L’incontro con gli autori per il progetto “Superiamo le barriere”
Pescara. Con gli occhi dei familiari è il titolo del libro di Paolo Giovanazzi e Sandra Villano (Erickson editore), presentato nei giorni scorsi nella sede di Cosma (Coordinamento salute mentale Abruzzo) a Pescara per il progetto “Superiamo le barriere”, con il contributo della Fondazione Pescarabruzzo.
Un folto pubblico ha partecipato e interagito con gli autori intervenuti all’incontro, moderato dal giornalista Paolo Di Vincenzo.
“Lo stigma che colpisce il disagio psichico è ancora molto forte”, ha spiegato Giovanazzi, “ed è diretto sia agli utenti dei servizi di salute mentale che ai loro familiari. Per vincere lo stigma è molto importante metterci la faccia e quindi organizzare eventi come quello di questa sera a Pescara. Iniziative fondamentali per sensibilizzare le persone ad avere un atteggiamento meno timoroso nei confronti della malattia mentale e a diventare delle risorse per la costruzione di un tessuto sociale sempre più attento alle fragilità”.
“Come si possono aiutare i familiari? Sicuramente uno strumento fondamentale da utilizzare è la psicoeducazione”, gli ha fatto eco Villano, “È un intervento con l’obiettivo di abbassare lo stress all’interno del nucleo familiare iniziando un percorso informativo. Capire e comprendere la malattia mentale è necessario per poi riuscire a comprendere quali sono i segni precoci di ricaduta, a capire come gestire le situazioni critiche, a chi chiedere aiuto. Poi servono tutte quelle tecniche per migliorare la comunicazione all’interno del nucleo familiare e la risoluzione dei problemi che si possono trovare quotidianamente, per abbassare il livello di stress e per poter creare un clima più armonico”.
Gli autori scrivono con l’autorevolezza di chi conosce l’argomento nel profondo.
Giovanazzi, laureato in Giurisprudenza, appassionato di marketing e mercati finanziari, autore di “Psichiatria da protagonisti” (Erickson 2022), è anche un familiare: suo fratello minore si è ammalato in giovane età di schizofrenia paranoide.
Villano, laureata in Tecnica della riabilitazione psichiatrica all’università di Pavia nel 2006, è anche una familiare. In venti anni di esercizio della professione ha lavorato in diversi contesti della salute mentale.
Il libro è un agile volume suddiviso in tre capitoli: Il percorso del familiare caregiver; Storie di familiari; Rafforzare la consapevolezza: alcuni strumenti.
Il primo è articolato in cinque tappe fondamentali: sofferenza, accettazione, conoscenza, convivenza partecipazione. E già nella scelta dei termini c’è tutto il dolore ma anche la visione di una strada per realizzare la promessa del sottotitolo: “Vivere accanto alla sofferenza psichica: il percorso, le storie, gli strumenti”.
Molto significativo è un paragrafo che già dall’intestazione illumina il lettore: Lo stigma e il ruolo della società. “Sicuramente fonte di ulteriore sofferenza e disagio per un familiare”, scrivono gli autori, “è avvertire lo stigma, ossia quel marchio sociale negativo associato ai disturbi mentali”.
Toccante e struggente è il corposo secondo atto del volume. Nelle Storie di familiari si trovano le esperienze reali di tante persone, tutte da leggere, tutte da comprendere, tutte da approfondire pensando per qualche istante di mettersi nei panni dei malati e di chi vive loro accanto.
Preziose, infine, le trenta pagine conclusive con l’indicazione di strumenti pratici, di riferimenti legislativi, di un glossario, di linee guida per chi vive da vicino la malattia mentale anche se non ne è affetto.