Pescara. “Questa mattina sono intervenuto (lettera in allegato) con il Comune di Pescara nonché, vista la sua funzione di vigilanza e garanzia sulla corretta informazione del referendum costituzionale del 22 e 23 marzo prossimi, con la Prefettura. In città, infatti, sono affissi nei tabelloni comunali, i manifesti di convocazione dei comizi elettorali del referendum, come da prassi. Tutto corretto, se non fosse che, recando la data del 5 febbraio, le pubblicazioni riportano il quesito referendario sbagliato, cioè quello ormai superato. Infatti, il giorno successivo, 6 febbraio, la Corte di Cassazione ha dichiarato legittima e ammissibile la richiesta di riformulazione del quesito referendario presentata da un comitato di giuristi.
Una scelta che ha poi portato, prima, il 7 febbraio, il Presidente della Repubblica, a emanare il Decreto che ha riformulato il testo del quesito referendario e poi, l’11 febbraio, il Ministero dell’Interno a trasmettere una circolare con cui ha comunicato agli organismi competenti le modifiche intervenute e le procedure da adottare.
A Pescara però, tutto questo sembra non essere accaduto.
I manifesti affissi negli appositi spazi della comunicazione istituzionale, firmati dal Sindaco Masci, riportano il vecchio quesito, col rischio di ingenerare una possibile confusione nei cittadini chiamati alle urne.
Per questo motivo, questa mattina, ho inviato una apposita nota al Sindaco e al Prefetto di Pescara, per segnalare questa situazione e chiedere ragguagli sulle iniziative che il Comune, che ha la competenza su questo, intenderà mettere in campo per informare correttamente la popolazione e sulla tempistica.
Mi aspetto che ci si attivi rapidamente e al più presto possibile, anche sulla base dell’esperienza passata, che avrebbe dovuto insegnare a non prendere mai sottogamba gli adempimenti burocratici delle elezioni, di qualunque tipo esse siano.
Ritengo fondamentale che l’informazione agli elettori sia completa, corretta e tempestiva, nel pieno rispetto delle disposizioni normative e delle garanzie democratiche”. Lo afferma il vicepresidente del Consiglio Regionale,Antonio Blasioli.