Politica

I consiglieri Pd alla Regione: “Terme riaperte, ma istituzioni immobili”

Pescara. Ieri mattina, nel palazzo del consiglio regionale in piazza Unione, si è svolta la conferenza stampa indetta dal gruppo Pd dal titolo: “Caramanico: terme riaperte, ma istituzioni immobili – Senza l’azione regionale la decisione del concessionario non basta ad assicurare il futuro del termalismo e dell’indotto”.

Erano presenti il capogruppo Silvio Paolucci, il consigliere Antonio Blasioli, e Mario Mazzocca e Rita Silvaggi, rispettivamente capogruppo e portavoce del gruppo consiliare “Uniti per Caramanico”.

“La giunta Marsilio ha adottato un metodo chiaro per affrontare i problemi, ovvero non risolverli – ha esordito Blasioli -. Un modus operandi che abbiamo già riscontrato, ad esempio, in tre diverse situazioni. La prima, la crisi di Mercatone 1, dove, ricordo che l’assessore Febbo ha incontrato il 5 giugno scorso sindacati e lavoratori, garantendo loro il massimo impegno e risoluzioni in tempi certi e celeri. Da quel giorno, invece, nulla è stato fatto e l’assessore ha anche disertato l’ultimo tavolo con i dipendenti. Il secondo esempio è la riapertura-bluff delle Naiadi. Dopo un’inaugurazione in pompa magna, la struttura è ancora chiusa e le piscine sono deserte. Infine, l’ultimo grande tema, le Terme di Carmanico, riaperte lo scorso 15 luglio, ma solo per iniziativa del privato e con la grande dedizione al lavoro dei suoi circa 40 dipendenti, riassunti, fra l’altro, fino al 31 luglio e part-time. A loro va il nostro ringraziamento , anche perché proprio ieri hanno dovuto supplire con un generatore all’abbassamento del voltaggio dell’energia elettrica, mentre la Regione non ha pubblicato ancora il bando per le 900mila euro destinate al termalismo né ha inviato il documento dell’agenzia sanitaria regionale per la qualificazione sanitaria del settore termale. Ricordo che il tavolo del Mise si è riunito l’ultima volta il 3 di aprile”.

“Riaperte le Terme di Caramanico, ma nulla di nuovo sul tema del contributo delle istituzioni – hanno spiegato Mazzocca e Silvaggi -. Nessuna iniziativa di supporto è stata portata a termine, nonostante il Tavolo Tecnico del MISE, non più riunitosi dallo scorso 3 aprile, abbia creato le condizioni istituzionali per validare interventi straordinari, come si fa e si sta facendo per altre crisi aziendali, con cui sostenere, non tanto la Società Concessionaria, ma la ripresa delle minime condizioni economico-finanziarie per evitare che il problema si riproponga a breve. Dalle istituzioni finora solo dichiarazioni generiche e distanti dalla sostanza dei problemi, nessun atto amministrativo o richiesta di riconvocazione presso il MISE. Insomma, sembra che le istituzioni facciano spallucce o siano inspiegabilmente distratte o attendano il “passaggio del cadavere sulla riva del fiume”.

Ad esse poniamo 10 DOMANDE:

1) Possibile che non si parli più dei possibili interventi della Regione, nelle competenze sia della Sanità che delle Attività estrattive? Possibile che la Regione si sia limitata a un solo atto tecnico di verifica delle condizioni di mantenimento della concessione, come per altro da noi introdotte dalla DGR 101 del 17 febbraio 2015, con una doverosa ispezione tecnica e senza che gli esiti di questa abbiano determinato alcun atto di attenzione politico-istituzionale?

2) Quali sono “tutte le azioni istituzionali necessarie per evitare la mancata riapertura dello stabilimento termale e il mancato avvio della stagione termale 2019” nel frattempo messe in atto dall’Amministrazione Comunale, di concerto con quella regionale, dello stesso colore politico, che avevano assicurato in campagna elettorale e durante il Consiglio Comunale straordinario del 21 giugno scorso?

3) Come mai, il 28 giugno (da annuncio del Sindaco) l’Assessore regionale alla Salute non ha provveduto (e non ancora provvede) ad inviare l’istruttoria di competenza al Tavolo di Crisi del MISE, al fine di ottenere l’applicazione straordinaria del documento tecnico dell’Azienda Sanitaria Regionale “Qualificazione sanitaria nel settore termale – modello assistenziale. Linee di indirizzo”, lasciando inerme il Tavolo del dicastero Di Maio -che attende il documento da aprile- per convocare l’organo di monitoraggio del Ministero della Salute presso il citato Tavolo e ivi valutare la possibilità di un atto straordinario per le Terme di Caramanico ad erogare prestazioni riabilitative, a costo zero per il Servizio Sanitario, fin dall’anno in corso?

