Cultura e eventi

Pescara, presentato il calendario della Stagione Teatrale 2019/2020 del Florian Metateatro

Pescara. Presentata oggi in Comune la la stagione 2019/2020 del Florian Metateatro, centro di produzione teatrale La stagione partirà l’11 ottobre alle 20.45 con la prima nazionale dello spettacolo Quartett di Heiner Muller, con la regia di Alessandro Marmorini.

Alla conferenza stampa erano presenti l’Assessore alla Cultura, Mariarita Paoni Saccone, la direttrice artistica del Florian Giulia Basel, il direttore organizzativo Massimo Vellaccio.

L’Assessore Mariarita Paoni Saccone ha evidenziato l’ormai pluriennale radicamento del Centro di Produzione Teatrale nel panorama delle offerte artistiche nazionali. Giulia Basel e Massimo Vellaccio hanno illustrato il calendario che a partire dall’11 ottobre e fino a dicembre vedrà in scena 10 spettacoli che raccontano bene l’offerta di un teatro multiforme tenuto insieme dal filo conduttore della passione. La direttrice artistica ha inoltre ricordato come il Florian si divenuto negli anni anche un punto di riferimento, come centro di produzione teatrale, per far crescere le idee creative di giovani produzioni italiane.
Massimo Vellaccio ha sottolineato che, seguendo una tradizione consolidata, dopo ogni prima si terrà l’incontro a teatro, ovvero colloqui con le compagnie con la partecipazione di critici e studiosi.

Teatro d’Autore e altri linguaggi

Stagione 2019/2020 Prima Parte

Ottobre

Venerdì 11 e Sabato 12 ore 20.45
STAGIONE FLORIAN METATEATRO 2019/2020
Officina Dinamo/ Tiberio Fiorilli
QUARTETT di Heiner Muller PRIMA NAZIONALE
traduzione Saverio Vertone
con Cristina Golotta Roberto Negri
regia di Alessandro Marmorini

La nostra elevata professione è ammazzare il tempo.
E’ un compito assorbente, ce n’è troppo di tempo.
Muller, Quartett

Heiner Muller è stato definito il “massimo esponente del teatro vivente” dopo Samuel Beckett ed è sicuramente il più importante drammaturgo tedesco del XX Secolo assieme a Bertold Brecht. Tuttavia il suo scrivere un teatro “enigmatico e frammentario” e il suo sfacciato ragionamento sulla modernità attraverso la riscrittura di classici, ha reso assai complessa l’accettazione del suo lavoro di autore, i suoi testi sono stati spesso censurati o proibiti in una Germania spaccata a metà e con un profondo senso di imminente catastrofe nucleare. QUARTETT è uno dei testi più celebri e controversi della produzione di Muller, uno dei padri di quello che oggi viene chiamato “teatro postmoderno” o “post-drammatico”.
Rendere l’azione drammatica e teatrale della complessa struttura testuale di Muller è la sfida di questo progetto, come il suo stesso autore auspicava. L’azione drammatica in Muller è nascosta, striscia sotto i fiumi di parole a coprire il vuoto, ma c’è. Ed è lì lasciata a pulsare sotto le bruttezze e le mostruosità del nostro essere bestie spesso prive di poesia e assieme capaci di vertiginosi slanci del pensiero. Per questo Quartett può essere visto come il selvaggio ring dove due amanti perduti e annoiati possono evocare le loro più perverse fantasie in un duello immaginario, un cruento gioco di ruolo dove entrambe le individualità tentano di sopraffare l’altra. La riscrittura dei classici, cara a Muller per indagare il suo tempo, viene proposta anche in Quartett, dove i due protagonisti, ricostruiscono attraverso un sadico gioco delle parti la storia de Le Relazioni Pericolose di Laclos.
E proprio da Laclos de Le relazioni pericolose deriva l’estetica fedele al ricordo settecentesco, dove i due personaggi sono condannati a divorarsi verbalmente in eternità, avvolgendo e svolgendo la loro stessa storia, come due moderne Penelope che non hanno nessuno più da attendere.

