, alla sua poetica, alla straordinaria lezione del suo comporre.”

Sinora hanno partecipato alle attività concertistiche e alle incisioni:

Jurgita Adamonyté, mezzosoprano
Monica Bacelli, mezzosoprano
Antonio Ballista, pianista
Maria Bagalà, soprano
Romina Casucci, soprano
Valentina Coladonato, soprano
Max René Cosotti, tenore
Isabella Crisante, pianista
Donata D’Annunzio Lombardi, soprano
Aldo Di Toro, tenore
Nunzio Fazzini, tenore
Piotr Lempa, basso
Alessandro Luciano, tenore
Valentina Mastrangelo, soprano
Daniela Mazzuccato, soprano
Maura Menghini, soprano
Marc Milhofer, tenore
Marco Moresco, pianista
Glenn Morton, pianista
Desirée Rancatore, soprano
Roberto Rupo, pianista
Marco Scolastra, pianista
Marika Spadafino, soprano
Denver Martin-Smith, baritono
Luisa Prayer, pianista
David Sotgiu, tenore
Benedetta Torre, soprano
Eugene Villanueva, baritono
John Viscardi, baritono

Chieti. Venerdì 24 novembre alle 20.30 e domenica 26 alle 17.30 va in scena a Chieti “La Bohème” di Giacomo Puccini. Il Teatro Marrucino, in coproduzione con la Rete Lirica delle Marche, ripropone l’allestimento dell’Associazione Arena Sferisterio - Macerata Opera Festivalche è valso al regista Leo Muscato il Premio della critica musicale Franco Abbiati, massimo riconoscimento attribuito ai protagonisti della lirica italiana.
“Questa - ha dichiarato il direttore artistico del Teatro Marrucino, Ettore Pellegrino - è un’operazione importantissima in coperazione con una realtà lirica molto importante che è quella delle Marche, in collaborazione con Luciano Messi, che è sovrintendente dello Sferisterio di Macerata, il Teatro di Ascoli, di Fano e di Fermo. Portiamo una Bohème di Leo Muscato importantissima, che ha vinto premi internazionali al Marrucino il 24 ed il 26 di novembre. Ogni momento di crisi, se ci sono i presupposti, fa esprimere il meglio di noi stessi. Una funzione fondamentale che i Teatri di tradizione più piccoli devono assolvere è quella di puntare sui giovani, io ho sempre avuto un occhio attentissimo sui giovani, non solo perché il giovane ha un costo minore, ma è una funzione sociale e artistica che dobbiamo avere, puntare su dei giovani di qualità che vengono in questo Teatro e debuttano. Ricordiamo Grigolo, uno dei maggiori tenori che abbiamo a livello mondiale, debuttò al Teatro Marrucino svariati anni fa, lui è partito da qui ed ora è una stella internazionale. Lo stesso regista di questo spettacolo, Leo Muscato, esordì qui come attore in uno spettacolo di prosa ed è passato comunque da questo Teatro. Noi dobbiamo dare la possibilità ai giovani di esprimersi nelle loro forme artistiche e se non gliela diamo noi che la potrebbe dare? Un Teatro grande e di spessore se non hai storia non ti fa accedere”.
“La Bohème” di Muscato è un’opera di grande forza espressiva, che sa soddisfare le aspettative di un pubblico aperto ai nuovi linguaggi pur mantenendosi coerente con la dimensione narrativa originale del testo. Così come Giacomo Puccini aveva ambientato l’opera nella Parigi del 1830 per descrivere il fervore rivoluzionario di quegli anni, Muscatoracconta ai giovani di oggi la grande rivoluzione culturale che ha stravolto l’Europa tra la fine degli anni ’60 e l’inizio dei ‘70. Mentre si compie la tragica vicenda amorosa di Mimì e Rodolfo, sul palco si avvicendano le manifestazioni studentesche del ‘68 parigino, in uno scenario straordinariamente evocativo impreziosito dalle scenografie di Federica Parolini e dai costumi di Silvia Aymonino.
La Direzione dell’Orchestra Filarmonica Marchigiana è affidata aMatteo Beltrami, attuale Direttore Musicale del Teatro Coccia di Novarariconosciuto tra i migliori giovani Direttori d’Orchestra nel panorama internazionale. Nel cast vedremo Benedetta Torre (nel ruolo di Mimì), Barbara Bargnesi (Musetta), AzerZada (Rodolfo), Marcello Rosiello (Marcello), Filippo Fontana (Schaunard), Roberto Lorenzi (Colline),Davide Ciarrocchi (Parpignol), Alessio De Vecchis (Benoit), Davide Filipponi (Alcindoro), Carlo Bonelli (Sergente dei doganieri), Niccolò Pelusi (doganiere) e Francesco Amodio (venditore). Giovanni Farina dirigerà ilCoro Ventidio Basso di Ascoli Piceno, mentre Mario Giorgi condurrà il Coro di voci bianche “La Corolla” e “Piccole Voci” – ISC Don Giussani.
La Stagione lirica del Teatro Marrucino si concluderà il 10 dicembre con “Giove a Pompei” di Umberto Giordano e Alberto Franchetti, mentre in gennaio inizieranno le celebrazioni per il Bicentenario del Teatro: grandi concerti (Uto Ughi ,Antonio Pappano, l’Orchestra Filarmonica del Lussemburgo), nuove produzioni, ma anche convegni, esposizioni e momenti d’approfondimento, segneranno le tappe di una lunga festa del teatro e della musica. L’obiettivo non è soltanto ripercorrere la prestigiosa vicenda artistica che ha reso il Marrucino fulcro e memoria tangibile della vita culturale abruzzese, ma anche coinvolgere il pubblico in una grande riflessione collettiva sul ruolo dello spettacolo dal vivo come paradigma dell’identità italiana e volano di sviluppo sociale.
