Dichiarazioni dell’onorevole Daniela Torto, deputata del Movimento 5 Stelle
«In questi giorni il caso della “famiglia nel bosco” in provincia di Chieti sta suscitando un dibattito acceso. C’è chi ritiene che le valutazioni tecniche debbano avere il sopravvento su quelle morali, e chi sostiene il contrario. Entrambe le posizioni sono legittime in una democrazia. Ma credo che, al di là delle contrapposizioni, oggi debba prevalere soprattutto il buon senso.
Se da un lato i giudici evidenziano la necessità di garantire ai bambini una crescita più stabile e sicura rispetto alla vita isolata che stanno conducendo, dall’altro non possiamo ignorare che il nucleo familiare è, da sempre, l’ambiente più naturale e protettivo per un bambino.
Privare tre fratellini dell’uno o dell’altro pilastro – sicurezza e famiglia – non può essere considerata mai una soluzione soddisfacente.
Per questo, chi ha la responsabilità di intervenire deve approfondire, ascoltare, valutare con scrupolo ogni dettaglio e cercare una soluzione che non sacrifichi né la tutela dei minori né il legame familiare. Separare drasticamente i figli dai genitori è una misura che traumatizza senza educare, soprattutto in un Paese dove vediamo quotidianamente ben altri contesti di abbandono, degrado e devianza che però non ricevono la stessa fermezza.
Quanto alle reazioni del ministro Salvini e del governo Meloni, ho l’impressione che il futuro di questa famiglia sia, per loro, un tema secondario. Il rischio concreto è che il caso venga usato come strumento politico per alimentare l’ennesimo scontro con la magistratura. Una classe dirigente davvero interessata al bene comune interverrebbe con compostezza istituzionale, non con toni strumentali o polemici. Chi ha la responsabilità di governare in questo Paese può mostrare il coraggio di rivedere quelle regole che potrebbero non essere adeguate a tutti i casi nello stesso modo. Il Governo faccia la parte che gli spetta!».