Cronaca

Ugl, Foschi su ennesima vittima sul lavoro in Abruzzo

Chieti. “Morire sul lavoro non è accettabile: la politica ha il dovere di mettere in atto tutte le misure tese a prevenire e scongiurare in Abruzzo una strage senza fine che la notte scorsa ha visto cadere la tredicesima vittima dall’inizio dell’anno». È il commento del Segretario provinciale Chieti-Pescara della UGL-UTL Armando Foschi rispetto all’ennesimo incidente sul lavoro, verificatosi a Torino di Sangro e che ha visto la morte di un uomo di soli 52 anni, ucciso sotto una tonnellata di polimeri di plastica.
«Morire lavorando non è più una notizia in Italia, né tantomeno in Abruzzo: alla data del 5 agosto, ultimo rilevamento condotto, erano ben 607 i morti sul lavoro nel Bel Paese, 30 in più dello scorso anno, 13 solo nella nostra regione – ha sottolineato il Segretario Foschi – , la UGL non ritiene che siano frutto della sfortuna ma una conseguenza di controlli preventivi assenti, un sistema di lavoro basato su ritmi frenetici ed una legislazione inadeguata alla gravità della situazione che si reitera di anno in anno senza che la politica intervenga con decisione e fermezza. Purtroppo a oggi qualunque appello giunto dalle sigle sindacali sembra non riuscire a sortire alcun effetto e, fatta salva la commozione generale non appena accade il dramma, finiti i funerali quella stessa politica gira pagina, fino al prossimo morto. Eppure le norme per arginare quella che è una piaga ci sono e impongono il potenziamento degli organi di controllo e una riforma strutturale degli stessi. Chiediamo alla Regione di far pressione sulla politica nazionale per introdurre finalmente il reato di omicidio sul lavoro, per istituire una commissione regionale permanente per il monitoraggio sulla sicurezza nei luoghi di lavoro perché non è più tempo di tergiversare e rifugiarsi in frasi di circostanza quando accadono tragedie simili, non è normale morire. È urgente affrontare anche il tema dei ritmi e carichi di lavoro che aumentano il rischio di incidenti”.

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