Politica

Alitalia, Azione Civile Abruzzo: “Inaccettabile il ritorno di Toto”

L’Aquila. “Dopo aver appreso dalla stampa, con grande sconcerto, della possibilità – caldeggiata e favorita anche da alti piani ministeriali – del ritorno dell’abruzzese Toto in Alitalia Azione Civile, movimento fondato dall’ex pm e oggi avvocato Antonio Ingroia, d’Abruzzo ritiene doveroso ribadire alcune verità storiche e pretendere non venga dimenticato un passato neanche troppo remoto.

La storia recente di Alitalia è storia di fallimenti continui, di uno Stato più vicino a lobbysti e industriali amici e amici degli amici che capace di una qualsivoglia visione economica e industriale. Uno dei momenti più bassi ed emblematici fu l’ingloriosa fine dei “capitani coraggiosi” lanciati ai tempi di Berlusconi. Colaninno e altri imprenditori, tra cui appunto Toto, nel 2008 tramite CAI acquisirono Alitalia. Un’esperienza che di fatto tramontò nel 2015, anche se Cai rimase tra i soci. E l’attuale situazione di Alitalia documenta incontrovertibilmente i non gloriosi risultati di quella stragione prenditoriale.

Undici anni dopo pensare che il gruppo Toto, addirittura con la benedizione dei piani alti del MISE di Di Maio, possa tornare in auge come “salvatore della patria” è a dir poco inaccettabile. Dopo gli scontri dei mesi scorsi su A24 e A25 come si può anche solo lontanamente pensare di affidarsi a Toto per una partita delicatissima come Alitalia? Lo stato dei viadotti, varie volte oggetto di denunce da parte di associazioni e giornalisti, di un’autostrada che detiene il record di aumenti dei pedaggi, praticamente un vero e proprio bancomat a spese della collettività, imporrebbe già da solo ben altre scelte. Di Maio ha affermato che “se il Gruppo Toto presenterà un’offerta sarà valutata ben volentieri”. I consiglieri abruzzesi del Movimento 5 Stelle e Sara Marcozzi hanno raccontato al suo compagno Sorial, delegato del Ministero di Di Maio alle “crisi aziendali”, chi è e cosa fa Toto in Abruzzo?

Ma se a qualcuno non bastasse, ripercorriamo brevemente (per quanto possibile) la precedente avventura di Toto in Alitalia. Un’avventura che, secondo il commissario di Alitalia Enrico Laghi, nel 2012 alle casse della compagnia era costata 150 milioni di euro solo per una parte degli affari tra Toto e Alitalia. Quattro anni prima, come già riportato, Toto fu tra i “capitani coraggiosi” di CAI. La dote di Toto per il matrimonio è AirOne, che regala subito ad Alitalia debiti finanziari per 600 milioni. Ma, oltre che socio di CAI, Toto rimase come fornitore di Alitalia. La AP fleet, una società che Toto ha incorporato in Irlanda, si impegna a dare in leasing una flotta di almeno 70 Airbus a canoni, secondo il Sole 24 Ore, assai elevati. Già nel 2009 Toto fatica a consegnare gli aerei promessi, tanto che Airbus rescinderà il contratto per inadempienza. Qui si crearono i 150 milioni di euro a cui si faceva riferimento prima. Tra il 2011 e il 2013 il patrimonio immobiliare della holding di Toto, debitrice di Alitalia, finisce a tre società partecipate. Toto soccombe in una serie di arbitrari minori per 19 milioni. La Guardia di Finanza intanto contesta evasione, tra il 2002 e il 2008, per 250 milioni. Il Tribunale accerta debiti fiscali per 42 milioni. Paga Alitalia che si rivarrà su Toto il quale contrattacca e deposita alla Corte di Giustizia di Londra un atto di risarcimento da 260 milioni di dollari: non è lui che non consegnava gli Airbus in leasing, ma al contrario fu l’Alitalia a non volerli più ritirare. Un contenzioso da 260 milioni, solo dieci in più di quanto dovrebbe entrare nelle casse di Alitalia con i nuovi soci. Davanti a questo scenario sorge un dubbio: visto che nella normativa italian vige il divieto di contrarre con la Pubblica Amministrazione per chi ha dei contenziosi in atto, non sarebbe il caso di applicarlo anche alle gare che includono la PA?”. Si legge così in una nota di Azione Civile Abruzzo.

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