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Chieti, al Teatro Marrucino l’opera lirica “Falstaff” di Giuseppe Verdi VIDEO

Chieti. Sarà “Falstaff”, commedia lirica di tre atti, su libretto di Arrigo Boito, in scena il 1° e 2 marzo alle ore 20.30 ad inaugurare la nuova stagione lirica del Teatro Marrucino.
Il nuovo allestimento in coproduzione con la Fondazione Rete Lirica delle Marche e Teatri di OperaLombardia, ha già debuttato al Teatro della Fortuna di Fano sabato 9 febbraio, riscuotendo un grande successo; è riproposta al Teatro Ventidio Basso di Ascoli Piceno il 16 febbraio e al Teatro dell’Aquila di Fermo il 23 febbraio.
“Riproponiamo una rete di opere di alto valore – ha sottolineato il presidente del Cda della deputazione teatrale Teatro Marrucino, Cristiano Sicari – che si affiancano alla bellezza delle opere che abbiamo avuto già nella passata stagione con la Rete Lirica delle Marche, la collaborazione si inserisce anche in questa opera, ce ne arà anche un’altra. In queste opere è possibile vedere la qualità sotto tutti gli aspetti: la qualità artistica, realizzativa, scenografica. Sono veramente molto conento e devo dire che, nonostante tutti i problemi che si riscontrano, Luciano Messi si fa carico del tutto con una pazienza immensa. Noi abbiamo una difficoltà incredibile di cassa noi siamo un Ente pubblico e non facciamo alcuna spesa oltre quella che è consentita dai Bilanci, quindi impegniamo le somme che ci sono state erogate dagli Enti competenti, non abbiamo contenziosi, ma abbiamo la cassa vuota. Detto questo, una delle prime azioni ‘politiche’ che poniamo in essere, è andara a parlare con il nuovo governatore della Regione Abruzzo, il senatore Marsilio, per chiedergli due cose immediate: la prima è che a differenza della scorsa consiliatura non sia nominato un delegato alla Cultura, ma che ci sia un assessore alla Cultura che possa predisporre, redigere un programma della cultura abruzzese individuando le priorità di indirizzo e di sviluppo comportandosi poi in maniera coerente con l’erogazione dei finanziamenti. Chiediamo al nuovo presidente di prendere atto che i finanziamenti per la cultura vanno ad incidere sui rapporti privatistici di erogazioni certe, rapie e concrete. Noi non possiamo più permettere di avere situazioni che abbiamo avuto nella scorsa annata e che anche negli scorsi anni era una costante. Spero che la giunta regionale possa al più presto terminare le attività di verifica e di nomina dei consiglieri in maniera tale che ci possa essere l’incontro con il presidente della Regione Abruzzo. credo che si possa riottenere un finanziamento strutturale per il Teatro Lirico d’Abruzzo che è l’unico Teatro di tradizione per la regione Abruzzo, è l’unico Teatro di tradizione, assieme allo Sferisterio, del Centro Italia e penso che debba essere assolutamente tutelato e rafforzato. Ringrazio Ettore Pellegrino per la direzione artistica passata e presente”.
Per l’ultimo titolo di Giuseppe Verdi, composto nel 1893 su libretto di Arrigo Boito, considerato il testamento scanzonato e nostalgico del “Cigno di Busseto”, un addio disincantato al mondo e alla vita, il giovane e promettente regista Roberto Catalano firma un allestimento ricco di leggerezza, tenerezza e tristezza. Confeziona uno spettacolo intelligente e suggestivo, per nulla scontato, trasponendo la vicenda in una realtà atemporale fra sogno e realtà, tra verità e finzione. Per quest’opera buffa velata di malinconia, composizione verdiana più complessa da mettere in scena, proprio per la sua natura ibrida tra serio e faceto, fra allegria e mestizia, il regista ci presenta un “Felstaff” dal sapore tutto novecentesco, dove l’azione della commedia si svolge in modo chiaro, moderno e divertente, senza mai strafare, magistralmente coadiuvato dalle scene eleganti e molto curate di Emanuele Sinisi che, di volta in volta, con agili cambi mostrano ambienti differenti, dai bei costumi di Ilaria Ariemme, di taglio contemporaneo, ben rifiniti in ogni singolo dettaglio e diversificati tra di loro, e dalle luci di Fiammetta Baldiserri, molto atmosferiche ed evocative. Sul podio dell’Orchestra Sinfonica Rossini di Pesaro ci sarà il maestro Francesco Cilluffo, una fra le bacchette italiane più seguite e apprezzate dalla critica musicale in questi ultimi anni, definito elegante e rigoroso, ma anche energico e vigoroso quando la musica chiama, che interpreta la partitura restituendo una lettura equilibrata che mai si prende troppo sul serio, giusta dal punto di vista musicale e dalla tenuta teatrale. Per questa primacoproduzione nazionale del Teatro Marrucino di Chieti con la Rete Lirica delle Marche e il circuito OperaLombardia si è scelto una compagnia di canto giovane, ma di grande valenza artistica, che ben caratterizza i vari personaggi. Nel ruolo del titolo il baritono georgian Misha Kiria, con al suo fianco u nutrito cast vocale di interpreti dell’ultima generazione: Paolo Ingrasciotta (Ford), Matteo Roma (Fenton), Ugo Tarquini (Dr. Cajus), Simone Lollobattista (Bardolfo), Pietro Toscano (Pistola), Sarah Tisba (Mrs Alice Ford), Maria Laura Iacobellis (Nannetta), Daniela Innamorati (Mrs Quickly) e Giuseppina Piunti (Mrs Meg Page). Il Coro del Teatro della Fortuna “Mezio Agostini” sarà diretto da Mirca Rosciani.