4) Non ha avuto tempo di farla? E se è così, perché non farsi almeno portavoce della proposta di Federterme dell’8 maggio 2019 “Sperimentazione di un nuovo modello di assistenza ex art. 15, comma 13, lett. c-bis), D.L. 6 luglio 2012, n. 95, in materia di riabilitazione in ambito termale presso le Terme di Caramanico e Popoli. Linee Guida progettuali”, ma anche di questo documento, al MISE non vi è alcuna traccia.

5) Dove sono i 900mila euro della Legge di Stabilità Regionale 2019, trovati dal Governo regionale del Presidente Vicario Lolli, per il rifinanziamento della L.R. 15/2002? Dov’è il bando che l’Assessore Campitelli aveva detto di essere in procinto di redigere, ormai da 3 mesi, per consentire l’impiego di quei soldi? Dov’è la Delibera di Giunta Regionale con la quale avevamo chiesto di confermare gli obiettivi ed espressamente orientare il dispositivo verso la risoluzione della crisi delle terme di Caramanico, secondo finalità richieste a nome della Comunità locale e degli operatori dell’intera vallata?

6) Da nessuna parte è scritto che quei 900mila euro devono essere destinati a ‘nuove strutture termali’, come annunciato da Campitelli, ma possono, invece, essere indirizzati per “Promuovere il termalismo” (art.64, L.R. 15/2002), incentivando la valorizzazione dei centri termali attivi e con concessioni in atto, con priorità per quei centri di maggiore importanza e strategicità in termini di prestazioni erogate, numero di occupati e caratteristiche quali-quantitative dell’indotto, per supportare azioni concrete finalizzate all’ampliamento della stagionalità delle terme e alimentare il loro consolidamento soprattutto in relazione ai benefici delle acque ed ai particolari contesti di pregio naturalistico dei luoghi. Tutte cose strettamente necessarie alla ripresa delle attività termali e di grande valore strategico per porre le condizioni più favorevoli ad una riqualificazione del comparto per i prossimi anni. Perché tutto questo non è stato confermato dalla Giunta Regionale, pur essendo previsto dalla specifica norma di settore? Che vuole farci Campitelli con i fondi della Giunta Lolli per soccorrere le Terme di Caramanico?

7) Perché nessuno ha ancora verificato se la Regione abbia dato seguito alla DGR n. 626 del 27 ottobre 2017, con cui si è attribuito l’ulteriore finanziamento di 1 milione di euro per le piscine termali? Nonostante i tentennamenti della nuova amministrazione comunale, l’appalto del 1° lotto è in corso; avere contezza sul finanziamento già deliberato equivarrebbe a consolidare il cronoprogramma lavori e procedere rapidamente al 2° appalto, dando certezza attuativa ad un’opera, oggi più che mai, strategica per innovatività, capacità di intercettare la nuova domanda, possibilità di compartecipazione degli operatori locali e aggiunta di reali elementi di supporto economico-finanziario alla pianificazione di settore.

8) L’Amministrazione Comunale è timida e non vuole incalzare la Regione? Ritiene prevalga il proprio allineamento politico sulla tutela degli interessi della Comunità? O vuol far credere, tramite i soliti facili profeti, che la temporanea riapertura delle Terme sia merito del “grande lavoro politico” da essa prodotto in questi due mesi?

9) L’Amministrazione Regionale è incapace di procedere o non vuole procedere? L’Assessore Verì sta realmente verificando che lo stabilimento termale di Caramanico possa essere sede anche di servizi riabilitativi, o invece, come detto dal Tg3 Abruzzo, intende “proporre un affitto”, e dunque ha altri piani, non chiari e comunque non condivisi attualmente con i portatori di interesse e le parti sociali?

10) Possibile che sia questa l’attenzione della Regione nei confronti del sistema termale di Caramanico e del suo comprensorio? Possibile che non ci sia visione per un settore così importante dell’economia turistica abruzzese, e che invece in frettolose e, ormai, datate riunioni, si continui a farneticare su fantasiosi modelli di sviluppo alternativi, senza invece nulla chiarire delle intenzioni della Regione sulla tutela dell’utilizzo delle acque termali? Chiarezza, determinazione, correttezza intellettuale. Questo chiediamo nel rispetto delle famiglie, che sono ancora senza lavoro e in gravi difficoltà economiche, e di un territorio di eccellenza che non merita una politica approssimativa e superficiale”.

“La Regione – ha concluso il capogruppo Paolucci – non si deve occupare della proprietà delle terme, ma deve adoperarsi affinché queste funzionino. L’amministrazione D’Alfonso aveva stanziato 900mila euro per il termalismo, o meglio, per i cittadini che, in condizioni di indigenza, avessero avuto bisogno di ricorrere alle cure termali, ma da tre mesi aspettiamo che la giunta Marsilio faccia il bando. Cosa aspettano? Inoltre, ricordo che ci sono altri 600mila euro sul budget della sanità, basta portare in giunta la delibera. Perché non lo fanno? Perché si occupano solo della proprietà delle terme e non di riattivarle e, con esse, di riattivare l’economia di un territorio?”.

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