Giovedì 5 febbraio 2026, i due musicisti – collaboratori per lungo tempo di Pino Daniele – si esibiranno nella Sala Favetta del Museo delle Genti d’Abruzzo di Pescara in uno speciale doppio set
Pescara. Giovedì 5 febbraio, la stagione 2026 del Kabala prosegue con l’omaggio alla musica di Pino Daniele del duo formato da Rita Marcotulli e Israel Varela.
Al consueto appuntamento serale, si aggiunge un set pomeridiano alle 19 per soddisfare le tante richieste arrivate da parte del pubblico. Il set delle 21 è tutto esaurito.
Al termine del concerto, la serata proseguirà poi con l’After Kabala, una jam session gratuita al Caffé Letterario.
Il concerto, si terrà a Pescara, nella Sala Favetta del Museo delle Genti d’Abruzzo in Via delle Caserme, 58.
Il prossimo concerto del Kabala si terrà giovedì 19 febbraio 2026 con il concerto del trio guidato dal pianista turco Hakan Basar e completato da Michelangelo Scandroglio al contrabbasso e Bernardo Guerra alla batteria.
La pianista Rita Marcotulli e il batterista, percussionista e cantante Israel Varela rendono omaggio a Pino Daniele, a oltre dieci anni dalla sua scomparsa, con un progetto musicale originale, una rilettura dei suoi brani aperta alle influenze e agli accenti del jazz, del flamenco e della world music.
Nel percorso tracciato da Marcotulli e Varela, si intrecciano la lunga collaborazione e l’amicizia che i due musicisti hanno condiviso con il grande cantautore e la capacità di Pino Daniele di portare la grande tradizione della musica napoletana a confronto con il blues, il rock e il jazz: un suono immediatamente riconoscibile, originale nella sua fusione di generi diversi e in un’esplorazione moderna e mai scontata delle tante anime della città partenopea.
Rita Marcotulli e Israel Varela hanno entrambi collaborato a lungo con Pino Daniele – la pianista ha preso parte a numerosi progetti sia in studio che dal vivo, il percussionista ha affiancato il cantautore in tanti concerti – e il loro dialogo esplora i mille colori di Napoli e della musica di Pino Daniele con estrema naturalezza. L’incontro fra Marcotulli e Varela è infatti un incontro tra anime musicali affini, una ricerca continua di atmosfere e possibilità espressive dove trovano posto il jazz e le tradizioni musicali delle diverse parti del mondo, la modernità e la dimensione più ancestrale.
Pianista e compositrice tra le più affermate ed apprezzate del panorama contemporaneo del jazz, Rita Marcotulli inizia la sua carriera fulminante al termine degli anni ‘80 e grazie a prestigiose collaborazioni – solo per citarne alcune, Peter Erskine, Joe Henderson, Joe Lovano, Enrico Rava, Andy Sheppard – si afferma in breve tempo come una figura di spicco nella scena internazionale. Nel 1987 la rivista Musica Jazz la vota come Miglior Nuovo Talento; nel 1998 il Guardian premia il suo The woman next door come miglior Cd dell’anno; nel 1989 entra a far parte del gruppo di Billy Cobham con il quale si esibisce in tutto il mondo, nel 1992 si unisce al gruppo di Dewey Redman con cui collabora per 15 anni suonando in tutta Europa e Sud America. Importanti anche le sue collaborazioni con musicisti del Nord Europa che portano nuove musicalità nel suo incessante percorso di ricerca. Durante la sua lunga permanenza in Svezia nascono le preziose collaborazioni con Palle Danielsson, Marilyn Mazur, Jon Christensen, Nils Petter Molvaer, Anders Jormin, Tore Brumborg. Bobo Stenson e John Taylor. Da metà degli anni 90, forte di una così ricca e variegata esperienza internazionale, torna in Italia alternando propri progetti nel jazz a collaborazioni nel mondo della canzone. Nel 2009 ha realizzato la colonna sonora del flm “Basilicata coast to coast”, di Rocco Papaleo, per la quale ha ricevuto il Ciak d’Oro nel 2010, il Nastro d’Argento per la migliore colonna sonora e il David di Donatello come miglior musicista nel 2011, prima donna in assoluto a ricevere questo premio.
Israel Varela è uno degli artisti più affermati della sua generazione e negli ultimi quindici anni è stato uno dei musicisti più richiesti al mondo per la sua capacità di attraversare i generi e i linguaggi musicali. La sua originalità e il suo stile personale come compositore, musicista e produttore, gli hanno permesso di esibirsi con i massimi esponenti del jazz, del flamenco, della musica classica, e del pop, passando, tra gli altri, da Pat Metheny a Charlie Haden e Mike Stern, da Yo-Yo-Ma a George Benson e Joaquin Cortes. Nato nel 1979 a Tijuana, in Messico, Israel è cresciuto in una famiglia di musicisti e si è esibito in pubblico sin da piccolo, cantando e suonando il pianoforte. All’età di dodici anni, iniziò a studiare batteria e percussioni sotto la guida di Gonzalo Farrugia e Andrei Tchernishev, iniziando cosi ad esibirsi con le migliori band locali. Nel 2002 si è trasferito in Italia, dove ha studiato al Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano e al Conservatorio di Santa Cecilia a Roma. Ha pubblicato undici album come leader e lavora come produttore nel rinomato Forward Studios di Grottaferrata.
Le diverse sfaccettature della musica di improvvisazione animano i sei appuntamenti dell’edizione 2026 del Kabala. Dal blues del concerto di apertura con Kenny “Blues Boss” Wayne all’incontro tra jazz e flamenco proposto da Daniele Bonaviri, Giuseppe Continenza e Pierpaolo Bisogno, passando per l’omaggio alla musica di Pino Daniele del duo formato da Rita Marcotulli e Israel Varela, per la sintesi tra mainstream jazz e atmosfere mediorientali del trio del pianista turco Hakan Basar e per le sonorità affascinanti dell’organo Hammond con il concerto del Pat Bianchi Trio. Il concerto finale della rassegna guarda alla musica di due grandissimi della storia del jazz come Duke Ellington e Billy Strayhorn con “Essentially Ellington and Strayhorn” del quartetto del contrabbassista Marco Marzola con la presenza speciale di uno dei protagonisti della scena europea del jazz, vale a dire il sassofonista Tony Kofi.