“Abbiamo cercato con le persone del mio team di provare a restituire allo spettatore di oggi qualcosa che potesse essere quanto più possibile vicino a quanto Puccini aveva rappresentato ai suoi spettatori dell’epoca – ha spiegato il regista Leo Muscato – lui aveva messo un’attenzione particolare sul fatto che l’opera fosse ambientata in un’epoca immediatamente vicina alla sua contemporanea, era ambientata 40-50 anni prima rispetto al momento in cui andava in scena. Noi abbiamo rispettato questa distanza temporale, quindi anziché ambientarla nel lontano 1848, è ambientata nel ’68 parigino, in un grande momento di rivoluzione, il cosiddetto ‘maggio parigino’, perché ci premeva fondamentalmente lavorare sul sentimento di nostalgia che è proprio insito in tutta l’opera e che credo sia stato l’obiettivo che volesse raggiungere Puccini perché sapeva precisamente che in sala ci sarebbero stati in questo spettacolo nel momento in cui andava in scena per la prima volta molti esponenti della scapigliatura, lui stesso era uno scapigliato che era un momento artistico che si rifaceva a quello dei bohèmien fondamentalmente. Il fatto di poter parlare direttamente ai cuori di queste persone di 50-60 anni che da ventenni avevano vissuto precisamente le storie di questa banda di smandrappati artisti che vogliono cambiare il mondo ma non sono in grado nemmeno di cambiare se stessi. E poi la bellezza di questi personaggi è che sono estremamente complessi, complicati come lo sono i ragazzi di tutte le epoche che veramente vogliono sovvertire le regole ma in realtà fanno fatica anche a stare dietro alle piccole cose che riguardano la loro vita quotidiana. È uno spettacolo molto divertente nei primi due atti, io li chiamo i miei smandrappati perché sono veramente esilaranti, divertenti, sono ragazzi che si divertono e che sanno divertirsi, sono tutti artisti, la soffitta in cui abitano, a chi ha fatto lo studente fuori sede come me, può capire che cosa può rappresentare che cos’è un appartamento in cui può succedere di tutto, compresi 44 materassino per terra per far dormire chiunque. Sono artisti: uno è pittore, un altro è musicista, un altro è un poeta o un aspirante tale, uno scrittore, l’altro è uno studente fuori corso probabilmente da dieci anni e si divertono, fanno quello che possono. Poi il secondo atto è uo dei primi tradimenti di questa Bohème il cui tentativo è quello di rimanere il più fedeli possibile al testo e allo spirito di quest’opera più che alle didascalie, quindi il secondo atto più che essere ambientato fuori, ad un crocicchio di strada davanti al Caffè Momus, noi siamo proprio dentro alla Disco Momus che è un locale tutto zebrato, molto esilarante, in cui si esibisce Musetta che è la star di questa discoteca. In qualche modo secondo me ci siamo rifatti a degli arredi del Piper di Roma dove c’era Patty Pravo che si esibiva in spettacoli molto belli con Renato Zero. Quindi primo e secondo atto molto colorati, molto divertenti, di grande divertimento, nel terzo atto le cose cambiano in maniera importante perché ci ritroviamo di fronte ad una fabbrica occupata, tutti gli occupanti di questa fabbrica sono in sciopero perché lì dentro si respirano dei veleni tossici che sono gli stessi veleni che hanno fatto ammalare di un male incurabile Mimì che sarà poi il male che la porterà alla morte, quindi diciamo che sarà una sorta di morte bianca ante litteram quella che andiamo a raccontare. Nel quarto atto chiunque è stato uno studente fuori sede sicuramente riconoscerà un clima molto famigliare, perché si comincia con una situazione in cui questi ragazzi sono stati praticamente sfrattati, stanno andando via, non c’è rimasto nulla di tutti gli arredi coloratissimi della loro casa. È il momento in cui si salutano e sono le ultime stupidaggini che fanno, c’è un clima di euforia pazzesco, anche sopra le righe in qualche modo, finchè arriva la doccia fredda per questi ragazzi perché in un istante preciso termineranno di essere giovani e passeranno all’età adulta in maniera traumatica perché riceeranno la notizia che Mimì sta male e nella scena successiva noi la vediamo nella peggiore delle condizioni possibili perché è tutta intubata, ci ritroviamo in un ospedale davanti al momento della rabbia ed è una scelta che abbiamo fatto nel tentativo di essere abbastanza precisi nel raccontare che la morte di un giovane non ha niente di romantico, non può avere niente di romantico, è solo una grande terribile tragedia che conviene guardarla con gli occhi aperti, soprattutto i più giovani”.

