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Febbo, Costa e Tilli: “La Asp di Chieti tra dimissioni e caos”

Chieti. “Le incertezze amministrative della politica regionale e locale del centro sinistra stanno mettendo a dura prova la sopravvivenza delle sei ex IPAB provinciali le quali giuridicamente sono state inserite nella ASP 01 Chieti ma nei fatti questo non si è mai concretizzato per la mancata costituzione degli Organi esecutivi ossia del Presidente del CdA e del revisore dei conti”. E’ quanto dichiarano il Presidente della Commissione di Vigilanza Mauro Febbo, il Consigliere comunale di Forza Italia Stefano Maurizio Costa e l’ex Commissario del San Giovanni Battista di Chieti Concezio Tilli.

“Ricordiamo che la ASP fu approvata dalla Giunta Chiodi con delibera n°204 del 24.4.2014 – spiega Febbo – su proposta dell’allora Commissario Concezio Tilli. Appena dopo l’insediamento del governo D’Alfonso, invece, cominciò il balletto degli avvicendamenti; subito fu allontanato Tilli con l’avvicendamento di Recubini il quale a distanza di un anno, e solo dopo un richiamo scritto degli uffici regionali, avvio il processo di nomina del Consiglio di Amministrazione della ASP. Nell’estate del 2015 infatti furono designati a far parte del nuovo consiglio Tilli per il centro destra e Seccia per la sinistra. La designazione di Tilli fu fatta decadere dalla Regione con motivazioni e pareri legali molto arditi e per favorire accordi politici al fine di assecondare (marchette elettorali) transfughi del centrodestra in occasione del rinnovo del Consiglio municipale di Chieti. Con tale forzatura la DGR n.937 del 18.11.2015 costituì il CdA della ASP nelle persone di De Thomasis, Seccia e Di Labio. A inizio 2016 prima l’ANAC, con delibera 284 del 13 gennaio 2016, conferma la non corretta applicazione della incompatibilità fatta valere contro Tilli e subito dopo il TAR che sancisce la non legittimità del Cda nominato. Ad organi decaduti la Regione inspiegabilmente, invece di rinnovarli, avvia un nuovo Commissariamento il quale è tutt’ora in carica (!!!) composto da De Thomasis (presidente), Di Boscio e Di Iorio (consiglieri).

“Ma la vicenda si arricchisce ancora di passaggi poco chiari. A distanza di pochi mesi dall’incarico – continua Febbo – il componente Di Iorio (commercialista e revisore dei conti) si è dimesso senza che se ne conoscano i motivi reali e senza essere sostituito dalla Regione, tanto che gli atti deliberativi vengono assunti e approvati da due solo componenti. A novembre 2016, l’Assemblea della ASP provvede alle nuove designazioni del CdA ed il centrodestra, sulla base degli autorevoli pareri intervenuti, indica nuovamente la figura di Tilli; anche in questa occasione a distanza di oltre tre mesi non ancora viene ratificata e approvata tale designazione. Pertanto chiediamo: Cosa si nasconde dietro questo ritardo ingiustificato? E su quale basi giuridiche vi è questa non ratifica?”.

Lo stesso Tilli che ricorda come “l’Assemblea della ASP, composta da 11 componenti, nel dicembre 2016 ha vissuto un’altra finta defezione; il Presidente, Nasuti di Bomba, prima si dimette irrevocabilmente e a distanza di pochi giorni comunica di ritirare le dimissioni in quanto è venuto a conoscenza del testo coordinato della legge di riordino delle IPAB (per un avvocato è tutto dire). E’ notizia della settimana scorsa che due componenti su tre (La Frazia, Labbate) del collegio dei revisori dei conti si sono dimessi. Cosa spingono tutte queste persone ad allontanarsi da questa gestione? Cosa non condividono? Nella sostanza, ad oggi, tutti gli organi sono monchi e nell’impossibilità di operare in maniera legittima; inoltre la loro natura commissariale li limitano all’assunzione di soli atti di ordinaria amministrazione non sufficienti a incidere per la risoluzione dei gravi problemi economici ed organizzativi in cui versa il San Giovanni Battista”.

Quindi Febbo, Costa e Tilli denunciano: perché non si voglio ricostituire gli organi ordinari, (Presidente, CdA, Revisori) includendo un rappresentante del centro destra dentro il consiglio di amministrazione? Rappresentanza, prevista tra l’altro dalla Legge regionale e dai numeri assembleari? Esiste forse un progetto diverso per i 198 posti socio-sanitari, accreditati al San Giovanni Battista? Fanno gola a strutture locali non pubbliche? C’è un interesse alla gestione particolare dei finanziamenti per il consolidamento e l’adeguamento sismico della struttura? Si vuol gestire in autonomia e senza occhi indiscreti gli affidamenti diretti per i servizi e le forniture? Si intende continuare all’infinito nel sistema delle proroghe delle consulenze? Si vuol continuare a nascondere atti amministrativi e di gestione non pubblicandoli sul sito on-line?. Non ci risultano, negli ultimi due anni, avvisi pubblici per la selezione di qualsivoglia rapporto (consulenza e forniture). Sappiamo invece che l’Ente versa in una critica situazione economica e seppur siano stati erogati gli ultimi stipendi al personale, esiste una situazione debitoria pesantissima verso tutti i fornitori e istituti di credito tale da non garantire ancora per molti giorni il normale andamento del sistema assistenziale. Il voler escludere dal contributo attivo e fattivo componenti del centrodestra nella risoluzione delle tante problematiche esistenti, ci spinge ad un’attività di vigilanza mediante l’acquisizione di tutti gli atti oscurati e nell’esame attento di ogni provvedimento adottato.
“Al fine di fare luce su tutte queste nostre domande e perplessità – concludono Febbo, Tilli e Costa – tramite Maurizio Costa, rappresentante del Comune di Chieti in seno all’Assemblea della ASP 1, chiederemo che ci vengano consegnate le determine n°166 e 167del 2016 e la n°2 del 2017 nonché le delibere n°8, 9, 10, 27, 28, 29 e 30 adottate dall’Organismo Straordinario nel corso dell’anno 2016 e infine vogliamo conoscere le cause per le quali gli atti citati non sono stati pubblicati sull’albo on-line dell’Ente”.

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