“Il maxi emendamento della destra, per sanare l’ammanco di 56 milioni, non ha coperture certe”
L’Aquila. L’Assestamento non è assestato, tanto che la maggioranza è costretta ad approvarlo con il parere contrario del Collegio dei Revisori. Il voto delle opposizioni è stato contrario e i consiglieri del Patto per l’Abruzzo compattamente hanno ribadito in aula la necessità di non licenziare un documento così importante per gli equilibri delle casse regionali con il parere contrario dell’organo preposto al controllo dei conti.
“Il parere contrario del Collegio dei Revisori dei Conti sull’Assestamento al Bilancio 2026-2028, merita particolare attenzione – hanno spiegato in conferenza stampa – non soltanto per i rilievi tecnici formulati, ma perché fotografa una criticità più ampia nella gestione finanziaria della Regione. I Revisori non mettono in discussione soltanto singole poste contabili, ma evidenziano un problema più profondo, legato alla capacità del bilancio regionale di assorbire rischi e passività. Quando un Collegio dei Revisori afferma di non poter attestare il permanere degli equilibri di bilancio, non siamo di fronte a una semplice osservazione tecnica, ma a un richiamo che riguarda la sostenibilità complessiva della programmazione finanziaria regionale”.
“Mentre per gli abruzzesi le tasse sono al massimo – continuano – la mappatura predisposta dall’Avvocatura regionale evidenzia un fabbisogno di 45.210.244,87 euro connesso al rischio contenzioso. Lo stesso Collegio dei Revisori rileva come tali somme non siano state adeguatamente considerate nella manovra di assestamento. A queste si aggiungono ulteriori passività potenziali per 10.885.343,47 euro segnalate dal Dipartimento Agricoltura, che non trovano copertura né nel bilancio 2026-2028 né nel provvedimento di assestamento.
Nel complesso emerge quindi un fabbisogno potenziale di 56.095.588,34 euro che non trova copertura certa nell’attuale configurazione della manovra. I Revisori hanno chiesto espressamente alla Regione, prima dell’approvazione definitiva dell’assestamento, di rideterminare il Fondo rischi, garantire la copertura delle passività emerse e adottare le necessarie misure finanziarie e di riequilibrio.
Ma il maxi emendamento, con cui la destra ha provato ad aggiustare il tiro, di fatto non ha coperture certe. Non è completo degli allegati contabili, non è stato verificato dal Collegio per quanto riguarda le maggiori entrate, non risulta notificato ufficialmente, non è firmato dal dirigente competente e non è stato approvato dalla Giunta. E subito dopo vengono presentati ulteriori emendamenti con coperture complete. Una contraddizione che rende ancora più evidente la precarietà dell’operazione.
L’articolo 50 del decreto legislativo 118/2011 impone che l’assestamento dia atto del permanere degli equilibri e, quando la verifica è negativa, adotti le necessarie misure di riequilibrio. Qui, invece, si chiede al Consiglio di votare in poche ore un nuovo equilibrio costruito dopo il parere negativo dei Revisori, senza che siano state rese certe e verificabili tutte le relative coperture.
Questa situazione al limite purtroppo non sorprende. È il risultato di anni di gestione basata più su scelte episodiche, o alla ricerca del consenso immediato, che alla costruzione di una corretta programmazione per condizioni durature di sviluppo.
Governare una Regione – incalzano dall’opposizione – significa saper guardare oltre l’orizzonte della prossima scadenza elettorale. Significa programmare investimenti, infrastrutture, servizi e politiche pubbliche, nella consapevolezza che i benefici più importanti maturano nel tempo e ricadono sulle generazioni future. La buona amministrazione richiede visione, responsabilità e capacità di assumere decisioni che producono effetti nel medio e lungo periodo.
È così che si costruisce lo sviluppo di un territorio.