Cronaca

Gran Sasso, H2O Abruzzo: “Bene allontanamento sostanze pericolose, ecco il documento INFN che svela la vera storia”

Pescara. “Le interviste rilasciate a vari organi di informazione e riviste scientifiche quali Nature e Science paiono confermare la volontà dei Laboratori Nazionali di Fisica Nucleare del Gran Sasso di allontanare le 2.300 tonnellate di sostanze pericolose presenti in due dei venti esperimenti, LVD (1.000 tonnellate di acqua ragia) e Borexino (1.292 tonnellate di trimetilbenzene).

Ribadiamo che questo passaggio è l’elemento centrale della strategia per mettere in sicurezza il sistema Gran Sasso e questa ammissione/decisione dei Laboratori è importante.

Erano comunque due esperimenti a fine vita come sostengono i ricercatori? A parte che hanno provato con l’esperimento SOX, poi fallito, ad allungare quella di Borexino, nel report del Comitato di Valutazione Internazionale che fa parte integrante del Piano triennale 2019-2021 dell’INFN si può leggere una storia ben diversa che fa comprendere l’impatto delle problematiche da noi sollevate e oggi riconosciute da tutti:
“This has been a challenging year for LNGS because of new laws restricting the amounts of inflammables, and environmental concerns by local prefectures, including possible contamination of water supplies. As a result LVD and Borexino will terminate in 2020, and plans for scintillator-based veto systems for future experiments have to be changed. An agreement with the authoritiesis ready to be signed. As a consequence, new experiments and facilities cannot start until the process has been completed, and the laboratory’s fire safety will not be certified until the scintillator is gone. The Luna MV facility is a prime example. The laboratory has been exceedingly responsive to the safety concerns raised recently in part due to new laws. We hope the delays and any new conditions on operations can be resolved soon, as great science is waiting.” (neretto è nostro, ndr)

Insomma, secondo questo importante documento dell’INFN (scaricabile qui: https://www-presid.infn.it/images/PDF/Piani_Triennali/PT2019-2021/PT15011_cd.pdf), Borexino e LVD chiuderebbero per nuove norme che restringono le quantità di infiammabili e per le preoccupazioni di carattere ambientale delle prefetture per l’acqua, compreso un accordo con le autorità per il quale le certificazioni sugli incendi non potranno essere rilasciate finché i liquidi non sono andati via. Nuovi esperimenti, come Luna MV, non potranno arrivare finché il processo di allontanamento non è completato.

Ci sfugge il riferimento a “nuove norme”, visto che il divieto di stoccaggio di sostanze pericolose vicino ai punti di captazione è del 1988 (LVD è arrivato nel 1992 e Borexino nel 2002) e l’obbligo di allontanamento è del 1999 (confermato nell’Art.94 del Testo Unico dell’Ambiente D.lgs.152/2006).

Tra l’altro il bando per la progettazione del decommissioning di LVD e Borexino è partito il 19 luglio 2018 quando le indagini della Procura di Teramo erano praticamente concluse e l’appalto è stato assegnato a novembre 2018, un mese dopo la conclusione delle stesse con il coinvolgimento dei vertici dell’INFN.

Aver posticipato a fine 2020 l’allontanamento delle sostanze secondo quanto richiesto dalla Regione Abruzzo con la Deliberazione 33/2019 invece del 31/12/2019 è stato comunque un fatto grave non previsto dalla legge che, come detto, lo imponeva fin dal 1999! Trattare sul rispetto di vincoli normativi non è nella disponibilità della Regione Abruzzo o di altri enti.

In ogni caso a noi interessa il risultato per una vertenza che abbiamo avviato fin dal 2017 con i nostri esposti e la nuova conferma da parte di INFN è un passo importante che, una volta realizzato, abbasserebbe di molto il livello di rischio del sistema Gran Sasso.

Aspettiamo quindi il deposito della documentazione, che tarda ad arrivare, per la Valutazione di Incidenza per le attività di decommissioning che sono molto complesse in un contesto così delicato e con una tale quantità di sostanze pericolose. Di solito queste attività vengono progettate ed autorizzate fin dall’inizio di qualsiasi progetto che deve considerare l’intero ciclo di vita dello stesso. Diciamo che anche in questo caso un’adeguata pianificazione delle attività sperimentali è mancata (e se l’avessero fatta i due esperimenti non sarebbero arrivati…).

Poi ovviamente è fondamentale mettere in sicurezza il sistema Gran Sasso e servono risorse economiche, tecniche e scientifiche adeguate, in considerazione delle gravissime criticità strutturali esistenti in tutte e tre le infrastrutture (laboratori, acquedotti e tunnel). Il procedimento penale farà il suo corso ma oggi finalmente abbiamo le informazioni (e le ammissioni) sullo stato molto problematico del sistema. Continuano ad esserci “sacche di resistenza” in qualche ente che cercano di mettere la polvere sotto al tappeto ma rischiano di fare la fine dell’ultimo dei giapponesi.

Vigileremo e opereremo come sempre affinché la tutela dell’acqua assieme alla sicurezza di tutte le attività sia il primo obiettivo degli enti”. Si legge così in una nota di H2O Abruzzo.

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