Cultura e eventi

Callalily: a Pescara la nuova installazione pubblica dell’artista Pep Marchegiani

Pescara. “La bellezza salverà il mondo” è la frase di Fëdor Dostoevskij che accompagna la nuova installazione pubblica di Pep Marchegiani dal titolo “Callalily”. A partire dal 27 gennaio l’opera svetterà sul ume Pescara campeggiando su uno dei piloni dell’asse attrezzato, nel cuore della città adriatica. L’iniziativa, curata dal mecenate Giuseppe Rossi e realizzata in collaborazione con le famiglie Epifanio e Rossi, proprietarie della concessionaria Autoepi, si avvale del patrocinio del Comune di Pescara e dell’Associazione Massimo Oddo Onlus. Il soggetto rappresenta una calla il cui pistillo è sostituito da una matita: due elementi che simboleggiano la purezza delle idee. E’ proprio questo il fondamento su cui si basa il progetto che mira a rendere Pescara, nuovamente, un punto di riferimento sul tema della creatività, facendone un’occasione di sviluppo del territorio.
Per nulla casuale anche la scelta della data della presentazione dell’opera, il 27 gennaio, “Giorno della memoria”, che nel caso di Callalily vuole rappresentare una “memoria estesa”, per ricordare che la cultura rende consapevoli. Callalily, con le sue dimansioni, è un’opera di grande impatto visivo ed emotivo che ha richiesto anche una forte sinergia tra i vari soggetti coinvolti. Per la sua installazione, infatti, è stato necessario, oltre all’ingegno creativo di Marchegiani, l’intervento delle istituzioni, della Capitaneria di Porto, dei mecenati e dei tecnici. Solo attraverso il lavoro di squadra è stato possibile il suo posizionamento nell’area portuale, su uno dei piloni dell’asse attrezzato, ben visibile dal ponte d’Annunzio. «Callaly», spiega Pep Marchegiani, «rientra nel progetto Vorrei Mangiarti che ho presentato nel 2019 al Politecnico di Torino, in occasione della biennale TO2020, in collaborazione con il PAV Parco Arte Vivente e fa parte di una serie di macro-installazioni sul territorio nazionale che hanno l’obiettivo di dare uno spunto di riessione sul rapporto uomo-natura. Lo strumento artistico, la uidità di intervento delle istituzioni e il protagonismo dei mecenati sono quindi uniti in un connubio inedito, originale e di grandissimo impatto, per veicolare un messaggio fondamentale per tutti». «So bene che il passo è di quelli notevoli, non comuni, che fanno un certo rumore», aggiunge Giuseppe Rossi, curatore e co-mecenate dell’opera. «Credo che la nostra sia una scelta rara, forse unica nel nostro panorama territoriale. E non posso certo dire che sia stata fatta di impulso e a cuor leggero. Ma abbiamo voluto guardare "oltre", regalando qualcosa di speciale alla nostra città, perché crediamo che perseguire il “bello” abbia bisogno di coraggio e ducia in se stessi». L’installazione di Pep Marchegiani è realizzata anche con il coinvolgimento dell’associazione AMO di Massimo Oddo, a testimonianza che l’arte può rappresentare anche un valido strumento per sensibilizzare l’opinione pubblica su delicate tematiche sociali. «La solidarietà in fondo non è altro che arte del voler esprimere comprensione verso le dicoltà altrui», sottolinea Gianluca Di Felice, segretario generale AMO. «In un mondo oggi sommerso di problemi soprattutto nel capirsi, noi come Associazione Massimo Oddo Onlus riteniamo che soprattutto i giovani dovrebbero andare più a braccetto con la cultura e per questo abbiamo sposato questa bellissima iniziativa di Autoepi e dell’artista Pep Marchegiani ritenendo il suo messaggio importante».

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