“Non era facile portare questa Opera qui – ha rimarcato il direttore artistico della Deputazione Teatrale del Teatro Marrucino, Ettore Pellegrino – ricordo che l’ultima volta che è stato fatto il ‘Falstaff’ in Abruzzo risale a una decina di anni fa con Renato Bruson e la Fondazione Tercas che era un grosso sostegno economico perché è un’opera molto complicata. Questa sarà di tutt’altra qualità dal punto di vista musicale, scenografico e organizzativo, c’è questo giovanissimo interprete che ci stupirà. È un’opera che una volta realizzata, costruita e messa in scena è molto divertente, per chi ci lavora è un’opera molto impegnativa, ma essendo l’ultima opera di Verdi è la più completa dal punto di vista musicale. Non ci sono arie famose, ma il filo conduttore è di questa musica che dialoga continuamente e per la scena sarà un momento molto suggestivo. Da esecutore all’epoca facevo il violino in orchestra, è stata un’opera davvero drammatica, aveva dei passaggi trascendentali, difficilissimi e sono pasaggi che spesso chiedono per entrare nelle Fondazioni, per cui è un’opera molto impegnativa. Tutt’altra cosa accade quando sei seduto in platea: ti godi lo spettacolo che è veramente brillante, frizzante, divertente e pieno di spessore musicale”.
“È l’ultima opera di Verdi in cui il maestro rompe davvero tutti gli schemi della musica e ci consegna qualcosa di assolutamente nuovo – ha affermato il direttore della Fondazione della Rete Lirica delle Marche, Luciano Messi – un qualcosa al limite del termine del secolo, ci consegna una modernità che deve ancora venire, quindi è un’opera particolarmente impegnativa dal punto di vista musicale. Protagonisti eccellenti per questa trance marchigiana e abruzzese per una coproduzione che parte da lontano e ci vede insieme anche al circuito lirico lombardo, quindi tocca complessivamente ben 9 teatri. Nel ruolo del titolo un protagonista eccellente, Misha Kiria, che ha debuttato nel ruolo a Parma, tra l’altro come secondo di un fantastico interprete, grande allievo anche di Bruscantini come Roberto De Candia, davvero è padrone della scena sia vocalmente che scenicamente. Al suo fianco un cast altrettanto giovane, brillante, parzialmente selezionato in Lombardia attraverso il concorso aslico e parzialmente rimpolpato con inserimenti importanti per la parte machigiana e abruzzese della tournée. Firma prestigiosa anche per la regia, giovane, nella linea che abbiamo inaugurato in questi anni di valorizzare nuovi talenti della scena, in questo teatro di tratta di Roberto Catalano che ci regala uno spettacolo fuori dal tempo con un linguaggio molto attuale, fresco che mette in risalto la verve che c’è nel ‘Falstaff’ che non è un’opera propriamente o solamente comica, ma nella quale sicuramente questo aspetto è rilevante. Non si può rappresentare ‘Falstaff’ senza farlo in maniera fresca, dinamica, coinvolgente, senza ironia. È un’opera dove malniconia e comicità vanno a braccetto, Catalano ci riesce molto bene in scena, aiutato da un direttore anch’esso giovane, di nuova generazione, come Francesco Cilluffo che ha una padronanza totale del palcoscenico e riesce a concertare un’opera che musicalmente è tra le più difficili in assoluto scritte da Verdi. Quindi questa accoppiata porta grande energia, Cilluffo-Catalano ci regala uno spettacolo davvero imperdibile”.

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