Politica

Presidente Antonelli e Sindaco Masci su cerimonia 76° Anniversario Bombardamenti su Pescara

Pescara. “Sino al 31 agosto i pescaresi si erano illusi di averla fatta franca, di non essere colpiti direttamente dalla guerra. Quel giorno segnò una presa di coscienza, in cui divenne chiaro come la seconda guerra mondiale era una guerra contro il popolo, e infatti i morti civili furono molti di più dei caduti militari. Il bombardamento del 14 settembre, giorni dopo l’armistizio, fu poi il colpo finale per una città già sfollata’. Lo ha detto lo storico e giornalista Marco Patricelli nel corso del proprio intervento durante la cerimonia ’31 Agosto 1943 – 31 Agosto 2019 – Pescara non dimentica’, in ricordo del 76° Anniversario dei primi Bombardamenti su Pescara che, il 31 agosto 1943, devastarono il lungomare e il centro cittadino. Presenti oggi a Largo Chiola, nella piazza antistante Palazzo di città, le massime autorità e cariche cittadine, il Presidente del Consiglio comunale Marcello Antonelli, organizzatore dell’evento, il sindaco Carlo Masci, il Presidente del Consiglio regionale Lorenzo Sospiri e il Presidente della Provincia di Pescara Antonio Zaffiri, e poi tantissimi cittadini che hanno voluto partecipare alla manifestazione istituzionale promossa dall’amministrazione comunale.
Il primo momento di ricordo c’era già stato in mattinata quando dai canali di RadioMare, su tutta la spiaggia, è risuonato l’allarme antiaereo seguito dal fragore delle bombe e un breve messaggio per raccontare la tragedia che 76 anni fa provocò a Pescara la morte di 2mila persone, cadute sotto le 500 bombe sganciate dai B24 americani in appena dieci minuti, invitando tutti a osservare un minuto di silenzio. Nel pomeriggio, dalle 19, secondo momento istituzionale, partito sulle scale del Comune con lo schieramento di tutti i Labari e Gonfaloni delle Associazioni Combattentistiche e d’Armi, e l’Inno d’Italia. Quindi la deposizione della Corona d’alloro dinanzi alla lapide installata sulle mura comunali nel 2004 proprio in ricordo dei bombardamenti, e, dopo il suono de Il Piave e de Il Silenzio, ha preso la parola il Presidente del Consiglio comunale Antonelli: “Il 31 agosto 1943 credo la si possa definire come una data ‘spartiacque’ per Pescara: è il giorno in cui la seconda guerra mondiale è concretamente, tangibilmente, piombata nelle case dei cittadini, dei civili. Sino a quel giorno la nostra terra era stata sfiorata dal conflitto, molti nostri giovani erano partiti per il fronte, erano lontano da casa, ma le famiglie seguivano le cronache di quella immane tragedia solo attraverso i giornali o la radio. Nulla lasciava presagire che potesse esserci un attacco diretto. Lo dimostra il clima di relativa tranquillità che serpeggiava in città. Dalle ore 13.20 tutto è cambiato: Pescara per la prima volta si è confrontata con il dover piangere in casa le proprie vittime, che non erano soldati, ma bambini che giocavano, mamme intente a preparare il pranzo, operai che tornavano a casa dopo il lavoro, persone comuni, molte delle quali rimaste sotto le macerie sin dopo la guerra, alcuni corpi in realtà non sono mai stati recuperati. 76 anni fa, in un giorno di fine estate, dunque, Pescara ha conosciuto la tragedia della guerra, di qualunque guerra, che non guarda in faccia la propria vittima, che non fa distinzione tra buono o cattivo, brutto o bello, giovane o anziano, rosso o nero. La guerra che semina solo morte e distruzione, che distrugge nuclei familiari, distrugge città, lascia dietro di sé una scia interminabile di odio, di rancore, di vendetta. Ecco perché continua allora a essere importante, fondamentale, vitale, continuare a ricordare date simbolo come quella del 31 agosto o del 14 settembre, o le date di qualunque tragedia umana e umanitaria. È importante perché quelle date siano un monito per le giovani generazioni, dobbiamo far toccare con mano, anche ai nostri figli, quella guerra affinchè siano proprio loro ad apprendere la lezione più importante: mai più. Mai più guerre, mai più conflitti, mai più bombe, mai più macerie, mai più famiglie devastate dalla follia umana che ancora oggi, purtroppo, pensa di poter risolvere contrasti e conflitti con l’arma dell’odio e della divisione, anziché attraverso il dialogo e il confronto democratico”. In ultimo un accenno alle polemiche degli ultimi giorni sull’aver restituito in capo all’amministrazione comunale l’organizzazione della giornata istituzionale: “La nostra amministrazione di governo non sposa la politica della divisione e dell’odio – ha ribadito il Presidente Antonelli -: oggi abbiamo giustamente invitato alla nostra cerimonia istituzionale tutti i consiglieri comunali, com’era scontato che fosse, tutte le Associazioni territoriali combattentistiche e d’armi proprio per unirci tutti in un’unica preghiera di cordoglio per la tragedia che ci ha colpiti 76 anni fa”. “Dalla tragedia della seconda guerra mondiale, che ha segnato più di una generazione – ha detto il sindaco Masci nel proprio saluto –, i pescaresi hanno saputo trarre l’irreversibile insegnamento a ripudiare i conflitti, ma anche le energie per far rinascere subito dalle macerie una città quasi completamente distrutta. Con la caparbietà tutta abruzzese e il senso del sacrificio e di fiducia nel futuro, Pescara è stata ricostruita con un vigore che è stato d’esempio a tutta l’Italia, e la città è divenuta in brevissimo tempo la capofila dell’Abruzzo per dinamismo, spirito imprenditoriale e crescita economica, è divenuta ‘La città della perpetua fuga in avanti’, come l’ha definita Mario Pomilio”. Quindi la parola è passata allo storico Patricelli il quale ha ripercorso il clima che in Italia ha preceduto il bombardamento su Pescara, la caduta del fascismo e l’arrivo del Governo Badoglio, “un Governo di scopo, quello di tirare l’Italia fuori dalla guerra, dopo aver agganciato gli alleati. Ma a subire quel conflitto è stato il popolo, e Pescara ne è stata simbolo e martire”A chiudere la manifestazione partecipatissima è stato il Concerto per Violoncello di Maria Margherita Paci, del Conservatorio Statale di Musica ‘G.Braga’ di Teramo. Intanto Il prossimo 14 settembre seconda commemorazione per il secondo bombardamento di Pescara, questa volta dinanzi al Muro di cinta della vecchia stazione ferroviaria, nel mirino del secondo raid americano.

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