Debutto il 3 agosto a Pescara e il 23 agosto al Muntagninjazz Festival per i primi due concerti dell’Orchestra Giovanile Amadeus, diretti da Passarelli
Pescara. C’è una linea di unione invisibile che collega palco e didattica, prove d’orchestra e momenti formativi, spartiti e dialogo umano. Quel filo, nella carriera di Matteo Passarelli, è la musica intesa come esperienza collettiva, come viaggio educativo. Compositore cinematografico, docente al CET – La scuola di Mogol, e direttore d’orchestra, Passarelli è oggi una delle figure di una nuova generazione di musicisti in grado di fondere la competenza tecnica con l’apertura culturale e l’attenzione ai giovani.
È così che il compositore abruzzese fonda l’amore per la musica attraverso la strumento di trasmissione culturale ed educativa. La sua direzione non è solo un gesto musicale, ma un progetto culturale: formare attraverso l’esperienza orchestrale, responsabilizzare i giovani attraverso la bellezza del suonare insieme.
A dare concretezza di questo impegno ci sono i prossimi due concerti estivi dell’Orchestra Giovanile Amadeus da lui diretta: il 3 agosto al Parco dei Gesuiti di Pescara (ore 21) e il 23 agosto alle 18:30 nel centro storico di Sulmona, nell’ambito della nona edizione di “Piano Piano per Sulmona”, una delle rassegne più amate dell’estate abruzzese.
Il progetto, intitolato “Rock’n’Classic”, rappresenta una delle sfide più originali e affascinanti della stagione. Un concerto crossover che fonde repertorio classico-sinfonico e canzoni pop, dove brani tratti dal cinema, dal rock internazionale e dal cantautorato italiano si combinano con le immortali pagine della classica, dando vita a medley sorprendenti e coesi. Gli arrangiamenti— curati da Passarelli stesso —costruiscono ponti tra mondi solo apparentemente lontani: Morricone e Mancini, Coldplay e Beethoven, Mozart e Michael Jackson. A rendere viva questa visione è l’Associazione Musicale Culturale “Amadeus” presieduta da Dino Marchegiano: un ensemble di giovanissimi musicisti tra archi, fiati, sezione ritmica e il coro Note in Gioco diretto da Annalisa Cialini.
Dal gennaio 2025, Passarelli è alla guida stabile dell’Orchestra Giovanile Amadeus, una formazione under 20 che si distingue per originalità e visione. “Un’orchestra giovanile non è solo un gruppo di musicisti che suona. È una comunità che si allena all’ascolto, alla preparazione per saper suonare nel futuro, ma anche alla libertà. Dirigere questi ragazzi significa credere in ciò che la musica può ancora insegnare”, ha dichiarato Passarelli in un’intervista recente.
L’orchestra come spazio educativo
Con l’Orchestra Giovanile Amadeus, Passarelli promuove un concetto nuovo di formazione orchestrale: contemporaneo nei linguaggi, inclusiva nei percorsi e scrupolosa verso la qualità ma anche al senso. La prova d’orchestra diventa così una palestra di ascolto, disciplina e visione collettiva. Ogni attività è un’occasione per riflettere sul ruolo della musica nella società e sulle possibilità artistiche e creative di una nuova generazione di interpreti.
La formazione come missione
Accanto alla direzione, Matteo Passarelli porta avanti un’attività formativa intensa e trasversale. Insegna da anni nei principali centri di formazione musicale in Italia, trasmettendo un sapere che non è solo tecnico, ma esperienziale. Al CET di Mogol, centro storico per la formazione di autori e produttori, Passarelli tiene corsi di produzione musicale, beatmaking, armonia e orchestrazione, condividendo la cattedra con Massimo Satta, compositore e chitarrista.
Una carriera costruita tra palco e studio
Nel corso della sua carriera, Passarelli ha firmato colonne sonore per il cinema (MalAmore, Amici per Caso), sigle per podcast di successo (Tutte le volte che, Passa dal Basement) e produzioni sinfoniche dirette dal maestro Angelo Valori che ha visto Passarelli collaborare in produzioni per grandi artisti italiani, tra cui Malika Ayane, Morgan, Sergio Cammariere, Serena Brancale, Giuliano Sangiorgi e Avion Travel.
Le sue orchestrazioni sono state protagoniste in eventi istituzionali (come il Concerto di Natale alla Camera dei Deputati, su Rai 1) e festival di rilievo (Sanremo Symphony, Pescara Jazz, Festival d’Annunziano).
Un’idea alta e accessibile di musica
Se c’è un tratto distintivo nel lavoro di Matteo Passarelli, è la capacità di rendere accessibile un’idea alta di musica. Coniuga profondità compositiva e concretezza produttiva, sguardo accademico e attenzione all’industria, rigore e ispirazione. Ma soprattutto, non smette mai di fare della musica un gesto condiviso: tra docenti e studenti, tra orchestrali e pubblico, tra generazioni diverse.
Oggi più che mai, in un’epoca in cui la musica rischia di ridursi a contenuto, la sua figura rappresenta una scommessa sul valore formativo e trasformativo dell’arte. Una scommessa che si gioca ogni giorno tra i leggii di un’orchestra giovane, tra i banchi di una scuola, dietro una partitura ancora bianca.