Lettomanoppello. Una sala gremita e attenta ha accolto, sabato 7 marzo, la presentazione del volume “Speleologia in cavità artificiali. Pericoli e rischi – Linee guida” di Gabriele La Rovere, speleologo, ricercatore e divulgatore da anni impegnato nello studio e nella tutela del patrimonio ipogeo abruzzese.
L’incontro, ospitato nella sala San Michele di piazza Umberto I e realizzato con il patrocinio del Comune di Lettomanoppello, ha rappresentato un importante momento di confronto tra studiosi, appassionati e rappresentanti delle istituzioni sul tema della sicurezza nelle esplorazioni sotterranee e sulla valorizzazione dei territori legati alla storia mineraria della Maiella.
Il libro, stampato nel febbraio 2026, nasce dall’esperienza maturata da La Rovere in decenni di attività sul campo e si propone come un contributo tecnico e divulgativo dedicato alle cavità artificiali: miniere, opere idrauliche, cunicoli archeologici e strutture ipogee di origine antropica. Un testo che unisce racconto e rigore scientifico, ponendo al centro la distinzione tra pericolo e rischio, concetto fondamentale per chi opera in ambienti sotterranei.
«Il pericolo è ciò che ci minaccia dall’esterno – spiega l’autore nel volume – mentre il rischio è la scelta di agire nonostante quella minaccia. Comprendere questa differenza significa imparare a esplorare in modo consapevole».
Speleologo, istruttore e soccorritore, La Rovere è membro del Gruppo di Ricerca Archeologica della Maiella (GRAIM) e socio dello Speleo Club Chieti, di cui ha sostenuto negli anni numerose attività di ricerca e tutela del patrimonio ipogeo regionale. Nel corso della serata sono stati ricordati anche alcuni interventi recenti, tra cui la messa in sicurezza della cisterna monumentale ottocentesca di piazza San Giustino a Chieti, esempio concreto di come la speleologia possa contribuire alla valorizzazione del patrimonio storico e urbano.
Alla presentazione hanno partecipato numerosi speleologi e rappresentanti di gruppi provenienti da diverse regioni del Centro Italia – Marche, Abruzzo, Molise, Lazio e Umbria – a testimonianza dell’attenzione e dell’interesse che il tema delle cavità artificiali e della sicurezza nell’esplorazione continua a suscitare nella comunità speleologica.
La serata è stata arricchita dagli interventi di Andrea “Scintilena” Scatolini, speleologo e divulgatore, e di Virgilio Pendola, responsabile della Scuola di Speleologia di Narni. Presenti anche Michela Portacci, responsabile del turismo della Regione Abruzzo, rappresentanti della Federazione Speleologica Abruzzese, e Silvano Agostini, già funzionario geologo del Ministero della Cultura (MIBACT), già in servizio presso la SABAP Abruzzo come direttore del Servizio Geologico e Paleontologico e responsabile dei sistemi GIS.
Nel corso dell’incontro il Comune di Lettomanoppello ha consegnato un attestato di riconoscimento a Gabriele La Rovere per il suo impegno nella ricerca speleologica e nella divulgazione scientifica. Un riconoscimento è stato attribuito anche a Dino Di Cecco, figura di riferimento del GRAIM e promotore delle attività di studio e valorizzazione delle miniere di bitume di Lettomanoppello, patrimonio storico e geologico di grande rilievo per l’intero comprensorio della Maiella.
Durante la serata è arrivato inoltre un premio speciale ad Andrea “Scintilena” Scatolini, per oltre vent’anni di informazione speleologica attraverso il notiziario La Scintilena, punto di riferimento per la comunità speleologica italiana. Il riconoscimento, consegnato dal Comune di Lettomanoppello, ha voluto sottolineare il valore di un lavoro di divulgazione che ha saputo raccontare esplorazioni, ricerche e storie del mondo sotterraneo, contribuendo a creare un ponte tra territori, gruppi e generazioni di speleologi.
Il territorio pedemontano tra Lettomanoppello, Manoppello, Abbateggio, Roccamorice e Scafa conserva infatti tracce di una lunga tradizione estrattiva legata al bitume, utilizzato già in epoca romana. Un patrimonio che oggi rappresenta anche una risorsa culturale e turistica.
«Questo libro – ha dichiarato Arianna Barbetta, delegata al turismo e alla valorizzazione del bacino minerario della Maiella – è molto più di una pubblicazione tecnica. È un’opera che racconta la passione e la competenza di chi da anni studia e protegge il nostro territorio sotterraneo. La speleologia non è solo esplorazione, ma anche conoscenza, sicurezza e valorizzazione culturale. Il lavoro di Gabriele La Rovere e di chi, come Dino Di Cecco, ha dedicato energie alla ricerca sulle miniere di bitume rappresenta un patrimonio di esperienza che arricchisce l’identità della nostra comunità».
Barbetta ha sottolineato inoltre come la valorizzazione del sistema minerario della Maiella possa rappresentare un’importante opportunità di sviluppo turistico sostenibile, capace di unire ricerca scientifica, memoria storica e fruizione culturale.
La serata si è così trasformata in un momento di incontro tra ricerca, divulgazione e passione per il mondo sotterraneo, nel segno di una comunità speleologica sempre più attenta alla sicurezza e alla condivisione delle conoscenze. Un percorso che, come ricorda la citazione dantesca posta in prefazione al volume, invita a «seguir virtute e conoscenza», anche nelle profondità della terra.