Politica

In memoria dei giornalisti caduti, un gesto di civiltà e democrazia

*di Enrico Di Giuseppantonio,
Sindaco di Fossacesia e Vicepresidente del Consiglio Nazionale ANCI

Con grande emozione e rispetto desidero condividere questa riflessione, all’indomani dell’approvazione unanime in Parlamento della legge che istituisce la Giornata nazionale in memoria dei giornalisti uccisi a causa dello svolgimento della loro professione.

Non si tratta soltanto di una data da segnare sul calendario. Si tratta di una scelta di civiltà, di democrazia e di memoria attiva, che riconosce il sacrificio di donne e uomini che hanno perso la vita inseguendo una verità che non può e non deve essere taciuta.

Parlo come cittadino e come sindaco.
E, se mi è concesso, sento di poter parlare a nome di tanti colleghi sindaci, di ogni colore politico, che ogni giorno, come me, vivono sul territorio e sanno quanto sia fondamentale l’informazione libera, indipendente, capace di raccontare i fatti senza filtri né timori.

I giornalisti non sono semplici testimoni del nostro tempo: sono sentinelle della verità, voce dei territori, ponte tra cittadini e istituzioni. Alcuni hanno pagato con la vita il coraggio di raccontare. Non possiamo né vogliamo dimenticarli.

Una democrazia non può dirsi tale se non tutela chi cerca la verità.
La stampa non è il nemico del potere, ma il suo controllo più autentico.
Questa legge non è solo un tributo: è un segnale forte, che parla a ciascuno di noi. È un impegno, che ci ricorda che la libertà va difesa ogni giorno, anche nelle sue forme più scomode.

Penso a nomi come Giancarlo Siani, Ilaria Alpi, Maria Grazia Cutuli, e a tanti altri giornalisti meno noti, ma non per questo meno eroici. Ogni loro storia è una ferita aperta, ma anche un seme di coscienza che dobbiamo far germogliare.

Come sindaci, come rappresentanti delle nostre città, dobbiamo sostenere il valore dell’informazione vera, onesta, coraggiosa. Dobbiamo educare al rispetto di chi indaga, domanda, denuncia. Dobbiamo proteggere chi illumina le zone d’ombra del potere e della società.

Con questa giornata nazionale, l’Italia dimostra di essere dalla parte della libertà.
E noi amministratori locali, primo presidio della democrazia sul territorio, siamo chiamati a fare la nostra parte, non con le parole ma con l’esempio, la coerenza e l’impegno quotidiano”.

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