Agnone. Agnonese-Francavilla termina 1-0 in favore dei giallorossi. La cronaca del match parte al minuto 19’ con i padroni di casa pericolosi con un tiro di Margarita respinto da Spacca. Sulla ribattuta arriva Nyang ma calcia alto sopra la traversa. La risposta del Francavilla arriva al minuto 36’ con il vantaggio dei giallorossi. Capolavoro balistico di Palumbo che dai 35 metri insacca all’incrocio dei pali dove Faiella non può nulla. La reazione dei padroni di casa non si fa attendere. Al 43’ minuto Cassese si divora il gol del pareggio. Sviluppi di un corner, la palla carambola sulla linea della porta difesa da Spacca. Il calciatore granata colpisce a porta vuota ma la traiettoria s’impenna sopra la traversa. Con il vantaggio ospite termina la prima frazione di gara. Nella ripresa partono forte i padroni casa. Minuto 60’ sul cronometro, calcio di punizione per l’Agnonese. Sulla palla si presenta Margarita, la traiettoria è velenosissima ma Spacca è miracoloso e devia in corner. Al 65’ è il Francavilla a rendersi pericoloso. Palumbo porta palla, calcia dal limite ma la palla sfiora la traversa. Il Francavilla gestisce le sortite offensive dei padroni di casa che non creano pericoli alla porta difesa da Spacca. Termina 1-0 con il gol firmato da Cosmo Palumbo al 36’ minuto del primo tempo.

 

TABELLINO
Olympia Agnonese-Francavilla Calcio 0-1
Marcatori: 36’ Palumbo (F)
Olympia Agnonese: Faiella, Corbo, Litterio, Di Lollo, Cassese, Rullo, Margarita (78’ Ciotoli), Cerase (68’ Caprarola), Nyang (78’ Barbosa), Pejic, Ferraro (50’ Santoro). A disposizione: Spadone, Frabotta, Guglielmi, Gentile, Lo Destro, Caprarola, Ciotoli, Santoro, Moreira. All. Candido Bucci
Francavilla Calcio: Spacca, Sembroni, Amenta, Palumbo (85’ Rosini), Galli (81’ Romeo), Miccichè (64’ Velardi), Molenda (64’ Procida), Sanseverino, Di Pietrantonio, Zerbo (71’ Banegas). A disposizione: Salvatore, Di Pinto, Procida, Di Renzo, Rosini, Banegas, Di Pentima, Romeo, Velardi. All. Pierluigi Iervese
Arbitro: Daniele La Bianca (Foggia)
Assisitenti: Vincenzo Balestrucci (Barletta); Roberto Nardi (Taranto)
Ammoniti: 24’ Litterio (A); 47’ Miccichè (F); 58’ Amenta (F); 88’ Rullo (A)

Vasto. Positivo il test dell'Aragona dove il Pescara h abattuto in amichevole 1-4 la Vastese.
Per i biancazzurri una quadripletta di Ganz, mentre per i padroni di casa a segno Lucciarini. Nel video potete vedere le immagini salienti del match.

Intanto la Delfino Pescara 1936 comunica di aver ceduto a titolo definitivo le prestazioni sportive di Alessandro Bruno al Livorno Calcio.

Penne. Non inizia nel migliore dei modi la stagione per gli spoltoresi guidati da Donato Ronci che escono sconfitti dal Comunale di Penne per 2-1. Uno scatenato Mattia Rodia, autentica spina nel fianco della difesa ospite, costringerà ora gli spoltoresi ad inseguire nella gara di ritorno, che si terrà all’Adriano Caprarese, il prossimo 6 settembre. Ronci per questa sfida mette in campo la formazione migliore con Vitale, Sbaraglia e Mottola davanti a Gentileschi. Di Camillo ed Ewansiha a centrocampo assistiti sulle fasce da D’Intino e Zanetti. In avanti Nardone e Paquito Morales a supportare il ‘sindaco’ Fabrizio Grassi. Si accomoda inizialmente in panchina Mario Sanchez Berbil. Formazione migliore anche per il Penne di Giandomenico con Rodia, Orta e Cacciatoreche compongono il tridente offensivo. Dopo un buon inizio degli ospiti infatti i locali passano grazie al proprio numero sette, che in contropiede infila Gentileschi. La risposta azulgrana non si fa attendere ma è la traversa a dire di no a Nardone . Diverse sono le trame di gioco costruite dagli ospiti, ma anche diversi sono gli errori in fase difensiva. Sempre Rodia subito dopo costringe Mottola ad un duro intervento che gli costa il cartellino giallo. Il secondo tempo si apre con i locali che colpiscono il palo con Cacciatore. Al minuto 14 Rodia, sempre lui, vede Gentileschi avanzato e da 40 metri fa partire un pallonetto precisissimo che gonfia la rete per la seconda volta. Un eurogol che sembra tagliare le gambe allo Spoltore. Ma Ronci non demorde e butta nella mischia Mario Sanchez. Ma al minuto 34 arriva l’ennesima doccia gelata. Antonio Mottola commette fallo su Cacciatore. L’arbitro Di Paolo non fa sconti e mostra prima il secondo giallo e poi il rosso al difensore ospite che lascia così in inferiorità numerica i suoi. Quando tutto sembra finito arriva lo scatto d’orgoglio dello Spoltore. Il centravanti spagnolo Sanchez, subentrato a Ewansiha, riapre i giochi a pochi minuti dal termine con uno splendido colpo di testa, su un traversone di Andrea Zanetti. Rete che riapre il discorso qualificazione e rende meno amara questa giornata nonostante la delusione che traspare dalle parole del tecnico spoltore Ronci:
“Purtroppo abbiamo fatto tutto noi. Nel bene e nel male. Abbiamo preso una traversa abbiamo creato diverse occasioni, ma abbiamo concesso troppo al Penne prendendo due gol evitabilissimi. Il primo in contropiede e il secondo su un errore del nostro portiere. Bisogna migliorare l’attenzione difensiva. Questa partita ci deve far capire che bisogna lavorare ancora tanto. Sotto l’aspetto offensivo la squadra si è mossa bene ma in fase di non possesso non è stata equilibrata. Sono arrabbiato perché avevamo preparato la partita cercando di non dare la profondità al Penne ma ci siamo fatti trovare impreparati in occasione dei gol subiti. Rodia e Orta a campo aperto fanno malissimo e se non fai il movimento a scappare dietro con i tempi giusti la paghi a caro prezzo. Meno male il gol di Mario che tiene aperto il discorso. Questi sono errori che in un campionato come l’Eccellenza si pagano. Adesso prepariamoci al meglio per la prima giornata di campionato e poi vedremo di recuperare questa partita, cercando di correggere gli errori”.

