Cronaca

Pierluigi Parisi (Croce Rossa di Spoltore) sulla vicenda della violenza sessuale a Pescara

Spoltore. L’ultima drammatica vicenda della violenza sessuale a Pescara, che segue per particolare gravità lo stupro e l’uccisione avvenuti nel 2017 nei pressi della stazione centrale, ripropone e impone riflessioni importanti su temi che purtroppo non sono affatto estranei ai nostri territori.
Il Presidente della Croce Rossa di Spoltore Pierluigi Parisi, condivide fortemente e fa propria l’analisi di don Marco Pagniello, direttore di Caritas diocesana: degrado, esclusione sociale, marginalizzazione di pezzi anche consistenti della società, restano e resteranno problemi irrisolti fino a quando si continuerà ad affrontarli come emergenze o più semplicemente quando arrivano all’evidenza della stampa.
Fenomeni che sono la risultante di un processo, troppo spesso ineluttabile, dell’abbandono delle nostre periferie e di un impoverimento complessivo che coglie strati sociali particolarmente vulnerabili; basti pensare per esempio a chi abusa di sostanze o di alcol, agli ex detenuti, ai disabili fisici e psichici, agli immigrati, ai sex-workers, ma anche agli anziani, agli espulsi dal mondo del lavoro. Disagio sociale e devianze diventano spesso terreno fertile per la criminalità urbana.
La Croce Rossa di Spoltore opera da alcuni anni con la sua Unità di Strada e con il proprio Servizio Psicosociale, cercando di fare rete con altri soggetti che offrono servizi di bassa soglia. Monitorizza costantemente la presenza e le necessità delle persone senza dimora cercando di rispondere ai bisogni immediati, anche di tipo sanitario, ed attuando le strategie tipiche per la riduzione del danno.
Proprio lavorando in questi contesti, sabato 9 marzo presso la Stazione di Pescara la CRI di Spoltore riproporrà la campagna nazionale della Croce Rossa Italiana “Meet, Test & Treat” per offrire a chiunque uno screening gratuito, anonimo e veloce su Hcv e Hiv.
E’ vero, tuttavia, che non è pensabile affidare al volontariato la risoluzione di tutti i problemi. Non è pensabile nemmeno ridurre o contrastare la presenza di clochards semplicemente cacciandoli da un posto (sequestrando o distruggendo le poche coperte o effetti personali) in nome del pur necessario decoro urbano: una persona cacciata da un luogo, non avendo alternative, semplicemente se ne troverà un altro. Le istituzioni non si limitino sempre e solo alle soluzioni tampone, a correre dietro alle emergenze. Diversamente non se ne uscirà.

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