Chieti. Rinfrancato dalla vittoria di Montorio e dai risultati favorevoli arrivati dagli altri campi, il Chieti F.C. torna all’Angelini (ore 14:30) per ospitare la Torrese dell’ex Lorenzo Carosone.
Settimana di lavoro, andata ormai in archivio, che ha visto il team allenato da Aielli, concentrato, alla ricerca del successo pieno che manca tra le mura amiche da tre turni.
Lo sguardo, inoltre, va inevitabilmente anche al ritorno di Coppa Italia, in programma Mercoledì prossimo con il Cupello. Si ripartirà dal 3 a 1 dell’Angelini ottenuto nella partita di andata. Il tour de force neroverde, proseguirà domenica prossima con la trasferta di Sambuceto, attualmente al secondo posto in classifica.
Dunque, all’orizzonte, tre partite in sette giorni, molto impegnative.
Torniamo alla Torrese, squadra partita non benissimo, che pian piano sta risalendo la classifica a suon di prestazioni e di risultati, occupando la settima posizione in graduatoria con ventuno punti, tre in meno dei neroverdi.
I giallorossi, allenati dal giovanissimo tecnico appena ventiseienne Luigi Narcisi, nelle ultime cinque gare sono reduci da quattro successi e un pareggio, non perdono dal lontano 15 ottobre (2-1 contro lo Spoltore in trasferta).
Oltre al già citato Lorenzo Carosone, Narcisi può contare su gente di categoria del calibro diTorbidone, De Sanctis, Capretta, Puglia e Stacchiotti, calciatori di sicuro affidamento per competere per un posto nei play off. Senza dimenticare il centrocampista Daniele Scartozzi che domani non scenderà in campo perché squalificato.
Occasione casalinga da sfruttare al meglio nel tentativo di accorciare la classifica, sperando in qualche risultato positivo proveniente dagli altri campi.
Nel Chieti tutti disponibili, ad eccezione di Marinelli e Calderaro, Aielli dovrà scegliere la migliore formazione da mandare sul terreno di gioco.
Nella Torrese, come detto, assente solo Daniele Scartozzi per squalifica.
I botteghini dello stadio apriranno alle 13:30.
Arbitrerà l’incontro Francesca Del Biondo della sezione di Pescara (assistenti Buonpensa di Pescara e De Filippis di Vasto).

Pescara. Sabato 18 novembre ore 18,30, presso l’Auditorium Cianfarani di Chieti, si terrà l’anteprima nazionale di “Cent’anni di veleni”. Il documentario che racconta la storia del polo chimico di Bussi e del disastro che, al momento della scoperta, fu definito dai media “la più grande discarica tossica d’Europa”. Un racconto inedito, anche grazie all’intervista esclusiva al geologo ed informatore scientifico del Cnr Mario Tozzi e alle rivelazioni del giornalista de Il Fatto Quotidiano Antonio Massari, che sarà presente all’anteprima. A seguire, dibattito con la scrittrice Gisella Orsini, autrice di “Veleno nelle Gole”, l’avvocato Isidoro Malandra e i portavoce M5S, i consiglieri regionali Sara Marcozzi e Domenico Pettinari, la senatrice Enza Blundo e il deputato Gianluca Vacca. Modererà l’incontro il giornalista Primo Di Nicola.
“Vogliamo cominciare a parlare di Bussi in un’accezione positiva – ha sottolineato la consigliera regionale del Movimento 5 Stelle, Sara Marcozzi – e dunque abbiamo deciso di raccontare la storia passata in un docu-film che riepiloga quella che è stata la storia triste del polo industriale con gli insediamenti chimici, ma pensare al futuro con un contest di idee, quindi il lancio di una sorta di concorso aperto a tutti i giovani studenti di Architettura, Ingegneria e Geologia per arrivare a scegliere il miglior progetto di riconversione e sviluppo economico sostenibile per l’intera area del sito di Bussi. Noi guardiamo cosa accade nel resto del mondo e nel resto d’Europa: pensiamo a Bilbao, pensiamo alla Vur in Germania, ci sono tantissimi esempi di siti che sembravano persi definitivamente e che sono diventati invece delle destinazioni turistiche. L’Abruzzo ed il suo sviluppo devono puntare necessariamente alla natura e al turismo. Siamo la regione dei Parchi, vogliamo tornare a parlare di Abruzzo solo per i Parchi e non più per le discariche”.
Il contest “Riscattiamo Bussi”. #Riscattiamobussi è il contest di idee che il M5S Abruzzo ha deciso di promuovere per la riconversione dell’intera area Sin Bussi sul Tirino, in provincia di Pescara. L’idea di un contest di idee nasce dall’esigenza di coinvolgere i cittadini in un processo decisionale allontanandosi dalla logica partitica dell’imposizione.
“Non dimenticare, recuperare la memoria storica – ha rimarcato il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, Domenico Pettinai – troppo spesso abbiamo dimenticato, non è più tempo di dimenticare, dobbiamo conoscere, dobbiamo sapere quel che è stato, dobbiamo conoscere anche le tragedie della nostra terra. Quindi questo docu-film vuole recuperare la memoria storica, trasmetterla anche a chi verrà dopo è importante e poi presentare un grande progetto di rifondazione. Noi non vogliamo più che la politica imponga delle scelte, ma abbiamo scelto appunto di individuare i ragazzi migliori delle nostre Università per progettare quella che un domani dovrà essere la riconversione di Bussi. Troppo spesso ci siamo voltati dall’altra parte, oggi è il giorno di non voltarsi più dall’altra parte”.