Penne-Spoltore 2-1 (12 pt e 14 st Rodia, 40′ st Sanchez)

Penne: D’Amico, Camporesi, Carpegna, Reale, D’Addazio, Silvaggi, Rodia (28′ st Di Martino), Pagliuca, Orta (31′ st Coletta), Cacciatore, Balia (36′ st Bianchini). A disposizione: Domenicone, Cervoni, Savini, Di Simone. Allenatore: Luigi Giandomenico

Spoltore: Gentileschi, D’Intino, Vitale (41′ st Lopez), Di Camillo, Mottola, Sbaraglia, Nardone, Ewansiha (13′ st Sanchez Berbil), Grassi (34′ st Vera Carrillo), Morales Carrasco ‘Paquito’, Zanetti. A disposizione: Bozzelli, Pavese, Landucci, Di Marco. Allenatore: Donato Ronci

Terna arbitrale: Paolo Di Carlo di Pescara coadiuvato da Umberto Nappi e Lorenza Caporali di Pescara

Ammoniti: Grassi, Di Camillo, Lopez (S); Camporesi, Reale (P)

Espulsi: Mottola (doppia ammonizione)

Pescara. Inizia col botto il campionato del Pescara: infatti biancazzurri dilagano 5-1 con il neo promosso Foggia che festeggia nel peggiore dei modi il suo ritorno in serie B dopo circa 20 anni. Gara dai mille spunti non solo in campo ma anche per ciò che faceva da contorno: nelle due panchine Zeman e Stroppa hanno ritrovato le proprie ex squadre e prima dell’incontro è stato ricordato il compianto Franco Mancini che ha lasciato il segno in entrambe le piazze, anche se con ruoli diversi.
Forse il risultato non rispecchia il reale andamento della gara, di fatti i pugliesi per lunghi tratti della contesa hanno creato non poche difficoltà ai biancazzurri che sono stati però bravi a non perdere la testa e ad essere cinici e concreti chiudendo con un certo anticipo il match. Tra gli altri buone le prove di Pigliacelli e Pettinari, autore di una tripletta. Invece nel Foggia ha impressionato l’ex lancianese Chiricò, capace di fare reparto da solo.
Nel Pescara assenti Bovo, Fornasier e Zampano oltre a Memushaj, mentre nel Foggia out gli squalificati Vacca e Loiacono


La cronaca
Al 3’ grossa occasione per il Pescara con Capone che dalla linea di fondo sul versante mancino mette in mezzo per Pettinari che da ottima posizione non riesce ad agganciare. È il preludio al vantaggio del Pescara che arriva al 6’ con Proietti che approfitta di un errore difensivo dei pugliesi, mette in mezzo per Pettinari che a porta sguarnita appoggia in rete. Al 13’ ancora Pescara in avanti con Brugman che, dopo una buona combinazione con Perrotta, impegna Guarna in angolo. Al 16’ si fa sotto il Foggia con Fedato, ma è attento Pigliacelli. Poco dopo replica il Pescara con Del Sole che smista sulla destra per Coulibaly che manda a lato. Al 20’ doppia conclusione degli ospiti che trova pronto l’estremo biancazzurro. Al 23’ ancora Foggia pericoloso con Rubin che lambisce la traversa. Al 27’ Pescara vicino al raddoppio con Pettinari sul quale ribatte Guarina. Al 32’ Deli mette pericolosamente in mezzo, ma non trova compagni pronti per la deviazione vincente. Poco dopo Fedato da distanza ravvicinata si fa respingere la conclusione da Pigliaceli. Al 39’ su una ripartenza Capone con una conclusione a giro manda sopra l’incrocio. Al 44’ Deli dal limite manda di un soffio a lato. Al 47’ svarione di Coulibaly, ne approfitta Chiricò che dopo un rimpallo favorevole a fil di palo manda sul fondo.
Nella ripresa al 4’ cross di Fedato dalla sinistra, Perrotta si rifugia in angolo. 1’ dopo replica il Foggia con Agnelli che serve Chiricò, ribatte ottimamente Pigliacelli. Al 9’ ancora il numero 7 rossonero impegna severamente l’estremo biancazzurro. Ma all’11’ è ancora il Pescara ad andare in rete: scorribanda di Crescenzi sulla destra che salta un avversario, mette in metto per Pettinari che mette a segno la sua doppiette personale. Al 17’ Del Sole supera Rubin, la sua conclusione è ribattuta. È il preludio alla terza marcatura del Pescara che arriva poco dopo con un diagonale del neo entrato Benali che va prima sul palo e poi termina in rete. Al 28’ Pettinari in girata manda a lato. Reagisce il Foggia con Mazzeo la cui conclusione è deviata in angolo. Al 33’ Mancuso, appena entrato inm campo, con una mezza girata al volo insacca e cala il poker per il Pescara. Al 35’ Pettinari in area da posizione defilata la piazza sul palo opposto centrando la sua tripletta personale. Foggia ancora vivo: al 26’ Agazzi con una conclusione tesa manda sul fondo. Al 43’ il Foggia accorcia le distanze con Gerbo che sugli sviluppi di un angolo dalla distanza insaca all’agolino alla destra di Pigliaceli.

