Cultura e eventi

Montesilvano, Corso Umberto riqualificato. Webstrade: “Genialità o sciocchezza?”

Montesilvano. “È comparsa sulla stampa locale una proposta sconcertante per corso Umberto a Montesilvano (la statale 16 Adriatica nel tratto urbano, corrisponde a corso Vittorio Emanuele a Pescara). Si è proposta la riduzione della sezione stradale, con Zona 30 dal Lunedì al Giovedì, e strada pedonale da Venerdì a Domenica. Per rilanciare il commercio. Un’idea geniale o una sciocchezza estemporanea di chi non fa quello che dovrebbe fare e corre dietro a trovate da circo?”.

Si legge così in una nota di Webstrade, che prosegue: “Il dubbio viene. Sembra che si voglia superare, a tutti i costi, l’esperienza di corso Vittorio a Pescara. Con una Zona 30, ma con meno spese (stanziati nel bilancio comunale 110 mila euro per l’operazione, invece dei milioni di corso Vittorio). Pedonalizzazione più lunga, da venerdì a domenica. Addirittura detassazione dei commercianti (Tasi o Imu ? Per tutti i commercianti o solo per quelli di corso Umberto?) Ma poi lo sanno a Montesilvano che quelli più scontenti della chiusura di corso Vittorio erano proprio i commercianti? Ma la cosa più incredibile è che si parla di pedonalizzazione e moderazione del traffico, in una città che, con i suoi 55 mila abitanti e 70 mila veicoli al giorno sulle strade della sola zona a mare, non ha un piano del traffico, obbligatorio per legge. Qualcuno sa dove passeranno le auto che la attraversano ogni giorno, una volta chiuso corso Umberto? In questa città si costruiscono ben tre muovi ponti sul Saline ma non si collega la tangenziale con l’autostrada. Intanto il traffico dei pendolari si riversa nell’abitato, avvelenando e tagliando la città. Qui si costruiscono scuole di legno sul tracciato previsto per la tangenziale, che poi si lasciano incompiute a macerare. Qui da un ventennio si aspetta di veder passare il trasporto pubblico sulla strada Parco, ma la strada è ancora chiusa perché “c’è un cantiere in corso”, e di parco ci sono solo le erbacce incolte e le piante di pomodori di qualche improvvisato orticoltore. Qui si fanno palazzi di 7 piani su stradine di 3,5 m, senza marciapiedi, senza verde, senza parcheggi, a fianco di villini di 1 o 2 piani. Qui un intero quartiere nuovo di 7 mila abitanti è quasi ultimato, ma senza un metro di nuove piste ciclabili, senza il boulevard centrale, senza la chiesa e la piazza, con servizi e verde vicino al fiume, separati dalle case dal pericoloso stradone Aldo Moro, tanto che non si trova lo spazio “nemmeno per un campo di calciotto”. Certo si può sempre avviare il cambiamento. Bisogna avere fiducia. Ma se si vuole iniziare a cambiare da corso Umberto (ammesso che ci siano le risorse e che sia questa la priorità) bisogna ascoltare la città, i portatori di interesse, i cittadini, gli operatori economici. Si faccia un piano del traffico ed un Regolamento Viario. Si concordi con gli altri comuni un piano della mobilita’. Per il progetto si faccia un concorso di idee, con dei dati attendibili. La città non ne può più di questa maniera di pensarsi dei politici locali, come geniali pensatori che pensano di risolvere i problemi della gente, perché hanno l’illuminazione fulminante la notte, o dispongono dell’archistar di turno. Ma poi non vogliono discutere con nessuno, non amano le critiche, sono poco disposti ad ascoltare e a cercare l’umile mediazione e la fatica di fare piani, discutere di idee, confrontarsi con i diversi punti vista, in una faticosa partecipazione. È ora di cambiare. Cominciamo dalla mobilità e da un piano che ci permetta di discutere del presente e pensare ad un futuro possibile”.

Related posts

Raduno Motociclistico di Solidarietà Regionale “Il Trapianto è Vita”

redazione

Escursione teatrale a Pretoro

redazione

Lo chef Silvano Pinti a Casa Abruzzo

admin

Lascia un Commento

This website uses cookies to improve your experience. We'll assume you're ok with this, but you can opt-out if you wish. OK Continua a leggere

Privacy & Cookies Policy