Pescara. La scorsa settimana, nell'ambito della kermesse letteraria FLA - Festival di Libri e Altrecose 2017, la scrittrice emergente pescarese Ilaria Grasso ha presentato il suo ultimo lavoro dal titolo “Il viaggio d'amore del tonno".

L'incontro è stato condotto presso il Circolo Aternino in piazza Garibaldi a Pescara dalla giornalista Francesca Di Giuseppe che, insieme alla Grasso e ai presenti, ha sfogliato e percorso le pagine del libro, pubblicato da Lupi Editore.

Si tratta di un viaggio d'amore enogastronomico in Sicilia costellato da 13 racconti: ogni racconto è una storia, con l'amore (quello universale) come filo conduttore, come collante tra gli esseri umani, inteso in tutte le sue forme, come può essere quello materno, eterosessuale ed omosessuale, quello carnale tra amanti, ma anche amicizia e solidarietà tra simili e diversi. Ma tra le pagine si affacciano anche la tragedia della migrazione a Lampedusa e la piaga del bullismo.

Ad ognuno dei racconti si abbinano due ricette di cucina, a base di pesce, ideate dal giovane chef siciliano Seby Conigliaro, coautore del libro.

Sullo sfondo, dunque, la Sicilia, madre e culla per ognuno dei protagonisti di questo caleidoscopio di anime che non si arrende ai colpi della vita e che coltiva, ogni giorno, la speranza.

Chieti. Prenderà il via il 24 novembre 2017 per concludersi il 6 gennaio 2018, la terza edizione del “Teate Winter Festival”, manifestazione jazzistica realizzata dall’Associazione Culturale Art&Show in collaborazione con il Comune di Chieti e il Polo Museale d’Abruzzo, la direzione artistica del M° Fabio D’Orazio, il project management di Grazia Di Muzio, il contributo di sponsor istituzionali – Megalò, Carrefour, Reale Mutua, Abrex – e numerosi sostenitori e con il patrocinio della Camera di Commercio di Chieti, la Provincia di Chieti, Confartigianato Imprese Chieti. Partner del festival le associazioni FotoClub Chieti, Mnemosyne, Scopri Teate.
“Una iniziativa che devo dire è frutto della passione, della caparbietà, della professionalità di chi la organizza e che vede il Comune partner molto attento e modestamente coinvolto sotto altri profili – ha affermato il sindaco di Chieti, Umberto Di Primio – certamente è coinvolto per tutto quello che può e non è tantissimo. Quindi abbiamo questa nuova opportunità di vedere la nostra città arricchirsi di eventi che creano una straordinaria atmosfera, con la scelta della città di Chieti per questa edizione ulteriore del Teate Winter Festival con le due precedenti che hanno consolidato la capacità dei partecipanti creando un coinvolgimento con il premio fotografico, ma soprattutto con l’entrare dentro i molti locali, al di la delle esibizioni che ci saranno dentro la Civitella quest’anno, il Jazz del Teate Winter Festival entra dento i locali della città, vive con essi e addirittura va oltre perché prosegue questa collaborazione facendola diventare una vera e propria caratteristica della nostra città facendo musica all’interno dei locali, soprattutto nell’area dedicata al food e che può diventare anche un brand per il nostro centro storico ma non solo. Un ringraziamento a chi cn il proprio contributo, non solo economico, ha consentito che Teate Winter Festival si potesse fare anche quest’anno, il ringraziamento agli organizzatori perché hanno voluto anche quest’anno che al fianco ai momenti artistici ci fossero dei momenti di solidarietà. L’auspicio è che questa manifestazione, che è una delle più importanti del periodo natalizio a Chieti se non la più importante, possa diventare la manifestazione che caratterizzi il nostro Natale. L’assessore Viola sta lavorando sul calendario natalizio cercando di investire sull’emozione, creare un ambiente che evochi il Natale a cui noi puntiamo affinché si crei l’atmosfera natalizia in città. Però allo stesso tempo abbiamo cercato di mostrare una città attrattiva che si riveli utile ad esempio per le attività commerciali, però tutti ci devono mettere qualcosa affinché si possa avere una città di qualità in quel periodo. Riteniamo che sia opportuno parlare di felicità riferendoci a questo evento con quello che la musica può costruire, ma la felicità la dobbiamo trovare anche attraverso gli eventi che noi creiamo in città ma la dobbiamo soprattutto volere. Non è un messaggio qualunquista né neppure superficiale, ma è un messaggio che deve servire a far capire che la nostra città ha le potenzialità per essere generatrice anche della felicità per gli altri, attraverso il centro storico, le atmosfere, ma tutti quanti ci dobbiamo credere, quindi poca lamentela e tanta voglia di fare. Ci sono delle attività che stanno ripartendo nel centro storico, che sono il segnale di una voglia di fare, noi proviamo a sostenerla con le attività amministrative. La terza edizione di Teate Winter Festival diventa un qualcosa in più perché quando fu proposta tre anni fa ci fu l’idea di lanciare questo seme e non sapevamo quanto sarebbe stato fertile e lo si è rivelato molto perché ci ha portato alla terza edizione che è la riprova di una qualità di chi vi ha lavorato e di chi vive attraverso gli eventi”.
Concerti live, incontri, momenti dedicati all’arte, concorsi fotografici, presentazione di libri, laboratori didattici multidisciplinari, jazz cafè, dinner & night time jazz, jam session e degustazioni a tema nei ristoranti teatini offriranno anche in questa edizione momenti di assoluta qualità grazie alla presenza di artisti del calibro di Fabrizio Bosso in trio con Lorenzo Tucci e Alberto Gurrisi, Dado Moroni in duo con Max Ionata, Luca Santaniello in quartetto con Aldo Zunino, Andrea Pozza e la vocalist londinese Sara Dowling, Piero Delle Monache e Andrea Deli, i musicisti abruzzesi Matteo e Luca Di Battista, Fabio D’Onofrio, Michelangelo Brandimarte e il Teate Winter Choir con il Pietro Pancella Trio.
Invece l’assessore alla Cultura e al Turismo, Antonio Viola, si è incentrato più genericamente sulle manifestazioni natalizie: “Abbiamo tutta una serie di iniziative che vogliono in qualche modo ricalcare gli anni precedenti. Il nostro obiettivo è quello di creare nel periodo natalizio una città accogliente e che vuole soprattutto presentare ad esempio i suoi presepi. Inizieremo comunque già a fine novembre con il teate Winter Festival che andrà avanti fino al 6 gennaio 2018, dopodiché avremo una serie di manifestazioni sicuramente di buona fattura, a partire dal Chocofestival, poi abbiamo il Trekking Urbano e tantissime altre manifestazioni che riepiranno tutto il periodo di dicembre ed i primi di gennaio quasi tutti i giorni ci sarà un evento proprio per promuovere la nostra città. Il Natale fa parte della nostra tradizione e noi dobbiamo avere una particolare attenzione alle tradizioni perché se vogliamo che questa sia una città di arte e di cultura dobbiamo evidentemente andare avanti in questo senso”.