 

I commenti dei due tecnici
Zdenek Zeman (allenatore Pescara): “Io mi aspettavo una partita così contro una squadra che gioca bene a calcio, che ha dei riferimenti, che è pericolosa e che è un po’ troppo sbilanciata che è quello che succedeva a me un tempo. Per me il Foggia rimane una buona squadra, che è arrivata diverse volte in porta, noi no, abbiamo avuto un grande Pigliacelli e c’è differenza anche in questo. Del Foggia mi è piaciuta l’organizzazione della squadra con quasi tutti giocatori nuovi che imparano a giocare a calcio insieme in poco tempo, Stroppa ha la squadra dell’anno scorso e gli auguro che i nuovi possano dare al più presto i loro contributo in questo campionato di serie B. Per me il Foggia si salva facile perché ha un impianto di gioco, dei giocatori che sanno giocare e di solito le squadre che vengono dalla C hanno più entusiasmo, conosco l’ambiente di Foggia e so che hanno molti abbonati e penso che la prossima partita cambi. Per quanto riguarda la mia squadra, le mie idee non cambiano, abbiamo iniziati con dei giovani, magari davanti ad uno stadio pieno un po’ di emozione c’era, per il resto noi dobbiamo migliorare tanto specie nella fase difensiva dove siamo passivi e aspettiamo che ci vengano addosso e gli avversari trovano spazi liberi. In uscita? Il mercato chiude giovedì e non si sa che succede, con il mercato aperto non è difficile lavorare perché ci sono sempre giocatori che vanno e che vengono. Pettinari? Fino a quando fa i gol non gli si può dire niente, è un giocatore generoso, che lotta e deve ringraziare anche le difese avversarie, però non gli voglio levare i meriti, si vede che ha fame e che ha voglia. Il ricordo di Franco Mancini? Per me era un giocatore importante prima e poi un allenatore importante, noi nello spogliatoio parlavamo quasi ogni giorno, come Giovanni era un compagno, Giovanni era importante per una cosa e Mancini per l’altra”.
Giovanni Stroppa (Allenatore Foggia): “Nel secondo gol preso penso che non siano mancate le gambe ma la testa che è fondamentale anche quando sei sotto di due gol perché per come stava andando la partita e per quello che avevamo creato, sicuramente potevamo riaprirla e invece probabilmente non ci abbiamo creduto. Questa sicuramente è una mia responsabilità e mi dispiace per questo che è la cosa più importante: prendere cinque gol al passivo e non averne fatto uno, erchè l’ultimo gol di Gerbo, a partita ormai decisa, non lo conto, in questi casi, quando crei così tanto, devi fare gol. Mi dispiace, soprattutto per i primi due gol che ce li siamo fatti da soli, non ci si può permettere di sbagliare così tanto sotto porta, però ci siamo arrivati, mi prendo di positivo questo, ma cinque gol fanno male. Non posso parlare di fase difensiva perché c’è stato un passaggio sbagliato ed un errore di valutazione su un intervento sul secondo gol. La difesa può essere messa in difficoltà dagli avversari, il primo gol lo abbiamo preso da una costruzione dal basso nostra, abbiamo sbagliato il passaggio, la stessa cosa di Marassi. Oggi cercavo di mantenere lo stesso ritmo e nel primo tempo siamo andati diverse volte in difficoltà nelle ripartenze, abbiamo concesso un po’ troppo, dovevamo essere più bravi a mantenere il palleggio e a muovere la squadra avversaria in modo diverso. Però le opportunità le abbiamo creato, ma è chiaro che se non fai gol poi è difficile, poi dal secondo gol quello che mi ha dato fastidio è l’atteggiamento. Non bisogna mai abbassare la testa, bisogna continuare a lavorare perché c’erano più di 25 minuti a disposizione, c’erano tutte le possibilità per ribaltare o rimettere in sesto la partita. Chiricò? Se facesse gol sarebbe veramente un giocatore d’altra categoria, però l’importante è che ci arriva e che sta imparando a giocare con la squadra. Quello che mi fa piacere, oltre alle occasioni che si è creato, è quello che ha creato per i compagni. Quanto a Pettinari, penso che gli abbiamo passato la palla noi ma lui è stato molto bravo. Il ricordo di Franco Mancini? Era un ragazzo fuori dal comune perché non era il classico calciatore, amava la batteria, suonava, era veramente una persona splendida e spensierata, manca a tutti e soprattutto oggi”.

 

Tabellino
Pescara (4-3-3): Pigliaceli, Crescenzi, Coda, Perrotta, Mazzotta, Coulibaly (1’ st Palazzi), Proietti, Brugman, Del Sole (32’ st Mancuso), Pettinari, Capone (1’ st Benali) A disposizione: Fiorillo, Ganz, Valzania, Campagnaro, Carraio, Cappelluzzo, Baez Allenatore: Zeman
Foggia (4-3-3): Guarna, Gerbo, Martinelli, Empereur, Rubin, Agnelli (32’ st Beretta), Agazzi, Deli (19’ st Fedele), Chiricò, Mazzeo, Fedato (16’ st Floriano) A disposizione: Pelizzoli, Figliomeni, Tarolli, Coletti, Calderoni, Celli, Ramè Allenatore: Stroppa
Arbitro: Saia (sezione di Palermo)
Assistenti: Bresmes (Bergamo) e Tardino (sezione di Milano)
IV Uomo: Mei (sezione di Pesaro)
Marcatori: 6’ pt, 11’ st e 35’ st ri, 18’ st Benali, 33’ st Mancuso
Ammoniti: Perrotta, Brugman (P) Agazzi (F)
Espulsi: nessuno
Note: recupero 2’ pt 2’ st, angoli 4-7 per il Foggia, spettatori 12.672 per un incasso di 118.175 euro

Brescia. Il Pescara supera il terzo turno di Coppa Italia battendo 1-3 il Brescia al “Rigamonti”. Dopo il vantaggio dei biancazzurri alla mezzora del primo tempo con Capone, le Rondinelle pareggiano subito con Bisoli. Nella seconda frazione Del Sole, con una doppietta, consegna la vittoria e il passaggio del turno al Delfino. Nel quarto turno eliminatorio, dunque, il Pescara giocherà contro la Sampdoria.

Brescia – Pescara 1-3 (1-1)

Reti: 30’ Capone (P), 34’ Bisoli (B), 57’, 82’ Del Sole (P)

Brescia (3-5-2): Gagno; Coppolaro, Somma, Semprini (77’ Cattaneo); Lancini, Bisoli, Ndoj, Di Santantonio, Coly; Caracciolo (C), Torregrossa (64’ Ferrante). A disposizione: Minelli, Festa, Prce, Pinzi, Lancini, Mangraviti, Bertoli, Bagadur, Tonali. Allenatore: R. Boscaglia.

Pescara (4-3-3): Fiorillo; Crescenzi, Coda, Perrotta, Mazzotta; Coulibaly, Brugman (C), Proietti; Del Sole, Capone (58’ Valzania), Pettinari (65’ Ganz). A disposizione: Pigliacelli, Latte Lath, Selasi, Palazzi, Delli Carri, Carraro, Cappelluzzo. Allenatore: Z. Zeman.

