Cultura e eventi

Ad Archi (Ch) ballerini da tutta Italia e ospiti internazionali per la seconda edizione “Pichuco Festival”

L’evento dedicato ad Aníbal Troilo si afferma come appuntamento nazionale, tra musica, memoria e radici condivise tra Italia e Argentina

Archi. Centinaia di ballerini provenienti da Emilia Romagna, Marche, Umbria, Lazio, Molise, Puglia e Abruzzo hanno partecipato alla seconda edizione di “Pichuco Festival, omaggio ad Anìbal Troilo”, che si è svolta nello scorso fine settimana ad Archi, in provincia di Chieti. L’evento, organizzato dall’associazione Pichuco and Friends, con il patrocinio del Cram, del Comune di Archi, con l’Alto patrocinio della Regione Abruzzo e con la direzione artistica del Maestro Simone Marini, si afferma tra gli appuntamenti di riferimento del panorama nazionale dedicati al tango argentino.

Musica, ballo, arte, dibattiti e intrattenimento hanno animato il cuore del centro storico del borgo autentico abruzzese nel ricordo di Troilo, celebre bandoneonista, compositore e direttore d’orchestra argentino, con radici archesi. Pichuco, nome affettuoso datogli dal padre che poi lo identificò nel corso di tutta la sua vita, imparò a suonare il bandoneón fin da bambino e, nel corso della sua carriera, contribuì in modo decisivo all’evoluzione del tango. Troilo collaborò con alcuni dei più importanti artisti del suo tempo, dando vita a interpretazioni diventate dei classici del repertorio argentino. Come compositore, firmò brani celebri come Sur, Barrio de tango e Responso, che ancora oggi rappresentano pietre miliari del tango. L’eredità di Aníbal Troilo continua a influenzare musicisti e appassionati di tutto il mondo.

Tra gli ospiti dell’edizione 2026 Francisco Torné, nipote del grande musicista argentino e membro dell’Academia Nacional del Tango, arrivato per il secondo anno ad Archi per partecipare al festival, il giornalista e scrittore Goffredo Palmerini e l’orchestra Lo que vendrá, con Daniela Fidanza al pianoforte, Pasquale Lancuba e Fernando Mangifesta ai bandoneon, Mario Pace e Angela Di Giuseppe ai violini, Claudio Mangialardi al contrabbasso e Federico Pierro alla voce.

Ad impreziosire l’evento la presenza dei maestri e ballerini di fama mondiale Miguel Ángel Zotto e Daiana Guspero, che hanno incantato il pubblico con i loro spettacoli e hanno partecipato a diversi momenti del programma. Considerato tra i più importanti interpreti e divulgatori del tango nel mondo, Zotto ha portato sul palco non solo la sua arte, ma anche una storia personale profondamente legata all’Italia. L’artista infatti è figlio di una famiglia di immigrati italiani originari di Campomaggiore, in Basilicata: il nonno paterno emigrò in Argentina alla fine dell’Ottocento. “Archi è un paese meraviglioso con tanta storia – ha sottolineato il maestro Zotto – siamo felici di essere qui, nel luogo da dove partirono i nonni paterni di Aníbal Troilo prima di emigrare in Argentina. Questo festival internazionale dedicato al grande Pichuco celebra l’eredità artistica di uno dei più grandi musicisti del Novecento, ma anche il legame che unisce Italia e Argentina che trova nel tango una delle sue espressioni più autentiche”.

Tanti i momenti dell’intenso programma del festival: lo spettacolo dei Folk in Movimento, la presentazione del romanzo “I cinque angoli – Aníbal Troilo, storie di tango” di Andreina Di Girolamo e momenti e spazi dedicati all’arte a cura degli artisti Carla Cerbaso, Pasquale Lucchitti, Monica Chiavarini, Catia Valerio, Antonia Ciccarelli, Luciana Spinelli, Olga Sungurova, Tiziana De Bartolo e Stefy Ponzy.

Per il sindaco Nicola De Laurentis: “Il successo del Pichuco Festival è motivo di grande orgoglio per tutta la comunità di Archi. Ringrazio l’associazione Pichuco and Friends per aver ideato e organizzato un evento che già dalla seconda edizione ha raccolto un pubblico così ampio. Vedere così tante persone arrivare da diverse regioni d’Italia per partecipare a questa manifestazione conferma quanto il nome di Aníbal ‘Pichuco’ Troilo e la sua storia siano ancora oggi capaci di emozionare e unire. Questo Festival rappresenta molto più di un evento culturale: è un’occasione per riscoprire e valorizzare un legame profondo con una delle figure più grandi della storia del tango, ma è anche l’occasione per far conoscere la ricchezza storica e le bellezze architettoniche e paesaggistiche del nostro borgo, che sono state ampiamente apprezzate dagli ospiti e dal pubblico che hanno partecipato a Pichuco Festival”.

“Abbiamo vissuto momenti indimenticabili – racconta il presidente di Pichuco and Friends Leonardo Porreca -. A nome dell’associazione ringrazio tutti coloro che hanno permesso la realizzazione della seconda edizione del Festival, i volontari, gli sponsor, gli ospiti e i numerosi tangheri provenienti da tutta Italia. Pichuco Festival dà appuntamento al prossimo anno, ci ritroveremo di nuovo ad Archi il 24 e 25 luglio 2027 con la terza edizione”.

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