Concerti. Il debutto il 24 novembre, alle ore 21.00, all’Auditorium Cianfarani, con Max Ionata & Dado Moroni in tour con il progetto “Two for You” piano/sax, dopo i grandi successi discografici “Two For Duke” e “Two For Stevie”, omaggi a Duke Ellington e Stevie Wonder.
Secondo appuntamento musicale il 2 dicembre, alle ore 21.00, all’Auditorium Cianfarani, con Fabrizio Bosso in trio con Lorenzo Tucci e Alberto Gurrisi. Jazz dalle sonorità nuove, accattivanti e atmosfere swing e groove.


Terzo doppio appuntamento il 15 dicembre, alle ore 21.00, all’Auditorium Cianfarani con il progetto Cinedelika degli artisti Matteo Di Battista - chitarre ed effettistica -, Luca Di Battista - batteria e percussioni-, Fabio D’Onofrio - piano, tastiere e melodica - Michelangelo Brandimarte - basso elettrico, contrabbasso ed effettistica – e a seguire, alle ore 22.00, Luca Santaniello 4et.
Luca Santaniello è oggi tra i batteristi più richiesti nella scena newyorkese con all’attivo collaborazioni con Ron Carter, Joe Lovano, Lee Konitz, Benny Golson, Roy Hargrove. Nel nuovo progetto “A Swinging Tale”, esplorando la letteratura dell’American Songbook e i classici italiani, vedrà affiancarsi in un viaggio colmo di swing, canzone, danza ed eleganza il contrabbassista Aldo Zunino, il pianista Andrea Pozza e la raffinata vocalist Sara Dowling.
Il progetto Cindelika “Original not Conventional Soundtracks” nato nell’ottobre 2011 da un’idea di Matteo Di Battista è invece un tributo alle musiche da film con uno spettacolo che vedrà la costante presenza di spezzoni proiettati con l’esecuzione dal vivo della colonna sonora.
Per il quarto appuntamento, il 23 dicembre, alle ore 17.30, presso la Chiesa di San Francesco Caracciolo al Tricalle sarà la volta del Teate Winter Choir (Confraternita Corale della Cintura e Coro Selecchy) diretto dal M° Fabio D’Orazio con il Trio Pietro Pancella al contrabbasso, Giulio Gentile al pianoforte e Giacomo Pasutto alla batteria. Sarà eseguita una vera e propria Messa Jazz “A Little Jazz Mass di Bob Chilcott”, uno dei più popolari e impegnati compositori e direttori di coro che ha riscosso grande successo per il suo stile eclettico, impregnato di canzoni popolari, canti gregoriani, inni anglicani, spiritual, jazz, gospel e musica africana.


Fotografia. Jazz’n’Click in collaborazione con Fotoclub Chieti. Il Teate Winter Festival in collaborazione con l’Ac Fotoclub Chieti e con Dino Viani organizza la III edizione del concorso fotografico abbinato alla manifestazione: Jazz’nClick, che raccoglierà le immagini più belle della kermesse.
Quest’anno il concorso si rinnova aprendo le sue “porte” a tutti i fotografi che vorranno cimentarsi nel racconto del Festival. Saranno premiati i migliori tre portfolio che, in dieci scatti, sapranno trasmettere le emozioni della rassegna. Ogni portfolio, inoltre, dovrà essere accompagnato da una nota dell’autore che illustri i motivi della propria scelta. Un premio speciale sarà riservato al concorrente più votato attraverso i “like” sulla pagina facebook "Gli Scontati, i Conosciuti".

