Politica

Alessio Monaco AVS su clima Abruzzo

L’Aquila. In questi giorni di metà agosto la nostra regione mette in mostra la sua straordinaria bellezza naturale, tra monti, parchi e coste prese d’assalto da turisti e residenti. Ma dietro l’immagine da cartolina si nasconde una realtà drammatica: il nostro territorio è tra i più fragili ed esposti d’Italia di fronte ai devastanti impatti della crisi climatica e a decenni di scelte politiche del tutto scellerate.
A lanciare l’allarme è Alessio Monaco, Capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra (AVS) nel Consiglio Regionale, che analizza le cause del degrado e traccia una proposta per il futuro.
«Mentre la Giunta regionale si rifugia nella solita retorica di circostanza, la nostra comunità paga a caro prezzo le conseguenze del riscaldamento globale e dell’abbandono istituzionale dichiara Monaco. Scontiamo gli effetti di decisioni sciagurate prese negli ultimi anni: prima la chiusura e l’accorpamento di tantissimi comandi stazione dell’allora Corpo Forestale dello Stato, che soprattutto nelle aree montane rappresentavano un presidio insostituibile per la prevenzione degli incendi e il controllo dei boschi; poi la riforma delle Province, che le ha lasciate senza risorse per la manutenzione delle strade e il dissesto idrogeologico; infine lo smantellamento delle Comunità Montane, enti operativi che un tempo curavano in modo capillare la pulizia dei boschi, le opere ambientali e i rimboschimenti. Le istituzioni si sono progressivamente ritirate dalle aree interne e oggi i risultati si vedono».
Un ritiro che si riflette direttamente sulle due emergenze principali dell’estate: la crisi idrica e la devastazione del territorio.
«I dati della Corte dei Conti dicono che registriamo un tasso di dispersione idrica del 62,5% dell’acqua immessa in rete, il secondo dato peggiore d’Italia. Nel Vastese e nei comuni serviti dalla SASI assistiamo ormai a chiusure programmate e razionamenti estenuanti. Questa mancanza d’acqua rischia di mettere in ginocchio anche la nostra agricoltura: la siccità e la carenza di irrigazione minacciano settori vitali, dal Fucino alle campagne del Teramano e del Chietino, bruciando i raccolti e riducendo le rese. A questo si aggiunge la piaga del fuoco, come il devastante incendio che ha bruciato centinaia di ettari tra Roio, Lucoli e Bagno, e i fenomeni estremi che hanno colpito il Teramano con bombe d’acqua, frane e allagamenti. Ricordiamo che oltre il 90% degli incendi in Italia è causato dalla mano dell’uomo: servono controlli stringenti e tolleranza zero contro i piromani, incoscienti delinquenti che appiccano il fuoco volontariamente».
Per uscire da questa logica emergenziale, il Capogruppo di AVS indica una rotta in due punti.
«Occorrono due strumenti fondamentali: un vero Piano Regionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici e il ripristino del presidio sul territorio. Il Piano deve pianificare interventi a lungo termine: risanare le reti idriche colabrodo, realizzare invasi e bacini di accumulo per l’irrigazione agricola, rimboschire in modo scientifico e bloccare la cementificazione. Allo stesso tempo, occorre intervenire nelle città più calde piantando migliaia di alberi per creare ‘isole di rinfresco’ e polmoni verdi capaci di abbattere le bolle di calore. Accanto a questo, serve ricostruire una rete capillare di monitoraggio nelle aree interne e promuovere percorsi di educazione ambientale nelle scuole per l’uso consapevole delle risorse. Chiediamo alla Regione di approvare subito questo Piano dotandolo di risorse concrete: la nostra battaglia in Consiglio Regionale sarà rigorosa, perché difendere il territorio e l’agricoltura significa difendere il futuro di tutti i cittadini».

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