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D’Alessandro replica a Forza Italia sul DPGR n. 34 del 2016

L’Aquila. “Stupisce che i consiglieri di Forza Italia – che evidentemente non hanno di meglio da fare – convochino una conferenza stampa su una normale procedura amministrativa”.
Così in una nota Camillo D’Alessandro, coordinatore della maggioranza in Consiglio regionale, che aggiunge: “Nel merito, non corrisponde a verità la lettura parziale e superficiale fatta dai consiglieri regionali Gatti e Sospiri del parere n. 2 emanato il 5 dicembre scorso dal Collegio delle Garanzie Statutarie. Se fossero stati più attenti, si sarebbero infatti resi conto che il Collegio ha rilevato un vizio di tipo procedimentale e non sostanziale nel DPGR N.34/2016, vizio facilmente sanabile, pur ribadendo le funzioni e le prerogative preminenti del Presidente della Regione come responsabile della direzione del governo regionale.  Intanto il Collegio, dopo aver precisato la valenza di atto amministrativo generale di indirizzo politico del DPGR, ne ha escluso il contrasto con l’art. 121 della Costituzione e con la disciplina dettata dallo Statuto della Regione Abruzzo riguardo alle competenze del Presidente, degli assessori e del Consiglio regionale. Non solo: è assolutamente fuorviante ritenere che il parere voglia avvalorare l’ipotesi che il Presidente della Giunta debba revocare gli assessori per poter procedere alla designazione delle nomine dei vertici degli enti partecipati e strumentali della Regione, quando invece il Collegio ha più semplicemente confermato la possibilità per il Presidente (in quanto vertice monocratico della Regione che risponde direttamente al Consiglio) di riassumere su di sé il potere di proposta, affidando alla Giunta come organo collegiale la decisione finale, secondo quanto previsto dalla L.R. 77/99. Il DPGR sarebbe stato illegittimo se fosse stato un atto normativo regolamentare, cosa che non è, come lo stesso Collegio ha dimostrato, poiché invece è un atto di indirizzo amministrativo generale pienamente rientrante nelle prerogative del Presidente, fatti salvi i rilievi contenuti nelle motivazioni. Quanto all’ipotesi di trasferire la sede dell’Aric a Lettomanoppello, è puro alcolismo. Se si dà ascolto alle “voci” si potrebbe persino arrivare a dire che il Presidente abbia ucciso l’Arcivescovo di Canterbury”.

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