Incontri culturali. Dal 24 novembre al 6 gennaio molteplici saranno gli incontri e gli approfondimenti culturali presso il Museo d’Arte Costantino Barbella, la Libreria De Luca e il Museo Archeologico “La Civitella”.
Jazz Cafè a cura di Andrea Magno: 25 novembre 2017 ore 17.00 Museo d’Arte Costantino Barbella, Roberto Salerni presenta Jackpot dell'anima, edizioni Il Viandante; 1 dicembre 2017 ore 17.00 Museo d’Arte Costantino Barbella, Elsa Flacco presenta “Per Francesco, che illumina la notte” edizioni Oakmond Publisching; 9 dicembre 2017 ore 17.00 Museo d’Arte Costantino Barbella, Andrea Magno presenta “Da qui ho un posto comodo” edizioni Chiaraedizioni; 16 dicembre 2017 ore 17.00 Museo d’Arte Costantino Barbella, Mariano Sabatini presenta “L'inganno dell'ipocastano” edizioni Salani Editore; 22 dicembre 2017 ore 17.00 Sala Consiliare della Provincia di Chieti, Francesco Savino presenta “Vivi e vegeta” edizioni Bao Publishing; 28 dicembre 2017 ore 18.00 Libreria De Luca, Piero Delle Monache presenta “Road movie” da Vinci Records/Porta Sale; 29 dicembre 2017 ore 18.00 Libreria De Luca Terre del Sud presenta “Dalla Majella ai Trabocchi”; 3 gennaio 2018 ore 18.00 Libreria De Luca Paolo Tocco presenta “Ho bisogno di aria” Irma Records – Lupieditore, Mousikè in collaborazione con l’associazione Mnemosyne.
In occasione dei concerti che si terranno presso l’Auditorium Cianfarani, i titolari dell’abbonamento al Teate Winter Festival potranno usufruire di una serie di visite guidate gratuite, condotte dalle archeologhe dell’Associazione Mnemosyne, al Museo Archeologico La Civitella.

Appuntamenti: “I luoghi degli dei” - 24 novembre 2017 per scoprire le aree sacre della città in epoca repubblicana e ammirare la ricostruzione dei frontoni dei templi dell’Acropoli della Civitella decorati con sculture e lastre di rivestimento in terracotta dipinte. “La metropoli dei marrucini” - 2 dicembre 2017. Un viaggio nel territorio della tribù italica dei Marrucini, dalle più antiche tracce dell’uomo rinvenute sulla Maiella fino all’ascesa di Teate ricordata dallo scrittore Strabone quale “metropoli dei Marrucini”. “Storie dal passato: vita quotidiana in epoca romana” - 15 dicembre 2017. Per scoprire i principali monumenti di Teate romana e ricostruire frammenti di vita quotidiana in epoca imperiale. Foro, Terme, Teatro e Anfiteatro, Necropoli saranno la quinta scenografica per raccontare storie dal passato. Mousikè for Kids Laboratori per bambini: 29 dicembre 2017 e 4 gennaio 2018. Allo scopo di promuovere la cultura musicale presso il pubblico dei giovanissimi, l’Associazione. Mnemosyne, in collaborazione con la direzione artistica del Teate Winter Festival, organizza il laboratorio “Musica, dalle origini ad oggi”.
Mostra fotografica di Fabrizio Giammarco 01MPERFETTO dal 19 dicembre al 30 dicembre presso il Museo Costantino Barbella – Chieti, Fabrizio Giammarco è nella classifica dei “top ten” fotografi della rivista “Jazzit”
Dinner and night time in Jazz durante il periodo del festival i locali commerciali, i ristoranti e i pub teatini si renderanno protagonisti dei @dinner&night time jazz: il buon cibo si potrà gustare a ritmo di jazz. Sabato 25 Novembre ore 17.30. Centro Commerciale Il Centauro: Jorge Ro Duo. Sabato 25 Novembre ore 20.30. Gran Caffe' Vittoria: Brandimarte Pantalone Duo. Domenica 26 Novembre ore 17.00. Centro Commerciale Il Centauro: Jorge Ro Duo.. Venerdì 1 Dicembre ore 20.30. Capsicum Club: Nu Soul Trio. Domenica 3 Dicembre ore 22.00. Cueva Brigante: Banda Eita. Giovedì 7 Dicembre ore 20.30. Nino è Ristorante: Fabio D'Onofrio Piano Solo. Venerdì 8 Dicembre ore 20.30. Liberarte: Deliuan. Sabato 9 Dicembre ore 22.00. Terra Maja: Furius and the Escort. Mercoledì 13 Dicembre ore 20.30. Ristosteria Mangiafuoco: Simone Grifone Duo. Giovedì 14 Dicembre ore 22.00 Malto & Co.: Angiòlillo Jazz Quartet. Sabato 16 Dicembre ore 16.00. Centro Commerciale Megalò: Buxi Dixie. Domenica 17 Dicembre ore 11.30. Liberarte: Piero Delle Monache Solosè. Domenica 17 Dicembre ore 22.00. Cueva Brigante: Megale. Mercoledì 20 Dicembre ore 20.30. 3.2 Homemade Food: Trabuccos. Giovedì 21 Dicembre ore 22.00 CHARTAGO: Carmine Ianieri. Martedì 26 Dicembre ore 22.00. Terra Maja: Direzioni Parallele. Mercoledì 27 Dicembre ore 20.30. Ristosteria Mangiafuoco: Mangiafuoco in Jazz. Giovedì 28 Dicembre ore 20.30. Malto & Co.: Matteo Di Leonardo 4et. Mercoledì 3 Gennaio ore 22.00 – Chartago: Matteo Di Battista Chitarra Solo. Giovedì 4 Gennaio ore 22.00 Malto & Co.: Jorge Ro Duo. Sabato 6 Gennaio ore 22.00 Terra Maja: Essenza*

Solidarietà. Teate Winter Festival sarà anche solidarietà. Anche quest’anno una parte del ricavato dei concerti sarà devoluto a favore del “Progetto Bimbo” che coinvolge il centro di radioterapia oncologico dell’Ospedale Clinicizzato SS. Annunziata per la cura dei tumori solidi pediatrici.


