Cronaca

Melanoma: serve prevenzione tutto l’anno

Il sole “fa male” anche in città: 7 famiglie su 10 non usano protezione durante le normali attività all’aperto

Roma. La protezione solare resta spesso un’abitudine “da vacanza”. Uno studio su 1.288 famiglie pubblicato su Dermatologic Reports mostra che durante le normali attività all’aperto in città la maggioranza non adotta misure di fotoprotezione, mentre l’attenzione aumenta soprattutto nel periodo trascorso al mare.
I numeri in sintesi
Il paradosso è evidente: ci si protegge per due settimane di vacanza, ma per le altre cinquanta settimane dell’anno si resta spesso esposti ai raggi UV senza adeguate precauzioni.
Secondo i promotori, questo comportamento è legato anche a un fattore comunicativo: per anni molte campagne di prevenzione hanno rappresentato la fotoprotezione quasi esclusivamente in contesti di mare e spiaggia (famiglie sulla sabbia, bambini che giocano, persone che nuotano). Ne è derivata l’idea, spesso implicita, che la protezione serva “soprattutto al mare”, mentre nella vita quotidiana – lavoro all’aperto, giardinaggio, sport, attività ricreative – la pelle resta esposta senza che la protezione venga percepita come necessaria.
72%: in città nessuna misura preventiva
28%: in città uso della crema solare
Vacanze brevi: 1 settimana (44%) o 2 settimane (41%)
Lo studio è stato promosso dalla Fondazione per la Ricerca sul Cancro “Attilia Pofferi” (Pistoia) e dall’Associazione Umbra No al Melanoma (Perugia), e ha coinvolto famiglie con bambini di 8–10 anni nella provincia di Perugia.
“Ci si protegge in vacanza, ma poi per mesi ci si espone senza pensarci: nei lavori all’aperto, in giardino, mentre si taglia l’erba o si potano gli olivi, oppure facendo sport come il tennis. La prevenzione deve entrare nella routine quotidiana, non restare un comportamento limitato a due settimane al mare.”, sottolinea il dott. Vincenzo De Giorgi, dermatologo dell’azienda toscana centro di Firenze e presidente della Fondazione per la Ricerca sul Cancro “Attilia Pofferi” di Pistoia.
““Il rischio non è ‘solo in spiaggia’: è l’esposizione cumulativa che conta. Per questo servono messaggi pratici e ripetuti: ombra quando possibile, barriere fisiche (cappello/indumenti) e crema solare quando serve, soprattutto per chi passa tempo all’aperto durante l’anno.” , aggiunge il dott. Gian Marco Tomassini, dell’Associazione Umbra No al Melanoma di Perugia.
La ricerca è uno studio trasversale descrittivo basato su un questionario anonimo (17 domande a scelta multipla) compilato dai genitori e distribuito nelle scuole primarie della provincia di Perugia (aprile–maggio 2019): distribuiti 2.985 questionari, analizzati 1.288.
Email: vincenzo.degiorgi@unifi.it fondazione “Attilia Pofferi” di Pistoia
gmtomassinipg@gmail.com dell’Associazione Umbra No al
Melanoma di Perugia.

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