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La Scienza: ordinaria follia o giusta eresia?

Qualsiasi scoperta scientifica, pur quanto essa sia di pronta verità e illuminazione intellettuale, risulterà ai più di “scarsa utilità o funzionalità assoluta”. Almeno in prima istanza.
Scienza, parola già di per se dotta, dal latino scientiaossia conoscenza. Con tale termine indichiamo normalmente il sistema di conoscenze, una fitta rete di nozioni, teorie e formule, acquisite mediante una proficua attività di ricerca attraverso l’utilizzo del metodo sperimentale o scientifico, altresì detto metodo galileiano, poiché Galileo Galilei fu il primo a introdurre il concetto sperimentale di dati empirici vagliati successivamente da test logici e sperimentazioni per far si che avvengano le “dimostrazioni necessarie”.
La storia del pensiero scientifico ci insegna che, nel corso dei secoli, diversi furono gli scienziati ritenuti folli ed eretici; per di più, venivano torturati, arsi vivi o nella peggior delle ipotesi, scomunicati dal pianeta Terra.
E si, i danni dell’Inquisizione, della chiesa di quei tempi e di tutta la corte di accademici monoscolastici che sentivano la possibilità di crollo del loro “edificio intellettuale” limitato seppur valido.
A farne le spese fu proprio il già citato Galileo (1564 – 1642), lo scienziato pisano, che in una lettera a frà Paolo Sarpi datata ottobre 1604, formula per la prima volta la legge sul moto dei gravi, il primo vero embrione della legge di inerzia sviluppata poi successivamente dall’inglese Newton, con precisione nel 1687. Il Galilei sgretolò l’edificio aristotelico secondo il quale i corpi celesti erano governati da moti diversi, mentre per lo scienziato dal nome iterato esiste una sola legge per tutti i corpi della Terra. Newton, con la legge di gravitazione universale, pone una pietra sopra in modo definitivo alla teoria di Aristotele arrivata fino al tardo Seicento.
Per Aristotele l’accelerazione di un corpo varia in base al peso, ossia se lasciato cadere dall’alto contemporaneamente ad un altro oggetto, il più pesante arriverà prima a terra.
Bene il nostro Galileo ci ha dimostrato come questo non è vero, ossia l’accelerazione di corpi in caduta libera è eguale per tutti, indipendentemente dal loro peso. E nel 1971 è stato dimostrato che questo è vero anche al di fuori della Terra; nel febbraio di quell’anno gli astronauti della missione Apollo, lasciarono cadere in sincronia sul suolo lunare una piuma e un martello, rilevando una accelerazione di gravità identica.
Dunque l’eretico non fu Aristotele, bensì il saggio Galileo; ma non ancora del tutto. Ciò che lo mise nei guai fu la teoria eliocentrica. Il 22 giugno 1633 fu costretto all’abiura dinanzi il Sant’Uffizio, poiché accusato di eresia e di voler sovvertire la filosofia naturalistica aristotelica e le Sacre Scritture. Fu esiliato nella sua villa ad Arcetri dopo la sua completa rinunzia alle scoperte appena effettuate. Solo dopo 359 anni, con Papa Woytila, la chiesa “ammise” di aver sbagliato, riabilitando lo scienziato.
Ma così fu per tanti altri; mi tornano in mente le ultime parole di Filippo Giordano Bruno (1548 – 1600):

«Forse tremate più voi nel pronunciare contro di me questa sentenza che io nell’ascoltarla.»

Anch’esso minacciato dall’Inquisizione veneziana e romana per le sue teorie ritenute “folli, ciarlatane ed eretiche”. Risultato? Condanna al rogo in piazza Campo de’ Fiori il 17 Febbraio 1600, legato al palo, denudato, con la linguae in giova per non farlo parlare e dunque arso vivo. Le sue ceneri gettate nel Tevere.

Cosi anche nel campo della Medicina: pensiamo a William Harvey scopritore della circolazione sanguigna nel 1628 con il suo trattato “de motucordis”, ritenuto pazzo, folle … i colleghi stolti si interrogavano “ma secondo voi è possibile che il sangue che circoli è sempre lo stesso? ma che pazzia … lasciate perdere quel folle”.
E ancora altri dotti scienziati/medici, basti pensare a Theodor Schwann, fondatore della moderna teoria cellulare, costretto a emigrare dalla sua Germania (tutte le porte accademiche gli erano state chiuse) per riparare in Belgio. Il suo grande oppositore fu Justus von Liebig, grande chimico tedesco, il quale si accanì anche contro un altro grande eretico, ossia Louis Pasteur, fondatore della batteriologia, anticipatore di Robert Koch. Fu attaccato pesantemente da Liebig, il quale si rifiutava di credere che i microorganismi avessero un ruolo nei processi fermentativi. Le solite barriere impostate dagli accademici incalliti sostenitori di una sola e possibile verità
E via ancora con Gregor Mendel, IgnazSemmelweis, Jacob Schleiden, Charles Darwin e Edward Jenner tutti osteggiati amaramente dal fanatismo intollerante dell’inquisitore.
Ma questi eretici hanno avuto il coraggio di remare controcorrente, personaggi eccentrici, outsider e anticonformisti e di tirare avanti le proprie idee che, per nostra fortuna, hanno cambiato il mondo. Coloro che furono ritenuti folli ma che hanno davvero cambiato il modo di vivere. D’altronde come disse A.Huxley:
“Ogni concezione scientifica comincia come un’eresia”.

Prima che le loro scoperte fossero riconosciute e accettate, essi sono stati derisi, beffeggiati, oltraggiati, perseguitati, torturati e ammazzati o, per chi è andata meglio, allontanati dai propri studi e dalle proprie dimore, da quella scienza ufficiale del loro tempo, la stessa che oggi si onora di averli avuti. Ma la battaglia tra scienza classica e nuovi eretici non finirà mai.

Al prossimo articolo, dalla tematica interessante, intrigante e aneddotica.
E se questo è risultato poco più lungo, ben venga leggerlo in più volte, così da andare a letto e saperne qualcosa in più.

 

Dr. MARCO STRONA

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