Ammoniti: 49’ Brugman, 60’ Proietti (P), 64’ Caracciolo, 68’ Coppolaro (B)

Arbitro: Daniele Orsato di Schio.
Assistenti: Giacomo Paganessi di Bergamo e Giorgio Peretti di Verona.
Quarto uomo: Antonio Rapuano di Rimini.

Pescara. Nel secondo turno di Coppa Italia, il Pescara batte per 5-3 contro la Triestina di mister Sannino. Primo tempo pirotecnico: in vantaggio gli ospiti con Aquaro, Pettinari e Brugman ribaltano il punteggio prima del 2-2 a tempo scaduto di Arma. Nella ripresa la Triestina ritrova il vantaggio ancora con Arma, ma a tempo quasi scaduto Ganz su rigore firma il 3-3 e porta il match ai supplementari, dove Coulibaly e Del Sole fissano il punteggio sul 5-3 per i biancazzurri. Nel prossimo turno il Delfino incontreà il Brescia.

Pescara – Triestina 5-3 d.t.s. (3-3)

Reti: 5′ Aquaro (T), 27′ Pettinari, 39′ Brugman (P), 45′, 75′ Arma (T), 90+2′ rig. Ganz, 105′ Coulibaly, 115′ Del Sole (P).

Pescara (4-3-3): Fiorillo; Zampano, Coda, Delli Carri, Mazzotta; Carraro (46′ Coulibaly), Proietti, Brugman; Capone, Pettinari (68′ Ganz), Nicastro (68′ Del Sole).
A disposizione: Pigliacelli, Crescenzi, Valzania, Latte Lath, Perrotta, Selasi, Palazzi, Cappelluzzo.
Allenatore: Z. Zeman

Triestina (4-4-2): Boccanera; Brandmayr (82′ Erman), Codromaz, Aquaro, Pizzul; Bracaletti, Celestri (116′ Crevatin), Meduri, Mensah; Arma, França (69′ Langwa).
A disposizione: Puccini, Loschiavo, Colavecchio.
Allenatore: G. Sannino.

Ammoniti: 86′ Arma, 90 + 5′ Mensah (T), 63′ Pettinari (P).

Note: Espulso Giuseppe Sannino per proteste.

Arbitro: Francesco Forneau di Roma 1, assistenti Maurizio De Troia di Termoli e Vito Mastrodonato di Molfetta. Completa la designazione il quarto ufficiale Aleandro Di Paolo di Avezzano.

Pescara. Successo del Pescara che nell’ultimo match tra le mura amiche della stagione regola 2-0 il Palermo con un gol per tempo: Muric nel primo tempo porta in vantaggio i biancazzurri, Mitrita nel finale mette il sigillo sui tre punti, seppur inutili dato che il Delfino, così come il Palermo, già era matematicamente retrocesso in serie B da diverse settimane. Vittoria sostanzialmente giusta con la squadra di Zeman che ha creato diverse occasioni facendo vedere degli sprazzi di buon calcio. Da segnalare intorno al 10’ della ripresa l’ingresso in curva nord di alcuni ultras biancazzurri (nel settore che da tempo lasciavano vuoto) che hanno lanciato fumogeni sulla pista della maratona ed hanno contestato presidente e tecnico.
Nel Pescara assenti gli indisponibili Bruno e Crescenzi.

 

La cronaca. Al 9’ un diagonale di Rispoli termina di un soffio sul fondo. Al 10’ Zampano in mezzo per Cerri che manda clamorosamente fuori, ma era in fuorigioco. Al 13’ ancora Pescara in avanti con una punizione di Biraghi che va a lato. È il preludio al vantaggio del Delfino che arriva 1’ dopo con Muric che di testa raccoglie un traversone dalla sinistra e insacca alla sinistra di Fulignati. Replicano i siciliani al 18’con Nestorovski sul quale blocca Fiorillo. Al 24’ Brugman dai 20 metri impegna Fulignati che non si fa sorprendere. Al 33’ percussione di Zampano in area che mette pericolosamente in mezzo ma senza trovare compagni pronti per la deviazione vincente. al 41’ si affaccia in avanti il Palermo con un colpo di testa di Chochev che termina sul fondo.
Nella ripresa al 4’ su cross di Rispoli, un colpo di testa di Nestorovski va a lato. All’8’ replicano i biancazzurri con una conclusione ciabattata di Memushaj che si spegne oltre la linea di fondo. All’11’ una conclusione a giro di Caprari termina sopra l’incrocio. Al 15’ ospiti pericolosi con un cross di Diamanti che trova la testa di Chochev sul quale ribatte Fiorillo. Al 24’ buona combinazione del Delfino finalizzata da Cerri che da ottima posizione spara alto. Al 28’ ancora Cerri dal limite, blocca a terra Fulignati. Al 41’ il raddoppio del Pescara con Mitrita che riceve da Brigman e supera l’estremo siciliano. Così la contesa si conclude, senza recupero, con il punteggio di 2-0 in favore del Delfino.

I commenti dei due tecnici
Zdenek Zeman (allenatore Pescara): “Penso che abbiamo fatto un po’ meglio rispetto all’avversario, abbiamo fatto risultato finalmente anche se è solo il secondo con due squadre che non avevano grosse cose da dire a livello di classifica. Peccato ce la siamo giocata, ogni tanto qualche accelerazione ci è riuscita, anche se le palle bisogna giocarle sempre, ma questa partita ci è riuscita soltanto ora. I tifosi? Da tempo contestano perché la squadra non ha dato soddisfazioni, però quando si esagera si esagera e si va oltre la linea. Se nel campionato si sono vinte solo due partite giusto criticare e contestare, poi magari se la prendono con il presidente che non ha colpe perché la squadra non l’ha fatta lui. Brugman? Per me ha fatto una buona partita, forse l’unico che ha partecipato alla fase difensiva con continuità e movimento, sono contento per lui. Prima non lo facevo entrare perché nel contesto della squadra, cercavo un certo sistema difensivo, quindi ora può essere utile”.
Diego Bortoluzzi (allenatore Palermo): “Nel primo tempo non siamo stati quelli delle ultime partite sicuramente, avevamo poco ritmo, abbiamo tenuto la palla troppo poco, abbiamo sbagliato troppi passaggi, troppi errori, non siamo riusciti a ripartire se non un paio di volte con il nostro avversario che ci costringeva a corrergli dietro, si muoveva bene e tanto e noi non eravamo reattivi ad andare a tagliare gli spazi per limitare le giocate del Pescara che sapevamo che offriva un calcio pericoloso da quel punto di vista. Poi invece c’è stato sicuramente un atteggiamento migliore, i giocatori hanno ripreso a giocare come hanno fatto negli ultimi tempi, abbiamo preso il gol che ha chiuso la partita, però il secondo tempo è stato sicuramente migliore del primo. Il Pescara ha un modo di giocare che se non lo affronti al 100% ti mette in difficoltà e noi questo nel primo tempo non lo abbiamo fatto, poi nel secondo tempo la reazione è arrivata ma non è bastata. I giocatori sono comunque motivati, anche domenica scorsa era una partita molto delicata, l’abbiamo giocata al meglio vincendola addirittura, quindi non mi pongo problemi sotto questo punto di vista perché durante la settimana l’atteggiamento dei giocatori è molto professionale. Mi auguro che continuino a farlo e che domenica giochino una partita come abbiamo fatto fino a questo momento, al massimo delle nostre capacità. È ovvio che la nostra situazione mentale non è al massimo, però le cose che ho avuto fino ad adesso sono sempre state positive, escludendo il primo tempo di stasera”.

