Politica

Le priorità per l’Abruzzo per il nuovo governo. Le questioni presentate dal segretario regionale Fina al Pd nazionale

Pescara. Ricostruzione, aree interne, infrastrutture, governo del fenomeno migratorio, approccio ponderato sull’autonomia differenziata, crescita sostenibile ed equa: sono i sei argomenti sui quali il segretario del Partito Democratico abruzzese, Michele Fina, ha portato contributi alla riunione che si svolta oggi a Roma, alla presenza degli altri segretari regionali del partito, di amministratori locali, di rappresentanti della segreteria nazionale. La riunione contribuisce a costruire la posizione del Pd nel complessivo confronto per la formazione di una nuova maggioranza e di un nuovo governo.

Fina sottolinea la novità di “un coinvolgimento, in una fase così delicata, dei livelli territoriali e amministrativi del partito”. Quanto alle questioni sollevate nella riunione di Roma, considera “irrinunciabile l’attenzione per i processi di ricostruzione dell’Aquila e dei territori del Centro Italia, e in particolare fondamentale la discontinuità nella ricostruzione dei territori colpiti dalle scosse sismiche del 2016 e del 2017: a tre anni dal primo evento, quello che distrusse Amatrice, il bilancio parla di ritardi inaccettabili e di un’urgenza decisiva per la sopravvivenza del cuore appenninico dell’Italia”. La ricostruzione è per il segretario del Pd Abruzzo parte integrante della questione delle aree interne, “a cui va data una risposta in termini di risorse e programmazione: alla dicotomia Nord – Sud dobbiamo aggiungere e considerare come riferimento quella tra centro e periferia, per necessarie azioni di riequilibrio”. Per quanto riguarda la questione delle infrastrutture, Fina ha sottolineato a Roma che “l’Abruzzo è fuori dagli dall’attenzione del livello nazionale e dai conseguenti investimenti pubblici: un vulnus da sanare per una regione baricentrica nei corridoi europei come la nostra, attraverso risorse per progetti strategici”.

Il segretario del Pd abruzzese ha poi affrontato nella riunione altre questioni, invocando un approccio al governo del fenomeno migratorio “che non si riduca strumentalmente al tema della sicurezza, e che non sia gestito solo dal Viminale ma da tutto il governo, con politiche più ampie ed efficaci”. Sull’autonomia differenziata richiama l’esigenza di “una visione giusta e ponderata, che non sia caratterizzata dalla fretta di rispondere alle minacce inaccettabili del Presidente Zaia. In passato questo approccio ha aperto la strada a errori nelle azioni di riforma dell’assetto dello Stato. Insomma, si ad un’idea equilibrata di autonomia, no alle secessione dei ricchi”. Infine per Fina sono prioritari investimenti e visione, tali da configurare “una crescita equa e sostenibile, un governo del sì alla transizione ecologica, agli impianti verdi e all’energia pulita. In questo ambito va recuperata la legge sul dibattito pubblico, per una democrazia più consapevole”.

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