Biglietti. Abbonamento a 3 concerti € 40.00, biglietto singolo concerto € 15.00, biglietto singolo concerto under 18 € 10.00. In prevendita su ciaotickets (on line e rivendite autorizzate)

Info. www.teatewinterfestival.com; www.facebook.com/teatewinterfestival/; @teatewinterfestival (twitter); teate_winter_festival (instagram); Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Media partner. “Jazzit”, “Gli Scontati, i Conosciuti”.

Lotteria. L’Associazione ART & SHOW, in occasione della terza edizione del Festival, ha organizzato una Lotteria a premi di cui si riporta l’elenco: Viaggio a Meribel Les Bains di 3 giorni; Week End ad Umbria Jazz Spring – Terni ; Ciondolo in oro; Occhiali da Sole (premio visibile presso Ottica Luciani); Occhiali (premio visibile presso Ottica Spinozzi); Maglia Uomo/Donna (premio visibile presso Vietrò); Mini buffet (da ritirare presso “Il Panettiere” in via Santa Maria); Occhiali (premio visibile presso Ottica Spinozzi); Completino bimbo/bimba (premio visibile presso BabyGiò); T-Shirt Sweet Years; T-Shirt Sweet Years; Aperitivo cenato per 2 persone c/o Gran Caffè Vittoria; Aperitivo cenato per 2 persone c/o Gran Caffè Vittoria; L’estrazione sarà effettuata il giorno 11 gennaio 2018, alle ore 12:00, presso il Comune di Chieti.

“La terza edizione innanzitutto ha una novità sulla location – ha sottolineato il direttore artistico del Teate Winter Festival, Fabio D’Orazio – i concerti serali si terranno all’Auditorium Cianfarani grazie alla collaborazione del Polo Museale di Chieti e della Soprintendenza regionale. Ci saranno artisti abruzzesi in massima parte perché cerchiamo sempre e comunque di dare spazio ai nostri talenti con dei grandi nomi che ormai sono delle icone del Jazz. Il primo concerto infatti vedrà in scena Max Ionata con Dado Moroni in un duo che parlerà di Stevie Wonder. Poi nel secondo concerto avremo Bosso-Tucci-Gurrisi, un trio straordinario di solisti ma anche di Jazz contemporaneo. Negli ultimi concerti avremo Cinedelika e Luca Santaniello4et con Sara Dowling. Insieme a questi concerti c’è una novità particolare: seguiremo per la prima volta una messa Jazz nella messa di San Francesco Caracciolo, messa Jazz dedicata appunto alla liturgia. Nel contempo ci saranno altri 20 eventinei locali serali classici dove il Jazz è di casa, questi eventi si completeranno entro il 6 gennaio. Vorrei ricordare che sempre in collaborazione con il Polo Museale di Chieti ci saranno dei laboratori per bambini durante le feste di Natale. Cerchiamo di mantenere la tradizione del periodo natalizio, abbiamo implementato quella che è la presenza nella città, mi piace sottolineare anche questo particolare, e soprattutto ci piace sottolineare che stiamo diversificando, sempre nella forma del Jazz, la tipologia e la qualità della musica”.
“Abbiamo costruito un programma molto interessante intrecciato con il Chocofestival di cui faremo un’antemprima il 25 ed il 26 novembre – ha dichiarato il direttore di Confartigianato Chieti, Daniele Giangiulli – anche durante il Chocofestival ci saranno dei concerti, il principale con Bosso-Tucci-Gurrisi che è inserito in una delle tre serate del Chocofestival. Sotto il profilo economico è un evento che coinvolge tutta la città e tutti gli operatori che sono presenti che danno continuità a tutti gli eventi con un mese e mezzo di attività sulla città. Noi abbiamo dato la nostra disponibilità su ogni livello, poi ci è sembrato giusto coinvolgere anche gli operatori commerciali. Noi nel nostro piccolo ci mettiamo sempre a disposizione della città, ci interessa far vivere gli operatori, sappiamo che il momento che stiamo vivendo è difficile, però ognuno nel nostro piccolo dobbiamo fare la nostra parte”.

Chieti. Si gioca la tredicesima giornata nel campionato di Eccellenza. IlChieti F.C. rende visita al Montorio 88’ allenato dal tecnico Sabatino Cipolletti subentrato in corso d’opera a Michele De Feudis.
Match importante per i neroverdi che si presentano all’appuntamento del “G. Pigliacelli” carichi con la voglia di tornare al successo pieno per non perdere contatto con le prime della classe, dopo il pareggio in rimonta in extremis di domenica scorsa sul Cupello.
Il Montorio 88’ è reduce dalla sconfitta esterna per 4 a 2 con il Capistrello. I gialloneri sono invischiati in piena zona play out a quota undici punti.
Particolare attenzione al trio d’attacco composto da Simone Gizzi, Ridolfi e Ndaye.
Intanto, nell’anticipo odierno, la Torrese ha battuto il Capistrello per 2 a 0, agganciando la squadra di Aielli al quinto posto in classifica.
Fischietto affidato a Roberto Paterna di Teramo (assistenti: Chiavaroli di Pescara e Mancini di Avezzano). Calcio d’inizio alle ore 14:30.