 

 

Tabellino
Pescara (4-3-3): Fiorillo, Zampano, Bovo, Fornasier, Biraghi (40’ st Campanaro), Verre, Brugman, Memushaj, Muric (1’ st Mitrita), Cerri (30’ st Gilardino), Caprari A disposizione: Bizzarri, Muntari, Bahebeck, Coulibaly, Coda, Cubas, Milicevic Allenatore: Zeman
Palermo (3-5-2): Fulignati, Cionek, Goldaniga, Gonzalez, Rispoli (30’ st Trajkovski), Bruno Enrique (19’ st Lo Faso), Jajalo, Chochev, Alesami, Diamanti (36’ st Sallai), Nestorovski A disposizione: Posavec, Marson, Andelkpvic, Silva, Balogh, Sunjic, Ruggiero, Giuliano, Morganella Allenatore: Bortoluzzi
Arbitro: Pairetto (sezione di Nichelino)
Assistenti: Schenone (sezione di Genova) e Opromolla (sezione di Saleno)
IV Uomo: Del Giovane (sezione di Albano Laziale)
Addizionali: Pezzato (sezione di Lecce) e Mainardi (sezione di Bergamo)
Marcatori: 14’ pt Muric, 41’ st Mitrita
Ammoniti: Biraghi, Brugman (Pe) (Pa)
Espulsi: nessuno
Note: recupero 0’ pt 0’ st, angoli 2-2, spettatori 10.062 per un incasso di 1903.836 euro

Chieti. Sostenuta da un pubblico generosissimo, le Furie Proger lottano gagliardamente per tutti i quaranta minuti di gioco, ritrovando orgoglio e determinazione, nonostante la pesante assenza di Marco Allegretti e imponendosi per 82-77 contro una mai doma Unieuro Forlì. Gara a tratti nervosa e caratterizzata da primi venti minuti nervosi e non privi di errori da entrambe gli schieramenti. Dopo la pausa lunga però i padroni di casa, trascinati dal solito Golden (21 punti e 6 assist), da un imponente Mortellaro (19 punti e 17 rimbalzi), da un Davis finalmente in formato super (16 punti, tutti negli ultimi venti minuti), da un capitan Sergio in gran spolvero (13 punti) ma soprattutto da una buona prestazione di squadra, con una difesa finalmente salda e compatta, riescono a far propria una gara di importanza vitale per la permanenza nella categoria.