Venerdì 18 e Sabato 19 ore 20.45
STAGIONE FLORIAN METATEATRO 2019/2020
Florian Metateatro/Hypsis
NEVE DI CARTA di Letizia Russo
da Ammalò di testa di Anna Carla Valeriano
con Elisa Di Eusanio, Andrea Lolli
regia Elisa Di Eusanio, Daniele Muratore

NEVE DI CARTA è liberamente ispirato al libro di Annacarla Valeriano “Ammalò di testa -storie dal manicomio di Teramo (1880 -1931) ”, luogo dove si veniva internate per motivi futili, irrequietezze o esuberanze caratteriali e dimenticate per una vita intera.
Letizia Russo ha creato una struggente ballata scritta in versi tra due contadini abruzzesi del 900, Gemma e Bernardino, che evoca precisamente il mito di Orfeo ed Euridice, a cavallo di un momento storico difficile, tra le due guerre.
La campagna abruzzese fa da sfondo alla vita di Bernardino, dove vive e fatica da sempre, fino a quando riceve inaspettate notizie dell’amata Gemma, chiusa ormai da molti anni nel manicomio. E’ allora che inizia il suo e il loro viaggio, Bernardino per riprendersi il suo amore e Gemma per riprendersi la sua vita. L’interpretazione potente di Elisa Di Eusanio e la scrittura asciutta e senza scampo di Letizia Russo ci offrono un lavoro importante e tagliente, nella sua verità, che ha appena debuttato con grande successo all’Argot di Roma.

Teatro dell’Argine, Bologna
MI CHIAMO ANDREA FACCIO FUMETTI
VITA DI ANDREA PAZIENZA di Christian Poli
con Andrea Santonastaso
regia di Nicola Bonazzi

“Mi chiamo Andrea, faccio fumetti è una biografia, ma non è una biografia.
È un monologo disegnato.
È un omaggio che non vuole omaggiare nessuno.
È una dichiarazione di resa di fronte alle sentenze perentorie del destino”
Andrea Santonastaso nasce come disegnatore di fumetti, studia con grandi fumettisti come Igort, Iori, Cavazzano. Passa al teatro nel ’93 e in questo spettacolo narra, attraverso le parole scritte da Christian Poli, l’arte del più grande disegnatore di fumetti che il nostro paese abbia avuto, quell’Andrea Pazienza cresciuto nel Liceo Artistico di Pescara e che proprio lì ha animato la vita artistica degli anni ’70.
Santonaso “dichiara” la sua impotenza di fronte al talento immenso di PAZ, istrione del pennarello, ma lo fa con un racconto disegnato, in una formula fantasiosa per il teatro, capace di stupire e innamorare attraverso le storie di Pentothal, Zanardi, Pertini, fino all’indimenticabile Gli ultimi giorni di Pompeo.

Sabato 26 e Domenica 27 ore 20.45
STAGIONE FLORIAN METATEATRO 2019/2020
Bradamante Teatro / Florian Metateatro
PAOLO DEI LUPI
LIBERAMENTE ISPIRATO ALLA VITA DI PAOLO BARRASSO BIOLOGO E POETA
scritto e interpretato da Francesca Camilla D’Amico regia di Roberto Anglisani
Scene William Santoleri, canzone originale di Hannah Fredsgaard-Jones
Con il patrocinio del Parco Nazionale della Majella

Lo spettacolo nasce dalla storia dell’ indimenticato Paolo Barrasso, poeta e biologo abruzzese, che si occupava della salvaguardia del Lupo Appenninico e che scomparve nel ’91 proprio in montagna. La narrazione di Francesca Camilla d’Amico è uno sguardo sui miti legati alla figura del lupo, con le poesie di Paolo e la sua storia di amore e dedizione verso gli animali e la natura. Uno spettacolo per tutti, che racconta come l’uomo possa ambire a trovare l’equilibro sano con gli altri essere viventi.
L’avventura teatrale di Francesca Camilla D’Amico è stata accompagnata dalla residenza teatrale Oikos del Florian Metateatro, ed è stata presentata in una prima versione al Festival Palla al centro, con grande interesse da parte di critica e pubblico. Un lavoro che si farà strada, in un mondo sempre più bisognoso di buoni esempi e buone pratiche, come quelle che Paolo Barrasso ci ha lasciato in eredità per il futuro.