Città Sant'Angelo. Alla vigilia della trasferta di Bari, il tecnico del Pescara, Zdenek Zeman, ha presentato l'incontro.
Queste sono le sue dichiarazioni riportate da forzapescara.com: "Capone e Benali non ci saranno mentre Del Sole ci sarà. Bovo ha dei problemi al ginocchio mentre Balzano ha un fastidio al tendine d'Achille". Sul Bari: "Il Bari è una buona squadra, ha delle ambizioni per fare un campionato di vertice. In casa rende molto e gli attaccanti sono molto simili. Il loro problema, forse, è la fase difensiva". Su Fabio Grosso: "Ha fatto bene con la Primavera della Juventus, oggi ha una squadra esperta e bisognerà vedere come li gestirà. Sta facendo bene ed è bravo nella conduzione della squadra". Sulle scelte di formazione, soprattutto nella metà campo e in difesa: "A centrocampo ho due mediani che sono Carraro e Kanoutè, Brugman deve darci una mano in fase offensiva. Sulla sinistra ballottaggio Mazzotta-Crescenzi? Il primo ha più passo mentre l'altro deve ancora scoprire se è destro o mancino. Sono contento quando i miei giocatori vanno in Nazionale, ho una rosa di 31 giocatori e non c'è nessun problema". Sulle condizioni di Campagnaro, quasi un mistero fino ad ora: "Mercoledì e giovedì non si è allenato. Da agosto non è stato mai disponibile e si allenato poco con il gruppo per via degli infortuni. Mi piacerebbe averlo in campo ma non è ancora pronto". Per concludere un giudizio sull'Italia: "La sfida non l'ho vista perché stavo male ma la sconfitta non mi sorprende. Tutte le squadre fisiche possono creare problemi all'Italia. Nel 3-5-2 Insigne non c'entra niente".

Sulmona. Sarà presentata a Palmanova (Udine), in prima mondiale, Metamorfosi d’amore, la nuova opera del celebre compositore sulmonese Paolo Cavallone. Si tratta di un doppio concerto per flauto e violoncello e orchestra commissionato dall’Orchestre Symphonique de Bretagne (OSB) e dalla Mitteleuropa Orchestra (MO). Il brano verrà eseguito nell’ambito di “Conversando con psiche”, la nuova stagione musicale della Mitteleuropa Orchestra al Teatro Gustavo Modena.

Sotto la prestigiosa direzione di Marco Guidarini, giovedì 9 novembre tre solisti d’eccezione come il grande flautista Roberto Fabbriciani, la virtuosa arpista Jasna Corrado-Merlak e il promettente Antonio Merici al Violoncello, si esibiranno con la Mitteleuropa Orchestra in un concerto da non perdere con musiche di Mozart, Ravel e Cavallone.

Nelle parole del compositore, alla base della creazione di Metamorfosi d’Amore si trova la riflessione sulla necessità d’amore nell’equilibrio fra le componenti fondanti della psiche umana. Diverse suggestioni e stimoli sono confluiti nella realizzazione di Metamorfosi d’amore. Da un lato, il bimillenario della morte di Ovidio (nato a Sulmona come Cavallone), dall’altro, il concetto di mutazione come metamorfosi interiore e del corpo, come pure della dimensione maschile e femminile della psiche. “Video meliora proboque, deteriora sequor” pronuncia la Medea del poeta latino. Dunque, nell’imperfezione umana si realizza la manifestazione di amore. Ovvero, la metamorfosi e guarigione di psiche, all’ingresso di amore, parafrasando Apuleio o il Cantico dei Cantici. La stessa scelta dei solisti assume significato simbolico: il flauto, antropologicamente uomo-dio e donna-violoncello, umanità. Il brano, nelle sue varie configurazioni, assume significati sempre diversi. Ciascun elemento viene inquadrato da diverse prospettive al fine di restituire, nella sua proliferazione gestuale, un’unità dei contrari, Oggi, necessaria.

Come descrive il Maestro Guidarini, Il “doppio concerto” di Cavallone è accoppiato – a sua volta – da quello mozartiano per flauto e arpa K299, composto nel 1778, gioiello galante di un genere musicale aristocratico, ma di raffinata sensualità. Tutta mozartiana è la grazia dei due capolavori raveliani, Tombeau di Couperin e Ma Mère l’Oye. Il primo, composto tra il 1914 e il 1917, costituisce una sorta di tributo all’arte di François Couperin. Si tratta di una suite sul modello barocco, ma che comprende sia movimenti di danza (Furlana, Rigaudon, Minuetto), che brani tipicamente strumentali (Preludio, Toccata e Fuga). Ma Mère l’Oye è anch’essa una suite composta da cinque pezzi, originalmente per pianoforte a quattro mani e successivamente trascritta per orchestra. Pubblicata nel 1910, la suite è ispirata dalle illustrazioni tratte da un libro di fiabe per l’infanzia.

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