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“Economia della lentezza: cicloturismo e bikepacking, le nuove frontiere della bikenomics”, il libro dell’abruzzese Giuseppe Pugliese

Un’opera originale sulle origini e la storia della bicicletta e sul cicloturismo come motore di sviluppo sostenibile

Archi. Il cicloturismo come motore di sviluppo sostenibile, turismo esperienziale e promozione del territorio è il leitmotiv del libro dell’abruzzese Giuseppe Pugliese, studioso di economia e appassionato di ciclismo, di Archi in provincia di Chieti.

“Economia della lentezza: Cicloturismo e Bikepacking, le nuove frontiere della bikenomics”, questo il titolo dell’opera che esplora, attraverso un’analisi originale del mondo della bicicletta, il profondo cambiamento in atto della domanda turistica. Complice l’interesse, soprattutto negli ultimi anni, per le esperienze immersive, per i territori meno noti, per le forme di viaggio che mettono al centro la relazione con il luogo o semplicemente con il bisogno di evasione dalla routine quotidiana, alla ricerca della riconnessione con sé stessi e con il ritmo naturale della vita segnato dal sorgere e dal calar del sole. Un libro che è una lettura imperdibile per appassionati di ciclismo, ciclo viaggiatori, operatori turistici, insegnanti, formatori ed amministratori pubblici, associazioni sportive e culturali, e che si fa promotore dell’invito a scoprire lentamente i territori più autentici, pedalata dopo pedalata.

I temi principali trattati dal manuale, pubblicato da Amazon Independent Publishing, sono le origini e la storia del ciclismo, la filosofia e l’evoluzione del cicloturismo, il turismo lento, i modelli di sviluppo sostenibile e la bike economy. “L’economia della bicicletta, bike economy o bikeconomy – spiega l’autore – è uno dei settori dell’economia sostenibile in continua espansione ed un settore in grado di integrare mobilità sostenibile, innovazione industriale, turismo, benessere collettivo e sociale. Nel 2025, questo comparto si conferma come un pilastro strategico per la transizione ecologica e lo sviluppo economico, sia in Italia che a livello globale, come testimoniano i dati del rapporto dell’Osservatorio di Unioncamere”. “Bici e natura – aggiunge – sono il binomio perfetto per stabilire una crescita economica sostenibile, la cosiddetta “economia della lentezza”, termine coniato per illustrare la perfetta simbiosi che viene a stabilirsi nel cicloturismo tra il ritmo lento del viaggio in bicicletta, i ritmi dei cicli della natura e delle stagioni ed il graduale recupero socioeconomico delle identità territoriali. L’economia della lentezza è quindi, in estrema sintesi, un encomiabile modello di sviluppo economico territoriale per il rilancio dei piccoli borghi rurali e per il contrasto all’abbandono dei territori montani, un modello di crescita economica sostenibile alternativo alla globalizzazione economica e produttiva che ha prepotentemente invaso le nostre abitudini, le nostre vite, i nostri territori, saccheggiandoli e spesso plasmandoli sulle orme dei modelli consumistici”.

Ed è così che la bicicletta da “macchina perfetta” diventa “macchina della felicità” e anche “della libertà”, da semplice e banale mezzo a due ruote – con alle spalle oltre due secoli di storia – a rivoluzionario volano green per il lancio e la promozione di più ampi progetti di sviluppo territoriale. “Lungo tutto lo Stivale – spiega Giuseppe Pugliese – si moltiplicano le iniziative che hanno permesso a giovani imprenditori di restare o tornare nei territori di origine, avviando attività economiche di successo nel settore della “bike economy”, alcune delle quali sono oggetto di approfondimento come “best practice” nella trattazione. Inoltre in alcuni contesti territoriali, l’avvio di attività turistiche legate alla bici ha innescato un vero processo di rinascita locale nell’economia, nella socialità e nell’identità territoriale. Da abruzzese, mi sono soffermato ad analizzare la Via Verde Costa dei Trabocchi e la Rete Ciclabile dei Trabocchi, la Nova Eroica Gran Sasso e il Cammino dei Briganti. Quindi sono passato ad illustrare il successo dell’Eroica, del Molise Trail e della Transcontinental Race in altri territori”. Insomma, il cicloturismo si è dimostrato poter essere un motore di sviluppo sostenibile per il turismo italiano, capace di coniugare passione per la bici, scoperta del territorio e crescita economica.

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