Novembre
Sabato 2 ore 20.45 e Domenica 3 ore 17.30
I Concerti di Jam&s
MICHELE DI TORO pianoforte
Inside the heart

Il pianista abruzzese di fama internazionale presenterà il nuovo disco Inside the heart, in un concerto ricco di energia e creatività, con quella carica vitale tipica di un artista che spazia da sempre tra i generi, offrendo performance musicali dal jazz al blues alla musica pop, con l’aggiunta di quella componente improvvisativa che ne ha fatto, negli anni, un pianista apprezzato da pubblico e critica, notoriamente dalle abilità tecniche e ritmiche straordinarie.

Domenica 10 ore 18.30
STAGIONE FLORIAN METATEATRO 2019/2020
Khora.Teatro e Compagnia Mauri Sturno
CI VEDIAMO ALL’ALBA di Zinnie Harris
traduzione di Monica Capuani
con Francesca Ciocchetti Sara Putignano
regia di Silvio Peroni
“Che paese, amici, è questo?”

Dal testo di Zinnie Harris, ricco di suspence e tensione, che tratta di temi universali: la paura, la desolazione e l’amore. Due donne si trovano su una spiaggia lontana dopo un violento incidente in barca. Stordite dall’accaduto, cercano un percorso verso casa. La terra sconosciuta nella quale sono giunte non è ciò che sembra.
Onesto e lirico, è una favola moderna che riporta echi letterari da “Mary Rose” di J. M.
Barrie, a “A porte chiuse” di Sartre fino alla Dodicesima Notte.
Un lavoro incentrato sul racconto e sulle relazioni fra autore, attore e spettatore, che mette da parte la spettacolarità della rappresentazione e produce un triangolo comunicativo basato sul messaggio del testo e sulle immagini emotive che le parole ricreano, in cui il pubblico può trarre un suo senso.

Mercoledì 20 e Giovedì 21 ore 20.45
CSS-Teatro Stabile del Friuli
UN INTERVENTO di Mike Bartlett
con Gabriele Benedetti Rita Maffei
regia di Fabrizio Arcuri
traduzione Jacopo Gassman
scenografa Luigina Tusini

“Due attori davanti a un sipario che non si aprirà mai”.
Fabrizio Arcuri mette in scena per la prima volta in Italia il testo del pluripremiato drammaturgo inglese Mike Bartlett, classe 1980. Lo fa continuando il suo percorso di ricerca visiva e ma anche di responsabilità sociale del teatro stesso, dei suoi interpreti e spettatori. Bartlett gli offre due personaggi senza nome, A e B, alla maniera di Samuel Beckett, e sembra suggerire che si tratti di un piccolo episodio di vita di tutti i giorni, senza il bisogno di ricorre all’artificio della rappresentazione. Non chiede agli spettatori di immedesimarsi, ma di partecipare a un dibattito e prendere continuamente una posizione. Gli stessi attori parlano tra loro ma si confidano con il pubblico, da quale parte stare? Siamo favorevoli a un intervento? Ma a quale?
UN INTERVENTO ci fa riflettere su quanto accade nel mondo mentre le nostre vite continuano apparentemente come sempre, fra amori, tradimenti, amicizie, piccoli egoismi quotidiani.