Cronaca. Alla contesa iniziale le Furie si presentano con Golden, Piccoli, Davis, Sergio, Mortellaro, risponde coach Valli schierando sul parquet Adegboye, Bonacini, Johnson, Castelli, Amoroso.
Chieti parte subito forte andando a segno con capitan Sergio e Mortellaro, che sfiora il 2+1 fallendo il tiro dalla linea della carità (4-0). Castelli è il più in palla dei suoi e con un tiro dalla media e un 1/2 dalla lunetta riporta subito i suoi in gioco (4-3). Mortellaro continua a lottare determinato sotto le plance, realizzando e raccogliendo rimbalzi ma Amoroso dalla lunga distanza non perdona, pareggiando la contesa sul 6-6 dopo meno di tre minuti dalla palla a due. Mortellaro e Golden continuano a trascinare l’attacco teatino ma Amoroso, la tripla di Adegboye e il tiro dalla media dopo un’ottima finta di Pierich consegnano agli ospiti il primo vantaggio (12-13) a quattro minuti dal primo mini intervallo. Ferri con una tripla costruita dal palleggio, Rotondo dalla lunetta e su tap in, Pierich e Paolin dopo una gran giocata aumentano il gap tra le due squadre, con Chieti che realizza solo con un 1/2 e con una bomba di un più che discreto Turel. Dopo dieci minuti gli ospiti sembrano in pieno controllo della gara, con una Chieti un po’ troppo remissiva che sembra non avere le idee chiare in fase offensiva e subisce le percentuali più che discrete degli ospiti (16-24).
Il secondo periodo però, vede la Proger scendere sul parquet molto più determinata, iniziando a lottare su ogni pallone, sospinta dai poco numerosi ma calorosi spettatori. Golden continua ad essere un rebus per la difesa ospite e Valli, per provare a discuterne coi suoi, chiama timeout. Le difese, complice anche una prestazione sottotono da parte di entrambi gli attacchi, hanno la meglio e per vedere il primo canestro realizzato in questa frazione degli ospiti, bisognerà attendere quasi quattro minuti, con un presente Paolin a cui non trema la mano (18-26). Golden continua a fare il bello e il cattivo tempo in fase realizzativa ma Ferri punisce nuovamente dalla lunga distanza la difesa dei padroni di casa, concedendo nuovamente agli ospiti 9 punti di vantaggio (20-29). Capitan Sergio si dimostra freddo da oltre l’arco ma Amoroso è freddo a rispondere e, a seguito dei due canestri di Mortellaro e ad una pronta risposta di Castelli, Di Paolo chiama timeout a due minuti dalla pausa lunga (27-33). Golden e Mortellaro piazzano un parziale di 4-0 e, dopo il secondo timeout di Di Paolo che porterà in dote a Chieti i due punti di Piccoli, Forlì risponde sulla sirena con il canestro di Rotondo, facendo attestare il punteggio sul 34-35 alla pausa lunga.
Dopo 20 minuti i migliori realizzatori della contesa sono Golden (10 punti) e uno strepitoso Mortellaro, tornato ai vecchi fasti (13 punti e 8 rimbalzi), con l’attacco forlivese che vede in Amoroso (7 punti) il proprio principale terminale offensivo.
Alla ripresa delle ostilità Chieti si porta subito in vantaggio grazie ad una tripla aperta di Piccoli (37-35) ma Castelli è lesto a ripagare con la stessa moneta la difesa abruzzese (37-38). Davis si sblocca dopo un lay up nato da un brillante uno contro uno ma Amoroso non demorde (39-40). Mortellaro continua a raccogliere rimbalzi e realizzare su tap in e Davis si sblocca dall’arco, consegnando a Chieti il proprio massimo vantaggio (44-40). Adegboye, giocatore dal talento cristallino, entra anch’egli in ritmo, realizzando cinque punti di fila e concedendo nuovamente agli ospiti un punto di vantaggio (44-45). Davis entra in ritmo e, con tre triple continuative concede a Chieti un nuovo massimo vantaggio (53-47). La gara ora si affida più sui talenti dei singoli che alle giocate di squadra e Forlì, vedendo ora in Johnson il proprio salvatore, respirano boccate di ossigeno puro, toccando il 54-54 a meno di due minuti dall’ultimo mini intervallo. Forlì ora ritorna a fare la voce grossa a rimbalzo e dopo tre possessi di fila Adegboye è freddo dalla lunetta ma la tripla di Sergio fa gridare di gioia i propri supporters, con Chieti che, al trentesimo, si porta sul 57-56.
L’avvio dell’ultimo periodo vede gli attacchi sentire particolarmente il peso dell’incontro, con Golden che con un arresto e tiro dalla media distanza sblocca per primo il torpore di inizio quarto (59-56). Pierich, uomo di grandissima esperienza, realizza dalla lunga e Amoroso, con una schiacciata in reverse, trascina i suoi sul +2 (59-61). La gara ora è più combattuta che mai, con Venucci che realizza dall’angolo e Adegobye che risponde a cronometro fermo. Golden in campo aperto si dimostra pericoloso come una tempesta in mare aperto ma un’altra tripla di Pierich concede a Forlì due punti di vantaggio a sei minuti dal termine (64-66). Davis ora è tutt’altro giocatore rispetto a quello visto in quest’ultimo periodo e realizza un canestro clamoroso, non concretizzando però il gioco da tre punti (66-66). Forlì non molla e realizza dalla lunga distanza (66-69) ma Golden dalla media costringe un previdente Valli a chiedere un minuto di sospensione a cinque minuti dalla pausa lunga (68-69). Mortellaro dalla lunetta fa mettere la testa avanti ai biancorossi ma Pierich è sempre l’ultimo a lasciarsi scoraggiare e, emulato nuovamente da Amoroso, concede quattro punti di vantaggio agli ospiti (70-74 a poco meno di tre minuti dal termine). Chieti, famosa per i propri finali a dir poco tragici, questa volta vuole la vittoria a tutti i costi e prima Sergio (2/2) poi Golden (3/4) e Mortellaro (2/2), hanno mano fredda a cronometro fermo, portando nuovamente Chieti in vantaggio (77-74). La difesa biancorossa, a 00:48 dal termine perde colpevolmente la marcatura su Castelli ma lo stesso, solo dopo una situazione di pick’n roll, sbaglia il più facile dei lay up. Chieti ora fa scorrere il cronometro e una tripla di Sergio, vero e proprio cuore di capitano, concede a Chieti il +6 (80-74) a 9 secondi dal termine. La tripla di Castelli e i conseguenti liberi di Golden sono totalmente ininfluenti ai fini del risultato, gara due è di Chieti che dimostra a se stessa e ai propri tifosi di voler mantenere a tutti i costi la categoria.

Pino Di Paolo, dopo la sua prima vittoria da head coach, dichiara soddisfatto ma determinato in sala stampa: “Prestazione di cuore, avevo chiesto ai ragazzi di avere un passo in più nei minuti finali e loro sono stati bravi a seguirimi. Non voglio pensare a me ma alla squadra. Abbiamo disputato una grandissima prestazione, applicando il piano partita e tenendo gli avversari sotto gli ottanta punti. Grande attitudine e grande lavoro da parte di tutti, stupendi anche nelle difficoltà e nei momenti in cui la gara sembrava sfuggirci dalle mani siamo rimasti concentrati, lucidi e aggressivi, non avendo frenesia in fase di non possesso e adattando la difesa in base alle necessità. Questa gara è stata caratterizzata dal nervosismo ma questa è stata una vittoria del gruppo, con i ragazzi che hanno dimostrato di tenere davvero molto a questa categoria. Vogliamo vincere questa serie e vogliamo farlo con i pregi e con i difetti di tutti gli elementi del nostro roster. Ora andremo a Forlì a testa alta, conosciamo bene l’ambiente, molto caldo e passionale ma abbiamo dimostrato di essere una squadra che può imporsi: vogliamo andare a Forlì e vincere”.
Capitan Sergio, uomo capace di caricarsi la squadra nel momento del bisogno, dichiara nel post partita: “Sono gare nervose perché ti giochi tutto in una serie. Siamo uno pari e ci sono ancora diverse partite, andremo a Forlì per vincerne almeno una, grazie anche alla fiducia acquisita con questa vittoria. Andremo lì concentrati e faremo del nostro meglio. Oggi nei momenti cruciali siamo stati coesi e determinati, raccogliendo quelle palle vaganti che ci hanno permesso di avere la mente un po’ più libera in fase offensiva. Tengo a questa gara anche perché sono un ex. A Forlì sono stato molto bene, è una piazza calorosa ma questa gara per noi era importantissima, voglio e vogliamo far bene per fare di tutto per salvarci. Dobbiamo essere ancora più costanti e collaborativi in fase difensiva, prendendo quello che c’è di sporco perché proprio questo permetterà alla fine ad una delle due squadre di festeggiare la salvezza”.
Coach Valli invece, dopo la sconfitta dei suoi, afferma ai nostri microfoni: “Una sconfitta che ci brucia molto perché avevamo le potenzialità per vincere anche la seconda gara. Abbiamo avuto la giusta carica agonistica e la giusta umiltà, peccato ci siano mancate le energie nel finale. Nei momenti clou abbiamo sbagliato canestri facili e loro sono stati più in palla di noi. Peccato perché avremmo dovuto chiuderla sul 70-74, anche perché eravamo già reduci da un terzo quarto in cui non abbiamo difeso come vorremmo. Bravo Davis a realizzare tiri aperti e ben costruiti e lui, insieme a Sergio e alla solita prestazione di Golden, sono stati per me i principali artefici della vittoria degli abruzzesi”.

