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Presentato a Pescara il volume sulle arti marziali cinesi con il maestro Guan Tieyun

Pescara. Una storia di amicizia. Una storia di bellezza. Una storia di conoscenza. Una storia di incontri tra Cielo e terra. C’è tutto questo, e molto di più, nel volume “Tongbeiquan, principi e metodo – Arte marziale e tecniche per la salute”, del maestro Guan Tieyun e curato da Carmela Filosa, Stanislao Falanga e Lucio Pippa. Il libro è stato presentato a Pescara ieri, venerdì 18 ottobre al Museo Cascella, in un incontro promosso dalla Fondazione onlus Camillo de Lellis in collaborazione con la Italy Chen Xiaojia (Associazione Italiana di Taijiquan stile Chen Xiaojia) e la Tong Yuan (International Tong Yuan Wushu Association), con il patrocinio del Comune di Pescara e il contribuito del Centro Servizi Volontariato di Pescara, dell’International Tong Yuan Wushu Association e dell’associazione Medicina e Persona.

A fare gli onori di casa il dottor Lucio Pippa, da anni in prima linea a Pescara nell’approfondimento delle arti marziali cinesi e della medicina tradizionale cinese, nonché animatore di seguitissimi corsi di ginnastica medica cinese che si svolgono da anni a Pescara, promossi proprio dalla Fondazione onlus Camillo de Lellis: “Ringrazio il cielo per questa storia che ci ha portati qui. Aver conosciuto il maestro Guan Tieyun e gli amici Filosa e Falanga, i miei maestri di Tongbeiquan in Italia, è stato per la mia vita un arricchimento personale, che mi ha fatto scoprire la bellezza di una tradizione millenaria che ha molto da dire anche all’uomo di oggi”. All’incontro ha portato il suo saluto anche il sindaco di Pescara, Carlo Masci, che ha ringraziato gli organizzatori per “una vitalità che fa bene alla nostra città. Sono contento di essere qui con voi perché mi sento a casa mia”.

Presente a Pescara il maestro Guan Tieyun, che ha raccontato genesi e contenuti del volume: “Il punto di partenza – ha detto – è una poesia che riprende parole di Confucio, che invita tutti a “studiare e frequentemente praticare”. Questo principio mi ha sempre mosso, insieme al desiderio di cercare costantemente i maestri e coltivare quelle amicizie che possono essere preziose per lo stesso studio. Perché solo studiando e ricercando insieme con i maestri e gli amici si possono comprendere bene i principi all’origine di tutto, e dell’arte marziale cinese in particolare”. Entrando nel merito di queste arti e in particolare dello stile Tongbeiquan, Guan Tieyun ha spiegato che “si tratta di un metodo tradizionale per la coltivazione del corpo e della mente, più precisamente per coltivare l’interno e l’esterno della persona. Il nome Tongbeiquan più che allo stile si riferisce al metodo che si caratterizza per insegnare colpi molto lunghi, che arrivano lontano: la forza prodotta da questi movimenti parte dalla schiena, sale sulle spalle e finisce nelle braccia. Gli stessi movimenti dunque si basano su rotazioni verticali da cui partono colpi destinati ad arrivare lontano. In termini di forme, cerchio, linea e punto sono alla base di questo stile dove duro e morbido si intersecano a vicenda. In ogni caso, qualunque movimento si esegua deve nascere dalla mente perché deve essere pieno, realizzato con piena consapevolezza. In altri termini, tutti i movimenti sono collegati, fluidi, senza interruzione”. Il maestro, dopo aver ricordato che le arti marziali cinesi e il Tongbeiquan in particolare hanno gli stessi principi della medicina cinese perché “entrambi sono delle arti”, ha spiegato che il libro nasce da “lunghe e profonde discussioni avute nel tempo con Stanislao Falanga, finalizzate a far conoscere la bellezza di questo stile. In particolare, volevamo porre l’accento dell’utilità del Tongbeiquan per la salute. Infatti, per ogni singolo esercizio, dopo la spiegazione abbiamo delineato lo scopo del praticarlo per l’obiettivo salute. Per questo, chiunque può praticare questi esercizi!”.

In chiusura, sono intervenuti anche Stanislao Falanga e Carmela Filosa. Il primo ha ricordato la genesi dell’International Tong Yuan Wushu Association “nata come una famiglia: sotto lo stesso cielo si crea un tratto d’unione incredibile, quasi un legame di sangue. E l’amicizia con Lucio Pippa è stata qualcosa che è andata oltre la semplice passione per queste arti marziali, diventando un punto di lavoro costruttivo e credibile per far conoscere origini e scopi di queste attività”. Da parte sua, Carmela Filosa ha raccontato la sua passione per la Cina e per le arti marziali: “Sono un incredibile strumento di conoscenza di se stessi, che da sempre mi appassionano. Siamo lieti di poterle far conoscere anche grazie a luoghi come questi che contribuiscono alla diffusione seria e approfondita”.

Informazioni sulla Fondazione onlus Camillo de Lellis: www.fondazionedelellis.net

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