Venerdì 15 ore 20.45
STAGIONE FLORIAN METATEATRO 2019/2020
Florian Metateatro/Gianni De Feo
in collaborazione con Off Off Theatre
TANGERI di Silvano Spada
diretto e intepretato da Gianni De Feo

Lo spettacolo di teatro-canzone rievoca la figura del celebre cantante e ballerino
spagnolo Miguel de Molina, mito di Pedro Almodovar, vissuto durante la dittatura
franchista e da questa perseguitato a causa delle sue idee antifasciste e della dichiarata
omosessualità. Le tante avventure che hanno costellato la sua vita, fino all’incontro con
Federico Garcia Lorca e Manuel de Falla, i primi successi, l’eccentrica e sregolata vita
notturna che precede l’avvento della Guerra Civile. Riemerge il mito di Tangeri, ricordo
struggente, isola di libertà e dissolutezza tanto amata dai poeti e dagli artisti di tutto il
mondo.
Gianni de Feo regala alla scena un’interpretazione poliedrica tra canto e performance
attoriale con la marcata presenza scenica che lo contraddistingue. E’ accompagnato da
una partitura sonora che spazia dalla chitarra classica al barocco di Vivaldi, dal
minimalismo di Philip Glass al tango argentino.

Venerdì 29 ore 20.45
Art Garage danza
BODY THINGS coreografia Macia Del Prete
con Collettivo Trasversale

“Il vostro corpo non è altro che il vostro pensiero; una forma del vostro pensiero visibile, concreta.
Spezzate le catene che imprigionano il pensiero e anche il vostro corpo sarà libero” R.BACH
La giovane e dirompente coreografa Macia del Prete con un collettivo di quattro performer in scena per uno spettacolo sul corpo e l’anima. Dalla forma alla sua trasfigurazione, dall’attenzione alle pulsioni carnali e sessuali alla trascendenza metafisica, dalla narrazione epica a quella del quotidiano fino alla perdita di identità e via continuando, con gli innumeri temi a cui il corpo è chiamato continuamente ad esser simbolo.

Dicembre

Domenica 1 ore 17.30
STAGIONE FLORIAN METATEATRO 2019/2020
Florian Metateatro
in collaborazione con Teatro Nazionale di Spalato
BILLIE HOLIDAY di Ksenija Prohaska e Arsen Anton Ostojic
traduzione Sandro Damiani
regia Arsen Anton Ostojic
con Ksenija Prohaska Daniele Ciglia, Fabio D’Onofrio (pianoforte)
cura dell’allestimento Giulia Basel
disegno luci Andrea Micaroni
regia Arsen Ostojic

Dopo il positivo debutto di questa estate al Teatro D’Annunzio nell’ambito del PEFESTPescara Festival, torna in scena Ksenija Prohaska, autrice ed interprete che ripercorre la vita di Billie Holiday un crescendo di emozioni, dall’infanzia fino al successo, alle difficoltà di una vita tra alti e bassi. La Prohaska, insignita del rango di Primattrice Nazionale Croata, è un’artista di livello internazionale che canta e recita con incredibile poliedricità, accompagnata al piano da Fabio D’Onofrio. In scena l’attore pescarese Daniele Ciglia impersona Charlie, il fidato barista con cui Billie intesse un dialogo fiume
tra ricordi, sogni, speranze di una delle più grandi interpreti del ‘900.

Sabato 7 ore 20.45
Domenica 15 ore 18.30
I Concerti di Jam&s
MARCO FUMO pianoforte
Reflections

Più che una ricerca, questo nuovo lavoro di Marco Fumo è una vera e profonda meditazione sulla vita nella e per la musica. Dal Barocco allo choro brasiliano, dal ragtime allo stride piano, dal neoclassicismo al tango, dall’impressionismo al jazz; e si fa una domanda: è possibile mettere allo specchio musiche di stili, generi ed epoche diversi? La risposta é un tentativo di riflessione attraverso le possibili combinazioni musicali che possano chiarire dubbi o a provocarne altri.
Un programma che parte con Scarlatti e, passando per Debussy e Copland, arriva fino a
Duke Ellington.

Dopo le prime di ciascuno spettacolo si terrà
INCONTRO A TEATRO
colloqui con le compagnie a cura di Massimo Vellaccio e Giulia Basel con la
partecipazione di critici e studiosi.

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