 


PROGER CHIETI - UNIEURO FORLI’ 82-77 (16-24; 34-35; 57-56)

PROGER CHIETI 82: Golden 21 (8/13 da 2, 0/3 da 3, 5/6 ai liberi), Mortellaro 19 (8/11 da 2, 3/4 ai liberi), Allegretti NE, Fallucca 0 (0/1 da 3), Turel 4 (0/3 da 2, 1/4 da 3, 1/2 ai liberi), Venucci 3 (1/1 da 3), Piccoli 5 (1/3 da 2, 1/1 da 3), Ippolito NE, Zucca 1 (1/2 ai liberi), Sergio 13 (1/4 da 2, 3/8 da 3, 2/2 ai liberi), Davis 16 (2/3 da 2, 4/8 da 3, 0/1 ai liberi).

UNIEURO FORLI’ 77: Adegboye 15 (1/6 da 2, 3/6 da 3, 4/4 ai liberi), Rotondo 6 (2/4 da 2, 2/2 ai liberi), Paolin 4 (1/1 da 2, 0/1 da 3, 2/2 ai liberi), Castelli 11 (2/4 da 2, 2/3 da 3, 1/2 ai liberi), Ferri 6 (0/1 da 2, 2/3 da 3), Amoroso 15 (6/10 da 2, 1/1 da 3), Bonacini 0 (0/2 da 2, 0/1 da 3), Del Zozzo NE, Ravaioli NE, Johnson 7 (2/7 da 2, 1/5 da 3, 0/3 ai liberi), Pierich 13 (1/1 da 2, 3/9 da 3, 2/2 ai liberi).

PROGER CHIETI 82: 20/37 da 2, 10/26 da 3, 12/17 ai liberi, 37 rimbalzi (di cui 10 offensivi), (Mortellaro 17 di cui 7 offensivi), 19 assist (6 Golden).

UNIEURO FORLI’ 77: 15/36 da 2, 12/29 da 3, 11/15 ai liberi, 37 rimbalzi (di cui 11 offensivi), (Castelli 7 di cui 1 offensivo), 11 assist (Johnson 3).

Pescara. Giornata di recupero nel girone "e" della seconda categoria con il tredicesimo risultato positivo, (dopo due pari..tornano i tre punti), per il Pianella 2012 che espugna il campo della Dinamo Calcio Pescara.
Primo tempo a reti inviolate. Tutto avviene negli ultimi minuti della ripresa; un secondo tempo condizionato dalla pioggia e dal nervosismo dovuto alla posta in gioco per entrambe le squadre.
Sblocca all'ottantacinquesimo Alessio Gabriele e solo al novantaduesimo Rinaldo Cilli chiude la partita.
Gli altri risultati sembrano scritti per il Pianella dalla Dea Bendata: lo Scerne sconfitto a Roseto per 2 a 1 ed il Castrum vinto 3 a zero dalla capolista Villa Bozza Montefino.
Ultimo tentativo per acciuffare i play off la prossima settimana in casa con l'United Piane, con un occhio ai risultati sugli altri campi: il Pianella ci crede ancora.

Chieti. Vittoria all’ultimo minuto per il Chieti Calcio Femminile, ma non basta: visti gli altri risultati della decima giornata di ritorno le neroverdi retrocedono in Serie B.

 Serviva ovviamente conquistare i tre punti per continuare a sperare nell’accesso ai playout, allo stesso tempo però anche guardare agli altri campi dai quali invece è arrivato il verdetto definitivo, vista la vittoria del Cuneo a Luserna e quella del Como con la Jesina.

 Un vero peccato per una stagione conclusa con un ritorno in B che lascia l’amaro in bocca e tanto rammarico per le occasioni perse soprattutto durante il girone di ritorno nel quale sono arrivati solo quattro punti.

 La partita con il San Zaccaria è stata avvincente, forse la più bella vista all’Angelini quest’anno con il Chieti che è andato sotto di un gol proprio nel suo miglior momento, riuscendo poi prima a pareggiare poco dopo la mezzora della ripresa e a segnare la rete della vittoria allo scadere grazie ad un’incredibile doppietta di Tona, sicuramente fra le migliori di questa sfortunata stagione. La panchina neroverde è orfana di Mister Lello Di Camillo, squalificato, che segue la partita dalla tribuna. Prima occasione per il Chieti al 4': lancio millimetrico di Giulia Di Camillo per Marinelli che si libera di un’avversaria, si accentra, ma il suo tiro prende in pieno il palo interno. All’8' doppia palla gol per il San Zaccaria: Baldini si avventa sulla sfera a seguito dell’uscita a vuoto di Falcocchia, Carrozzi salva quasi sulla linea di porta poi Principi prova il tiro a giro che esce di pochissimo. Al 10' Marinelli sfiora il palo con una rasoiata da fuori area. Al quarto d’ora ancora Marinelli sfrutta un’indecisione sull’uscita di Tampieri che però poi con un colpo di reni riesce a chiuderle lo specchio della porta. Al 16' San Zaccaria a sorpresa in vantaggio: cross al centro di Peare per Razzolini che mette in rete con uno spettacolare tiro al volo. Il Chieti accenna una reazione con Carrozzi che tre minuti dopo tira debolmente fra le braccia di Tampieri. Al 23' Diaz si invola sulla fascia, mette al centro, pregevole il tentativo in girata di Baldini, ma la palla finisce alta. Sulla punizione di Vicchiarello al 33' il rinvio di un difensore del San Zaccaria favorisce Riboldi che dal limite tira ma la sua conclusione è troppo centrale e Tampieri blocca. Un minuto dopo contropiede fulmineo delle neroverdi, ci prova Nozzi, ma anche il suo tentativo viene bloccato da Tampieri. Azione dubbia in area ospite al 38' con un tocco di braccio di Tucceri che provoca le proteste delle ragazze neroverdi, l’arbitro lascia però proseguire il gioco. Al 42' Razzolini sfiora la doppietta: il pallone si stampa in pieno sulla traversa e torna in campo.

