Politica

Pescara, progetto “Gender” al Liceo Marconi

Pescara. Il 6 marzo scorso dalle 9,30 presso l’Aula Magna del Liceo Marconi di Pescara si è tenuta una giornata di “formazione” condotta dalla Prof.ssa Lucia Caponera e dalla Dr.ssa Elena Toffolo psicologa entrambe referenti per la formazione e progetti nelle scuole, per conto dell’associazione ARCILESBICA NAZIONALE. Sul registro elettronico delle classi 3C SU, 3D SU E 4° LL è stata pubblicata la circolare n. 197 che presentava il progetto come lotta alla discriminazione del bullismo e cyber bullismo. Sul sito della scuola invece la giornata veniva presentata come progetto sulle differenze di genere, riporta la richiesta di consenso alla partecipazione relativa al PROGETTO CONTRO LA DISCRIMINAZIONE, IL BULLISMO E IL CYBERBULLISMO, presso il liceo Marconi, data e luogo. Non c’è nessun riferimento a chi fossero i relatori del progetto, ai temi trattati e al modus operandi. La nota MIUR 4321 del luglio 2015 precisa che “La partecipazione a tutte le attività extracurricolari, anch’esse inserite nel P.O.F., è per sua natura facoltativa, prevede la richiesta del consenso dei genitori adeguatamente informati per gli studenti minorenni o degli stessi se maggiorenni che, in caso di non accettazione, possono astenersi dalla frequenza”.

Lo rende noto Carola Profeta, referente provinciale del Dipartimento Tutela Vittime della Violenza Fratelli D’Italia – Alleanza Nazionale Pescara, che aggiunge: “Allora mi domando se la richiesta di consenso alla partecipazione di questo progetto, così come è stata scritta, rispetta il principio di “genitore adeguatamente informato”. Per altro, come ho richiesto alla scuola tramite un accesso agli atti, mi sorge qualche dubbio che ci fossero i consensi di tutti i ragazzi partecipanti, poiché la mattina stessa nel corridoio della scuola ho sentito più studenti dire che stavano entrando nell’aula magna, per partecipare al corso, senza avere il consenso dei genitori. Addirittura qualche studente mi ha detto che l’unica cosa che i genitori avevano firmato era la liberatoria della privacy, comunque tutti i genitori da me contattati, che avevano firmato il consenso, non erano a conoscenza della specificità dei temi trattati e soprattutto non erano al corrente che i relatori fossero dell’ARCILESBICA. Il giorno 6 marzo mi sono recata a scuola e ho sollevato il problema, ho chiesto, e mi è stato negato, di verificare che tutti gli studenti partecipanti al corso possedessero il consenso (bastava contare i ragazzi presenti in aula e contare i consensi in mano alla segreteria, non c’era violazione della privacy come invece mi è stato detto) , mi hanno minacciato di chiamare i carabinieri come se fossimo dei comuni delinquenti ( magari li avessero chiamati così potevamo verificare il numero dei consensi), ho telefonato in diretta ad alcuni genitori per sapere se conoscevano la natura della giornata formativa e tutti mi hanno risposto che sapevano si trattasse di un progetto della ASL e della scuola ARMELLINI di Roma, nessuno e dico nessuno dei genitori ascoltati sapeva e lo ripeto, di cosa si stesse parlando quel giorno nell’aula magna del Liceo Marconi. La scuola si è difesa dicendo che ha pubblicato la circolare 197, ma questo non è a mio avviso sufficiente, perché ci sono delle famiglie che non hanno internet o non hanno il PC, e che comunque, sottolineo, la legge dice che i genitori vanno informati, e non, si devono informare. C’è anche una lettera del Ministro dell’Istruzione Fedeli che delinea ancora meglio la delicatezza della questione, invitando ad una maggiore tutela e al rispetto della legge. Dopo il confronto con la segreteria e la dirigenza, una delle professoresse coordinatrici del progetto, assumendo un atteggiamento di accoglienza delle nostre istanze e di consapevolezza che c’erano delle illegittimità si è fatta garante di richiedere uno stop e d’ informare le due referenti del progetto che non dovevano trattare il MODULO GENDER. Quindi come vedete il MODULO GENDER c’era, c’è, nelle scuole viene trattato, non è il primo caso, ed è assolutamente contro la legge. Si pone all’attenzione che: La circolare n. 1972 del MIUR che afferma “che tra i diritti e i doveri e tra le conoscenze da trasmettere non rientrano in nessun modo né ‘ideologie gender’ né l’insegnamento di pratiche estranee al mondo educativo. Ho anche appreso da una delle studentesse che durante un ora curriculare, una prof.ssa di scienze umane per preparare gli studenti all’incontro ha svolto in classe una lezione essenzialmente sulla “Teoria Gender” dove cito testualmente concetti espressi e trascritti come: L’identità sessuale: si afferma che “sono ciò che desidero essere” – “”Identificarsi nel proprio io, desiderare ciò che si vuole e farlo!” – “ci s’ innamora di chi si vuole, ci s’innamora di più persone contemporaneamente” – La costruzione sociale (dell’identità di genere) costringe l’identità di genere………. Questo è un abuso di potere. Perché trattare questi temi spetta ESCLUSIVAMENTE alla famiglia come sancisce l’art 26 dei diritto dell’uomo e l’art 30 della Costituzione. Aggiungo e concludo che nella Regione Abruzzo esiste una risoluzione regionale a firma unanime delle forze politiche (solo M5S non ha votato) che vieta l’introduzione delle teorie gender nelle nostre scuole. Auspico nella maniera più efficace e celere possibile un accertamento dell’accaduto, e l’intervento delle istituzioni di competenza scolastica regionale e provinciale. Qui si tratta semplicemente di far rispettare la legge. Non ci sto ad essere additata come omofoba. I media e l’opinione pubblica tentano di liquidare la questione come una mania (che non esiste assolutamente), di estremisti retrogradi, bigotti, addirittura favorevoli alle discriminazioni. Richiediamo semplicemente il rispetto della libertà di educazione, rifiutando ideologie imposte dal servizio pubblico, e tutelando semplicemente i nostri figli. Stamattina sono stata additata da una mamma di una compagna di mia figlia “ottusa”, per me è come una medaglia, perché l’educazione all’identità spetta ai genitori, e se qualche genitore non lo esercita, questo diritto, o lo delega alla scuola o alle associazioni, per quanto mi riguarda ne risponderà alla società, a Dio e soprattutto alla serenità del proprio figlio. Come dice sempre il nostro Presidente Giorgia Meloni #giùlemanidainostrifigli”.

Related posts

Atessa, HoliColor Day: ecco il programma completo

admin

Chieti, tutto pronto per il Festival della Letteratura VIDEO

admin

Di Marco presenta “Roseto nascosta” libro e film

admin

Lascia un Commento

This website uses cookies to improve your experience. We'll assume you're ok with this, but you can opt-out if you wish. OK Continua a leggere

Privacy & Cookies Policy