Cronaca

La ricostruzione dell’Aquila: un’occasione sprecata

L’Aquila. Giovedì 4 aprile, alle 17.30 presso l’auditorium del GSSI in Via Michele Iacobucci, 2, nell’ambito delle iniziative di “Fatti di Memoria”, l’Associazione Ranuccio Bianchi Bandinelli presenta “La ricostruzione dell’Aquila: un’occasione sprecata”.
L’Associazione Bianchi Bandinelli è stata presente a L’Aquila e per L’Aquila fin da subito dopo il terremoto del 2009 con varie iniziative e interventi, fra i quali il convegno tenuto il 10 dicembre 2009 presso la sala Bologna del Senato della Repubblica, i cui atti sono poi stati raccolti nel volume L’Aquila: questioni aperte. Il ruolo della cultura nell’Italia dei terremoti, pubblicato dall’editore Iacobelli nel 2010.
L’attenzione nei confronti della ricostruzione e del patrimonio storico-artistico non è mai venuta meno nel corso degli anni e non poteva mancare un rinnovato contributo fra le iniziative per il decennale. Una presenza che vuole essere un ulteriore momento di riflessione critica e di proposte sulla gestione del dopo gli eventi catastrofici, purtroppo così frequenti nel nostro Paese ma che evidentemente poco insegnano.
I due interventi su cui si incentrerà l’incontro del 4 aprile, presso la sede del GSSI, saranno:

Roberto De Marco
L’Aquila 2009. Se non allora quando?
Dopo cento anni dalla tragedia di Messina un terremoto distruttivo ha colpito una città capoluogo, ha distrutto un importante centro storico. Si sarebbe dovuta dispiegare tutta la scienza e la conoscenza disponibile per affrontare l’emergenza, per lo sviluppo ulteriore di un “saper come fare” da utilizzare per i terremoti che sarebbero poi accaduti e per quelli che ancora verranno. Così non è stato.

Vezio De Lucia, Andrea Giura Longo, Monica Cerulli
Sempre più sparpagliata
L’Aquila è storicamente formata da un nucleo centrale circondato da decine di frazioni in un vastissimo territorio. Il carattere della città è stato esasperato dalla ricostruzione, a cominciare dalle cosiddette new town e successivamente dalla disseminazione di altri innumerevoli insediamenti che hanno portato a un’espansione patologica e irrimediabile.

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