 Inizia il secondo tempo con Innerhuber al posto di Nozzi nel Chieti. Al primo minuto San Zaccaria vicino al raddoppio con la neo entrata Barbaresi, ma la leggera deviazione di un difensore neroverde manda il pallone in angolo. Il Chieti si fa rivedere in attacco al 5': prima ci prova Tona e poi Giulia Di Camillo, in entrambe le occasioni ci mette una pezza Tampieri. Al 7' azione personale di Principi che si libera di due avversarie, ma da ottima posizione alza la mira. Un minuto dopo Barbaresi scheggia la traversa. Azione insistita del Chieti in area ospite, la palla finisce a Giulia Di Camillo che manda a lato. Al 26' Vicchiarello tira da buona posizione, Tampieri devia in angolo, sul conseguente corner Innerhuber colpisce in pieno la traversa. Al 31' Razzolini colpisce un’altra traversa con un gran tiro da fuori. Un minuto dopo il Chieti pareggia con Tona che si gira bene in area e mette la palla in rete. Al 35' azione di Razzolini che invece di tirare cerca di servire Casadio, ma è attentissima Falcocchia a bloccare il pallone a terra. Marinelli si invola e prova il diagonale al 42', Tampieri compie l’ennesimo miracolo. Un minuto più tardi la giovanissima Falcocchia non è da meno della sua più esperta collega quando riesce ad intercettare il tiro di Barbaresi. Il Chieti trova la seconda rete allo scadere: mischia paurosa in area ospite risolta ancora una volta da Tona che firma la doppietta personale. Finisce 2-1 per le neroverdi che vengono chiamate sotto la tribuna dai tifosi: tanti applausi per loro nonostante questa ultima partita casalinga del campionato sancisca la retrocessione in Serie B.

 

TABELLINO DELLA GARA:

CHIETI CALCIO FEMMINILE – SAN ZACCARIA 2-1

Chieti: Falcocchia, Di Camillo Giada, Di Bari, Tona, Benedetti, Vicchiarello, Nozzi (1' st Innerhuber), Marinelli, Di Camillo Giulia, Carrozzi, Riboldi (38' st Mariani). A disp.: Colasante, Perna, Di Marco
All.: Lello Di Camillo (squalificato)
San Zaccaria: Tampieri, Quadrelli, Diaz, Venturini, Peare (27' pt Barbaresi), Tucceri, Pastore, Principi (42' st Cimatti), Razzolini, Baldini (19' st Casadio), Filippi. A disp.: Cicci, Muratori, Burbassi, Pelloni All.: Lorenzini Fausto
Arbitro: Masciale di Molfetta
Assistenti: Martelli di Lanciano e Antenucci di Vasto
Marcatrici: 16' pt Razzolini, 32' e 46' st Tona
Ammonita: Razzolini (SZ)

 

 Le dichiarazioni post partita di Giulia Di Camillo: “Lo scorso anno abbiamo scritto una pagina storica compiendo un’impresa clamorosa, un autentico miracolo: ci siamo battute fino all’ultimo con la Roma, un sogno vedere l’Angelini con circa 3000 persone all’ultima partita ed un tifo favoloso, poi la vittoria e la festa. Abbiamo vissuto quest’anno di Serie A fra alti e bassi: quando i risultati non arrivano è normale che ci siano anche tensioni e situazioni particolari. È stata un’esperienza che ci resterà dentro e aiuterà sia chi rimarrà a Chieti sia chi andrà a vivere nuove avventure sportive. Peccato per come è andata, sono arrivati i tre punti troppo tardi, abbiamo perso troppe occasioni per strada. Spero che ci rialzeremo il prima possibile per riconquistare la Serie A che è importante per la piazza e per la squadra. È incredibile come abbia reagito il nostro giovanissimo portiere Lisa Falcocchia all’impatto con il massimo campionato: appena si è fatta male Silvia sapevamo che è cosa ben diversa avere un portiere di esperienza rispetto ad uno giovane, ma ci siamo subito affidate a lei dicendole di giocare con tranquillità ed ha mostrato di essere una grande giovane. Le auguro il meglio perché vedere una giocatrice così piccola andare in campo con tanta sicurezza è bellissimo. Ovvio che allo stesso tempo mi auspico che tante altre giovani ragazze continuino a lavorare e vestire questa maglia per crescere. Sono felice della squadra e di tutte le ragazze perché insieme abbiamo dato il massimo, peccato per la retrocessione, ma il Chieti esce a testa alta.
Tornando ad analizzare la partita, abbiamo messo il cuore in campo: come al solito, quando il Chieti viene messo alla prova, visto che doveva per forza vincere per sperare nei playout, caccia fuori qualcosa in più. C’è sempre tanta voglia di lottare e anche con il San Zaccaria è stato così: nonostante abbiamo subito il gol, ci siamo messe sotto producendo tante azioni da gol che hanno testimoniato anche la squadra che siamo state durante la stagione, poco concreta in fase realizzativa nonostante le molte azioni, dovevamo essere più ciniche sempre in tutto il campionato. Questa è stata una prova importante che ci ha portato tre punti: sono felice che l’abbiamo offerta ai nostri tifosi che hanno visto così che in campo diamo il massimo. Ci hanno applaudite a fine gara sotto la tribuna: mi auguro che continui il sogno, si va avanti lavorando. Quando si fa un percorso tutto ciò che ti accade fa parte della strada che devi fare, se è successo che siamo retrocesse vuol dire che doveva andare così, forse ci doveva insegnare qualcosa. Sono convinta che, se questa squadra tornerà in Serie A, difficilmente scenderà di nuovo perché questo anno ci ha fatto capire gli errori commessi. È importantissima la concentrazione: contro il San Zaccaria l’abbiamo avuta, in altre occasioni un po’ meno. Non ci possiamo piangere addosso, è chiaro che scappa più di una lacrimuccia, c’è un po’ di tristezza, ma si riparte e la storia non cambia: in A o in B sempre Forza Chieti!”.

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