Pescara. Questa mattina in Commissione “Ambiente e parchi” è uscita fuori la verità, presente il gotha degli agronomi forestali della Provincia di Pescara.
Erano presenti il Dott. Sonni Presidente dell’Ordine degli agronomi forestali, il Dott. Cellini vice Presidente dello stesso ordine, il Dott. Cortese Segretario, Il Dott. Colarossi delegato al verde dell’ordine, e il Dott. Farina Consigliere sempre dell’ordine.
“Alla fine della stessa Commissione – si legge in una nota – abbiamo chiesto ad uno degli agronomi presenti, del perché il Comune di Pescara non adottasse la metodologia che lui stesso ha affermato essere risolutiva per curare per un tempo determinato e quindi salvare gli alberi, almeno all’interno del territorio di Pescara.
La risposta registrata a verbale è stata forse un po’ imbarazzante: “non lo so”.
Forse la stessa risposta la potremmo dare noi, ed è quella che su questa metodologia c’è bisogno di investire denaro pubblico, cosa che l’amministrazione ha fatto per piantumare, ma non per salvare il patrimonio arboreo cittadino.
Già questa risposta farebbe la differenza che obbliga noi a denunciare pubblicamente che finora la gravissima mancanza
di diversificare la cura delle alberature, ha autorizzato il taglio indiscriminato di alberi da parte del Comune e della Provincia.
Ancora più interessante è stata l’affermazione riportata sempre da un agronomo in commissione, che ha descritto le reali motivazioni dell’abbattimento del filare di pini della scuola di Via Italica, dovuto alla previsione del progetto della Provincia che prevedeva lo scavo in prossimità per realizzare opere che avrebbero inciso sulle radici dei pini, creando quindi instabilità nelle piante, destinandole di lì a breve per natura a cadere.
“Avete proposto di modificare il progetto alla committente Provincia di Pescara?”.
Risposta: “si, verbalmente”.
Quindi un Dottore che sa di salvare un paziente evitando una malevola pratica per lo stesso soggetto, comunica al suo collega che decide la vita e la morte del soggetto in questione, solo a parole e senza verbalizzare alcunché.
Tutto ciò è imbarazzante perché si sarebbe scelto di non verbalizzare per iscritto un’alternativa per evitare il taglio dei pini di Via Italica che, anche se non imposto da legge, dovrebbe sussistere a mio avviso per etica professionale.
Speriamo solo che per le future nuove richieste di abbattimento, che pare siano già in programma, queste alternative sé mai ce ne fossero, venissero messe a verbale dai tecnici in modo scritto e tracciato, anziché solo ed esclusivamente a parole”.